Sab21042018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home ARCHIVIO FIMMG NAZIONALE

NOMINA VENTURI: Fimmg adesso avanti su acn e si affronti la carenza dei medici

venturi33"Auguro a nome di tutta la FIMMG buon lavoro al nuovo presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità Sergio Venturi. Sono certo che questa nomina è all'insegna della continuità e che il nuovo presidente proseguirà il percorso avviato dal suo predecessore Massimo Garavaglia che ringrazio per il lavoro svolto in questi anni". E' quanto dichiara Silvestro Scotti, segretario nazionale della FIMMG Federazione italiana medici di medicina generale). "Ringrazio inoltre la Conferenza delle Regioni per la tempestività di questa nomina che permette il rapido completamento dell'iter di approvazione dell'ACN firmato nelle scorse settimane e la riapertura del tavolo di trattative per il completamento dell'ACN 2016-2018 che deve dare il via alla Convenzione del cambiamento. Inoltre siamo certi che non saranno sottovalutate e rimandate oltre tematiche come l'aumento delle borse per il Corso di Formazione Specifico in Medicina Generale, di fatto emergenza del paese per la possibile desertificazione nei prossimi anni dell'offerta della medicina di famiglia ." conclude Scotti.

VIOLENZA AI MEDICI : Scotti (Fimmg ) Picchiate me, lettera aperta ai cittadini di Silvestro Scotti

medicodonnA tutti quelli che pensano che sia giusto picchiare un medico che cerca di fare il proprio dovere nei limiti di un'organizzazione che non dipende da lui, di una logistica che non dipende lui, di una condizione di malattia la cui evoluzione - nonostante il suo impegno - non potrà cambiare voglio dare un'occasione: picchiate me!!
A tutti quelli che rivolgendosi in una sede di continuità assistenziale (ex guardia medica), e trovando una donna, pensano per questo di essere "i più forti" e la aggrediscono dico: picchiate me!!
A tutti quelli che in un pronto soccorso, senza considerare il diritto di assistenza di tutti, penseranno di farsi giustizia da soli senza una prova, senza una possibile difesa,
senza una condanna, ma solo certi delle proprie ragioni figlie solo d'ignoranza e asocialità dico: picchiate me!!
A tutti quelli che solo perché un'autoambulanza, a loro avviso e nella tensione di un'emergenza, appare arrivare in ritardo o non si reca nell'ospedale che loro credono più adatto. A quanti aggrediscono medici ed equipaggio e poi sono gli stessi che se sono nel traffico non danno spazio ai mezzi di emergenza o vanno in ospedale per le ragioni più inappropriate - determinando loro stessi le ragioni dell'attesa in pronto soccorso - dico: picchiate me!!
A tutti quelli che considerano che un medico debba essere aggredito perché magari ha assistito al meglio il paziente che ha di fronte (sulla base di regole che impongono di dedicare immediate attenzioni ai casi più gravi per poi passare a tutti gli altri), ma piuttosto credono che debba dedicarsi prima di tutto a loro, perché sono arrivati prima o perché hanno deciso che sono loro i più gravi, dico: picchiate me!!
Picchiate me! Perché così in un atto solo avrete simbolicamente fatto "ingiustizia" verso tutti i medici della provincia di Napoli, ma anche verso tutti i medici di famiglia, di continuità assistenziale (ex guardia medica) e di emergenza sanitaria territoriale (medici del 118) da me rappresentati a livello nazionale e sono tanti!! Picchiate me!
Poiché come tutti i medici aggrediti, non riconosciuti in un ruolo di pubblico ufficiale, non rischierete nulla. Perché come medico, qualunque cosa mi facciate sceglierò sempre di non essere contro di voi con una denuncia. Così, fintanto che sarà necessaria una querela di parte, in assenza dell'attivazione immediata di un procedimento d'ufficio, nessuno vi imputerà di nulla.
Picchiate me! Così nessuno dei nostri figli penserà domani alla professione del padre o della madre come una professione degna di un riconoscimento sociale, ma piuttosto penserà che sia una professione indegna, da correggere addirittura con la violenza e con pene corporali. E tutto questo in uno Stato che non difende chi difendendo il diritto alla salute si prende cura di del senso stesso dello Stato, come il dovere civile di essere sempre al fianco dei più fragili, gli ammalati.
Picchiate me! Così in un atto solo potete dare un messaggio forte a tutti quelli che domani penseranno di affrontare un percorso di studi tra i più lunghi e i più complessi, armati solo dall'idea di poter fare la professione più bella del mondo, per poi scoprire che questa cosa la pensano solo loro e non la società civile per cui si adoperano.
Picchiate me! Se pensate che se qualcuno ha picchiato un medico ha fatto bene, anche se semplicemente non lo dite ma lo manifestate con il silenzio verso un atto che sa solo di vigliaccheria e che per quanto non lo comprendiate sta levando un diritto anche a voi.
Picchiate me! Anche se forse non sarò l'ultimo, mentre mi starete picchiando, pensate che nel prossimo futuro ce ne saranno sempre di meno a farsi picchiare. Fino al punto di non trovarne nessuno. Allora si che avrete fatto giustizia, ma di un'unica cosa, del vostro diritto di essere assistiti e curati. E in fondo solo allora capirete che se Picchiate me, picchiate voi stessi.
Silvestro Scotti
Segretario Nazionale Fimmg- Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli

AGGRESSIONI AI MEDICI: Maio(Fimmg) d'ora in poi attività ambulatoriale solo in sedi sicure e idonee

guardiamedicacartello thumb other250 250"Nella totale indifferenza di chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza per i professionisti, in molte sedi, cui i cittadini accedono senza alcun controllo, mancano ancora i più elementari sistemi di sicurezza". Lo ha dichiarato a Fimmg Notizie Tommasa Maio, segretario nazionale della FIMMG Continuità Assistenziale. "Nel rinnovo della nostra Convenzione abbiamo raggiunto un accordo con la parte pubblica in base al quale le attività ambulatoriali, a libero accesso per i cittadini, si svolgeranno solo in ambulatori idonei e sicuri, nelle ore diurne e serali. Nelle ore notturne, invece, tenuto conto che dalle nostre indagini il 65% delle aggressioni avviene proprio negli ambulatori e in quelle ore, le sedi non saranno più liberamente accessibili ai cittadini. In quelle ore i medici continueranno a effettuare counselling telefonico e visite domiciliari".

INTERVISTA : Il segretario della Fimmg Silvestro Scotti ,quale futuro per i medici di famiglia? "Né 'dottor Tersilli', né chiusi in un recinto come vorrebbe qualcuno. Ma in ogni caso dovremo cambiare. Ecco come".

scotti(Quotidiano sanita') 09 APR - La convenzione è stata siglata, ma la Fimmg non dorme sugli allori. "Con questa convenzione abbiamo dato risposte al passato e in questo senso gli arretrati sono una risposta concreta ad una categoria che aveva un blocco contrattuale da 8 anni. Ma è chiaro che guardando al futuro dobbiamo innovare ancora di più e per farlo occorre puntare sui giovani".
È molto chiaro Silvestro Scotti in questa prima intervista dopo la firma del nuovo accordo il 29 marzo scorso: "Il punto è che va cambiato il concetto di assistenza e presa in carico fiduciaria. Noi abbiamo voglia di metterci in gioco ma nell'era sempre più digitale mi sembra un passo indietro chiudere i medici di famiglia in un recinto come in qualche modo prevede la vecchia Balduzzi. Meglio un medico di famiglia dinamico che lavora in autonomia secondo obiettivi prefissati di salute e, soprattutto, senza pensare al suo paziente come a un numero di matricola ma assistendolo come una persona nel corso dei vari bisogni di salute, che si rendono via via necessari nell'arco della vita".

Ma in ogni caso la nuova convezione è stata firmata e da lì parte la nostra conversazione con il segretario nazionale della Fimmg.

Dottor Scotti, dopo quasi 10 anni avete firmato il rinnovo della convenzione. Quali sono le novità principali?
La prima è sicuramente la forte accelerazione che il nuovo Acn dà al ricambio generazionale. Sarà possibile fare entrare medici più giovani in possesso dell'attestato che non dovranno più aspettare, come accade oggi, 1 o 2 anni. Tutto ciò significa l'ingresso nel sistema di medici più giovani che potranno avere un percorso professionale più lungo, creando anche un equilibrio previdenziale per la categoria.

Nel nuovo Acn il medico di famiglia assume nuovi compiti in linea con le politiche sanitarie degli ultimi anni. Penso ai vaccini, al Piano cronicità, alle liste d'attesa e alla riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso. Cosa vuol dire tutto ciò nella pratica?

Vuol dire che il medico di famiglia s'inserisce nell'evoluzione dei nuovi obiettivi di salute e testimonia come esso sia pronto al cambiamento e in questo senso va anche l'idea, che come Fimmg sosteniamo da tempo, sul fatto che l'evoluzione del contratto debba andare di pari passo con degli obiettivi di performance sulla salute.

Qualche esempio?

Penso al Pai (Piano assistenziale individuale) per l'assistenza dei malati cronici. Esso non può essere un mero atto burocratico. Il Pai deve voler dire presa in carico della persona e il medico a questo punto avrà degli obiettivi e degli indicatori cui mirare, come per esempio il mantenimento di una cronicità e che essa sia sotto controllo. Insomma il nostro ruolo dev'essere attivo.

A peoposito di cronicità, cose ne pensa del Piano della Lombardia?

Guardi, del Piano lombardo mi ha sempre preoccupato il termine 'gestore' che sembra riportare tutto ad un'ottica economicistica. Il medico di famiglia dev'essere un 'curatore' e responsabile della tutela della salute del cittadino e questa è la direzione che dobbiamo prendere. Per carità, può essere solo un processo dialettico ma un gestore di prestazioni sul piano economico non è un percorso cui può tendere la medicina generale.

Nel nuovo Acn si parla anche di diagnostica di primo livello negli studi.

Nel momento in cui il medico di famiglia entra in un percorso di prescrizione di farmaci per la Bpco è giusto che possa effettuare una spirometria in studio per il monitoraggio della terapia. Ma penso anche alla possibilità di effettuare un'ecografia generalista. Insomma, l'obiettivo è innalzare la dotazione strumentale del medico di famiglia, attraverso un budget, proprio per dargli l'opportunità di garantire al cittadino un'offerta più ampia e con un controllo maggiore dell'appropriatezza terapeutica.

Dopo la firma ha dichiarato che ora bisogna lavorare ad una convenzione del cambiamento. In che senso?

Con questa convenzione abbiamo dato risposte al passato e in questo senso gli arretrati sono una risposta concreta ad una categoria che aveva un blocco contrattuale da 8 anni. Ma è chiaro che guardando al futuro dobbiamo innovare ancora di più e per farlo occorre puntare sui giovani. La categoria non può permettersi di galleggiare o inerpicarsi in inutili battaglie, per esempio con l'infermiere di famiglia. Dobbiamo però partire dal fatto che la medicina generale rappresenta ancora dopo decenni un punto di riferimento e con un alto gradimento dei cittadini. Serve però più integrazione con gli altri attori del Ssn, dobbiamo, come dicevo prima, essere capaci di produrre indicatori di performance anche perché oggi ci troviamo di fronte ad un paziente molto più informato ed esigente. Glielo dico chiaramente, il medico di famiglia alla 'Tersilli' o chiuso nel suo studio a fare ricette non può essere il futuro. Il medico di famiglia deve aumentare la sua offerta e deve offrire più garanzie di risoluzione dei problemi di salute al cittadino. Il tutto anche nell'ottica di mantenere sostenibile il Ssn e frenare la deriva consumeristica di salute che ha preso piede negli ultimi anni.

Senta, ormai sono passati molti anni dalla Legge Balduzzi che disciplinava le Aft, le Uccp e l'assistenza h24. Come ricorda la legge aveva suscitato molte attese nei cittadini mentre da parte vostra c'è sempre stato un certo scetticismo. La legge però è ancora lì, formalmente inapplicata. Quindi? Come la mettiamo?

Credo che quella legge vada, se mi concede il termine, 'evoluta'. Le spiego, abbiamo un problema sulla carenza dei medici che rende francamente impossibile strutturare un modello di assistenza così com'è stato disegnato dalla Balduzzi. Un modello statico basato su piccoli 'ospedaletti' accentrati, in cui i professionisti sono bloccati in una logica oraria, di fatto allontana il cittadino dai luoghi di cura proprio in un'epoca in cui invece si vuole incentivare l'assistenza domiciliare. Ma il punto, come dicevo, è che va cambiato il concetto di assistenza e presa in carico fiduciaria. Noi abbiamo voglia di metterci in gioco ma nell'era sempre più digitale mi sembra un passo indietro chiudere i medici di famiglia in un recinto. Meglio un medico di famiglia dinamico che lavora in autonomia secondo obiettivi prefissati di salute e, soprattutto, senza pensare al suo paziente come a un numero di matricola ma assistendolo come una persona nel corso dei vari bisogni di salute, che si rendono via via necessari nell'arco della vita.

In campagna elettorale si è tornato a parlare tra gli addetti ai lavori del regionalismo sanitario? Lei come si sente? Centralista o federalista?

Non c'è dubbio che il federalismo ha una forte necessità di migliorare anche e soprattutto in termini di controllo e analisi delle differenze tra Nord e Sud. Giusto che le Regioni cerchino al loro interno di migliorare i processi ma quando si è in Conferenza delle Regioni bisogna fare delle sintesi nell'interesse del Paese perché se ognuno va per proprio conto rischiamo di perdere il senso di comunità di cui il Servizio sanitario nazionale rappresenta un collante fondamentale.

Senta, quale sarà la prima cosa che chiederete al nuovo Governo (quando ci sarà)?

Di sedermi al tavolo del Def per far capire che la questione dell'aumento delle patologie croniche dovute all'invecchiamento della popolazione rappresenta un'urgenza da affrontare con intelligenza. Occorre investire per tutelare la salute degli italiani, tutto a favore anche della produttività del Paese. Insomma vorrei far capire che la sanità non può più essere vista solo come una spesa.

ACN: Scotti Fimmg: la firma di oggi mette insieme passato e futuro

scottifirmaE' stato firmato l'Accordo tra la SISAC e i sindacati della medicina generale. In arrivo la risposta alle aspettative "passate" di professionisti che erano fermi economicamente da 8 anni, ovvero gli arretrati economici per tutti i settori: medici di famiglia, di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e dei servizi territoriali. Ma arrivano anche sul normativo le prime importanti risposte per il "futuro" della medicina generale: velocizzazione dell'accesso alla professione dei giovani medici e indirizzi per accordi regionali che abbiano come obiettivo un aumento della intensità assistenziale attraverso diagnostica di primo livello negli studi, riconoscimento del ruolo centrale del medico di famiglia nella gestione del paziente cronico e quello attivo nelle vaccinazioni e partecipazione al governo delle liste d'attesa.

"E' un punto di partenza di grande valore per il dichiarato impegno a sostegno dell'evoluzione della medicina generale che, nel rispetto e nella continuità della sua tradizione e della sua peculiarità, è riconosciuta come soggetto di riferimento per rispondere alle richieste di salute dei cittadini italiani garantendo la sostenibilità del SSN". E' il commento del segretario nazionale della FIMMG Silvestro Scotti. "È stato un gioco di squadra tra ministero, regioni e sindacato - prosegue Scotti - che ha consentito di prevedere particolari tutele per le colleghe in gravidanza e per i giovani che acquisiscono il titolo di formazione specifica. Si è previsto inoltre che le attività di continuità assistenziale vengano svolte in sedi idonee a garantire la sicurezza soprattutto delle colleghe, cominciando a mantenere così una promessa che ci eravamo fatti al nostro ultimo Congresso.

La larga condivisione sindacale rappresenta poi un valore aggiunto se si riuscirà a mantenere sugli accordi decentrati unità di intenti pur nelle diversità.
"Non sono solo buone notizie – aggiunge Scotti – poiché quello che era sembrato risolvibile nel breve tempo, ovvero un aumento del numero delle borse attraverso l'uso dei fondi di piano finalizzati dal Ministero della salute a questo scopo, pare sia bloccato per opposizione di una sola Regione. Ricordiamo a questa Regione che velocizzare l'accesso senza formare nuovi medici peggiorerà la situazione, rendendo l'emergenza un fatto di sua esclusiva responsabilità. Sul proseguo delle trattative saremo inamovibili, soprattutto sul tema della assistenza penitenziaria che non possiamo caricare sui numeri del diploma in Medicina Generale quali quelli della programmazione attuale, per cui chi prende queste decisioni forse sta sottovalutando il problema che, nel caso dei detenuti, potrebbe addirittura diventare drammatico.
Vogliamo però essere ancora ottimisti, anche perché siamo in un momento di nuovo assestamento del panorama politico nazionale, – conclude Scotti – e trovate le giuste misure noi proseguiremo il dialogo con le Regioni e con la compagine governativa che si andrà a costituire per un percorso di rinnovamento che mantenga però sempre lo stesso impegno e lo stesso sguardo rivolto all'interesse del cittadino e alla difesa costituzionale della sua salute".

FIMMG Ca : Soddisfazione per il nuovo ACN

guardia-medica-webFIMMG Continuità Assistenziale esprime soddisfazione per la firma dell'ACN che realizza obiettivi su cui lavora da anni, a partire dalla dichiarazione a verbale sulla sicurezza dei Medici di Continuità Assistenziale.
Si impegnano infatti le ASL a individuare per attività ambulatoriale a libero accesso per i cittadini solo sedi idonee e sicure.
Si impegnano inoltre le Regioni a definire le fasce orarie di apertura degli ambulatori solo in ore diurne e serali, considerato che il 70% delle aggressioni avviene di notte, mantenendo comunque attivo il servizio nelle ore notturne con il counseling telefonico e le visite domiciliari.
Si tratta di un primo passo concreto ed efficace per affrontare l'emergenza sicurezza su cui vigileremo con estremo impegno affinché i dirigenti delle Aziende Sanitarie mettano in atto quanto previsto dall'ACN minor tempo possibile in tutto il Paese.
Finalmente si realizzano le tanto attese soluzioni ai problemi che le donne medico di Continuità Assistenziale, ovvero la fascia più rappresentata dei medici del Settore, devono affrontare in caso di maternità: dalla possibilità di inserirsi in graduatoria regionale appena conseguito il titolo di medicina generale, assorbendo il ritardo attuale di un anno e mezzo, alla salvaguardia del punteggio per la graduatoria regionale in caso di sospensione per maternità.
Misure che non consideriamo esaustive, ma un primo segnale di attenzione e un primo traguardo raggiunto per una categoria sempre più al femminile.
Il sistema della Continuità Assistenziale si rafforza, grazie alle nuove possibilità di acquisizione degli incarichi a tempo indeterminato e alla priorità per le sostituzioni per chi frequenta il triennio di formazione specifica; viene valorizzato infatti chi ha investito nella medicina generale, stabilizzando così il settore grazie a medici che, avendo fatto una precisa scelta vocazionale, transiteranno più facilmente e rapidamente dagli incarichi temporanei a quelli di titolarità.
Una firma importante quella di oggi: firma che consideriamo l'inizio di un cammino che pone le basi per un rinnovo contrattuale nel quale le grandi sfide della cronicità, della prevenzione e della medicina di iniziativa vedranno coinvolti, in maniera paritaria, tutti i Medici di Medicina Generale.

NUOVO ACN : Fimmg, ecografie e vaccini dai MMG , pronti a convocazioni anche nella settimana santa per chiudere la nuova convenzione

medicofamiglia56Roma, (AdnKronos Salute) - Un ruolo più incisivo dei medici di famiglia nella riduzione delle liste d'attesa, nelle vaccinazioni, nell'evitare gli accessi inutili al pronto soccorso, nell'assistenza a tutto tondo dei pazienti cronici. Con la possibilità per i cittadini di poter fare un'ecografia, una spirometria o avere altre prestazioni direttamente dal proprio dottore di fiducia. Sono alcune novità che diventeranno possibili con la nuova Convenzione di medicina generale che sembra avviata alla fase finale dopo l'ok della Ragioneria dello Stato all'atto di indirizzo integrativo, di cui hanno dato notizia le Regioni e che sblocca la trattativa. «Manca solo il via libera della presidenza del Consiglio, che dovrà arrivare entro domani, anche per tacito assenso, per poter concretamente avviare la chiusura della parte economica dell'intesa con la parte pubblica», spiega all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). «Non ho dubbi sul 'sì' della presidenza del Consiglio - aggiunge il leader sindacale - considerato l'atteggiamentop positivo avuto fino ad oggi in tutte le fasi della trattativa da parte del ministro Beatrice Lorenzin. Una volta ottenuto il via libera «si potranno così avviare - precisa Scotti - le fasi procedurali per arrivare alla ratifica in conferenza Stato Regioni, che renderà l'accordo effettivo». Ma è il momento, continua Scotti, di dare un'accelerazione alle trattative. Per questo i medici della Fimmg sono «disponibili - assicura Scotti - a convocazioni anche nella Settimana Santa, perché né i medici e né cittadini posso più aspettare. E se si chiude la prossima settimana, entro maggio l'intesa potrà essere pubblicata in Gazzetta ufficiale». Questo «permetterà di avviare gli accordi regionali utili alla riduzione delle liste di attesa, ad evitare accessi inutili al pronto soccorso, a migliorare la presa in carico dei pazienti cronici, vera e propria emergenza dei prossimi anni. Ma anche a velocizzare l'accesso dei giovani alla medicina generale, come parziale soluzione alla carenza di medici e che farebbe rischiare a un italiano su 3 di non avere un medico di famiglia entro 8 anni» . Nella nuova Convenzione, infatti, sono contenuti «gli strumenti necessari a mettere in campo, a livello regionale, progetti per l»evoluzionè della medicina generale, grazie ad un ruolo primario del medico di famiglia nell'assistenza territoriale«

BORSE DI STUDIO MMG: Bartoletti (Fimmg) aumenti di massimale solo mirati e adeguati no ad apertura delle graduatorie ai non diplomati

medfamiglia thumb other250 250DOCTOR 33 di Mauro Miserendino Da mille a duemila, il raddoppio delle borse di studio per futuri medici di famiglia è alle porte. Con l'anno accademico 2018-19 resterebbero fuori mille laureati in medicina in meno, da 3 mila scenderebbero a 2 mila, e forse ancor meno se si penserà a Pediatria e alle specialità in via di spopolamento. La risposta per ovviare agli esodi nella medicina generale è stata concordata dai 21 assessori regionali alla sanità coordinati dal piemontese Antonio Saitta. Con i sindacati, le regioni puntano su due leve: primo, utilizzare l'intero fondo disponibile per finanziare borse di studio, che alzerebbe le borse da 1000 a 1185 contro le attuali meno di mille. Poi ogni regione cercherebbe di finanziare borse di studio aggiuntive, tratte da quelle stanziate per gli obiettivi di piano; dunque, con risorse derivanti dalle disponibilità lasciate alle regioni per realizzare il piano sanitario nazionale, si approderebbe a quota 2000. Resta un solo problema: i mille in più "sbarcheranno" nelle graduatorie del 2022, ma intanto che si fa nelle regioni dove ci sono molti pensionamenti e pochi medici in graduatoria? Pierluigi Bartoletti vicesegretario Fimmg aveva ammonito a non aprire le zone carenti in modo indiscriminato a medici senza una formazione ad hoc, perché ciò creerebbe disparità nella qualità dell'assistenza erogata tra pazienti che hanno un mmg "vero" e altri che non lo hanno. Oggi ci spiega: «Con l'accordo tra regioni entriamo in una logica di programmazione, d'ora in poi avremo una previsione su più annualità sulla cui base progettare i fabbisogni di anno in anno; in pratica, ora affrontiamo la desertificazione per il 2022 e dopo torneremo ai livelli standard evitando la pletora».
E di qui al 2021? «La toppa a colori del massimale a 1800 proposto in Sisac non ci ha convinti, non è un rimedio per tutte le regioni, soprattutto l'idea di non pagare le indennità per gli assistiti in più ci è sembrata un rischio sul futuro della nostra professione, in quanto come soluzione è meno costosa che convenzionare giovani. In realtà, alcune regioni hanno carenze oggettive e altre no. Nelle prime - Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna - è plausibile un intervento sul massimale, nelle altre no. Nelle regioni dove serve intervenire, abbiamo chiesto (e ottenuto grazie allo stralcio della proposta dal testo di accordo nazionale) che si garantiscano le indennità sui fattori produttivi per gli assistiti in più».
«In ogni caso - continua Bartoletti - l'aumento di massimale è una soluzione-tampone. Dobbiamo fare in modo con la programmazione che a un certo numero di laureati in medicina corrisponda lo stesso numero di sbocchi tra contratti e borse. La soluzione, più che aprire il numero delle immatricolazioni a Medicina, è favorire un aumento delle borse in tutte le specialità in crisi». Per quanto riguarda l'equiparazione della borsa di medicina generale al contratto di specialità del triennio (oggi 800 euro/mese contro 1600, rispettivamente), Bartoletti ammette che è molto complicato. «Già quest'anno le regioni alle prese con il deficit hanno tagliato le borse. La leva sulla quale lavorare in questa fase è l'incompatibilità, che per chi prende meno, come l'aspirante medico di famiglia del triennio, va sbloccata in modo da costruire remunerazioni più appetibili. Non nascondo la speranza che tra un anno si ragioni su un fondo incrementato, ma al momento la priorità è stabilizzare i precari e costruire contratti che formalmente e contabilmente stiano in piedi».

AGGRESSIONI MEDICI: Fimmg CA Due episodi in una settimana, gravissimo l'immobilismo delle Asl.

guardia2jpg thumb large300 300"Due aggressioni a medici di guardia medica in una sola settimana: al peggio non sembra esistere un limite. Si tratta di episodi gravissimi, come altrettanto grave è l'immobilismo dei direttori generali delle Asl che in questi mesi, nonostante le ripetute violenze e le segnalazioni ricevute, non hanno fatto nulla per la messa in sicurezza degli operatori. Probabilmente ritengono che non sia un'emergenza su cui valga la pena intervenire". Lo dichiara il segretario nazionale del Settore Continuità Assistenziale della FIMMG, Tommasa Maio, in merito alle aggressioni subite nei giorni scorsi da un medico di continuità assistenziale a Novara e da una collega in provincia di Lecce.

"Il silenzio delle Asl è vergognoso - aggiunge Maio - FIMMG CA ha effettuato indagini, raccolto denunce, fornito puntuali informazioni sulle situazioni che vanno immediatamente affrontate ma ci troviamo di fronte a un muro di gomma. Non è stato fatto nulla neppure nei luoghi in cui si sono verificate le aggressioni. Quante volte in Puglia un medico è stato aggredito o minacciato? Quanti direttori generali hanno preso seri provvedimenti che vadano ben oltre uno sterile comunicato? A settembre abbiamo inviato una lettera ai direttori generali di tutte le Asl italiane richiedendo copia del parere del Comitato Provinciale per la Sicurezza Pubblica per ciascuna delle sedi del servizio di continuità assistenziale, ma ad oggi oltre il 90% non ha risposto. Non intendiamo rimanere in silenzio davanti a una situazione del genere né voltare le spalle ai colleghi che si espongono a enormi pericoli per svolgere la professione e per questo agiremo in tutte le sedi istituzionali non lasciando nulla d'intentato perché non intendiamo tollerare più alcuna irresponsabilità da parte di chi ha il dovere di garantire sicurezza".

Fimmg Ca Piemonte e FIMMG CA Lecce hanno già richiesto alle ASL in cui si sono verificati gli episodi informazioni sul rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalle norme vigenti e sulle iniziative intraprese per affrontare il problema. "Ogni aggressione rappresenta un evento sentinella e come tale va affrontata anche nell'ambito delle logiche di Risk Management che ogni Azienda deve mettere in atto: gli strumenti esistono e vanno forniti ai medici."

"Stiamo inoltre lavorando" continua Maio " per affrontare il problema alla radice, in sede di contrattazione nazionale dove, fortunatamente, abbiamo trovato attenzione vedendo accolta la nostra proposta che prevede, già nel Preaccordo in via di definizione, atti sostanziali che rappresenteranno l'inizio di un nuovo percorso. La logica dell'approccio basato sull'occasionalità di contatto e l'assenza di dati informativi devono scomparire. La tutela dell'incolumità degli operatori deve fondarsi sulla definizione di nuove modalità operative che, con il supporto di tutti gli strumenti che la tecnologia mette a nostra disposizione, partano dalla piena conoscenza del paziente che si ha di fronte, dalla condivisone di dati, da una rete della medicina generale che permetta ai medici di non andare allo sbaraglio. Non vorremmo che come negli Stati Uniti si armano gli insegnanti nelle scuole, si pensi di armare i medici di continuità assistenziale trasformando un professionista dedito alla cura degli altri in un individuo costretto a concentrarsi solo sulla propria difesa".

ASSISTENZA DOMICILIARE : Depressione grosso problema per le caregiver, ma dalle donne medico 'solidarietà di genere'

ricordo thumb other250 250L'assistenza domiciliare è gestita quasi sempre da una figura femminile. E' quanto emerge da un sondaggio sui caregiver (persone impegnate nell'assistenza dei malati a domicilio) condotto dal Centro studi della FIMMG. All'indagine ha partecipato un campione di oltre 500 mmg distribuiti su tutto il territorio italiano, di cui la metà è costituito da donne. La "badante" sembrerebbe essere la figura più frequentemente coinvolta: viene inserita al primo posto dal 50% dei medici, in particolare al Centro (figura segnalata al primo posto dal 58% del campione), di meno al Sud (42%) dove la famiglia sembrerebbe svolgere un ruolo prevalente.
Il caregiver può appoggiarsi "quasi sempre/spesso" sulla presenza di una rete familiare di sostegno per il 49% del campione, solo "a volte" per un 41%, "raramente/quasi mai" per il 10%; quest'ultimo dato è più marcato al Sud (15%). Appare su questo esservi discordanza tra quanto riferito dai due generi dei medici; le donne sembrano percepire una minore disponibilità della rete familiare, presente "Quasi sempre/Spesso" nel 41% delle risposte, rispetto ai colleghi uomini che, alla stessa domanda, rispondono affermativamente nel 58% dei casi. Per il 50% del campione lo stesso caregiver presenta "Quasi sempre/Spesso" una patologia cronica, con una più elevata prevalenza di risposte affermative al Sud (61%). Si tratta di un aspetto percepito con maggiore evidenza dalle donne medico (patologia cronica del caregiver presente "Quasi sempre/Spesso" nel 55% dei casi, contro un 44% riferito dai medici uomini). Sembrerebbe, in particolare, che il caregiver presenti frequentemente sintomi riferibili a sindrome depressiva ("Quasi sempre/Spesso" riportato dal 57% del campione, con punte del 64% al Sud). Anche in questo caso sembrerebbe essere il MMG donna a riscontrare più frequentemente tale criticità (il 64% di loro risponde che questo problema affligge il caregiver "Quasi sempre/Spesso", contro un 51% dei medici maschi).
Quasi tutti i medici (91% del campione) identificano in una figura femminile la persona che si reca in genere dal medico a riferire i problemi di salute di altri suoi familiari.
Per il 40% dei MMG coinvolti (per il 48% dei medici donna e per il 32% dei medici uomini) la quota delle donne lavoratrici con impegni assistenziali importanti, supera il 4% delle proprie assistite.
"Formare i medici di famiglia al contatto con i caregiver al femminile diventa sempre più significativo visto l'aumento dell'età media e delle patologie croniche – sottolinea il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti - La presenza sempre più numerosa di figure intermedie come badanti, familiari e donne lavoratrici che si prendono carico dei pazienti più fragili e la necessità di stabilire con loro un rapporto di fiducia è un fatto ormai consolidato nella pratica quotidiana del medico di famiglia. Migliorare le relazioni con i caregiver, anche attraverso iniziative di formazione, rappresenta per noi medici di famiglia una grande occasione per non perdere gran parte del nostro potenziale assistenziale – prosegue Scotti -. Abbiamo il dovere di comprenderne il carico ed essere al loro fianco.
Curare se stessi diventa infatti aver cura degli altri, evolvendo il detto normalmente riferito al solo medico ovvero 'caregiver cura te stesso'". "Sempre più in difficoltà appare, complessivamente, la rete familiare che non sempre riesce a supportare il caregiver – commenta Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi FIMMG - La delicatezza di questo ruolo deve fare i conti con le malattia croniche e la depressione che spesso lo affliggono. Si tratta di problemi che sembrano essere prevalenti nelle regioni del Sud, dove il ruolo di caregiver è meno frequentemente delegato alle badanti e dove, pertanto, il carico assistenziale espone maggiormente i familiari, spesso anziani". "Un altro dato interessante – continua Misericordia – riguarda la maggiore capacità delle donne medico nel percepire le criticità di questo particolare ambito assistenziale, rispetto ai colleghi uomini: sembrerebbe emergere, cioè, una loro sensibilità maggiore, sostenuta probabilmente da una sorta di «solidarietà di genere», resa evidente anche dalla elevata partecipazione di donne medico a questa indagine."

FIMMG CA: solidarietà a guardia medica discriminata

guardiamedicaEsprimiamo solidarietà al collega che svolge servizio di guardia medica a Cantù (provincia di Como) vittima di una discriminazione razzista da parte di una paziente. Quello che è accaduto è vergognoso". Lo dichiara il segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, Tommasa Maio. "Siamo indignati per questo grave episodio di razzismo che, purtroppo, non è il primo che viene segnalato - prosegue Maio - Sono atteggiamenti che offendono nel profondo la dignità umana e che devono essere condannati con forza. E' importante di fronte a episodi simili non rimanere in silenzio- conclude Maio - e isolare questi comportamenti".

RAZZISMO CONTRO MEDICO: Silvestro Scotti SU FB con il viso nero «Vi comunico che sono un medico nero»

mediconeroUna foto con il viso scuro ed una didascalia : «Vi comunico che sono un medico nero». Così Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, e Segretario Nazionale della Fimmg ha manifestato in favore del collega di Cantu' vittima di un episodio di razzismo, dove una donna ha rifiutato le cure di un dottore di guardia medica perché nero. «Credo che l'episodio di Cantù sul rifiuto di una paziente di farsi visitare da un collega di colore " ha scritto sul suo profilo facebook Scotti - descriva pienamente il degrado culturale di questo Paese. Non è solo una questione di razzismo, ma a mio avviso una evidente perdita dei valori fondamentali di riconoscimento di un ruolo professionale, sociale, umano e scientifico di un essere umano che si mette al servizio per la cura di un fragile o di una fragilità, senza né dover né poter essere nemmeno lontanamente condizionato dalla sua o altrui razza, genere, orientamento sessuale, politico, religioso e chi più ne ha più ne metta. Io sono un medico non mi ricordo di che razza, non mi ricordo di che genere, non ricordo niente delle mie appartenenze di qualunque genere Sono un medico e se serve a far capire allora oggi #sonounmediconero, domani sarò forse giallo o rosso. Non mi interessa e credo che nessuno dei miei pazienti lo debba considerare, perché io se sono un medico non lo considero mai''.

ELEZIONI FNOMCEO: Gli auguri della Fimmg ad Anelli e al Comitato Centrale

anelli2 thumb250 250"A nome di tutti i medici di famiglia della Fimmg i complimenti e gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, e a tutti gli eletti in Comitato Centrale con un plebiscito che dimostra la voglia di unità della categoria di fronte alle sfide che ha davanti, e la capacità dei Presidenti di considerare utili a queste sfide tutti gli strumenti presenti nel mondo medico, compresi quelli costituzionali di rappresentanza sindacale" lo dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della Fimmg.
"Sono certo che ognuno per le parti di propria competenza e nel rispetto del ruolo primario della Federazione sui temi etici e di deontologia professionale, partendo ad esempio dal porre la cosiddetta "questione medica" in questo Paese, saprà collaborare. Come Fimmg - conclude Scotti - saremo pronti a dare il nostro contributo per sostenere posizioni che impongano soluzioni alle criticità che la professione deve affrontare, dal ruolo del medico alla formazione e al ricambio generazionale, alle logiche di medicina amministrata, volendo essere protagonisti del cambiamento organizzativo del SSN necessario per rispondere efficacemente alla sfida delle patologie croniche e garantire la sostenibilità del sistema".

ASSENZE PER MALATTIA: intervista a Alfredo Petrone Segr, Naz. Fimmg-Medici Inps

petrone2Un escursus sulle nuove regole introdotte dall'Inps per la giustificazione di malattia e come funziona e funzionera' il sistema Fiscale il tutto in un intervista nel corso della trasmissione "La nostra Sanita" del 17 Gennaio.

Leggi tutto...

FORMAZIONE: Stop all’ emendamento Crimì, Fimmg Formazione la classe politica non avverte la carenza di medici

formazione-mediciLo stop all'emendamento proposto dall'onorevole Crimì in Finanziaria e volto ad attribuire 100 milioni alla formazione post-laurea, da destinare anche ai futuri medici di medicina generale rivela come la classe politica non avverta la grave carenza di formazione che colpisce in particolare il territorio», spiega Noemi Lopes, segretario nazionale Fimmg Formazione. «Mille candidati l'anno alla Medicina Generale - più di ogni altra specialità - non colmano i vuoti di fronte al pensionarsi di molti colleghi. In regioni come la Lombardia si registra una vera emergenza».
«Da tempo -continua Lopes- noi ci battiamo contro la diseguaglianza tra la borsa del tirocinante e il contratto dello specializzando. Ma siamo altresì consapevoli che una forte valorizzazione delle borse, senza incrementare le risorse a disposizione, si tradurrebbe in un calo o peggio un crollo dei contratti, mentre è proprio di più posti al triennio di medicina generale che c'è bisogno. L'ideale sarebbe che il Legislatore capisse la necessità di finanziare il settore. Ma questa presa di coscienza non c'è». Lopes aggiunge che «i colleghi che vogliano ricorrere sono liberi di farlo, fin qui le criticità che ci hanno mostrato gli avvocati fanno riferimento alle basi giuridiche del tutto differenti dei contratti di medici specializzandi e tirocinanti, e noi stiamo monitorando attentamente la situazione. Forse, per ora, la bocciatura di emendamenti che presuppongono un'"unitarietà" dei finanziamenti per tutto il post-laurea, va considerata con attenzione».

AGGRESIONI AI MEDICI: video-intervista a Filippo Anelli Vice Segretario Nazionale Fimmg

anellintervistaAggressioni ai medici un argomento scottante dalle mille sfaccettature, che passano dalla noncuranza delle istituzioni alla paura dei medici di andare al lavoro , dalla assenza di chi dovrebbe fare e non fa' . 22 minuti di intervista a Filippo Anelli Presidente dell'Ordine dei Medici di Bari e Vice segretario nazionale della Fimmg realizzati mercoledì scorso nel programma "La nostra Sanita'"

Leggi tutto...

CONSIGLIO NAZIONALE : Seduta del 16 dicembre 2017 Mozione Finale

consiglionazionale3 thumb medium250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 16 dicembre 2017, presso l'Hotel Universo, via Principe Amedeo 5/b, ascoltata la relazione del Segretario Generale Nazionale
la condivide e approva.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG,
considerato
lo stallo delle trattative per il rinnovo dell'ACN e la mancata presenza nella Legge di Bilancio 2018 di risorse che, con una funzione di volano, promuovano un rilancio dell'assistenza territoriale centrata sulla presa in carico del paziente, grazie alla rinnovata disponibilità dei medici di famiglia di assumersi la responsabilità di questo percorso;
verificata
la difficoltà a stabilire un'interlocuzione duratura ed efficace con le istituzioni volta a definire nuovi modelli di assistenza a favore dei cittadini, da garantire attraverso una nuova organizzazione del lavoro sul territorio, grazie alla presenza di forme organizzative che coinvolgano diverse professionalità (collaboratori di studio, infermieri, assistenti sanitari, ecc) negli studi di assistenza primaria;
dà mandato
al Segretario nazionale e all'Esecutivo nazionale di verificare ulteriormente le possibili interlocuzioni con i Ministeri competenti (Ministero della Salute, Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, MEF) e con le Regioni volte a identificare soluzioni di finanziamento specifico per le attività della medicina generale comprensive di quelle diagnostiche che permettano e sviluppino, in una logica di medicina di prossimità, percorsi di prevenzione e di presa in carico globale della persona;
condivide la proposta
del Segretario nazionale e dell'Esecutivo nazionale di convocare nel mese di gennaio un Consiglio Nazionale per calendarizzare azioni di comunicazione e lotta sindacale, compreso lo sciopero, necessarie per sostenere la realizzazione del rilancio delle attività assistenziali sul territorio.
Approvata all'unanimità

MEDICI DIPENDENTI : Solidarieta’ della Fimmg e pronti allo sciopero attese da legge di bilancio risposte per lo sviluppo delle cure primarie

manifestazione roma medici-2Roma,  (AdnKronos Salute) - «Siamo solidali con la protesta indetta dai medici dipendenti che soffrono l'aumento dei carichi assistenziali dovuti al blocco del turnover e al mancato investimento in formazione specialistica». Lo dichiara il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti annunciando che anche i medici di famiglia sono pronti allo sciopero se non ci saranno risposte concrete sul rinnovo della convenzione e sullo sviluppo delle cure primarie. Scotti rileva come si denoti «una mancata programmazione da parte delle forze politiche che, anche in occasione dell'attuale discussione della legge di bilancio, dimostrano scarsa sensibilità alle necessità di tutto il comparto sanitario, anche verso la medicina convenzionata che soffre maggiormente della mancanza del rinnovo convenzionale sia in termini economici, considerato che la rivalutazione dell'inflazione programmata degli ultimi 8 anni già riscossa dai colleghi dipendenti non è mai stata corrisposta ai medici convenzionati, sia in termini di progettazione delle nuove necessità del territorio». «Apprezziamo le dichiarazioni del presidente del Comitato di settore Garavaglia, che conferma la disponibilità economica per il rinnovo dell'Acn della medicina generale e siamo in attesa di ulteriori provvedimenti in questa manovra indispensabili ad avviare una nuova e concreta stagione di sviluppo delle cure primarie che porti reale beneficio e sostegno ai cittadini ed avvii il necessario percorso di allocazione appropriata delle risorse per la sostenibilità del Ssn. Queste sono state le condizioni per cui già da tempo il Consiglio nazionale della Fimmg ha dato mandato al segretario nazionale e all'Esecutivo nazionale di proclamare lo stato di agitazione della categoria e qualora non ci siano risposte concrete potrebbero essere intraprese azioni di protesta e sciopero», conclude Scotti.

VACCINI: Fimmg E Sip, sentenza consulta tutela equità accesso in italia

vaccinoter thumb other250 250(AdnKronos Salute) - Un «importante atto di tutela verso l'equità di accesso alla prevenzione per tutti i cittadini italiani», che «riporta il dibattito nei binari descritti dal legislatore». Così la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e la Sip (Società italiana di pediatria) commentano in una nota congiunta il parere espresso ieri dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate nei ricorsi della Regione Veneto sull'obbligo vaccinale. «Il decreto ha suscitato le più svariate considerazioni e valutazioni, ma poco spazio è dedicato a un aspetto molto importante ovvero l'importanza di disporre di una legge che sanasse le incredibili e spesso ingiustificabili disparità di offerta vaccinale nelle diverse regioni italiane, non di rado tra Asl della stessa regione. Grazie alla presenza delle vaccinazioni nei Lea (livelli essenziali di assistenza), grazie all'obbligo vaccinale per la frequenza scolastica per 10 vaccinazioni e grazie all'offerta attiva e gratuita dei vaccini antimeningococco B e C, antipneumococco e antirotavirus sembrava ragionevolmente raggiunta l'opportunità di poter garantire a tutti i bambini in Italia le stesse vaccinazioni con un comune calendario vaccinale», affermano. Nei primi mesi di vita del decreto, «alcune regioni hanno usato i margini d'azione loro garantiti per tornare a differenziare le politiche vaccinali in base a criteri e valutazioni non sempre chiari ma capaci di rendere nuovamente possibili significative disparità nell'offerta vaccinale a seconda della residenza. In alcune regioni si sta realizzando, ad esempio, la paradossale situazione che la scelta del vaccino non venga attuata a livello degli organismi scientifici, su criteri da questi validati, bensì da organismi amministrativi che si spingono anche a definire criteri che appaiono quanto meno discutibili», sostengono medici di famiglia e pediatri. «Questo non solo porrà il problema immediato del completamento del calendario vaccinale per quelle famiglie che si sposteranno da una regione all'altra ma, soprattutto, porterà inevitabilmente a ripristinare un'iniqua offerta di salute nelle diverse regioni italiane, dove i cittadini si vedranno proporre interventi di prevenzione sulla base di scelte dettate non dal perseguimento di obiettivi di salute ma da meri criteri economicisti che orienteranno la scelta verso il risparmio del momento (il vaccino che costa meno). Questo atteggiamento porterebbe ben presto le aziende a produrre vaccini più economici anche se meno efficaci. Ben altro criterio sarebbe - concludono - offrire invece il vaccino più moderno, più completo, più efficace (scelta auspicabile). In ogni caso, se i criteri di scelta dei vaccini non verranno condivisi e resi omogenei in tutta Italia, l'equità dell'offerta vaccinale resterà purtroppo un obiettivo impossibile»

MEDICI SFRUTTATI Allarme nei giovani medici Scotti (Fimmg) è un problema della FnomCeo Nazionale

giovani-medici-5DOCTOR 33- Si chiama Giovani Medici Anti-Sfruttamento, è un gruppo chiuso che in pochi giorni su Facebook ha raccolto oltre 2000 adesioni e raccoglie testimonianze inquietanti, di medici pagati con una pizza o una lezione di sci rispettivamente per aver prestato assistenza nell'arco di una kermesse di atletica e di una competizione sulla neve. Le testimonianze non si fermano allo sport che pure ha un peso forte; si allargano ad altro, ad esempio alla notte in Rsa, sono di più al Sud dove la paga oraria scende a 3,5 euro segnalati in Campania, spesso si chiudono con la richiesta d'attenzione all'Ordine dei Medici. Silvestro Scotti presidente Omceo Napoli e segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia Fimmg si unisce al coro di chi chiede l'introduzione dell'equo compenso, ma mette a fuoco un problema: «Senza un Ordine dei Medici nazionale che dia indicazioni di responsabilità, difficilmente daremo contenuti all'emendamento al decreto fiscale che potrebbe cambiare il presente di questi giovani».
Partiamo dalla Campania, dove c'è una peculiarità: numerose strutture private accreditate, «e alcune pagano in grave ritardo, abbiamo raccolto denunce anche da medici universitari, il "pochi soldi maledetti e subito" può essere una modalità di offrire lavoro frequente per un giovane. Dopodiché andiamo a vedere quanto dura questa modalità nella carriera di un medico». Non è una situazione esattamente sovrapponibile ad altre professioni pletoriche. «Dopo 1-2 anni il reddito, sono dati Adepp, diventa mediamente più alto di quello degli altri professionisti, anche grazie alla valorizzazione data da convenzioni e contratti». C'è però chi resta fuori da queste opzioni, dal servizio sanitario, e sono sempre di più. «Spesso si chiedono prestazioni generiche. Nelle competizioni non è richiesto il medico sportivo, ma magari chi sa usare il defibrillatore o prestare assistenza per l'imprevedibile, quell'imprevedibile che dovrebbe spaventare chi non è assicurato o lo è per poco e non sa a cosa va incontro accettando compensi in natura, ma che un giovane medico affronta per non perdere allenamento, per trovarsi preparato, per mettere alla prova ciò che ha appreso nei corsi di body life support. L'ho fatto io stesso nel club turistico a suo tempo pagato con il soggiorno e basta, non lo rifarei». Ma se i quattro soldi li prende un medico dopo anni di gavetta? «Non ho il polso di quanti medici siano in queste condizioni. Se però ammettiamo che la libera professione si stia progressivamente deprezzando, entra in gioco la questione dell'abolizione nel 2006 delle tariffe ordinistiche con la legge Bersani: ieri come Ordine potevo sanzionare o far ragionare un collega che vende prestazioni a prezzi stracciati, oggi non posso farlo nemmeno se le offre gratis. Ma dall'altra parte i principi generali del nostro ordinamento consentono una contrattazione per la convenzione dove si è stabilito non solo che un turno di guardia medica vale 250 euro sia per chi lo fa sia per il sostituto, ma anche che certa libera professione come le visite a "forestieri" in trasferta sia retribuita al medico di famiglia 30 euro in studio e 50 a domicilio: una tariffa che ha un suo ruolo sociale, che ci remunera in un certo qual modo, che è frutto di contrattazione ma non è stata abolita, che però cozza con la legge Bersani, che è a rischio in quanto la convenzione è fonte più debole della legge, ma che è proprio lo spunto da cui partire per sostenere una legge sull'equo compenso». Nessuno potrà riempire di contenuti questa legge se non il medico con un "colpo di reni".
«La Fnomceo è chiamata a porre il problema come organo ausiliare dello stato; quando qualche manager volesse introdurre dei tempari per le prestazioni, deve porre la questione della valorizzazione del tempo medico e quindi della prestazione, come non di rado ce la pone il giudice chiedendo agli ordini criteri per valutare gli interventi effettuati nei contenziosi Rc. All'Omceo Napoli abbiamo stilato algoritmi trasparenti, a disposizione anche per i cittadini, ma questo lavoro va traslato a livello nazionale, e non va accettato un equo compenso ricavato "per analogia" rispetto ad altre professioni tecniche; a differenza di queste ultime, noi medici siamo professione intellettuale, siamo chiamati a usare la testa e le acquisizioni per personalizzare un intervento sul malato che non è mai solo tecnico e presenta sfide e rischi. Questo l'Ordine deve far capire a un giovane che spesso è il peggior sindacalista di se stesso, come ai governi».