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FIMMG: preoccupa la crisi della classe media

tagli thumb250 250(AGI) -   "Le preoccupazioni della classe medica trovano purtroppo conferma nei dati". Cosi' Giacomo Milillo, Segretario Nazionale della Fimmg, commenta i risultati del XI° Rapporto Sanita' di C.R.E.A. "In particolare - aggiunge Milillo - preoccupa la conferma della crisi "sanitaria" della fascia media della popolazione che, come si legge nel Rapporto, evidentemente risente maggiormente della crisi e dell'attuale sistema di esenzioni e compartecipazione". "Da tempo denunciamo come, in una situazione di razionamento delle risorse, il diritto costituzionale alla tutela della salute potrebbe essere riservato ai cittadini piu' abbienti e a quelli indigenti, ed essere solo formalmente garantito alla classe con reddito medio che rischia di trovarsi a vivere come catastrofici eventi di malattia. In molti casi - spiega Milillo - ammalarsi comporta la perdita di lavoro e di reddito e conseguentemente l'improvviso impoverimento delle famiglie per l'incidenza sui loro bilanci delle spese sanitarie. Nel frattempo queste famiglie non trovano risposte e sostegno nel Servizio Sanitario". "Questo non rappresenta piu' - conclude Milillo - il Servizio sanitario universale, equo e solidale che dichiariamo di voler perseguire".

VACCINI: Fimmg, serve campagna informativa, il governo ci sia vicino, incredibile l'Aifa sui lotti sospetti

vaccinazioni(AGI) - Roma, Per quanto riguarda le vaccinazioni "e' chiaro che sentiamo il bisogno di un momento di informazione forte da parte del governo, ma sentiamo anche l'esigenza, come medici di famiglia, di sentire il governo al nostro fianco rispetto a certe dinamiche economicistiche che prevalgono nelle Regioni rispetto alla prevenzione". Lo ha detto il vicesegretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, nel corso di un'audizione sulle vaccinazioni in commissione Affari sociali della Camera. "Qualunque campagna informativa di sostegno al metodo scientifico rispetto a quello che circola su internet sarebbe particolarmente gradita", ha aggiunto Scotti, e ha sottolineato: "E' chiaro che ci sono dei soggetti che possono essere allergici. Questo dipende dal costituente del vaccino ed e' chiaro che si tratta di soggetti che dovremmo guardare con maggiore attenzione vaccinando gli altri, nel senso che coloro che sono allergici vengono protetti vaccinando gli altri. Vaccinando gli altri, infatti, impediamo a quelli allergici di essere infettati. Rispetto al panico sulle vaccinazioni antinfluenzali io credo che sia determinato da una carenza di flusso informativo. Inoltre, e' allo studio una vaccinazione antinfluenzale che sembrerebbe determinare una immunita' permanente nei confronti dell'influenza: ne valuteremo l'efficacia" . "A me appare incredibile che l'agenzia italiana del farmaco sottolinei dei lotti sospetti di vaccini senza avere contezza di chi quei lotti li ha ricevuti". Lo ha affermato il vicesegretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, durante un'audizione sulle vaccinazioni in commissione Affari sociali della Camera. "Io non credo - ha aggiunto Scotti - che in una gara non si possa conoscere le aziende che hanno ricevuto dei lotti sospetti e che non si possano conoscere i medici di famiglia ai quali sono stati dati quei vaccini. C'e' stata una forte carenza organizzativa nella capacita' del sistema", ha concluso Scotti.

STATI GENERALI: Milillo (Fimmg): "Senza risposte sarà sciopero a dicembre"

protesta730 thumb250 250(ANSA) - ROMA, "Se non avremo risposte concrete, i medici scenderanno in sciopero a dicembre". Lo ha detto il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, a margine degli Stati generali della professione medica ed odontoiatrica. "C'è una politica marcia - ha affermato - che si occupa dei suoi equilibri e non degli interessi del Paese", ha sottolineato sollecitando "risposte concrete" dal governo.

CONVENZIONI. Zingoni (Fimmg), "un eterno porto delle nebbie"

zingoni(Lettera a Quotidiano Sanita') Gentile direttore, sono già passate alcune settimane dalla faticosa ricostruzione degli organigrammi nazionali delle Regioni e della Sisac, avvenuta a quattro mesi dalla tornata elettorale, siamo addirittura alla soglie della stesura della legge di Stabilità, di cui si conoscono le bozze con riferimenti certi sulle scelte di fondo, ma ci fosse uno: Stato o Regioni, che si ricorda di avviare le procedure (Atto d'indirizzo) per consentire il rinnovo dell'ACN per medicina generale e pediatria. Sette anni di blocco contrattuale evidentemente non bastano per far battere un colpo e dimostrare un briciolo d'interesse nei riguardi della sanità territoriale, quella più prossima ai cittadini. Dobbiamo intendere che le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute, che ha dato per stipulate le convenzioni, sono state prese così sul serio da Regioni e Sisac, che si aspetta solo di firmare il testo tenuto gelosamente segreto nei cassetti di parte pubblica, saltando a piè pari la negoziazione?D'altronde che questa fosse l'intenzione delle Regioni lo si evince dall'ultimo atto d'indirizzo, ora manca solo che lo ripropongano pari pari. Fimmg è impegnata in uno stato di agitazione proclamato insieme agli altri sindacati della convenzionata per rivendicare una nuova governance della sanità italiana, che superi i guai della sua regionalizzazione, che veda i medici interlocutori ascoltati dai decisori a qualsiasi titolo, che metta al centro della politica e dell'amministrazione del paese la Sanità, non come problema economico, ma come risorsa e dovere etico, a cui si può e si deve dare una risposta finanziariamente compatibile. Tutto questo lo si fa con i medici e non contro i medici, oggi, come mai, trattati come capri espiatori da una pioggia di provvedimenti esclusivamente sanzionatori; salvo affrettarsi, a fronte delle legittime rimostranze,a nascondere di fronte all'opinione pubblica, con i nebbiogeni di dichiarazioni buoniste, lo spirito punitivo che anima le Regioni, ma anche quanti, al Governo, barattano l'assenso a norme discriminatorie nei confronti di una intera categoria con una opposizione di facciata ad una cascata di tagli lineari al FSN, cui si richiede solo di essere ben mascherati nelle pieghe delle disposizioni. Che senso hanno le sanzioni su appropriatezza e vaccinazioni, quando, ad esempio, nella vigente Convenzione per la Medicina Generale gli art. 45 e 30 sono garantisti per tutti. Hanno senso solo se le s'interpreta per quello che è il significato loro attribuito da chi le ha redatte e volute: pure e semplici intimidazioni. Non c'è niente che una convenzione o un contratto, inserito in una governance rivisitata e supportata da obiettivi responsabilmente condivisi, non possa affrontare meglio ed in maniera più tutelante per l'assistenza di quanto faccia un corpo scoordinato di diktat, che hanno portato i medici a dire basta! Sarà per questo che da sette anni di convenzione non si parla? si rimette la palla al centro e si ricomincia a giocare correttamente o ci faremo male tutti, perché a mirare alle gambe, anziché al pallone siamo capaci tutti, specie quelli che fino ad ora i calci li hanno solo presi.

Stefano Zingani Presidente Fimmg

VACCINI : Scotti (Fimmg): "Grave scelta delle Regioni di posticipare il piano per esigenze economiche"

vaccini thumb250 250(Quotidiano sanità) 20 OTT - Commento negativo da parte del vice segretario della Fimmg, Silvestro Scotti alle dichiarazioni del presidente della commissione Salute, Sergio Venturi sul ritardo che subirà l'approvazione del Piano nazionale Vaccini.
"Ci troviamo di fronte ad un piano approvato a fine giugno anche dal Css – rileva - e che non viene messo in discussione per i contenuti ma solo per gli aspetti economici ed è grave la scelta delle Regioni di posticiparne l'approvazione. Oltretutto la scelta di ritardare il via libera arriva in un momento poco felice in quanto è appena iniziata la campagna vaccinale contro l'influenza e sappiamo tutti del flop dello scorso anno che ha portato ai risultati recentemente evidenziati dall'Iss".

 "Inoltre – prosegue – dopo che per giorni si è parlato del Piano vaccini come una priorità esso viene messo in stand by solo per gli aspetti economici. Siamo veramente stupiti anche perché così facendo non si fornisce un messaggio chiaro ai cittadini e si alimentano le polemiche. Il tutto per una battaglia economica delle Regioni con il Governo, in barba alla salute dei cittadini".

"Con estrema velocità – conclude- si è realizzato il percorso del decreto sull'appropriatezza prescrittiva con  le sanzioni ai medici. A questo punto crediamo sia ora anche di misurare l'appropriatezza del Governo delle Regioni".

FIMMG: BENE Adesione dei pediatri cipe alla protesta dei medici

pediatra A01 Roma, (AdnKronos Salute) - La Federazione dei medici di  medicina generale (Fimmg) accoglie con estremo favore la notizia che  anche il Cipe, Confederazione italiana pediatri, con la proclamazione  del proprio stato di agitazione, abbia aderito alla mobilitazione indetta da tutta la professione medica. «Ciò rappresenta una ulteriore dimostrazione del disagio che tutta a categoria medica vive e una  conferma della fondatezza delle preoccupazioni alla base della  mobilitazione nazionale a cui il mondo sindacale arriva unito», si  legge in una nota Fimmg

FIMMG: Il fallimento della regionalizzazione è nei fatti

fimmgimages thumb other250 250Roma (AdnKronos Salute) - «Il fallimento della regionalizzazione della sanità è nei fatti, anche prima della politica dei tagli, e per questo non possiamo che stupirci di fronte ad alcune reazioni della Regione Veneto». Lo dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, intervenendo sulla questione all'indomani delle parole del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e delle polemiche con esponenti della Regione Veneto. «La Fimmg da anni sostiene la necessità di ripensare la delega della sanità alle Regioni, che per perseguire singoli interessi organizzativi hanno perso di vista i parametri generali di sostenibilità economica del Ssn, ma soprattutto i bisogni assistenziali di tutti i cittadini italiani». «L'Italia non è il Veneto. Al di là di ovvi esempi virtuosi – continua Milillo, - è indiscutibile che in moltissime parti d'Italia si assiste ad una drammatica insufficienza dei livelli di assistenza e ad una preoccupante limitazione dell'accesso alle cure. Tutto il mondo medico lo denuncia da tempo, tanto che la riforma del Titolo V della Costituzione e le criticità della frammentazione in 21 sistemi regionali saranno tema centrale degli Stati generali della professione medica e odontoiatrica il prossimo 21 ottobre». «Non ci schieriamo con Governo o Regioni. Contro entrambi la Fimmg e gli altri sindacati del mondo medico hanno proclamato lo stato di agitazione, anche motivato dalla necessità di recuperare un progetto unitario per il Ssn», precisa Milillo. «Prendiamo tuttavia atto - conclude - che altri, anche ai massimi livelli di responsabilità, mostrano, con dichiarazioni pubbliche, di avere coscienza del problema

STATI GENERALI : Scotti, quelli dei medici devono essere aperti ai cittadini

portaaportaGentile direttore,
appare evidente lo stato di considerazione che il ruolo del medico ha in questo Paese. Basterebbe ripetersi le parole di un noto commentatore televisivo nazional popolare, sulla capacità di un medico la mattina mentre si fa la doccia di darsi obiettivi di spesa piuttosto che di salute, per leggere tutta la perdita del ruolo di una professione che nell'immaginario collettivo dovrebbe essere intesa come fortemente connessa alla vita e alla sua preservazione. Non riflettere sul fatto che nel particolare della Medicina Generale questo abbia un valore aggiunto, appare quasi un rifiuto della realtà. I termini di medico generico o di base danno tutto il contenuto di una valutazione in minus di una disciplina a cui invece si dovrebbero riconoscere ben altri valori, ma che essendo caratterizzata dall'essere "primaria" non nel  senso di essere prima ma piuttosto di essere di primo livello soffre in maniera particolare la perdita del ruolo del medico poiché il lessico di questo paese dà valori significativi di ruolo, anche legislativi, agli atti complessi e specialistici con il risultato di mantenerla nelle responsabilità ma di escluderla nella considerazione. Diventa molto difficile anche per un buon negoziatore valorizzare una figura che nell'essere per il cittadino che lo sceglie quello che semplifica gli atti complessi, viene invece continuamente messa in discussione da atti burocratici, spostamento a funzioni non assistenziali, subordinazione nelle proprie scelte professionali, vedi prescrizioni di esami e farmaci a controllo specialistico, sia ad altri medici che a funzionari organizzativi e gestionali, con il risultato di allontanarsi dall'essere il solutore di una complessità assistenziale e rendersi la figura moderna e di maggiore intensità assistenziale di cui oggi il territorio ha bisogno, ma forse è proprio questo lo scopo.

Forse lo scopo è quello di rendere giustificabile la sottrazione di  una funzione "primaria", questa volta nel senso vero del termine, all'offerta assistenziale per i cittadini italiani, che continuano però a dimostrare di avere voglia di scegliere chi li assiste, di avere voglia di un approccio con una personalizzazione di cura fatta tra persone, prima che tra medico e paziente, in sintesi di avere voglia di "non andare con il primo che capita".

 La FNOMCeO ha la necessità di chiarire che cosa i medici vogliono sia per loro stessi sia per i cittadini italiani, e cioè quella di non far apparire gli Stati Generali della professione come riferiti alla politica o agli addetti ai lavori o perlomeno solo a questi, gli Stati Generali vanno riferiti innanzitutto ai cittadini che dovranno prendere coscienza se questo sia ancora un Paese dove i processi di cura siano garantiti da un medico o da prospetti legislativi, griglie, statistiche economiche ecc.

 Una piattaforma che non sia una proposta di dialogo, di relazione e di comunicazione con i cittadini di chi come rappresentante dei medici, ha ruolo costituzionale nel difendere la loro salute e diventa, piuttosto, un esercizio ideologico contrattuale, troverà poco ascolto.

 Una piattaforma che non sia un traduttore per il cittadino di quanto sta avvenendo in sanità, in modo che questi e solo questi, possa superare un'asimmetria che non sempre gli permette di comprendere le scelte in ambito sanitario delegandole con serenità ad un medico di cui si fida, saranno poco utili e fuorvianti, forse è fuorviante anche il termine stesso di piattaforma sarebbe meglio parlare di programma.

 I nostri pazienti devono sapere che oggi esiste uno sbilanciamento costituzionale tra il diritto alla salute e l'equilibrio di bilancio all'interno del pubblico e figuriamoci in un privato seppur etico, i nostri pazienti devono sapere che queste scelte sono subite dai medici come dai cittadini poiché mai rese pubbliche da chi le ha determinate, i nostri pazienti devono sapere che Il SSN per come ci è stato consegnato dai padri costituenti attraverso l'articolo 32 della Costituzione e da leggi come la 833 non è di proprietà di nessuno, né dei medici né dei pazienti né dei politici e tantomeno delle regioni, anzi è qualcosa che abbiamo tutti il dovere di preservare per lasciarlo a chi dopo di noi lo utilizzerà siano essi giovani medici o giovani cittadini, i primi per curare dopo essere stati a questo formati e i secondi per essere curati e dai primi informati.

 Altra parola pregnante è rivendicazione, l'azione di rivendicazione è addirittura prevista per legge e tutela chi, in base all'affermazione di essere proprietario di un bene, ne pretende il possesso o la detenzione che siano esercitati da un altro soggetto privo di titolo, è questo l'errore che non si deve fare da parte dei medici. Occorre non confondere però l'azione di rivendicazione di una professione con l'azione di rivendicazione dei singoli professionisti, occorre che sia chiaro che il bene è della collettività di ieri, di oggi e di domani e che, i cittadini di oggi sono i principali testimonial alla politica della esigenza di un SSN di garanzia nazionale, equo, solidale e universale che resti ai cittadini di domani.

 Questi sono i miei perché nella speranza che possano esserlo per molti di quelli che si stanno adoperando per gli obiettivi di questa mobilitazione, una mobilitazione che deve dare una risposta ad un tentativo di involuzione di uno dei migliori Servizi Sanitari Nazionali al mondo per risultati, oltretutto raggiunti con basso investimento, una mobilitazione che a chi volesse trasformarlo in perdita per cittadini e medici dovrà rispondere solo con un grosso "Anche no". (lettera pubblicata su quotidiano sanita')

 Silvestro Scotti
Presidente OMCeO Napoli
Medico di Medicina Generale

 

730 PRECOMPILATO: Fimmg semplificazione scaricata ancora una volta sui medici

fimmglogo
(AdnKronos Salute) - «Ancora una volta la semplificazione della Pubblica amministrazione viene scaricata su spalle dei medici. A danno dei cittadini che troveranno negli studi medici più spese, e meno tempo per le cure», lamenta il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, Giacomo Milillo, commentando «con stupore» i contenuti del decreto legislativo relativo al 730 precompilato che aggiorna le sanzioni in caso di violazioni degli obblighi di comunicazione al Sistema tessera sanitaria. «È prevista una sanzione di 100 euro per il medico per ogni mancato o erroneo invio, sino ad un massimo di 50.000 euro», ricorda Milillo. «Ci chiediamo se il Mef consideri che gli studi medici dispongano di un apparato amministrativo in grado di sostituirsi all'amministrazione fiscale, se i professionisti se ne debbano accollare l'onere delegando commercialisti esterni o se ritenga invece che il medico se ne debba occupare personalmente togliendo tempo all'ascolto e alla cura delle persone», aggiunge il leader della Fimmg. Milillo sottolinea inoltre che «tutto questo si aggiunge alla minaccia di sanzioni del prossimo cosiddetto decreto sull'appropriatezza e al continuo appesantimenti burocratico della professione».

RESPONSABILITA' MEDICA: Scotti (Fimmg) scettico sulle misure del governo non si baratti la difesa del paziente con impunità

corsiaDOCTOR 33- Mauro Miserendino- Responsabilità extracontrattuale e non più contrattuale; onere al paziente di provare la colpa medica e non al medico di discolparsi; cinque e non dieci anni per la prescrizione delle denunce; un "bonus malus" per temperare i premi assicurativi; rafforzamento della mediazione per evitare il tribunale: questo sta per inserire il governo in Finanziaria su proposta della commissione sulla responsabilità medica. Molti medici chiedono di fare presto allarmati dai vincoli del decreto Lorenzin alla prescrizione di esami diagnostici. Ma in Fimmg ci sono riflessioni diverse. Il vicesegretario Silvestro Scotti è convinto che «con le nuove tutele il contenzioso sarà più difficile: un bene per noi medici ma i pazienti penseranno a un "patto" governo-medici ai loro danni. Non sono sicuro che le liti diminuiranno, di certo c'è il timore che la categoria sia spazzata via più facilmente e subentri una sanità in cui non si decide in scienza e coscienza ma in base a regole e flow-chart spersonalizzate. Le tutele Rc -osserva Scotti- arrivano insieme alle sanzioni per chi disobbedisce ai vincoli, al taglio della medicina generale da certi organismi, a situazioni in cui non ci consultano: veniamo marginalizzati proprio quando stiamo dicendo alle istituzioni che vogliamo e possiamo organizzarci nella gestione dei pazienti sul territorio». In pratica, bisogna guardarsi dalle lusinghe di norme "pseudo-amiche". E anche dalla fretta. Da qualche parte si rimprovera anche al leader Fimmg Giacomo Milillo, a capo di una commissione mista Enpam Fnomceo nata per individuare criteri in base ai quali differenziare i medici ai fini dell'assicurazione sulla Rc, di non aver prodotto molto finora, complici le elezioni. Per Scotti nell'attuale fase appare saggio temporeggiare. «E' il momento peggiore per accelerare decisioni a un tavolo con le assicurazioni», riflette il vicesegretario Fimmg. «Proprio perché il governo pensa a norme che attenuano la nostra responsabilità, sarebbe autolesionistico affrettarsi a certificare condizioni assicurative basate su una normativa vecchia e meno conveniente». Fimmg si ribadisce infine molto critica verso il decreto appropriatezza. «Il ministro dice che i medici non saranno puniti se continuano a prescrivere in scienza e coscienza, Veronesi dice che il decreto tutela il medico dal rischio di essere accusato di omissioni nell'iter diagnostico. Ma alla fin fine - osserva Scotti - il governo vuole risparmiare 106 milioni e qualsiasi risparmio non è possibile senza la deterrenza delle sanzioni. Che fungeranno per lo più da deterrente: un medico di famiglia che voglia individuare un tumore sospetto in fase precoce oggi prescrive un esame a carico Ssn a fronte a un sospetto serio che scaturisce da un sintomo minimal, ma in un contesto in cui è giudicato come pubblico erogatore di prestazioni e non come medico quanto potrà resistere? Anche Veronesi interpreta un pensiero ricorrente della parte pubblica, ma non del giudice: le sentenze puniscono il medico anche se aderisce a linee guida cliniche e organizzative».

730 PRECOMPILATO: medici FIMMG, invio telematico delle spese ci rende sudditi

730-2 (ANSA) - ROMA, 12 OTT - Il decreto sulla semplificazione Fiscale dei redditi precompilati «rende i medici 'sudditi'». Cosi' Giacomo Milillo Segretario dei medici Fimmg commenta la multa fino a 50mila euro che i medici dovranno pagare se commetteranno errori o non trasmetteranno all'Agenzia delle entrate nei tempi previsti, le spese sostenute dai pazienti. Per i medici - secondo la Fimmg, questo si traduce in un aumento delle tasse perche' i costi sono pari al 50%. «Ma la cosa piu' assurda - prosegue Milillo - e' che un professionista che fa 100 o 200 fatture certamente commettera' qualche errore e quindi sara' sottoposto ad ammenda». Un altro tema di scontro - fa sapere il sindacato dei medici - e' che il decreto non prevede gradualita' ed e' operativo gia' sulle spese del 2015.

FIMMG Ca: Il 75% dei medici della Continuità assistenziale pronto a confluire nel ruolo unico. Il sondaggio Fimmg

congressoCA
(Quotidiano sanita') Il campione, rappresentato da medici che nel 65% dei casi esercita unicamente il ruolo di ex guardia medica e nel 32% è anche medico di famiglia, ha espresso nel 74% dei casi la volontà di estendere la propria attività anche in orario diurno feriale, completando in tal modo la continuità dell'assistenza oggi offerta soltanto in orario notturno, festivo e prefestivo. Il 75% dei medici di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) è pronto a confluire nel Ruolo Unico, uscendo dall'isolamento attuale per lavorare all'interno di una squadra in cui non esista più distinzione di ruolo tra le diverse figure che si fanno carico delle attività assistenziali proprie della medicina generale. E' quanto emerso da un sondaggio di valenza nazionale condotto dal Settore Continuità Assistenziale della FIMMG, che ha ritenuto maturi i tempi per avviare un'ampia consultazione che rilevasse aspirazioni, timori e sensibilità dei Medici di Continuità Assistenziale, in relazione agli elementi di innovazione che il nuovo ACN dovrà introdurre.

Al sondaggio hanno aderito 2.217 Medici di Continuità Assistenziale, iscritti e non al Sindacato, di età compresa tra 27 e 66 anni; 1183 sono stati i questionari integralmente compilati e quindi utili ai fini della ricerca.

Il campione, rappresentato da medici che nel 65% dei casi esercita unicamente il ruolo di ex guardia medica e nel 32% è anche medico di famiglia, ha espresso nel 74% dei casi la volontà di estendere la propria attività anche in orario diurno feriale, completando in tal modo la continuità dell'assistenza oggi offerta soltanto in orario notturno, festivo e prefestivo.

Le nuove funzioni che il Ruolo Unico permetterebbe di attribuire ai medici di C.A. in orario diurno rappresentano il principale elemento di novità: soltanto il 4% degli intervistati afferma di svolgere, oggi, attività quali la medicina di iniziativa, l'assistenza residenziale, la formazione, la telemedicina, l'attività di ricerca, le dimissioni protette, la diagnostica di primo livello e l'audit clinico.

Ampio consenso è stato anche dato a proposte di riorganizzazione strutturale ed economica del ruolo: il 79% è favorevole all'autonoma organizzazione, ricevendo in busta paga quote d'incentivazione per i fattori di produzione (PC, sedi, auto, farmaci...), nonché alla rimodulazione del compenso per l'inserimento di una quota variabile legata al numero di assistiti dell'associazione di riferimento (67%) e al raggiungimento di obiettivi assistenziali (75%).

L'81% chiede strumenti di condivisione delle informazioni cliniche degli assistiti, come già previsto dal vigente ACN, e degli obiettivi assistenziali.

"Il sondaggio – si legge in una nota - trova pertanto uniti i medici nella consapevolezza che l'evoluzione della capacità assistenziale potrà essere realizzata solo da professionisti che si approprino di strumenti, anche investendo in prima persona, a partire da quelli dell'ICT e che siano nelle condizioni di realizzare esperienze aggregative - già previste dall'ACN ma mai compiute - per accrescere la capacità di risposta ai bisogni assistenziali, propria e del sistema, in termini di appropriatezza, efficacia ed efficienza".

FIMMG: l' invecchiamento dei medici e' tema rilevante

medicianziani(AGI) - - Il tema dell'invecchiamento della categoria dei medici di medicina generale (sono pochi i medici di famiglia under45) e' particolarmente rilevante in un momento in cui si delineano nuovi scenari organizzativi legati ai cambiamenti tecnologici, sistemici e socioeconomici in atto.
Piu' della meta' dei mmg (il 54,5%) attribuisce al fenomeno una valenza negativa ai fini della riorganizzazione delle cure primarie, in particolare i piu' giovani tra cui emerge una diffusa consapevolezza sul fatto che con l'avanzare dell'eta' i professionisti possano dimostrare una maggiore resistenza ai cambiamenti e a "mettersi in discussione". Sono alcuni dei risultati della ricerca annuale del Centro studi nazionale della Fimmg "Anche i medici invecchiano. Problemi emergenti e sfide per i medici di medicina generale" presentata in occasione del 71? Congresso nazionale Fimmg-Metis in corso al Complesso Chia Laguna Domus De Maria (CA). L'indagine e' stata realizzata a maggio, attraverso un questionario, su un campione rappresentativo di oltre mille mmg. Tuttavia, nonostante il fattore eta', oltre il 75% dei medici dimostra un atteggiamento positivo verso il cambiamento: un 35% afferma di confidare, per affrontarlo, nell'elevato interesse verso la professione, un 27% nei nuovi stimoli e motivi di impegno nelle nuove modalita' di lavoro, un altro 14,8% conferma che un rinnovamento era assolutamente necessario. Un ampio consenso viene registrato rispetto a programmi di integrazione lavorativa tra i medici piu' anziani e quelli piu' giovani, dove i primi possano trasferire la loro esperienza e svolgere una funzione di tutoraggio sugli altri.

L'ipotesi di disporre di soluzioni lavorative flessibili che favoriscano un accesso anticipato a parziali prestazioni pensionistiche e un piu' rapido inserimento di forze giovani nella professione viene giudicata "appropriata per risolvere il problema" dal 68% del campione (soprattutto medici anziani, donne, del nordest), anche se solo il 34,3% pensa che possa essere realizzata (forse perche' l'intervento e' causa di modifica del proprio status). Mentre il 29,3% afferma di voler continuare ad esercitare la professione anche dopo il pensionamento. E l'attuale limite di eta' pensionabile e' giudicato adeguato dal 37% del campione; il 41,4% lo giudica poco o per niente adeguato. Il 70,6% del campione dice di essere stato in grado di acquisire "molto" nel corso della propria vita professionale per quanto riguarda nuove capacita' e competenze e di saperle efficacemente utilizzare. 9 mmg su 10 pensano che lo studio continuo sia un dovere professionale prima che un obbligo. "L'indagine evidenzia come i medici percepiscano le spinte per aggiornare capacita' e competenze, trainati su questo dalla parte piu' giovane della categoria - spiega il responsabile del Centro Studi della Fimmg, Paolo Misericordia - i mmg si rendono disponibili ad affrontare un cambiamento partecipato nella sua definizione, anche se talmente articolato da incidere sugli aspetti identitari della professione. Ritengono che le maggiori risorse dovrebbero essere indirizzate su specifici aspetti organizzativi".

PREVIDENZA: Part-time con pensione anticipata, i medici di famiglia dicono sì ma divisi sull'età dell'addio

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DOCTOR 33- Mauro Miserendino I medici di famiglia hanno un'età relativamente alta, molti sono prossimi alla pensione, ma di fronte alla prospettiva di uscire dal lavoro si dividono letteralmente in tre gruppi: un 37% pensa che i 66 anni della pensione Enpam di vecchiaia sia un limite adeguato, un secondo parla di limite inadeguato e un 29,3% afferma chiaro di voler continuare ad esercitare la professione anche dopo il pensionamento. I dati vengono dalla ricerca del Centro studi nazionale della Fimmg "Anche i medici invecchiano " realizzata a maggio con questionario, su un campione rappresentativo di oltre 1000 Mmg e presentata a Chia al 71° Congresso del sindacato.
La categoria è ambivalente verso i cambiamenti: oltre il 75% dei medici ha nel complesso un atteggiamento positivo verso di essi o perché ama il suo lavoro (35%) o perché vuol vedere come va a finire (27%) trova motivi di impegno nelle nuove modalità lavorative) o perché (14%) sostiene il "nuovo". Ma i cambiamenti tecnologici e socioeconomici in atto nella società sono visti in negativo: il 54,5% li vede come problematici ai fini della riorganizzazione delle cure primarie, e specie tra i giovani emergono dubbi sul fatto che invecchiando i Mmg siano in grado di mettersi in discussione. «Tra i colleghi che ritengono inadeguato il limite attuale per la pensione di vecchiaia, è maggiore la prevalenza in seno al gruppo delle donne medico; a molte farebbe piacere andar via prima», afferma Paolo Misericordia responsabile Centro Studi Fimmg. «Allo stesso modo fa piacere, e la approva un 68% dei professionisti interpellati, l'ipotesi di disporre in convenzione (cosa della cui opportunità si sta discutendo) di soluzioni flessibili che contemperino il part-time lavorativo e quello pensionistico. L'Enpam ha proposto che il medico possa optare per un accesso anticipato a parziali prestazioni pensionistiche che vada in parallelo a un più rapido inserimento di giovani nella professione». A caldeggiare la soluzione, oltre alle donne, sono soprattutto medici anziani o del Nord-Est, solo metà del campione però pensa che la soluzione sarà realizzabile nell'accordo nazionale. «Va anche considerato che al momento del redde rationem molti colleghi cambiano idea e vorrebbero proseguire. Una parte fa una scelta di cuore, un'altra alla fine decide sulla base di un ragionamento economico. Nel complesso - continua Misericordia - dall'indagine emerge un medico propositivo e una buona percentuale di colleghi vogliosi di mettersi in gioco». E forse anche un po' consapevoli di essere portati per il cambiamento: nove su dieci pensano che lo studio continuo sia un dovere professionale più che un obbligo e sette su dieci convengono di esser stati in grado di acquisire "molto" nella vita professionale quanto a nuove capacità e competenze e di saperle efficacemente utilizzare.

71° CONGRESSO NAZIONALE DELLA FIMMG: La mozione finale

71congressoIl 71° Congresso Nazionale della FIMMG

sottolinea

l'elevato contenuto delle relazioni presentate nell'ambito delle sedute scientifiche, che evidenzia come la Medicina Generale sia in grado di proporre un nuovo e più organico modello assistenziale, comprendente anche la gestione delle patologie croniche e dell'invecchiamento della popolazione, basato sulla prevenzione capillarmente mirata e sull'individuazione di percorsi assistenziali appropriati, sulla promozione di stili di vita adeguati e sulla prossimità delle cure, taleda consentire una medicina proattiva reale.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

sentita

la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo la condivide, facendola propria.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

ringrazia

il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin per la presenza al Congresso.Prende atto con soddisfazione della sua affermazione che la riforma del 2001 sul Titolo V "fu un errore enorme" ed evidenzia la coincidenza con quanto sostenuto da tempo da FIMMG sull'argomento. Il Congresso, altresì, sottolinea come le parole del Ministro "sulle sanzioni c'è un problema e lo voglio risolvere"riconoscano la diffusa e più volte manifestata sofferenza dell'intera categoria medica: quanto contenuto nella Legge 125/2015 in materia di appropriatezza prescrittiva, ripreso nelle norme conseguenti, è incongruo e inefficace rispetto ai principi ed alle necessità dichiarati e penalizzante per i medici.

Il Congresso, a fronte dell'affermazione "la Convenzione la dò quasi per risolta" si attende dal Ministro atti conseguenti e coerenti.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

ringrazia altresì tutti i rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni che hanno portato o inviato il loro saluto.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

esprime il proprio orgoglio

per avere ospitato il Presidente della FNOMCeO Roberta Chersevani unitamente a numerosi rappresentanti della Federazione stessa e ai vertici delle Organizzazioni Sindacali, a conferma di quello spirito unitario, che ha portato la FNOMCeO a formalizzare lo stato di mobilitazione della Professione medica ed odontoiatrica e a calendarizzare un impegno propositivo di riorganizzazione del SSN.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

aderisce pertanto

alla mobilitazione dei medici e degli odontoiatri derivante dalla comune consapevolezza che le carenze legislative, contrattuali, organizzative e di riconoscimento del ruolo professionale creano disagio e malessere crescente nella categoria, fino a metterne in crisi l'identità ed a rendere improcrastinabile la condivisione di un progetto complessivo a favore della tutela della salute, che la riporti tra le priorità del Paese.

Con questo spirito il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

rivendica

il ruolo da protagonista che, insieme ad altre Società scientifiche e professionali,FIMMG ha avuto nella predisposizione di un Piano Vaccinale Nazionale e stigmatizza il fatto che sia tuttora giacente in Conferenza delle Regioni, nonostante il parere favorevole espresso da quello stesso Consiglio Superiore di Sanità la cui opinione è stata invece immediatamente recepita in materia di appropriatezza.

E' palese, da parte delle Regioni, una difformità di giudizio, difficilmente comprensibile, sull'autorevolezza del Consiglio quando si tratta di limitare la libertà professionale del medico rispetto a quando si cerca di metterlo in condizioni di curare meglio i cittadini.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

indica

come il comparto dei Fondi Sanitari Integrativi, in carenza di una regolamentazione e di un'adeguata governance, rischi di trasformali da strumenti di tutela e di corretta finalizzazione della spesa sanitaria privata dei cittadini in apripista di una sanità delle assicurazioni.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

ribadisce

l'interesse prioritario della categoria in materia di previdenza e di welfare ed apprezza l'impegno innovativo dimostrato dalla Fondazione ENPAM sotto la guida del suo Presidente Alberto Oliveti e degli Organi statutari. In coerenzadi ciò FIMMG continuerà a garantire una presenza la cui essenzialità deriva, oltre che dalle sue capacità di analisi e di proposizione,anche dalla coscienza del ruolo che il consenso maggioritario, di cui è investita, le attribuiscono. Una prima tappa di questo percorso è l'aver riportato sotto l'egida di ENPAM,nella certezza di una più vantaggiosa tutela dei bisogni dei medici, la copertura dei primi trenta giorni di malattia e delle sue conseguenze nel lungo periodo.

Il 71° Congresso Nazionale della FIMMG

dà mandato

al Segretario Generale Nazionale di proclamare, nell'ambito dello stato di mobilitazione indetto dalla FNOMCeO, di concerto con gli altri Sindacati medici, lo stato di agitazione della Categoria.

Approvata all'unanimità

ENPAM: A Padoan, medici pronti a investire nel rilancio del paese

Oliveti2(AdnKronos Salute) - I medici sono pronti ad intervenire per il rilancio dell'Italia: «Faremo la nostra parte al fianco del Paese per accelerare la ripresa». Lo ha detto Alberto Oliveti, presidente dell'Enpam, intervenendo al congresso nazionale del sindacato dei medici di famiglia Fimmg in corso in Sardegna. «È nel nostro interesse favorire il rilancio dell'economia italiana, per rafforzarne le potenzialità di crescita tramite finanziamenti e competenze» ha sostenuto Oliveti, raccogliendo lo stimolo lanciato questa mattina dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha indicato nei ritardi negli investimenti uno dei fattori di rallentamento allo sviluppo del sistema Italia«. »Abbiamo le risorse per potere intervenire nei settori strategici come la ricerca scientifica, energia e infrastrutture, e in tutti i campi collegati alla nostra missione istituzionale«, ha continuato il presidente dell'ente previdenziale dei medici e dei dentisti. »La comunità che rappresentiamo ha l'interesse a contribuire a un'accelerazione verso l'uscita dalla crisi«. Nel corso del suo intervento, Oliveti ha poi citato come esempio le iniziative illustrate nell'ultimo bilancio sociale dell'Enpam: 150 milioni di euro stanziati nel campo della ricerca biotecnologica, 25 milioni di euro nell'ambito delle residenze assistenziali per anziani sul territorio e 100 milioni di euro per mutui agevolati destinati all'acquisto della prima casa. »Questi progetti dimostrano la nostra capacità di intervenire tramite modalità sostenibili, mettendo insieme l'approccio scientifico che ci è proprio con la necessità di fare tornare i conti«, ha concluso.

CONGRESSO FIMMG. Intervista a Milillo: "Basta parole, ora i fatti. I medici vogliono essere coinvolti nella riorganizzazione della sanità. Senza risposte non escludo lo sciopero"

71congresso(Quotidiano Sanità) di Luciano Fassari Il leader dei medici di famiglia in un'intervista a tutto campo ribadisce la volontà della categoria di proseguire la mobilitazione."L'appropriatezza è solo l'ennesima dimostrazione della volontà della politica di non coinvolgere i medici". Sulla convenzione ricorda che "è tutto fermo" mentre sulla riforma del Titolo V sottolinea che: "Facciamo il tifo ma è un risultato minimo". E poi sul futuro della medicina generale: "Restiamo il riferimento per la persona. Ad oggi non vedo altre soluzioni"

"Lo sciopero anche se non è stato annunciato è un'eventualità che nessuno ad oggi ha escluso. Una marcia indietro in questo senso sarebbe possibile solo se le aperture accennate dal presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute divenissero concrete". Parole di Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg che in occasione del 71° Congresso in corso in Sardegna ci ha rilasciato un'intervista in cui ci anticipa i temi della sua relazione e spazia a tutto campo sui temi caldi che riguardano la medicina generale e la professione medica anche alla luce della mobilitazione di tutta la categoria sotto l'egida della Fnomceo. Dal decreto appropriatezza, alla mobilitazione dei medici, passando per il rinnovo della convenzione e i rapporti con le Regioni ecco il punto di vista del numero uno della Fimmg.

Segretario, ieri il Ministro Lorenzin al vostro Congresso ha aperto a possibili nuove soluzioni sul tema delle sanzioni riguardo al decreto appropriatezza. Vi ha convinto?

Abbiamo apprezzato l'impegno del Ministro che ha aperto a possibili modifiche sulle sanzioni. Ma sia ben chiaro la decisione poi alla fine è da trovare in Stato-Regioni. Quindi, a questo punto, al di là delle parole, aspettiamo i fatti.

A parte il discorso sulle sanzioni, sull'appropriatezza lei però non è contrario a prescindere. Insomma ci chiarisce la sua posizione?

Nessuno è contrario. Per noi di Fimmg è una questione su cui da decenni lavoriamo. Nella nostra convenzione c'è già una commissione sull'appropriatezza che è stata utilizzata solo per i farmaci ma che potrebbe riguardare qualsiasi altro campo. Ma vede, il fatto è che l'appropriatezza dovrebbe essere un traguardo dell'azione professionale mentre così diventa  il traguardo dell'azione amministrativa. Lo ribadisco, se il Governo e il Ministero della Salute vogliono individuare dei parametri di riferimento sull'appropriatezza ci troveranno d'accordo ma solo se questi parametri sono indicativi per misurare la propria attività. Ribadisco: no invece alla medicina amministrata.

Nel suo intervento ha posto dubbi sulle evidenze scientifiche attraverso cui è stato redatto il decreto sull'appropriatezza. Mi spiega meglio?

Noi non abbiamo visto gli studi. Il Ministero ha detto che il testo è stato redatto da esperti. Bene, ma non si capisce sulla base di quale evidenza. Se le basi scientifiche ci sono chiediamo di farcele vedere perché noi non le abbiamo trovate. In particolare facendo riferimento ai dati gestionali e amministrativi  noi abbiamo preso in esame tutti gli indicatori  monitorati dal Ministero della Salute in cui l'indicatore appropriatezza ha sempre un valore nullo. Cioè, il Ministero non è riuscito in questi anni ad avere informazioni circa l'appropriatezza degli esami. Anche per le risonanze non ci sono studi, ma valutazioni della società di radiologia che valuta inappropriati tutti gli esami che hanno dato esito negativo.

In queste settimane il mondo medico ha avviato una mobilitazione sotto l'egida Fnomceo, ma tutto il dibattito si è focalizzato sull'appropriatezza. Questo non rischia di sbiadire e far perdere fiato alle altre istanze?

Le motivazioni della mobilitazione dei medici non risiedono certamente solo sul decreto appropriatezza. Ma in essa abbiamo trovato la dimostrazione di un modo di procedere che attraverso interventi improvvisati puntano a giustificare tagli al servizio mettendo da parte la programmazione che può rilanciare il nostro Ssn in chiave di sostenibilità e risposta ai nuovi bisogni di salute dei cittadini. L'impressione dei medici è che a causa dell'interpretazione scomposta delle 21 regioni si sta rischiando di smantellare il Ssn per fare spazio per esempio a fondi integrativi non governati che rischiano di vanificare il diritto universale di accesso al servizio.

Il 21 ottobre ci saranno gli Stati generali della professione e poi è stata annunciata una grande manifestazione in novembre. Oggi siete entrati in stato di agitazione. Pensate anche allo sciopero? E cosa dovrebbe accadere per farvi fare marcia indietro?

Lo sciopero anche se non è stato annunciato è un'eventualità che nessuno ad oggi ha escluso. Una marcia indietro in questo senso sarebbe possibile solo se le aperture accennate dal presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute divenissero concrete.

E in che modo?

Ma vede la questione principale è il nostro coinvolgimento per la riorganizzazione del sistema che in questi anni non c'è stata. E in questo senso vogliamo evidenziare ai cittadini che la tutela della salute potrebbe essere fortemente a rischio se il Governo non prende decisioni adeguate.

Veniamo ora alla Convenzione. Il rinnovo è fermo da tre anni e anche nel 2015 la trattativa di fatto non ha fatto alcun passo in avanti. Ora è cambiata la governance delle Regioni: nuova commissione Salute, Comitato di settore e vertici Sisac. Ecco, a che punto siamo? Avete avuto già degli incontri con i nuovi referenti regionali? E come commenta le frasi del Ministro che ieri ha dato il rinnovo praticamente per fatto?

Credo che il Ministro l'abbia dato per fatta, anche se ci vorrà ancora del tempo, perché lei è a conoscenza della garanzia sul nostro ruolo che il Governo ci ha dato in maggio quando abbiamo revocato lo sciopero. Ma dopo il parere del Mef che ha bocciato l'atto d'indirizzo e la successiva sentenza della Consulta sullo sblocco dei contratti ora l'atto d'indirizzo dovrà essere riscritto. Non abbiamo avuto ancora contatti ufficiali (solo una telefonata) con il comitato di settore ,anche se l'assessore Garavaglia ha dimostrato di voler affrontare il problema. Qualche dubbio in più ce l'ho sulla commissione Salute perché l'assessore Venturi (con cui non ho mai parlato direttamente) in alcuni interviste apparse sugli organi di stampa ha mostrato un atteggiamento che sembra vicino alla posizione pregiudiziale in linea con quella della passata commissione. Però è ancora presto per dare un giudizio.

Lo scontro sulla convenzione si è manifestato principalmente sul fatto che voi puntate su un forte ruolo della libera professione per riorganizzare il sistema mentre le Regioni non credono che la strada da seguire sia questa e hanno lamentato il fatto che è difficile integrare nel sistema la vostra categoria. È così? È veramente difficile integrare la medicina generale con il resto del sistema?

Se le Regioni avessero preso in esame le nostre proposte in modo concreto avrebbero visto che ci sono le soluzioni per i problemi e che nascono dall'esigenza di togliere il medico di medicina generale dall'isolamento e dare un servizio ai cittadini più compiuto. E nelle nostre proposte ci sono tutti i meccanismi per far dialogare il medico di famiglia con il resto del sistema.

Sono passati già tre anni dalla Balduzzi e ancora non c'è la riforma della medicina del territorio. Non rischiamo di arrivare troppo tardi?

È vero che siamo in ritardo. Ma la Balduzzi è ancora un elemento di progresso.

Che tempi prevede per il nuovo atto d'indirizzo?

Ora si deve aspettare la legge di Stabilità per sapere quante saranno le risorse per i rinnovi e quindi dovremo come minimo aspettare la sua approvazione per riscrivere il nuovo Atto.

Passiamo al tema dei vaccini. Come vi ponete rispetto all'allarme lanciato dall'Iss e da Aifa sul calo? Tra pochi giorni parte poi anche la stagione influenzale.

La vaccinazione è una delle tecnologie che hanno prodotto più salute e salvato più vite. I vaccini sono efficaci. Il problema è culturale e bisogna far capire ai cittadini che è importante farlo. Noi continueremo a invitare i medici a proporre le vaccinazioni. E poi ribadisco, contrattualmente noi dobbiamo aderire obbligatoriamente alle campagne vaccinali. E in questo dovremo andare sempre più verso una presa in carico vaccinale. E poi abbiamo sempre il problema dei sistemi regionali. Dovremo avere un sistema europeo sui vaccini e noi ancora stiamo a parlare di regioni.

È in votazione la riforma costituzionale che dovrebbe cambiare il titolo V. Che idea si è fatto?

Secondo me si poteva fare di più. Anche se con questo non voglio dire che la funzione regionale dev'essere eliminata e non immagino il ritorno ad un centralismo totalitario. Però la flessibilità regionale deve sottostare alla programmazione e al controllo nazionale. In ogni caso facciamo il tifo per questa riforma, anche se rappresenta un risultato minimo. E poi la questione sarà anche quella di vedere cosa succederà con il nuovo Senato delle Regioni e che fine farà la conferenza Stato-Regioni. Questo sarà il punto decisivo.

Altro tema in stand by è quello sul comma 566. Il Ministro ieri è sembrato possibilista.

Pensa che si arriverà ad una soluzione?

Il comma 566 è una contraddizione, ma non tanto per il conflitto tra medici e professioni sanitarie che potrebbe risolversi nel momento in cui si definissero ruoli e responsabilità in modo chiaro. Il vero problema è il fatto che si apre alle sperimentazioni regionali. E in questo senso si va verso la prospettiva di avere una moltitudine di profili professionali con ruoli e responsabilità diverse. Così si rischia il cortocircuito. E poi diciamolo, in questo caso il Ministero non ha saputo governare la questione. Ha tenuto ferma la situazione e ha lasciato che si sviluppassero le polemiche tra professionisti senza dare una linea guida. E in questo senso le confermo che non parteciperemo al tavolo convocato dal sottosegretario De Filippo.

Quale medicina generale immagina nel prossimo futuro?

Immagino una Medicina generale che mette in atto attraverso un meccanismo organizzativo proprio una maggiore capacità di assistenza alle cronicità attraverso la medicina d'iniziativa individuando percorsi assistenziali appropriati. Vedo una medicina generale sempre più integrata con gli altri professionisti e che resta il riferimento della persona. Ad oggi non vedo soluzioni diverse che possono sostituire la medicina generale. E credo che in questo senso vinceremo la nostra battaglia.

CONGRESSO FIMMG: il discorso integrale al Ministro Lorenzin

71congresso thumb250 250Grazie per essere venuta al congresso, soprattutto in un momento difficile come questo.
Ti do del TU per sottolineare la volontà di un confronto franco nel merito e non strumentale e precostituito fra parti contrapposte.
La tua presenza e' dimostrazione del tuo "carattere" (non comune fra i politici) oltre che di disponibilità al dialogo come hai sempre dichiarato.
Mi consentirai quindi di essere franco, oltre che necessariamente sintetico.
Comprendiamo la tua necessità di essere istituzionalmente coerente ad un patto firmato con le regioni, ma non possiamo per questo non fare riferimento alle responsabilità che rappresenti, indipendentemente dalla stima che abbiamo per te, anche per il tuo efficace impegno profuso nella difesa del finanziamento del SSN.
I medici italiani tutti, a prescindere da interessi particolari, come testimonia la mobilitazione di tutti i sindacati sotto l'egida della FNOMCEO, non condividono i provvedimenti improvvisati e settoriali privi di un progetto complessivo sottostante che vengono imposti al SSN e che si rivelano alla fine come tagli più o meno lineari
di un finanziamento già esiguo.Pur consapevoli dell'esigenza di perseguire la massima appropriatezza delle prestazioni, obiettivo che già da anni sono impegnati a ricercare anche con discreti risultati, i medici italiani tutti, in particolare i medici di famiglia, sono profondamente offesi dal contenuto dell'emanando provvedimento sull'appropriatezza (i cui presupposti scientifici e statistico gestionali sono tutti da dimostrare) e dalle disposizioni sanzionatorie considerate IRRINUNCIABILI proprio da quei soggetti istituzionali (le regioni) che sono state e sono obiettivamente responsabili di INAPPROPRIATEZZE PROGRAMMATORIE, ORGANIZZATIVE E
GESTIONALI INAUDITE (tac, centri trapianti, emodinamiche, ecc.). I medici non credono più ai patti fra governo e regioni, dai quali i professionisti sono regolarmente esclusi, che si sono dimostrati patti fra politici fatti al di sopra delle necessità operative dei professionisti e quindi degli interessi dei cittadini.
Del resto non tu personalmente, ma il tuo ministero, non ha mai tenuto in conto le proposizioni di chi legittimamente rappresenta i medici, come dimostra la nostra marginale e solo formale consultazione nella definizione del Patto per la salute, il mancato coinvolgimento nel CSS e nelle commissioni ministeriali dove compaiono professionisti non rappresentativi e ultima, l'esclusione dal Comitato tecnico scientifico dell'AIFA del componente della medicina generale che trova più ascolto in Europa nell'EMA che in Italia. La lista potrebbe essere lunga e finirebbe con la discutibile gestione del comma 566 che, lungi dal risolvere conflittualità fra medici e professionisti sanitari, in realtà le sta fomentando ancora una volta in ossequio alle volontà della Conferenza delle regioni. I medici non credono più, da tanto, all'attuale formulazione del titolo V della Costituzione che di fatto e' stata capace di fagocitare e compromettere l'uguaglianza del diritto costituzionale alla tutela della salute. Questi medici guardano con indifferenza all'ipotesi di trovare un sistema uniforme di sanzionamento dei trasgressori, o alla banalizzazione dei suoi effetti, perché sanno che la caccia alle streghe e' già iniziata e nessuna regione o azienda terrà conto delle decisioni della conferenza. È ciò non potrà che far male ai cittadini. I medici non considerano compensazione provvedimenti che potrebbero sembrare consolatori sulla responsabilità professionale, sul precariato o sul rispetto dei diritti costituzionali alla contrattazione. Questi sono interessi prioritari che il sistema Paese ha il dovere di perseguire, non benefit dei medici. Il taglio delle prestazioni ai cittadini, di cui rigetti la responsabilità, è già iniziato da tempo ed aumenterà, non per tua volontà, ma perché le tecnocrazie regionali approfitteranno, già lo stanno facendo, di provvedimenti come questi per ricattare e perseguitare i medici.
Hai ripetuto più volte che tu e il Governo volete la collaborazione dei medici, ma al momento attuale, salvo vostri ripensamenti, l'avete già persa e tantomeno ve la potrà restituire lo scatenare i NAS, LA GUARDIA DI FINANZA e i funzionari regionali ed aziendali più miopi contro i medici "insubordinati". I medici non vogliono lo scontro con il Governo, anzi, cercano la sua attenzione ai problemi ingravescenti del SSN, non solo in termini di finanziamento ma anche di progetto complessivo, razionale, ed appropriato per una sostenibilità futura nell'interesse dei cittadini e non delle amministrazioni regionali. I medici continueranno la loro mobilitazione anche fino allo sciopero in assenza di una risposta a quanto richiesto.
Domani la FIMMG proclamerà ufficialmente lo stato di agitazione.
Non ti chiediamo impegni in questa sede, ma solo di riflettere sulla gravità delle cose che abbiamo detto e dei sentimenti, che ti testimoniamo, diffusi tra i medici, e condividerli con il Governo per una riflessione nelmerito.
Il mancato ascolto ma soprattutto il mancato impegno vorrebbero dire che avrete deciso di proseguire senza i medici e/o contro i medici.

FIMMG :Caro ministro avete perso la collaborazione dei medici si va verso la mobilitazione domani stato di agitazione

20151007 105121Fimmg verso lo stato di mobilitazione contro il decreto dell’appropriatezza, non convince il Ministro Lorenzin intervenuto al 71 congresso nazionale Fimmg in corso di svolgimento a Chia

“Un decreto tutto da dimostrare, le sanzioni sono una prerogativa irrinunciabile delle regioni che sono state proprio loro a creare inappropriatezza programmatoria ,organizzativa e gestionale” queste le parole del segretario nazionale Fimmg Giacomo Milillo nel discorso al ministro della salute Lorenzin intervenuta oggi ai lavori.

“ I medici non credono più ai patti politici fra governo e Regioni e fatti al di sopra dei cittadini , dai quali i professionisti sono regolarmente esclusi . Oltretutto non credono più al titolo quinto  della costituzione che sta minando il diritto costituzionale alla salute” . “Non si è tenuto  conto delle opinioni dei medici come è  avvenuto nella stesura del decereto dell’appropriatezza.  Il taglio delle prestazioni ai cittadini è iniziato da tempo e le tecnocrazie approfitteranno per ricattare e perseguitare terrorizzare i medici”, ha continuato Milillo dando un amichevolmente del tu alla Lorenzin .

“ Tu ministro hai chiesto collaborazione a noi medici, ma salvo vostri ripensamenti questa collaborazione l’avete gia’ persa da tempo e non la potra’ restituire lo scatenare i Nas  e la Guardia di Finanza”.  “I medici cercano un progetto globale “ conclude Milillo “. Continueremo la mobilitazione fino allo sciopero , domani proclameremo lo stato di agitazione”.

Di contraltare ha risposto la Lorenzin: “Abbiamo bisogno di lavorare da adesso e per i prossimi 5 anni con i medici di famiglia , l’appropratezza la faremo insieme, le sanzioni riguarderanno solo casi gravi, c’è la necessità di ricostruire un filo organizzativo. Sulla 566 sono favorevole che l’atto medico resti pertinenza del medico, l’interpretazione data dai piu’  sull’appropriatezza è sbagliata .Abbiamo bisogno di lavorare insieme in questo momento di cambiamento.

 

IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO

Grazie per essere venuta al congresso, soprattutto in un momento difficile come questo.

Ti do del TU per sottolineare la volontà di un confronto franco nel merito e non strumentale e precostituito fra parti contrapposte.

La tua presenza e' dimostrazione del tuo "carattere" (non comune fra i politici) oltre che di disponibilità al dialogo come hai sempre dichiarato.

Mi consentirai quindi di essere franco, oltre che necessariamente sintetico.

Comprendiamo la tua necessità di essere istituzionalmente coerente ad un patto firmato con le regioni, ma non possiamo per questo non fare riferimento alle responsabilità che rappresenti, indipendentemente dalla stima che abbiamo per te, anche per il tuo efficace impegno profuso nella difesa del finanziamento del SSN.

I medici italiani tutti, a prescindere da interessi particolari, come testimonia la mobilitazione di tutti i sindacati sotto l'egida della FNOMCEO, non condividono i provvedimenti improvvisati e settoriali privi di un progetto complessivo sottostante che vengono imposti al SSN e che si rivelano alla fine come tagli più o meno lineari

di un finanziamento già esiguo.Pur consapevoli dell'esigenza di perseguire la massima appropriatezza delle prestazioni, obiettivo che già da anni sono impegnati a ricercare anche con discreti risultati, i medici italiani tutti, in particolare i medici di famiglia, sono profondamente offesi dal contenuto dell'emanando provvedimento sull'appropriatezza (i cui presupposti scientifici e statistico gestionali sono tutti da dimostrare) e dalle disposizioni sanzionatorie considerate IRRINUNCIABILI proprio da quei soggetti istituzionali (le regioni) che sono state e sono obiettivamente responsabili di INAPPROPRIATEZZE PROGRAMMATORIE, ORGANIZZATIVE E

GESTIONALI INAUDITE (tac, centri trapianti, emodinamiche, ecc.). I medici non credono più ai patti fra governo e regioni, dai quali i professionisti sono regolarmente esclusi, che si sono dimostrati patti fra politici fatti al di sopra delle necessità operative dei professionisti e quindi degli interessi dei cittadini.

Del resto non tu personalmente, ma il tuo ministero, non ha mai tenuto in conto le proposizioni di chi legittimamente rappresenta i medici, come dimostra la nostra marginale e solo formale consultazione nella definizione del Patto per la salute, il mancato coinvolgimento nel CSS e nelle commissioni ministeriali dove compaiono professionisti non rappresentativi e ultima, l'esclusione dal Comitato tecnico scientifico dell'AIFA del componente della medicina generale che trova più ascolto in Europa nell'EMA che in Italia. La lista potrebbe essere lunga e finirebbe con la discutibile gestione del comma 566 che, lungi dal risolvere conflittualità fra medici e professionisti sanitari, in realtà le sta fomentando ancora una volta in ossequio alle volontà della Conferenza delle regioni. I medici non credono più, da tanto, all'attuale formulazione del titolo V della Costituzione che di fatto e' stata capace di fagocitare e compromettere l'uguaglianza del diritto costituzionale alla tutela della salute. Questi medici guardano con indifferenza all'ipotesi di trovare un sistema uniforme di sanzionamento dei trasgressori, o alla banalizzazione dei suoi effetti, perché sanno che la caccia alle streghe e' già iniziata e nessuna regione o azienda terrà conto delle decisioni della conferenza. È ciò non potrà che far male ai cittadini. I medici non considerano compensazione provvedimenti che potrebbero sembrare consolatori sulla responsabilità professionale, sul precariato o sul rispetto dei diritti costituzionali alla contrattazione. Questi sono interessi prioritari che il sistema Paese ha il dovere di perseguire, non benefit dei medici. Il taglio delle prestazioni ai cittadini, di cui rigetti la responsabilità, è già iniziato da tempo ed aumenterà, non per tua volontà, ma perché le tecnocrazie regionali approfitteranno, già lo stanno facendo, di provvedimenti come questi per ricattare e perseguitare i medici.

Hai ripetuto più volte che tu e il Governo volete la collaborazione dei medici, ma al momento attuale, salvo vostri ripensamenti, l'avete già persa e tantomeno ve la potrà restituire lo scatenare i NAS, LA GUARDIA DI FINANZA e i funzionari regionali ed aziendali più miopi contro i medici "insubordinati". I medici non vogliono lo scontro con il Governo, anzi, cercano la sua attenzione ai problemi ingravescenti del SSN, non solo in termini di finanziamento ma anche di progetto complessivo, razionale, ed appropriato per una sostenibilità futura nell'interesse dei cittadini e non delle amministrazioni regionali. I medici continueranno la loro mobilitazione anche fino allo sciopero in assenza di una risposta a quanto richiesto.

Domani la FIMMG proclamerà ufficialmente lo stato di agitazione.

Non ti chiediamo impegni in questa sede, ma solo di riflettere sulla gravità delle cose che abbiamo detto e dei sentimenti, che ti testimoniamo, diffusi tra i medici, e condividerli con il Governo per una riflessione nel merito.

Il mancato ascolto ma soprattutto il mancato impegno vorrebbero dire che avrete deciso di proseguire senza i medici e/o contro i medici.



 

ASSOCIAZIONI: Milillo (Fimmg) , associazioni di medici una rivoluzione mancata

mmg
(ANSA) - - Una «rivoluzione mancata», quella delle associazioni tra medici di famiglia, «che costa miliardi alla sanità pubblica» secondo Giacomo Milillo, segretario della Federazione Medici di Medicina Generale. «In tutta Italia era prevista la costituzione di 2500-3000 Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft)», ovvero unità che dovrebbero costituire la base della riorganizzazione delle cure territoriali. «Se fossero state realizzate, già si sarebbero visti i benefici economici che, irresponsabilmente, vengono perseguiti con sanzioni ai medici», aggiunge in occasione dell'apertura del 71/o congresso Fimmg che si è aperto oggi a Cagliari. «Ad eccezione di qualche caso sporadico - chiarisce all'ANSA - solo in Toscana sono realtà. Eppure laddove ci sono, come si è visto nell'Azienda Sanitaria di Arezzo, garantiscono miglioramento dei parametri di qualità di assistenza, riduzione accessi in pronto soccorso, diminuzione dei ricoveri impropri e pareggio di bilancio: è tutto documentato dai resoconti». Una reale appropriatezza organizzativa in grado di investire sul territorio per liberare il carico che grava sugli ospedali «farebbe guadagnare miliardi». Ad ostacolarla, spiega, la mancata firma della convenzione, «essenziale», perché stabilisce le regole con cui i medici di medicina generale devono lavorare. «Per le esigenze di salute attuali le vecchie regole che fanno lavorare i medici da soli non vanno più bene, perché il medico di famiglia deve essere in relazione con altri specialisti e servizi di assistenza». Proprio come prevedeva la legge Balduzzi, «una legge ampiamente disattesa». Nessuna razionalizzazione viene portata avanti per risparmiare, bensì, sottolinea, «provvedimenti che con la maschera dell'appropriatezza vogliono solo subordinare le scelte dei medici a contenuti economici e non assistenziali». Quindi l'appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «si torni indietro prima che i danni sul rapporto medico/paziente siano irrimediabili» e, conclude, «si prenda atto che l'appropriatezza da condividere, prima di tutti con i professionisti, è quella di sistema e di governance rispetto agli obiettivi di tutela della salute».