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ASSISTENZA DOMICILIARE : Depressione grosso problema per le caregiver, ma dalle donne medico 'solidarietà di genere'

ricordo thumb other250 250L'assistenza domiciliare è gestita quasi sempre da una figura femminile. E' quanto emerge da un sondaggio sui caregiver (persone impegnate nell'assistenza dei malati a domicilio) condotto dal Centro studi della FIMMG. All'indagine ha partecipato un campione di oltre 500 mmg distribuiti su tutto il territorio italiano, di cui la metà è costituito da donne. La "badante" sembrerebbe essere la figura più frequentemente coinvolta: viene inserita al primo posto dal 50% dei medici, in particolare al Centro (figura segnalata al primo posto dal 58% del campione), di meno al Sud (42%) dove la famiglia sembrerebbe svolgere un ruolo prevalente.
Il caregiver può appoggiarsi "quasi sempre/spesso" sulla presenza di una rete familiare di sostegno per il 49% del campione, solo "a volte" per un 41%, "raramente/quasi mai" per il 10%; quest'ultimo dato è più marcato al Sud (15%). Appare su questo esservi discordanza tra quanto riferito dai due generi dei medici; le donne sembrano percepire una minore disponibilità della rete familiare, presente "Quasi sempre/Spesso" nel 41% delle risposte, rispetto ai colleghi uomini che, alla stessa domanda, rispondono affermativamente nel 58% dei casi. Per il 50% del campione lo stesso caregiver presenta "Quasi sempre/Spesso" una patologia cronica, con una più elevata prevalenza di risposte affermative al Sud (61%). Si tratta di un aspetto percepito con maggiore evidenza dalle donne medico (patologia cronica del caregiver presente "Quasi sempre/Spesso" nel 55% dei casi, contro un 44% riferito dai medici uomini). Sembrerebbe, in particolare, che il caregiver presenti frequentemente sintomi riferibili a sindrome depressiva ("Quasi sempre/Spesso" riportato dal 57% del campione, con punte del 64% al Sud). Anche in questo caso sembrerebbe essere il MMG donna a riscontrare più frequentemente tale criticità (il 64% di loro risponde che questo problema affligge il caregiver "Quasi sempre/Spesso", contro un 51% dei medici maschi).
Quasi tutti i medici (91% del campione) identificano in una figura femminile la persona che si reca in genere dal medico a riferire i problemi di salute di altri suoi familiari.
Per il 40% dei MMG coinvolti (per il 48% dei medici donna e per il 32% dei medici uomini) la quota delle donne lavoratrici con impegni assistenziali importanti, supera il 4% delle proprie assistite.
"Formare i medici di famiglia al contatto con i caregiver al femminile diventa sempre più significativo visto l'aumento dell'età media e delle patologie croniche – sottolinea il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti - La presenza sempre più numerosa di figure intermedie come badanti, familiari e donne lavoratrici che si prendono carico dei pazienti più fragili e la necessità di stabilire con loro un rapporto di fiducia è un fatto ormai consolidato nella pratica quotidiana del medico di famiglia. Migliorare le relazioni con i caregiver, anche attraverso iniziative di formazione, rappresenta per noi medici di famiglia una grande occasione per non perdere gran parte del nostro potenziale assistenziale – prosegue Scotti -. Abbiamo il dovere di comprenderne il carico ed essere al loro fianco.
Curare se stessi diventa infatti aver cura degli altri, evolvendo il detto normalmente riferito al solo medico ovvero 'caregiver cura te stesso'". "Sempre più in difficoltà appare, complessivamente, la rete familiare che non sempre riesce a supportare il caregiver – commenta Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi FIMMG - La delicatezza di questo ruolo deve fare i conti con le malattia croniche e la depressione che spesso lo affliggono. Si tratta di problemi che sembrano essere prevalenti nelle regioni del Sud, dove il ruolo di caregiver è meno frequentemente delegato alle badanti e dove, pertanto, il carico assistenziale espone maggiormente i familiari, spesso anziani". "Un altro dato interessante – continua Misericordia – riguarda la maggiore capacità delle donne medico nel percepire le criticità di questo particolare ambito assistenziale, rispetto ai colleghi uomini: sembrerebbe emergere, cioè, una loro sensibilità maggiore, sostenuta probabilmente da una sorta di «solidarietà di genere», resa evidente anche dalla elevata partecipazione di donne medico a questa indagine."

FIMMG CA: solidarietà a guardia medica discriminata

guardiamedicaEsprimiamo solidarietà al collega che svolge servizio di guardia medica a Cantù (provincia di Como) vittima di una discriminazione razzista da parte di una paziente. Quello che è accaduto è vergognoso". Lo dichiara il segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, Tommasa Maio. "Siamo indignati per questo grave episodio di razzismo che, purtroppo, non è il primo che viene segnalato - prosegue Maio - Sono atteggiamenti che offendono nel profondo la dignità umana e che devono essere condannati con forza. E' importante di fronte a episodi simili non rimanere in silenzio- conclude Maio - e isolare questi comportamenti".

RAZZISMO CONTRO MEDICO: Silvestro Scotti SU FB con il viso nero «Vi comunico che sono un medico nero»

mediconeroUna foto con il viso scuro ed una didascalia : «Vi comunico che sono un medico nero». Così Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, e Segretario Nazionale della Fimmg ha manifestato in favore del collega di Cantu' vittima di un episodio di razzismo, dove una donna ha rifiutato le cure di un dottore di guardia medica perché nero. «Credo che l'episodio di Cantù sul rifiuto di una paziente di farsi visitare da un collega di colore " ha scritto sul suo profilo facebook Scotti - descriva pienamente il degrado culturale di questo Paese. Non è solo una questione di razzismo, ma a mio avviso una evidente perdita dei valori fondamentali di riconoscimento di un ruolo professionale, sociale, umano e scientifico di un essere umano che si mette al servizio per la cura di un fragile o di una fragilità, senza né dover né poter essere nemmeno lontanamente condizionato dalla sua o altrui razza, genere, orientamento sessuale, politico, religioso e chi più ne ha più ne metta. Io sono un medico non mi ricordo di che razza, non mi ricordo di che genere, non ricordo niente delle mie appartenenze di qualunque genere Sono un medico e se serve a far capire allora oggi #sonounmediconero, domani sarò forse giallo o rosso. Non mi interessa e credo che nessuno dei miei pazienti lo debba considerare, perché io se sono un medico non lo considero mai''.

ELEZIONI FNOMCEO: Gli auguri della Fimmg ad Anelli e al Comitato Centrale

anelli2 thumb250 250"A nome di tutti i medici di famiglia della Fimmg i complimenti e gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, e a tutti gli eletti in Comitato Centrale con un plebiscito che dimostra la voglia di unità della categoria di fronte alle sfide che ha davanti, e la capacità dei Presidenti di considerare utili a queste sfide tutti gli strumenti presenti nel mondo medico, compresi quelli costituzionali di rappresentanza sindacale" lo dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della Fimmg.
"Sono certo che ognuno per le parti di propria competenza e nel rispetto del ruolo primario della Federazione sui temi etici e di deontologia professionale, partendo ad esempio dal porre la cosiddetta "questione medica" in questo Paese, saprà collaborare. Come Fimmg - conclude Scotti - saremo pronti a dare il nostro contributo per sostenere posizioni che impongano soluzioni alle criticità che la professione deve affrontare, dal ruolo del medico alla formazione e al ricambio generazionale, alle logiche di medicina amministrata, volendo essere protagonisti del cambiamento organizzativo del SSN necessario per rispondere efficacemente alla sfida delle patologie croniche e garantire la sostenibilità del sistema".

ASSENZE PER MALATTIA: intervista a Alfredo Petrone Segr, Naz. Fimmg-Medici Inps

petrone2Un escursus sulle nuove regole introdotte dall'Inps per la giustificazione di malattia e come funziona e funzionera' il sistema Fiscale il tutto in un intervista nel corso della trasmissione "La nostra Sanita" del 17 Gennaio.

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FORMAZIONE: Stop all’ emendamento Crimì, Fimmg Formazione la classe politica non avverte la carenza di medici

formazione-mediciLo stop all'emendamento proposto dall'onorevole Crimì in Finanziaria e volto ad attribuire 100 milioni alla formazione post-laurea, da destinare anche ai futuri medici di medicina generale rivela come la classe politica non avverta la grave carenza di formazione che colpisce in particolare il territorio», spiega Noemi Lopes, segretario nazionale Fimmg Formazione. «Mille candidati l'anno alla Medicina Generale - più di ogni altra specialità - non colmano i vuoti di fronte al pensionarsi di molti colleghi. In regioni come la Lombardia si registra una vera emergenza».
«Da tempo -continua Lopes- noi ci battiamo contro la diseguaglianza tra la borsa del tirocinante e il contratto dello specializzando. Ma siamo altresì consapevoli che una forte valorizzazione delle borse, senza incrementare le risorse a disposizione, si tradurrebbe in un calo o peggio un crollo dei contratti, mentre è proprio di più posti al triennio di medicina generale che c'è bisogno. L'ideale sarebbe che il Legislatore capisse la necessità di finanziare il settore. Ma questa presa di coscienza non c'è». Lopes aggiunge che «i colleghi che vogliano ricorrere sono liberi di farlo, fin qui le criticità che ci hanno mostrato gli avvocati fanno riferimento alle basi giuridiche del tutto differenti dei contratti di medici specializzandi e tirocinanti, e noi stiamo monitorando attentamente la situazione. Forse, per ora, la bocciatura di emendamenti che presuppongono un'"unitarietà" dei finanziamenti per tutto il post-laurea, va considerata con attenzione».

AGGRESIONI AI MEDICI: video-intervista a Filippo Anelli Vice Segretario Nazionale Fimmg

anellintervistaAggressioni ai medici un argomento scottante dalle mille sfaccettature, che passano dalla noncuranza delle istituzioni alla paura dei medici di andare al lavoro , dalla assenza di chi dovrebbe fare e non fa' . 22 minuti di intervista a Filippo Anelli Presidente dell'Ordine dei Medici di Bari e Vice segretario nazionale della Fimmg realizzati mercoledì scorso nel programma "La nostra Sanita'"

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CONSIGLIO NAZIONALE : Seduta del 16 dicembre 2017 Mozione Finale

consiglionazionale3 thumb medium250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 16 dicembre 2017, presso l'Hotel Universo, via Principe Amedeo 5/b, ascoltata la relazione del Segretario Generale Nazionale
la condivide e approva.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG,
considerato
lo stallo delle trattative per il rinnovo dell'ACN e la mancata presenza nella Legge di Bilancio 2018 di risorse che, con una funzione di volano, promuovano un rilancio dell'assistenza territoriale centrata sulla presa in carico del paziente, grazie alla rinnovata disponibilità dei medici di famiglia di assumersi la responsabilità di questo percorso;
verificata
la difficoltà a stabilire un'interlocuzione duratura ed efficace con le istituzioni volta a definire nuovi modelli di assistenza a favore dei cittadini, da garantire attraverso una nuova organizzazione del lavoro sul territorio, grazie alla presenza di forme organizzative che coinvolgano diverse professionalità (collaboratori di studio, infermieri, assistenti sanitari, ecc) negli studi di assistenza primaria;
dà mandato
al Segretario nazionale e all'Esecutivo nazionale di verificare ulteriormente le possibili interlocuzioni con i Ministeri competenti (Ministero della Salute, Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, MEF) e con le Regioni volte a identificare soluzioni di finanziamento specifico per le attività della medicina generale comprensive di quelle diagnostiche che permettano e sviluppino, in una logica di medicina di prossimità, percorsi di prevenzione e di presa in carico globale della persona;
condivide la proposta
del Segretario nazionale e dell'Esecutivo nazionale di convocare nel mese di gennaio un Consiglio Nazionale per calendarizzare azioni di comunicazione e lotta sindacale, compreso lo sciopero, necessarie per sostenere la realizzazione del rilancio delle attività assistenziali sul territorio.
Approvata all'unanimità

MEDICI DIPENDENTI : Solidarieta’ della Fimmg e pronti allo sciopero attese da legge di bilancio risposte per lo sviluppo delle cure primarie

manifestazione roma medici-2Roma,  (AdnKronos Salute) - «Siamo solidali con la protesta indetta dai medici dipendenti che soffrono l'aumento dei carichi assistenziali dovuti al blocco del turnover e al mancato investimento in formazione specialistica». Lo dichiara il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti annunciando che anche i medici di famiglia sono pronti allo sciopero se non ci saranno risposte concrete sul rinnovo della convenzione e sullo sviluppo delle cure primarie. Scotti rileva come si denoti «una mancata programmazione da parte delle forze politiche che, anche in occasione dell'attuale discussione della legge di bilancio, dimostrano scarsa sensibilità alle necessità di tutto il comparto sanitario, anche verso la medicina convenzionata che soffre maggiormente della mancanza del rinnovo convenzionale sia in termini economici, considerato che la rivalutazione dell'inflazione programmata degli ultimi 8 anni già riscossa dai colleghi dipendenti non è mai stata corrisposta ai medici convenzionati, sia in termini di progettazione delle nuove necessità del territorio». «Apprezziamo le dichiarazioni del presidente del Comitato di settore Garavaglia, che conferma la disponibilità economica per il rinnovo dell'Acn della medicina generale e siamo in attesa di ulteriori provvedimenti in questa manovra indispensabili ad avviare una nuova e concreta stagione di sviluppo delle cure primarie che porti reale beneficio e sostegno ai cittadini ed avvii il necessario percorso di allocazione appropriata delle risorse per la sostenibilità del Ssn. Queste sono state le condizioni per cui già da tempo il Consiglio nazionale della Fimmg ha dato mandato al segretario nazionale e all'Esecutivo nazionale di proclamare lo stato di agitazione della categoria e qualora non ci siano risposte concrete potrebbero essere intraprese azioni di protesta e sciopero», conclude Scotti.

VACCINI: Fimmg E Sip, sentenza consulta tutela equità accesso in italia

vaccinoter thumb other250 250(AdnKronos Salute) - Un «importante atto di tutela verso l'equità di accesso alla prevenzione per tutti i cittadini italiani», che «riporta il dibattito nei binari descritti dal legislatore». Così la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e la Sip (Società italiana di pediatria) commentano in una nota congiunta il parere espresso ieri dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate nei ricorsi della Regione Veneto sull'obbligo vaccinale. «Il decreto ha suscitato le più svariate considerazioni e valutazioni, ma poco spazio è dedicato a un aspetto molto importante ovvero l'importanza di disporre di una legge che sanasse le incredibili e spesso ingiustificabili disparità di offerta vaccinale nelle diverse regioni italiane, non di rado tra Asl della stessa regione. Grazie alla presenza delle vaccinazioni nei Lea (livelli essenziali di assistenza), grazie all'obbligo vaccinale per la frequenza scolastica per 10 vaccinazioni e grazie all'offerta attiva e gratuita dei vaccini antimeningococco B e C, antipneumococco e antirotavirus sembrava ragionevolmente raggiunta l'opportunità di poter garantire a tutti i bambini in Italia le stesse vaccinazioni con un comune calendario vaccinale», affermano. Nei primi mesi di vita del decreto, «alcune regioni hanno usato i margini d'azione loro garantiti per tornare a differenziare le politiche vaccinali in base a criteri e valutazioni non sempre chiari ma capaci di rendere nuovamente possibili significative disparità nell'offerta vaccinale a seconda della residenza. In alcune regioni si sta realizzando, ad esempio, la paradossale situazione che la scelta del vaccino non venga attuata a livello degli organismi scientifici, su criteri da questi validati, bensì da organismi amministrativi che si spingono anche a definire criteri che appaiono quanto meno discutibili», sostengono medici di famiglia e pediatri. «Questo non solo porrà il problema immediato del completamento del calendario vaccinale per quelle famiglie che si sposteranno da una regione all'altra ma, soprattutto, porterà inevitabilmente a ripristinare un'iniqua offerta di salute nelle diverse regioni italiane, dove i cittadini si vedranno proporre interventi di prevenzione sulla base di scelte dettate non dal perseguimento di obiettivi di salute ma da meri criteri economicisti che orienteranno la scelta verso il risparmio del momento (il vaccino che costa meno). Questo atteggiamento porterebbe ben presto le aziende a produrre vaccini più economici anche se meno efficaci. Ben altro criterio sarebbe - concludono - offrire invece il vaccino più moderno, più completo, più efficace (scelta auspicabile). In ogni caso, se i criteri di scelta dei vaccini non verranno condivisi e resi omogenei in tutta Italia, l'equità dell'offerta vaccinale resterà purtroppo un obiettivo impossibile»

MEDICI SFRUTTATI Allarme nei giovani medici Scotti (Fimmg) è un problema della FnomCeo Nazionale

giovani-medici-5DOCTOR 33- Si chiama Giovani Medici Anti-Sfruttamento, è un gruppo chiuso che in pochi giorni su Facebook ha raccolto oltre 2000 adesioni e raccoglie testimonianze inquietanti, di medici pagati con una pizza o una lezione di sci rispettivamente per aver prestato assistenza nell'arco di una kermesse di atletica e di una competizione sulla neve. Le testimonianze non si fermano allo sport che pure ha un peso forte; si allargano ad altro, ad esempio alla notte in Rsa, sono di più al Sud dove la paga oraria scende a 3,5 euro segnalati in Campania, spesso si chiudono con la richiesta d'attenzione all'Ordine dei Medici. Silvestro Scotti presidente Omceo Napoli e segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia Fimmg si unisce al coro di chi chiede l'introduzione dell'equo compenso, ma mette a fuoco un problema: «Senza un Ordine dei Medici nazionale che dia indicazioni di responsabilità, difficilmente daremo contenuti all'emendamento al decreto fiscale che potrebbe cambiare il presente di questi giovani».
Partiamo dalla Campania, dove c'è una peculiarità: numerose strutture private accreditate, «e alcune pagano in grave ritardo, abbiamo raccolto denunce anche da medici universitari, il "pochi soldi maledetti e subito" può essere una modalità di offrire lavoro frequente per un giovane. Dopodiché andiamo a vedere quanto dura questa modalità nella carriera di un medico». Non è una situazione esattamente sovrapponibile ad altre professioni pletoriche. «Dopo 1-2 anni il reddito, sono dati Adepp, diventa mediamente più alto di quello degli altri professionisti, anche grazie alla valorizzazione data da convenzioni e contratti». C'è però chi resta fuori da queste opzioni, dal servizio sanitario, e sono sempre di più. «Spesso si chiedono prestazioni generiche. Nelle competizioni non è richiesto il medico sportivo, ma magari chi sa usare il defibrillatore o prestare assistenza per l'imprevedibile, quell'imprevedibile che dovrebbe spaventare chi non è assicurato o lo è per poco e non sa a cosa va incontro accettando compensi in natura, ma che un giovane medico affronta per non perdere allenamento, per trovarsi preparato, per mettere alla prova ciò che ha appreso nei corsi di body life support. L'ho fatto io stesso nel club turistico a suo tempo pagato con il soggiorno e basta, non lo rifarei». Ma se i quattro soldi li prende un medico dopo anni di gavetta? «Non ho il polso di quanti medici siano in queste condizioni. Se però ammettiamo che la libera professione si stia progressivamente deprezzando, entra in gioco la questione dell'abolizione nel 2006 delle tariffe ordinistiche con la legge Bersani: ieri come Ordine potevo sanzionare o far ragionare un collega che vende prestazioni a prezzi stracciati, oggi non posso farlo nemmeno se le offre gratis. Ma dall'altra parte i principi generali del nostro ordinamento consentono una contrattazione per la convenzione dove si è stabilito non solo che un turno di guardia medica vale 250 euro sia per chi lo fa sia per il sostituto, ma anche che certa libera professione come le visite a "forestieri" in trasferta sia retribuita al medico di famiglia 30 euro in studio e 50 a domicilio: una tariffa che ha un suo ruolo sociale, che ci remunera in un certo qual modo, che è frutto di contrattazione ma non è stata abolita, che però cozza con la legge Bersani, che è a rischio in quanto la convenzione è fonte più debole della legge, ma che è proprio lo spunto da cui partire per sostenere una legge sull'equo compenso». Nessuno potrà riempire di contenuti questa legge se non il medico con un "colpo di reni".
«La Fnomceo è chiamata a porre il problema come organo ausiliare dello stato; quando qualche manager volesse introdurre dei tempari per le prestazioni, deve porre la questione della valorizzazione del tempo medico e quindi della prestazione, come non di rado ce la pone il giudice chiedendo agli ordini criteri per valutare gli interventi effettuati nei contenziosi Rc. All'Omceo Napoli abbiamo stilato algoritmi trasparenti, a disposizione anche per i cittadini, ma questo lavoro va traslato a livello nazionale, e non va accettato un equo compenso ricavato "per analogia" rispetto ad altre professioni tecniche; a differenza di queste ultime, noi medici siamo professione intellettuale, siamo chiamati a usare la testa e le acquisizioni per personalizzare un intervento sul malato che non è mai solo tecnico e presenta sfide e rischi. Questo l'Ordine deve far capire a un giovane che spesso è il peggior sindacalista di se stesso, come ai governi».

MEDICI SFRUTTATI : Bartoletti (Fimmg ) una vergogna che deve finire

medici-precari-protesta interna-nuova"Questa vergogna deve finire. L'Ordine deve stabilire il congruo compenso per le varie tipologie d'intervento eliminando questa giungla che discredita la professione medica e genera condizioni d'insicurezza per i pazienti" . Questo il commento del vice Segretario Nazionale vicario della Fimmg Pier Luigi Bartoletti a seguito della denuncia lanciata da fimmglazio tv, che ha intervistato Lucrezia Trozzi e Nicola Pescetelli creatori del gruppo facebook" medici anti sfruttamento" e che hanno messo in risalto il mondo sommerso della sotto occupazione medica
"Occorre lavorare per questo anche per evitare fughe desolate all'estero" "Questo è uno dei temi centrali del nostro impegno nell'Ordine dei medici le cui votazioni sono previste per i primi giorni di dicembre" – ha concluso Bartoletti in un intervista rilanciata dal quotidiano telematico "Affari italiani"

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MANOVRA: Medici di Fimmg, bene la tassa sul fumo, libererà risorse

mediciospedale"L'emendamento alla legge di bilancio proposto da Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, volto a liberare risorse per i fondi sanitari regionali, anche per i rinnovi dei contratti, non può che trovarci d'accordo". Lo dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della FIMMG.
"Il fatto poi che la proposta abbia raccolto il consenso di tutti i componenti della commissione e del Ministro Lorenzin ci fa ben sperare in un esito positivo" prosegue Scotti. "Come medici, in particolare come medici di famiglia, abbiamo sempre promosso e sostenuto le campagne di prevenzione per ridurre il consumo di tabacco nella popolazione, salutiamo quindi con favore tutte le iniziative finalizzate alla disassuefazione dal fumo".
"Il rinnovo dei contratti e in particolare della Convenzione della Medicina Generale, attualmente in discussione con i rappresentanti delle Regioni - ribadisce il Segretario della FIMMG - non rappresenta un mero ristoro economico per la categoria, ma un sostegno alle nuove sfide che vedono in prima linea la Medicina generale a favore della sostenibilità del SSN: la prevenzione, con particolare riguardo all'area delle vaccinazioni, i nuovi modelli di gestione della cronicità e un forte intervento per la formazione e l'inserimento di nuovi medici, soprattutto giovani, nella professione in un momento di grave carenza di quest'area professionale".

INFLUENZA: Bartoletti (Fimmg) La grande fuga degli anziani dai Vaccini

vaccini44LA STAMPA :Di Antonio Galdo L'influenza può uccidere, non tutti gli italiani lo sanno, e molti non si vaccinano. A svelare il controsenso, che la dice lunga sul nostro rapporto ancora controverso con i vaccini, è un'indagine del Censis. Che sembra smentire l'opinione diffusa secondo la quale basterebbe un po' di buona informazione per convincere le persone a fare pace con i vaccini. A prendere sotto gamba l'influenza sarebbe infatti solo il 14,7% degli over 50, mentre il 48,9 crede possa diventare una malattia anche molto grave e il 43% sa che le complicanze possono portare alla morte.
Evento tragico che lo scorso anno si è portato via tra 15 e i 18mila anziani, «contro una media che negli anni precedenti era di 8mila», denuncia il Presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi. Che indica anche la causa di questa strage silente: la fuga dalla vaccinazione contro i virus influenzali. Tra gli ultrasessantacinquenni, che possono vaccinarsi gratuitamente dal proprio medico di famiglia, nel 2006 si era raggiunto un picco di oltre il 68% di immunizzati, poi il progressivo e inesorabile calo, fino ad arrivare appena al 52% di vaccinati lo scorso anno, nonostante medici ed esperti avessero messo in guardia sulla particolare aggressività del virus, che infatti ha fatto il doppio delle vittime che di solito falcia ogni anno, soprattutto tra gli anziani già debilitati da altre malattie.

Non ci vacciniamo pur sapendo che sarebbe bene farlo. O almeno il 93% sa che è consigliabile a chi ha problemi respiratori, più dell'85% lo farebbe fare a chi ha compiuto i 65 e una percentuale analoga a medici e infermieri. Allora come spiegare quel crollo verticale di 16 punti in undici anni? Con la mancanza di fiducia nella bontà dei vaccini da parte di ancora troppi italiani, imbevuti di balle antiscientifiche. E' sempre il Censis a svelare che si, il 32,9% degli ultracinquantenni «si fida molto» dei vaccini, ma oltre il 51% non si spinge oltre un timido «abbastanza» e un pur sempre sostanzioso 15,9% si arrocca sul «poco» o «per nulla».

A volte sono anche le diagnosi fai da te a determinare una crisi di fiducia. «Gli anziani non si vaccinano perché dicono di aver comunque preso l'influenza quando l'hanno fatto, confondendola con forme parainfluenzali , che sono molto meno pericolose e non coperte dal vaccino», spiega Ricciardi.

Quest'anno la variante "Michigan" del virus AH1N1 «dovrebbe portare un'influenza di media intensità, comunque con non meno di 5 milioni di casi», mette in guardia Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano.

«Devono vaccinarsi prima di tutto anziani, immunodepressi, dializzati, donne in gravidanza dal 4° mese in su, diabetici e tutti quelli con malattie debilitanti», ricorda Pierluigi Bartoletti, Vice Segretario vicario della Fimmg, la Federazione di medici di famiglia. «Di solito il 10% di chi prende l'influenza ha delle complicanze. Tra loro un altro 10% finisce in ospedale e uno su cento purtroppo non ce la fa». Chi non vuol rischiare è avvisato

MEDICINA FISCALE: Petrone. La nuova "stagione contrattuale" per i medici INPS non dipendenti: prospettive ed obiettivi della FIMMG

inps thumb other250 250(La Medicina Fiscale) All'indomani dell'apertura del tavolo tra INPS e Sindacati per la stipula della convenzioni in forma di accordo collettivo su base nazionale per disciplinare il rapporto tra l'INPS e i medici di medicina fiscale, cerchiamo di fare il punto della situazione della medicina INPS con Alfredo Petrone, segretario nazionale di settore della FIMMG.
I sindacati hanno ricevuto - giudicandola irricevibile , cosi come abbiamo letto dai comunicati stampa - la prima "Bozza di Convenzione" inviata dall'INPS per disciplinare il rapporto di lavoro dei medici fiscali. Dott. Petrone può dirci quali, a parere della FIMMG, sono le severe criticità della proposta di INPS che hanno determinato la sua integrale bocciatura da parte delle OO.SS.?
In realtà, al di là delle severe criticità presenti, non è comprensibile il rationale della proposta ricevuta. L'INPS e le OOSS devono sia dar seguito allo spirito della Riforma della Pubblica Amministrazione, in tema di semplificazione, ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse e del servizio, sia ottemperare a quanto stabilito nel Decreto Interministeriale del 2 agosto 2017 (edito in GU il 30 settembre u.s.); ebbene, a nostro parere la proposta INPS compie non solo il percorso inverso, ma non rispetta quanto previsto in tema di tutele dall'Atto di Indirizzo, dalla durata dell'incarico, alla malattia, ai diritti sindacali, ecc. Ci si domanda, poi, ma è possibile anche solo pensare di dare uno status lavorativo di "prestatore d'opera" ad una categoria di medici impegnati 38 settimanali per Inps, assegnando nel contempo incompatibilità fortissime ed assolute?
Segretario, ma con queste premesse come pensa sia possibile sbloccare l'impasse che si è creato, visto che comunque le parti dovranno necessariamente stipulare una convenzione in forma di Accordo Collettivo Nazionale che risponda alle esigenze della Riforma del Pubblica Amministrazione rispettando quanto previsto nell'Atto di Indirizzo Interministeriale?
Il primo passo deve essere quello di definire, nel contesto del campo di applicazione dell'ACN, ciò che è evidente, ossia che i medici esercitano un'attività in convenzione, ma nell'ambito di un regime di parasubordinazione che sottostà all'organizzazione, alle disposizioni e alle esigenze dell'INPS. Fatta questa premessa, sarà facile procedere velocemente alla stesura di una convenzione che, nel pieno rispetto delle norme di riferimento e del campo di applicazione, soddisfi l'INPS, le OO.SS. e, soprattutto, la categoria dei professionisti che ci onoriamo di rappresentare.
Il Settore FIMMG INPS come immagina la nuova figura del medico fiscale INPS, in particolare vi dovranno essere delle differenze rispetto ad oggi, come per esempio l'attribuzione di ulteriori mansioni?
È indubbio che il medico fiscale, che dovrà operare con la nuova convenzione e nell'ambito del Polo Unico, dovrà, come stabilito dall'Atto di Indirizzo, occuparsi di almeno "tutte le funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti, ivi comprese le attività ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni", alcune delle quali potrebbero, in futuro, anche presentare profili di novità, immaginiamo per esempio le visite ai lavoratori risultati assenti e residenti in zone disagiate e lontane dai centri medici legali. È oramai giunto il momento per pensare a un professionista impegnato a tempo pieno, maggiormente fidelizzato con l'ENTE, in grado di partecipare ancor più attivamente alla gestione di questo settore della Medicina Legale INPS, in accordo e nel rispetto delle direttive dell'Amministrazione e del Coordinamento Medico Legale, anche mediante, per esempio, la attribuzione di un suo account di posta elettronica istituzionale ed accesso ad intranet.
C'è un'altra categoria di professionisti, all'interno della medicina INPS, i medici convenzionatiesterni.
Prima mi preme dire che i medici convenzionati esterni sono rappresentati dalla FIMMG in accordo al suo statuto, al pari dei medici fiscali e nell'ambito del Settore INPS, divenuto ampiamente rappresentativo per questi professionisti.
Si tratta di una categoria di medici che svolge, nel contesto dei Centri Medici Legali INPS, le stesse mansioni dei medici dipendenti, svolgendo in piena autonomia professionale tutte le delicate funzioni medico legali di competenza dell'ENTE, assistenziali, previdenziali ed il contenzioso giudiziario in ambito sanitario.
Pur operando in evidente regime di subordinazione, con uso di marcatempo e nel rispetto di turni di servizio predefiniti, lavorano senza alcuna tutela, ai sensi di un contratto allegato ad una determina presidenziale INPS, di durata annuale, non automaticamente rinnovabile. Si tratta di una situazione talmente anomala che, a nostro parere, risulta in evidente contrasto con quanto previsto dalla riforma del pubblico impiego e su questo argomento la FIMMG ha già scritto al Ministro Madia e si sta confrontando con il Ministero della Pubblica Amministrazione.
Quali prospettive e soluzioni vede per questi 900 medici?
La FIMMG ha già dato un forte primo segnale chiedendo di inserire nell'Atto di Indirizzo per la medicina fiscale tale categoria, fino ad oggi mai riconosciuta in nessun documento ufficiale, quale gruppo privilegiato per l'accesso a tale ACN. E, mi creda, non è stato facile per l'opposizione tentatada alcune OO.SS. È ovvio che, e stiamo già lavorando intensamente per questo obiettivo, anche i medici esterni dovranno lavorare, forti di una convenzione con le stesse tutele: malattia, maternità, diritti sindacali, stabilità di incarico, fidelizzazione, possibilità di tempo pieno, etc., etc. In sostanza chiediamo per questi colleghi le stesse tutele che da sempre sono state pensate per i medici fiscali, nulla in più di quanto normalmente previsto nelle convenzioni del SSN.
Segretario dalle sue parole la FIMMG immagina imminente una nuova stagione contrattuale per i medici INPS?
Si, questo è il nostro obiettivo dichiarato. Dobbiamo tener ben presente che, a fronte delle continue competenze acquisite dall'INPS in campomedico legale, vi sono circa 500 medici dipendenti (con un'evidente carenza) e circa 2000 medici tra convenzionati esterni e fiscali, senza i quali i Centri medici legali INPS non potrebbero in alcun modo far fronte ai quotidiani, istituzionali e ordinari carichi di lavoro... Prestatori di opera? No, grazie, ma medici convenzionati con diritti e tutele.... La nuova stagione contrattuale per i medici INPS non dipendenti si è oramai aperta e la FIMMG, quale OS rappresentativa, sarà protagonista

CAOS CONCORSI : Fimmg Fromazione nazionale, tuteleremo i colleghi su possibili irregolarità nella prova concorsuale di Formazione Specifica in MG

giovanimedici"A distanza di pochi giorni dal concorso per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) ci giungono diverse segnalazioni in merito a possibili irregolarità verificatesi durante il suo svolgimento. Le sezioni di FIMMG Formazione si sono già attivate per monitorare ed acquisire tutte le informazioni utili e segnalare agli organi competenti eventuali irregolarità, auspicando una verifica scrupolosa e rapida dei fatti volta a garantire un percorso trasparente, equo e pienamente legittimo ai numerosi colleghi che quest'anno hanno svolto la prova concorsuale". Così Noemi Lopes, Segretario Nazionale Fimmg Formazione, commenta le segnalazioni di possibili irregolarità nello svolgimento della prova concorsuale per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.
"L'alta partecipazione al concorso per l'accesso al CFSMG registrata quest'anno dimostra che si sta determinando un rinnovato interesse per la medicina del territorio che non deve essere disatteso da inefficienze organizzative o lungaggini amministrative e burocratiche.
Proprio per questo, memori dell'esperienza degli anni passati, sarà particolarmente necessario attenzionare la graduatoria per la Medicina Generale, i cui tempi di scorrimento troppo brevi potrebbero favorire, ancora una volta, l'esodo di molti colleghi verso altre esperienze formative nonché la potenziale e gravosa perdita di borse di studio solo per vizi nelle procedure di assegnazione.
Auspichiamo un intervento di Ministero e Regioni volto a fronteggiare tale eventuale criticità, attraverso l'attuazione di procedure amministrative utili a favorire la più ampia adesione e prorogando, qualora necessario, i tempi di scadenza delle procedure di assegnazione delle borse e consentendo a chi subentrerà nei mesi successivi l'accesso in tempi consoni in graduatoria regionale.
Fimmg Formazione – conclude la Lopes - come sempre continuerà a battersi per i colleghi che giorno dopo giorno fanno della nostra professione la loro scelta di vita, tutelando i loro diritti".

CERTIFICATI: quali prestazioni sono soggette ad Iva. I chiarimenti della Commissione Fisco Fimmg

fisconlineDOCTOR 33-La residenza socioassistenziale chiede all'utente un certificato del medico di famiglia da allegare alla domanda per l'inserimento del suo anziano genitore in un nucleo Alzheimer. Siccome si tratta di una prestazione libero-professionale, il medico, al momento di redigerlo, si domanda se va caricato di Iva al 22%. Come vedremo, la risposta non c'è. Ma almeno a fare un po' di chiarezza su esempi come questo -e anche in tema di certificati per infortuni sul lavoro o malattie professionali, apertura e prosecuzione- ci prova la Commissione Fisco Fimmg che ricorda come l'ordinamento comunitario escluda dall'assoggettamento ad Iva i servizi strettamente sanitari, tesi a salvaguardare la salute: le prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura sono diverse dagli altri servizi commerciali. La Commissione passa in rassegna le sentenze della Corte Europea che negli anni ha ammesso l'esenzione Iva per i controlli periodici dei medici del lavoro o d'azienda sui lavoratori e per i certificati di idoneità fisica o limitanti l'attività fisica, ad esempio in relazione all'assolvimento di particolari mansioni lavorative. Non sono esenti da Iva invece i test chiesti da un datore di lavoro per assumere un lavoratore, o i controlli chiesti da una compagnia per fissare il premio assicurativo (ramo vita o sanitario). E nemmeno i test del Dna e di affinità genetica.
Dodici anni fa con circolare 4E del 28 gennaio 2005 si pronunciò anche l'Agenzia delle Entrate, premettendo che per un medico di famiglia le prestazioni non a pagamento sono sempre fuori campo Iva. Per quelle a pagamento si deve tenere conto di due determinanti opposte tra loro: da una parte l'obiettivo della tutela della salute che esclude la prestazione dal campo Iva, dall'altra lo scopo di ottenere un beneficio amministrativo od economico da parte dell'assistito che invece rende la prestazione caricabile di Iva. L'Agenzia cita tra le certificazioni dove prevale la spinta "no-Iva" l'esonero di uno studente dall'educazione fisica, l'idoneità all'attività sportiva (agonistica e non), l'invio di minori in comunità, l'avvenuta vaccinazione. Invece le certificazioni rivolte ad ottenere pensione od assegno di invalidità o quelle peritali per riconoscere risarcimenti post-infortunio rientrano tra le "ivate", così come il certificato per riconoscere l'invalidità e quello, forse più "borderline", per l'idoneità a generica attività lavorativa. Non sono elencate altre prestazioni e in attesa di pronunce ulteriori l'orientamento è che sia il medico ad escludere esplicitamente l'Iva ovunque ravvisi la finalità principale di tutela della salute. Nello specifico, sottolinea la Commissione, «le certificazioni per infortunio sul posto di lavoro o per continuazione di malattia da infortunio professionale che, in assenza di convenzione con l'Inail, il Mmg rilascia a pagamento, sono esentate dall'Iva avendo finalità terapeutica o di prevenzione; quelle per l'ammissione in case di riposo, invece, non essendo riconducibili in alcuna delle fattispecie elencate, fruiscono dell'esenzione a condizione che sulla medesima certificazione sia riportata la dicitura "di tutela della salute"»

FINANZIAMENTO SSN: FIMMG, senza risorse siamo al 'de profundis' del SSN

medicinfermieri3 thumb large300 300La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale si unisce all'appello delle Regioni affinché Governo e Parlamento mettano le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali. "Condividiamo le preoccupazioni manifestate del Comitato di settore Regioni-Sanità sull'incertezza del finanziamento – sottolinea il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti - Senza investimenti economici, in particolare sulle risorse umane, non è possibile realizzare un'evoluzione della medicina del territorio – sottolinea Scotti – Confidiamo che la situazione venga sbloccata al più presto, certi anche del supporto che verrà dal Ministero. Chiediamo un incontro urgente a Governo e Regioni per fare il punto sulla situazione – prosegue Scotti -. In questi mesi è ripresa la trattativa per il nuovo Atto di indirizzo ed entro fine mese va trovato un accordo per velocizzare l'accesso dei giovani medici alla Convenzione. Senza ricambio generazionale e senza risorse per le borse di studio in Medicina Generale, per il necessario adeguamento economico atteso dal 2010, per il personale che va inserito al fianco dei medici di famiglia, per una gestione proattiva della prevenzione e della cronicità siamo al de profundis del Servizio Sanitario Nazionale". Il segretario della FIMMG sottolinea che dopo l'allarme lanciato dalle Regioni la FINMG ha già convocato la Segreteria Nazionale "per decidere le azioni da intraprendere, considerando che abbiamo avuto già mandato del nostro Consiglio Nazionale a mettere in atto tutte le azioni necessarie per portare a casa l'ACN". "Non si può pensare che in presenza di una ripresa del paese non si investa sulla sanità - conclude Scotti - Appare inaccettabile che meccanismi di rapporto tra PIL e FSN siano considerati precostituiti per i prossimi anni, di fatto non allineando lo sviluppo del nostro SSN alle migliori condizioni del paese, a meno che qualcuno non stia pensando alla fine del nostro modello equo, solidale e universale. Se così fosse sarà bene che in un momento in cui l'Italia si prepara a decidere chi la governerà sia chiaro ai cittadini cosa gli si vuole offrire come futuro della sanità. In assenza di risposte noi ci adopereremo per farlo capire chiaramente ai nostri pazienti".

RICETTA ELETTRONICA: Fimmg, il promemoria cartaceo la sta uccidendo: ecco perché

ricetteSSN thumb250 250(agendadigitale.eu) Da un paio di anni (un po' più in alcune regioni, un po' meno in altre) è in atto la dematerializzazione della ricetta SSN. Attualmente, ad eccezione di qualche piccola zona del Paese, tutti i medici di Medicina Generale (MMG) hanno adottato questa modalità prescrittiva. Anche se la normativa riguarda tutti i medici prescrittori, di fatto solo i MMG sono coinvolti poiché le quote dei medici specialisti ed ospedalieri che "ricettano SSN" sono da sempre irrilevanti.
Il progetto è stato normato e varato sulla base di un DM del novembre 2011 che, come noto, prevede l'invio, in tempo reale, di un pacchetto di dati elettronici al MEF, attraverso SOGEI, relativi all'evento "prescrizione". Il farmacista, avendo davanti il paziente dotato di tessera SSN, è in grado di risalire online alla prescrizione del medico e di provvedere alla consegna del farmaco avendo cura di spuntare elettronicamente l'avvenuta erogazione.
Il progetto, così come viene raccontato, appare lineare e, seppur gravato da alcune sbavature che potranno essere comunque corrette, efficace negli obiettivi che si propone di raggiungere: il "sistema" dispone in tempo reale delle prescrizioni a carico del SSN, lo studio del medico non viene più frequentato da persone che arrivano per ritirare mazzi di ricette approfittando spesso per parlare comunque con il medico, il farmacista è in grado di accedere online alla ricetta, il paziente, soprattutto, può recarsi direttamente nella farmacia di sua scelta a ritirare un farmaco prescritto elettronicamente. Sembrerebbero evidenti i vantaggi per tutti.
Purtroppo non è così!
Su tutto il percorso grava il peso del "promemoria cartaceo". Si tratta di un foglietto di carta semplice (formato "ricetta") dove devono essere stampati tutti i dati relativi alla prescrizione elettronica: in altre parole, insieme all'invio online del dato deve essere stampato anche un corrispettivo cartaceo, che deve essere consegnato dal medico al paziente, che a sua volta, per poter ottenere il farmaco, deve consegnarlo al farmacista. La ricetta, apparentemente uscita dalla porta, rientra quindi dalla finestra.
Nello stesso DM del 2 novembre 2011, la dignità ad esistere del promemoria cartaceo era attribuita alla tutela dell'intero sistema (e del paziente in primis) rispetto a possibili iniziali defaillance informatiche che avrebbero potuto impedire l'erogazione del farmaco. C'era il timore che un processo ancora non rodato potesse andare incontro a qualche intoppo in questa filiera comunicativa: bisognava quindi garantire che il farmacista fosse in grado, sempre, di consegnare il farmaco prescritto. Il pezzo di carta aveva, appunto, questo ruolo. Un pezzo di carta, tra l'altro, che non viene firmato dal medico, che viene stampato su un normale foglio formato A5, il cui intrinseco valore documentale è sostanzialmente nullo: presentato comunque come "ciambella di salvataggio", poteva avere un senso.
La "ricetta dematerializzata" sta andando avanti, come detto, da diversi anni. Il sistema è oramai a regime e il percorso informatico procede in modo sostanzialmente fluido e senza difficoltà. Il promemoria è stato superato solamente nella Provincia autonoma di Trento. Altrove non si riesce a rimuoverlo. Tra l'altro, laddove, per più motivi, vi fosse una impossibilità ad inoltrare la prescrizione dematerializzata (per esempio, durante una visita domiciliare, o in corso di blackout elettrico) è correttamente previsto che il medico proceda alla redazione (e alla firma ...) della solita ricetta "rossa" che, per queste ragioni, non potrà completamente essere superata.
La permanenza del promemoria cartaceo vanifica, sostanzialmente, i possibili vantaggi che si sarebbero dovuti concretizzare per tutti gli utenti. Costringe il paziente a recarsi ancora presso lo studio del medico anche per le prescrizioni dei farmaci assunti cronicamente, con notevoli perdite di tempo, disagi e rischi che derivano da spostamenti di persone spesso anche molto anziane. Il medico continua ad avere un ambulatorio pieno di pazienti affetti da malattie croniche, che con i loro mille disturbi (che non avrebbero motivato altrimenti una visita) approfittano della presenza in studio per sottoporsi a controlli privi di vere necessità, creando ingorghi alla sua attività e a quella del suo personale di studio. La stampa del promemoria cartaceo è onerosa in termini di consumi (milioni di inutili fogli di carta stampati ogni giorno) e di organizzazione. Il settaggio delle stampanti di uno studio complesso come quello di una medicina di gruppo con personale di segreteria, costituisce una vera impresa informatica che i medici, normalmente, hanno dovuto affidare a personale tecnico. Personale che viene spesso richiamato ad intervenire per i frequenti guasti delle stampanti o anomalie dell'intero circolo di stampa. Le variabili previste nel processo di stampa sono molteplici: i farmaci in "distribuzione per conto" vanno stampati ancora su ricetta rossa, gli altri sul promemoria. Molte farmacie ospedaliere non recepiscono ancora promemoria cartacei: su ricetta rossa devono essere stampati anche i farmaci distribuiti dalle farmacie ASL e, spesso, anche quelli destinati a pazienti in assistenza domiciliare integrata. Un confusione infinita ...
Il risultato è che sia i medici che i pazienti non hanno affatto percepito l'evoluzione del sistema; non hanno fruito di alcun evidente vantaggio (per i medici si è trattato di un ulteriore carico burocratico ed economico). Si sta perdendo insomma una grande occasione per fare apprezzare a tutti un cambiamento, per far vedere come la tecnologia possa produrre evidenti vantaggi nella vita reale di tutti i giorni.
Qualche medico ha provato ad utilizzare l'invio del promemoria al paziente, su sua richiesta, per email, considerando che molti software di cartella lo permettono. Anche se questa non rappresenta una via completamente ortodossa ai fini della sicurezza della comunicazione, i medici si orientano a questa scelta poiché lo stesso INPS consente l'invio della copia del certificato di malattia al paziente (con tanto di diagnosi) sempre attraverso l'email. Non è intuitivo comprendere perché, quando una così rilevante istituzione nazionale prevede e permette una certa cosa, un'altra la dovrebbe poi vietare. Di fatto però molte Regioni e Aziende Sanitarie si sono pronunciate precludendo l'inoltro del promemoria cartaceo via WEB al paziente (anche attraverso portali protetti), precisando che deve avvenire la consegna diretta dal medico al paziente di questo documento. Viene sancita, cioè, la permanenza dell'elemento cartaceo nella filiera prescrittiva, alla faccia di una vera dematerializzazione.
Ma perché c'è tutta questa resistenza a superare il promemoria?
In un recente questionario i cui risultati sono stati presentati a maggio al Convegno organizzato dall'Osservatorio sulla Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, i MMG, oltre ad auspicare il superamento del promemoria (in più dell'85% delle risposte), attribuiscono un maggiore interesse a mantenere la copia cartacea del promemoria al farmacista (43% delle risposte), alle istituzioni sanitarie (30%), al paziente (23%) e allo stesso medico (4%). Certamente il mondo delle farmacie è quello che manifesta meno rammarico rispetto alla permanenza del promemoria; sembrerebbe che i farmacisti desiderino che il promemoria rimanga al fine di mantenere un adeguato supporto per l'affissione delle fustelle. C'è difficoltà a credere che questa possa essere considerata una ragione veramente valida, per privare tutti di tanti vantaggi. Se così fosse, speriamo che la logica prevalga e che, prima o poi, venga accettato che le inquietudini di pochi non debbano più condizionare i benefici di molti.
di Paolo Misericordia, Responsabile area ICT della FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale)

ACN: Zingoni (Fimmg): «Il Ruolo del medico di famiglia deve cambiare, il Paese risponda alla categoria» (Video)

zingoni2Rinnovo dell'ACN in breve tempo, misure rapide per consentire il ricambio generazionale, adeguamento professionale per un miglioramento delle performance ma anche riorganizzazione della categoria. Traccia le rotte da seguire Stefano Zingoni, Presidente nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) «Quest'anno è trascorso in maniera iperattiva, produttiva e proiettata verso il futuro» dichiara Stefano Zingoni, Presidente nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) durante il Congresso Nazionale della categoria, facendo un bilancio positivo dell'anno in corso e individuando le priorità in vista delle sfide future.

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