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FIMMG CA: contro la chiusura delle guardie mediche in Abruzzo

maio(AGI) - L'AQUILA, - "Apprendo con grande preoccupazione dagli organi di stampa che la Regione Abruzzo non ha trovato alternative alla chiusura di 20 sedi di continuita' assistenziale a suo dire imposte dal precedente commissario e che da oggi i medici di guardia saranno sostituiti da alcune ambulanze con a bordo personale sanitario non medico". E' quanto afferma Tommasa Maio, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina geneale) Continuita' Assistenziale commentando le notizie di un imminente depotenziamento dell'assistenza medica sul territorio abruzzese. "Come avevamo gia' da tempo denunciato, invece di affrontare le criticita' emergenti dell'assistenza domiciliare a favore di cittadini sempre piu' anziani e affetti da patologie croniche e invalidanti - osserva Maio - si taglia la spesa della medicina generale e si aumentano i costi legati al trasporto urgente in pronto soccorso, confermando una visione ospedalocentrica della sanita'. Allontanando intere valli e comuni dal piu' vicino presidio di continuita' assistenziale, l'Abruzzo sara' condannato a ricoverare in pronto soccorso gli anziani curabili a casa o in strutture residenziali, i bambini con la febbre e gli adulti con la tosse, fino a quando per l'ennesima volta lamentera' la non sostenibilita' del sistema e provvedera' a ulteriori tagli". "Avevo gia' espresso in una lettera al quotidiano Il Centro le ragioni di un necessario potenziamento delle cure primarie per rispondere ai bisogni di salute della popolazioni dei territori montuosi dell' Abruzzo - sottolinea Sandro Campanelli, segretario regionale Fimmg Continuita' assistenziale Abruzzo -. Si e' persa l'ennesima occasione". di riconsiderare l'intera offerta sanitaria in Abruzzo, fortemente sbilanciata sull'ospedale, partendo dalla legge Balduzzi n. 189 dell' 8 Novembre 2012 che, in Abruzzo, a differenza di altre Regioni, sembra non trovare accoglienza e applicazione. Ancora una volta la nostra Regione si accinge a perseverare in una politica sciagurata che ci ha portati al piano di rientro di cui non si vede la fine. Tuttavia si cincischia con 'tavoli tecnici' per i punti nascita. La continuita' assistenziale e le cure primarie evidentemente sono figlie di un dio minore

FIMMG: no allarmi, vaccinazione prosegue

Milillo(AGI) - Roma, 28 nov. - "Il divieto di utilizzo di due lotti di vaccino antinfluenzale Fluad da parte dell'Aifa e' stato disposto a scopo precauzionale. Gia' in passato ci sono stati lotti interi bloccati per mesi per un evento avverso e poi liberati perche' non c'era correlazione. Bisognera' aspettare l'esito delle verifiche per stabilire se c'e' un nesso di causalita' con le morti". Lo spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale della federazione dei medici di medicina generale, a Fimmg Notizie.              "Sicuramente e' un episodio che diffondera' paura tra la cittadinanza e mettera' a rischio la campagna vaccinale in corso - prosegue Milillo -. Questa cosa non possiamo permetterla perche' i vaccini sono sicuri e salvano vite, svolgendo un'attivita' di prevenzione soprattutto per i pazienti affetti da patologie croniche. Ricordiamoci che solo lo scorso anno per complicanze legate alla patologia influenzale sono morte in Italia piu' di 8mila persone, in Europa oltre 40mila. La campagna vaccinale prosegue".

FIMMG FORMAZIONE: Un vademecum sulla gravidanza durante il corso triennale

gravida thumb other250 250Un vademecum che spiega le normative e i diritti della donna in gravidanza che frequenta il corso triennale di formazione in medicina di famiglia- L’idea è della Fimmg formazione che ha raccolto in una guida di rapida consultazione, ma completa, le normative inerenti alla tutela della maternità dei medici in formazione specifica in Medicina Generale. Tutto cio’ per garantire la più ampia salvaguardia della maternità e della salute del nascituro, e di fornire uno strumento pratico di orientamento nelle leggi in materia. La vita professionale di un medico, vista la lunghezza dei percorsi formativi che nella migliore delle ipotesi termina verso i 30 anni, vede nella maggior parte dei casi un allungamento dei tempi per la creazione di una propria famiglia. Tuttavia l’orologio biologico non rallenta e non si sincronizza con il tempo necessario per il raggiungimento di una posizione lavorativa che abbia un minimo di stabilità. E’ quindi fondamentale un’attenzione e una conoscenza di tutto ciò che può aiutare nell’organizzazione di una fase così delicata della vita di una donna medico (indennità, leggi, normative e regolamenti che definiscono obblighi e diritti). Le politiche di sostegno alla maternità potrebbero e dovrebbero essere maggiori, tuttavia crediamo che il primo passo per un miglioramento in questo senso inizi da un’informazione accessibile.

INTERVISTA A MILILLO E SCOTTI: Dietro le quinte della trattativa per il rinnovo dell’Acn

medicifamilgai6MD Digital - Eliana Pasetti-   L’8 novembre a Firenze, durante lo svolgimento dell’evento la Festa del Medico di Famiglia, è stato organizzato un incontro sulla riforma sanitaria e sui contratti nazionali e integrativi che ridefiniscono l’organizzazione della medicina territoriale per i prossimi decenni. In quell’occasione MD-Digital ha intervistato Giacomo Milillo e Silvestro Scotti, rispettivamente segretario nazionale e vice segretario vicario Fimmg, per fare il punto sulla trattativa e sulla posizione del sindacato in merito al progetto di riorganizzazione della Medicina Generale.
“Le trattative, come molti colleghi sanno, sono iniziate sotto il segno della lentezza - ha sottolineato Giacomo Milillo -. Il segretario ha ripercorso gli eventi salienti che hanno portato ad una dilatazione dei tempi dovuta soprattutto alla contrapposizione con le Regioni che hanno cercato di ‘condizionare’ la negoziazione attraverso il Patto per la Salute.
“Noi ci siamo opposti a questa presa di posizione - ha evidenziato il segretario nazionale della Fimmg - ottenendo quello che è legittimo e cioè che la riorganizzazione della MG non avvenga per legge, ma sia il risultato di una contrattazione tra le parti”. Milillo riferisce che nell’ultima riunione la Sisac abbia preso atto dell’impossibilità di proseguire gli incontri perché le proposte portate al tavolo dalla parte tecnica non avevano nessun margine di mediazione.

“Finalmente  - evidenzia Milillo - il presidente della Sisac  ha preso atto che le sue proposte non potevano essere prese in considerazione da nessuno dei sindacati seduti al tavolo della trattativa e quindi gli incontri sono stati interrotti per una verifica politica che è ancora in corso”. Questa dilatazione dei tempi però per il segretario della Fimmg non è certamente positiva. Le ipotesi messe in campo sono molteplici: che non ci sia accordo fra la Sisac e gli assessori oppure che quest’ultimi richiedano tempo per decidere , visto che le Regioni sono impegnate a fare i conti con la legge di stabilità che prevederebbe tagli per 4 miliardi ai bilanci regionali.
“Pensare alla convenzione come a un costo, come a qualcosa che debba essere stabilita solo nel momento in cui ci sia certezza di finanziamento - ha tenuto a specificare Milillo - è a nostro avviso un errore fondamentale. Ritardando il rinnovo della convenzione di fatto si continuano a rinviare la messa in campo di soluzioni che possono dare un contributo fondamentale alla sostenibilità del Ssn”. I tagli paventati dal governo preoccupano anche il sindacato, che però confida su quanto dichiarato dal Ministro della Salute e dal governo. “Certo - conclude Milillo - siamo preoccupati per i tagli annunciati anche se  dobbiamo prendere atto che sia il ministro Lorenzin, sia il governo hanno più volte sottolineato che tali tagli non riguardano la sanità. Purtroppo le Regioni continuano a dire che i loro bilanci si fondano per 80% sulla sanità e che i tagli richiesti finirebbero per cadere su questo comparto come se non si potesse scegliere diversamente”.
Per quanto concerne la riorganizzazione delle cure primarie sul territorio, il vice segretario vicario Fimmg, Silvestro Scotti fa una premessa: “Noi vogliamo che il lavoro dei Mmg resti un lavoro autonomo subordinato alla convenzione rispetto ad alcune funzioni e non alla totalità dell’espressione assistenziale che il Mmg può determinare”. Proprio per questo motivo acquistano un’importanza strategica le Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) che attraverso la legge Balduzzi acquisiscono capacità di erogare livelli di assistenza riferiti a progetti su patologie croniche. Per Scotti diventa dirimente che nella dinamica contrattuale si punti a determinare che l’Aft  sia il fulcro della governance della medicina Generale.
“Formalmente l’aggregazione funzionale - ha spiegato Scotti - diventa la cellula che entra all’interno del sistema di organizzazione regionale sulla base delle caratteristiche di diversità che le singole Regioni vorranno determinare, ma deve caratterizzare in qualche modo anche l’evoluzione di quel sistema. Non è pensabile che le Aft siano fortemente differenziate in termini di numerosità e di caratteristiche, se così fosse, nell’arco di pochi mesi o al massimo in un anno ci ritroveremmo 21 modi di determinare un’azione della Medicina Generale. Noi non crediamo che questo Paese se lo possa permettere”.

ACN, Milillo: Uccp nelle sole aree ad alta densità è passo avanti

MililloIntervista di Giacomo Milillo a Filodiretto di Federfarma in cui fa il punto sulla trattativa in corso con la Sisac per il rinnovo della Convenzione e sulle ultime aperture delle Regioni, tra le quali la proposta di limitare le Uccp alle sole aree ad alta densità abitativa,  che rappresentano "un passo avanti".

Di seguito l'intervista

Milillo, nelle settimane scorse le Regioni hanno avviato con Federfarma un confronto preliminare sui temi nodali della prossima convenzione con le farmacie. La vostra trattativa è più avanti di qualche tappa, ma sembra comunque concretizzarsi quella contrattazione su "binari paralleli" che Fimmg e Federfarma avevano pattuito quest'estate. Qual è oggi la situazione al vostro tavolo?

Presto detto, siamo fermi da diverse settimane. La Sisac sembra avere preso finalmente atto delle enormi distanze esistenti tra la loro piattaforma e la nostra e si è decisa ad avviare una verifica politica con i suoi referenti, le Regioni.

In parole semplici, quali sarebbero queste distanze?

Il primo punto è il profilo contrattuale del medico di famiglia: la controparte insiste nel non riconoscergli contenuti coerenti al suo status di convenzionato.

Lo stallo è totale o c'è qualche spiraglio?

Nelle ultime settimane dall'assessore Montaldo sono arrivate diverse aperture interessanti. Peccato che queste aperture non abbiano ancora trovato nella Sisac il riscontro che ci attendevamo. Nessuno stupore, comunque: da tempo la Sisac è portavoce non delle Regioni nel loro insieme, ma di una in particolare. Sempre quella, l'Emilia Romagna.

Veniamo alla Legge di Stabilità: il testo riprende fedelmente il Patto della Salute, ma resta l'incognita di quei 4 miliardi di tagli alle Regioni che qualche governatore vorrebbe forse spalmare anche sul Ssn.

Le Regioni dicono che la Sanità non potrà essere lasciata fuori visto che assorbe l'80% circa della loro spesa. Ma quel restante 20% vale sempre una quarantina di miliardi, rispetto ai quali i tagli peserebbero per circa il 10%. Sono risparmi importanti, ma raggiungibili anche senza toccare il Ssn. Per noi il Fondo sanitario 2015 e 2016 non va toccato e abbiamo fiducia nel ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che aveva detto che i soldi della Sanità non si toccano.

Nel Patto della Salute c'è un intero articolo, quello sul riassetto del territorio, dove si parla di riforma delle Cure primarie e farmacia dei servizi. Già basta perché sul territorio farmacie e medici di famiglia comincino a lavorare assieme per un territorio meglio attrezzato, o conviene aspettare che siano stipulate le due convenzioni?

Meglio aspettare le convenzioni. Stiamo lavorando su binari paralleli proprio per fare in modo che questi accordi facciano da fondamenta a quello che poi si andrà a costruire nelle varie Regioni.

FIMMG : Codice di autoregolamentazione per la telemedicina

telemedicinaL'utilizzo della Telemedicina nella pratica professionale quotidiana sta prendendo sempre più campo. Mentre da sempre più parti si sottolinea la necessità di definire ruoli e responsabilità dei professionisti che intervengono nella filiera della Telemedicina e di evidenziare i particolari aspetti legati alla Privacy che questa attività comporta, finora sono disponibili autorevoli linee di indirizzo in materia, ma manca una precisa normativa al riguardo. FIMMG, con l'obiettivo di dare certezza giuridica ed implementativa agli operatori ed ai pazienti, ha deciso di dotarsi di un Codice di Autoregolamentazione per l'utilizzo della tecnologia informatica, che vuole rappresentare una prima applicazione delle linee guida fornendo un modello di governance della qualità e della sicurezza delle procedure in un'ottica di assunzione di responsabilità da parte dei vari professionisti coinvolti e di garanzia della sicurezza e dei diritti del paziente, anche in campo di Privacy con la proposta di specifica informativa/consenso informato.

Leggi il documento del codice

GIACOMO MILILLO : "Il Servizio sanitario nazionale, così com'è, non è più sostenibile. Il modello è da rivederee la medicina generale da rifondare".

MililloDottor Milillo, lei non crede più alla sostenibilità di un Ssn che garantisca tutti. È la fine del modello universalistico?

Ho sempre creduto nel nostro Ssn, ma ora bisogna prendere atto che sul piano della prevenzione e dell'assistenza ai non autosufficienti non siamo riusciti a garantire a tutti le prestazioni necessarie. Oggi la sfida è quella di conservare il sistema sanitario universalistico, non di superarlo. Ma di fronte alla ristrettezza delle risorse bisogna trovare soluzioni.

Ad esempio?

Il governo deve individuare livelli essenziali di assistenza sostenibili con il fi nanziamento pubblico e poi livelli integrativi lasciati alla responsabilità del cittadino. Penso a mutue e fondi integrativi che nascono appunto per ridurre il costo delle prestazioni rispetto al mercato. Se vuole prendersi cura degli indigenti, il sistema sanitario non può più garantire tutto a tutti. Il governo deve individuare livelli integrativi di assistenza.

È una posizione impopolare?

Ci sono resistenze ideologiche. A me sembra più universale scegliere le cose più importanti da garantire e assicurare tutto solo agli indigenti. Così si recuperano risorse da investire per dare copertura a chi è in difficoltà. È l'universalismo concreto, fatto di equità e solidarietà, contro l'universalismo iniquo e di facciata.

Un esempio di sanità iniqua?

Penso ai ticket. La compartecipazione alla spesa è inevitabile, ma ora è eccessiva e ripartita male: certi ticket costano più della stessa prestazione fatta privatamente. Non ha alcun senso. Sulla carta è un Ssn sostenibile, nei fatti è sostenuto dai cittadini. Il sistema va rivisto in nome dell'equità: chi è più povero non può pagare lo stesso ticket di chi è più ricco.

Da anni si parla di rifondare la medicina generale. A che punto è questo processo?

La legge Balduzzi ha creato le condizioni perché si realizzi, attraverso il ruolo unico, le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e anche le Unità complesse di cure primarie (Uccp). Tutto, però, dipende dalla negoziazione. La rifondazione sarà realizzata quando firmeremo il nuovo Accordo collettivo nazionale.

È ottimista?

La trattativa era cominciata male. Noi abbiamo sempre avuto un'opposizione preconcetta da parte delle Regioni. Ora abbiamo registrato una disponibilità al dialogo. Se si arriva a livelli di mediazione accettabili va bene, altrimenti non fi rmeremo e saremo pronti a indire una mobilitazione.

Tre punti su cui la Fimmg non è disposta a negoziare?

Il primo è il profi lo giuridico. Siamo contrari a una normativa che prima ci classifi ca come liberi professionisti convenzionati e poi introduce per noi regole proprie della medicina dipendente. E soprattutto vogliamo che l'accordo nazionale non possa essere modifi cato a livello regionale. Il secondo punto, invece, riguarda ruolo unico e aggregazione professionale, mentre il terzo la ristrutturazione del compenso: una riclassificazione delle voci dell'onorario distinguendo ciò che paga l'attività professionale da ciò che fi nanzia i fattori di produzione.

A ottobre diverse sigle sindacali, tra cui la Fimmg, hanno lanciato l'Alleanza per la professione medica. Cos'è?

È un soggetto che esprimerà in modo unitario la voce degli oltre 100 mila professionisti rappresentati, formulerà proposte sulla condizione dei medici, si occuperà anche di temi come la responsabilità professionale. La priorità assoluta è il riconoscimento e la tutela della professionalità del medico.

About Pharma and Medical Devices

INDAGINE SMI: SCOTTI (Fimmg) Mmg novelli Paperon de' Paperoni, ma i conti non tornano

silvestroscottiMD Digital : Specchio, specchio delle mie brame, chi è il medico più pagato del reame? Ma i medici di famiglia, ovviamente: a dirlo è il Centro Studi del Sindacato dei Medici Italiani (Smi), che all'ultimo congresso nazionale di Roma ha presentato uno studio "da favola" sui guadagni dei camici bianchi di tutte le categorie. La conclusione è a dir poco sorprendente: i medici di famiglia avrebbero una retribuzione oraria più alta del 38% rispetto a quella degli ospedalieri. Dunque ritiratevi a bordo della vostra piscina alle Cayman, posate il Martini e compiacetevi per un momento della vostra condizione, fortunelli che non siete altro.

Al di là delle facili ironie, i dati dello Smi sono evidentemente frutto di grossolani errori di valutazione. Come dimenticare che i medici di famiglia non hanno ferie, tredicesima, TFR, e devono invece pagarsi lo studio, la segretaria e perfino il sostituto in caso di malattia? Come sono state calcolate poi le 24 ore di lavoro settimanale, senza tener conto di tutto il lavoro extra-ambulatoriale?

"Chi ha redatto quello studio non ha la più pallida idea di cosa sia il lavoro del Mmg, altrimenti non avrebbe mai potuto scrivere simili sciocchezze", ha tuonato Angelo Testa, presidente nazionale Snami, chiedendo un'immediata rettifica. Dal canto suo, il presidente del Centro Studi Smi, Gianfranco Rivellini, ha tentato di correggere il tiro, affermando che i dati dovevano essere contestualizzati. "Il nostro è un grido di allarme – ha dichiarato - in vista del rinnovo della Convenzione". Ecco quindi il vero nocciolo della questione. Che questi dati falsati sui guadagni dei medici di famiglia "vengano fuori durante la trattativa per l'ACN è politicamente poco opportuno", afferma il vicesegretario nazionale della Fimmg Silvestro Scotti. E se fossero un tentativo per uniformare il panorama fin troppo complesso dei contratti, in vista proprio del contratto unico richiesto a gran voce dallo Smi? "Se dare uniformità significa dire che oggi il costo della medicina di famiglia è superiore a quello della dirigenza medica siamo davanti ad una falsità assoluta", continua Scotti. "Il contratto unico potrebbe avere senso se convenzionassimo gli ospedalieri. Nel momento in cui si fa una boutade di questo tipo - sottolinea il vicesegretario della Fimmg - bisogna capire che tipo di contratto si parla, altrimenti è solo un modello di marketing che può andare bene per tutti, perché ognuno ci legge quello che vuole. Non si è capito quale sia la proposta di contratto unico: ho sentito parole roboanti, una sorta di slogan che fa molto effetto in questo momento in questo Paese, ma noi - conclude Scotti - preferiamo rimanere coi piedi per terra".

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FIMMG FORMAZIONE: impensabile per noi la gestione universitaria della specialità

formazioneDOCTOR 33 :Mauro Miserendino «Il pasticcio ai test d'ingresso alla specialità è uno dei motivi per cui i tirocinanti in medicina generale fanno bene a sostenere un percorso di studi regionalizzato fuori dal controllo degli atenei».   All'indomani dello scandalo dei set di quiz scambiati, Caterina Marcucci vicesegretario Fimmg formazione, coglie l'occasione per ribadire perché i giovani medici di famiglia del primo sindacato di categoria si battono per un corso specifico diverso dalle altre specialità. «A turno, varie formazioni si sono pronunciate a nome della medicina generale per rivendicare un corso post-laurea universitario, sul modello di quelli per le specialità ospedaliere. In queste posizioni vediamo il tentativo del Ministero dell'Università di controllare la nostra formazione, che invece deve restare in regione, in primo luogo per ragioni organizzative. Con una misera borsa da 860 euro mensili per noi tirocinanti è impensabile predisporsi a "obbedire" ai risultati di una graduatoria nazionale trasferendosi in un'altra regione per tre anni per imparare ad esercitare, come avviene per gli specializzandi, che possono essere costretti a esercitare lontano da casa forti di un contratto di formazione meglio retribuito». «Il secondo motivo per perseguire un corso regionale, ancorché perfezionato e più completo, è la necessità di imparare la professione il più vicino possibile ai pazienti che si seguiranno una volta entrati nella medicina generale, oggi riorganizzata attraverso ruolo unico (pari dignità tra assistenza primaria pagata a scelte e continuità assistenziale pagata a ore lavoro) aggregazioni funzionali e unità multi professionali. In questo iter di apprendimento –dice Marcucci- sono previste le attività professionalizzanti che ci fanno imparare una professione consentendoci entrate aggiuntive alla borsa; purtroppo all'articolo 5 del comma 14 del patto salute questa possibilità è stata cassata all'ultimo momento. Speriamo di recuperarla con il tavolo sulla formazione che doveva insediarsi entro ottobre e che ad oggi ci risulta ancora in via di composizione. Fimmg Formazione ha raccolto 5 mila firme per far capire due cose: che la formazione professionalizzante sul territorio è l'unica strada pratica e che una formazione universitaria non è la risposta giusta poiché, se si escludono corsi marginali all'interno delle attività didattiche opzionali, l'ateneo italiano non dà sbocchi né importanza alla medicina generale».

CENTRO STUDI FIMMG: I medici di famiglia guadagnano il 38% in più degli ospedalieri metodi di analisi sono del tutto inadeguati

medicifamilgai6Le conclusioni della ricerca del Sindacato Medici Italiani che vorrebbero indicare un maggior guadagno dei medici di medicina generale rispetto ai colleghi ospedalieri sono completamente inattendibili. Questa l'analisi di Paolo Misericordia  responsabile Centro Studi Nazionale Fimmg

"I metodi di analisi sono del tutto inadeguati: sembrerebbe essere stata utilizzata una modalità di computo orario per lavori che non possono essere valutati, in modo comparativo, secondo quella unita' di misura."

"Una valutazione corretta dovrebbe, evidentemente, tener conto delle enormi differenze nella tipologia del rapporto di lavoro, nelle modalità con le quali le diverse attività vengono svolte, nelle straordinarie differenze in termini di gestione delle rispettive risorse, di fiscalità, di tutele, di rischi.

Rimane il rammarico di dover anche solo commentare dati ed informazioni che sono stati divulgati in modo semplicistico e disattento e che hanno comunque fornito adito a conclusioni strumentali e fuorvianti."

FIMMG: I medici di famiglia guadagnano il 38% in più degli ospedalieri? cosa seria o una "boutade" di fine ottobre

medicofonendo "Medici di famiglia in vetta. Guadagnano il 38% in più degli ospedalieri.
Se un medico di medicina generale percepisce in media 60,7 euro l'ora, il collega dirigente ospedaliero non arriva a 38 euro."
Questa la notizia comparsa sul web a proposito di un lavoro,  elaborato, a quanto sembra, dal Centro studi del Sindacato Medici Italiani.
Il Centro Studi Fimmg è stato attivato per un'analisi dello studio, che pubblicheremo nei prossimi giorni. Ci troviamo di fronte a una cosa seria, a una "boutade" di fine ottobre o a una delle tante puntate dell' "Ora del dilettante"?

IL TESTODELL'ARTICOLO SU  QUOTIDIANO SANITA':

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=24062

ACN: Scotti intercettare fondi privati chiave per lo sviluppo del Ssn sul territorio

scottiSilvestroDOCTOR 33 - Mauro Miserendino- La priorità del prossimo accordo nazionale è l'articolo sul profilo giuridico che qualifica i medici di famiglia professionisti autonomi collaboranti con il Ssn per espletare le funzioni in convenzione. Lo spiega Silvestro Scotti vicesegretario vicario della Fimmg eletto al congresso di Santa Margherita di Pula, che ha visto la riconferma al vertice di Giacomo Milillo. Nella relazione di Milillo spicca la richiesta alle istituzioni di normare l'ingresso di fondi sanitari extra nella dinamica retributiva del mmg. «C'è un nesso profondo tra la nostra istanza e l'evoluzione del nostro profilo», spiega Scotti. «L'ambito di intervento della sanità pubblica si va restringendo, lo dimostrano i tagli all'Irap. Tanti italiani trovano più conveniente rivolgersi al privato che pagare il ticket. Così, la presa in carico del paziente, ma anche test diagnostici e conseguenti diagnosi "basilari", sfuggono a noi, che dovremmo fare prevenzione primaria e secondaria. E' bene per tutti trovare un'alternativa alla spesa che oggi grava sulle tasche dei cittadini. Dobbiamo poter contrattare un ruolo di regolatori dell'accesso alle prestazioni oggi "disperse" in un privato a gestione individuale, per renderle utili al pubblico». 

C'è spazio per una simile proposta?

«Il Ssn non vive solo del fondo interregionale, ma attrae capitali privati ad esempio con l'intramoenia dei dipendenti. Questi ultimi per contratto possono così dispiegare il loro potenziale libero professionale, benché subordinati. Invece noi, pur non dipendenti, fruiamo di soli incentivi che esaltano la funzione di "braccio" dell'Asl e deprimono sempre più il nostro essere liberi professionisti: se svolgiamo libera professione strutturata, ecco i limiti di massimale; se ci convenzionassimo con un fondo sanitario e vi indirizzassimo utenti, ecco l'accusa di comparaggio. Ma se la nostra attività fosse coordinata con le aziende pubbliche e con la creazione di fondi sanitari pubblico/privato, i livelli assistenziali si conserverebbero e forse implementerebbero per tutti l'offerta di assistenza del Ssn. E' una questione di sopravvivenza nostra e dei cittadini: in Grecia parte della quota capitaria è stata sostituita con il pagamento diretto dell'assistito, le sale d'attesa si sono svuotate, per mantenere il reddito è partita una guerra tra colleghi e di fatto il cittadino ha perso il medico».

Alle regioni chiedete un ruolo di coordinamento, nel territorio, su altre professionalità.

«Abbiamo la necessità di controllare i fattori produttivi, strettamente legata ala tutela del valore-libera professione. La realizzazione della legge Balduzzi poggia su relazioni intra ed inter professionali, organizzazione del lavoro, governance del sistema territoriale  coordinata con l'ospedale e su un processo di valutazione dei risultati che tenga conto degli effetti indotti da tutti i sistemi responsabili dell'assistenza. Basta che la gestione dei fattori produttivi sia decisa dall'Asl in un ambito gerarchico e il progetto si dissolve».

La Sisac vi vede come co.co.co...

«Non siamo disposti, a firmare un contratto che preveda obblighi organizzativi senza chiarire i livelli di autonomia. Noi siamo professione intellettuale, offriamo un bene immateriale e abbiamo due committenti, il paziente e l'Asl. Ma il rapporto che alla fine prevale, secondo noi e pure nelle sentenze, è quello con il paziente. Avendo per di più ricevuto un mandato sulla fiducia personale, è improponibile per noi barattare obblighi etici con ordini di servizio, fermo restando che le regioni non sono in grado di darci le tutele della dipendenza (ferie, malattia, etc). Nel primo articolo della nostra bozza è definito il ruolo di un mmg che riteniamo debba poter esprimere in pieno la capacità di autonoma organizzazione. Ma per parlare da pari a pari con il management, contenuti e orientamenti del nostro "patto" vanno definiti prioritariamente sul piano politico e solo dopo tradotti in norme dai tecnici Sisac».

Accesso alla professione: tema da regolare sul piano politico o con l'agenzia Sisac?

«Siamo fermamente intenzionati a realizzare nell'accordo nazionale quanto finora disatteso. Non è più tollerabile mantenere in stato di indigenza i futuri colleghi, non assicurare un percorso formativo qualificato. Né è più tempo di tavoli esplorativi. Conosciamo le leve su cui agire e non aspetteremo oltre. E' grave non aver voluto cogliere l'occasione di offrire una risposta concreta con il comma 14, proditoriamente cancellato dal Patto della Salute. Ancora una volta sono state rimandate scelte che non avrebbero determinato oneri aggiuntivi. Ciò –conclude Scotti-rende pretestuose le motivazioni addotte a giustificare il provvedimento».

FIMMG: "La sanità ha bisogno di una revisione totale" Formazione sul campo sorvegliata dall'università

formazion2(Quotidiano sanita)16 OTT - "Nostro obiettivo è cercare di risolvere i problemi che fanno lavorare male i medici. C'è un disagio diffuso. Essere medici oggi comporta dei problemi. Si è insicuri del ruolo, c'è indeterminatezza e conflittualità, c'è il problema della responsabilità professionale per cui il medico viene visto alla stregua del guidatore ubriaco che investe e uccide qualcuno. Mentre noi anche se sbagliamo lo facciamo nel tentativo di curare". Ha spiegato Giacomo Milillo segretario Fimmg. Altro elemento che Milillo ha sottolineato è "il rapporto con l'università e quindi la formazione".

"Per me l'università è un problema – ha detto – perché non risponde alle vere esigenze della professione, la formazione non è adeguata a quello che serve al Ssn. La formazione continua ad essere tagliata a su misura a ciò che serve all'Università, magari sforniamo dei buoni ricercatori però servono anche medici adeguatamente formati."

"La formazione va fatta sul campo magari sorvegliata dall'università. C'è poi l'assurdo economico di 10mila laureati l'anno, con tremila che andranno ad allungare le code. Questo significa che, andando avanti, dagli attuali 3 anni persi dopo la laurea arriveremo a 4/5 anni. La selezione ci vuole ma va trovato un criterio che funzioni".

"La sanità e l'Italia – ha aggiunto il segretario Fimmg – hanno bisogno di una revisione totale. I medici sono portatori di alcune istanze che vogliamo affrontare insieme nell'interesse dei cittadini. Siamo un'organizzazione che cerca di portare avanti dei ragionamenti e anche degli interessi legittimi di una categoria professionale.

 Infine Milillo ha chiarito che "l'Anaao manca nella fondazione perché non ci sono state le condizioni per potersi sedere ad un tavolo. Noi abbiamo avuto fretta di partire, abbiamo cercato di coinvolgerla ma sono mancate le occasioni. Le porte sono aperte a tutti i sindacati che condivideranno questo manifesto. La vera innovazione di questo cartello è che siamo partiti prima dai contenuti e poi abbiamo messo assieme le alleanze

70 mo CONGRESSO : La mozione finale

70 congressoMOZIONE CONCLUSIVA

70° Congresso Nazionale Fimmg-Metis
"Noi,orgogliosamente Medici di Famiglia- fiducia innovazione competenza organizzazione"
6 – 11 ottobre 2014
Santa Margherita di Pula (CA) – Forte Village

 
Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

esprime apprezzamento

per l'elevato contenuto delle relazioni presentate nell'ambito delle sedute scientifiche e

sottolinea

l'importanza del tema prescelto "Noi,orgogliosamente Medici di Famiglia- fiducia innovazione competenza organizzazione" per il momento storico che vede la categoria coinvolta in un rinnovo contrattuale i cui effetti si proietteranno sulla Medicina Generale e sul SSN dei prossimi 30 anni.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg in modo particolare

evidenzia

i punti di forza della medicina generale quali il rapporto di fiducia individuale e continuato nel tempo e la competenza specifica di approccio alla persona, reputando nel contempo fondamentali i cambiamenti legati all'innovazione tecnologica e alla necessaria ri-organizzazione funzionale per un utilizzo efficiente delle risorse sanitarie attraverso il coordinamento delle cure, il lavoro di squadra in organizzazioni monoprofessionali e con le altre figure professionali del territorio.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

sentita

la relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo la

approva.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

ringrazia

il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin , la Senatrice Emilia De Blasi e il Senatore Maurizio Sacconi per la rinnovata fiducia espressa nei confronti dei medici di medicina generale nei messaggi inviati al Congresso.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

ringrazia altresì

l'intervento del Presidente del Comitato di Settore Claudio Montaldo e di tutti gli altri Ospiti istituzionali che si sono succeduti.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

esprime apprezzamento

per l'intervento del Presidente di Federanziani Roberto Messina, testimonianza di collaborazione fattiva con la propria Organizzazione.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

conferma

la unanime condivisione della proposta Fimmg sul profilo giuridico del medico di medicina generale, sottolineandone la natura libero professionale ma caratterizzato nel contempo dalla continuità e dalla coordinazione all'interno del SSN, punto fondante dell'opera storica di tutela della salute da parte della categoria e da cui deriva l'Art. 1, presupposto imprescindibile per uno sviluppo coerente dell'articolato oggetto di trattativa.   

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

ritiene indispensabile

che il medico di medicina generale si renda partecipe attivo e responsabile in materia di prescrizione appropriata, pertanto

aderisce e promuove l'iniziativa

di sperimentazione circa la formulazione diretta di piani terapeutici, non più delegati solo agli specialisti, per farmaci opportunamente individuati, quale opportunità per riappropriarsi di atti e responsabilità professionali.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

plaude

alla relazione del Presidente ENPAM Alberto Oliveti, per l'impegno e per i risultati raggiunti dal nostro Ente di previdenza nel corso di questi anni di attività, in particolare le riforme di procedure di gestione del patrimonio, il bilancio tecnico a 50 anni, la modifica del proprio statuto.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

ritiene strategico

l'affidamento del Settore Pensionati che si andrà costituendo all'interno dell'Associazione a personalità di rilievo.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

prende atto e plaude

all'elezione di Tommasa Maio a Segretario Nazionale del Settore Continuità Assistenziale e di Francesco Marino a Segretario Nazionale del Settore Emergenza Territoriale e dei rispettivi Esecutivi Nazionali di Settore.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

ringrazia

tutto l'Esecutivo Nazionale Generale uscente per l'importante contributo fornito in questi anni di attività, augurando ai Colleghi un buon lavoro futuro.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

esprime piena soddisfazione

per l'elezione a Presidente Nazionale di Stefano Zingoni; Segretario Generale Nazionale, Giacomo Milillo; componenti l'Esecutivo Nazionale Generale: Silvestro Scotti, Malek Mediati, Giacomo Caudo, Pier Luigi Bartoletti, Vittorio Boscherini e Nicola Calabrese; Probiviri Nazionali: Roberto Venesia, Adele Bartolucci, Giovanni Barone, Pasquale Cognetta, Pierluigi De Paolis, Rocco Mario Di Brina, Paolo Vittorio Lionetti, Vito Pappalepore, Sandro Vasina; Revisori dei conti Nazionali: Tommaso Dubla, Pasquale Boccia, Michele Argenti,Vincenzo Cicciarella, Francesco Sarubbi.

Il 70° Congresso Nazionale della Fimmg

prende atto e plaude

alle indicazioni del Segretario Generale Nazionale di scegliere quale suo Vice Segretario Vicario Silvestro Scotti e quale Segretario del Segretario Celeste Russo.

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE : Tommasa Maio eletta Segretario Nazionale per il settore

maioNel corso del 70° Congresso FIMMG, si sono svolte le elezioni per il rinnovo dell’Esecutivo Nazionale del settore Continuità Assistenziale.

Tommasa Maio, è stata eletta Segretario Nazionale. 

Sono inoltre stati eletti come componenti del nuovo Esecutivo del Settore Continuità Assistenziale:

Stefano Leonardi

Fabio Lucchetti

Silvia Belardi

Cesare Scola

Maria Grazia Terenzio

Alessandro Dabbene

Piero Drago

FIMMG: serve un rafforzamento del ministero

MinisteroSalute2(AGI) - Roma, 8 ott. - Per la sanita' italiana "e' necessaria un'azione di regia e governo determinata attraverso un rafforzamento del ministero della Salute, naturalmente in stretta collaborazione con una Conferenza delle Regioni che da un lato sappia interloquire produttivamente con il Mministero, ma dall'altro sappia autorevolmente guidare le singole Regioni a comportamenti fra loro coerenti". E' quanto ribadito dal segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, nella sua relazione al congresso della federazione dei medici di famiglia. "Siamo assolutamente consapevoli - ha precisato Milillo - della necessita' di garantire le autonomie organizzative e gestionali indispensabili a permettere coerenza fra assistenza offerta e contesto socioculturale e orogeografico di ciascuna regione, addirittura di ciascuna azienda sanitaria, ma nello stesso tempo non possiamo accettare cio' che abbiamo osservato in passato: Regioni che improvvisano modelli organizzativi e criteri di assistenza ispirati alla creativita' piu' spinta e repentinamente modificati in base alle convinzioni della maggioranza politica subentrante"

Fimmg: Integrazione vantaggiosa per 84% medici famiglia

medicopcIl lavoro in squadra dei MMG, la loro integrazione con gli specialisti e la collaborazione con altre figure professionali è considerata dagli stessi medici di medicina generale un'opportunità di crescita professionale che produce benefici per il paziente. Per l'84,3% dei mmg i vantaggi dell'integrazione sono "molti" o "abbastanza". Il 46% ritiene, però, che in mancanza di un'organizzazione adeguata ci possa essere il rischio di confusione tra ruoli e responsabilità. E' quanto emerge dall'indagine annuale del Centro Studi Fimmg, presentata in occasione del 70° Congresso nazionale in corso a Santa Margherita di Pula. Lo studio è stato realizzato attraverso interviste via web su un campione di oltre mille medici, rappresentativo di un universo di circa 50mila mmg.

Sul fronte della comunicazione tra medici per definire diagnosi o percorsi terapeutici del paziente, la condivisione della cartella clinica per via telematica viene indicata come la soluzione idealmente più efficace, a minor consumo di risorse, anche se finora meno utilizzata. Gli strumenti più diffusi rimangono l'impegnativa e i documenti portati dal paziente, anche se quasi la metà dei medici di famiglia li considerano spesso inefficaci perché vengono dimenticati dai pazienti o perché questi ultimi non sanno riferire la terapia e gli esiti degli accertamenti La difficoltà a trovare sedi per costituire forme aggregative è considerata l'ostacolo principale per realizzare a pieno un'integrazione tra mmg, mentre la scarsa comunicazione sui reciproci interventi rappresenta lo scoglio più grande per quella tra medici di famiglia e di continuità assistenziale.

"Dall'indagine emerge una forte consapevolezza da parte della categoria rispetto all'opportunità offerta dai meccanismi di integrazione professionale e nell'individuare la condivisione telematica della scheda sanitaria dell'assistito con gli specialisti come la migliore potenzialità comunicativa a nostra disposizione – commenta il responsabile del Centro Studi Fimmg, Paolo Misericordia – I medici di medicina generale sono concordi nell'affermare che solo integrando il lavoro tra di loro e con gli specialisti, e collaborando con altre figure professionali, si può sperare di raggiungere migliori risultati nella cura dei pazienti, nella riduzione delle complicanze e degli eventi avversi e contenere i costi finali. Il modello del 'lavorare da solo' non può più reggere e sicuramente non reggerà nel prossimo futuro ed è e sarà indispensabile passare al modello integrato del lavoro in team".

VACCINI: Fimmg presenta il nuovo calendario per la vita

vaccinazione(AGI) - Santa Margherita di Pula (Cagliari), 9 ott. - Un'agenda aggiornata sulle vaccinazioni che accompagna il neonato fino all'eta' adulta e traccia indicazioni anche per anziani e pazienti a rischio per patologia. A due anni dalla prima edizione, arriva il nuovo 'Calendario per la vita': strumento utile che racchiude tutta l'offerta vaccinale nazionale, dall'infanzia alla terza eta'. L'iniziativa e' nata dalla collaborazione tra Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Societa' italiana di igiene (SItI), Federazione italiana medici pediatri (Fimp) e Societa' italiana di pediatria (Sip) per garantire la migliore prevenzione non solo verso malattie infettive ma anche tumorali. Il nuovo Calendario e' stato presentato durante il 70esimo Congresso Nazionale Fimmg-Metis, in corso a Santa Margherita di Pula. "Il settore delle vaccinazioni e' in continua evoluzione grazie ai passi in avanti della ricerca - commenta il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - e' percio' importante per medici e pazienti disporre di raccomandazioni sempre aggiornate. Il 'Calendario per la vita' e' diventato un punto di riferimento per la nostra categoria utile a programmare le vaccinazioni nel modo piu' efficace e sicuro", conclude Milillo. Nella nuova edizione sono contenute, ad esempio, le ultime indicazioni sulla vaccinazione anti-pneumococco negli adulti a rischio, l'abbassamento dell'eta' per la vaccinazione antinfluenzale e la vaccinazione anti-meningococco B.

MEDICINA DELLA COPPIA: campagna FIMMG- METIS "Rompi il muro del silenzio"

sesso"Agisci subito. Rompi il muro del silenzio". E' questo il messaggio della nuova campagna di sensibilizzazione lanciata da Fimmg- Metis sul tema della Medicina di Coppia.
Negli studi dei medici di famiglia verranno affisse locandine che invitano i pazienti a parlare con il proprio medico dei problemi della sfera sessuale, disturbi che colpiscono ben 16 milioni di italiani. I cittadini troveranno inoltre tre questionari, con domande ad hoc per gli uomini e le donne, che potranno compilare e poi discutere con il medico di famiglia. La locandina sintetizza i 5 buoni motivi per parlarne con il proprio medico:  migliora la qualità della vita sessuale, consente di saperne di più sui principali disturbi sessuali, fa scoprire l'impatto che il disturbo di un partner può avere sulla sessualità dell'altro,  permette di verificare se è la spia di altri problemi e di ottenere una cura efficace e sicura, evitando  il "fai da te". "Spesso i disturbi sessuali non vengono affrontati a causa delle difficoltà di pazienti e medici  a parlare di argomenti così intimi  – spiega Donatella Alesso, responsabile della Divisione Formazione Metis -   Proprio per aiutare a superare queste remore,  la Fimmg  ha avviato una serie di iniziative. In particolare, propone ai pazienti tre semplici questionari per i pazienti  per valutarne il grado di soddisfazione sessuale  femminile e verificare l'eventuale presenza dei due principali disturbi sessuali maschili cioè l'eiaculazione precoce e la disfunzione erettile".  "I disturbi della sfera sessuale sono molto frequenti: riguardano almeno 16 milioni di italiani di entrambi i sessi che vanno dalla eiaculazione precoce alla disfunzione erettile per gli uomini e dalla dispareonia alla anorgasmia per le donne  – osserva Salvatore Scotto di Fasano, Presidente di FIMMG Roma – Il medico di famiglia può essere un interlocutore privilegiato, perché ha una consuetudine e una conoscenza dei pazienti che aiuta a intercettare precocemente i problemi. Sono già oltre 11mila i medici di medicina generale che hanno ricevuto il 'bollino blu' per parlare di sesso con i propri pazienti, dopo avere seguito e superato un corso sulla sessualità di coppia e  sulle terapie più innovative per le disfunzioni sessuali, organizzato da FIMMG e Metis". "Il dialogo aperto sul sesso è molto utile perché migliora il rapporto con il paziente a tutto vantaggio della salute generale di cui è lo specchio, ad esempio, la disfunzione erettile e l'eiaculazione precoce, sono spesso un primo segnale d'allarme di malattie cardiovascolari, diabete o depressione – aggiunge Emmanuele A. Jannini, Professore di Endocrinologia presso l'Università degli studi  " Tor Vergata di Roma e presidente SIAMS- I disturbi incidono su entrambi i componenti della coppia e spesso è la donna a segnalare per prima che qualcosa non va. Gli uomini invece tacciono e  ricercano su internet informazioni e soluzioni. I farmaci venduti sul web non sono sicuri perché non vengono controllati.  Se però i medici di famiglia diventeranno i primi confidenti per i problemi sessuali, sarà più semplice che i pazienti con disturbi vengano tempestivamente trattati, evitando di esporsi ai rischi del fai da te". 

MILILLO-CAVICCHI: insopportabile è chi fraintende e strumentalizza

grattacieloITALIA“Insopportabile chi fraintende strumentalmente x sollecitare interesse e sterili polemiche mediatiche “ Questa la replica secca del segretario Nazionale Fimmg Milillo su TWITTER all’articolo apparso su Quotidiano  Sanità (Leggi Qui)  di Ivan Cavicchi dal titolo  “Insopportabile che Milillo metta in discussione l'universalità del Ssn” dove Ivan Cavicchi ex  sindacalista della Cgil ed ex direttore generale di  Farmindustria ed ora blogger della testata criticava la relazione del segretario Fimmg  al 70 Congresso.