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FIMMG: governo e forze politiche fermino le deliranti proposte dellla conferenza delle regioni

Spesa sanitaria thumb250 250L'emendamento della Conferenza delle Regioni che, nella redazione dell'Intesa Stato-Regioni sui tagli decisi al finanziamento del Servizio Sanitario, propone l'introduzione della responsabilità patrimoniale per i medici (dipendenti e convenzionati) colpevoli di aver prescritto prestazioni "inappropriate", comporterà effetti devastanti sul diritto alla salute dei cittadini, fino anche a vanificare il dettato dell'art. 32 della Costituzione.
Nella bozza di Intesa si legge: "Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni saranno poste a totale carico dell'assistito", ma queste condizioni necessarie per accedere ad esami e prestazioni specialistiche saranno autoreferenzialmente decise, nel nome di una appropriatezza ricavata a posteriori, rigida, burocratica, poco trasparente e spersonalizzante l'assistenza, dagli stessi (Regioni) che si rivarranno patrimonialmente sui medici prescrittori, che vogliono obbligare, ricattandoli economicamente, ad una obbedienza acritica, eversiva rispetto al rapporto personale che caratterizza e vivifica l'attività della medicina di famiglia.
Non solo i medici saranno messi in condizioni di operatività veramente insostenibili, ma il risultato finale sarà che i cittadini, dopo aver pagato le tasse, dovranno rivolgersi alle assicurazioni private o sostenere direttamente le spese di assistenza, secondo un percorso ben studiato di progressivo smantellamento della Sanità pubblica a favore di già predisposti e delineati attori privati, rispondenti unicamente a logiche di profitto. I cittadini ogni giorno ricevono notizie sulla golosità che il profitto induce a scapito dell'efficienza e del diritto, evidentemente le Regioni no.

Il medico dovrà scegliere fra l'applicare rigorosamente queste nuove norme, che lo espongono al rischio di una denuncia deontologica, civile e penale per non aver messo in atto tutto ciò che in scienza e coscienza è utile per l'assistito, indipendentemente da norme e direttive (esistono sentenze esemplificative in cui il giudice considera responsabile il medico che non ha trasgredito le direttive aziendali nell'interesse del paziente) o trasgredire quelle stesse norme e vedere il patrimonio proprio e della famiglia depauperato dall'arbitrio del tecnocrate di turno, che potrebbe modulare il proprio zelo sulle esigenze di cassa dell'ASL di appartenenza, magari confidando sul fatto che accendere un contenzioso legale, oltre ai costi, prevede 5-10 anni di peregrinazioni giudiziarie.
Occorrerà nel giuramento d'Ippocrate aggiungere il requisito dell'eroismo e della disponibilità al martirio, considerando a questo punto che diventiamo l'unico paese europeo dove si "penalizza e patrimonializza" l'atto medico.
Risulterà minato alla base non solo lo storico rapporto di fiducia fra medico di famiglia e assistito che lo ha scelto, ma anche quello, non meno importante, seppur più mediato con il medico ospedaliero, che si tradurrà nella diffidenza verso il SSN stesso per manifesto conflitto d'interessi.
In realtà la Conferenza delle Regioni, dopo aver gestito male la sanità negli ultimi 15 anni, richiamata dalla crisi a responsabilità finanziarie ineludibili, non pensa di scegliere con chiarezza e trasparenza, riducendo il pletorico apparato amministrativo o indicando inequivocabilmente quello che le condizioni economiche non consentono più di concedere, ma aumenta ulteriormente la spesa con norme che prevederanno apparati di controllo e conseguenti contenziosi, che graveranno comunque sulla spesa pubblica. Ritiene più conveniente riversare anche i costi gestionali sul cittadino mentre gli nega quelli assistenziali, ma per cercare di gestire il consenso della popolazione si nasconde dietro la cortina fumogena di norme più adatte ad un contabile che a un clinico, e le affida alla applicazione di capri sacrificali già selezionati, i medici, per precostituire una via di fuga dalle responsabilità politico/amministrative.
Rivolgiamo un ultimo appello al Governo, alle forze politiche responsabili, alle associazioni di cittadini e anche ai media, perché questi deliri regionali possano essere fermati e perché si rifletta con attenzione sulle prossime modifiche costituzionali, in particolare sul Titolo V, affinché non si dia alle Regioni la potestà di cancellare l'articolo 32 della Costituzione.
Il problema dell'appropriatezza e in genere degli sprechi in sanità esiste, non ci chiamiamo fuori, anzi confermiamo la nostra disponibilità ad un confronto serio e approfondito con tutti gli attori del servizio sanitario.
Non ci stancheremo di richiamare tutti alle proprie responsabilità, i medici per primi, perché se l'omicidio del SSN dovesse essere perpetrato, vogliamo poterlo piangere con una coscienza sgombra da rimorsi.

ACN: Fimmg , Segreteria nazionale; non recepito dalla parte pubblica il documento politico del 4 Marzo, al via le prime azioni di protesta.

congressofimIl documento, non solo non ha recepito l'Accordo del Tavolo politico del 4 marzo u.s., ma il testo risulta addirittura peggiorativo rispetto al precedente, ribadendo principi inaccettabili per la categoria, gli stessi che negli ultimi mesi hanno portato al blocco delle trattative. Si ipotizza la costruzione di un sistema farraginoso, burocratizzato, il cui prevedibile effetto sarà di minare un servizio, quello della medicina generale, che, nonostante tutto, si è dimostrato il più apprezzato dai cittadini nell'ambito del SSN. Pertanto partiranno le prime aioni di protesta in attesa della convocazione del 23 aprile in sisac dove saranno richiesti chiarimenti

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 LA NOTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE FIMMG 11 APRILE 2015

La Segreteria Nazionale della Fimmg, riunitasi oggi a Roma per esaminare il nuovo Atto di indirizzo approvato lo scorso 8 aprile dal Comitato di Settore Salute della Conferenza delle Regioni, valuta che i contenuti siano pericolosi per l'assistenza, limitanti i diritti del cittadino e non rispettosi della dignità dei professionisti.

Il documento, non solo non ha recepito l'Accordo del Tavolo politico del 4 marzo u.s., ma il testo risulta addirittura peggiorativo rispetto al precedente, ribadendo principi inaccettabili per la categoria, gli stessi che negli ultimi mesi hanno portato al blocco delle trattative. Si ipotizza la costruzione di un sistema farraginoso, burocratizzato, il cui prevedibile effetto sarà di minare un servizio, quello della medicina generale, che, nonostante tutto, si è dimostrato il più apprezzato dai cittadini nell'ambito del SSN.

Tuttavia, la Segreteria Nazionale della Fimmg ritiene di dover esperire ogni possibile tentativo di chiarimento, per cui sarà presente al tavolo convocato da Sisac per il 23 aprile. Alla luce di quanto emergerà dall'incontro e valutata la bozza di articolato, che la parte pubblica dichiara di aver già pronta e che si richiede di presentare in occasione dell'incontro, Fimmg, nel caso non emerga un esplicito rispetto dei principi dell'Accordo del 4 marzo, si riserva di riprendere nello stesso mese di maggio l'iniziativa di sciopero momentaneamente sospesa.

La Segreteria Nazionale della Fimmg ritiene comunque essenziale informare i cittadini sui rischi per l'assistenza insiti nei comportamenti fin qui tenuti dalle Regioni, per cui dispone di avviare a partire dal 4 maggio una campagna sistematica formativa/informativa della popolazione che in un primo momento si fonderà sulle seguenti iniziative: presenza sul territorio di studi di medicina generale aperti il sabato e la domenica allo scopo di informare correttamente i cittadini sul futuro prospettato dalla Regioni per l'assistenza sanitaria di primo livello; richiesta di un appoggio alle iniziative della categoria a difesa del progetto assistenziale che verrà illustrato; messa a disposizione dei cittadini di strumenti di adesione informatica, mobilitazione sui social, gazebo sul territorio e materiale informativo.

La campagna di informazione si arricchirà con manifesti giganti che a partire dal 18 maggio Fimmg affiggerà nelle principali città per sottolineare il rischio della perdita del diritto di scegliere il proprio medico di fiducia e per ricordare che i sacrifici economici che oggi tutti siamo chiamati a fare sono anche conseguenza di inadeguate gestioni finanziarie di molti servizi sanitari regionali.

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LA LETTERA DEL SEGRETARIO NAZIONALE FIMMG:

IMPORTANTE COMUNICAZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE SUL FUTURO DELLA MEDICINA GENERALE                                                                                        

Cari colleghi,

la decisione assunta dalla Segreteria nazionale sabato scorso, che vi allego, è molto importante ed è necessario che tutti gli iscritti, e magari anche i non iscritti alla Fimmg, la valutino attentamente per coglierne appieno il significato politico e le implicazioni operative che dovranno, anche se in fasi e con modalità diverse, coinvolgere ciascuno di voi.

Il nuovo atto di indirizzo approvato dal Comitato di settore non recepisce l'accordo firmato il 4 marzo e contiene la riaffermazione di alcuni principi che non possiamo assolutamente condividere e che non possono essere oggetto di mediazione, come testimoniato dallo stallo della trattativa di rinnovo convenzionale:

1)    Il medico di medicina generale, secondo le regioni, dovrebbe lavorare nel modo che decide l'ASL o il distretto, sia per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda l'attività assistenziale; ciò significa che il diritto di scelta degli assistiti, anche se fosse conservato formalmente, sarebbe completamente svuotato di significato; noi saremmo di fatto totalmente subordinati all'Azienda sanitaria, senza le garanzie dei dipendenti, avulsi dal rapporto di fiducia con l'assistito, che, orfano del rapporto personale col proprio medico, sarà indirizzato a rapportarsi con la struttura, di cui il MMG diverrà un consulente, attivato tramite triage gestito da figure della dipendenza sanitaria, e sarà ridotto a figura sempre più etero diretta e, di giorno in giorno, sempre più vicariabile.

2)    L'ACN dovrebbe diventare un lungo elenco di obblighi che i medici saranno tenuti a rispettare senza una simmetrica cogenza dei doveri della parte regionale e delle ASL, libere di perpetrare qualsiasi inadempienza in assenza della benchè minima previsione sanzionatoria. Quello che queste hanno fatto fino ad oggi, in un contesto analogo, sotto forma di continue spogliazioni professionali ed economiche delle norme convenzionali che avevano sottoscritto è sotto gli occhi di tutti i medici.  

3)    Per non perdere l'abitudine, in coerenza con quanto sopra, viene ribadita l'intenzione di recuperare dal nostro compenso quote relative a fattori di produzione e di utilizzarle, a discrezione delle regioni e delle Aziende sanitarie, nelle strutture da loro programmate e volute.

Questi temi sono il nodo centrale del confronto con le regioni.

Le regioni non sono compatte su queste posizioni, ma evidentemente è più forte la parte che insieme alla SISAC le persegue.

La presenza di queste affermazioni nell'atto di indirizzo non sarebbe di per sé ostativa se potessimo contare su una negoziazione correttamente intesa, ma ciò non è, come ha dimostrato ripetutamente il comportamento della SISAC.

In condizioni di fisiologici rapporti tra le parti contraenti non avrebbero grandissima importanza e non occorrerebbe formalizzarsi sui contenuti letterali degli atti di indirizzo, perché sono, appunto, indirizzi, che le regioni danno alla loro struttura tecnica, Sisac, per condurre le trattative, che poi necessariamente potranno avere una evoluzione diversa da quella indicata, altrimenti che si tratta a fare? E' tanto vero questo che se, alla fine di un percorso negoziale, si trova un accordo, questo è una proposta, che deve trovare l'approvazione della Conferenza Stato Regioni, non è la Convenzione!

Questo in condizioni fisiologiche, ma Sisac ha scientemente reso patologico il clima del confronto negoziale e lo ha pilotato all'impasse più completa.

A questo punto qualcuno, in apparenza anche comprensibilmente, potrebbe essere indotto a pensare che la panacea di tutti questi mali sia semplice: basta non rinnovare l'ACN e aspettare tempi migliori e persone più ragionevoli, ma questa conclusione è un grave errore. Rinunciare a perseguire il rinnovo convenzionale, sia pure momentaneamente solo sul piano normativo, corrisponde ad un suicidio della categoria, perché la maggior parte delle regioni ha già iniziato sul proprio territorio, al di fuori di ogni tutela negoziale, a colpi di disposizioni ultimative ed inadempienze contrattuali, a portare avanti la realizzazione di quanto emerge dall'atto d'indirizzo.

Solo un nuovo ACN può fermare questo processo, occorrono regole cogenti erga omnes, frutto di una negoziazione consapevole e nello stesso tempo innovativa. Fimmg non teme il confronto, si è lungamente preparata, le Regioni, tronfie ed arroganti territorialmente, latitano a livello nazionale, battibeccano e non trovano niente di meglio che venir meno alla parola data.

Qualcuno, ancora, potrebbe chiedersi perché, stante quanto sopra sintetizzato, la Segreteria nazionale ha deciso di rinviare lo sciopero e di presentarsi alla convocazione del 23 aprile.

Ci sono tre ragioni fondamentali collegate ad un'etica negoziale che non vogliamo abbandonare, nonostante le provocazioni della parte pubblica:

1) Abbiamo richiesto la convocazione del tavolo di trattativa entro il 13 aprile e ciò è avvenuto;

2) Il Ministero, nella persona del Sottosegretario Vito De Filippo, e il Presidente del Comitato di Settore Claudio Montaldo si sono attivati per la mediazione raggiunta il 4 marzo, "mettendoci anche la faccia", come si usa dire. Vogliamo sottolineare con le nostre scelte, improntate ad esperire ogni possibile momento di confronto, che quell'accordo è l'unico, ad oggi, cui diamo valore e di cui pretendiamo il rispetto.

3) Non vogliamo assumere atteggiamenti arroganti come quelli della SISAC e quindi intendiamo andare a verificare, in modo ostinatamente non preconcetto, quanto SISAC avrà da dirci, ma soprattutto quanto avrà scritto nell'articolato del nuovo ACN, che dice di avere pronto.

L'impegno assunto riguardava, però, solo lo sciopero del 12 maggio, che abbiamo coerentemente sospeso, non revocato. La situazione lascia, tuttavia, immaginare un confronto molto duro nelle prossime settimane, durante le quali dovremo essere pronti a mettere in campo e utilizzare le armi, in senso figurato naturalmente, più forti che abbiamo.

Per questo motivo è arrivato il momento di chiedere aiuto agli alleati più affidabili: i nostri assistiti, gli stessi che da decenni, in tutte le indagini demoscopiche, con percentuali oscillanti invariabilmente intorno all'ottanta per cento, hanno espresso fiducia e apprezzamento nella figura del loro medico.

La Segreteria nazionale ha deciso che, oltre allo sciopero, che sarà effettuato in caso di nuova rottura delle trattative, deve iniziare al più presto un'opera di informazione dei cittadini sulle conseguenze che deriveranno loro se le Regioni dovessero privarli dell'unica possibilità di scegliere rimasta in campo sanitario: quella di scegliere il proprio medico di famiglia.

A supporto e stimolo delle attività di comunicazione mediatica che attiveremo, durante il mese di maggio, a livello nazionale, regionale e provinciale attraverso conferenze stampa e comunicati, lanceremo in tutte le province, nello stesso mese, l'iniziativa "studi dei medici di famiglia aperti sabato e domenica". Non si tratta naturalmente di continuare a lavorare nel fine settimana, ma di una manifestazione per due week end, in cui alcuni studi - decisi provincialmente, dove si concentreranno, turnandosi più colleghi e possibilmente i loro dipendenti (è a rischio anche il loro posto di lavoro) - saranno aperti al pubblico per esporre cartelli, distribuire materiale informativo e favorire la consapevolezza dei convenuti sul rischio di estinzione della medicina di famiglia, intesa come approccio personale ai problemi di salute, sociali e più in generale esistenziali della persona. Sarà anche l'occasione per informare del fatto che potremmo essere costretti a scioperare a breve, forse nello stesso mese di maggio o a decidere, per protesta, di rispettare rigorosamente quanto previsto dall'attuale ACN, senza la flessibilità e il buon senso che contraddistingue l'attività di ciascuno di noi, proprio per far capire cosa potrebbe significare la perdita dell'approccio, oltre che professionale, umano fino ad oggi garantito dal proprio medico di famiglia. Prepareremo materiale divulgativo e iniziative web per la raccolta delle adesioni dei cittadini che, una volta sensibilizzati, volessero esprimerci il loro sostegno.

Sempre per sensibilizzare la popolazione dal 18 fino al 30 maggio esporremo nelle principali città italiane, in luoghi strategici, grandi manifesti con un messaggio dal forte significato sociale.

La morte della medicina generale fondata sul rapporto di fiducia, il nostro intruppamento nell'organico dell'Azienda sanitaria secondo logiche di stretta subordinazione e l'erogazione della medicina generale con regole organizzative di tipo ospedaliero, nonostante il loro documentato fallimento, non consentirebbe la sopravvivenza del SSN pubblico e favorirebbe un rapido subentro di lobby assicurativo previdenziali secondo logiche di profitto economico.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro, ma se dubbi vi fossero rimasti potete chiarirli con i dirigenti FIMMG della vostra sezione a partire dal segretario provinciale, in queste ore impegnati in prima fila per la tutela degli interessi di tutti.

Riceverete altre comunicazioni; vi prego di seguire con attenzione l'attività del sindacato ed aderire alle iniziative che si succederanno.

A presto,
Giacomo Milillo : Segretario Generale Nazionale

FIMMG: Contenuti allarmanti nel nuovo Atto d'indirizzo

fimmani(Sole 24 Ore) di Giacomo Milillo (segretazio nazionale Fimmg)  La convocazione della Sisac è arrivata in tempo rispetto ai termini stabiliti dal Consiglio nazionale della Fimmg per evitare lo sciopero del 12 maggio. La Fimmg rispetta la parola data, quindi lo sciopero non ci sarà, ma non viene revocato: solo sospeso, mentre confermiamo lo stato di agitazione e quello di mobilitazione, perché la formulazione del nuovo atto di indirizzo ha contenuti che non apprezziamo, anzi consideriamo allarmanti. La Segreteria nazionale dell'11 aprile, convocata appositamente, deciderà se proseguire comunque con tutte o con parte delle altre iniziative di contrasto programmate per quindici giorni a partire dal 4 maggio. Sia ben chiaro, non abbiamo mai dato grandissima importanza e non ci formalizziamo sui contenuti letterali degli atti di indirizzo, perché sono, appunto, indirizzi, che le regioni danno alla loro struttura tecnica, Sisac, per condurre le trattative, che poi necessariamente potranno avere una evoluzione diversa da quella indicata, altrimenti che si tratta a fare? E' tanto vero questo che se, alla fine di un percorso negoziale, si trova un accordo, questo è una proposta, che deve trovare l'approvazione della Conferenza Stato Regioni, non è la Convenzione!

L'unico aspetto veramente vincolante di un atto d'indirizzo è quello che determina il finanziamento complessivo dell'accordo. Variazioni in corso di trattativa in questo senso, non essendo nell'esclusiva disponibilità delle regioni, devono necessariamente passare attraverso una procedura di approvazione anche da parte del Governo. Ma non è il nostro caso. Il finanziamento è congelato per legge da ben due finanziarie, che nessuno, di questi tempi, può immaginare in buona fede di forzare.

L'atto di indirizzo è stato rieditato per richiesta esplicita della Sisac, non per necessità. Per allungare i tempi o per tentare di rimescolare le carte e, approfittando delle diverse posizioni di ciascuna regione, cercare soluzioni politiche diverse da quelle individuate nell'accordo del 4 marzo. Accordo che, sottolineo, è stato il risultato di un confronto né facile né compiacente fra il Comitato di Settore, nella persona del suo Presidente Claudio Montaldo, il ministero, nella persona del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo e le OOSS e che ha consentito di porre le basi per il superamento di alcuni degli ostacoli che avevano determinato l'interruzione della trattativa per il rinnovo delle Convenzioni, gli ostacoli residui, specificamente elencati, sono stati concordemente rimandati a trattazione con lo stesso metodo; tutto questo la Sisac non era stata in grado di farlo nei tanti mesi che aveva avuto a disposizione. Le sarebbe bastato ascoltarci e cercare di capire le nostre reali intenzioni, come hanno fatto Montaldo e De Filippo, per trovare le mediazioni che hanno prodotto l'accordo del 4 marzo. Ma ciò non è avvenuto; per mesi la delegazione Fimmg si è sentita ripetere sempre le stesse cose, che possono essere riassunte nell'espressione: dovete fare solo ciò che le Regioni vi ordinano.

In sanità, soprattutto nell'ambito dell'assistenza primaria, è di fondamentale importanza un pensiero innovativo che non riproponga, in contesti che le tecnocrazie conoscono solo approssimativamente, i soliti schemi pubblicistico/ospedalieri, spesso riferiti a ideologie, che hanno già dimostrato di non essere sostenibili.

Manca totalmente nella maggior parte delle strutture tecnocratiche regionali, di cui la Sisac è vera espressione, questa capacità di comprendere il nuovo e la capacità di approfondire le proposte. Quasi sempre si arroccano sul pregiudizio, nel nostro caso smentito dalla cronaca quotidiana, che i sindacati fanno esclusivamente gli interessi più abbietti della categoria, mentre i politici, gli assessori regionali e i funzionari pubblici quelli della collettività.

Il nodo fondamentale è sempre lo stesso: la Sisac, e a dire il vero alcune regioni, vogliono portare il medico di famiglia ad essere sempre più dipendente dalle direttive dell'azienda sanitaria, e allontanarlo dal rapporto individuale con l'assistito, svuotando di fatto il rapporto di fiducia senza negarlo formalmente ed annullare la libertà di scelta del cittadino.

La tecnocrazia regionale attraverso la riscrittura dell'atto d'indirizzo ha voluto, tra l'altro, rafforzare l'alibi per riappropriarsi dei fattori di produzione dell'assistenza, pagandoli con i soldi dei medici, senza garantirli a tutti e disporne a piacimento per rendere la categoria ancora più, anzi se possibile, totalmente subordinata alla regione e all'azienda sanitaria. Tutto ciò contro la legge attuale, che pone in capo alle regioni l'obbligo della fornitura dei fattori di produzione, in un ottica di miglioramento e non di contingentamento dei servizi ai cittadini.

Mi paiono evidenti le ragioni che preoccupano la Fimmg e la categoria. Andremo alle trattative, avendo come punto di riferimento l'accordo politico del 4 marzo, faremo ogni sforzo possibile per far comprendere l'essenzialità della nostra proposta e la sua utilità per la sostenibilità e quindi la sopravvivenza del Ssn, ma intanto ci attrezziamo per informare i cittadini di quel che sta succedendo e del rischio che corrono di vedersi vanificare l'unica possibilità di scelta che è loro restata in sanità per ritrovarsi a dover accettare: "quel che passa il convento".

Speriamo, nei prossimi giorni di non dover verificare che l'accordo del 4 marzo è stato nei fatti smentito da chi l'ha firmato (Regioni) e da chi l'ha promosso (ministero della Salute) e di non essere costretti a intraprendere iniziative di lotta ancora più dure, fino a chiedere l'applicazione della legge che, in caso di inconcludenza delle trattative, prevede l'intervento del Governo con un decreto interministeriale.

TRATTATIVA FIMMG-SISAC : Milillo non fa passi indietro sullo sciopero

fimmgimages( Doctor33 3 APR)- «Se nelle prossime settimane la trattativa con Sisac non arriverà al dunque, la Fimmg è pronta ad avviare dal 4 maggio una lotta sindacale e a proclamare uno sciopero nazionale per il 12 maggio, con chiusura degli studi dei medici di Assistenza Primaria con effettuazione delle sole prestazioni indispensabili. È né più, né meno quanto era stato stabilito dal Consiglio nazionale della Federazione riunitosi a Roma. Ci limiteremo ad un'applicazione rigorosa della normativa contrattuale». Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, non fa passi indietro e conferma le intenzioni di sciopero se non si arrivasse, in tempi brevi, ad una stretta. Intanto, è ormai certo che si unirà alla protesta anche la Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp).
Segretario, come sta la situazione ad oggi?
Si sarebbe dovuto riunire il Comitato di settore sanità delle Regioni, per approvare una modifica di Atto d'indirizzo che dovrebbe recepire totalmente i contenuti dell'accordo del 4 marzo fra le organizzazioni sindacali e il comitato stesso, ma è stato rinviato tutto a mercoledì 8 aprile. Conseguentemente a questo, dovrebbe esserci poi la convocazione della Sisac per riprendere le trattative sulle nuove basi. Se questo iter non si concluderà entro il 13 aprile, oppure se avviene la convocazione entro questi tempi ma procrastinata di due settimane, diventando una cosa a perder tempo, noi dal 4 maggio cominceremo un'azione di protesta per 15 giorni.
Come si esplicherà la protesta nello specifico?
Le azioni di lotta e lo sciopero della medicina generale (assistenza Primaria, continuità assistenziale, medicina dei Servizi, emergenza convenzionata) si svolgeranno su tutto il territorio nazionale. La protesta consisterà nell'applicazione pedissequa della normativa contrattuale. Nell'accordo c'è scritto che i medici massimalisti devono fare tre ore di studio, in realtà tutti i medici ne fanno 4, 6, 8 a seconda delle situazioni. Poi si interromperà la collaborazione, anche telematica, con tutte le aziende sanitarie. Metteremo manifesti in tutte le principali città italiane per denunciare questa situazione e il 12 maggio ci sarà una giornata di sciopero con la chiusura di tutti gli studi. Contemporaneamente, partirà una campagna di divulgazione e di informazione sulle motivazioni delle iniziative sindacali e sulle conseguenze dell'ulteriore subordinazione del medico di medicina generale, come richiesta dalle Regioni, con manifesti, tweet-mob e messaggi sui social network.
Qual è la questione più importante al centro delle vostre istanze?
Proprio per essere estremamente sintetici, il conflitto che c'è tra la Fimmg e la Sisac nasce dal fatto che quest'ultima intende trasformare il medico in un operatore dell'azienda sanitaria, quando invece il medico vuole rimanere a fianco del cittadino come rappresentante del cittadino. Quello in questione è un rinnovo normativo, vincolato a nessun aumento economico dalle finanziarie, quindi non esiste una questione economica.

FIMMG : la pazienza dei medici di famiglia e' al limite

fimmgimages thumb250 250(AdnKronos Salute) Roma, - La pazienza dei medici di famiglia sta per scadere. «Aspetteremo solo i 15 giorni necessari a riaprire la trattativa per il rinnovo della Convenzione di medicina generale. Domani infatti il comitato di settore delle Regioni dovrebbe mettere apunto un nuovo atto di indirizzo. Se sarà recepito l'accordo dello scorso 4 marzo e se ci sarà una convocazione in tempi brevi siamo più che disposti a collaborare. Ma in caso contrario ci scateneremo», diceall'Adnkronos Salute Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg,il cui Consiglio nazionale ha annunciato l'intenzione di aprire la procedura per la proclamazione di uno sciopero il 12 maggio prossimo. «Se entro il 13 aprile, nonostante l'eventuale nuovo atto di indirizzo- continua Milillo - non sarà arrivata nessuna convocazione oppure se i tempi dell'incontro saranno tardivi cominceremo, dal 4 maggio, 15 giorni di protesta durissima. Oltre allo sciopero del 12, infatti, i medici di famiglia applicheranno rigorosamente la convenzione in vigore. Ciò significa che un medico massimalista farà attività di studio 3 ore al giorno. Oggi, pur dichiarandone 3, ne fa da 6 a 8. Poiinterromperemo i contatti con Regioni e Asl, non saremo collaborativi.E anche i collegamenti telematici ne potranno risentire perché non saremo noi a togliere le castagne da fuoco a nessuno, come invece accade oggi» . Infine i medici spiegheranno la loro protesta ai pazienti. «Tappezzeremo le città con manifesti formato gigante. E chiariremo ai nostri assistiti che non scioperiamo per soldi perché ci sono rivendicazioni economiche: ci stiamo battendo per una migliore organizzazione, a favore dei cittadini. Vogliamo sconfiggere la logicadelle Regioni che ci vuole braccio delle Asl mentre noi vogliamo essere al fianco dei nostri pazienti».

ACN : Fimmg Sciopero il 12 Maggio e azioni di lotta se non riprenderanno le trattative

fimmgimagesLa FIMMG chiede l'immediata ripresa del tavolo di trattativa per il rinnovo della Convenzione ed è pronta ad avviare una "lotta sindacale" e a proclamare uno sciopero nazionale per il 12 maggio se entro 15 giorni non ci sarà la convocazione del Tavolo tecnico. Lo ha stabilito il Consiglio nazionale della Federazione riunito oggi a Roma.

Il Consiglio nazionale di FIMMG ha ribadito, nella mozione approvata pochi minuti fa, "di considerare il documento politico firmato il 4 marzo tra il Presidente del Comitato di Settore e le Organizzazioni Sindacali della Medicina Convenzionata come impegnativo per tutti per la immediata ripresa del tavolo di trattativa" e ha dato mandato al segretario nazionale Giacomo Milillo di proclamare e organizzare 15 giorni di lotta sindacale, a partire dal 4 Maggio, nell'ambito dei quali "si procederà ad un'applicazione rigorosa della normativa contrattuale" per quanto riguarda orario degli studi, compiti previsti e modalità organizzative, "che nel loro complesso possano consentire ai cittadini di valutare cosa significhi non poter contare sul costante riferimento del proprio medico di fiducia, che solo un'autonomia professionale può garantire e che nelle intenzioni tecnocratiche delle Regioni si vuole eliminare".

La Fimmg è pronta a proclamare anche uno sciopero della medicina generale (Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Medicina dei Servizi, Emergenza Convenzionata) per martedì 12 Maggio 2015, con chiusura degli studi dei medici di Assistenza Primaria ed effettuazione delle sole prestazioni indispensabili.
Le azioni di lotta e lo sciopero si svolgeranno su tutto il territorio nazionale, anche in quelle regioni che si sono dimostrate sensibili alle argomentazioni dei medici perché la controparte nella trattativa è rappresentata dalla Conferenza delle Regioni.
Contemporaneamente partirà una campagna di divulgazione e di informazione "sulle motivazioni delle iniziative sindacali e sulle conseguenze dell'ulteriore subordinazione del medico di medicina generale come richiesta dalle Regioni" con manifesti di grande formato, tweet-mob e messaggi sui social network.

IL TESTO DELLA MOZIONE FINALE

FIMMG:Valuteremo una sospensione delle proteste ma la Sisac è sotto osservazione

comgressofimmg thumb other250 250"Sabato 28 ci sarà il Consiglio nazionale e prenderemo in considerazione un rinvio della protesta in seguito a quanto è avvenuto in queste settimane, dopo la firma   dell'intesa politica con il Comitato di settore sanità delle Regioni" ha affermato  il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo alla testata Quotidiano Sanità, a margine  del convegno di  di Federanziani  a Roma  "Sono state recepite molte nostre istanze, accettate anche dalla commissione Salute delle Regioni, che ha proposto la correzione dell'Atto d'indirizzo ma rimane lo stato diagitazione, e se dovessero permanere delle resistenze" – conclude Milillo – " siaremo pronti di nuovo alla mobilitazione a far scattare azioni di protesta eclatanti, più dello sciopero".

FORUM : Se il medico va in crisi di Quotidiano sanità, Fimmg Delusione e rassegnazione pronte a trasformarsi in rabbia

medico-di famiglia4 thumb250 250 Pagati sempre di meno. Sommersi dalla burocrazia e con l'incubo degli avvocati in corsia. I perché e le soluzioni alla crisi professionale più difficile degli ultimi anni  hanno risposto i principali sindacati medici e i candidati alla guida della Fnomceo. Interventi di: Costantino Troise (Anaao Assomed), Riccardo Cassi (Cimo), Giacomo Milillo (Fimmg), Roberto Lala (Sumai), Massimo Cozza (Fp Cgil Medici), Biagio Papotto (Cisl Medici), Toti Amato e Roberta Chersevani (Fnomceo).

Ecco la Risposta della Fimmg

Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg: "Delusione e rassegnazione pronte a trasformarsi in rabbia". Per il segretario dei medici di famiglia della Fimmg le ragioni della crisi della professione "partono dai tagli" che "sono una tragedia, che è stata per giunta mal gestita in passato con i tagli lineari". E poi "c'è l'incapacità delle Regioni di formulare progetti organizzativi uniformi". Milillo ricorda come le Regioni "in passato hanno tenuto bloccato il Patto per la Salute per tre anni per le risorse e ora, una volta sottoscritto, hanno rinunciato all'aumento del Fsn, alla faccia dei professionisti ma soprattutto dei cittadini. A volte mi chiedo se le risorse, invece che per erogare i Lea, non siano usate per mantenere apparati".

Per quanto riguarda il comma 566 il leader Fimmg evidenzia che "non c'è un conflitto reale tra le professioni, come evidenziano anche i sondaggi. In ogni caso, al di la delle infelice espressioni usate per definire la questione, sono le Regioni che vogliono spostare la competenza regolamentare dallo Stato alle Regioni e creare conflitti tra le varie professioni. Nessun medico vuole impedire la crescita delle professioni sanitarie ma questo non può avvenire attraverso logiche da tecnocrati" basate sul minor costo ma, pure bassa qualità e sicurezza. Infine, il segretario dei medici di famiglia analizza il momento difficile anche dal punto di vista specifico della categoria. "C'è delusione e rassegnazione". Tutti sentimenti che possono però "trasformarsi in rabbia in un qualsiasi momento. Soprattutto, e questa è una mia valutazione personale, se da parte delle Regioni ci sarà un nuovo boicottaggio dell'accordo sul rinnovo della convenzione".  

FIMMG FORMAZIONE: Eletto il nuovo esecutivo Nazionale

formazionefimmgSono state elette le cariche istituzionali della Fimmg Formazione Nazionale
ecco la composizione del nuovo esecutivo:

Giuliana Arciello  Segretario Nazionale (Campania)

Francesca Manzieri Vice Segretario Nazionale ( Piemonte)

Caterina Marcucci Vice Segretario Nazionale  (Umbria).

 Alla tornata elettorale si è presentata una sola lista risultato di un  accordo tra le varie regioni

  l'esecutivo ha designato i responsabili delle principali aree tecniche e in particolare sono stati nominati:

   

Responsabile Area Scientifica : Stefano Celotto (Friuli Venezia Giulia)Responsabile Comunicazione: Giovanni Colaneri (Molise)Responsabile Tavolo di Lavoro sulle Attività Professionalizzanti : Filomena Parisi (Puglia)Responsabile Tavolo di Lavoro sull'Accesso alla Professione:  Giorgio Tabarroni Antonini ( Emilia Romagna)Responsabile Tavolo di Lavoro Sul Core Curriculum Francesco D'Angeli (Toscana)Responsabile Area Economica di Settore Luca Di Gesaro (Sicilia)

FIMMG: Regioni rispettino accordo su convenzioni per riaprire tavolo

medicina Roma, 12 mar. (AdnKronos Salute) - «Giunge notizia che la ratifica del documento da parte del Comitato di settore Regioni-sanità è stata rimandata alla Commissione delle Regioni e che la riunione fissata per ieri è stata rinviata. Fimmg non può fare a meno di ricordare come la firma da parte del presidente del Comitato di settore sul documento non sia stata subordinata a una successiva approvazione del Comitato e che rappresenti quindi espressione di un mandato plenipotenziario». Lo riferisce, in una nota, Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale che ha anche apprezzato «le parole positive espresse dal ministro Beatrice Lorenzin, ieri al question time alla Camera, sul documento, che è visto come un elemento importante per lo sblocco della tratativa per il rinnovo degli accordi nazionali per la medicina del territorio, considerati un passo essenziale ed ineludibile per portare a compimento il processo di riordino dell'assistenza territoriale, come previsto dall'articolo 5 del patto per la salute 2014-2016»

FIMMG: inserire medico famiglia-ricercatore in convenzione

aderenza terapeutica thumb other250 250Roma, 9 mar. (AdnKronos Salute) - Un medico di medicina generale formato per la ricerca come figura integrante delle aggregazioni funzionali, gli ambulatori multidisciplinari del territorio che rappresenteranno il punto di riferimento dell'assistenza fuori dall'ospedale. Secondo Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), è l'idea da inserire nella Convenzione di medicina generale, le cui trattative sono in fase di ripresa. «Vorremmo inserire nell'Accordo nazionale della medicina generale - spiega Milillo, oggi a Roma nel corso della presentazione della Scuola di ricerca in medicina generale promossa da Fimmg e Msd - la figura del medico ricercatore, all'interno delle aggregazioni funzionali del territorio. Speriamo che le Regioni l'accolgano». Per Milillo, infatti, «la presenza di un medico dedicato alla ricerca clinica rappresenterà un valore aggiunto dal momento che questa figura sarà in grado sia di assemblare i grandi numeri che contraddistinguono la medicina generale sia di progettare la ricerca, elaborare e interpretare i risultati ottenuti», conclude Milillo

FIMMG : Influenza, più richieste di cure per tornare subito al lavoro

Influenza thumb250 250ADN KRONOS : "Dottore mi rimetta in piedi per lavorare subito". "No, niente certificato devo lavorare". Sono le richieste costanti, dall'inizio della crisi, dei pazienti ai medici di famiglia. "Ovviamente con il periodo influenzale sono aumentate: si tratta sicuramente di un indicatore del precariato, condizione che rende difficile persino 'permettersi' la malattia", spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia, Fimmg, a margine della presentazione a Roma della scuola di ricerca in medicina generale promossa dallo stesso sindacato e da Msd. Il dato "e' ormai costante da qualche anno - ribadisce Milillo - ed e' stato più' evidente durante la stagione influenzale". Stagione che non e' finita, precisa il medico: "Attenzione ci si può ancora ammalare. Bisogna utilizzare le giuste precauzioni. Per se' e per gli altri. Una di queste sarebbe proprio non andare a lavoro, se si condividono spazi con gli altri, quando si sta male. Un'indicazione che, a torto, troppo spesso non piace ai datori di lavoro", conclude Milillo.

RICERCA CLINICA: Medici Generali in prima linea nasce la prima Scuola italiana di Ricerca in Medicina Generale

ricerca-medicaRoma, 09/03/2015 Quattrocento Medici di Medicina Generale formati nei prossimi due anni alla Ricerca clinica e "addestrati" per costituire il "Gruppo sperimentatori in Ricerca clinica della FIMMG". La loro missione: elaborare nuovi modelli clinici, partecipare a progetti di ricerca sui farmaci prima e dopo la loro immissione in commercio.
Il progetto della FIMMG reso possibile grazie a una erogazione liberale di 1,5 milioni di Euro di Merck & Co. tramite la sua consociata MSD Italia. Quattrocento Medici di Medicina Generale formati nei prossimi due anni alla Ricerca clinica e "addestrati" per costituire il "Gruppo sperimentatori in Ricerca clinica della FIMMG". La loro missione: elaborare nuovi modelli clinici, partecipare a progetti di ricerca sui farmaci prima e dopo la loro immissione in commercio.

È l'obiettivo della prima Scuola di Ricerca in Medicina Generale realizzata in Italia, un innovativo progetto promosso dalla FIMMG che nasce grazie a un'erogazione liberale di 1,5 milioni di euro da parte di Merck & Co. per tramite della sua controllata MSD Italia.

Fulcro delle attività di formazione della Scuola sarà la sorveglianza dell'efficacia e della sicurezza dei farmaci sulla base dei dati ottenuti dall'esperienza reale con i pazienti.

«La Scuola di Ricerca in Medicina Generale arriva in un momento importante e rappresenta un passaggio fondamentale in cui cresce la consapevolezza di dover introdurre in questo settore la Ricerca clinica che è ormai uno dei compiti essenziali del Medico di Medicina Generale – afferma Giacomo Milillo, Segretario Generale Nazionale della FIMMG – l'obiettivo della Scuola di Ricerca clinica è che all'interno di ogni "aggregazione funzionale di territorio", entità organizzativa che presto coinvolgerà tutti i Medici di Medicina Generale, sia presente un medico appositamente formato in ricerca, una figura in grado sia di assemblare i grandi numeri che contraddistinguono la Medicina Generale sia di progettare una ricerca, di elaborare e interpretare i risultati ottenuti».

L'attuale approccio all'uso del farmaco risente fortemente della mancanza di informazioni strutturate e di dati che provengano dalla Medicina Generale. Il paziente che viene seguito dai medici del territorio presenta caratteristiche cliniche e di trattamento molto diverse da quelle dei pazienti selezionati negli studi clinici, come ad esempio la presenza frequente di comorbidità e terapie concomitanti. Questo divario tra le evidenze dei trial e l'esperienza reale può limitare l'appropriatezza nell'uso dei farmaci con ricadute negative anche per la sostenibilità economica del nostro servizio sanitario, nazionale e regionale. Il progetto della FIMMG interviene proprio su questo gap e potenzia la ricerca italiana valorizzando la capillarità della presenza della Medicina generale sul territorio.

Il sostegno alla Scuola di Ricerca della FIMMG rappresenta un nuovo capitolo dell'impegno di MSD per promuovere la Ricerca in Italia. «La ricerca è una delle attività primarie portate avanti dalla nostra Azienda – dice Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia – il supporto a FIMMG per la creazione della Scuola di Ricerca in Medicina Generale è una tappa importante di un percorso pluriennale appena avviato dall'Azienda per sostenere le istituzioni scientifiche e professionali italiane nel campo della ricerca indipendente e che prevede un solido piano di investimenti nel Paese. In questi ultimi mesi sono state molte le partnership, simili a questa, che abbiamo attivato, spesso in aree terapeutiche dove i bisogni medici non soddisfatti vanno affrontati con senso di urgenza e responsabilità».

Il Medico di Medicina Generale è la figura professionale più adatta a comprendere la reale efficacia dei farmaci e la percezione che ne hanno i pazienti: «Portare avanti studi pre-registrativi nelle condizioni più vicine possibili alla società reale attraverso una Scuola di Ricerca clinica è lo strumento che meglio rappresenta la nuova frontiera per ottenere la massima quantità di salute dal bene farmaco – sottolinea Walter Marrocco, Responsabile Scientifico FIMMG – la logica dei "large and simple trial" sempre più utilizzata per la verifica dell'efficacia reale e non solo sperimentale dei farmaci, e in questo l'Italia può giocare un ruolo unico in Europa, proprio perché ha un'organizzazione di assistenza territoriale basata sulla Medicina Generale che non ha eguali e che, messa a sistema con gli altri partner, Mondo Scientifico, Industria, Servizio Sanitario Nazionale, AIFA, può avere ritorni sulla qualità dell'assistenza, sullo sviluppo della Ricerca e sulla produzione industriale».

La Scuola di Ricerca in Medicina Generale rappresenterà una risposta evoluta per personalizzare e dare un nuovo impulso alla Ricerca clinica italiana. Nel corso del 2014 sono state realizzate in Italia circa il 17% di tutte le sperimentazioni cliniche condotte nell'Unione Europea. «Il nuovo assetto nazionale introdotto dalla Legge 89/2012, con l'individuazione dell'AIFA come unica Autorità competente, l'avvio del processo di riorganizzazione e razionalizzazione della rete dei Comitati etici e la gestione telematica di tutta la documentazione, rappresenta il punto di partenza per un rilancio internazionale – afferma Sergio Pecorelli, Presidente AIFA – l'AIFA non può che accogliere con interesse il progetto della FIMMG di creare un network di Ricercatori in Medicina Generale, in quanto crede nella collaborazione con i medici, non solo come responsabili delle scelte prescrittive ma anche come preziose sentinelle dell'efficacia e della sicurezza di un farmaco nella vita reale».

La Scuola di Ricerca della FIMMG è già operativa: proprio nei giorni scorsi è partito il primo Corso di Formazione a Distanza (FAD), al quale i Medici di Medicina Generale hanno risposto in maniera straordinaria, propedeutico a un Corso residenziale di tre giorni al termine del quale i partecipanti saranno progressivamente inseriti nel Gruppo Ricercatori della FIMMG.

FIMMG: sbloccata la trattativa per il rinnovo delle convenzioni ma la Federazione mantiene stato di agitazione

fimmgRoma, 5 mar. (AdnKronos Salute) - Sbloccata la trattativa per il rinnovo della convenzione di medicina generale e del territorio. A far ripartire il confronto, ormai arenato da oltre 6 mesi, la firma di un 'documento politico', siglato dalla maggioranza dei sindacati con il comitato di settore delle Regioni e il ministero della Salute, che ha l'obiettivo di sciogliere i nodi all'origine del blocco dei lavori conla Sisac, l'ente delegato alle trattative convenzionali. Contrapposizioni sostanziali avevano spinto la Federazione dei medici di medicina generale a proclamare lo stato di agitazione, la mobilitazione del sindacato e un eventuale sciopero «su cui decideremo alla fine del mese in consiglio nazionale», spiega all'Adnkronos Salute il segretario generale della Fimmg, Giacomo Milillo, sottolineando che, al momento, «lo stato di agitazione permane, così come la mobilitazione». Il documento, precisa Milillo, «rappresenta un'azione di passaggio che sblocca lo stallo. È utile alla ripresa e a una positiva conclusione del negoziato. Sono stati sciolti alcuni dei dubbi e dei blocchi che avevano arrestato la trattativa: in particolare, sul profilo professionale e giuridico del medico, sulla necessità di un accordo nazionale che consenta di omogeneizzare l'assistenza sanitaria nel Paese e sul finanziamento dei fattori di produzione attuali. Adesso bisognerà che la Sisac operi in linea con quanto concordato con il comitato di settore».

FONDO SANITARIO: FederAnziani-Fimmg-Sunas: no alla riduzione per il 2015

ticketIL VELINO: "Non accetteremo che i risparmi delle Regioni, in applicazione della Legge di Stabilità, si traducano in ulteriori tagli ai servizi sanitari, e che a farne le spese sia ancora una volta la salute dei cittadini e in particolare degli anziani". Questo il monito lanciato da FederAnziani, la Federazione Nazionale della Terza età, da FIMMG, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale e da SUNAS, il Sindacato Professionale degli Assistenti Sociali, a seguito della proposta dei governatori di abrogare la norma della Legge di Stabilità 2015 che impone di lasciare nella Sanità le somme eventualmente recuperate da minori spese. "Occorre – dichiara Roberto Messina, Presidente FederAnziani - razionalizzare, contrastare gli sprechi, e reinvestire i risparmi così conseguiti nello stesso ambito sanitario, se non vogliamo correre il rischio, già denunciato dalla Corte dei Conti, di compromettere l'attuale assetto dei LEA, provocando deficit assistenziali che andrebbero a colpire soprattutto i cittadini più fragili, gli anziani, i malati cronici".

"Il risanamento delle finanze - continua Messina - è una priorità assoluta che né i medici né i pazienti ignorano, ma l'evoluzione dei bisogni di salute, l'invecchiamento della popolazione e conseguentemente l'aumento delle patologie croniche rendono necessario guardare a una nuova forma di medicina, che può essere generatrice di veri risparmi: i suoi pilastri saranno da un lato la medicina in associazione e dall'altro un paziente dal ruolo attivo, promotore del dialogo tra tutti gli attori del sistema salute, protagonista dell'aderenza alla terapia e artefice di soluzioni integrative e sussidiarie nella riorganizzazione del welfare sociosanitario del Paese, attraverso la formula del mutuo soccorso. Non accetteremo che le Regioni, invece di guardare strategicamente all'evoluzione del sistema, facciano cassa a spese della Sanità e dei cittadini". "Condividiamo le affermazioni di Roberto Messina – dichiara il Segretario Generale Nazionale FIMMG Giacomo Milillo - Siamo fortemente preoccupati per la salute dei cittadini e chiediamo al ministro della salute di istituire un tavolo di verifica del rispetto da parte delle regioni dei LEA. Non è affidabile il governo della sanità da pare di uno Stato nello Stato che per tre anni blocca i progressi del SSN in nome del finanziamento e poi addirittura propone di autoridurselo". "Anche il SUNAS, il Sindacato Professionale degli Assistenti Sociali, condivide pienamente la posizione di FederAnziani e della FIMMG" conclude Salvatore Poidomani, Segretario Generale SUNAS.

TICKET PRONTO SOCCORSO : Scotti (FIMMG) , le dichiarazioni dei chirurghi ospedalieri? solo uno scarso senso di appartenenza alla categoria

 
silvestroscotti3( Doctor 33,  27 FEB)- «I ticket per i codici bianchi dovrebbero essere prelevati non sulle tasche dei cittadini, ma dai budget dei medici di base che hanno inviato in maniera impropria persone al pronto soccorso». È un attacco in piena regola quello rivolto ai Medici di famiglia da Diego Piazza, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri commentando la situazione del sistema della rete di emergenza nazionale dopo il susseguirsi di fatti di cronaca che hanno visto i Pronto soccorso protagonisti. E a un attacco così esplicito i Medici di famiglia non potevano rimanere indifferenti. «Se mettiamo in equilibrio risposte dello stesso tipo, come paradosso, allora dovrei dire di valutare tutta la spesa indotta dall'area ospedaliera e quella della medicina ospedaliera» sottolinea Silvestro Scotti, vicepresidente di Fimmg interpellato da Doctor News33. «Il fatto serio, invece, che io rilevo è che fra medici si continua a spostare la questione in una battaglia tra la professione quando, formalmente, c'è la necessità di un intervento nel sistema gestionale organizzativo: accesso all'ospedale, rete del territorio ecc. Tutte problematiche che non credo dipendano dal singolo medico, ospedaliero o medico convenzionato. Certe dichiarazioni» continua Scotti «sono solo provocatorie, dimostrano uno scarso senso di appartenenza a una professione che è unica, a prescindere dal contratto e dimostrano una scarsa conoscenza degli studi che dimostrano come i pazienti accedono all'ospedale non passando per il Medico di famiglia ma autonomamente. Perché quindi i medici di base dovrebbero essere economicamente responsabili per una scelta che il paziente fa in piena autonomia?» conclude Scotti. Ancora più forte la risposta di Snami che in una nota per voce del vicepresidente nazionale Francesco D'Accardi sottolinea come «sputare accuse qualunquistiche e prive di fondamento denota scarsa conoscenza dei problemi ma anche del codice deontologico e rischia di innescare polemiche tra medici che non avrebbero senso. Comunque come "ripetizione" a Piazza ricordo» aggiunge D'Accardi «che i dati di ieri dei codici bianchi nelle strutture di Pronto soccorso della Regione Lazio, rendicontate pubblicamente nel sito regionale, indicano che la somma dei pazienti alle ore 10 circa, in attesa, in trattamento e in osservazione, ammontava a circa 1.471 unità, delle quali 28 codici bianchi, pari pertanto a una percentuale del 1,90%. Di questi secondo le percentuali di studi consolidati in tutta Italia, circa 24 ad accesso spontaneo e diretto e "forse" 4 inviati da un medico di medicina generale. Statisticamente irrilevante. Se Piazza ha dei numeri diversi li faccia» conclude.

DDL CONCORRENZA: Fimmg, in sanità no alle logiche di mercato

6462f1d3ce571673413ec4545f307474 249637 thumb large300 300DOCTOR 33- Rossella Gemma-  Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, plaude solo in parte al "Ddl concorrenza" passato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri. Sebbene, infatti, il testo approvato abbia in extremis evitato la perdita per le farmacie dell'esclusività della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta, ha comunque tolto il tetto delle quattro licenze alla titolarità delle farmacie e aperto la strada a soci di capitale. «Mentre da un lato si è scampata l'ipotesi di portare le farmacie nei supermercati - spiega Milillo - dall'altro si cerca di far comprare le farmacie ai supermercati. E questo è un aspetto che non ci piace».

Segretario come avete giudicato i provvedimenti del Cdm in merito alle farmacie?

Siamo assolutamente favorevoli alla decisione di non estendere al di fuori dalle farmacie la vendita di medicinali di fascia c, perché crediamo che avrebbe un effetto negativo sull'uso appropriato, almeno nelle quantità, di farmaci che sono molto delicati: penso agli psicofarmaci ad esempio. Stiamo facendo sforzi enormi a livello di assistenza territoriale per creare una collaborazione tra farmacie e medici, perciò ogni elemento che disturbi il tentativo di costruzione di questa rete di supporto alla terapia, alla prevenzione e all'aderenza, non è visto di buon occhio.

E sulle altre due questioni, che rientrano più propriamente in questioni di concorrenza, che idea vi siete fatti?

Siamo preoccupati del fatto che le farmacie diventino altro da sé. Mentre da un lato si è scampata l'ipotesi di portare le farmacie nei supermercati, dall'altro si cerca di far comprare le farmacie ai supermercati. E questo è un altro aspetto che non ci piace perché noi riteniamo che la rete dei professionisti dell'assistenza territoriale, debba comunque essere convenzionata con il servizio sanitario nazionale e che gli interessi debbano essere negoziati e condivisi nell'interesse pubblico. Non crediamo cioè, che la sanità sia un campo di liberalizzazioni e di mercato ma al contrario crediamo che sia un campo che possa portare a degli sviluppi di crescita economica importanti se governati correttamente.

Niente "strategie di mercato" quindi?

Il servizio sanitario nazionale contribuisce alla produzione del Pil, quindi bisogna continuare su questa strada per l'interesse degli italiani e dello Stato italiano senza aprire al mercato, cosa che infatti altre nazioni non fanno.

FIMMG: Certificati di morte telematici No ad altri compiti amministrativi

inpslong thumb250 250"Non possiamo che sostenere la posizione del presidente dell'Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, Roberto Lala, riguardo l'obbligo per le migliaia di medici necroscopi italiani di trasmettere per via telematica all'INPS il certificato necroscopico redatto al capezzale del defunto". – afferma il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo – "Anche se questo tipo di attività non coinvolge i medici di medicina generale convenzionati è importante sottolineare che un eccesso di attività burocratiche costringe il medico a ridurre sempre più il tempo dedicato alle attività professionali. Non comprendiamo, inoltre, il perché di una norma di questo tipo visto che attualmente l'invio all'INPS della certificazione definitiva di morte è una competenza già attribuita agli uffici anagrafici che recepiscono quotidianamente le certificazioni necroscopiche Ci domandiamo perché, essendoci interi uffici dedicati all'incombenza, si debba scaricare l'onere su singoli professionisti medici. Uno 'sport' diventato ormai troppo diffuso".

FIMMG: «I risparmi delle Regioni nella gestione del Ssn vanno reinvestiti nella sanità»

medico-di-famiglia3 Sole 24 Ore «La Fimmg è fortemente preoccupata per la proposta delle Regioni di abrogare il comma della legge di Stabilità 2015 (comma 557, art. 1 Legge 190/2014) in cui è previsto che eventuali risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale effettuati dalle Regioni debbano rimanere nella loro disponibilità per finalità sanitarie». È quanto dichiara il Segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

«Dopo anni di resistenza al cambiamento, che ha bloccato il Patto per la Salute e le razionalizzazioni dei Servizi sanitari regionali in nome di qualche miliardo di euro, le Regioni sono ora pronte a sottrarre 2 miliardi di euro al Fsn per proteggere il sostegno ai loro apparati – sottolinea Milillo - Qualora il Governo cedesse a questa proposta si andrebbe oggettivamente verso una riduzione del finanziamento del Servizio sanitario nazionale proprio in un momento di necessario supporto, anche finanziario, alle attività territoriali per far fronte alla riduzione dei posti letto degli ospedali e alle nuove sfide poste alla sanità pubblica dai nuovi trattamenti farmacologici (come per l'epatite C) che rischiano di non poter essere disponibili per tutti i malati che ne necessitano. Di fatto le Regioni disinvestono sulla sanità, fino ad oggi principale motivo della loro esistenza».

ACN : Fimmg nuovo atto di indirizzo? Nulla di nuovo sotto il sole

milillo2 thumb medium250 250"Nulla di nuovo solo un atto di formalizzazione di un tavolo politico per il quale non abbiamo mai smesso di lavorare da settembre da quando è emerso con chiarezza l'intenzione della Sisac di bloccare il tavolo di trattativa" queste le prime reazioni rese al quotidiano SOLE 24 ORE del segretario generale della Fimmg Giacomo Milillo:

" E' stato un lungo lavoro di colloqui informali e riservati, anche con il presidente Montaldo, che hanno determinato solo dilazioni. Per superare lo stallo - ha aggiunto - è stato necessario dichiarare lo stato di agitazione e minacciare lo sciopero. Immaginando un incontro ancora interlocutorio e fondamentalmente privo di novità, abbiamo scelto di essere presenti con una rappresentanza non politica", prosegue Milillo, che oggi infatti ha mandato un suo "tecnico".

"Se l'immediato futuro ci riserverà un impegno fattivo e coerente da parte delle Regioni lo esamineremo, come sempre, con intento costruttivo. Speriamo che non sia l'ennesima dilazione, espressione dell'inefficienza della Conferenza delle regioni o della sua volontà di non rispettare la legge nazionale. Per il momento non ci resta che confermare lo stato di agitazione e mobilitazione di Fimmg e ribadire che decideremo le azioni sindacali appropriate in Consiglio nazionale". (Sole 24 ORE)