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OSPEDALI INFERMIERISTICI: , Milillo: Attenzione alla responsabilità clinica del paziente

infermierieDOCTOR 33: Rossella Gemma Nel nuovo piano di riorganizzazione degli standard ospedalieri, a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha fatto certamente discutere il taglio di ben 3000 posti letti. Ma crea qualche perplessità anche la decisione di prevedere ospedali gestiti dagli infermieri: avranno dai 15 ai 20 posti letto e l'assistenza medica dovrebbe essere assicurata da medici di medicina generale o pediatri o da altri medici dipendenti o convenzionati con il Ssn, secondo criteri che saranno scelti a livello locale. Questi ospedali faranno capo ai distretti sanitari. Gli ospedali, nel Piano generale, saranno poi divisi in tre livelli a seconda della complessità della loro organizzazione: quello di base, con un bacino d'utenza tra gli 80.000 e 150.000 abitanti, il primo livello livello tra gli 150.000 e i 300.000 abitanti e il secondo livello tra i 600.000 e 1.200.000 abitanti. Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, spiega a DoctorNews33 quali possibili rischi ci sarebbero in mancanza di un opportuno e preventivo riordino strutturale e ordinamentale.

Dottor Milillo, come interpreta questo aspetto della riorganizzazione ospedaliera a "mano infermieristica"?

Un commento generale è difficile anche se, comunque, va valutata la singola situazione. Bisogna capire cosa si intende per 'gestione degli infermieri', perché in molti ospedali già funziona così per quanto riguarda alcuni aspetti. Il problema non è chi gestisce, il problema è chi si assume la responsabilità ultima dei sistemi di assistenza, di diagnosi e di cura e credo che questo aspetto, con l'ordinamento attuale, non possa che essere del medico.

Bisognerebbe quindi prima cambiare l'ordinamento?

Direi che la questione è strutturale e ordinamentale. Si può certo valorizzare la capacità degli infermieri di gestire alcuni aspetti del processo ma, dove finisce la loro responsabilità? E questo, eventualmente, chi è che lo decide: il tecnocrate, l'amministratore, la singola regione, una legge? Il problema vero è che si rischia il caos perché ormai le tecnocrazie regionali stanno vivendo un delirio di onnipotenza gestionale.

Questa "gestione infermieristica" riguarderebbe comunque solo i cronici...

Finché parliamo di gestione non ci sono grossi problemi, ma ripeto, il problema vero è chi si assumerà, realmente, la responsabilità della condizione clinica del paziente. Ci tengo a precisare poi che un cronico non è sempre più semplice di un acuto, quindi la responsabilità clinica, oggi come oggi, è attribuita dall'ordinamento in essere sempre al medico.

FIMMG : Milillo allo SMI una riforma dell'assistenza primaria è possibile anche senza modificare la Balduzzi

milillo2Cara Onotri,
Una grande riforma dell'assistenza primaria è possibile anche senza modificare la cosiddetta legge Balduzzi, anzi è possibile proprio grazie alla legge Balduzzi rispetto alla rinegoziazione dell'ACN della Medicina Generale che impone.

La SISAC e le Regioni hanno sempre sostenuto il contrario sulla base di una interpretazione arbitraria e autoreferenziale secondo la quale la legge Balduzzi imporrebbe al SSN un modello organizzativo molto rigido e molto legato ad un distretto che svolge funzioni di "primariato" nei confronti della medicina generale.

 Questo approccio ha portato Regioni e SISAC a formulare un atto di indirizzo e poi una piattaforma negoziale secondo la quale gli ACN dovrebbero solo recepire le volontà delle Regioni, spogliarsi della quota di compenso per i fattori di produzione e accettare una condizione di subordinazione dei medici rispetto all'Azienda, medici ancora definiti libero professionisti convenzionati, ma privati della loro autonomia per di più in assenza di tutele.

 Noi invece, alla luce di accurati approfondimenti, sosteniamo che il comma 1, articolo 1, della Legge 189/2012 pone alle Regioni indicazioni orientative, in qualche caso ordinative, vincolandole solo ad alcuni obiettivi le cui modalità di raggiungimento sono però affidate alla fase di negoziazione dell'ACN, a cui il resto dell'articolo 1 rimette tutta la materia, tanto che alla fine sono previsti tempi definiti per la stipula degli accordi e addirittura che, in carenza, sia il Ministero della Salute a provvedere "sentite la Conferenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano nonché le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative".

Questa contrapposizione fondamentale sull'interpretazione della legge e l'indisponibilità della SISAC a ragionarci ha portato allo stallo delle trattative e ha indotto la Fimmg a cercare con ogni sforzo un tavolo politico di confronto che riconduca SISAC nei limiti del suo ruolo tecnico, a dichiarare lo stato di agitazione, la mobilitazione del sindacato e infine a minacciare lo sciopero.

Ora, come sai, è in corso una mediazione da parte del Ministero della Salute condotta con impegno dal Sottosegretario Vito De Filippo. A questo tentativo di mediazione le Regioni e la loro tecnocrazia rispondono chiedendo la modifica di una parola della Legge Balduzzi.

 Di per se la modifica che mi, e ti, è stata proposta (sostituire le parole "le regioni provvedono alla dotazione strutturale, strumentale e di servizi delle forme organizzative..." con le nuove "le regioni possono provvedere alla dotazione strutturale, strumentale e di servizi delle forme organizzative...") non è necessaria né sostanziale. Fra l'altro lo stesso risultato perseguito con la modifica di legge proposta potrebbe tranquillamente essere raggiunto nell'ambito dell'ACN.

 La proposta di modifica potrebbe essere anche accettata se servisse a fornire un appiglio giustificativo alla SISAC per farle superare lo stallo delle trattative che ha determinato, ma non è accettabile se, come appare, serve anche a rinforzare la loro tesi interpretativa. Non è accettabile se non nell'ambito di un documento condiviso con il Ministero della Salute e le Regioni (Comitato di settore) che individui tutte le principali criticità degli ACN e ne indichi le soluzioni politiche.

Siamo contrari ad una modifica raffazzonata e di corsa di uno o più punti della legge Balduzzi ricercata dalle Regioni e da alcune organizzazioni mediche.

 Questo significherebbe certificare la marginalità della negoziazione convenzionale così come da sempre sostenuto dalle Regioni, esattamente il contrario di quanto attualmente ribadito proprio dalla legge Balduzzi.

In realtà, al di là della strumentale interpretazione regionale, la legge 189/2012, in conformità con la legislazione e la giurisprudenza vigente, non fa che ribadire la dignità e la cogenza delle norme contrattuali e non autorizza ad utilizzare contenuti "meta contrattuali", cioè che non devono essere negoziati in quanto di esclusiva competenza regionale, come sostenuto da Sisac nella sua piattaforma negoziale.

 La FIMMG non parteciperà quindi ad incontri finalizzati a richiedere una revisione della Legge Balduzzi, e non asseconderà la disponibilità dello Smi a recepire le proposte SISAC. Invito invece il tuo sindacato a non fare confusione fra contratto della dipendenza e accordi collettivi nazionali, proponendo un contratto unico che non ha fondamenta legislative, storiche e culturali.

Non ci sono piccoli orticelli da coltivare, non per un Sindacato che ha più del 63% di rappresentatività e che da oltre 8 anni propone e persegue un cambiamento della medicina generale in funzione di una migliore assistenza primaria a fronte di Regioni che per la maggior parte si sono occupate, fino ad ora, prevalentemente di assistenza ospedaliera e che ora pretendono di trasferire le medesime competenze e le scelte conseguenti sull'assistenza primaria.

 Nel confermarti la mia stima personale, non inficiata dalle differenti opinioni, ti porgo cordiali saluti.

 Giacomo Milillo Segretario Generale Nazionale FIMMG

IL TESTO DELLA LETTERA DELLO SMI AI SINDACATI MEDICI

CERTIFICATI FACILI A ROMA: Milillo, finirà in una bolla di sapone

mililloDoctor 33-  Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, fa il punto sulla vicenda, ormai in mano alla Procura, che vede coinvolti 600 dottori che la sera del 31 dicembre scorso hanno giustificato l'assenza per malattia di 634 vigili urbani della Capitale. I magistrati hanno disposto accertamenti sui medici che hanno rilasciato i certificati agli assenteisti al fine di conoscere le modalità per il rilascio del documento.

Segretario, che idea si è fatto di questa storia dei vigili malati a Capodanno?
Al di là di come stanno i fatti, cosa su cui non ho certezze, posso fare alcune valutazioni sulla base delle notizie che ho appreso. Naturalmente sono molto dispiaciuto che 600 medici siano indagati. Tolto qualche medico che avrà commesso probabilmente qualche errore, credo che finirà tutto in una bolla di sapone. Indagare 600 medici per sostanzialmente 600 certificati, significa riconoscere che ogni certificato sia stato fatto da un singolo medico. Già solo questo sta a significare che non c'è stata assolutamente complicità. E per fortuna non c'è un medico massimalista che ha come pazienti tutti i vigili di Roma, in quel caso certo che sarebbe stato difficile difendere il medico in questione.

Ci sarà comunque un processo...
Questo è quello che dispiace, che questi medici dovranno sopportare le spese e il disagio di un procedimento penale che poi finirà in un bel nulla, come del resto siamo abituati. Penso, per esempio, al caso dei 450 medici denunciati alla procura della Corte dei Conti in Lombardia per decine e decine di iper-prescrizioni e che alla fine si è risolto con il rimborso da parte dei soli 4-5 medici che avevano effettivamente commesso qualche errore.

Che cosa avrebbe potuto fare di diverso il medico di base la sera di capodanno, piuttosto che rilasciare il certificato di malattia?
Non poteva fare nulla di diverso il medico. Se io fossi stato al loro posto, e un vigile mi avesse rappresentato di accusare dei disturbi, non essendo nemmeno a conoscenza delle problematiche interne alla organizzazione comunale, avrei accordato l'assenza per malattia. Tutta questa situazione è purtroppo il frutto di un conflitto sociale fra istituzioni e corpi sociali dello stato che poi i singoli pagano. Fermo restando che non mi permetto di giudicare l'operato della magistratura, dico solo che se io fossi stato il procuratore non avrei ipotizzato un reato così diffuso, perché le operazioni di massa mi sembrano creino solo dei martiri.

LIBERALIZZAZIONI: Fimmg, No alla mercificazione dei processi di assistenza

6462f1d3ce571673413ec4545f307474 249637 thumb250 250 Quotidiano sanità:  Il segretario nazionale dei medici di famiglia si dice preoccupato per l'ipotesi di liberalizzazione delle farmacie, soprattutto per lo spostamento di risorse sanitarie dalla rete dei professionisti a quella commerciale. Le professioni hanno un deficit di finanziamento e le liberalizzazioni comporterebbero "un netto peggioramento della situazione".
"Esprimiamo solidarietà alla posizione delle farmacie contro una mercificazione dei processi di assistenza e sostenendo il ruolo dei professionisti medici e farmacisti". A dichiararlo è il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo, intervenendo sulla vicenda delle liberalizzazioni nel settore delle farmacie.
"Siamo preoccupati per l'ipotesi liberalizzazione farmacie - sottolinea Milillo - soprattutto per lo spostamento di risorse sanitarie dalla rete dei professionisti a quella commerciale". "Il mondo delle professioni presenta un cronico deficit di finanziamento – conclude - e le liberalizzazioni comporterebbero un netto peggioramento della situazione. Se vogliamo mantenere un Ssn degno di questo nome non possiamo permetterci l'indebolimento dei professionisti della sanità. Non servono tagli, servono investimenti".

DECRETO SPECIALIZZAZIONI: Specialità in medicina di comunità e cure primarie, Fimmg quali prospettive per i futuri specialisti?

universita4 È stato annunciato Il decreto sul riordino delle Scuole di specializzazione con l' annuncio della nuova specialità in medicina di comunità e cure primarie.
Si registra qualche presa di posizione favorevole: finalmente avremo esperti di cure primarie formati nelle Università.
Come Fimmg abbiamo il dovere di esprimere qualche perplessità: quali saranno  le prospettive dei futuri specialisti in cure primarie che, senza il possesso del titolo del corso di formazione specifica in medicina generale non potranno esercitare la nostra professione. I posti in specialità inoltra saranno pochissimi relegando questi colleghi ad un ruolo sicuramente marginali.
Ci sfugge inoltre il disegno, sempre che ci sia, del mondo universitario, per intervenire in punta di piedi in un' area professionale oggi formata con successo dalla professione stessa e che potrebbe rappresentare un modello da proporre anche a livello europeo.
La  formazione specialistica universitaria condanna spesso i giovani medici all'esclusione dalla professione reale e a un lungo, costoso e non professionalizzante periodo sui banchi universitari.
Continuiamo a sostenere il corso di formazione specifica in medicina generale, il decreto sulle nuove specialità potrà formare qualche collega dirigente di distretto, non certo i medici di famiglia che nel breve dovranno affrontare le nuove sfide professionali nell'area delle cure primarie.

Giacomo Milillo

SCOTTI: Vogliono un medico di famiglia dipendente di serie B e senza garanzie

scotti(Quotidiano sanità) "Non è vero che siamo noi a non voler trattare". Sul tavolo ci sono due visioni opposte che al momento appaiono inconciliabili. "Se passasse quella che ci è stata proposta, dice Scotti, i cittadini troveranno solo le strutture, i medici di famiglia non ci saranno più". "Impossibile proseguire trattative con chi ha questa visione rigida e univoca"  "Il problema non sono le risorse" ma il fatto che con il modello di riforma della sanità proposta da Sisac disegna una prospettiva di "un medico di famiglia come un dipendente di serie B senza valorizzarne il lavoro e gli investimenti fatti in questi anni, ma addirittura sottraendogli quelle risorse". Replica così il vicesegretario nazionale della Fimmg Silvestro Scotti all'indomani della nostra intervista al presidente Sisac Franco Rossi sullo stallo delle convenzioni per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali.

 Per la Fimmg il rischio che al cittadino venga tolta la libertà di scelta del proprio medico è però reale nonostante le rassicurazioni Sisac. "il medico di famiglia non ci sarà più, ci sarà solo la struttura decisa dal burocrate di turno e che sarà per giunta fisicamente molto lontana". Per Scotti il modello da attuare prevede invece un gruppo di nuovi "medici di medicina generale sempre più autosufficienti, valorizzati sia individualmente che collettivamente grazie a dinamiche retributive che motivino il lavoro di equipe in base ad obiettivi misurabili". Sull'esito della trattativa Scotti (dopo che Fimmg ha minacciato lo sciopero) chiude la porta: "È evidente che allo stato attuale non esiste mediazione e non capiamo perché dovremo sederci al tavolo se per la Sisac è già tutto scritto e immodificabile".

Dottor Scotti, il presidente Sisac sostiene che siete voi che non volete aprire la trattativa sul rinnovo delle convenzioni perché la legge Balduzzi non vi piace e perché non stanzia risorse.

Credo che quella della Sisac sia una posizione pregiudiziale. Noi non mettiamo in discussione l'invarianza delle risorse, diciamo semplicemente che la Legge Balduzzi è un provvedimento d'indirizzo che vuole riorganizzare la sanità territoriale. Il punto è che ci stiamo scontrando con una controparte che fornisce una sua interpretazione della legge senza nessuna intermediazione.

Se il problema non sono le risorse, dov'è la questione?

Alla base c'è una differenza interpretativa della Balduzzi e degli atti conseguenti tra cui il Patto della Salute. E le ripeto non incentriamo la questione sulle risorse perché il problema non è quello. Noi non abbiamo difficoltà a trattare sul paniere economico del 2010, ma vogliamo strumenti per la rivalutazione del nostro lavoro anche alla luce delle nuove funzioni che saranno in capo ai medici. Il punto è che le proposte che ci sono giunte fino ad oggi disegnano invece un medico di famiglia come un dipendente di serie B senza valorizzarne il lavoro e gli investimenti fatti in questi anni, ma addirittura sottraendogli quelle risorse. Insomma, un cortocircuito che non possiamo accettare.

 

Altra questione su cui ci sono divergenze riguarda il lavoro di gruppo.

Il modello che ha in mente Fimmg è quello di un gruppo di nuovi medici di medicina generale sempre più autosufficienti, valorizzati sia individualmente che collettivamente grazie a dinamiche retributive che motivino il lavoro di equipe. La proposta che ci è stata fatta parla invece di sommare i medici, di togliere la parte variabile della retribuzione e controllarne i fattori produttivi. A questo punto mi devono spiegare cosa diventerà il medico di famiglia: un dipendente senza garanzie? La Sisac, le ripeto, vuole sommare i lavoratori e creare dei gruppi totalmente gestiti dalle aziende mentre noi crediamo che le nuove forme aggregative devono basarsi sulla libera professione auto-organizzata per obiettivi misurabili e dimostrabili.

 Secondo voi la riforma così interpretata rischia di far scomparire lo studio del medico di famiglia e di conseguenza la possibilità di  scelta del cittadino del proprio medico. Dalla Sisac dicono che non si metteranno in discussione questi capisaldi. Perché sostenete che c'è questo rischio?

La Balduzzi, le ripeto, è nata per sviluppare il territorio e offrire un'assistenza ancora più capillare. Ebbene, se ai medici di medicina generale si tolgono risorse per destinarle alle AFT, saranno molti gli studi a dover chiudere. Pensi per esempio ai piccoli paesi. I medici si uniranno in unico grande studio magari in paesi vicini ed ecco che si rischierà di avere una miriade di territori senza assistenza sanitaria. Da qui ne consegue che i cittadini saranno, de facto, impossibilitati a scegliersi il proprio medico per il semplice fatto che il medico non ci sarà più, ci sarà solo la struttura decisa dal burocrate di turno (che sarà per giunta fisicamente molto lontana). La Balduzzi non mi sembra che si prefigga questo obiettivo. E questo scenario mi sembra che la Sisac, e la Politica se veramente corresponsabile di tali derive funzionariali, dovrebbero avere il coraggio di raccontarlo ai cittadini.

 Qual è allora il vostro modello di AFT?

Noi pensiamo ad una AFT funzionale che sia composta di reti, gruppi, ma pure di singoli professionisti che operano in base ad obiettivi comuni misurabili (per il lavoro di gruppo e per il singolo) al cui raggiungimento viene legata una parte della retribuzione. Qui dobbiamo valorizzare il lavoro dei professionisti e non adottare criteri dirigisti di controllo.

 A questo punto come pensate di procedere?

È evidente che allo stato attuale non esiste mediazione e non capiamo perché dovremo sederci al tavolo se per la Sisac è già tutto scritto e immodificabile. Fimmg non ci sta ad una trattativa condotta in questo modo. Stiamo trattando con chi ha una vision o una mission, a qualcun'altro la scelta tra queste due opportunità, troppo rigida e univoca. L'unica cosa per cui ringraziamo il presidente Sisac è il suo rimando alla Politica per risolvere la questione.  Ecco, noi lo chiediamo da tempo e lavoreremo proprio in questa direzione.

Luciano Fassari

CONSIGLIO NAZIONALE: La mozione finale della riunione del 31 Gennaio 2015

comgressofimmgConsiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 31 Gennaio 2015 presso l'Hotel Sheraton

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 31 Gennaio 2015 presso l'Hotel Sheraton, Viale del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo sulla situazione politico sindacale attuale, la

APPROVA.

 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

DENUNCIA

il perdurare dell'atteggiamento della SISAC di boicottaggio, nei fatti, del tavolo del rinnovo dell'ACN attraverso la strutturazione e la proposizione sul territorio di modelli gestionali, già falliti nell'organizzazione della assistenza ospedaliera, sintetizzabili in:

•o identificazione della struttura come unica interfaccia assistenziale per il cittadino;

•o perdita della capillarità dell'assistenza;

•o finanziamento della struttura attraverso la depauperazione del monte retributivo professionale, senza alcun investimento regionale ai fini dell' efficientizzazione della medesima;

•o superamento del rapporto personale con l'assistito;

•o cancellazione conseguente della libertà di scelta del proprio medico di fiducia;

•o superamento dell'approccio professionale dell'assistenza, sostituito da ordini di servizio burocratico-amministrativi;

•o subordinazione di fatto di liberi professionisti convenzionati ai quali, unici, si negherebbe anche l'esercizio della libera professione;

•o erosione progressiva e costante delle fonti di finanziamento a tutela della previdenza fornita ai medici dall'ENPAM.

 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, invece da tempo

PROPONE

un modello assistenziale fondato su:

• una rimodulazione del finanziamento orientato a dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini;

• una prossimità delle cure;

• salvaguardia della libertà di scelta;

• potenziamento dei supporti organizzativi, diagnostici e terapeutici del territorio.

 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RITIENE,

data la natura dei temi proposti, assolutamente indispensabile che essi vengano immediatamente affrontati su un tavolo che abbia competenza politico-programmatica.

 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

DA' MANDATO

ai Segretari Regionali di richiedere un incontro urgente col Presidente Regionale per conoscere la posizione della rispettiva Regione sullo stallo del rinnovo dell'ACN e per sapere quali iniziative intenda prendere a livello degli organi delegati nazionali, preannunciando anche le inevitabili azioni di lotta sindacale che si instaureranno, a breve, nel caso si verifichi il perdurare di tale situazione.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, pertanto,

PROCLAMA

la mobilitazione del Sindacato, e si impegna a portarla avanti attraverso una costante e capillare comunicazione delle motivazioni che determinano il Consiglio Nazionale e

DA' MANDATO

al Presidente Nazionale di convocare un prossimo Consiglio in data 28 Marzo 2015 per la messa in atto delle necessarie azioni di lotta sindacale, ivi compreso lo sciopero.

 

Approvata all'unanimità

 

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Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 31 Gennaio 2015 presso l'Hotel Sheraton, Viale del Pattinaggio 100,

RATIFICA

la nuova composizione del CDA Metis che sarà composto dai Dott. Tommasa Maio, Donatella Alesso, Sergio Cascia, Kalid Kussini, Corrado Parodi, Luigi Sparano, Giuseppe Varrina.

 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

ESAMINATO

il Regolamento della istituenda "Struttura regolamentata interna Pensionati" ex art. 5 comma 2 lettera a) dello Statuto lo

APPROVA.

 

Approvata all'unanimità

FIMMG FORMAZIONE: Mille firme su di una petizione a Renzi per inserire attivita' professionalizzanti per i medici in formazione per la Medicina Generale

formazioneRoma, 26 gen. (AdnKronos Salute) - Mille firme in 24 ore per sostenere la richiesta, indirizzata al premier Matteo Renzi, di un iter di  formazione per i medici di famiglia con specifiche attività  professionalizzanti remunerate da svolgere nei luoghi di lavoro, così  come sono previste per gli altri specializzandi. Sono i numeri della petizione lanciata dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) su Change.org che punta a raccogliere  cinquemila firme e a modificare una norma, per ora in bozza,  considerata penalizzante per i medici di famiglia in formazione.   All'interno della bozza del Ddl delega in materia di gestione e sviluppo delle risorse umane (ex art.22 Patto della Salute) mancano - rileva la Fimmg - disposizioni sulla rete formativa territoriale per la medicina generale e quindi del percorso formativo dei medici in formazione specifica. Se tale bozza rimanesse immodificata, sostiene il sindacato, «rappresenterebbe l'ennesima prova della scarsa considerazione riservata ai futuri professionisti del territorio e delle cure primarie. Questa mancanza all'interno del Ddl costituirebbe inoltre una palese violazione della legge 189/2012 (art.1 comma 5) che invece prevede 'ai fini della formazione specifica in medicina generale, l'attività remunerata svolta dai medici in formazione presso i servizi dell'azienda sanitaria e della medicina convenzionata'». Per questo la Federazione chiede, rivolgendosi a Renzi, «l'individuazione di una rete formativa territoriale per la medicina generale e lo svolgimento, nel suo contesto, delle attività professionalizzanti del medico di medicina generale in formazione, così come previsto dalla Legge Balduzzi».

FIMMG: no alla prescrizione per principio attivo stop alle sostituzioni in farmacia

288439 farmacista normal(AGI) - Roma, 22 gen. - I dati diffusi oggi in una nota di FederAnziani evidenziano il permanere di una sostituzione 'selvaggia' dei farmaci in farmacia, in cui a un paziente su 3, nel corso dell'ultimo anno, e' stato sostituito il farmaco abituale e che la meta' ha subito ulteriori sostituzioni. Lo sottolinea la Fimmg, che "a partire da questi numeri e condividendo la proposta di FederAnziani, chiede la modifica della disposizione di legge che prevede la prescrizione anche per semplice principio attivo (comma 11.bis, articolo 15, DL 95/2012)". La federazione dei medici di famiglia propone che "il medico, in fase di prescrizione indichi il nome del farmaco "di marca", nel caso dell'originatore, e del principio attivo seguito dall'azienda che lo produce, nel caso del generico.
  Cio' eviterebbe che un paziente cronico si veda sostituire continuamente in farmacia il medicinale che assume abitualmente da anni

FORMAZIONE: Fimmg Ca E Fimmg Formazione lanciano un Tweetmob

maioRoma, 21 gen. (askanews) - #ValorizziAmoMG: Fimmg Continuità assistenziale e Fimmg Formazione hanno lanciato oggi  un Tweetmob per parlare in rete del futuro della medicina generale. In pochi minuti l'hashtag è entrato nella top ten dei più popolari di Twitter e in due ore è stato twittato 3580 volte. Un dato che sta continuando a crescere ora per ora.
"Siamo d'accordo con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, quando dice che la sanità non può essere ospedalocentrica perché la grande sfida ora è sul territorio - sottolinea Tommasa Maio, segretario nazionale di Fimmg CA - ma non è pensabile formare i medici del territorio con una metodologia ospedaliera".
D'accordo il vice segretario di Fimmg Formazione, Caterina Marcucci: "In contemporanea con il Tweetmob abbiamo pubblicato sul nostro sito un manifesto in cui si ribadisce l'unicità del corso d'accesso alla Medicina Generale e la volontà di renderlo sempre più qualificato e qualificante".

PRONTO SOCCORSO: Scotti (Fimmg) L'assassino è sempre il maggiordomo... pardon, il medico

scottiMD DIGITAL: -Simone Matrisciano- C'è quasi un sospetto a sentire le parole di Silvestro Scotti, Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli; un'ombra che si getta sulla contrapposizione in atto fra categorie: da un lato gli ospedalieri che rivolgono accuse agli universitari, troppo attenti alle questioni accademiche e non collaborativi verso la crisi che sta investendo i Pronto soccorso; dall'altro ospedalieri ed universitari uniti contro un nemico comune: i medici di medicina generale, accusati di non svolgere con la dovuta professionalità il loro ruolo di filtro per evitare gli accessi in massa negli ospedali. E i medici di famiglia? Comunicati di fuoco che testimoniano un lavoro troppo stressante.

Si sa, l'assassino è sempre il maggiordomo; ma qui pare essere il medico. E sì, perché invece di affrontare i problemi reali sul banco, sembra proprio che il dito sia sempre puntato verso i camici bianchi. Come dimenticare però, per citare solo alcuni esempi, un'aziendalizzazione della sanità che non funziona? Prendiamo proprio il caos dei Pronto soccorso e connettiamolo solo al tema degli indicatori di performance degli stessi: "Qualcuno si è mai chiesto quel è il meccanismo di finanziamento di un Pronto soccorso?" domanda Scotti. Un modello aziendalista, da una parte; unico indicatore di performance il numero di accessi, dall'altra. È forse in dubbio che il Pronto soccorso di turno si organizzerà di conseguenza? E perché tacere il tema dell'empowerment del paziente? "Il nostro Ssn - continua Scotti - ha bisogno di pazienti che si assumano la loro responsabilità rispetto all'uso delle risorse messe a disposizione". Un tentativo fatto con l'introduzione dei ticket, anche all'interno dei Pronto soccorso: quali risultati si sono ottenuti? Come sono variati i codici d'accesso negli ultimi anni? Ma c'è una domanda che sovrasta questi ragionamenti: in tutto questo, cosa c'entrano i medici? Il parere del Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli è chiaro: l'attenzione rivolta ormai da anni alla riorganizzazione della sanità e i pochi risultati raggiunti, soprattutto in termini di efficienza ed efficacia, lascia il sentore che ciclicamente si vada alla ricerca dell'utile colpevole: il medico.

Il mazzo di carte è composto da figure differenti: ospedalieri, che ricevono pazienti che non conoscono (perché si parla tanto di fascicolo sanitario elettronico e telemedicina, ma verba volant) e devono prendere decisioni rapide e rischiose sul piano professionale; universitari, che si trovano a rispondere ad esigenze accademiche ed assistenziali; infine, il medico presente sul territorio. Ma è un unico mazzo. Scotti è categorico: "una diatriba che laceri l'unità intrinseca di queste professioni può portare ad una caduta del valore sociale del medico stesso.  Auspico che scendano in campo i presidenti degli Ordini perché adesso non possiamo permetterci dissidi interni: dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e, partendo da un'autocritica costruttiva, dobbiamo portare avanti le nostre proposte".

FIMMG: medici di famiglia: al limite della sostenibilità già fino a 160 visite al giorno

dottoriRoma, 12 gen. (AdnKronos Salute) - L'influenza non è ancora arrivata  al picco e già gli studi e le agende dei medici di famiglia sono  strapieni. «Le richieste sono aumentate di circa un 30%, per visite  domiciliari e a studio. E questo in una situazione di base già al  limite. Basti pensare che al Sud come al Nord per un medico  massimalista le visite, negli ultimi 10 anni, sono raddoppiate,  passando in media da 60 a 120 al giorno. In questo periodo, quindi, si arriva anche a 160 visite. Siamo molto oltre la sostenibilità », Siamo oltre le possibilità, serve riorganizzare il territorio spiega all'Adnkronos Salute Gicomo Milillo, segretario generale della  Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg)

FIMMG: Certificati di malattia, medici e fannulloni, incontrare personalmente il paziente, interpretandone i sintomi sulla base della buona pratica clinica.

medico-di-famiglia3(FIMMG NOTIZIE) La polemica sui vigili di Roma che infiamma le cronache di questi primi giorni dell'anno,  riportando l'attenzione dell'opinione pubblica sull'assenteismo, ci offre l'opportunità di offrire ai colleghi  un'analisi obiettiva e una via di soluzione alle numerosissime criticità ancora presenti e la speranza di un maggior ascolto e condivisione da parte dei decisori.

Tutto trae origine dalla cosiddetta legge Brunetta e dai provvedimenti legislativi e regolamentari correlati.

Questi provvedimenti, riguardanti inizialmente il pubblico impiego, sono stati successivamente estesi al settore privato e hanno generato, a partire dal 2010, una serie di atti ordinamentali.

In particolare:

a) L'obbligo di certificare solo ciò che è "direttamente constatato o obiettivamente documentato".

b)  La trasmissione per via telematica del certificato  (uno dei pochi reali successi legati all'informatizzazione con ricadute positive dirette sui cittadini, ottenuto sostanzialmente grazie all'impegno dei medici di famiglia)

c) L'introduzione di severissime sanzioni sia per i medici (fino a 6  anni di reclusione e sospensione dall'attività professionale, licenziamento per i medici dipendenti e revoca della convenzione per i convenzionati) che per i cittadini.

In relazione a cosa si debba intendere per "constatato o obiettivamente documentato"  venne obiettato come molto spesso le assenze per malattia riguardino malesseri impossibili da obiettivare e da documentare. Vennero portati gli esempi più evidenti, quali il "mal di testa" episodico, non obiettivabile né documentabile, ma a rischio per un pilota d'aereo, per un vigile urbano o per un autista, oppure disturbi gastroenterici dovuti a vertigine posizionale benigna.

Ma questo non bastò a far chiarezza sulle sostanziale impossibilità, in questo caso, di certificare eventi "constatati o obiettivamente documentati"  .

Fu trovata una via d'uscita  con una circolare interpretativa, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che assimilava il concetto di "direttamente constatato o obiettivamente documentato" al fatto che il medico avesse personalmente incontrato il paziente, interpretandone i sintomi sulla base della buona pratica clinica.

Non è nostra intenzione in questo testo analizzare le rarissime eccezioni alla norma che potrebbero verificarsi in alcuni casi particolari, ci corre perciò l'obbligo di sottolineare che le certificazioni non possono essere rilasciate al telefono, nemmeno per diagnosi riconducibili a lievi  malesseri soggettivi, che l'assistito può facilmente accentuare, quando non interamente simulare, in assenza di possibilità reali di verifica.

Un certificato può essere falso ed esporre il medico ai pesanti rigori della legge e della disciplina ordinistica, ma può anche essere semplicemente erroneo, in assoluta buona fede, come può verificarsi  nel caso di certificazione di malesseri mal definibili, ma potenzialmente a rischio per alcune categorie di lavoratori (la cefalea o l'insonnia riferite dal pilota d'aereo).

In questi casi  non si può dimostrare né che il certificato sia vero, né che sia erroneo, né che sia falso, sembra paradossale ma è così.

Non a caso la quasi totalità dei procedimenti sia  penali che ordinistici sono stati fondati su falsità formalmente evidenti, quali certificazioni rilasciate a pazienti che si trovavano all'estero o in carcere.

La normativa legata alla certificazione di malattia è stata creata fondamentalmente  per rendere più complesso e dissuasivo il percorso per il potenziale assenteista.

Purtroppo,  rischiando di complicare la vita agli onesti senza  incidere sul comportamento dei disonesti, si è scaricato  il problema sui medici di famiglia, che, ricordiamolo, gestiscono quotidianamente  con i propri pazienti  un delicato e continuativo rapporto di fiducia.

Vogliamo trovare un capro espiatorio ? Va benissimo, invitiamo tutti a sparare sul pianista, per dirla con le parole di Pierluigi Bartoletti.

Vogliamo invece risolvere il problema? Cerchiamo altre soluzioni, e dal 2010 ne abbiamo proposte!

E' necessario per prima cosa  ripristinare il sistema dei controlli, istituendo un centro unico presso l'INPS, da tempo, infatti, in conseguenza del taglio di risorse nel bilancio dell' INPS e delle Pubbliche Amministrazioni, che utilizzano invece come controllori le ASL, l'attività di controllo si è quasi azzerata. Più volte la FIMMG ha segnalato questo problema, chiedendo il "Polo Unico della Medicina di Controllo".

Ma il controllo da parte di un medico terzo, esperto in tale attività, pur rappresentando  deterrente, non basta, la vera soluzione deve passare quasi esclusivamente dalla  revisione dei contratti del pubblico impiego e del settore privato, con l'introduzione di adeguate penalizzazioni per le assenze brevi e non motivate da patologie importanti e obiettivabili. Queste  assenze, come avviene peraltro in numerosi paesi,  potrebbero essere anche autoattestate dal cittadino.

Da anni abbiamo sollecitato i nostri interlocutori a dare il via a questo percorso di riforme, ma  sia da parte dei sindacati dei lavoratori che delle associazioni datoriali non è stato manifestato nessun interesse: tutti si lamentano, ma nessuno si impegna per il vero cambiamento

FIMMG : Malattie di un giorno, la Pa batte il privato 6mil / anno di certificati sotto ai 3 giorni

impiegatiSOLE 24 Ore : Ogni anno sono 6 milioni i certificati di malattia con una prognosi inferiore ai tre giorni che vengono firmati dai medici di famiglia su richiesta dei lavoratori pubblici e privati. È la fotografia scattata dal centro studi della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. «Questa mole di certificati riguarda unicamente una malattia del lavoratore, rimangono fuori quelli relativi alla gravidanza, alla legge 104, ai permessi per la donazione del sangue», afferma Silvio Trabalza, vice segretario di settore della Fimmg.

Nel settore privato i certificati di un giorno sono 1 milione e 56 mila, mentre nella pubblica amministrazione sono 1 mln 252 mila; quelli da 2 a 3 giorni sono 2 mln 766 mila nel privato e 1 mln 747 mila nella Pa. «Scovare l'assentesimo da malattia – spiega Trabalza – è molto complesso perché non esiste una regia unica che procede ai controlli. Come non ci sono dati aggiornati su quanto sia fuori controllo la spesa legata a questo tipo di assenze dal posto di lavoro».

 Secondo l'esperto, che ricorda come oggi in Italia sono 1.250 i medici fiscali, «solo un unico polo, in campo all'Inps, può fare i controlli necessari. Questo ente ha già una filiera computerizzata in grado di segnalare in tempo reale l'assenza e il motivo. Ma – aggiunge – si può fare anche altro se il Governo prendesse in considerazione il nostro suggerimento di dare la possibilità al lavoratore di autocertificare l'assenza di un giorno o due. In questo modo – conclude – sarebbe molto più responsabilizzato e risponderebbe in prima persona».

«È un dato di fatto che la spesa per malattia nella pubblica amministrazione sia fuori controllo: solo nel 2013, il numero complessivo dei certificati di malattia è aumentato del 9% nel pubblico impiego mentre è rimasto praticamente invariato nel settore privato» ha rilevato Federica Ferraroni, vice presidente dell'Aimpaf, l'Associazione italiana medicina previdenziale, assistenziale e fiscale. «La percentuale di assenteismo del settore pubblico – prosegue Ferraroni – si è assestata negli ultimi anni al 2% mentre per il pubblico è ancora a percentuali altissime». Secondo il vice segretario dell'Aimpaf «la soluzione è uniformare i due settori e accorparli in capo all'Inps, la struttura che ha i risultati di eccellenza in questo settore. Lo stesso sottosegretario del ministero della Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, sta lavorando a questa riforma da mesi».

VIGILI ROMA: FIMMG, visite fiscali nel pubblico come nel privato

visita-fiscale(AGI) - Roma, 2 gen. - Per contrastare episodi come quello dei vigili urbani di Roma, assenti per l'83,5% a Capodanno a causa di "malattia", occorre "creare un polo unico della medicina fiscale, che equipari il regime di visita fiscale del pubblico a quello del privato". E' la proposta dei medici di famiglia Fimmg, per bocca del segretario nazionale Giacomo Milillo che all'AGI definisce "vergognoso" quanto accaduto nella Capitale.
 "Anche nel pubblico - spiega Milillo - si dovrebbe inviare automaticamente la visita fiscale, anziche' accontentarsi del certificato medico che noi facciamo senza poter accertare realmente se i lievi malesseri comunicati sono veri o no. Se uno mi dice che ha mal di testa che posso fare? Invece se quel dipendente sa che gli arriva la visita fiscale magari ci pensa due volte". Non e' una proposta di oggi, ricorda il numero uno della Fimmg: "Sono anni che lo diciamo, ma poi regolarmente tutti si arena in Parlamento, per un motivo o per l'altro".

MALATTIA VIGILI: FIMMG, nessuna possibilità di verificare stati patologici riferiti dal cittadini

vigili urbani4Roma, 2 gen. (AdnKronos Salute) - «Se il medico è compiacente commette un reato grave, ma non sempre ha la possibilità di verificare di persona quanto riporta il suo assistito. Deve agire a favore del malato che gli comunica una patologia. In questi casi, come già accadde con i piloti dell'Alitalia, prendersela con i medici non serve a niente». Dunque, si tratta di «un malcostume che riguarda il cittadino». Così, all'Adnkronos Salute, Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, la Federazione nazionale dei medici di medicina generale, commenta la notizia, resa nota dal Campidoglio, dell'assenza da lavoro (per malattia, permessi e donazioni del sangue) dell'83,5% dei vigili urbani capitolini la notte di Capodanno. 

FIMMG: nel 2015 rivalutare qualità rapporto medico-paziente

MililloRoma, 30 dic. (AdnKronos Salute) - La sfida 'targatà 2015 che attende i medici di medicina generale è quella di «veder rivalutata la qualità del rapporto professionista-assistito, fondamentale per la responsabilizzazione e l'umanizzazione delle cure. Un legame, però, sempre più attaccato dalla volontà da parte delle Regioni di favorire il rapporto cittadino-ospedale, anziché quello con il professionista sul territorio». A fare il punto sull'anno che verrà per la sanità italiana è Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. «Nel 2015 è necessario - sottolinea all'Adnkronos Salute - che si definisca l'accordo collettivo nazionale, un punto su cui le Regioni latitano». «Inoltre - aggiunge Milillo - speriamo che il Governo riesca a far approvare la riforma del Titolo V della Costituzione, superando gli equivoci della legislazione concorrente. E poi - conclude - è tempo che la politica metta in atto le riforme istituzionali e si ridimensioni il ruolo della burocrazia anche nella sanità

INFLUENZA: FIMMG, calano pazienti vaccinati per 'effetto fluad'

vaccini18 dic. (AdnKronos Salute) - Meno pazienti vaccinati e medici che si sentono scarsamente tutelati nelle responsabilità medico legali. Le notizie diffuse sul 'caso Fluad' hanno influito decisamente sulla campagna vaccinale antinfluenzale, secondo i dati di un sondaggio condotto dal Centro studi nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, Fimmg a cui hanno risposto 700 medici di famiglia. Il 30% dei medici intervistati riferisce un sostanziale arresto della campagna vaccinale, il 42% una notevole difficoltà nella disponibilità a vaccinarsi da parte dei propri assistiti; solo un 16% riferisce un rallentamento che incide relativamente sulla sua efficacia. Le conseguenze, per quest'anno, si concretizzeranno in una flessione della percentuale dei vaccinati fino al 20% secondo il 48% dei medici di medicina generale, dal 20 al 40% per un 25% del campione, più del 40% per il 7%: il 18% non ritiene invece di apprezzare significative variazioni rispetto alla precedente campagna vaccinale. I mass-media vengono ritenuti maggiormente responsabili di quanto accaduto (per l'83% dei medici); livelli di responsabilità più contenuti vengono attribuiti ad Aifa (9%) e al ministero della Salute (8%). L'82% del campione ritiene di non sentirsi sufficientemente tutelato nelle responsabilità medico legali rispetto alla campagna vaccinale, nell'ipotesi che si verifichino eventi avversi significativi.

La prospettiva per il prossimo anno è quella di assistere ad una forte penalizzazione della stessa campagna vaccinale,con una riduzione percentuale dei vaccinati superiore a quella di quest'anno (per un 53% degli intervistati); il 43% prevede invece che tale percentuale risulterà, per l'anno prossimo, sostanzialmente invariata. «È evidente che l'impatto mediatico di quanto accaduto sia stato devastante dice Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi Nazionale Fimmg - gli effetti complessivi sono stati attenuati solo dal fatto che il caso Fluad è avvenuto quando la campagna vaccinale era in una fase avanzata. Non sarà semplice per il medici di medicina generale gestire le perplessità e le diffidenze della gente anche nei prossimi anni, per cercare di riportare ai livelli di penetrazione precedentemente raggiunti una vaccinazione in cui la stessa medicina generale ha sempre creduto».

FIMMG : online la nuova FAD su Ebola dedicata ai medici

ebola3Attivato  il corso FAD  "Il medico di medicina generale e l'allarme Ebola: clinica e management delle epidemie del terzo millennio nel setting della Medicina Generale".

La FAD rientra in una serie di iniziative avviate negli ultimi mesi dalla  Fimmg per aggiornare i mmg sulla malattia: dagli aspetti clinici alle procedure da attuare nell'eventualità si incorra in un caso sospetto, ponendo particolare rilevanza sulle metodiche per gestire gli allarmismi della popolazione.

Il  corso, assegna 25 crediti ECM,

Obiettivi sono quelli di garantire l'aggiornamento continuo sulle linee guida relative alla prevenzione, al trattamento e alla gestione delle patologie infettive di emergente interesse, con particolare attenzione su Ebola. Si tratterà degli aspetti epidemiologici e clinici della malattia, delle procedure per la gestione dei "casi", dei nuovi aspetti etici e giuridici che la malattia ci consegna e dei centri di riferimento a cui i mmg devono rivolgersi nell'eventualità di un caso sospetto.

Tommasa Maio, segretario della Continuità assistenziale di Fimmg e responsabile del progetto

Piattaforma Fad

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L'accesso al corso formativo e al materiale di studio è possibile in qualsiasi momento, per farlo è sufficiente effettuare l'accesso al sito (login) usando nome utente e password scelti in fase di registrazione.

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CONSIGLIO NAZIONALE: Fimmg proclamato lo stato di agitazione della categoria

consiglionazionaleLa Fimmg  proclama lo stato di agitazione  della categoria per la la condizione di stallo delle trattative per il rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale. La decisione è del Consiglio Nazionale che si è riunito Sabato a Firenze, nella stessa seduta ,sono  stati nominati dal Segretario Nazionale alcuni responsabili di Aree Strategiche, approvate alcune modifiche al regolamento e approvato il calendario vaccinale per la vita.

Di seguito il testo della MOZIONE

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MOZIONE

Consiglio Nazionale Fimmg proclama stato di agitazione della categoria

Data pubblicazione : 13/12/2014

Mozione finale

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Firenze in data 13 Dicembre 2014 presso l'Hotel Sheraton, Via Giovanni Agnelli 33, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo sulla situazione politico sindacale attuale, la

APPROVA.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

SOTTOLINEA

in particolare la condizione di stallo in materia di trattative per il rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale, nonostante, per forza di legge, non preveda aumento di spesa, ma solo la riformulazione del normativo. La Legge 189/2012, cosiddetta "Legge Balduzzi", aveva previsto la conclusione delle trattative entro il 2012.

Le Regioni e il Comitato di Settore avevano già accumulato notevoli ritardi nella formulazione dell'Atto di indirizzo.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

STIGMATIZZA E DENUNCIA

il fatto che, dopo un tardivo e sofferto inizio delle trattative, la rigidità della posizione della SISAC e del suo Coordinatore, nonché la latitanza del Comitato di Settore, favorita dalle ambiguità di comportamento del suo Presidente, le hanno, nei fatti, immediatamente interrotte.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

GIUDICA

i contenuti della bozza di accordo sostenuti dalla SISAC inutilmente e strumentalmente fossilizzati nella definizione di modelli organizzativi che competono alle singole Regioni, mentre FIMMG rivendica un accordo che introduca un sistema di governance della categoria, meglio ancora un sistema di "autogoverno".

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, pertanto,

PROCLAMA

lo stato di agitazione della categoria e

DÁ MANDATO

al Segretario Nazionale Generale, all'Esecutivo ed alla Segreteria Nazionali di individuare e calendarizzare, fin da subito, tutti gli strumenti di contrapposizione sindacale nei confronti delle Regioni ritenuti più incisivi ed efficaci.

Approvata all'unanimità

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Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Firenze in data 13 Dicembre 2014 presso l'Hotel Sheraton, Via Giovanni Agnelli 33

ELEGGE

A norma dell'art.15 comma 7 dello Statuto, su indicazione del Segretario Nazionale Generale i seguenti Responsabili di Area Strategica, ex art. 35 Regolamento:

•Area ICT: Dott. Paolo Misericordia;

•Area dei rapporti con le professioni e della organizzazione degli studi professionali: Dott. Dario Grisillo;

•Area della previdenza e della tutela assicurativa: Dott. Franco Pagano;

•Area della tutela fiscale: Dott. Carmine Scavone;

• Area della tutela legale: Dott. Domenico Savorani;

•Area scientifica: Dott. Walter Marrocco.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

APPROVA

le modifiche al Regolamento Unico Nazionale inviate prima della seduta consiliare a tutti i convocati e che sono contenute in un documento allegato alla presente mozione, di cui sono parte integrante.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

APPROVA

il calendario vaccinale per la vita.

 Approvata all'unanimità