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SMOG: Fimmg, malattie delle vie respiratorie in crescita + 15 %

smogLe malattie respiratorie crescono. E lo fanno in modo molto preoccupante. Negli ultimi tre anni sono aumentati i casi di asma, bronchite, polmonite, tonsillite e tosse, secondo quanto rilevato da un campione di 300mila assistiti dei medici di famiglia. «In tre anni l'incidenza di nuovi casi per anno - dichiara Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi Fimmg - è salita dal 12,62% al 15,69%. In particolare si registra un incremento negli ultimi tre mesi rispetto agli anni precedenti».

E colpevole di questa situazione sarebbe l'aria inquinata che rende le città irrespirabili, come si è visto dai dati registrati negli ultimi tempi anche a Nordest. «Si tratta di patologie che potrebbero essere correlate effettivamente alle alte concentrazioni di smog che si registrano nelle principali città – sottolinea il segretario nazionale di Fimmg Giacomo Milillo - Ogni giorno circa il 10-15% dei pazienti che vediamo presenta problematiche di questo tipo. In questo periodo nello studio di ogni medico di famiglia si presentano in media 5 pazienti al giorno con patologie irritative delle alte vie respiratorie su un totale di circa 50».

Un problema che diventa ancora più preoccupante in questo periodo dell'anno in cui il virus influenzale colpisce soprattutto le persone più deboli. Da questo l'importanza di vaccinarsi contro l'influenza, come sottolineano i medici.

FIMMG: no a conflitti generati dalla politica, si apra un confronto tra le categorie interessate

medicofamiglia"Medici e laureati in  scienze infermieristiche non hanno proprio bisogno dei conflitti generati dalla politica e dalle tecnocrazie con maldestri interventi normativi quali il famigerato comma 566. Nessun medico è contrario alla responsabilizzazione individuale di tutti i professionisti che lavorano in un equipe nei modi e nei tempi necessari". Lo dichiara il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo.
"L'evoluzione dell'assistenza sanitaria pone sfide che non possono essere evitate, ma che non possono risolversi attraverso contrapposizioni e colpi di leggi di stabilità – prosegue Milillo -. Ne va della salute dei cittadini. La Senatrice Annalisa Silvestro, autrice di un'interrogazione parlamentare che rimanda a questi metodi, dovrebbe comprendere che nelle  'cabine di regia' pletoriche, nelle quali si può dire tutto quel che si vuole, alla fine il ruolo più importante lo svolge il verbalizzatore o chi guida la sua mano. Per di più quando queste "cabine" devono valutare sperimentazioni di singole regioni ed università, ciascuna delle quali procede orgogliosamente per la sua strada autoreferenziale. Il risultato sarebbero 21 profili di responsabilità medica e 21 di laureati in scienze infermieristiche". "E' possibile trovare una soluzione a questa intricata e prolungata questione, ma è necessario che poche persone altamente rappresentative e in continuo collegamento con i mondi professionali che rappresentano, si seggano intorno ad un tavolo e traccino una "road map" che faciliti l'evoluzione – continua Milillo -. Il primo problema che questo ipotetico , ma autorevole gruppo di lavoro, dovrebbe affrontare è a chi spetta la responsabilità finale delle azioni dell'equipe, ferme restando le responsabilità individuali dei singoli professionisti. L'azione di ciascun professionista deve essere coerente con la diagnosi e la terapia decise dal medico? O ciascuno, sotto la propria personale responsabilità, può cercare di argomentare con il paziente per fargli considerare migliore la sua valutazione invece che quella del collega medico o infermiere?  Queste dinamiche sono già presenti fra pari, figuriamoci fra professioni sanitarie diverse". "Si avvii un percorso di confronto nel merito fra la FNOMCEO e le federazioni degli ordini e Collegi interessati, indipendentemente da Regioni, Governi e Università che di contenuti delle professioni possono aver sentito parlare o anche aver studiato, ma di certo non vissuto sulla propria pelle" conclude Milillo.

FIMMG FORMAZIONE: chiarezza sulle vicende della Legge di Stabilità, scongiurata l'atrofia della MG

medicitirocinioLa querelle sugli emendamenti al D.d.L. Stabilità 2016 inerenti la graduatoria unica nazionale per le specializzazioni universitarie e i corsi di formazione in medicina generale, si è conclusa con un nulla di fatto, e ha avuto come unico effetto tangibile quello di palesare ancora una volta l'assenza di volontà di investire concretamente sulla formazione specifica in medicina generale e, di conseguenza, sul futuro del nostro SSN.

La storia del mancato finanziamento alla formazione in Medicina Generale nella Legge di Stabilità 2016 (Atto del Senato 2111; Atto della Camera 3444) incomincia ad ottobre tra le stanze di palazzo Madama. La partita iniziò nel peggiore dei modi: infatti fin dall'inizio non era stato previsto nessun finanziamento per la formazione specifica in medicina generale. In quella sede lasciavano qualche briciolo di concreta speranza solo le parole scritte nel rapporto della Commissione Igiene e Sanità del Senato, per l'anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018, dove emergeva l'auspicio che si verificassero "interventi per i contratti di Formazione Specifica in Medicina Generale". Nella pratica gli unici fondi stanziati furono quelli per la stabilizzazione dei 6000 contratti di formazione specialistica Universitaria. Curiosamente però al Senato vennero presentati altri due emendamenti: il primo 17.0.10 proponeva di trasferire il costo dell'assicurazione infortuni e RCP dal corsista alle aziende sanitarie dove viene svolta la formazione e di istituire un osservatorio nazionale ed osservatori regionali per il monitoraggio della qualità della formazione specifica in Medicina Generale, il secondo 17.0.18 puntava a modificare il comma 11 dell art. 19 della legge n. 448 del 2001 che tratta di incompatibilità; già allora entrambe le proposte furono giudicate inammissibili dalla commissione bilancio del Senato.

A fine novembre la partita si spostò quindi alla Camera, dove furono presentati ben 4 emendamenti 3444/VII/1.20, 17.185 - 17.186 - 17.187. Il primo è il famoso emendamento finalizzato alla adozione della graduatoria nazionale che è stato infine ritirato dopo un lungo confronto; degli altri tre emendamenti, uno era essenzialmente identico a quello presentato (e dichiarato inammissibile) al Senato che puntava a trasferire il costo dell'assicurazione dai corsisti alle aziende dove si effettua il tirocinio e la modifica del noto comma 11 dell'art.19 della legge 448/2001. Gli altri due emendamenti, identici tra loro nella sostanza, erano stati scritti per apportare un aumento della retribuzione lorda del corsista dagli attuali 11.600 € a 25.000 €. Nonostante la bontà apparente degli emendamenti presentati, l'unico che é stato seriamente preso in considerazione, e poi alla fine ritirato, é purtroppo solo quello sulla graduatoria nazionale.

Appaiono quindi evidenti alcune anomalie: la prima è che un emendamento già dichiarato inammissibile al Senato venga nuovamente presentato alla Camera, la seconda è che una borsa di studio di 25.000€/anno (2083€/mese), per quanto tale cifra possa risultare attraente, appare del tutto discrepante rispetto all'attuale contesto economico italiano. Alla luce di tali considerazioni, appare chiaro che tali emendamenti fossero, purtroppo, solamente "specchietti per le allodole". La conferma la troviamo nell'iniziale piano di bilancio per la stabilità dove emerge che NON erano stati predisposti fondi per la formazione in medicina generale ma SOLO per le specializzazioni universitarie. Dunque ci chiediamo, perché le varie associazioni autoreferenziali non si sono unite alla voce di FIMMG Formazione quando si sono chiesti maggiori investimenti anche per la medicina generale? Certamente chiedere al Governo di riesumare gli emendamenti accantonati (come hanno fatto altre associazioni) sarebbe sembrata una strategia corretta agli occhi dei meno informati, ma viste le disposizioni iniziali del Governo, era purtroppo ragionevole supporre che sarebbe sopravvissuto solo l'emendamento per la graduatoria nazionale. L'emendamento superstite, sul concorso unico nazionale, ad un certo punto infatti, sembrava addirittura gradito alla politica essenzialmente perché i costi di tale provvedimento sarebbero stati esclusivamente a carico dei "ricchi" corsisti.

Probabilmente i sostenitori degli emendamenti accantonati volevano unicamente tutelarsi agli occhi dei colleghi, dal momento in cui la tanto agognata graduatoria nazionale avrebbe portato alla luce i gravi danni a spese del medico in formazione e dello stesso corso di medicina generale. Nessuna considerazione è stata fatta sinora in merito al tasso d'abbandono che si sta verificando attualmente nelle scuole di specializzazione con il concorso nazionale: accade che alcuni neo-specializzandi a distanza di un anno abbandonino la borsa di studio in favore della scuola prescelta per il passaggio da una sede all'altra; tale evenienza sarebbe stata amplificata per il CFSMG vista l'esiguità della borsa di studio determinando un'ulteriore perdita di contratti nonché un'ulteriore de motivazione ad intraprendere la formazione in medicina generale.

A differenza di altre associazioni, abbiamo evitato proclami e rivendicazioni, ci siamo posti queste domande e ci siamo impegnati affinché non fosse inferto l'ennesimo e durissimo colpo alla qualità della vita dei corsisti in Medicina Generale.

Per quanto riguarda il tema della "Formazione Territoriale" urge una considerazione: il titolo di formazione specifica ha una forte connotazione europea e tale dovrà sempre rimanere. Per questo motivo i principi della Medicina Generale promossi Wonca, spendibili world-wide, sono parte integrante dell'attuale formazione. Parallelamente a questi però si deve affiancare anche la formazione rivolta a quelle competenze territoriali che definiscono l'essenza stessa della professione di medico di medicina generale. Si prendano ad esempio l'organizzazione dei Dipartimenti di Cure Primarie e delle reti di cure palliative, delle competenze Ospedaliere-Universitarie locali di riferimento: queste sono un valore aggiunto, non un ostacolo da superare nella rincorsa ad un titolo che comprenda unicamente il "pacchetto" di competenze spendibili in tutta Europa.

FIMMG Formazione, infatti, è rappresentativa dei corsisti italiani, è capillare su tutto il territorio nazionale e può contare sulla fiducia di oltre 2000 medici che consapevolmente hanno aderito al settore. Il valore politico della "delega sindacale" è garantito dall'assoluta chiarezza di intenti espressi su tutti i canali ufficiali di comunicazione. E' segno di grande sfiducia verso gli stessi colleghi ritenere che un medico si iscriva ad un'organizzazione sindacale solo per stipulare una polizza assicurativa: il mercato è ampio e quella proposta attraverso FIMMG, seppur di sicuro valore sia per le garanzie che per le basse tariffe, non è l'unica offerta assicurativa disponibile. Le iniziative locali di supporto dell'incontro tra domanda e offerta sul tema delle sostituzioni rappresentano solo il tentativo di favorire l'incontro tra i professionisti e di far in modo che le sostituzioni possano raggiungere preferenzialmente il corsista affinché siano per lui, oltre che un'occasione di guadagno, anche un momento di crescita culturale. Le altre OO.SS. della medicina generale potrebbero trarre spunto da queste iniziative e fornirne di analoghe anche per il loro iscritti.

FIMMG Formazione auspica che vi sia in tempi brevi una concreta e razionale, valorizzazione del Corso di Formazione in Medicina Generale, un miglioramento delle condizioni economiche dei corsisti e finalmente una adeguata tutela della gravidanza e della malattia. In tal senso questa O.S. si impegna affinché il 2016 sia l'anno delle riforme della medicina generale partendo dalla formazione

Link di riferimento:

Emendamento "unificare anche per finalità di RISPARMIO i concorsi in medicina tra generale e specialistica"

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2015/11/26/leg.17.bol0548.data20151126.pdf

Proposte bocciate:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=944160&idoggetto=960292

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=944168&idoggetto=960292

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE DI STABILITÀ 2016):

http://www.governo.it/sites/governo.it/files/relazione_illustrativa_stabilita_2016_1.pdf

MEDICINA GENERALE: Scotti (Fimmg) anno terribile per la Medicina Generale (AUDIO)

scottiSilvestroINTERVISTA A MD DIGITAL “Il 2015 è stato un anno molto duro per la Medicina Generale. Abbiamo vissuto un attacco frontale al ruolo del medico – commenta Silvestro Scotti, Vicesegretario nazionale Fimmg –: già a maggio la campagna “Io non vado col primo che capita” metteva in luce le problematiche che stiamo vivendo oggi con maggior coinvolgimento……

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SCIOPERO MEDICI: Medici famiglia e pediatri, i nostri pazienti preparati allo sciopero

sciopero thumb large300 300(AdnKronos Salute) Roma, «I nostri pazienti che oggi troveranno chiusi 3 studi su 4 non se la prenderanno, crediamo, con noi perché li abbiamo preparati a questa giornata di protesta». Lo dicono Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), e Giampietro Chiamenti, presidente Fimp (Federazione italiana medici pediatri), che partecipano oggi al sit-in dei camici bianchi davanti all'ospedale San Camillo di Roma, dove sono presenti i vertici della maggioranza dei sindacati medici. «Abbiamo sensibilizzato i nostri assistiti - sottolineano i due leadersindacali - sul fatto che non scioperiamo contro di loro, ma al loro fianco, con l'obiettivo di non svuotare il Servizio sanitario nazionale e perché siamo convinti che è necessario evitare che i pazienti siano curati in maniera diversa a seconda della regione in cui vivono».

SCIOPERO MEDICI: Fimmg rischiamo di diventare come erano gli USA

scamillo(ANSA) - ROMA, «Rischiamo di diventare come erano gli Stati Uniti d'America, perché lì stanno cercando di cambiare, mentre qui rischiamo di tornare indietro». È quanto afferma il segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, che sta partecipando al presidio di protesta organizzato all'ospedale San Camillo di Roma in occasione dello sciopero dei medici. Questi «denunciano il rischio che i cittadini domani si sveglino e scoprano che il Servizio sanitario nazionale non c'è più, e debbano pensare alla loro salute quasi esclusivamente attraverso le proprie risorse economiche o le assicurazioni».

PROTESTA MEDICI: Milillo (Fimmg) Indifferenza del governo protestiamo per la dignità del lavoro del Medico continuerà la lotta (Video)

manifestaIndifferenza del governo la protesta continuerà anche dopo il 16 fino a che il governo non iniziarà a lavorare su di un vero patto per la sanità italiana il livello di assitenza ora è assicurato gia con le tasche dei cittadini e protestiamo per un progetto carente del Governo.

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PROTESTA MEDICI : Fimmg continuerà ad oltranza a gennaio con altri 2 giorni di sciopero

manifestazioneee«La battaglia ripartirà a Gennaio», ha annunciato Giacomo  Milillo, segretario nazionale della Fimmg,   durante la  conferenza stampa con gli altri sindacati delle diverse aree  «Appena i termini della legge sullo sciopero lo consentirannorilanceremo con 2 giorni di sciopero».Abbiamo in programma una mobilitazione articolata nei prossimi mesi. Non molleremo - ha avvertito Milillo - fino a quando il Governo non incontrerà i sindacati dei medici per un patto serio sulla professione. Il Governo non può far a meno dei medici», ha precisato il segretario della Fimmg, evidenziando come l'Esecutivo dovrebbe porsi una domanda sulla protesta unitaria che vede insieme tutti i sindacati, molto diversi tra loro: «Stiamo lanciando un grido dall'allarme. Abbiamo fondati motivi per dire che la mancanza di un progetto nazionale per la sanità, che coinvolga i professionisti, determini una riduzione dei servizi erogati al cittadino». C’è il rischio che il cittadino domani si accorga che il Servizio sanitario nazionale non c’è più, perché di fatto è stato diluito e sottratto alla funzione di tutela della salute. E questo non è solo un timore: quotidianamente, infatti, assistiamo a convegni fatti dai player assicurativi nazionali che guardano già con grande appetito solo alla spesa privata. Credo che il rischio, allora, sia quello che si stiano attrezzando per l’erogazione diretta delle prestazioni anche sostitutive del Ssn”. Secondo Milillo, questa situazione è tanto allarmante “da rendere inevitabile un momento di protesta, che non può esaurirsi in un solo sciopero.

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG :Mozione finale, adesione allo sciopero e prosecuzione delle azioni di lotta

consiglioIl Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 11 dicembre 2015, presso l'Hotel Sheraton Roma

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 11 Dicembre 2015 presso lo Sheraton Hotel, Viale del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo sulla situazione politico sindacale, la

 APPROVA.

 Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RITIENE FONDAMENTALE

 Mantenere il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, perseguire il diritto dei cittadini alla tutela della salute, l'uniformità di assistenza in tutte le Regioni, la difesa della dignità del nostro lavoro e nel contempo sottolinea la mancata riforma delle cure territoriali. Pertanto

ADERISCE

Allo sciopero generale già indetto per il giorno 16 Dicembre 2015 insieme a tutte le altre Associazioni di categoria del mondo medico ed odontoiatrico e  promuove la programmazione nei mesi successivi di ulteriori iniziative per il proseguimento della mobilitazione professionale, sino al raggiungimento di un confronto serio e costruttivo con il Governo.

 Il Consiglio Nazionale della FIMMG

 CONFERMA

Quanto contenuto ed approvato all'unanimità nella mozione finale del 71° Congresso Nazionale in tema di polizza ex ACN dei primi trenta giorni di malattia e delle sue conseguenze di lungo periodo. In particolare ritiene prioritaria la necessità che le salvaguardie istituite dalla negoziazione non vengano, nei fatti, vanificate da una gestione della polizza non tutelante per i beneficiari. Reputa che il massimo della garanzia perché ciò non avvenga possa derivare dall'affidamento alla Fondazione ENPAM della gestione diretta dell'assistenza a partire dalla data di scadenza della polizza già disdettata alla Compagnia Assicuratrice, impegna tutti i propri rappresentanti a comportamenti coerenti con quanto sopra deciso e

AFFIDA

 al Segretario Nazionale Generale la tutela della volontà espressa dal Consiglio Nazionale.

PIANI TERAPEUTICI: Dove è finita la sperimentazione di quelli in medicina generale?

milillo2015 thumb other250 250Il farmaco è  sempre più al centro dell'attenzione dei cittadini, del SSN per le implicazioni di ordine pratico ed etico. E per la politica combinare l'interesse del cittadino e mantenere l'equilibrio economico diventa sempre più impegnativo.
Il forte processo di innovazione che sta sempre più caratterizzando le terapie, la sempre più accresciuta capacità di risposta ai bisogni dei pazienti, anche verso quelle patologie che sino a poco tempo addietro si reputavano "invincibili", pone tutti gli attori del SSN di fronte a nuovi scenari per garantire equità di accesso alle cure e la sostenibilità del sistema.
I Medici di Famiglia hanno sempre voluto dare il proprio contributo - equilibrato ed efficace - all'uso del bene farmaco ponendosi  a disposizione del  Servizio Sanitario Nazionale e Regionale e ottenendo  importanti risultati, come anche attestato dai i dati OSMED pubblicati da AIFA, che evidenziano  attenzione ai bisogni del  paziente e ai bisogni di sostenibilità del sistema anche  attraverso il rispetto  delle decisioni regolatorie.
Per essere sempre più collaborativa la Medicina Generale ha aderito con slancio, nel 2014, al Progetto di sperimentazione  Piani Terapeutici in Medicina Generale, per essere il  più possibile vicino ai propri pazienti, pur conscia di  caricarsi di ulteriori impegni anche burocratici.
Purtroppo, ad oggi, dall'AIFA (dove peraltro i medici di famiglia non hanno alcuna rappresentanza), non abbiamo più  notizie sullo sviluppo di quel progetto.
Ricordiamo come nel settembre 2014 AIFA, a firma DG  Luca Pani e Walter Marrocco (Medico di Famiglia, allora componente CTS), abbia inviato richiesta alle associazioni dei Medici di Famiglia per raccogliere le  disponibilità individuali dei propri associati al Progetto  in questione (auspicabili in circa 2.000).
A tale  richiesta varie associazioni hanno risposto, nei tempi  richiesti, con circa 2.550 adesioni, di cui circa 1.430 della sola F.I.M.M.G.
Tutti i medici resisi  disponibili son stati  poi successivamente contattati da AIFA per un'ulteriore  conferma della già preannunciata  disponibilità.  Da allora nessuna notizia è giunta ai medici o alle  loro sigle di rappresentanza, nonostante l'appoggio  della CTS al Progetto, interessamento che si è sostanziato anche con l'individuazione di alcune  importanti  aree terapeutiche, in analogia a quanto proposte da alcune regioni, tra cui: Lazio, Sicilia,Lombardia, Toscana, Molise.
Questa e altre attività legate al ruolo della Medico di Famiglia nella gestione della terapia farmacologica ci  pongono la questione fondamentale di che tipo di "salute", tramite il  farmaco, si vuole offrire (vogliamo offrire) ai nostri cittadini e con quali  modalità.
In Italia la famosa e quotidianamente sbandierata lotta agli sprechi, alle inutilità, alle inappropriatezze, deve a nostro avviso essere  gestita con il coinvolgimento di un importante attore del sistema salute, un professionista chiamato ogni giorno a garantire la salute del cittadino, il Medico di Famiglia, che, per quanto riguarda il farmaco,  tante  manifestazioni di affidabilità ha dimostrato e sta dimostrando, vivendo un contesto nazionale in controtendenza rispetto a quello  europeo.
In EMA, proposte nate in Italia stanno portando alla creazione di  Gruppo di Medici di Medicina Generale europei di "supporto" alle attività  dell'Agenzia  Europea.
Sempre a livello europeo, inoltre, è in pieno sviluppo un percorso normativo, che sta già impegnando  tutti i paesi dell'Unione e che trova quale elemento qualificante e fondante l'imprescindibile ruolo delle Cure Primarie nella gestione del farmaco, sia nella  fase pre che in quella post-autorizzativa, attraverso la creazione di  appositi strumenti, quali gli  studi post-registrativi nelle condizioni più vicine possibili al mondo reale: PASS (Post  Authorization Safety  Study), PAES (Post  Authorization Efficacy Study), Registri Pazienti/Patologia/Farmaci,   Adaptive Path Way (acquisizione di dati dal mondo reale per  "guidare" in modo progressivo l'uso dei  farmaci).

 Per tentare di  correggere in Italia quella che sempre più assume i contorni di una vera e propria esclusione dei Medici di Famiglia dall'uso del farmaco innovativo, con inevitabili  danni al cittadino in termini di accesso alle cure più appropriate, c'è la necessità un cambio di impostazione e di atteggiamento.

La Medicina Generale dovrebbe essere considerata un  partner di eccellenza, capace di gestire, nell'interesse  del paziente, il farmaco, anche innovativo, nel rispetto della sostenibilità del  Sistema.  Sicuramente, anche alla luce del percorso (sospeso? interrotto?  sperduto?) di sperimentazione Piani Terapeutici in  Medicina Generale  per una sua maggiore  responsabilizzazione, riteniamo che i Medici di Famiglia - analogamente a quanto accade in Europa - meritino più  considerazione, maggior riconoscimento per la loro disponibilità e anche più rispetto.

Per uscire da  questo empasse basterebbe rileggere quanto  congiuntamente sottoscritto dalla Medicina Generale e da AIFA, in un Documento Programmatico congiunto nel 2012: "i MMG si  impegnano  a migliorare la loro capacità di attuare percorsi  razionali, eticamente fondati ed economicamente sostenibili:

•   Utilizzando  percorsi formativi specifici, autorevoli e indipendenti

•   Adottando sistemi di autovalutazione dei risultati

•   Condividendo sistemi di verifica dei risultati e dei livelli di efficienza raggiunti


AIFA si impegna a rivedere l'impianto delle regole che vincolano la  prescrizione dei farmaci  da parte dei MMG:


•   Eliminando, ove  possibile, le norme  che hanno un senso prevalentemente burocratico

•   Incentivando la responsabilità del singolo medico al quale non può essere sottratta neppure quando vi siano evidenti esigenze economiche

•   Riportando in capo al MMG la responsabilità della prescrizione.

•   Semplificando la classificazione dei medicinali per quanto riguarda la fornitura e dispensazione."

Giacomo Milillo

POS OBBLIGATORIO: ennesima distrazione all'attività del Medico basta con le sanzioni

milillo"Questa è l'ennesima distrazione all'attività del medico. Togliere poi il limite dei 30 euro è una vera iattura. Come medici di medicina generale abbiamo un'attività libera professionale con importi bassi e i costi del Pos faranno inevitabilmente lievitare i costi per i cittadini. Qui siamo di fronte ad uno Stato che continua a perseguitare la piccola impresa e i liberi professionisti. E poi basta con le sanzioni" queste le parole del  segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo rese in una intervista Quotidiano Sanita'.

MOBILITAZIONE MEDICI: Fimmg, dopo la mobilitazione di sabato pronti a una seconda giornata di sciopero dopo quello del 16 dicembre

face4(Quotidiano sanità) Il segretario nazionale della Fimmg è soddisfatto: "Sabato a Roma abbiamo dimostrato l'unità della categoria medica". "La vertenza è appena all'inizio e giovedì prossimo tireremo le fila decidendo molto probabilmente una seconda giornata di sciopero nazionale dopo quella, confermata, del 16 dicembre"
"Sono soddisfatto della manifestazione. Non c'erano folle oceaniche, complice anche il clima di tensione innegabile dopo i fatti di Parigi. Lo sapevamo e del resto non era quello lo scopo primario. Quello che volevamo mettere davanti in evidenza è l'unità straordinaria della categoria medica. In piazza sabato c'erano tutti: convenzionati, dipendenti, privati. Rappresentati da tutti i sindacati medici e dalla nostra Federazione degli Ordini. Uniti e determinati e siamo solo all'inizio".

 

Non ha dubbi il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo, la manifestazione di sabato scorso a Roma ha segnato un cambiamento di passo per la categoria. Basta con le divisioni tra sindacati, tra specializzazioni, tra luogo di lavoro. I medici italiani hanno capito che in gioco c'è il loro futuro, senza distinzioni o eccezioni.

 

Dottor Milillo, qual è stata la molla che vi ha fatto passare oltre le storiche divisioni della categoria medica?

La molla è scattata dal basso. Oggi il medico italiano tira avanti solo per il senso del dovere e per la responsabilità che sente verso i suoi pazienti e assistiti. E in questo è sempre più solo contro tutti. Ci sentiamo abbandonati e con noi si sta abbandonando il Ssn. Poi non c'è dubbio che il collante tra noi si è ulteriormente solidificato dopo aver registrato le non risposte, se non qualche tentativo di metterci un rattoppo, da parte del Governo dopo gli Stati Generali di ottobre nei quali abbiamo messo nero su bianco le nostre motivazioni e le nostre proposte per uscire da questa situazione.

 

Ma abbandonati da chi?

Le Regioni non ci hanno abbandonato ma usano la sanità a loro consumo. E' il Governo e le sue politiche che ci hanno abbandonato. Si pensa di risolvere il problema con un piccolo provvedimento sui precari o santificando le società scientifiche, accettando di sanzionare i medici, anche se in questo momento la Conferenza Stato Regioni ha messo in sordina questo aspetto del decreto appropriatezza, in nome di una scienza onnisciente che purtroppo produrrà moltissimi danni al Ssn.

 

Eppure Matteo Renzi solo poche settimane fa si era detto fiducioso di risolvere i problemi con i medici. Lo avete sentito?

Io non ho ricevuto alcun segnale e mi sono attivato per creare una sponda con Palazzo Chigi. Ma ad oggi registriamo il nulla. Lo dicevo, se la risposta del Governo e del ministro Lorenzin alle nostre richieste si risolve negli annunci di questi giorni siamo messi veramente male. Anche l'ultima ipotesi di anticipare in Stabilità alcune norme del ddl sulla responsabilità professionale ha come motivazione quella di mettere una pezza al caos dei nuovi orari di lavoro con il rischio concreto di non  risolvere quel problema, vista l'aleatorietà dei risparmi attesi, e di smontare invece una legge sulla quale la Commissione Affari Sociali della Camera ha lavorato bene.

 

E dopo la manifestazione di sabato, il Governo si è fatto vivo?

No. Faremo il punto con gli altri sindacati il prossimo 3 dicembre. E, salvo novità dell'ultima ora, penso che ci si orienterà per  una seconda giornata di sciopero che seguirà quella già programmata del 16 dicembre. Nessuno pensi che superata la boa della Stabilità, magari con qualche contentino, i medici stiano tranquilli. Vogliamo ben altro. La vertenza è appena all'inizio.

 

Ma come interpreta questo atteggiamento del Governo? Pensa che sia frutto di una strategia definita da qualcuno di "privatizzazione strisciante" oppure sia semplicemente una scelta tattica dovuta all'emergenza di altre priorità per il Paese su cui investire?

E' proprio quello che vorremmo capire. Disattenzione o strategia di progressivo abbandono della sanità pubblica? Abbiamo sollecitato il Governo e Lorenzin a risponderci con chiarezza e con i fatti ma come le dicevo siamo fermi alle belle parole rassicuranti e forse a qualche biscottino per tenerci buoni. Le risposte vere non arrivano.

 

E lei che idea si è fatto?

Guardi se si tratta di una errata scaletta delle priorità faremo di tutto per far cambiare la politica del Governo in modo da riconsiderare la sanità come una delle grandi questioni aperte nel Paese. Che riguarda tutti gli italiani, non certo solo i medici e gli altri operatori sanitari. Ma certo, se dovessi fermarmi ai fatti odierni, la mia risposta è che temo sia in atto una strategia di strisciante abbandono del Ssn.

 

Non pensa che le vostre ragioni sarebbero ancor meglio rappresentate se le portaste avanti insieme agli altri operatori del settore? E' possibile un grande sciopero di tutta la sanità?

Purtroppo le Regioni e il Governo hanno fatto di tutto per creare conflitti tra medici e professioni sanitarie, e questo ha impedito vi fosse un'unitarietà in partenza. Indubbiamente i temi alla base della mobilitazione dei medici, pur emergendo dal vissuto e da un'identità precisi, penso possano essere percepiti e sostenuti anche da altre professioni. Sarebbe bello che, anziché cadere nella trappola della divisione, medici e altre professioni sanitarie riescano a compattarsi contro chi ha cercato di dividerli.

 

Tra i temi della vertenza c'è ovviamente il rinnovo della convezione. Ma a che punto siamo? E' tutto fermo, come sembra?

Il problema adesso è il sostanziale immobilismo delle Regioni dovuto alla fase di transizione tra la presidenza Chiamparino e il nuovo assetto che le Regioni sceglieranno dopo le dimissioni del presidente del Piemonte dalla guida della Conferenza delle Regioni. Poi si deve aspettare la fine dell'iter della Stabilità e quindi il nuovo Atto di indirizzo. C'è comunque una nota positiva: i rapporti con la Sisac sembrano finalmente riprendere su basi nuove. Anche dal punto di vista dell'approccio. Sembra caduto quel muro pregiudiziale nei nostri confronti che ha ingessato le trattative ancor prima di avviarle concretamente. Anzi, in qualche modo per la "vecchia" Sisac era come se la parola negoziazione non avesse significato. Una chiusura totale al confronto. Ora mi sembra che le cose stiamo cambiando.

 

Cosa vi aspettate in ogni caso dalla nuova convenzione?

In termini economici non ci facciamo troppe illusioni. La situazione è quella che è e lo sappiamo. Crediamo in ogni caso che si possano recuperare le risorse bloccate a tutt'oggi ed anche il valore dell'Irap cessante per il Ssn alla luce della sentenza della Consulta. E poi qualche punto percentuale per rafforzare il welfare contrattuale dei medici. Ma è chiaro che la nostra piattaforma è questa volta essenzialmente politica per creare le condizioni affinché la convenzione sia uno strumento utile e capace a spostare risorse e appropriatezza organizzativa sul territorio, secondo accordi regionali e aziendali coerenti sul piano nazionale.

 

In questo quadro lei ha sempre ribadito che in ogni caso il medico di famiglia deve mantenere la sua libertà e il suo rapporto di fiducia con il paziente. Lo conferma?

Assolutamente sì.E credo che riusciremo a mantenerlo anche perché abbiamo la dimostrazione che questa è la soluzione che soddisfa di più il cittadino restando in ogni caso la più produttiva per il Ssn. Il modello di sanità territoriale che si vuole adottare nelle diverse Regioni non ci interessa. Non ci interessa la carrozzeria di questa nuova auto. Quello a cui teniamo è il motore e il cervello del mezzo. E quel motore e quel cervello siamo noi e nessun altro.

 

Cesare Fassari

MEDICI IN PIAZZA: Fimmg , no alla politica dei "biscottini"

manifestazione fimmg (ANSA) - ROMA, 25 NOV - Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) ''è a pezzi'' ma dal governo e dal ministero della Salute ''arriva solo un silenzio assordante''. E' la denuncia dei sindacati medici e della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) nel presentare oggi la manifestazione nazionale in difesa del Ssn in programma sabato 28 novembre a Roma. ''C'è enorme preoccupazione, i medici non sono più sereni nello svolgere il proprio lavoro e la Sanità è a pezzi, anche nel senso che c'è ormai un'intollerabile diseguaglianza tra le Regioni. Denunciamo - ha affermato la presidente Fnomceo Roberta Chersevani - questa politica che vede la Sanità solo come un costo e non un settore su cui investire. Chiediamo di essere ascoltati''. Dura anche la posizione del segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo: ''La stragrande maggioranza dei cittadini già oggi è costretta e rinunciare alle cure per i costi, ciò è drammatico. A fronte di ciò, il silenzio del governo e del ministero è assordante e non può essere compensato da piccoli provvedimenti o da una Legge di Stabilità in cui si mettono dei contentini''. 'No' dunque, denuncia, ''alla 'politica dei biscottini', di fronte alla quale dopo la sciopero generale già proclamato per il 16 dicembre, ne seguiranno degli altri''. Il punto, ha sottolineato il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, ''è che si vuole distruggere il Ssn 'per asfissia', privandolo man mano di risorse, in un disegno che va sempre di più verso la realizzazione di un sistema privatistico, mai però chiaramente enunciato''.  A pochi giorni dalla manifestazione nazionale, i sindacati vogliono dunque lanciare un messaggio chiaro ai cittadini: non si tratta di una ''protesta corporativistica, bensì della difesa del nostro Ssn universalistico riconosciuto tra i migliori al mondo, ma che a breve potrebbe non garantire più cure e assistenza proprio a quei cittadini che hanno minori possibilità o alle nuove generazioni''. Un rischio dinanzi al quale è necessaria una ''forte mobilitazione''. Per questo, in vista della manifestazione di sabato, i sindacati lanciano anche un hashtag: #iomimobilitoetu

FIMMG: Su sprechi, favoriti da 'vuotò del sistema comunicazione

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Roma (AdnKronos Salute) - Gli sprechi in sanità ci sono e, per di più, c'è un'evidente percezione amplificata del problema. Due fenomeni favoriti «dalla mancanza di integrazione tra i diversi attori del sistema e di scambio di informazioni», secondo Silvestro Scotti, vicepresidente Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), a commento dell'indagine dell'AdnKronos Salute che ha sondato l'opinione dei medici e i farmacisti iscritti a Doctor's Life (canale 440 di Sky) sul tema degli sprechi. «Nella definizione di spreco in sanità - dice Scotti - vengono compresi molti concetti a volte non perfettamente chiari ai diversi protagonisti del settore. Per esempio: in medicina generale a volte si fanno prescrizioni, anche di farmaci, per definire, anche nell'ambito del percorso diagnostico, una certezza di diagnosi. In pratica si considera il farmaco non direttamente riferito ad una patologia, ma a una diagnosi di sospetto. In questo caso un altro medico potrebbe valutare quella prescrizione come uno spreco, non conoscendo il percorso che si sta seguendo. Questo può dare una percezione molto amplificata dello spreco. In sanità la percezione dello spreco dipende molto dalla mancata integrazione tra vari sistemi», è convinto il vicepresidente Fimmg. Ma il mancato passaggio informativo crea anche spreco tangibile. «Una modalità a cui assistiamo continuamente è la ripetizione di prescrizioni di esami già fatti. Per esempio - osserva Scotti - quando il paziente va da un altro specialista che, non conoscendo approfonditamente la sua storia sanitaria, gli propone esami che già sono stati fatti poche settimane prima. Ed è difficile poi convincere il paziente che gli esami precedenti sono sufficienti, visto che un altro medico ne chiede la ripetizione. Se ci fosse un modello di comunicazione efficace tra i vari professionisti, sarebbe più chiaro distinguere un vero spreco e sarebbe più facile eliminarlo

FIMMG: , sembra più vicina la legge sulla responsabilità professionale

corsia copyRoma, 19 mov. (AdnKronos Salute) - «Finalmente una soluzione legislativa, da tempo e da più parti invocata, che affronti le conflittualità sulla responsabilità professionale del personale sanitario, sembra più vicina». È la convinzione della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) che «segue - si legge in una nota - con estrema attenzione l'esame in Commissione Affari Sociali della proposta di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Apprezziamo il lavoro, il tipo di approfondimento ed il metodo con cui si stanno affrontando le questioni più delicate». La Fimmg ringrazia «il relatore della proposta di legge, Federico Gelli, e tutti i componenti della Commissione per l'impegno, la volontà dimostrata di affinamento del testo, la disponibilità ad affrontare i problemi nel dettaglio e con un sereno confronto volto al costante miglioramento della proposta». «Con questo spirito ed all'interno di questo percorso nel quale si riconosce, Fimmg ha offerto ed offrirà il proprio contributo, organizzando anche un convegno di approfondimento sul tema, nel quale saranno coinvolte tutte le migliori competenze in materia, all'unico scopo di implementare al massimo l'aderenza della nuova normativa alla legittima aspettativa di tutela da parte dei cittadini e dei professionisti», conclude.

FIMMG: no alla subordinazione del SSN alle università

medicinastudenti thumb other250 250La FIMMG esprime forte preoccupazione per quanto si sta profilando nel ddl stabilità relativamente alla costituzione delle aziende sanitarie uniche e al conseguente rischio di subordinare il Servizio Sanitario Nazionale alle Università.
Le Aziende sanitarie devo restare indipendenti da interessi e logiche universitarie la cui invadenza si paleserebbe non solo sotto il profilo organizzativo ma anche della formazione e del personale che vi opera.
Prevedere la necessità dell'intesa con l'Università, e non della semplice sua consultazione, per la nomina dei direttori generali di queste nuove aziende sanitarie uniche significherebbe assegnare alle Università un ruolo decisionale vincolante che inevitabilmente condizionerebbe, e a nostro parere negativamente, le scelte strategiche ed organizzative delle Aziende Sanitarie.

Temiamo seriamente le conseguenze dell'ingerenza delle Università sul SSN e sull'assistenza territoriale.

Non solo l'ingerenza degli interessi politici regionali sul SSN, ora anche quelli delle Università.

VACCINI:via campagna online Fimmg dei medici famiglia #iomivaccinoetu

milillovaccino(ANSA)- #iomivaccinoetu, utilizzando l'hashtag il Segretario Generale Nazionale dei medici di famiglia, Giacomo Milillo lancia la campagna Fimmg a sostegno della vaccinazione antinfluenzale. "I medici di famiglia danno il buon esempio dimostrando ai propri pazienti la sicurezza dei vaccini" dichiara Milillo, "Mi sono vaccinato e ho diffuso sui social la mia foto. Invito tutti i colleghi ad aderire all'iniziativa". La sfida consiste nel farsi riprendere o fotografare mentre si esegue o riceve la vaccinazione e divulgare le immagini sui social, utilizzando l'hashtag #iomivaccinoetu e invitando altri colleghi a raccogliere la sfida. "L'obiettivo è sensibilizzare con l'esempio i nostri pazienti, motivare una massiccia adesione alla campagna di vaccinazione antiinfluenzale in atto e contribuire- conclude il segretario - a invertire la tendenza delle ultime stagioni che hanno visto calare vertiginosamente le coperture vaccinali".

Milillo: Investire sulla medicina del territorio?


milillo2"Anche con questa Legge di Stabilità non possiamo che prendere atto della totale assenza di attenzione per la Medicina Generale. Da un lato fioccano le dichiarazioni sulla necessità di investire sulla medicina del territorio per garantire sostenibilità e accessibilità dell'assistenza, dall'altro non si investe, qualitativamente e quantitativamente, nella formazione di professionisti che dovranno garantire il servizio anche attraverso una nuova modalità organizzativa dell'assistenza". Così Giacomo Milillo, Segretario Nazionale della Fimmg, commenta i contenuti del ddl stabilità relativi agli investimenti nella formazione.

Nei prossimi 10 anni il 50% dei medici di medicina generale attualmente operanti andrà in pensione e per mantenere il sistema sarà necessaria una adeguata programmazione.

"Come e quando pensiamo di formare i nuovi mmg se il numero di borse di studio annualmente previsto è davvero esiguo e non adeguato alle esigenze di ricambio?", commenta Milillo. 

"Il ddl stabilità prevede il rifinanziamento dei contratti di formazione specialistica così da garantire l'accesso e il mantenimento di 6.000 contratti l'anno; nessun tipo di investimento invece sulla formazione specifica in medicina generale, nessuna "dichiarazione" di attenzione, a conferma di quanto sia iniquo l'investimento, economico e culturale, nelle due aree di formazione post-laurea.

"Negli ultimi 25 anni il finanziamento del corso di formazione in medicina generale non ha avuto mai alcun adeguamento e le borse di studio continuano ad essere nettamente sottofinanziate".

"Ricordiamo - aggiunge Milillo – che un formando in medicina generale costa la metà di uno specializzando, un minore investimento economico corrisponde in termini assoluti a più borse di studio erogate e dunque a più medici formati, e la categoria da tempo si è resa disponibile a finanziare con il proprio contratto le attività professionalizzanti dei medici in formazione".

INFLUENZA: vicini ai 100mila casi, al via stagione vaccini Fimmg, vaccinazione importante per over 65 e cronuci

vaccinazioni88(Ansa) Mentre sta per entrare nel vivo la stagione delle vaccinazioni antinfluenzali, con i vaccini che stanno arrivando presso le asl e gli studi medici, sono quasi 100mila, precisamente 96.900, i casi di influenza registrati in Italia dall'inizio del monitoraggio della rete Influnet, nella seconda metà di ottobre, coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità(ISS).
La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale, pediatri e referenti presso le Asl e le Regioni. Il numero di casi stimati nella settimana che va dal 26 ottobre al 1 novembre, a cui è relativo l'ultimo rapporto pubblicato il 4 novembre e che riporta le segnalazioni di 659 'medici sentinella', èpari a 42.300, circa 11mila in più rispetto alla settimana precedente in cui erano stati 31mila. L'attivitàdei virus influenzali èai livelli di base come nelle precedenti stagioni, si sottolinea nel rapporto, che evidenzia come ad essere più colpiti siano i bambini: nell'ultima settimana presa in esame, a fronte di un'incidenza complessivamente pari a 0,70 casi per mille assistiti, nella fascia di età0-4 anni l'incidenza è pari a 2,24 casi per mille assistiti.

"Siamo alle fasi iniziali", spiega Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), che sui vaccini evidenzia il fatto che non c'è sincronia tra le Regioni. Queste ultime, sottolinea infatti, ''non si muovono in modo sincrono; in alcune, per quanto riguarda i medici di famiglia, i vaccini sono in fase di consegna, come ad esempio nel Lazio dove però alle aziende dovrebbe essere già noto il fabbisogno; in altre invece e' già possibile cominciare a vaccinarsi. Si può telefonare al proprio medico di famiglia per sapere se i vaccini sono già disponibili". Vaccinarsi, avverte Milillo, ''e' importante e ha senso farlo nei mesi di novembre, dicembre e anche in parte ad inizio gennaio per prevenire il picco, atteso tra fine gennaio e febbraio. In genere ci vogliono 15 giorni perché la copertura si instauri e l'effetto 'protettivo' dura 4-5 mesi''.

La vaccinazione, aggiunge, ''e' consigliata per gli over 65 tutti, e al di sotto di questa fascia d'eta' per chi ha malattie croniche". La scorsa stagione, complice l'effetto 'Fluad', cioè la preoccupazione causata dal ritiro di alcuni specifici lotti di vaccino antinfluenzale, ha visto il 20% dei vaccinati in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, pari a un calo di circa due milioni di persone. Inoltre, solo il 49% degli anziani, fascia di età per la quale la profilassi è raccomandata e gratuita, ha deciso di vaccinarsi, mentre nella stagione precedente la copertura era stata del 55,4%. In pratica, secondo i dati dell'Iss, l'andamento delle coperture vaccinali contro l'influenza ha fatto un salto indietro di 15 anni, allineandosi ai valori della stagione 2000-2001, con 485 casi gravi registrati e 160 decessi.

CONSIGLIO NAZIONALE: la mozione finale della riunione del 07/11/2015

fimmgimagesIl Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 7 Novembre 2015 presso lo Sheraton Hotel, Viale del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo sulla situazione politico sindacale, la

APPROVA.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RIBADISCE

la difficoltà ed il disagio che sta vivendo la professione nel suo insieme, denuncia l'attacco all'autonomia medica da parte delle Regioni e del Governo che seguono logiche intimidatorie e di tipo burocratico-economico, minando il ruolo di tutela della salute a cui la professione è preposta,

ADERISCE perciò

alla manifestazione indetta dalla FNOMCeO per il 28 Novembre 2015 e nel contempo

APPROVA

per le motivazioni contenute nel comunicato unitario e la dichiarazione di sciopero indetto per il giorno 16 Dicembre 2015 insieme alle altre Associazioni di categoria del mondo medico ed odontoiatrico.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RIVENDICA

la coerenza con cui il Sindacato in questi anni ha sviluppato linee tattico/strategiche volte ad una tutela allargata dei Medici di Medicina Generale che, partendo dal tradizionale e fondamentale obiettivo dell'ACN, ha interessato ambiti permittenti ed integrativi.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RICORDA e DENUNCIA

il blocco da sette anni ex-lege del rinnovo degli AACCNN ed il suo perdurare senza la possibilità di prevedere la reale intenzione di porvi termine. La Medicina Generale, grazie alle scelte operate dalla FIMMG, è oggi ancora più in grado di fornire gli strumenti ed i presupposti per un rinnovo contrattuale effettivamente innovativo sia sul piano professionale che organizzativo, tale da rappresentare una sintesi degli interessi assistenziali dei cittadini e aspettative professionali dei medici.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

DA' MANDATO

al Segretario ed all'Esecutivo Nazionale di approfondire il tema della Responsabilità Professionale del personale sanitario per trovare la soluzione più idonea alla categoria, anche con eventuali azioni di modifiche al PdL attualmente in discussione in Commissione Affari Sociali.

Approvata all'unanimità

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Il Consiglio Nazionale della FIMMG

APPROVA

le modifiche regolamentari allegate alla presente mozione e di cui sono parte integrante.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, a seguito delle dimissioni del Dott. Franco Pagano quale Responsabile Prassis dovute agli impegni derivanti dai nuovi incarichi assunti in sede ENPAM, lo ringrazia per l'impegno proficuo e competente ed il fruttuoso lavoro svolto in questi anni,

RATIFICA

quale nuovo Responsabile Prassis il Dott. Dario Grisillo e ne approva la nomina a nuovo Responsabile di Area strategica "Previdenza e tutela assicurativa".

Approvata all'unanimità con l'astensione di Dario Grisillo