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INFORMATICA: Paolo Misericordia (Fimmg) Mail e WhatsApp per inviare referti , ricette e rendiconti alle ASL, illegali per la privacy.

priva44DOCTOR 33- C'erano una volta le ricette spedite via WhatsApp o via e-mail, un servizio che qualche medico di famiglia qua e là offriva all'assistito. Ma è durata poco: fino a che punto quei documenti erano al sicuro da occhi indiscreti? Oggi WhatsApp o la posta elettronica servono al più ad avvertire l'utente di venire a prelevare la ricetta a una certa ora in studio senza fare la fila. E il promemoria cartaceo stampato dal medico curante e consegnato a mano resta documento insostituibile, con buona pace dei fans della dematerializzazione. In realtà, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie al fascicolo sanitario, esiste anche l'app per scaricare la ricetta su telefonino e pc: ma è sicura?
Facciamo un quadro con Paolo Misericordia esperto informatico del sindacato Fimmg. Che boccia nettamente mail e WhatsApp per inviare referti e ricette. «Tutti i dati che viaggiano via internet, fino a prova contraria non sono protetti da una chiave crittografica e possono essere intercettati», afferma. «Non garantiscono cioè che solo il paziente destinatario legga le informazioni sulla sua salute. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore nell'Unione Europea due anni fa e la policy che in Italia stiamo mettendo in atto tendono ad alzare la soglia di sorveglianza. Come Fimmg abbiamo dissuaso gli iscritti dall'usare WhatsApp ed e-mail persino per l'invio all'Asl dei rendiconti delle prestazioni di particolare impegno. Alcune regioni tra cui le Marche dove opero hanno vietato l'invio per e-mail di ricette dematerializzate, anche le più semplici, emanando una direttiva che impone di consegnare il promemoria prescrittivo direttamente al paziente».
Come evitare spostamenti all'assistito? Le risposte sono in arrivo. Ad esempio, spiega Misericordia, «c'è qualche software organizzato per crittografare il dato inviando le ricette in una modalità che consente di criptarle pure via mail. Ma c'è un banale problema: in genere con la stessa e-mail si invia all'utente il codice per decrittarle. All'atto pratico si tratta di una soluzione che non tutela al 100%». Ci sono sistemi più sicuri. Come il cloud, «oggi nei nostri studi ci sono gestionali che mettono a disposizione aree di archiviazione e conservazione del dato, in remoto, alle quali il paziente dotato di credenziali accede e visualizza il "cassetto" con le ricette che lo riguardano. Però -ammette Misericordia -quando ai colleghi elenchiamo le precauzioni adottate dalle software house più avanzate, loro giustamente obiettano che un ente istituzionale come l'Inps per i certificati di malattia al lavoratore consente l'uso dell'e-mail, e là ci sono diagnosi e prognosi esposte. E ancora, il pro-memoria cartaceo fatica ad essere abolito. Anche se le regioni hanno le specifiche per non usarla, la carta impera, indipendentemente dallo sviluppo del fascicolo sanitario elettronico che troppo spesso a sproposito ci viene presentato come cavallo di Troia della dematerializzazione: questo perché i farmacisti sul promemoria stampato da noi medici e consegnato dall'assistito attaccano le fustelle e verificano i quantitativi di medicinali erogati per conto del Ssn. Insomma, il sistema istituzionale spesso è il primo a non aderire alla lettera alle indicazioni della normativa sulla privacy».
È più grave far viaggiare fuori dal sistema di accoglienza ricette per farmaci o per esami? «Entrambe contengono dati sensibili», dice Misericordia. «Certo, sull'impegnativa per visite ed esami c'è la segnalazione esplicita del sospetto diagnostico, ma il paziente va protetto in tutti i casi». Quindi il sistema più sicuro per inviare la ricetta al paziente è in prospettiva il fascicolo sanitario elettronico consultabile anche da telefono cellulare? «In prospettiva forse, al momento no. Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, presto il Lazio, hanno repository per ricette e referti, ma tutto viene inviato senza che sia prevista la raccolta del consenso dell'assistito da parte delle regioni. Siamo sempre più convinti che un consenso esplicito al trattamento dati nel Fse andrebbe raccolto. Dovremmo chiederci quanti dati sensibili da noi inviati al sistema di accoglienza nazionale o regionale siano stati archiviati e trattati senza che il paziente fosse stato adeguatamente informato su tutte le figure che li trattano. Né è considerata la possibilità che il paziente dica no a che i suoi dati vadano a finire a Ministero dell'Economia ed altri archivi. C'è una lunga strada da fare».

SISAC: Deleghe sindacali 2019 Fimmg primo sindacato con il 63,17% crollo Smi con iscritti che confluiscono in Intesa sindacale che si attesta al terzo posto

sisac thumb large300 300Sono state pubblicate dalla SISAC le rilevazioni al 1 Gennaio 2019 delle deleghe sindacali che costituiranno la rappresentativita' sindacale per il 2020 il comparto Medicina Generale scende di -728 unita' sul totale di 37.692 deleghe attuali rispetto alla scorsa rilevazione confermando il trend in discesa dovuto anche ai pensionamenti. La Fimmg nonostante il numero crescente di pensionamenti si conferma il primo sindacato con il 63,17% di rappresentatività , un totale di 23.811 deleghe, con un calo di sole 443 deleghe rispetto alle 24.254 del 2018 un calo numerico del -2.99%. Lo Snami resta stazionario con una lieve perdita numerica del -1,6 % ovvero con 7.182 deleghe -86 rispetto al 2018 e una rappresentatività del 19,05% Al terzo posto sale intesa sindacale costituito da 4 sigle (Cisl medici, FpCgil medici, Simet, Sumai) 3.334 deleghe con un aumento di +1.137 deleghe rispetto al 2018 + 34.10% dato da leggere assieme al calo notevole dello SMI a causa dei dissidi interni che ha portato molti a confluire in intesa sindacale ma che fa scendere il sindacato al 4 posto con 3.093 deleghe -969 rispetto al 2018 e un calo in percentuale numerica di -23.86%

IL DOCUMENTO SISAC

AGGRESSIONI AI SANITARI: Malmenare un infermiere non è reato, archiviata aggressione al Santobono Scotti (Fimmg) irrigidire le pene e procedibilta' d'ufficio

agginfermiereL'infermiere venne aggredito dal padre di una piccola paziente e subì la frattura della mano. "la VII Sezione del Tribunale di Napoli archivia tutto di archiviazione, per particolare tenuita' del fatto, l'aggressione subita a settembre da un infermiere dell'ospedale Santobono ora sucita reazioni indignate, per lo stato italiano un infermiere aggredito non costituisce un reato della cosa ha parlato il , segretario generale nazionale Fimmg Silvestro Scotti che è anche il presidente dell'OMCEO di Napoli "Una notizia che e' arrivata come un pugno allo stomaco. E' l'ennesima dimostrazione, qualora ne servisse una, di quanto sia urgente l'approvazione della legge che irrigidisca le pene per chi aggredisce un medico e conferisca ai sanitari lo status di pubblico ufficiale . Parliamo di un infermiere al quale e' stata fratturata una mano, un uomo che e' stato picchiato con una stampella mentre cercava di prestare assistenza ad un piccolo paziente". sottolinea Scotti "approvare la nuova legge sulle aggressioni al personale sanitario e' una priorita' assoluta. Non possiamo piu' aspettare, dobbiamo fornire alla magistratura gli strumenti per punire severamente chi si rende colpevole dell'aggressione di un medico. Del resto, se la legge fosse gia' stata approvata, non ci sarebbero state attenuanti e le stesse fratture non sarebbero state considerate poi tanto lievi".

VACCINI: intervista a Maria Corongiu Presidente Fimmg Roma e infettivologa, lo pneumococcico quando farlo e a chi , la comunicazione in sanita'

corognu2vaccino antipneumococcico a chi farlo e quando farlo , la comunicazione sbagliata in sanita' crea danni alla collettivita' , lo spiega in un intervista Maria Corongiu Presidente Fimmg Roma e infettivologia che ripercore i tempi dell'allarme AIFA sui vaccini con danni che si stanno pagando ancora oggi...
 
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VIOLENZA CONTRO I MEDICI : Scotti (Fimmg) Procedibilta' d'ufficio , aumentare le pene non serve

violenza medici thumb other250 250L'aumento delle pene per chi aggredisce medici o operatori sanitari «non crediamo sia la soluzione alla violenza. Deve essere riconosciuto il diritto di un servitore dello stato di essere un pubblico ufficiale e quindi far scattare la procedibilità d'ufficio sui reati contro di lui e non come oggi su querela di parte». Lo ha detto Silvestro Scotti,presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli, a margine del convegno sulla sicurezza per i medici a Napoli. «I medici - ha aggiunto - rappresentano lo Stato. Non viene aggredito il dottor Scotti ma lo Stato stesso e un medico non può rimanere da solo nei tribunali esposto anche alle ritorsioni. Ormai se guardiamo quello che è accaduto a Cava de Tirreni, non posso mica fare dei corsi di tiro a segno qui all'ordine, aspettiamo risposte».

VIOLENZA CONTRO I MEDICI : Maio (Fimmg CA) fenomeno sottostimato , serve procedibilità' d'ufficio e qualifica di pubblico ufficiale

violenzaMEDICI thumb large300 300"L'Esecutivo Nazionale FIMMG Continuità Assistenziale è presente a Napoli per esprimere solidarietà ai medici di continuità assistenziale di Napoli e della Campania, nonché a tutti gli operatori della sanità costretti ad agire in condizioni precarie per la propria sicurezza, in occasione del Convegno 'La sicurezza dei Professionisti Sanitari.Prospettive e proposte' che si è svolto oggi alla presenza del Ministro della Salute Roberto Speranza." Lo dichiara Tommasa Maio, Segretario Nazionale FIMMG Continuità Assistenziale.
Il convegno, svolto presso la sede dell'Ordine di Napoli, ha visto la presenza di On Michela Rostan, Sen. Mariolina Castellone, On. Federico Conte, On. Paolo Siani che si sono confrontati in materia di sicurezza dei professionisti sanitari e delle possibili azioni di miglioramento in vista della chiusura dell'iter parlamentare del DDL S.867.
I dati presentati al recente Congresso Nazionale FIMMG testimoniano una escalation delle aggressioni ai medici di continuità assistenziale denunciate dagli operatori.
"La nostra percezione -continua Maio- è che questi siano dati sottostimati poiché spesso le minacce o le aggressioni subite non vengono segnalate per timore di ritorsioni. Abbiamo presentato da tempo proposte sostanziate dalla evidenza che non si possa garantire una vera tutela senza una legge adeguata che preveda tre aspetti fondamentali: riconoscimento dello status di pubblico ufficiale, procedibilità d'ufficio per chiunque aggredisca un operatore in servizio, un aggravamento delle pene previste."
"Lo status di pubblico ufficiale, in particolare, ha un valore molto importante per noi -conclude Maio- poichè in tal modo lo Stato riconosce e tutela i propri "Figli" che operano per il bene della collettività. In vista della chiusura dell'iter parlamentare sul DDL in materia di sicurezza dei professionisti sanitari (DDL S.867) ci auguriamo che possa esserci il giusto epilogo per una situazione non più sostenibile".

76° CONGRESSO FIMMG-Metis: Il ministro Speranza a Villasimius no all violenza contro i medici che sono il pilastro del ssn

speranzaContro la violenza ai danni dei medici "due settimane fa abbiamo approvato un primo testo al Senato; ho incontrato ieri la presidente della Commissione Affari sociali della Camera per lavorare nel più breve tempo possibile e far modo che il testo diventi legge dello Stato". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al congresso della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) in corso a Cagliari. "Vorrei che si desse un segnale forte a chi lavora per la salute dei cittadini - ha sottolineato - quello delle aggressioni e delle violenze è un tema inaccettabile, drammatico, dobbiamo dare subito un messaggio molto netto e molto forte e prenderci cura di chi ci cura. Uno Stato che non lo fa non è credibile e non è autorevole", ha concluso. "Dobbiamo proiettare la figura del medico di famiglia, che è oggettivamente essenziale, un pilastro del Ssn, dentro il tempo nuovo che ci propone alcune sfide significative". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in occasione del suo intervento al 76° Cingresso nazionale FIMMG-Metis in corso a Villasimius. Il ministro ha anche visitato il camper della FIMMG #adessobasta che questa settimana ha fatto tappa al Tanka Village in occasione dell'appuntamento annuale della Federazione.
"Penso al cambio della piramide demografica, ai cambiamenti che ne conseguono sul piano epidemiologico, alle nuove tecnologie, ai nuovi farmaci, all'innovazione – ha aggiunto -. La sfida che credo questo Congresso debba in qualche modo assumere è come dentro questo tempo si possa valorizzare questa professionalità che è, e resta, essenziale e che però deve stare in questa nuova stagione. Io credo che in un lavoro di sinergia e ascolto, di confronto reciproco ci possa essere le condizioni per disegnare il medico di medicina generale del futuro".
 

76° CONGRESSO FIMMG-Metis Oliveti (Enpam): difendiamo lo specialismo delle competenze della medicina generale

oliveti55"La medicina generale è l'attività cardine di quell'assistenza sul territorio che garantisce il flusso contributivo più consistente alla Fondazione Enpam, e si basa su alcune peculiarità: assistenza di prossimità, relazione fiduciaria, competenze trasversali. Questa è la sua specialità. È la specialità che poi si riflette sull'individuo che ha un problema di salute, e che chiede di essere capito, di capire, e di trovare una semplicità di risposta nella complessità riferendosi a una persona alla quale affida la sua fiducia. Usiamo l'Intelligenza Artificiale! perché diventi un amplificatore di questa qualità erogata, non un'alternativa". Lo ha detto il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti, nel suo intervento al 76° Congresso nazionale FIMMG-Metis in corso a Villasimius (Cagliari).
"Difendiamo in questa fase evolutiva della professione, lo specialismo proprio di queste competenze generaliste – ha aggiunto -. Mi sembra abbastanza strano che in un momento di cambiamento e di adattamento, quando nel campo della formazione si auspica che i nostri figli imparino le cosiddette competenze trasversali invece i medici siano spinti solo verso un'ulteriore sempre più fine specializzazione. Chiediamo su questo un giusto sostegno, che sia professionale, ma sia anche organizzativo, formativo e comunicativo".
 

76° CONGRESSO NAZIONALE FIMMG-METIS: La relazione di Silvestro Scotti

sala5"L'unica risposta che riusciamo ad immaginare è che va cambiato il contenitore. Da questo nasce la proposta di FIMMG del Microteam, dove il contenitore non è più il singolo medico ma una unità multi professionale composta da un medico di famiglia, un collaboratore di studio medico, un infermiere e, attraverso la definizione del ruolo unico, integrata dal medico di continuità assistenziale o, come sarà definito nel prossimo ACN, dal Medico di Medicina Generale a ciclo orario". E' uno dei passaggi della relazione di Silvestro Scotti al 76° Congresso FIMMG-Metis in corso a Villasimius.
"È chiaro che per cambiare il contenitore servono risorse – ha aggiunto Scotti - Risorse che da anni si è cercato di individuare attraverso meccanismi di sperimentazione anche all'interno dell'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, meccanismi correttamente e fortemente voluti dagli stessi professionisti per tentare un indirizzo di sviluppo del proprio lavoro. Ma, diciamolo con chiarezza, quelle risorse non avrebbero dovuto essere orientate alla incentivazione degli obiettivi professionali e assistenziali e non di quelli organizzativi e strutturali come succede per tutte le altre categorie contrattuali del SSN? ".
 
LA RELAZIONE

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76° CONGRESSO NAZIONALE FIMMG-METIS: La relazione di Silvestro Scotti (2)

sala5"L'unica risposta che riusciamo ad immaginare è che va cambiato il contenitore. Da questo nasce la proposta di FIMMG del Microteam, dove il contenitore non è più il singolo medico ma una unità multi professionale composta da un medico di famiglia, un collaboratore di studio medico, un infermiere e, attraverso la definizione del ruolo unico, integrata dal medico di continuità assistenziale o, come sarà definito nel prossimo ACN, dal Medico di Medicina Generale a ciclo orario". E' uno dei passaggi della relazione di Silvestro Scotti al 76° Congresso FIMMG-Metis in corso a Villasimius.
"È chiaro che per cambiare il contenitore servono risorse – ha aggiunto Scotti - Risorse che da anni si è cercato di individuare attraverso meccanismi di sperimentazione anche all'interno dell'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale, meccanismi correttamente e fortemente voluti dagli stessi professionisti per tentare un indirizzo di sviluppo del proprio lavoro. Ma, diciamolo con chiarezza, quelle risorse non avrebbero dovuto essere orientate alla incentivazione degli obiettivi professionali e assistenziali e non di quelli organizzativi e strutturali come succede per tutte le altre categorie contrattuali del SSN? ".
 
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FIMMG: incontro con il Ministro Speranza, Scotti: «Dialogo proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Disponibilità a risposte concrete e visibili nella prossima finanziaria».

Visitasperanza«Un incontro proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Resta tuttavia la nostra attesa di risposte concrete e ben visibili nella prossima finanziaria su cui abbiamo verificato un forte interesse del Ministro della Salute Roberto Speranza». Silvestro Scotti, Segretario Generale FIMMG, commenta con ottimismo l'odierno incontro avvenuto con il ministro della Salute Roberto Speranza e la delegazione FIMMG in cui era affiancato dal Vicesegretario Vicario Pierluigi Bartoletti e il Vicesegretario Domenico Crisarà. «Abbiamo portato sul tavolo del ministro - dice Scotti - i motivi per i quali, nonostante la firma della pre-intesa per la convenzione della medicina generale, la categoria ha mantenuto il suo stato di agitazione». Il leader nazionale della FIMMG sottolinea infatti che non esistevano impegni del nuovo Governo rispetto ad investimenti economici quali la riduzione dell'Iva, una decontribuzione per il personale di studio, iperammortamento e altri strumenti nella prossima legge di Stabilità, necessari allo sviluppo dei micro-team al servizio della Medicina Generale. Scotti chiarisce ancora una volta l'urgenza, non più procrastinabile, di «un investimento specifico nel quadro della prossima Finanziaria per il cambiamento della Medicina Generale», e ribadisce che «non è più possibile pensare che le risorse per i fattori di produzione della Medicina Generale possano essere individuati nel Fondo Sanitario Nazionale. La valorizzazione dell'autonomia gestionale prevista dal Legislatore per la Medicina Generale Convenzionata, che permette ai colleghi di investire su se stessi (di fatto investendo sul Pubblico in termini di prestazione per i pazienti), ha bisogno a questo punto di un investimento specifico». La ratio che ispira l'azione della FIMMG, per il tramite del Segretario Generale, è quella di portare avanti le istanze della categoria e innestare un circolo virtuoso che alla fine possa avere ricadute positive sull'assistenza ai cittadini. «Non si comprende perché si dovrebbe valorizzare l'imprenditoria giovanile - prosegue Scotti - ed escludere i giovani medici di Medicina Generale che entrano nel mondo del lavoro. Parliamo di ragazzi chiamati ad investire sull'apertura di uno studio, sull'assunzione di personale e l'acquisto di attrezzature diagnostiche, senza avere in prima battuta risorse adeguate. Basterebbe, per cominciare, attivare misure di agevolazione sull'Iva per l'acquisto di apparecchiature di diagnostica, lo diciamo ormai da anni, lo si potrebbe fare in linea con contratti definiti e certificati dalle Aziende sanitarie». Richieste FIMMG che avrebbero ricadute importanti sul mondo del lavoro, non solo in favore dei medici, giovani e meno giovani, della Medicina Generale. Scotti ricorda infatti che si potrebbe definire una strategia a supporto della Medicina Generale partendo dal Reddito di Cittadinanza, con politiche che favoriscano le assunzioni di collaboratori di studio e infermieri. Farlo significherebbe creare opportunità occupazionali nei 60mila studi di Medicina Generale che ci sono sul territorio. Chiaramente, si dovrebbe realizzare un percorso formativo dando vita ad un network che ricomprenda gli uffici di collocamento e i navigator. «Non è certo un segreto - conclude il Segretario Generale FIMMG - quali siano le dinamiche demografiche in atto nel nostro Paese. L'età media della popolazione è sempre più alta e i pazienti sono sempre più interessati da patologie croniche, la nostra società avrà bisogno in maniera crescente di prossimità e assistenza domiciliare. Questi sono temi ai quali la politica deve guardare, comprendendo che valorizzare la Medicina Generale significa valorizzare un sistema di assistenza di qualità per i cittadini».

FIMMG: incontro con il Ministro Speranza, Scotti: «Dialogo proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Disponibilità a risposte concrete e visibili nella prossima finanziaria». (2)

Visitasperanza«Un incontro proficuo, avvenuto in un clima di collaborazione e di apertura. Resta tuttavia la nostra attesa di risposte concrete e ben visibili nella prossima finanziaria su cui abbiamo verificato un forte interesse del Ministro della Salute Roberto Speranza». Silvestro Scotti, Segretario Generale FIMMG, commenta con ottimismo l'odierno incontro avvenuto con il ministro della Salute Roberto Speranza e la delegazione FIMMG in cui era affiancato dal Vicesegretario Vicario Pierluigi Bartoletti e il Vicesegretario Domenico Crisarà. «Abbiamo portato sul tavolo del ministro - dice Scotti - i motivi per i quali, nonostante la firma della pre-intesa per la convenzione della medicina generale, la categoria ha mantenuto il suo stato di agitazione». Il leader nazionale della FIMMG sottolinea infatti che non esistevano impegni del nuovo Governo rispetto ad investimenti economici quali la riduzione dell'Iva, una decontribuzione per il personale di studio, iperammortamento e altri strumenti nella prossima legge di Stabilità, necessari allo sviluppo dei micro-team al servizio della Medicina Generale. Scotti chiarisce ancora una volta l'urgenza, non più procrastinabile, di «un investimento specifico nel quadro della prossima Finanziaria per il cambiamento della Medicina Generale», e ribadisce che «non è più possibile pensare che le risorse per i fattori di produzione della Medicina Generale possano essere individuati nel Fondo Sanitario Nazionale. La valorizzazione dell'autonomia gestionale prevista dal Legislatore per la Medicina Generale Convenzionata, che permette ai colleghi di investire su se stessi (di fatto investendo sul Pubblico in termini di prestazione per i pazienti), ha bisogno a questo punto di un investimento specifico». La ratio che ispira l'azione della FIMMG, per il tramite del Segretario Generale, è quella di portare avanti le istanze della categoria e innestare un circolo virtuoso che alla fine possa avere ricadute positive sull'assistenza ai cittadini. «Non si comprende perché si dovrebbe valorizzare l'imprenditoria giovanile - prosegue Scotti - ed escludere i giovani medici di Medicina Generale che entrano nel mondo del lavoro. Parliamo di ragazzi chiamati ad investire sull'apertura di uno studio, sull'assunzione di personale e l'acquisto di attrezzature diagnostiche, senza avere in prima battuta risorse adeguate. Basterebbe, per cominciare, attivare misure di agevolazione sull'Iva per l'acquisto di apparecchiature di diagnostica, lo diciamo ormai da anni, lo si potrebbe fare in linea con contratti definiti e certificati dalle Aziende sanitarie». Richieste FIMMG che avrebbero ricadute importanti sul mondo del lavoro, non solo in favore dei medici, giovani e meno giovani, della Medicina Generale. Scotti ricorda infatti che si potrebbe definire una strategia a supporto della Medicina Generale partendo dal Reddito di Cittadinanza, con politiche che favoriscano le assunzioni di collaboratori di studio e infermieri. Farlo significherebbe creare opportunità occupazionali nei 60mila studi di Medicina Generale che ci sono sul territorio. Chiaramente, si dovrebbe realizzare un percorso formativo dando vita ad un network che ricomprenda gli uffici di collocamento e i navigator. «Non è certo un segreto - conclude il Segretario Generale FIMMG - quali siano le dinamiche demografiche in atto nel nostro Paese. L'età media della popolazione è sempre più alta e i pazienti sono sempre più interessati da patologie croniche, la nostra società avrà bisogno in maniera crescente di prossimità e assistenza domiciliare. Questi sono temi ai quali la politica deve guardare, comprendendo che valorizzare la Medicina Generale significa valorizzare un sistema di assistenza di qualità per i cittadini».

CASO RANITIDINA: Scotti (Fimmg) il nostro compito è mettere a punto una terapia alternativa per chi assumeva medicinali con Ranitidina

farmaci 6 66471Fake news e informazione troppo tecnica un mix che ha creato scompiglio tra i cittadini che hanno preso d'assalto farmacie e medici a complicare la situazione false notizie che girano con farmaci che nulla hannoa che vedre con la ranitidina "Il nostro compito è mettere a punto a punto una terapia alternativa per chi assumeva farmaci con Ranitidina," ha dichiarato Silvetro scotti Segretario Generale Nazionale Fimmg "ma ci troviamo di fatto a doverli rassicurarli in generale sull'uso un pò di tutti i medicinali, anche a seguito della richiesta, da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), di controlli su tutti i prodotti Lo sforzo che dobbiamo fare è cercare di parlare in modo semplice, perché la confusione si crea anche per via del tecnicismo che a volte accompagna alcune comunicazioni istituzionali».

CASO RANITIDINA: Scotti (Fimmg) il nostro compito è mettere a punto una terapia alternativa per chi assumeva medicinali con Ranitidina (2)

farmaci 6 66471Fake news e informazione troppo tecnica un mix che ha creato scompiglio tra i cittadini che hanno preso d'assalto farmacie e medici a complicare la situazione false notizie che girano con farmaci che nulla hannoa che vedre con la ranitidina "Il nostro compito è mettere a punto a punto una terapia alternativa per chi assumeva farmaci con Ranitidina," ha dichiarato Silvetro scotti Segretario Generale Nazionale Fimmg "ma ci troviamo di fatto a doverli rassicurarli in generale sull'uso un pò di tutti i medicinali, anche a seguito della richiesta, da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), di controlli su tutti i prodotti Lo sforzo che dobbiamo fare è cercare di parlare in modo semplice, perché la confusione si crea anche per via del tecnicismo che a volte accompagna alcune comunicazioni istituzionali».

ADERENZA TERAPEUTICA : Studio Fimmg C.R.E.A. Sanità

medicofamiglia thumb250 250Lo studio "I problemi di aderenza alle terapie in campo cardiovascolare", promosso dal centro studi della FIMMG (Federazione italiana Medici di Famiglia) e C.R.E.A. Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) è stato realizzato per analizzare le principali criticità connesse all'aderenza alle terapie farmaceutiche, attraverso il punto di vista di professionisti in prima linea nel rapporto con i pazienti: i Medici di Medicina Generale (MMG), e tanti sono gli Italiani che si allontanano in un modo o nell'altro dalle cure mediche. la ricerca ha coinvolto 823 medici: il 6,8% con meno di 40 anni, il 4,0% tra i 40 e i 50 anni, il 31,7% tra i 50 e i 60 anni e il restante 57,5% più di 60 anni. Il 26,6% del campione opera nel Nord-Ovest, il 20,9% nel Nord-Est, il 19,8% nel Centro e il 32,7% nel Sud. Il 96,7% degli intervistati evidenzia al paziente "spesso/quasi sempre" l'importanza dell'aderenza alla terapia. gli elementi alla base dello scollamento tra terapia prescritta e atteggiamento del paziente sono diversi: presenza di disturbi cognitivi/psichiatrici, complessità della terapia, scarsa consapevolezza della malattia, comorbidità, livello culturale del paziente. Tra le ragioni riferite dagli assistiti, invece, si collocano con maggiore frequenza: il timore di effetti collaterali o la loro effettiva (o presunta) insorgenza. Segue poi un analisi sulle singole realta' regionali "Dall'indagine – commenta Paolo Misericordia, che è il responsabile del centro studi FIMMG – emerge con evidenza che i medici ritengono fondamentale, ai fini del miglioramento dell'aderenza ai trattamenti, l'organizzazione della propria attività. La presenza di personale di studio e infermieristico, e la disponibilità di algoritmi informatici di supporto, costituiscono gli elementi che maggiormente possono incidere nell'incremento dell'aderenza alle terapie proposte. Per questo stesso obiettivo la survey conferma quanto per i medici sia importante l'intervento sulla semplificazione del regime farmacologico, premessa migliore per rendere efficace le attività di educazione terapeutica del paziente".

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PROFESSIONE: Sgravi, misure fiscali e decontribuzione. Ecco la ricetta Fimmg per rilanciare la medicina di famiglia

medici99 thumb250 250DOCTOR 33 - Di Mauro Miserendino «Ai medici di famiglia e ai cittadini non serve più il modello contrattuale degli aumenti a quota capitaria definiti sul Fondo sanitario nazionale. Serve invece essere aiutati a investire sullo studio e sui fattori produttivi: strumentazione e personale. Quindi gli aumenti chiave non li chiederemo alle Regioni; queste ce li daranno se otteniamo i risultati richiesti sul fronte delle cronicità, delle liste d'attesa, dell'evitamento dei carichi in pronto soccorso, delle vaccinazioni. Ma per ottenere quegli obiettivi l'interlocutore è il Governo. Abbiamo bisogno di sgravi, misure fiscali, decontribuzione». Parla Silvestro Scotti segretario Fimmg a margine del tour che sta portando il camper di #Adesso Basta!, iniziativa del suo sindacato per coinvolgere cittadini e istituzioni nella campagna con cui i medici spiegano che ce la possono fare, ad assistere 500 over 65 su 1500 assistiti, ma vanno aiutati a cambiare marcia. In Lombardia alla presenza dell'Assessore Giulio Gallera che elogia Fimmg per essersi messa a disposizione della riforma delle cronicità caldeggiando la presa in carico dei pazienti con cooperative e medicina di iniziativa, Scotti spiega a DoctorNews le prossime mosse dopo la firma della pre-intesa sulla convenzione. «L'accordo manda a regime arretrati che nell'intesa del 2018 avevamo recuperato ma di cui non era scontato il "trascinamento"», ricorda Scotti. «Ieri in Emilia Romagna abbiamo raggiunto un'intesa con il Presidente della Conferenza delle Regioni e il Presidente del Comitato di Settore, che sono rispettivamente il governatore regionale Stefano Bonaccini e l'assessore alla sanità Sergio Venturi, per portare a tutti gli assessori il nostro messaggio così da discutere tra il 25 settembre e fine anno la parte normativa della convenzione e giungere a un accordo. Noi abbiamo recuperato gli arretrati ma ora dobbiamo far fronte a un'ondata di nuovi cronici, e trovare i mezzi perché il nostro servizio, il più "prossimo" al paziente (sarà anche il tema del Congresso Fimmg di Villasimius, 7-12/10) dia le risposte attese».
L'interlocutore è il governo, anziché le Regioni?
«Esatto. Chiedessimo ora aumenti sul Fondo sanitario nazionale, ci scontreremmo - ad esempio - con la priorità di acquisire costosi farmaci innovativi a disponibilità invariate o quasi. Dobbiamo cercare le risorse altrove, ad esempio nella legge di stabilità. A partire dagli strumenti di innovazione tecnologica che mostriamo nel camper: elettrocardiografi, spirometri portatili, holter cardiaci che danno il tracciato di 7 giorni H24, ecografi per approfondire le nostre visite. Il finanziamento dei fattori produttivi per gli ospedali esiste già. E ancora, chiediamo che sia lo stato a pagare il reddito di cittadinanza per due anni ai percettori che intendessimo formare come assistenti di studio medico, visto che la legge ci equipara ad imprese e per le imprese prevede tale benefit: diventeremmo presìdi del servizio sanitario più forti a invarianza di oneri per lo stato. E ancora: in qualità di fornitori di servizi per i nostri assessorati regionali, perché non potremmo fruire di un'Iva agevolata al 4%?»
Tutte norme che trovano allineate le regioni e riguardano Def e Finanziaria. Le risorse sono state quantificate?
«Sono somme esigue, poche decine di milioni di euro per iniziare un percorso virtuoso. Contestualmente vogliamo introdurre nell'accordo nazionale una revisione delle prestazioni di particolare impegno: in tempi di telemedicina le attuali sono superate e spesso sono di netta pertinenza infermieristica. Forse finanziare una legge sull'infermiere di famiglia come quella proposta in parlamento è sproporzionato, ma dobbiamo crescere. E si deve mettere nel nuovo accordo che è diverso avere1000 o 1500 assistiti, cambia il carico delle cronicità e degli altri, quindi occorre avere una dotazione adeguata. Nel decreto legge Calabria sono stati previsti aumenti di massimale in particolari situazioni. Bene. Quegli aumenti vanno correlati alla presenza di strumenti che il medico non può finanziarsi da solo, la scommessa deve essere condivisa».
Che cosa rimane in queste trattative convenzionali delle richieste del 2007 quando Fimmg ideò una Rifondazione della Medicina generale, medici di famiglia e guardia a pari dignità, convivenza potenziale totale tra numero di scelte e di ore?

«Le Unità di Medicina Generale, il nucleo della Rifondazione, rispecchiano il microteam di cui parliamo oggi, una soluzione (coordinamento del medico più collaboratore con infermiere e medico di continuità assistenziale in proporzioni pre-assegnate ndr) che risponde esattamente ai bisogni di comuni sotto i 5 mila abitanti, che sono il 69% dei comuni e coprono 10 milioni di italiani. E che, soddisfatte le nostre richieste, darebbe slancio ai giovani e responsabilizzerebbe tutta la categoria, a patto che poi i risultati ottenuti sui pazienti siano a loro volta valorizzati».

LEGGE GELLI: Anaao e Fimmg Bene proposta FNOMCEO per un tavolo con i professionisti su decreti attuativi legge 24

medici99 thumb250 250"Non possiamo che sostenere la proposta della Fnomceo di istituire un Tavolo tecnico di confronto con i professionisti sui decreti attuativi della legge 24. Riteniamo fondamentale che i medici siano coinvolti in una materia, come quella dell'obbligo assicurativo, che interesserà così da vicino la loro professione". E' quanto dichiarano il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, il segretario nazionale di ANAOO Assomed, Carlo Palermo, e il presidente del Patto per la Professione Medica, Guido Quici. "In questo momento in cui si decidono le nomine dei sottosegretari alla Salute pensiamo sia necessario valorizzare figure che hanno dimostrato competenze tecniche maturate negli ultimi anni – proseguono - in particolare sulle norme che riguardano le coperture assicurative nell'esercizio della libera professione, il loro collegamento con assolvimento dell'obbligo Ecm. Particolare rilievo dovrebbe essere dato alla valutazione delle conflittualità che potrebbe insorgere in sede di applicazione della normativa sulla privacy".

SANITÀ: Intesa a Bologna tra Bonaccini e Scotti (FIMMG). Bonaccini:

scobonacini"Lavoriamo per costruire insieme alla medicina generale la sanità regionale del futuro". Scotti:"Un ulteriore passo avanti per chiudere entro l'anno un ACN veramente innovativo"
Firmato oggi a Bologna un documento con obiettivi e impegni comuni, dopo la firma dell'intesa del 6 settembre scorso
Bologna – Consolidare la rete della sanità territoriale e l'alleanza tra i sistemi sanitari regionali e i medici di medicina generale per rispondere ai bisogni degli assistiti, a partire dai bisogni delle persone più fragili, che hanno malattie croniche o patologie rilevanti. Questi gli impegni comuni assunti dal presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e dal segretario Generale Nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, che si sono incontrati oggi a Bologna e hanno firmato una dichiarazione di intenti, che vuole essere di riferimento per le politiche di sviluppo della sanità territoriale.
Il documento segue, infatti, la pre-intesa sulla medicina generale, firmata con i sindacati il 6 settembre scorso a Roma, nell'ambito delle trattative per il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale per la Medicina Generale, da chiudere entro l'anno.
"Lavoriamo per costruire insieme alla medicina generale la sanità regionale del futuro e per un sistema sanitario nazionale più forte, che valorizzi il ruolo fondamentale dei Medici di Medicina Generale, rafforzando nei territori la possibilità di copertura dei nuovi bisogni dei cittadini- ha sottolineato Bonaccini-. Questa stagione di rinnovi contrattuali, che sta facendo passi avanti, deve assolutamente coincidere anche con nuove assunzioni di personale, investimento sulla formazione dei medici del territorio e la possibilità di accedere alla specializzazione per tanti giovani medici. Per poter dare risposte sempre migliori ai pazienti, soprattutto cronici".
"Questa intesa rafforza e indirizza la nostra azione verso tutti gli appuntamenti dei prossimi mesi: finanziaria, Patto per la salute e chiusura dell'ACN. Doveroso dare atto al Presidente Bonaccini dell'impegno che sta dedicando personalmente a seguire i temi della medicina territoriale ed in particolare quelli condivisi della medicina generale, impegno che corrisponde esattamente alla nostra richiesta di un tavolo fiduciario con le Regioni dove si realizzi il meglio per i cittadini, gli operatori e la sostenibilità dell'offerta anche grazie ai medici di famiglia", ha aggiunto Scotti.
Il documento
Nel documento firmato oggi si sottolinea la centralità del ruolo dei Medici di Medicina Generale nel dare risposte soprattutto ai pazienti con patologie croniche concomitanti e con sempre maggiore bisogno di assistenza a lungo termine. Tali medici, infatti, rappresentano "il professionista di riferimento per il singolo paziente proprio per la capacità di un approccio sulla persona e non sulla singola patologia"
all'esterno dell'ambito ospedaliero.
"In questo contesto l'organizzazione e lo sviluppo delle cure primarie rappresentano uno degli obiettivi principali da perseguire" attraverso "la creazione di alleanze tra sistemi sanitari regionali e medici di medicina generale quale strumento indispensabile per indirizzare le attività verso i bisogni sempre più complessi e articolati dei cittadini".
In particolare, si tratta di orientare l'organizzazione dei servizi ai bisogni degli assistiti; offrire più prestazioni sanitarie (ad esempio attraverso le medicine di gruppo e il day service ambulatoriale nelle case della salute), garantendo lo sviluppo e la continuità dell'offerta assistenziale negli ambulatori e domiciliare, integrando le competenze di medici e operatori e attuando percorsi diagnostico- terapeutico-assistenziali (PDTA) per le patologie croniche o rilevanti.
Inoltre, si vuole fare riferimento al ruolo di sentinella che può essere svolto dal rapporto tra farmacie dei servizi e medicina generale, incentivare il coinvolgimento della medicina generale nei programmi di ricerca e formazione per sviluppare innovazioni organizzative e assistenziali (come la teleassistenza per i soggetti fragili e cronici) e ampliare la collaborazione tra il sistema delle cure primarie e intermedie, quali: assistenza domiciliare, ambulatori infermieristici territoriali, poliambulatori e case della salute, rete delle cure palliative, ospedali di comunità, servizi socio-sanitari, centri per i disturbi cognitivi e demenze, attività proprie della geriatria territoriale.
Per far fronte a questi nuovi scenari, conclude il documento, occorre consolidare la rete territoriale "sia come sistema integrato di servizi al cittadino che come sistema di relazioni tra i professionisti e gli operatori", oltre alla "definizione di uno scenario tecnologico moderno che impieghi strumenti smart per la gestione delle comunicazioni con e nelle unità complesse di cure primarie".

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : Mozione finale del 7 settembre 2019

medico thumb medium250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG riunito a Roma in data 7 settembre 2019 presso lo Sheraton Hotel, via del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.

Il Consiglio Nazionale,

ridiscusse le motivazioni alla base della richiesta dello stato di agitazione del Consiglio Nazionale del 6 luglio 2019, esplicitate con l'avvio dell'iniziativa #ADESSOBASTA!, e in particolare:
la necessità di evoluzione dell'attuale sistema organizzativo per garantire la presa in carico attraverso modelli di medicina di iniziativa e di accessibilità domiciliare,
l'incapacità di programmazione da parte delle istituzioni con il perdurare della mancata pubblicazione dei bandi di concorso per il triennio di formazione specifica 2019-2022,
il fiorire di proposte legislative che introducono e valorizzano altre figure professionali senza alcuna volontà di integrazione con la medicina generale, con l'evidente obiettivo di sostituzione e di task shifting della figura medica che gode del maggior gradimento da parte dei cittadini,
la problematica del ricambio generazionale e la particolare sofferenza del settore dell'emergenza sanitaria territoriale per il quale FIMMG ha già individuato nella differenziazione dei percorsi formativi la soluzione in grado di sopperire alla carenza di medici,

prende atto

che la firma della preintesa dell'ACN avvenuta il 5 settembre 2019, in seguito alle iniziative intraprese da FIMMG con una forte interlocuzione politica in particolare con il Presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini e del Comitato di Settore Sergio Venturi, ha dimostrato la necessaria attenzione e considerazione nei confronti della Medicina Generale per affrontare e risolvere i principali temi della riorganizzazione che da anni FIMMG ritiene vitale per la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale;

esprime soddisfazione

per il riconoscimento dell'incremento a regime delle quote orarie e capitaria ridefinito al 31 dicembre 2017 e del riconoscimento dei relativi arretrati calcolati per il 2018 e 2019,
per la regolamentazione di quanto disposto dai cosiddetti decreti "Semplificazioni" e "Calabria" in tema di formazione specifica in medicina generale, garantendo criteri chiari e norme inequivocabili garantite dall'ACN, rispetto all'assegnazione ai medici in formazione degli incarichi rimasti vacanti dopo le procedure a favore degli aventi titolo, nonché il medesimo trattamento economico dei colleghi a tempo indeterminato.
Pur riconoscendo nella preintesa del 5 settembre un significativo passo avanti per il rinnovo complessivo dell'ACN, per il quale è stato condiviso dalle parti l'impegno ad accelerarne la definizione con un serrato calendario di incontri,
considerato che, a seguito della crisi di governo e della successiva formazione del nuovo governo, in attesa delle necessarie interlocuzioni e incontri, sicuramente urgenti, con i ministeri competenti, non esistono impegni governativi di investimento economico (riduzione IVA, decontribuzione per il personale di studio, iperammortamento, strumenti impresa 4.0) da ricavarsi nella prossima legge di stabilità necessari allo sviluppo dei micro-team in cui il medico di medicina generale trovi supporto di personale di studio e per l'introduzione di tecnologie di diagnostica e di telemedicina nella gestione della presa in carico e di altri strumenti innovativi (intelligenza artificiale) e in ulteriori provvedimenti legislativi per quanto dettagliato nelle motivazioni dello stato di agitazione.

Il Consiglio Nazionale

chiede

al Segretario Generale Nazionale di mantenere lo stato di agitazione in atto, e lo delega alla gestione delle azioni conseguenti in base all'evoluzione della situazione politico-sindacale.

Il Consiglio Nazionale

ratifica la proposta del progetto "#ADESSOBASTA!" già avviato nelle sue prime tappe e da tenere attivo fino alla discussione parlamentare della legge di stabilità, per ascoltare e coinvolgere i cittadini, i colleghi e gli amministratori rispetto ai fondamenti che rendono la professione del Medico di Medicina Generale centrale nei percorsi di cura della persona e rispetto alle proposte di rinnovamento dell'organizzazione della medicina del territorio che riconoscano al medico di famiglia, responsabile del proprio studio anche nella funzione economica, le opportunità previste per l' "impresa" ad alta connotazione sociale; offre pertanto la propria disponibilità a sostenere con la propria presenza l'organizzazione e il coinvolgimento nel tour dei colleghi di tutte le province italiane, siano esse sede di tappa o ad esse vicine.

Infine,

nell'augurare al nuovo Ministro alla Salute Roberto Speranza buon lavoro, auspica che venga al più presto convocato un primo incontro nell'interesse del Servizio Sanitario Nazionale sui temi e le proposte illustrate dal Segretario Nazionale Generale di cui le strutture ministeriali sono già a conoscenza.

FIMMG #ADESSO BASTA : Parte dal Piemonte il tour itinerante

camperFimmgParte dal Piemonte il tour nazionale #AdessoBasta*, l'evento itinerante con il quale la FIMMGintende ascoltare le esigenze dei cittadini italiani che sono anche, tutti, assistiti e pazienti dei medici di medicina generale. Obiettivo dell'iniziativa "poter avanzare al Governo del Paese richieste che tengano in considerazione i reali bisogni sanitari e socio-sanitari della popolazione".
A bordo di un camper, la FIMMG, capitanata dal segretario generale nazionale Silvestro Scotti, toccherà, in questa prima fase, 15 città in 30 giorni di viaggio percorrendo 1.800 chilometri. La prima tappa sarà a Biella.
"Vogliamo sottolineare l'importanza del ruolo del medico di medicina generale, la sua capillarità territoriale come punto di riferimento della salute dei cittadini e come presidio del servizio sanitario nazionale spiega Roberto Venesia, Segretario generale regionale della FIMMG Piemonte - Il tour toccherà i comuni piccoli perché vogliamo sentire quali sono le esigenze assistenziali che hanno. È in questi territori che sarà più difficile portare le nuove tecnologie, ma abbiamo una risorsa in carne e ossa che gode di grande fiducia che è il medico di medicina generale. Questo lo sappiamo da tutte le indagini e dalle statistiche che ci indicano che nel 70% dei casi è il principale riferimento per i problemi di salute. Fiducia che raggiunge percentuali superiori all'85% nella popolazione più in là con gli anni".
"Noi chiediamo - prosegue - che il medico di famiglia non sia lasciato solo e a mani nude. Chiediamo che sia rinforzato nel personale di studio dedicato e preparato, nel personale infermieristico, ma anche in altre figure come per esempio il riabilitatore. Abbiamo una popolazione in crescita di età e di disabilità. Inoltre, chiediamo nuove tecnologie: nei piccoli centri abbiamo bisogno di avere diagnostica di primo livello e di avere la telemedicina".
Infine, Venesia rivolge il proprio appello al mondo della politica, che "deve volgere lo sguardo sul territorio e verso di noi. Siamo coscienti che il finanziamento del servizio sanitario nazionale è insufficiente e quindi chiediamo alla politica centrale un'attenzione particolare nella prossima finanziaria.

LA CAMPAGNA CON LE TAPPE E GLI APPUNTAMENTI

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