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730: Spese mediche nel l'onere ricade sul medico. Scotti Fimmg, il cittadino rischia di pagare di più

730-2 DOCTOR 33-Mauro Miserendino «Le spese mediche denunciate dai medici e non dai cittadini da marzo 2016? Una trovata che non aiuta la gente. Anzi potrebbe aumentare il costo al pubblico di un qualsiasi certificato libero professionale». Silvestro Scotti medico di famiglia e presidente Omceo Napoli torna sul tema del modello 730 precompilato: un decreto uscito il 31 luglio prevede che il Ministero riceva dagli Ordini gli elenchi dei medici liberi professionisti da accreditare al sistema Tessera sanitaria. E dal 2016 tutti i documenti di pagamento online andranno spediti dai professionisti nei corridoi informatici Sogei. Il Ministero calcolerà così le detrazioni per il modello 730 dei lavoratori dipendenti. «Lo Stato nulla regala al cittadino - chiarisce Scotti - ma carica sul medico l'onere di specificare la prestazione e i suoi estremi costringendo i professionisti a dotarsi di un apparato burocratico. L'incombenza sarà prevedibilmente girata dal medico al commercialista e ci costerà un qualcosa in più. Ma questo si riverbererà sul costo della prestazione per il paziente». Per Scotti non è affatto scontato che a pagare il prezzo più alto di questa complicazione siano i medici liberi professionisti puri. «Molte situazioni attengono alla medicina generale. Penso ai certificati sportivi, assicurativi e Inail, ma anche alle visite occasionali, non solo quelle del medico di assistenza primaria ma anche quelle del medico di guardia. Penso a situazioni, disciplinate diversamente da una regione all'altra, per cui a pochi km di distanza, un medico riporta una visita di guardia turistica sul bollettario Asl e i dati vengono processati dall'azienda e un altro per la stessa visita deve armarsi di pc e collegamento al sistema Ts, compilare il modulo online e trasmettere i dati, indipendentemente da quant'è pieno l' ambulatorio. Infine, mi preoccupano i giovani medici senza reddito che devono dotarsi di apparecchiature giusto per questa incombenza».

Per Scotti lo Stato avrebbe potuto senza problemi investire per dare ai medici applicazioni che spediscono automaticamente le fatture compilate. «Allo stesso modo si poteva far sì che fosse il cittadino a inserire i dati per i quali nega il consenso all'inserimento nel sistema Ts. Già, perché secondo il decreto l'assistito può rifiutare che alcune sue spese sanitarie siano spedite al Ministero, ma deve dare diniego a voce al curante. E in questa delicatissima materia il medico non può tacere. Deve avvertire il cittadino che sta spedendo al ministero dell'Economia i dati della prestazione e chiedergli che ne pensa e fargli vedere il modulo di "diniego". Se presumesse un assenso di troppo potrebbe finire alla sbarra per violazione della privacy, se altresì presumesse un diniego di troppo il cittadino non potrebbe detrarre quelle spese sanitarie. Queste incombenze per noi medici di famiglia si aggiungono a quelle relative alle esenzioni dal ticket per reddito, alle note Aifa, alle giustificazioni per i farmaci branded prescritti in presenza di equivalenti, ai nuovi obblighi legati alla prescrizione "appropriata" di Tac e Rmn e appunto alle fatture elettroniche per chi le fa. Lo Stato non si preoccupa di mettere contro medici e cittadini per una battaglia che non riguarda la medicina».

FIMMG : Milillo a De Filippo: "Buone le intenzioni. Ma non sarà una passeggiata"

fimmgimages(Lettera a Quotidiano sanita')  I principi più volte richiamati nelle dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, per la loro evidenza, non possono che essere condivisi, semmai ci stupisce che in tanti anni abbiano ispirato così raramente gli atti dei decisori in tema di sanità.
Ottime, quindi, le intenzioni dichiarate. Bene il rilancio dell'articolo 22 del Patto per la salute.
Certamente il Sottosegretario è ben consapevole delle difficoltà che simili obiettivi comportano: categorie professionali in contrasto fra loro grazie a contratti che non prevedono obiettivi sinergici, ma al contrario spesso concorrenti; anni di imposizioni legislative subite bypassando ogni tipo di concertazione; ridimensionamento del numero dei medici nelle piante organiche attraverso blocchi del turnover e perversa incentivazione del precariato; modelli organizzativi che appaiono, nella migliore delle ipotesi, come sostitutivi dell'autonomia propria di una professione intellettuale come quella medica; scarico sistematico di operazioni burocratico-amministrative spettanti all'amministrazione statale o ai cittadini sui professionisti, senza neppure la possibilità di concordare le modalità indispensabili a recare il minimo disturbo possibile all'attività professionale propriamente detta.
I medici, e presumo anche gli altri professionisti della sanità,  hanno accumulato malessere e reattività difficili da contenere e ricondurre ad un clima di concertazione per la soluzione dei problemi.
L'autunno prossimo non sarà una stagione tranquilla, perché il mondo medico, in fase di massimo compattamento, sta maturando la determinazione per reagire e rivolgersi direttamente ai cittadini per informarli, se ne avessero bisogno, di quale scempio le Regioni, forti dell'attuale contenuto del titolo V della Costituzione che le pone come interlocutori inafferrabili ed inaffidabili non solo nei confronti delle OOSS, ma anche del Governo stesso, hanno fatto del SSN. La storia recente ne è testimonianza.

Non è di secondaria importanza la condivisione dei profili del confronto, perché le Organizzazioni sindacali sono stanche di consultazioni assembleari in cui non è possibile il necessario approfondimento dei temi da affrontare e che finiscono per rimandare l'individuazione delle soluzioni ai tavoli di intesa fra il Governo e le Regioni, svuotando, o proprio ignorando, le argomentazioni portate dalle OOSS stesse, quando non servono ad impantanare ogni atto operativo.

Non basteranno certo le risorse, comunque scarse, che potranno essere messe a disposizione delle contrattazioni per effetto della sentenza della Corte Costituzionale, a coprire i problemi strutturali che i professionisti del SSN ritengono debbano essere risolti per evitare che qualsiasi buona intenzione o sacrificio sia vanificato.

Il SSN soffre, fra l'altro, di due gravissimi handicap che ne ostacolano il progresso e la sostenibilità più di ogni altro fattore. Se non si rimuovono quelli, o almeno si ridimensionano, non c'è buona volontà dei professionisti della sanità che possa sortire risultati innovativi e duraturi.

I due handicap strutturali che devono essere posti all'attenzione del Governo tutto e del Parlamento, e che si deve avere il coraggio di porre con forza e chiarezza sul tavolo della discussione politica sono l'eccessiva autoreferenzialità dell'Università, almeno nel campo della formazione medica e sanitaria in genere, e l'attuale formulazione del Titolo V della Costituzione.

Da medici abbiamo studiato e verificato sul campo che le malattie non guariscono con trattamenti sintomatici, ma solo quando si riesce ad individuarne e dominarne le cause. Non c'è più tempo per gli impacchi caldi, gli ascessi del SSN devono essere incisi.

Vedo quindi un percorso in salita per il Ministero e per il Sottosegretrario, nella cui persona ho maturato sul campo un sentimento di fiducia e di apprezzamento per la determinazione, la concretezza del suo operare e la perseveranza nel perseguire gli obiettivi cui si è impegnato.

La FIMMG sarà leale e collaborativa, pronta ai compromessi che una corretta concertazione comporta, ma vigile nella verifica della corrispondenza tra intenzioni ed atti concreti, oltre che ovviamente coerente con i contributi che, indifferente alle critiche strumentali, ha prodotto fino ad ora sempre ispirandosi all'interesse collettivo.

Giacomo Milillo

Segretario generale nazionale Fimmg

DROGA: Scotti (Fimmg) , l'assistenza c'e' ma serve conquistare confidenza ragazzi, proposta per alleanza pediatra e dottore famiglia

drogaRoma, 12 ago. (AdnKronos Salute) - Gli adolescenti sono spesso 'orfani' di un medico di fiducia che pure avrebbe un ruolo fondamentale per intercettare i comportamenti a rischio, dalla droga all'alcol fino al sesso non protetto. Ne è convinto Silvestro Scotti, vicesegretario dei medici di medicina generale (Fimmg), che invita a «progettare un'assistenza ad hoc per i giovanissimi», anche in funzione preventiva, basata sulla 'gestione a 4 mani' (pediatra-medico di famiglia) nella delicata fase di passaggio tra l'infanzia e l'età adulta. «Non manca certo l'assistenza sanitaria per gli adolescenti che ovviamente è garantita - spiega Scotti all'Adnkronos Salute - ma una figura di riferimento 'attrattiva', a cui rivolgersi per chiarire i propri dubbi. Il pediatra, infatti, spesso rappresenta l'infanzia e, come il medico di famiglia, può essere vissuto come scelta della famiglia, non sua. E questo tiene lontani i ragazzi dagli ambulatori di cure primarie quando, al di là del raffreddore, avrebbero bisogno di chiedere consigli». È necessario quindi ripensare alla modalità di approccio con i ragazzi, anche in funzione di riduzione dei rischi e per evitare le tragedie che in questi giorni riporta la cronaca. «Non nascondiamoci che non sempre i medici di cure primarie sono preparati a gestire l'adolescente - aggiunge Scotti - e dunque la formazione è uno step importante. Ma moltissimo si può fare con l'organizzazione, che innescherebbe anche un circolo virtuoso per l'aggiornamento. Oggi quando i ragazzi passano dal pediatra al medico di famiglia non è prevista nessuna comunicazione, nessun incontro. Credo invece che sarebbe necessario un 'passaggio accompagnato', un periodo di 'gestione a 4 mani', anche con incontri a tre (e con i dovuti riconoscimenti contrattuali 'divisi' per renderlo davvero operativo). Ciò consentirebbe una maggiore conoscenza, favorendo il rapporto di fiducia e la confidenza». Tutto questo, accompagnato da una medicina di iniziativa e progetti adeguati, «migliorerebbe anche i medici, aiutandoli a capire di più i bisogni dei ragazzi, e potenzierebbe la prevenzione dei comportamenti a rischio», conclude Scotti

GUARDIE TURISTICHE: Scotti (Fimmg), sistema spesso improvvisato e lasciato al fai-da-te del turista costretto a ricorre al privato

spiaggiaRoma, 12 ago. (AdnKronos Salute) - Guardie mediche turistiche in via di estinzione. Sono appena il 10% le località meta di vacanze, dotate di questo servizio che le Asl di zona istituiscono sempre meno. "Un vero e proprio paradosso in un Paese a vocazione turistica, dove però praticamente non si investe nell'assistenza sanitaria per gli ospiti", denuncia all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, vicesegretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) sottolineando che l'assistenza ai turisti "è sempre stata un tallone d'Achille del sistema di cure primarie".
La crisi, le poche disponibilità economiche, "ma soprattutto una scarsa capacità organizzativa - dice Scotti - insieme alla mancata applicazione di indicazioni già esistenti", sono spesso all'origine di questo disservizio che viene spesso risolto "ricorrendo al 'fai- da-te', soprattutto da parte del turista che deve rivolgersi ai servizi privati".
Parte delle richieste, poi, si riversa sulla guardia medica notturna, che è (comunque prevista con un medico ogni 5.000 abitanti. Spesso sono i sindaci delle località turistiche a 'battagliare' per l'istituzione del servizio, mettendo anche a disposizione le sedi.
Ma in molte Regioni, soprattutto al Sud, la garanzia dell'assistenza turistica è completamente assente. E gli ambulatori, spesso divisi con le guardie mediche, sono il più delle volte disagiati e decisamente poco attrezzati.  "In realtà - spiega ancora Scotti - la guardia turistica così come siamo abituati ad immaginarla, con un singolo medico incaricato dell'ambulatorio, non dovrebbe esistere più dal 2005. Le Asl dovrebbero organizzare l'assistenza turistica con i medici delle cure primarie già disponibili nell'area per le 24 ore, potenziando dove serve. Ma si tratta di regole inapplicate".
Per Scotti, comunque, "sarebbero necessarie indicazione più precise anche nel contratto. Ciò renderebbe più facile l'organizzazione del servizio. Il 'buco' dell'assistenza turistica, comunque, è la cartina di tornasole di una mancanza di attenzione più generalizzata alle cure primarie che dovrebbero rappresentare - non solo a parole- la spina dorsale del sistema", conclude Scotti.

SPESE MEDICHE E 730 PRECOMPILATO: Scotti (Fimmg): Fantasiose soluzioni che la Sogei di volta in volta si inventa rispetto a suoi compiti.

730-online-672(Quotidiano Sanità) - "La circolare dell'Agenzia delle entrate che annuncia l'ennesimo successo della informatizzazione Sogei nella semplificazione delle procedure fiscali rispetto al cosiddetto 730 precompilato, altro non è che il semplice trasferimento della complessità dalla stessa Sogei ai medici e dei costi conseguenti ai cittadini, e andrebbe ricordato che anche i medici sono cittadini". È quanto dichiara Silvestro Scotti ViceSegretario Nazionale Vicario della FIMMG, in relazione alla recente circolare che attiva e scarica sui professionisti medici la responsabilità dell'invio telematico dei documenti fiscali (fatture o ricevute) relativi alle prestazioni sanitarie detraibili dal cittadino come pure le responsabilità in riferimento alla cura delle procedure sulla privacy rispetto a tale compito, ai fini della realizzazione del progetto per il 730 precompilato.

"In questo Paese - continua Scotti - grazie all'atteggiamento arrogante e tecnocratico della Sogei, confermato anche dalla comunicazione della FNOMCeO agli Ordini dei medici e Odontoiatri che prende le distanze da un dichiarato accordo con l'Agenzia delle Entrate, si continua a far apparire quale obblighi di legge, i compiti che ricadono non dall'applicazione della legge stessa ma dalle fantasiose soluzioni che la Sogei di volta in volta si inventa rispetto a suoi compiti, quali quelli di una procedura informatica che semplifichi le procedure e non semplicemente le scarichi in costi organizzativi e carichi di responsabilità professionale e fiscale su altri (in questo caso i medici) che a loro volta la scaricheranno come costo sulle prestazioni libero professionali pagate dal cittadino"

"Diventa aberrante che oggi il medico si dovrà interrogare su: erogabilità, appropriatezza, distinzione tra prestazioni a carico dell'SSN e a carico del cittadino. E poi valutare, nel caso di prestazioni a carico del cittadino da lui erogabili: i profili di rispetto della privacy nell'invio dei documenti fiscali conseguenti; quindi in presenza di assenso o diniego del cittadino; Invio o non invio per il 730 precompilato e formalizzazione nel secondo caso di un documento fiscale che testimoni tale diniego".

Restano solo alcune domande - conclude Scotti  -ma in fondo in questo modo siamo sicuri che si abbia bisogno di un medico e nel caso si decida per il si, siamo sicuri che quel medico nel concentrarsi su tutti questi aspetti di buro-informatizzazione della sua attività rimanga concentrato sulla cura del paziente che avrà di fronte, a mio avviso penso che se si continuerà a far prevalere nella applicazione delle norme il primato dell'articolo 81 della Costituzione Italiana sull'articolo 32, bisognerà chiedere alla Fnomceo di affiancare al giuramento di Ippocrate, il giuramento di Hammurabi considerando il codice di quest'ultimo la prima traccia scritta di doveri fiscali".

DL ENTI LOCALI: Milillo le sanzioni contro di noi non fanno che diffondere tra i cittadini un'immagine di negatività

milillo2 thumb other250 250«Siamo d'accordo sul dover ridurre le prestazioni inappropriate - mette in chiaro il leader del sindacato del medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo - ma le sanzioni contro di noi non fanno che diffondere tra i cittadini un'immagine di negatività che non meritiamo». «La vera inappropriatezza – prosegue - è quella organizzativa delle Regioni, che fa perdere miliardi. Se si vogliono evitare le prescrizioni inutili basta fornire ai medici le indicazioni per aiutarli nelle scelte, che devono essere poi libere perché ogni paziente fa storia a sé». Un concetto, quest'ultimo, ribadito anche da Costantino Troise, a capo del più forte sindacato degli ospedalieri, l'Anaao. «Di fronte alla paura di perdere parte dello stipendio già bloccato da sei anni il medico – prevede - finirà per prescrivere sul ricettario bianco, scaricando così la spesa sugli assistiti». «In caso finisca per negare la prestazione si esporrà invece al rischio di nuove cause sanitarie».(LA STAMPA)

DL ENTI LOCALI : Scotti (Fimmg): "Non ci piace la natura sanzionatoria della norma sulle prescrizioni , ma abbiamo apprezzato l'impegno del Ministro

fimmgimages05 AGO – (Quotidiano sanità) "La norma sulle appropriatezza non ci piace perché a nostro avviso è un fatto negativo che il medico possa essere sanzionato e i cittadini saranno portati a pensare che il medico agisce non in scienza e coscienza, ma in ignoranza e incoscienza". È quanto ha affermato il vice segretario della Fimmg, Silvestro Scotti dopo l'incontro di ieri con il Ministro per discutere del Dm sull'appropriatezza prescrittiva.
"In ogni caso abbiamo apprezzato l'assunzione di responsabilità del Ministro Lorenzin anche rispetto ad una norma che è stata espressamente richiesta dalle Regioni che attraverso questi provvedimenti continuano a subordinare le professioni intellettuali. Abbiamo espressamente chiesto che sia chiarita nel Dm la differenza tra l'appropriatezza in ospedale e quella sul territorio che sono molto differenti".
"In questo senso – conclude Scotti – auspichiamo anche una partecipazione attiva di Ministero e Governo per quanto riguarda il recepimento di queste norme, e non solo, nel rinnovo della nostra convenzione, altrimenti sarà un autunno caldo".

RIFORMA DELLA P.A.: con Polo unico della medicina fiscale un'idea Fimmg è diventata legge

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Petrone (Fimmg Inps): Necessario fare presto il decreto legislativo attuativo. Con l'approvazione definitiva al Senato del DDL "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"  diventa legge un'idea portata avanti con costanza  per sette anni dalla FIMMG: il "Polo Unico della medicina di controllo", ossia il totale passaggio  di competenze all'INPS della funzione del controllo sullo stato di salute dei lavorati in malattia  "Finalmente si sono compresi gli indiscussi vantaggi che porterà  tale innovazione  - commenta Alfredo Petrone, Segretario Nazional del Settore Inps della  Fimmg -  tra questi la certezza dell'esecuzione ed un incremento della qualità dei controlli, una scelta appropriata delle visite mediche fiscali nel comparto pubblico, l'uniformità di giudizio per tutti i lavoratori,  la razionalizzazione della spesa e la maggiore efficacia nella lotta agli abusi, all'assenteismo e alle truffe con rigore metodologico, con una regia univoca informaticamente supportata e con immediatezza di risposta e di output.

Per rendere completa ed applicabile tale  riforma è necessario procedere celermente alla stesura ed alla approvazione del decreto legislativo attuativo - aggiunge Petrone - che stabilizzi e disciplini il rapporto di lavoro  tra i medici fiscali e l'INPS, mediante una convenzione che contempli un rapporto di lavoro orario, con stabilità di incarico,   tendente al tempo pieno, in grado di garantire  il necessario  numero di visite di controllo oltre che l'assolvimento, anche in ottica di risparmio, di   ulteriori compiti   istituzionali medico legali soddisfacendo  alle attuali esigenze  dell'Ente".

DL ENTI LOCALI : FIMMG valutiamo proteste in autunno

ricetta-ssn(ANSA) - «Condividiamo la posizione del sindacato della dirigenza medica pubblica Anaao che, con altri, denuncia una forte situazione di malessere, e anche noi, con altri sindacati di categoria, stiamo valutando come manifestare il nostro dissenso in Autunno». Ad affermarlo, in merito alle misure previste per la Sanità nel Dl Enti locali, è il segretario della Federazione italiana dei medici di Medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo.   «Il Servizio sanitario nazionale - afferma Milillo - è alla frutta e questo, oltre ai tagli, è per colpa della mala gestione della Conferenza delle Regioni e delle Regioni. L'unico modo per salvare il Servizio sanitario è ridefinire il titolo V, spostando la gestione della sanità dai tecnocrati ai medici sulla base - conclude - di una programmazione coerente sul territorio nazionale fatta dal governo e di una gestione periferica da parte delle Regioni».

FIMMG: emendamento Enti Locali ,con taglio alle prescrizioni danni ai pazienti

medicina (ANSA) -  La misura che prevede penalizzazioni economiche per i medici in caso di prescrizioni inappropriate, prevista in un emendamento del governo al Dl Enti Locali, ''potrebbe comportare un forte danno per gli assistiti''. Ad affermarlo è il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo.

''Non ho fiducia - commenta Milillo - nelle Regioni e nelle tecnocrazie aziendali, che sono orientate solo al risparmio. Il problema vero - sottolinea - è che vengono ridotte le prestazioni agli assistiti e che i criteri per la loro riduzione non sono ancora formulati e potrebbero essere di difficile applicazione, di sicuro non sono condivisi. Così, l'assistito va incontro ad una discrezionalità di assistenza che viene decisa dalle singole aziende sanitarie''. I medici, assicura, ''continueranno a consigliare agli assistiti ciò che e' necessario, ma indubbiamente per i medici si avrà un sovraccarico di lavoro per vagliare i nuovi criteri di prescrizione che dovranno essere definiti dal ministero''.

Quanto alle penalizzazioni economiche, ''queste dovranno comunque essere discusse in sede di accordo collettivo nazionale, ed è in quell'ambito - conclude Milillo - che ci confronteremo''.

ACN : Giacomo Milillo, Fimmg, "Occorre rivedere d'indirizzo"

milillo thumb250 250(Intervista a Quotidiano Sanità) "L'Atto d'indirizzo dovrà essere rivisto e realisticamente un nuovo accordo sarà possibile a gennaio 2016". Il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo commenta così gli scenari per il rinnovo della Convenzione che si aprono dopo la sentenza della Consulta. "Desidero precisare che prima di entrare nello specifico bisogna vedere la sentenza – sottolinea – ma è chiaro che l'Atto d'indirizzo, che prevedeva la massa salariale bloccata ai livelli del 2010, andrà rivisto. Ma soprattutto siamo in attesa di sapere quali provvedimenti prenderà il Governo, visto che gli incrementi richiedono risorse". In ogni caso l'aspetto economico non è il fulcro della questione per cui la Fimmg, ricordiamo ha minacciato e poi revocato in extremis uno sciopero lo scorso mese di maggio dopo l'interruzione delle trattative con la Sisac. "Gli eventuali incrementi – spiega Milillo – serviranno solo a coprire i costi di produzione che negli ultimi anni sono cresciuti. Il problema qui è il futuro della medicina generale e le nostre attenzioni sono rivolte tutte alla parte normativa del rinnovo della convenzione".

Una trattativa che però in questo momento "è ferma perché le Regioni stanno rinnovando i loro organi". Rispetto al ruolo del medico di medicina generale Milillo precisa come "il Mmg nel momento in cui deve erogare servizi o mettere in atto modelli decisi dalle Regioni ha il diritto di negoziare. Noi non siamo subordinati alle Asl ma ai cittadini che liberamente ci scelgono".

Il segretario Fimmg ribadisce poi le direttrici. "Ruolo unico con le Aft come base di attività che potrà integrarsi con le Uccp". Riguardo ai tempi in attesa che le Regioni definiscano i nuovi interlocutori realisticamente "ci si potrebbe incontrare a settembre per discutere il nuovo Atto d'indirizzo con l'obiettivo di sottoscrivere l'accordo tra la fine dell'anno e gennaio 2016".

RICETTE ONLINE: Fimmg: numeri in crescita. Ora sforzi su banda larga

ricettassn thumb other250 250DOCTOR 33-Mauro Miserendino-«Bene i risultati che attestano come ormai una massa critica di medici di famiglia invii ricette in modalità dematerializzata. A giugno 2016 l'obiettivo è arrivare al 90% indicato dalla legge, ma a quel punto occorrerà porre fine al promemoria cartaceo, simbolo di questa fase sperimentale, poiché al momento il paziente non ha alcun vantaggio personale dall'invio elettronico delle ricette. Solo in Trentino il sistema gli invia online l'avviso che la sua prescrizione è pronta e può ritirare la medicina in farmacia senza fare la fila dal suo medico. Sarebbe un peccato se il modello non fosse esteso a tutta Italia». Con questa "provocazione" Paolo Misericordia responsabile Centro studi Fimmg, commenta i dati Promofarma di maggio sul fronte ricetta elettronica. Sul totale delle ricette prodotte in Italia, in tre mesi, è salito dal 35 al 45% il numero di prescrizioni inviate ad Asl e ministero dell'Economia in modalità de materializzata. L'Italia avanza a livelli nordeuropei e se il balzo della Lombardia, dal 3 al 13,3% poteva essere atteso vista l'infrastruttura informatica Siss collaudata, spicca il boom in Campania (dal 71 all'84,3% di ricette "dema") e spiccano Toscana e Marche (raddoppio dal 16 /19 al 36%) e Umbria (dal 2 al 18%). Anche il Lazio sale da 0 a oltre il 2%, l'Abruzzo dal 35 al 50. Al palo restano Bolzano, Calabria e Sardegna, mentre primi con l'87% e passa si confermano Veneto e Trentino. Sicilia pure ok con l'85,3%, ma rallenta e con essa crescono piano altre regioni già al top; Piemonte, Basilicata, Emilia Romagna. Due le ipotesi per spiegare come quota 90% sia lontana: resistenze da parte dei Mmg o carenza di banda ultralarga (l'Adsl non performa allo stesso modo dappertutto e da qualche parte non arriva). «L'informatizzazione non impatta ovunque allo stesso modo - premette Misericordia - né è neutra come onere per il medico; magari qualcuno di noi predispone il primo e il secondo studio ma non fa l'abbonamento nel terzo perché è molto defilato. Ma proprio per far sopravvivere l'assistenza nei piccoli paesi Fimmg ha chiesto in trattativa alla parte pubblica di considerare disponibilità tali da agevolare l'informatizzazione in sedi periferiche». Misericordia sottolinea poi come il permanere del pro-memoria cartaceo sia una sorta di segnale di funzionamento "sperimentale", a metà, del sistema: «Le prescrizioni vanno a buon fine ma per attestarle il paziente deve sempre ricevere da noi il promemoria e portarlo in farmacia; bene sarebbe che il medico inviasse online la ripetizione di ricetta in farmacia e il paziente cronico si recasse direttamente là. Questa azione, pur consentita a livello nazionale, oggi si fa solo in Trentino. Se si facesse in tutta Italia, è la giusta osservazione, i dati viaggerebbero su internet, in una rete esposta a rischi d'intrusione. Tuttavia i mezzi per provvedere a una diversa tutela dei dati si possono mettere in atto, ed è ora di agevolare l'accesso alle cure per il paziente cronico».

FIMMG TOOLS: un'unica app per certificati di malattia e verifica esenzioni

ftoolsNasce "Fimmg Tools": la nuova App della Fimmg pensata per fornire uno strumento di lavoro utile a tutti i medici di medicina generale. La App è disponibile da oggi sia in versione IOS che Android ed è scaricabile gratuitamente nei rispettivi store oltre che dai sitI FIMMG e FIMMGCA.
"Con questa versione della App Fimmg vuole fornire ai medici di famiglia e di continuità assistenziale un unico strumento per mantenere gli standard di efficienza anche nelle attività svolte fuori dal proprio studio -sottolinea Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale-infatti installandola il medico potrà con un'unica applicazione compilare, inviare, rettificare, annullare e consultare i certificati di malattia o verificare le esenzioni dei propri pazienti.

L'App è destinata a crescere con altre funzionalità che si aggiungeranno in futuro per facilitare sempre di più l'attività quotidiana del mmg.

"Fimmg Tools" si aggiunge ad "ADR Fimmg Aifa", l'App nata dalla collaborazione con l'Agenzia Italiana del Farmaco per semplificare alcune delle procedure relative alla Farmacovigilanza.

SCARICA LA APP

CERTIFICATI INPS: Milillo (Fimmg) basta liti tra medici. L'Inps non accetta i cartacei e le Regioni non aiutano

DOCTOR 33 - Mauro Miserendinoinps- «Premesso che l'obbligo di rilasciare il certificato di malattia esiste per tutti e che anche il medico ospedaliero che rifiuta di certificare è sanzionabile come il medico di medicina generale, temo che medici del territorio e ospedalieri stiano bisticciando su un aspetto dove le responsabilità non sono le loro, bensì delle istituzioni, e segnatamente delle Asl e delle Regioni». Giacomo Milillo segretario Nazionale della Fimmg interviene sul tema delle certificazioni di malattia non rilasciate negli ospedali: una situazione paradossale, perché di fatto esiste e funziona un apparato sanzionatorio per il medico che certifica la malattia (ad esempio in caso di frode o presunta tale del lavoratore) ma non c'è apparato altrettanto forte per chi nega un certificato a un malato. «In realtà - precisa Milillo - il medico di Ps o di reparto se richiesto deve produrre il certificato cartaceo per legge, le sanzioni in caso di rifiuto ci sono: sia deontologiche previste dal codice sia legali per omissione d'atto d'ufficio. Ma all'atto pratico l'ospedaliero che rilascia un certificato cartaceo mette comunque il cittadino in una condizione scomoda perché l'Inps nella gran parte dei casi ha disattivato la registrazione dei certificati manuali». Occorrerebbe dunque che tutti gli ospedali si mettessero al passo con la spedizione telematica. Ma quest'ultima per il medico di famiglia è un obbligo contrattuale, il Mmg deve procurarsi lui i mezzi per produrre i certificati (fermo restando che non ha colpe nell'eventuale cattivo funzionamento del sistema informatizzato), «mentre il medico ospedaliero deve avere i mezzi dalla struttura, e nel caso questa non li metta a sua disposizione lui non è sanzionabile. Dunque, al di là di qualche rifiuto di troppo in ospedale e di qualche irrigidimento da parte nostra, il problema è la diversità organizzativa tra regioni e tra Asl della stessa regione, che dimostra come questo paese sia amministrato da signorotti, ognuno con il suo orto». Milillo conclude: «Battere la scarpa sul tavolo con le Regioni come fece qualcuno 50 anni fa all'Onu per imporre le sue ragioni? Se potessi lo farei ma questo è solo uno dei tanti temi che vedono la conferenza delle regioni impermeabile a qualsiasi esigenza del Servizio sanitario e della popolazione. Siamo in conflitto su tutto con le Regioni e continuo a sostenere che il Ssn non può salvarsi se non si riforma il Titolo V della Costituzione».

Mauro Miserendino

FIMMG: Sblocco dei contratti per i medici, bisogna fare presto, atto di indirizzo con contenuti economici

medico-di famiglia4 thumb250 250MD DIGITAL - Simone Matrisciano- Oltre duemila giorni. Sono quelli passati dall'ultimo rinnovo del contratto del pubblico impiego, settore che occupa più di 3 milioni di persone. Tra questi i medici, convenzionati e dipendenti, che attendono ancora di conoscere il proprio destino. Un destino segnato in queste ore dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato "illegittimo" il blocco dei contratti in vigore dal 2010.

Dopo la condivisione generale sulla necessità di riaprire il dialogo per il rinnovo contrattuale dei medici, si cerca di capire quali saranno (o dovranno essere) i prossimi passi da compiere. M.D. Digital ha intervistato Silvestro Scotti, Vicesegretario Nazionale Fimmg, il quale sottolinea "la necessità di focalizzare l'attenzione sul tema economico e sui finanziamenti necessari", vero nocciolo della questione.

Qual è il problema? "Il Documento di Economia e Finanza  (Def) del governo relativo al 2015 non definisce né formalizza un fondo specifico dedicato ai rinnovi contrattuali. In altre parole, nella finanziaria nazionale non si trova un indirizzo di spesa riferito al finanziamento per la sanità convenzionata e dipendente" - dichiara Scotti.

Si tratta adesso di capire le azioni concrete che governo, Regioni e attori coinvolti vorranno compiere. "È necessaria una rivalutazione dell'Atto d'indirizzo che dovrà essere integrato proprio sul piano dei contenuti economici. Ma, come detto, questo dovrà accompagnarsi ad una profonda riconsiderazione del Def".

Il 2015 pare essere un anno di svolta, e individuare una quota da stanziare per coprire la parte restante dell'anno, nonché un finanziamento per i rinnovi contrattuali che non sia una tantum, ma una misura valida per i prossimi anni, rappresenta un momento decisivo. Una manovra strutturale che, a leggere le carte della Corte Costituzionale, dovrà dedicare circa 13 miliardi annui dal 2016.

"Le Regioni hanno bisogno di ricevere indicazioni chiare sulla quota di finanziamenti da accantonare per il rinnovo dei contratti dei medici", continua Scotti. Infatti nel momento in cui è stato definito il blocco contrattuale, il governo ha fornito un finanziamento alle regioni privo delle indicazioni necessarie per creare un fondo dedicato. "Essendo in vigore il blocco contrattuale, non era previsto l'accantonamento per i rinnovi. Probabilmente il problema non si porrà per il 2016: lo sblocco avvenuto garantirà una comunicazione chiara alle Regioni sulla quota da dedicare. Ma per il 2015 dobbiamo muoverci ora. Il governo deve muoversi ora".

Una sofferenza comune evidenziata dalla mobilitazione di Fimmg degli scorsi mesi e da quella annunciata da Anaao nei giorni scorsi in reazione al possibile (quanto non auspicabile) blocco degli investimenti nella sanità pubblica. "Viene da ridere quando sento sindacati che parlano di finanziamenti in eccesso o in difetto: è un problema che va risolto con il governo. Fino a quando chi ha la facoltà di decidere non si muoverà sarà impossibile sedersi ad un tavolo contrattuale che coinvolga i medici per definire il contenuto del contratto del futuro".

Critico Scotti anche verso altri sindacati, in particolare lo Smi, sigla che vorrebbe una mobilitazione unitaria da parte della categoria: "Sono anni che lo Smi parla di iniziative unitarie: uno slogan che si scontra, però, con le proposte reali di questo sindacato. Proporre un contratto unico senza stabilire se si tratti di contratto di dipendenza o di convenzione, appare uno slogan carente nei contenuti. Il dato di fatto è che passare ad un sistema di dipendenza dei medici comporta dei costi, e lo Smi non dice dove trovare questi finanziamenti. Né mi pare esercitino particolari pressioni per ottenere risposte, visto che durante la mobilitazione indetta da Fimmg hanno preferito distinguersi piuttosto che unirsi a noi per salvaguardare il Sistema Sanitario Nazionale. In molti casi è molto più importante distinguersi da Fimmg".

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BLOCCO CONTRATTI: Fimmg, nella Medicina generale investimento di risorse contrattuali

fimmgimages thumb250 250 "Sollecitiamo - dichiara il Segretario Nazionale Fimmg Giacomo Milillo - il perfezionamento del percorso istituzionale necessario ad una produttiva conclusione delle trattative per il rinnovo della convenzione. L'area dell'assistenza territoriale- continua Giacomo Milillo- ha tutte le caratteristiche di priorità strategica per un investimento di risorse contrattuali utile a strutturare un percorso assistenziale nel segno dell'appropriatezza e della economicità complessiva del sistema. Auspichiamo- conclude il Segretario Nazionale- che nelle sue valutazioni il Governo non fallisca l'occasione di portare avanti un rafforzamento dell'offerta assistenziale della Medicina Generale quale servizio essenziale per i cittadini e volano indispensabile per il benessere dell'intera comunità".(Quotidiano Sanità)

PERSONALE SSN : Fimmg soddisfazione per l'approvazione delle mozioni alla Camera

medico8 thumb other250 250(ANSA) - La Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg) esprime soddisfazione per l'approvazione, nella seduta di mercoledì della Camera dei Deputati, delle mozioni concernenti iniziative di competenza in merito al personale del Servizio sanitario nazionale al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza e che riguardano in particolare lo stop al precariato, il ricambio generazionale, lo sblocco del turnover e la formazione.

''La firma dell'accordo politico dello scorso 18 maggio siglato da Fimmg con i rappresentanti del Governo e delle Regioni e ora l'interesse manifestato dal Parlamento con la votazione delle mozioni - rileva il sindacato medico in una nota

- dimostrano come i temi posti da Fimmg all'attenzione dei

decisori pubblici, soprattutto in occasione della sua campagna di mobilitazione ed informazione del mese di maggio, fossero strategici per tutto il Servizio Sanitario Nazionale e i suoi operatori''.

La Fimmg esprime inoltre la sua vicinanza al sindacato dei medici dirigenti Anaao, che ''in difesa del valore del lavoro dei medici dipendenti, ha proclamato la propria mobilitazione, richiamando anche quegli stessi temi''.

CONSIGLIO NAZIONALE : mozione finale del del 16 giugno 2015

logoconsiglioIl Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma presso la Residenza di Ripetta, Via di Ripetta 231 in data 16 Giugno 2015, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo sulla situazione politico sindacale, la
APPROVA.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG, in particolare,
EVIDENZIA
la necessità di dare seguito all'Accordo politico firmato il 18 Maggio 2015 tra la FIMMG, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo e il Presidente del Comitato di Settore Claudio Montaldo.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
ESPRIME SODDISFAZIONE
sul risultato della tornata elettorale dello scorso 7 Giugno 2015 che ha coinvolto l'ENPAM e che ha visto eletti i Dott. Franco Pagano e Stefano Leonardi come rappresentanti nazionali nel Comitato Consultivo della Gestione previdenziale a favore dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e addetti ai servizi di continuità assistenziale ed emergenza territoriale, nonché tutti i candidati della lista "AttiviAMO la Medicina Generale-FIMMG per l'ENPAM" all'Assemblea Nazionale ed augura a tutti loro un buon lavoro futuro.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
GIUDICA
la giornata "IRAP: la Fimmg incontra le Istituzioni" come la naturale sottolineatura di una efficace politica fiscale portata avanti negli anni da Fimmg e dalla Commissione della Organizzazione dedicata a questo tema.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
ESPRIME
grande soddisfazione per gli approfondimenti e la qualità della dottrina divulgata dai relatori dell'incontro e
RINGRAZIA
per la partecipazione l'On. Enrico Zanetti Sottosegretario di Stato del MEF, l'On. Giovanni Monchiero, il Prof. Mario Cicala Presidente della II sez. Tributaria della Corte di Cassazione, il Prof. Gianfranco Ferranti ed il Dott. Dario Festa Direttore Tributario Agenzia delle Entrate.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
SOTTOLINEA
l'importanza dell'aderenza terapeutica per i Pazienti Cronici affinché seguano in maniera corretta, appropriata e continuativa il percorso terapeutico più idoneo per la loro salute e ritiene strategica per questo la sinergia tra medici di medicina generale e farmacisti operanti nelle farmacie convenzionate.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG, a tale scopo,
DA' MANDATO
al Segretario ed all'Esecutivo Nazionale di stilare un protocollo d'intesa con FederFarma e di istituire la "Associazione Aderenza alla Terapia", coinvolgendo anche altri soggetti interessati.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
RITIENE
il progetto InNov@FIMMG strategico a tradurre nei fatti con progetti concreti la politica assistenziale associativa per la riorganizzazione e la riqualificazione dell'assistenza territoriale, per investire su un modello di medicina d'iniziativa e di prossimità, per promuovere i corretti stili di vita e l'aderenza terapeutica, per favorire i nuovi modelli di aggregazione e lavoro in team di medici di medicina generale.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG
APPROVA
l'accordo FIMMG-ITACA allegato alla presente mozione di cui è parte integrante.

RADIO1 RAI : Accesso alle cure e aderenza alla terapia intervista a Messina, Milillo e Pecorelli

Radio-rai logo-1-Gli anziani rappresentano un paracadute sociale per le nuove generazioni ma lamentano una scarsa attenzione per la loro salute da parte del Sistema Sanitario Nazionale. L'intervista di Radio1 Rai a Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia, Giacomo Milillo, Segretario Generale FIMMG, e Sergio Pecorelli, Presidente AIFA.

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INNOV@FIMMG : Intervento di Giacomo Milillo (Fimmg )e Roberto Messina (Federanziani) a RAI 2

innovaIl progetto Innov@Fimmg spiegato su Rai due da Giacomo Milillo  e Roberto Messina nel corso della trasmissione TG2 insieme Sanità il progetto che partira' da settembre un'iniziativa che, se allargata su tutto il territorio nazionale, permetterebbe di risparmiare in un anno 3 miliardi di euro.

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