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SCIOPERO: Milillo (Fimmg):« solo rinviato perché non si è parlato di cifre»

milillo Sole 24 Ore : Bene l'attenzione da parte del governo, «che abbiamo percepito essere sincera», per la sanità pubblica, e la presa di coscienza che «i problemi che abbiamo prospettato sono reali», ma «lo sciopero è solo rinviato perché non si è parlato di cifre». È il commento di Giacomo Milillo, leader dei medici di famiglia Fimmg, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. Sessanta giorni per verificare perchè, ha spiegato, «Abbiamo fiducia nel Governo - ha chiarito- ma la mobilitazione continua perché vogliamo anche e soprattutto sensibilizzare i cittadini». «Non stiamo battendo cassa per ottenere chissà quali aumenti, vogliamo soltanto far capire al Governo che tra tagli, demotivazione e marginalizzazione dei medici rischiamo di lasciare agli assistiti una sanità pubblica al tracollo. E credo di poter dire –prosegue Milillo- che le nostre preoccupazioni siano state questa volta condivise ». Ciò che ha fatto decidere i medici a sospendere lo sciopero «è la percezione di un'attenzione sincera - ha aggiunto il segretario Fimmg - Ma anche il fatto che la sanità sia entrata nel l'agenda del Governo, che tutti i punti da noi segnalati siano stati considerati e che sia stata recepita la necessità di un progetto nazionale che metta insieme tutti i temi». Intanto proseguono le iniziative della vertenza salute e si concluderanno in una grande manifestazione a Firenze - hanno annunciato oggi i sindacati - tra aprile e giugno, probabilmente alla Leopolda. «Rispetto alle chiusure dei mesi scorsi –commenta Milillo- è un fatto positivo non essersi lasciati con una pacca sulle spalle ma con l'impegno concreto ad aprire tavoli permanenti di confronto sulle questioni più spinose, coinvolgendo in futuro anche il Miur per risolvere i problemi della formazione pre e post laurea, a cominciare da una seria programmazione degli accessi alle specializzazioni per evitare di creare in futuro nuovi disoccupati.  Così come è necessario che la specializzazione in chirurgia poggi su una maggiore esperienza sul campo». «La decisione di costituire i tavoli di confronto va nella direzione giusta, ma ora –prosegue il segretario nazionale - è essenziale che il Governo passi ai fatti, garantendo la sostenibilità economica del sistema sanitario pubblico, formalizzando nero su bianco la disponibilità di 4 miliardi di risorse aggiuntive annunciata per ora solo via etere dal ministro Lorenzin. Risorse che servirebbero innanzitutto ad eliminare la piaga del precariato medico, che di certo non favorisce la qualità delle cure. Così come –aggiunge Milillo - il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia, scaduta da oltre sei anni, può essere l'occasione buona per migliorare la presa in carico dei pazienti, garantendo soprattutto la continuità assistenziale ai malati cronici».

DM LORENZIN Scotti (Fimmg) Medici ostaggio di una politica reticente

lorenzin55MD DIGITAL:-Simone Matrisciano- "L'incontro col ministro Lorenzin ha fatto emergere almeno un dato di fatto: viviamo in un paese dove il Ministero della Salute è ormai consapevole di poter curare i cittadini solo nei limiti degli equilibri di bilancio imposti dal Governo e dal Ministero dell'Economia". Questo il primo commento di Silvestro Scotti, Vicesegretario nazionale Fimmg, all'incontro tenutosi tra le ventitré sigle sindacali dei medici e il ministro Lorenzin lo scorso 18 febbraio. "Come diciamo da tempo, rimettere al ministro dell'economia la responsabilità di decisioni di salute pubblica è una visione non condivisibile dal nostro punto di vista, ma che trova spazio in tempi di grandi cambiamenti. Il punto è un altro: il governo dovrebbe avere un coraggio e un senso di responsabilità tali da comunicare apertamente ai cittadini questa decisione. Invece cosa accade? Questa responsabilità, tramite atti legislativi discutibili – non ultimo il decreto appropriatezza – viene gettata sui medici; un atto codardo che, tra l'altro, non ha nulla a che fare con la missione di un medico". A nulla pare essere valsa l'apertura del ministro Lorenzin; una disponibilità a lavorare a braccetto coi medici che sa di promessa trita e ritrita, soprattutto dopo che il ministro stesso ha portato i temi più caldi legati al decreto appropriatezza sul tavolo di Governo e ministro Padoan, "abdicando di fatto a ogni possibile ruolo di decisione chiave sui temi di salute pubblica", conclude Scotti.
Una situazione sempre più calda che, ormai sembra chiaro, vede al timone della nave Sanità il duo Renzi-Padoan. Nel frattempo, le stime fornite dai sindacati dei medici, dicono che il 10% degli italiani rinuncia alle cure per difficoltà economiche; un dato che potrebbe aumentare dopo l'entrata in vigore del decreto viste le 203 prestazioni che non saranno più erogate dal Ssn, se non limitatamente ad alcune patologie e condizioni.
I sindacati dei camici bianchi esprimono un forte timore che si stia procedendo verso una deriva privatistica del Ssn: lo conferma Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg: "al di là delle richieste specifiche che abbiamo portato al ministro Lorenzin, siamo di fronte a sintomi di scoordinamento e decadimento del Servizio Sanitario Nazionale: la sensazione è una tendenza all'americanizzazione del sistema, con il passaggio di mano dal pubblico alle assicurazioni private. Il nostro obiettivo è avere una risposta coerente sul futuro della sanità pubblica. Dalla formazione alla programmazione, le decisioni dovrebbero essere prese in forma coerente. Assistiamo, invece, a decisione estemporanee".
Insomma, i camici bianchi ormai sono consapevoli che Lorenzin è il primo interlocutore, ma non certo il solo e il risolutivo, soprattutto quando si guarda alla patata bollente della spesa: il sottofinanziamento del Ssn, il rischio "americanizzazione" denunciato dalla Fimmg, ma anche la partita sul precariato e quella sul rinnovo dei contratti e delle convenzioni, con il giallo sempre presente sulle risorse cui attingere per finanziare i 6.000 contratti promessi dall'ultima legge di Stabilità. In qualche modo se ne uscirà, con la richiesta corale da parte dei medici che il Governo faccia un passo avanti e vada oltre gli slogan.

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FIMMG "Apprezziamo le aperture della Lorenzin ma ora il governo passi dalle parole ai fatti"

intersindacaleComunicato Stampa "Apprezziamo le aperture del Ministro Lorenzin ma spetta ora al Governo passare dalle parole ai fatti, altrimenti i medici non potranno che confermare le due giornate di sciopero fissate per il 17 e il 18 marzo". Il Segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, conferma l'adesione dei medici di famiglia alla protesta al termine dell'incontro con il Ministro Beatrice Lorenzin.
"Diamo atto alla Titolare della salute di essersi fatta carico di trasmettere al Governo le nostre istanze, ma per ora siamo allo stadio delle parole, che da sole non bastano certo a invertire una tendenza che vede sempre più la professione medica ostaggio dei tecnocrati e dei poteri forti delle Università". "Abbiamo apprezzato –afferma
Milillo- le aperture del Ministro sul decreto-bavaglio alla libertà prescrittiva dei medici, ma non possiamo di certo ritenerci soddisfatti del rinvio a un ennesimo tavolo con le Regioni del punto nodale delle sanzioni a carico dei medici che, prescrivendo secondo i criteri di appropriatezza della propria pratica professionale, non si allineano ai vincoli prescrittivi del decreto". "Così come è tutta da verificare con l'Economia la disponibilità di quel miliardo e mezzo in
più per il Fondo sanitario nazionale del 2017. Risorse –aggiunge il segretario nazionale della Fimmg- che dovrebbero in larga misura essere vincolate al rinnovo di contratti e convenzioni scaduti oramai da oltre sei anni." "Anche il Patto per la salute aveva promesso oltre tre miliardi in più per la sanità, dei quali si è poi persa quasi del tutto traccia nella legge di Stabilità. Se questa volta si fa sul serio –conclude Milillo- il Governo trasformi in atti concreti quel che ad oggi sono solo parole".

FIMMG: «Oltre un milione di italiani senza medico di famiglia così le Asl chiudono le porte a pendolari e lavoratori in nero

medicofamiglia56 thumb250 250SOLE 24 ORE di Rosanna Magnano Il medico di base per almeno un milione di italiani è diventato una chimera. Le Asl stringono la cinghia e la burocrazia si irrigidisce. Accanendosi soprattutto contro chi deve già fare i conti con mille difficoltà. A ricevere un secco no dagli sportelli delle Aziende sanitarie sono infatti spesso pendolari che lasciano le metropoli per trasferirsi in comuni dell'hinterland dove la vita costa meno, o magari lavoratori in nero. A lanciare l'allarme è la Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia.
«Purtroppo in tempi di bilanci magri - spiega in una nota Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg - le Asl non vogliono accollarsi nuovi oneri e così respingono le richieste di chi chiede il cambio del medico di famiglia e non è in grado di mostrare o un contratto di lavoro, almeno a tempo determinato, o l'iscrizione all'Università o ad altri corsi di studio».
E il cambio di residenza non basta più. «E così chi è costretto a lasciare il proprio paese o la sua città per trovare un lavoro, sia pure in nero - continua Milillo - si ritrova con la doppia beffa di non essere garantito da un punto di vista previdenziale da un lato e da quello sanitario dall'altro».
L'aggravio sul portafoglio
Il risultato è che il cittadino deve pagare le spese sanitarie di tasca propria. «In questo modo -prosegue Milillo - chi ha bisogno del medico di famiglia anche per una semplice prescrizione è costretto a pagare la visita 16 euro, che aggiunti al maxi ticket di 10 euro per la ricetta su visite specialistiche e analisi e a quelli che gravano sulle singole prestazioni fanno un conto spesso più salato di quello che si pagherebbe rivolgendosi direttamente al privato».
E come spesso accade, si rischia di innescare la più ingiusta delle «guerre tra poveri». La Fimmg sottolinea infatti il paradosso che si realizza sulla pelle di questi cittadini italiani, trattati ben peggio degli immigrati privi di permesso di soggiorno, che in Italia hanno giustamente diritto non solo a ricoveri e accessi al pronto soccorso ma anche agli ambulatori che, sotto l'acronimo "Stp", in ospedali ed Asl assistono gli "stranieri temporaneamente presenti".
«Un atto umanitario che dovrebbe contraddistinguerci per civiltà - sottolinea il segretario nazionale Fimmg - se lo stesso trattamento fosse riservato anche a quegli italiani costretti a cambiare città per lavorare in nero o solo per risparmiare».
Italiani che precipitano in una «zona grigia», che spesso rinunciano a curarsi e finiscono per ricorrere al Pronto soccorso quando il problema diventa ormai acuto, affollando così le corsie degli ospedali.
Quegli italiani spinti ai margini dalla crisi economica
I numeri elaborati dalla Fimmg sono di tutto rilievo. Ben più di un lavoratore su dieci infatti è privo di contratto: secondo l'Istat su 24,3 milioni di lavoratori ben 3 appartengono al mondo del sommerso, oltre il 12% della forza lavoro complessiva. E quella che si riesce a misurare è solo la punta dell'iceberg.
Non solo. La crisi economica che ha colpito soprattutto le regioni del Sud ha dato nuova forza alla migrazione interna: solo nel 2012 sono stati 1,5 mln gli italiani che hanno lasciato il proprio comune di residenza per cercare fortuna altrove. E di questi almeno un milione lavora in nero. Ovviamente senza un medico di famiglia. Poi c'è il fenomeno dei pendolari tra grandi città e piccoli comuni. «Cambiata la residenza – spiega Milillo- la Asl di origine cancella però automaticamente il lavoratore pendolare dall'elenco dei suoi assistiti e, quindi, gli vieta l'accesso al suo medico di famiglia. Il problema è che molti non sanno che farsene di un nuovo medico in un Comune dove risiedono solo per dormire e così finiscono per restare senza assistenza, anche se molti di noi continuano a riceverli lo stesso anche se non sono più iscritti nel proprio elenco e, quindi, a titolo gratuito».
«In questa condizione - dichiara Maria Carongiu, responsabile della Fimmg Lazio, che ha monitorato il fenomeno - sarebbero almeno 50mila assistiti che oggi non risultano iscritti né nell'elenco nazionale né in quelli regionali».
La soluzione parziale della ricetta elettronica
Ad ovviare sia pure parzialmente il problema sarebbe la ricetta elettronica, che dovrebbe andare a regime il prossino mese di marzo e che consentirebbe di acquistare farmaci, eseguire analisi e accertamenti diagnostici con il semplice click del nostro medico di famiglia, anche se di una regione diversa da quella nella quale ci troviamo. Ma questo solo «in via teorica», denuncia la Fimmg. Perché le regioni stanno procedendo in ordine sparso, per cui alcune si appoggiano al sistema centrale della piattaforma Sogei per la trasmissione dei dati mentre altre utilizzano un proprio sistema informatico "Ts", ossia di tessera sanitaria elettronica.
«Tutti problemi che potrebbero essere facilmente risolti – conclude Milillo - lasciando scegliere al cittadino su base fiduciaria da quale medico farsi assistere continuativamente e da quale medico occasionalmente ricevere assistenza secondo necessità su tutto il territorio nazionale a titolo gratuito, lasciando il riconoscimento economico dovuto al medico di medicina generale alla compensazione tra Asl o Regioni, come oggi già avviene per la diagnostica e le visite specialistiche».

SCIOPERO MEDICI: Manca un mese, le trattative proseguono

sciopero medici(ANSA) - ROMA, 16 FEB - Manca un mese allo sciopero nazionale indetto per il prossimo 17 e 18 marzo dai medici di tutte le sigle sindacali, da quelli di medicina generale ai pediatri, dai chirurghi agli anestesisti, solo per citarne alcuni. Dopo quella, partecipatissima, del 16 dicembre 2015, la nuova astensione dal lavoro raddoppierà la durata, da 24 a 48 ore e, insieme, i possibili disagi. Ma l'incontro previsto giovedì tra l'intersindacale e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sarà determinante per capire se la vertenza sanità potrà o meno trovare una via d'uscita alternativa. Contratto collettivo nazionale bloccato da 7 anni, sblocco del turn over, rispetto degli standard sulle risorse umane, stabilizzazione dei precari, sottofinanziamento della sanità restano i principali temi all'ordine del giorno insieme ai problemi derivanti dall'applicazione del decreto 'taglia-esami' sull'appropriatezza prescrittiva. «Al di là delle richieste specifiche - commenta all'Ansa Giacomo Milillo, segretario della Federazione de Medici di Medicina Generale (Fimmg) - sono tutti sintomi di scoordinamento e decadimento del Servizio Sanitario Nazionale. La sensazione è una tendenza all'americanizzazione del sistema, con il passaggio di mano dal pubblico alle assicurazioni private. Il nostro obiettivo è avere una risposta coerente sul futuro della sanità pubblica. Dalla formazione e alla programmazione, le decisioni dovrebbero essere prese in forma coerente. Assistiamo, invece, a decisione estemporanee». Le risposte, dichiara Biagio Papotto, segretario generale Cisl Medici, «le vogliamo dal Governo. Chiederemo al ministro di farsi portavoce con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi». «Ci aspettiamo - prosegue - che dopo la Buona Scuola inizi a parlare di Buona Sanità. Se ci sarà la giusta apertura siamo pronti al confronto e l'intersindacale potrebbe anche decidere di rinunciare ad incrociare le braccia». Intanto, per far conoscere i motivi della protesta, i medici scenderanno in piazza con una manifestazione, sabato 20 febbraio a Napoli.

INCONTRO LORENZIN-SINDACATI: Milillo (Fimmg), «Sciopero confermato senza impegni precisi sulla governance»

fimmglogo(Sole 24 ORE) di B.Gob. Ben vengano le aperture di Lorenzin sul Dm appropriatezza, positiva la notizia della convocazione dei sindacati, il 18 febbraio, al ministero. Ma la ministra sappia che «non siamo disponibili a restare sul piano delle chiacchiere: chiediamo una volta per tutte che il Governo, inclusi Miur ed Economia, ponga fine all'emarginazione dei medici e alla stortura di una medicina governata da tecnocrati e dall'università». Giacomo Milillo annuncia che la linea dura decisa con la doppia giornata di sciopero del 17-18 marzo sarà confermata, in mancanza di «atti concreti che vadano oltre le solite chiacchiere». «Ci muoveremo compatti in seno all'Intersindacale - precisa il segretario della Fimmg - ma serve subito un cambio di passo. Il decreto appropriatezza è solo uno dei problemi sul tappeto e non bastano aperture su quel fronte. La verità è che serve un dietrofront rispetto alla progressiva americanizzazione del nostro Servizio sanitario nazionale. Se così non sarà, io stesso sabato ho ventilato in Consiglio nazionale Fimmg l'eventualità di ulteriori giornate di sciopero».
Altro che revoca. E se la Fimmg alza il tiro, i medici restano nel complesso alla finestra davanti alla mano tesa della Salute e dopo le rassicurazioni arrivate dall'incontro di venerdì scorso al ministero tra Lorenzin, le Regioni e una delegazione della Fnomceo, guidata da Roberta Chersevani. «Alla presidente Fnomceo va il plauso di tutta la nostra categoria per essere intervenuta tempestivamente a difesa del diritto alla salute dei cittadini e della missione della professione medica - sottolinea Roberto Lala, a capo dell'ordine di Roma -.
Ora si tratta di vedere se gli impegni formalizzati dalla ministra Lorenzin saranno concretizzati e con quali risultati, ma siamo fiduciosi nella nuova prospettiva che si è aperta. In ogni caso va ribadito – ricorda Lala – che l'appropriatezza clinica non può essere definita e imposta per legge e come conseguenza di scelte politiche o burocratiche». Morbido il segretario Cisl Biagio Papotto: «Speriamo che l'incontro del 18 febbraio sia foriero di chiarimenti utili all'abbattimento delle criticità suscitate dal decreto appropriatezza e che quindi garantiscano serenità nel lavoro dei medici, fiducia dei cittadini nel Ssn e risparmio dalla razionale applicazione del Dm. A conclusione dell'incontro rimane aperta la possibilità di poter rientrare dal proclamato sciopero di marzo se saranno raggiunti gli idonei accordi».

CONSIGLIO NAZIONALE: Vertenza medici , posizioni ancora lontane, non convince il rinvio delle sanzioni nel decreto Lorenzin.

fimmglogo
Il Consiglio Nazionale della FIMMG sulla base della relazione del Segretario Nazionale Giacomo Milillo in merito alla "Vertenza salute" in vista delle manifestazioni e delle giornate di sciopero ritiene ancora lontane le posizioni tra medici, Governo e Regioni.

"Indubbiamente i segnali sul decreto appropriatezza emersi nell'incontro di ieri tra Ministero, Regioni e Fnomceo fanno apparire una maggiore attenzione del Ministro della Salute nei confronti dei medici e delle loro professionalità – dichiara Giacomo Milillo – anche se nello specifico non ci convince il rinvio dell'aspetto sanzionatorio al solo confronto in Conferenza Stato-Regioni."

"Siamo già passati per esperienze simili – continua Milillo – durante la discussione del Patto della Salute e per altri provvedimenti che riguardavano la professione medica e il SSN, ed è apparsa sempre netta la prevalenza delle Regioni a far apparire predominanti gli interessi economicisti e locali piuttosto che quelli di sintesi di un comune interesse nazionale." "Verificheremo la prossima settimana – conclude Milillo - quanto il Ministro saprà comprendere le richieste dei medici e farle proprie nei confronti del Governo e delle Regioni."

DL LORENZIN: FIMMG, bene la ri-discussione del decreto per porre fine al caos l'appropriatezza non si raggiunge con le minacce

fimmglogo"La rimessa in discussione del decreto-bavaglio sulla libertà prescrittiva dei medici è l'unica decisione che il Ministro Lorenzin poteva assumere per porre un freno a caos e nuovi super ticket", dichiara al termine dell'incontro tra Ministero e Federazione dell'Ordine dei medici il Segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

"L'auspicio –prosegue-  è che il tavolo di confronto tra Ministero della salute, Regioni e Federazione dell'Ordine dei medici sappia correggere le molte distorsioni sul piano clinico e amministrativo da subito denunciate dalla Fimmg.  A cominciare dall'effetto perverso dalla definizione di un decreto che sembra imporre al percorso diagnostico del medico obblighi di certezze e non di sospetto come è tipico delle cure primarie. Accogliamo inoltre con favore il chiarimento delle Regioni circa l'assenza dell'obbligo di prescrivere su ricette separate le prestazioni soggette a note che ne limitano la prescrivibilità solo nei casi ritenuti "appropriati". Marchingegno burocratico che avrebbe comportato una proliferazione del super ticket fisso di 10 euro su ogni ricetta.

"I medici di famiglia –aggiunge Milillo-non si sono mai voluti sottrarre all'impegno di garantire la massima appropriatezza prescrittiva, ma questo non può significare  sanzionare il medico prescrittore qualora gli accertamenti escludano una sospetta patologia. Un aspetto sul quale il documento conclusivo sottoscritto oggi non fa chiarezza". "Così come permangono ombre sulle sanzioni a carico dei medici, demandate a un futuro accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni anziché a una commissione paritetica, come sarebbe stato auspicabile. L'obiettivo dell'appropriatezza prescrittiva –conclude Milillo- non si raggiunge minacciando i medici e il loro rapporto di fiducia con i pazienti ma coinvolgendoli nelle scelte che riguardano più che mai professionalità e competenza, da sempre riconosciutegli dagli assistiti italiani".

ACN: Milillo bene dichiarazioni di Pomo, Sisac fa la sua parte

milillo2015  "Apprezziamo le dichiarazioni del nuovo coordinatore della Sisac, ci sembrano un chiaro cambio di passo nell'approccio ai nodi che avevano determinato lo stallo del tavolo di trattativa per il rinnovo della convenzione aperto l'anno scorso". Così Giacomo Milillo, Segretario Nazionale della FIMMG, commenta l'intervista rilasciata alla stampa dal nuovo coordinatore della Sisac, Vincenzo Pomo. "La chiarezza delle sue dichiarazioni e delle proposte avanzate ci fa sperare nella volontà di impostare un confronto concreto tra le parti, necessario ad un percorso negoziale non solo rapido ma anche efficace, che purtroppo da tempo è mancato – prosegue Milillo - La Sisac sta ora facendo correttamente la sua parte, adesso tocca al Comitato di Settore. Vedremo se nell'Atto di indirizzo che produrrà, la Conferenza delle Regioni ha veramente intenzione di procedere nelle trattative. 

Noi continueremo a vigilare e a sollecitare un rinnovo da troppi anni bloccato e che, come tutti sanno, è necessario non solo ai medici di medicina generale e ai pediatri di famiglia, ma ai cittadini e alla sostenibilità del SSN" conclude Milillo.

FIMMG: Milillo, da colesterolo a risonanze tanti errori e assurdità

aslambula thumb250 250(ANSA) - ROMA, 2 FEB - Una sorta di linee guida o 'istruzioni pratiche' per aiutare i medici di famiglia a comprendere cosa prevede il decreto sull'appropriatezza delle prestazioni e come in teoria dovrebbero essere prescritti gli esami sulle ricette, ma anche per evidenziare ''i tanti errori e le tante assurdità'' di questo provvedimento.  Ad elaborarle è stata la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), sottolineando, spiega il segretario Giacomo Milillo, che l'applicazione di tali norme ''andrà a totale svantaggio dei cittadini''.  ''Il contenuto - scrive la Fimmg a proposito del decreto approvato - è talmente cervellotico e imperfetto che ogni sforzo di comprenderlo risulterà inevitabilmente insufficiente a superare il caos nel quale forzatamente si muove''. Bastano alcuni esempi, afferma Milillo: ''Si prevede ad esempio che l'esame delle transaminasi, essendo uno di quelli 'sotto osservazione' per l'appropriatezza, vada prescritto su ricetta singola e non con gli altri che solitamente un paziente effettua se ha problemi epatici. Ciò significa che il paziente pagherà più ticket per più ricette''. Ed ancora: ''Le nuove norme dicono che il colesterolo buono hdl se è basso si può fare ogni 5 anni, se alto più spesso. Ma, essendo un indice positivo di riduzione del rischio, ha senso ripeterlo più spesso proprio quando è basso e non il contrario''. La risonanza magnetica nucleare della colonna, poi, ''è appropriata solo in presenza di dolore persistente per 4 settimane e se c'è un trauma, ma se ci fossero altri sintomi preoccupanti secondo il medico, l'esame non potrebbe essere fatto a carico del Servizio sanitario nazionale''. Insomma, incalza Milillo, ''ci opponiamo a simili norme; dovremo darne applicazione, ma tutto ciò va a danno dei cittadini. Le procedure andranno sicuramente chiarite, ma il testo stesso andrebbe corretto in vari punti, per errori formali e di logica lo rendono di fatto inapplicabile''. La Fimmg ''ringrazia dunque i presidenti e gli assessori alla Salute di diverse Regioni che hanno deciso di sospendere in qualche modo l'attuazione del decreto, prendendo atto che ancora devono essere formulate le modalità applicative e rimandando a valutazioni condivise con la professione''.

730 PRECOMPILATO: Associazione Commercialisti e FIMMG proroga al 9 febbraio inadeguata e non risolutiva

Agenzia-delle-entrate-1030x615 thumb large300 300Roma, 1 FEB L'Associazione Nazionale Commercialisti e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, per le aree professionali di loro rispettiva competenza, esprimono un profondo disagio e malessere per i provvedimenti che in questi giorni stanno interessando in particolare le due categorie professionali dei Medici di Famiglia e dei Commercialisti.
Purtroppo non sono bastate le numerose criticità evidenziate dai professionisti coinvolti nell'operazione di trasmissione dei dati sanitari per la dichiarazione precompilata, così come evidentemente non sono stati sufficienti gli appelli rivolti al Ministro dell'Economia e al Direttore dell'Agenzia delle Entrate affinché fosse concesso un tempo congruo per espletare l'adempimento dell'invio dei dati. La mini-proroga al 9 febbraio, resa nota nei giorni scorsi dall'Agenzia delle Entrate, è infatti completamente inadeguata e lascia irrisolte tutte quelle questioni, sia procedurali che interpretative, che fanno sì che il Sistema Tessera Sanitaria – 730 precompilato, diventasse un nuovo complicatissimo appesantimento per i professionisti e le loro attività.

"Un vero e proprio tsunami burocratico si sta abbattendo in questi giorni sulla categoria dei Medici di Famiglia – sostiene Giacomo Milillo Segretario Generale Nazionale della FIMMG – mentre siamo impegnati nelle crescenti attività assistenziali ai cittadini caratteristiche di questo periodo di incrementata prevalenza delle malattie, ci troviamo costretti ad applicare provvedimenti che appesantiscono il nostro lavoro, togliendo tempo clinico ai nostri pazienti. Non solo le problematiche del 730 pre-compilato – aggiunge Milillo – ma contemporaneamente trova applicazione il recente Decreto sulle indicazioni della appropriatezza prescrittiva. Applicazione di fatto impossibile per una evidente incongruenza tra codici delle note prescrittive e formati delle ricette del SSN, che rischiano di mandare in tilt tutti i sistemi erogativi delle prestazioni sanitarie. Sarebbe stata opportuna una diversa modalità di consultazione dei Medici di Famiglia in tale vicenda, per altro prevista dai vigenti Organi Consultivi del Ministero della Salute, che avrebbe contribuito a delineare uno scenario più realistico di tali provvedimenti che così come strutturati non potranno trovare applicazione, anzi rischiano di provocare una paralisi della erogazione delle prestazioni ai Cittadini."   

"Siamo alle solite – denuncia il Presidente dell'Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel – sulla categoria dei commercialisti ricadono le conseguente dell'inadeguatezza e delle inefficienze dell'Amministrazione Finanziaria, la quale, con il suo atteggiamento, non tiene in alcuna considerazione il lavoro dei professionisti, che costituisce un tassello fondamentale per il funzionamento del sistema fiscale del Paese".  

La proroga di pochi giorni è con assoluta evidenza del tutto ininfluente, ma ha anche il sapore amaro della beffa se pensiamo alle ulteriori difficoltà che in queste ultime ore si registrano sul fronte del funzionamento della procedura. 

"E' da ieri – spiega il Presidente Cuchel – che il portale del Progetto Tessera Sanitaria va in crash a seguito dei numerosi accessi, condizione questa che viene confermata quando ci si rivolge al numero verde di assistenza che è stato istituito.  Se il sistema già si blocca per gli accessi che si effettuano in questi giorni, non osiamo neppure immaginare la situazione che i professionisti saranno costretti a subire a ridosso della scadenza".

Avviata l'anno scorso in via sperimentale, l'operazione 730, presentata come una rivoluzione epocale per il nostro Fisco, non ha dato i risultati attesi e milioni di contribuenti hanno preferito fare ricorso al canale tradizionale, affidandosi ai commercialisti e ai centri di assistenza fiscale.

"Quest'anno – evidenzia Cuchel – se consideriamo anche la confermata esclusione dell'inserimento delle spese farmaceutiche relative ai prodotti da banco, come pure le implicazioni legate alla privacy, occorre prendere atto che ci troviamo ancora nel pieno della fase sperimentale della dichiarazione precompilata e che, anche per questo, ai professionisti intermediari è doveroso riconoscere un periodo di tempo maggiore per espletare l'attività di trasmissione, senza che ciò comprometta alcunché.".  

A tutto questo è necessario aggiungere che entro il 28 febbraio è previsto l'invio di altri dati, quali spese universitarie, funebri e delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per riqualificazione energetica, senza contare la scadenza del 7 marzo relativa all'invio della Certificazione Unica.

L'ANC e la FIMMG, in più occasioni hanno rappresentato la necessità di intervenire in maniera più coerente e organica, attraverso una maggiore condivisione con le categorie interessate, su una serie di norme e scadenze che, così come oggi si sta delineando è diventata insostenibile. Le due Associazioni di Rappresentanza intendono dunque ribadire con fermezza l'urgenza di interventi normativi meno improvvisati, che mettano fine all'attuale labirinto di scadenze, adempimenti e rinvii nonché difficoltà applicative.

RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE: Fimmg: bene approvazione alla Camera del provvedimento

cassazione"Finalmente una soluzione legislativa, da tempo e da più parti invocata, che affronta le conflittualità sulla responsabilità professionale del personale sanitario". Lo dichiara il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo, in merito all'approvazione alla Camera del provvedimento sulla responsabilità professionale.

"Confermiamo il nostro apprezzamento per il lavoro che per mesi la Commissione Affari Sociali ha portato avanti con metodo e senza sottrarsi ai continui approfondimenti volti ad affrontare con consapevolezza le tematiche più delicate – prosegue Milillo - Il testo licenziato oggi dalla Camera, migliorando diversi punti relativi in particolare all'attività di gestione del rischio clinico, alla natura extracontrattuale della responsabilità anche per il medico di famiglia e a una maggiore chiarezza dell'azione di rivalsa, rappresenta un risultato indiscutibilmente positivo per la tutela di professionisti e cittadini".

"Ringraziamo il relatore della proposta di legge, On. Federico Gelli e tutti i componenti la Commissione per l'impegno che negli ultimi mesi hanno riservato al provvedimento e confidiamo in un esame altrettanto attento del Senato e magari ulteriormente migliorativo" conclude Milillo.

DL LORENZIN: l'affondo di Fimmg: ennesimo attacco alla libertà di cura

Lorenzin thumb250 250 DOCTOR 33- Rossella Gemma - Il decreto non è diverso da quello che ci era stato anticipato da quello Enti Locali, e le nostre obiezioni sono legittimate proprio nella misura in cui sono state mantenute le sanzioni ai medici». Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, ma anche vicesegretario nazionale della Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia, mostra tutto il suo disappunto alle norme introdotte all'interno del "decreto appropriatezza". Quel provvedimento cioè, che individua le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva per 203 prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio scorso. In particolare, le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva previste nel Decreto interessano: Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare. «Erano state fatte tante dichiarazioni da parte del governo e del ministro in particolare - precisa Scotti - che andavano nella direzione di una discussione con le Regioni, e che rimandavano in qualche modo all'apertura di un tavolo con i medici e con i professionisti rispetto ai meccanismi di governance e di sanzionamento. È chiaro che nel decreto ministeriale, invece, non c'è nulla di tutto questo, tanto meno nella legge di Stabilità. Vedremo se nel milleproroghe qualcuno ha pensato di porsi il problema di rivedere quel posizionamento che è l'ennesimo attacco ai medici nella loro libertà di cura». Il decreto appropriatezza è stato interpretato da molti come dettato da motivi economici, mentre altri ne hanno messo in dubbio la costituzionalità o l'efficacia. Quello che è certo per la Fimmg è che l'autonomia dei medici ne esce ridimensionata. «Il nostro disappunto, sarà uno dei temi dello sciopero in arrivo. La politica dell'ultimo periodo prevede sempre di più un percorso di lacci e lacciuoli alla libertà prescrittiva, mascherata di interesse assistenziale, quando invece è un evidente predominio delle politiche finanziarie». Per Scotti il punto è decidere se ci siano o meno i soldi per curare i cittadini. «Dovere della politica - conclude - è dichiararlo e non può essere, invece, un problema continuamente rimandato ai medici come una loro responsabilità. I dati Istat sulla mortalità, ci lasciano vedere che nel nostro Paese si muore di più e questo prevede che qualcuno si chieda se il motivo sia perché si è curati di meno».

DL LORENZIN: Fimmg decreto improponibile e confuso ,un atto di depotenziamento ''creativo? dei medici, lotta e mobilitazione

PROTESTAComunicato Stampa: La Fimmg conferma la sua netta opposizione ad un sistema di sanzionamento e ad un decreto ministeriale limitante l'erogabilità di alcune prestazioni del SSN sulla base di una appropriatezza di "Stato".

Al di là della improponibilità e contraddittorietà logica dello strumento utilizzato rispetto al fine dichiarato, oggi che il D.M. è "perfezionato" e vigente, nonostante tutte le motivate obbiezioni del mondo medico, ha l'unico pregio della coerenza! Infatti è confuso nel definire il sistema di attribuzione delle responsabilità ed equivoco in alcune limitazioni di erogabilità esattamente come nella sua prima stesura in bozza.

 Al di là delle parole ad effetto profuse in questi mesi da un Ministro della Salute che non ha rispettato l'impegno pubblicamente assunto di mitigare la norma, se il D.M. è la ricetta per aiutare la sostenibilità del SSN la scelta è caduta sulla negazione dei diritti dei cittadini. Si sta determinando una incertezza che compromette l'attività professionale dei medici e la fiducia dei pazienti nelle loro scelte, inevitabili saranno le contestazioni  da parte dei cittadini ai medici prescrittori, lasciati  soli nel proprio studio a dover giustificare scelte che non condividono e che non capiscono. Tutto questo avrà come risultati solo numerosi disagi e l'aumento della spesa privata.

 Non è difficile prevedere, e forse qualcuno ci conta, che i medici, se le norme non verranno modificate, saranno costretti ad assumere d'ora in poi un atteggiamento "difensivo" nei confronti di possibili successive decisioni arbitrarie e sanzionatorie da parte di funzionari aziendali che non si sono mai confrontati con il bisogno di assistenza del singolo individuo, mentre conoscono bene la, per loro tutelante, ottusità applicativa della legge.

 Inevitabile sarà poi l'ulteriore aumento del carico burocratico (per ogni singolo esame ematico previsto dal decreto  bisognerà indicare in ricetta le condizioni di erogabilità!!) a scapito del tempo dedicato alle visite.

 Fimmg nei prossimi giorni si adopererà per dare ai propri iscritti le indicazioni più opportune per evitare i possibili sanzionamenti e continuerà a battersi, nell'ambito della mobilitazione di tutta la categoria medica, per la riformulazione dei decreti e perché il futuro e la sostenibilità del SSN siano garantiti dal Governo e dalla Conferenza delle Regioni con interventi strutturali e coerenti con l'interesse di salute dei cittadini e non, come fatto fino ad ora, con atti di depotenziamento del ruolo del medico e di definanziamento creativo.

730 PRECOMPILATO: SCOTTI (Fimmg) situazione critica ma vantaggi per i cittadini, i certificati di malattia da tutti i medici

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Roma, ADN Kronos Salute - Certificato di malattia telematico non solo dal medico di famiglia, ma da tutti i camici bianchi che dovranno essere necessariamente attrezzati per l'invio all'Inps del documento e anche per la ricetta dematerializzata. E' l'effetto 'collaterale' dell'obbligo per i medici - all'avvio in questi giorni tra le polemiche - di inviare i dati relativi alle spese mediche e odontoiatriche, per la dichiarazione dei redditi precompilata. Lo fa rilevare Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, in questi giorni alle prese con le richieste di centinaia di colleghi in fila per ottenere le credenziali necessarie a ottemperare ai nuovi obblighi. "Una situazione - sottolinea Scotti all'Adnkronos Salute - di cui non si intravede una rapida soluzione, considerando che sono ancora molti i camici bianchi non in regola, nonostante la proroga di 9 giorni (dal 31 al 9 febbraio), annunciata dall'Agenzia delle Entrate". A Napoli, "su 25 mila medici, solo 5 mila avevano le credenziali. E visto che le strutture sanitarie, nella maggior parte dei casi, non hanno predisposto uffici tecnici ad hoc tutto ricade sull'Ordine. Ci sono 10 mila medici per i quali bisogna attivare una pratica. Questo vuol dire, nonostante la mini proroga, tra le 200 e le 500 persone al giorno nell'unica sede dell'Ordine provinciale". Ma, una volta a regime, i vantaggi per i cittadini non saranno solo di semplificazione per le dichiarazioni fiscali. La nuova procedura prevede, infatti, che tutti i medici possano accedere al sistema, attraverso credenziali rilasciate dall'Ordine professionale o dalle strutture sanitarie. Fino ad oggi solo i medici di famiglia si erano gia' 'attrezzati', ma ora l'obbligo di trasmissione dei dati per il 730 riguarda tutti. E questo accesso e' utile anche per inviare certificati di malattia e ricette dematerializzate. "Nessuno - dice Scotti - potra' utilizzare come scusa quella di non essere attrezzato, scaricando tutto sul medico di famiglia. Con questo sistema tutti i medici sono uguali"

730 PRECOMPILATO: Roma, dopo la visita "obbligo" di firma per dire no all'invio dei dati del 730

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ON Line NEWS : Una visita medica specialistica in un ambulatorio della capitale. Poi, insieme alla ricevuta di pagamento, un modulo «da firmare», senza troppe spiegazioni. Per la maggioranza dei pazienti, tra agitazione per il controllo appena fatto e la fretta di andar via, siglare il foglio è quasi automatico. Ma il modulo presentato altro non è che l'opposizione all'invio dei dati al sistema tessera sanitaria per il 730 precompilato, un diritto del cittadino che può far valere la sua decisione entro 30 giorni dal pagamento. In questo caso, però, appare una 'furbata' dell'ambulatorio per non adempiere all'obbligo di trasmissione dei dati da parte dei camici bianchi. L'utente, infatti, non viene informato adeguatamente, e la firma gli viene prospettata come un obbligo, in realtà inesistente. Un sotterfugio 'scoperto' da una giovane paziente, proprio mentre il nuovo sistema per la dichiarazione precompilata sta partendo non senza difficoltà, con l'esclusione dei farmaci con ricetta bianca per il 2015 (quelle con ricetta rossa sono automaticamente caricate dal sistema), e la mini proroga (dal 31 gennaio al 9 febbraio) concessa ai medici e agli odontoiatri che denunciavano l'impossibilità di attrezzarsi in tempo utile. Nel caso romano la ragazza, incuriosita dal logo dell'Agenzia delle Entrate sul foglio presentato dalla segretaria dell'ambulatorio, ha voluto vederci chiaro e non ha accettato le spiegazioni sommarie sull'obbligo della firma, rifiutando il modulo nonostante le insistenze. Le è bastata una verifica online, sul sito dell'Agenzia delle Entrate, per verificare la fondatezza dei suoi dubbi. Al di là delle furberie, invece, come viene chiarito anche sul sito dell'Agenzia, tutti i cittadini hanno un mese di tempo per fare opposizione all'utilizzo dei dati sulle spese sanitarie per la dichiarazione precompilata. Un diritto che vale anche per la dichiarazione del 2015: scaduto il termine dato ai medici per inviare i dati, dal 9 febbraio al 9 marzo, è possibile infatti opporsi all'inserimento di queste spese nel 730 con diverse modalità (mail, telefono, uffici territoriali dell'Agenzia). Nel caso dell'ambulatorio di Roma, spiega Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli «c'è un evidente comportamento scorretto. In primo luogo perché i pazienti non vengono adeguatamente informati, in secondo luogo perché c'è una pressione indebita sul paziente. È una coercizione inaccettabile, fatta solo per evitare di inviare i dati». Per un medico «è un comportamento grave, e come presidente di Ordine, se mi fosse segnalato un caso simile, interverrei senza alcun dubbio. Si tratta di una modalità eticamente scorretta», ha concluso Scotti che ha segnalato anche un altra 'furbata' in tema di 730 precompilato. «Ci sono società mediche che affidano le credenziali per l'invio dei dati a dottori molto anziani che, in realtà, sono sostituiti da altri professionisti (fiscalisti, commercialisti). Ma le credenziali, ricordo, sono strettamente personali e vanno usate solo dal medico titolare, considerata la delicatezza della materia e i rischi in tema di privacy».

DL APPROPRIATEZZA : Scotti (Fimmg ) stretta sulle prescrizioni si riduce, di fatto, il ruolo del medico.

apporopriatezza (IL  Mattino) L'elenco è lungo: oltre 200 prestazioni, dalle risonanze magnetiche della colonna vertebrale ai test per scoprire se si è allergici, al centro della spending review. Scatta la stretta sulle prescrizioni: d'ora in poi questi esami possono essere eseguiti gratuitamente (o pagando il ticket, se non si è esenti) solo in taluni casi, rigorosamente indicati dal ministero della salute nel nome di una maggiore appropriatezza nelle cure. E se ciò non accade, è chiamato a pagare la spesa chi autorizza gli accertamenti «extra». «Con il provvedimento, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si riduce, di fatto, il ruolo del medico, anziché i costi sanitari, con effetti pericolosi», lancia l'allarme Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale Fimmg, nonché presidente dell'Ordine dei medici di Napoli già alle prese anche con altre questioni, dal caos negli uffici cittadini per il 730 precompilato («che situazione spiacevole») ai sistemi digitali in crisi per effetto dei diversi codici introdotti dal primo gennaio.

I camici bianchi sono pronti a scioperare: per 48 ore, il 17 e il 18 marzo, questa la decisione assunta dall'intersindacale che raggruppa tutte le sigle del settore. Ma la prima manifestazione nazionale, già a febbraio, è annunciata a Napoli. L'agitazione vuole sottolineare il «malessere» in ospedali e ambulatori, denunciare «l'indifferenza del governo ai problemi della sanità» e ribadire il «no» ai tagli. «Gli obiettivi di risparmio sono solo dichiarati e irrealizzabili», dice Scotti che, nel dettaglio, spiega cosa cambia e il motivo delle preoccupazioni.

Colesterolo e prevenzione. L'esempio per eccellenza è quello sui valori-spia del rischio infarto. «Chi è in buona salute può sottoporsi all'esame gratuitamente una volta ogni 5 anni, e questo può diventare un problema». Per quale motivo? «Il messaggio è pericoloso», sostiene Scotti, «perché può spingere, soprattutto i gruppi più fragili e meno istruiti, a una valutazione semplicistica sull'importanza dei controlli, significa anche rinviare la diagnosi di una malattia alla comparsa dei sintomi, quindi quando è troppo tardi per intervenire».

Test genetici, nuovi dubbi. Sono sempre più richiesti, in particolare dalle donne incinte, «ma da abbinare a una indicazione del genetista o dello specialista». Quello sulla trombofilia, chiarisce Scotti, che cita una sua esperienza diretta in ambulatorio, «serve per valutare il rischio di una emorragia improvvisa durante la gravidanza e spesso viene suggerito dal ginecologo privato che, così, si mette al riparo da un eventuale contenzioso. Ma, in questo caso, come si arriva a sanzionare chi ha fatto un eccesso nella valutazione? Lo specialista che non opera nel pubblico non sarebbe perseguibile: paga la sanzione il medico di famiglia o la prestazione il paziente?».

Risonanze magnetiche, divario tra regioni. «In questo caso non cambia granché in Campania, poiché esiste già in regione una limitazione nelle procedure che indica condizioni specifiche per ottenere la prescrizione, che non può ripetere per più di una volta all'anno», spiega Scotti. E questo è un altro motivo di preoccupazione: c'è una sanità a due o addirittura più velocità, dove certe prestazioni sono garantite e dove sono negate. «Si allineano ora le prescrizioni solo ai criteri più rigidi».

Polveri sottili, due misure. Bronchiti e polmoniti batteriche, le patologie provocate dalle reazioni allergiche sono aumentate: l'inquinamento è uno dei principali problemi nelle città come Napoli Roma o Milano, e in tutto il pianeta. «Ma, per eseguire i test, diventa obbligatorio effettuare prima una visita allergologica o dermatologica, perché medici di famiglia e pediatri, in base alla nuova procedura, non possono più formalizzare la richiesta, facendo leva sulla propria competenza». Per Scotti, si crea così un «effetto imbuto»: la procedura, che rimanda allo specialista per valutare se è opportuna la prescrizione, «può avere ripercussioni ulteriori sulle liste di attesa», soprattutto in regioni come la Campania già finite sotto osservazione per i tempi lunghi denunciati dallo stesso governatore Vincenzo De Luca.

FIMMG: "Senza spese dei farmaci, il 730 precompilato è un bluff"

730"Escludere le spese farmaceutiche dal 730 precompilato vuol dire compilarlo solo in minima parte. Ci chiediamo perché non siano state fatte delle verifiche prima e di chi è la colpa. E' una vergogna che la questione venga fuori solo adesso". E' la posizione della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), che sottolinea come la categoria dei medici stia facendo "un enorme sforzo, con notevoli file agli Ordini, per acquisire le credenziali e mettersi in regola. Ancora una volta a rimetterci sono i cittadini e i medici. Ci sembra un atteggiamento irresponsabile. Stando così le cose non ha senso partire con un sistema incompleto. Sarebbe perciò ragionevole derogare tutto al 2016. Eliminare le spese dei farmaci dal 730 precompilato non comporterebbe inoltre benefici per il cittadino, visto che senza alcun dubbio sono molti di più gli scontrini per l'acquisto di farmaci rispetto alle fatture per le prestazioni mediche. Messa così - concludono i medici - l'operazione del 730 precompilato si sta rivelando un bluff mediatico".

730 PRECOMPILATO: Il vademecum della Fimmg

730-2Ecco il vademecum della Fimmg Predisposto dalla commissione fisco una guida per orientarsi nella giungla e sull'utilizzo del sistema per trasmettere le spese mediche al nuovo sistema Tessera sanitaria

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PIANI TERAPEUTICI: Fimmg porge la mano alle farmacie

6462f1d3ce571673413ec4545f307474 249637(Federfarma) L'Aifa autorizzi rapidamente i medici di famiglia a prescrivere, anche in via sperimentale, i farmaci con Piano terapeutico appartenenti ad aree rilevanti per le cure primarie. E in prospettiva, assicuri la dispensazione di tali prodotti attraverso le farmacie del territorio, in regime convenzionato. E' il commento con cui ieri la Fimmg, il più rappresentativo tra i sindacati della mg, ha accolto il comunicato dell'Aifa sul via alla sperimentazione dei Piani terapeutici "web based" nel setting della medicina di famiglia.
La vicenda si trascina da quasi un anno e mezzo: nel settembre 2014 l'Agenzia del farmaco aveva annunciato l'imminente partenza di un progetto che nel tempo avrebbe dovuto consentire ai generalisti la redazione dei Piani terapeutici, i protocolli prescrittivi che oggi sono esclusiva dei medici specialisti. I piani prevedevano all'avvio una sperimentazione, per la quale vennero reclutati 2.500 mmg volontari, ma effettuata la selezione l'intero programma si arenò. Passa un anno di silenzio e, nel dicembre scorso, la Fimmg riapre la questione e chiede che fine abbia fatto la sperimentazione: i medici di famiglia, è il rimprovero del sindacato, meritano più attenzione.

Tempo un mese e l'Aifa, l'8 gennaio, annuncia che il progetto è sulla pista di decollo: si partirà «presumibilmente» nel prossimo febbraio e si coinvolgeranno i 2.500 medici di base selezionati un anno fa. «L'Aifa» recita il comunicato dell'Agenzia «è consapevole che il mg rappresenta una delle figure centrali dell'assistenza sanitaria e il principale riferimento del cittadino». Per il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, la notizia è senz'altro buona ma visto il tempo perso sarebbe opportuno accelerare: «Considerato che molti passaggi sono stati già fatti» osserva Milillo «si potrebbe procedere direttamente con la possibilità, anche in via sperimentale, di affidare ai medici aderenti la prescrizione di farmaci sottoposti a Piani terapeutici in aree ad alta prevalenza: il metabolico, il cardiovascolare, il respiratorio, l'osteoporosi».

Un processo che, spiega Milillo a Filodiretto, può benissimo coinvolgere anche le farmacie del territorio: se la logica dell'operazione è quella di potenziare il territorio, allora i farmaci con a piano terapeutico del mmg che oggi sono in Pht dovrebbero gradualmente passare alla distribuzione convenzionata. «Abbiamo sempre pensato che le farmacie sono un tassello cruciale dell'assistenza territoriale» ricorda il segretario nazionale della Fimmg «così come siamo sempre stati contro la diretta e a favore della dispensazione in regime convenzionato. Innanzitutto per il rapporto che c'è tra farmacista e assistito, poi perché la distribuzione in farmacia riduce i costi sociali». (AS)