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MEDICINA PENITENZIARIA: Carenza medici, intervista a Franco Alberti (Fimmg) organici fermi al 1995 il passaggio di competenze tra il Ministero e le Asl ha complicato le cose (video)

alberti2La carenza dei medici negli istituti di pena sta portando non pochi problemi le cause sono molte, gli organici fermi al 1994, la formazione di una disciplina altamente specialistica e le difficolta' lavorative in termini di sicurezza allontanano i sanitari da questa disciplina fondamentale in quanto chi è detenuto non puo cercarsi un medico ma deve avvalersi dei persidi messi disposizione. Il passaggio di competenze tra il ministro della Giustizia alle ASL non ha aiutato. Ce lo spiega Franco Alberti della Fimmg Medicina Penitenziaria intervistato in corso della trasmissione di fimmglazio tv "LA NOSTRA SANITA"

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE : FimmgCA, sicurezza lo Stato tuteli i propri figli, aggiornato il dossier violenza

guardiadistrutta"Il tema sicurezza per gli operatori sanitari continua a rappresentare un problema di scottante attualità che, visto il progressivo aumento degli atti di violenza, non ha trovato finora risposte risolutive." Così Tommasa Maio Segretario Nazionale FIMMG Continuità Assistenziale in un lungo comunicato che riporta in allegato un Dossier Violenza aggiornato al 19 Marzo 2019 "In questo scenario i medici di Continuità Assistenziale, da decenni purtroppo, sono vittime inascoltate. Lavoriamo in solitudine, senza alcun collegamento informativo con i medici di famiglia, nella superficiale indifferenza dei soggetti istituzionali che avrebbero il dovere di proteggerci. Affrontiamo notte dopo notte con scarsi strumenti la necessità di dare risposta ai bisogni assistenziali di una società sempre più povera economicamente e culturalmente, esposti alla violenza di soggetti, quasi sempre a noi ignoti, che si sentono protetti dall'anonimato e dalla mancata certezza di una pena.
La questione sicurezza non è per noi un problema occasionale o fortuito: solo dall' inizio del 2019 sono stati denunciati 10 casi di gravi aggressioni, minacce e percosse a carico di medici di Continuità Assistenziale, con un particolare coinvolgimento delle colleghe donne.
Ma quanti saranno stati in realtà gli episodi non denunciati dai medici, donne, ma anche uomini, " Continua Tommasa Maio "per paura di ritorsioni, avendo purtroppo la certezza per precedenti esperienze – si, perché ognuno di noi più di una volta ha subito questa esperienza- che nessun intervento, in grado di prevenire in futuro il ripetersi di simili accadimenti, sarebbe stato attuato?
Da 15 anni ormai, individuato il problema, lavoriamo su più direttrici per tutelare l'incolumità dei medici di guardia medica: dalle denunce, prima isolate poi via via più frequenti, presso le singole Aziende, alle indagini sul territorio nazionale per monitorare la situazione, dalla creazione del Dossier Violenza: Storie di ordinaria follia, costantemente implementato da 6 anni, alla proposta di una F.A.D. sulla Sicurezza, per aumentare il grado di consapevolezza di possibili strumenti di prevenzione, disponibile gratuitamente on-line per tutti i colleghi; dai progetti con associazioni quali la C.R.I, all'interlocuzione con tutti gli attori e Istituzioni dal Ministro della Salute alla Fnomceo, dalle associazioni professionali FIASO, CARD, FEDERSANITA' ANCI, a quelle dei cittadini.
Siamo presenti sui tavoli di contrattazione regionali per richiedere strumenti che cambino le nostre possibilità di conoscenza ed approccio alle richieste assistenziali che ci vengono proposte.
Alcune Aziende hanno cominciato ad affrontare il problema. Sedi messe in sicurezza, accompagnatori, dispositivi di allarme.
Ma questo non basta.
I medici di CA non hanno accesso a quei dati sanitari dei pazienti che si rivolgono al servizio che abbasserebbero il grado di rischio permettendo di identificare precocemente soggetti critici. Dati che i medici di famiglia potrebbero facilmente mettere a nostra disposizione se ci fosse la sensibilità politica delle tante Regioni che continuano a non voler investire sulla informatizzazione e la connessione informativa tra le due facce della medicina generale.
Servono ancora interventi strutturali per la messa in sicurezza di sedi o, meglio ancora, servirebbe permettere ai medici di CA di svolgere l'attività ambulatoriale in veri studi di medicina generale dove i pazienti li identificherebbero meglio come espressione dello stesso rapporto fiduciario che li lega nelle ore del giorno al proprio medico di famiglia; serve formare i medici a prevenire e a reagire con strumenti culturali adeguati; serve formare i manager della sanità ad affrontare il problema, cominciando col mettere in atto le basilari attività di risk management che ogni aggressione, essendo un evento sentinella, dovrebbe automaticamente evocare e che vengono, invece, puntualmente ignorate.
Ma più di ogni altra cosa manca ancora il riconoscimento legislativo per i Medici, nell'esercizio della loro funzione, dello Status di Pubblico Ufficiale che a seguito di aggressione garantirebbe la procedura automatica di querela d'ufficio. Atto questo ancor più rilevante, se si considera che circa il 70% dei medici è solito non denunciare le violenze ricevute, determinando per altro una sottostima del reale problema.
In questa richiesta non vi è il tentativo o la volontà di ricercare gradi e uniformi, ma la richiesta di aiuto e protezione per poter svolgere al meglio la nostra professione di medico nella tutela della salute dei cittadini.
L' auspicio quindi è che lo Stato diventi il garante dell'alleanza medico-paziente senza dimenticarsi di salvaguardare, parafrasando le parole del Segretario Nazionale al 75°Congresso FIMMG, la sicurezza dei propri "figli". Questo compito purtroppo viene ad oggi delegato ai molti padri di donne medico di Continuità Assistenziale, costretti ad accompagnare durante il lavoro le colleghe per preservare la loro incolumità.
Vogliamo ringraziarli oggi, in occasione della loro festa, insieme a tutti quelli che lavorano accanto a noi per proteggerci, augurandoci che presto questo non rappresenti più la quotidianità.
Che i padri facciano i padri e lo Stato faccia lo Stato. Anche per noi. " Continua Tommasa Maio "

IL TESTO DEL DOSSIER VIOLENZA del 19/3/2019

MEDICINA PENITENZIARIA: Alberti Fimmg: mancano medici nelle carceri "Serve un accordo nazionale "

carcere 1 thumb250 250"Manca personale medico nelle carceri italiane. A fronte di un sovraffollamento di detenuti negli istituti di pena diventa difficile assicurare un servizio di assistenza sanitaria adeguato". Lo dichiara Franco Alberti, coordinatore nazionale di FIMMG Medicina Penitenziaria.
"I medici che lavorano nelle carceri sono così costretti in alcuni casi a turni continuativi con i rischi connessi alla situazione di stress legata all'ambiente di lavoro a scapito della salute dei detenuti – prosegue Alberti . Con il DPCM del 1 aprile 2008 l'assistenza sanitaria è transitata dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute e quindi al SSN. A distanza di 11 anni non è ancora stato fatto un contratto collettivo per i medici penitenziari, contemplato nell'ACN della Medicina generale creando situazioni paradossali e contratti legati alle interpretazioni delle varie regioni, dimostrando una enorme 'ignoranza' sull'operato dei medici in carcere volendo equipararli alla continuità assistenziale che svolge altre funzioni".
"Si sta assistendo – sottolinea Alberti - a una fuga dei vecchi medici legata alla situazione precaria, sostituiti da colleghi che non sono preparati ad affrontare questo lavoro, e tra l'altro sottopagati, che appena possono scappano perché non vedono un futuro".
Per Alberti: "E' necessario garantire una formazione adeguata istituendo un corso di un anno che permetta di lavorare in carcere perché, sia per l'abbandono volontario sia per i pensionamenti, il sistema potrà entrare in crisi. Sono ripartite le trattative per l'ACN della medicina generale e di conseguenza anche per la medicina penitenziaria. Ci auguriamo – conclude - che stavolta sia presa in dovuta considerazione la nostra richiesta di un sollecito accordo che riconosca sia da un punto di vista normativo che economico il lavoro svolto. E' necessario ricondurre la medicina penitenziaria mazionale in uno stesso alveo proponendo l'istituzione di una unica Asl Nazionale Penitenziaria interregionale che possa sovrintendere all'organizzazione del servizio e al personale sanitario dei 206 istituti penitenziari Italiani, con un 'organizzazione autonoma e un proprio budget uniformando su tutto il territorio nazionale".

VIOLENZA MEDICI: Campagna CRI "Non sono un bersaglio" la Fimmg aderisce

bersaglioLa FIMMG, nel contesto della campagna "Non sono un bersaglio" promossa dalla Croce Rossa Italiana, ospitata dalla Commissione Europea in Italia, ha individuato una opportunità, nella collaborazione con la più importante organizzazione umanitaria che incarna più di 150 anni di civiltà e valori di assistenza sanitaria verso i deboli e fragili di cui l'Italia è l'Europa ne sono portatori, per la sensibilizzazione della politica e della società civile sul tema della violenza nei confronti dei medici e del personale sanitario.
La Federazione dei Medici di Famiglia, già da tempo impegnata su questo fronte con numerose iniziative volte alla prevenzione degli episodi ed all'ottenimento di maggiori garanzie da parte delle Istituzioni per quanti ogni giorno si trovano a fronteggiare questo fenomeno dilagante, con soddisfazione ringrazia il Preside della CRI Francesco Rocca per quanto affermato: "Si parla molto spesso di ambulanza e pronto soccorso ma in realtà c'è tutto un lavoro quotidiano, silenzioso, della guardie mediche e dei medici di medicina generale che vivono il clima crescente di rabbia che all'interno del nostro paese sta montando".
I medici di famiglia, di continuità assistenziale e i medici dell'emergenza territoriale italiani, in prima linea e spesso soli o senza adeguato supporto da parte delle Istituzioni, vivono, infatti, da anni sulla propria pelle, giorno dopo giorno, gli effetti delle aggressioni psicologiche, verbali e fisiche perpetrate quotidianamente ai loro danni.
Riteniamo importante dare un valore istituzionale ad una collaborazione che è già in atto in numerose realtà, ove i volontari della Croce Rossa supportano quotidianamente l'attività dei medici di continuità assistenziale, mettendo a disposizione i locali per le visite ed accompagnandoli negli accessi domiciliari, e sono fianco a fianco dei medici di emergenza sulle ambulanze del 118 che presto si concretizzerà in un protocollo d'intesa tra FIMMG e CRI.
In attesa di una tangibile dimostrazione di impegno da parte del Ministro e del Parlamento, dai quali ci attendiamo leggi adeguate, FIMMG, in tutte le proprie articolazioni si impegnerà a definire con Croce Rossa Italiana iniziative comuni di sensibilizzazione e contrasto del fenomeno.

VIOLENZA MEDICI : Fimmg ennesimo episodio in una guardia di Messina

La-stanza-dellaggressione-3E' l'ennesimo episodio di violenza a scapito dei medici che operano nei Presidi di Guardia Medica accaduto a pochissimo tempo da quello verificatosi nella notte fra il 6 ed il 7 gennaio scorso a Mirto – Frazzanò. Episodi simili sono ormai all'ordine del giorno in tutte le strutture sanitarie, dall'ospedale alla guardia medica, i professionisti rischiano aggressioni da parte di pazienti o parenti ed in guardia medica il problema è anche più accentuato ed aggravato dall'estrema solitudine in cui è costretto ad operare il medico. I sanitari sono ormai in preda ad uno stato di rassegnazione ritenendo le aggressioni, verbali o fisiche, come un fatto inevitabile e abituale. In Italia ogni anno nelle guardie mediche vengono visitati circa dodici milioni di pazienti e vengono salvate migliaia di vite umane. La solidarietà istituzionale è gradita e conforta in tali occasioni ma non è più sufficiente occorre dare soluzione concreta al problema. Non sono sufficienti l'aggravamento di pena, le circostanze aggravanti o l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della Sanità istituito presso il Ministero della Salute. Occorre mettere in sicurezza tutti i Presidi di guardia medica, dotandoli di tutti gli strumenti idonei a prevenire ma, insistiamo da tempo, occorre prioritariamente il riconoscimento dello status di ''pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni'' con la procedibilità d'ufficio nei confronti dell'aggressore! Con il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale la denuncia, in caso di aggressione, diventerebbe automatica e porterebbe formalmente ad evidenziare tutto quello che in questo momento è nascosto, alla certezza della pena per l'aggressore ma, soprattutto, si avrebbe, finalmente, la netta percezione che lo Stato riconosce il medico come suo servitore e che nel momento dell'esercizio delle sue funzioni è a garanzia della popolazione. E' necessario modificare l'attuale modello organizzativo della Guardia Medica perché quello attuale è obsoleto rispetto ai tempi e alle nuove esigenze di salute, e mette a richio la sicurezza personale dell'unico medico che vi opera. Ringraziamo per la solidarietà espressa ad ogni episodio di violenza che si verifica ma è giumto il momento della concretezza per il quale è necessaria una sinergia istituzionale, dalla Politica in generale al Governo nazionale, a quello regionale fino alle singole Aziende sanitarie e con un unico obiettivo comune.

AGGRESSIONE GUARDIA: Maio (FIMMG CA) procedibilità d'ufficio nei riguardi di chi aggredisce il medico nell'esercizio delle sue funzioni

guardia6"Esprimo solidarietà e profondo dispiacere per la terribile esperienza che la nostra collega ha dovuto subire e le auguro di riprendersi presto – sottolinea Tommasa Maio, segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale commentando l'ennesima aggressione nei confronti du un medico a Bagheria "Nelle sue parole, che dovrebbero far riflettere qualcuno e fare vergognare chi ha la diretta responsabilità della sua sicurezza e avrebbe dovuto garantire la sua incolumità nell'adempimento di un servizio di pubblica utilità, ci riconosciamo tutti. Purtroppo non esiste più un medico di continuità assistenziale che non si chieda, entrando in servizio, se riuscirà a svolgere serenamente il suo lavoro senza ricevere minacce insulti o peggio aggressioni come in questo caso." . E se tutelare l'incolumità dei medici è un tema centrale, ancor più lo è tutelare l'incolumità delle donne medico, sempre più numerose e maggiormente esposte ad atti di violenza.
Maio lancia un appello al ministro della Salute e ai parlamentari che sono già al lavoro su disegno di legge al Senato riguardante la sicurezza degli operatori sanitari, affinchè diventi possibile al più presto la procedibilità d'ufficio nei riguardi di chi aggredisce il medico nell'esercizio delle sue funzioni. Anche lo svolgimento di questo episodio rafforza la convinzione che fino a quando non ci sarà la possibilità di procedere d'ufficio la nostra condizione non cambierà.
Ma fino a quando potremo andare avanti così? Di quante altre vittime dovremo leggere sulle cronache nell'attesa di un segnale tangibile da parte dello Stato?

FIMMG FORMAZIONE : No al l'emendamento Patuanelli per aprire gli accessi al triennio in soprannumero

concorsuoCiò che è in discussione Senato e che adesso passerà alla Camera impone delle riflessioni. Non si tratta di guerre fra colleghi, è necessario che TUTTI i colleghi aprano gli occhi su quello che si sta verificando.
Concettualmente la Medicina Generale ancora una volta verrà relegata ad"ammortizzatore sociale", una scatola magica che puó risolvere i problemi di una errata programmazione del fabbisogno negli ultimi anni. Tutto questo favorirà inoltre la migrazione anche dalle altre branche specialistiche, dal territorio, dall'emergenza, verso una professione che finora richiedeva un determinato iter, ma che adesso verrà saturato da figure esterne alla Medicina Generale, a tal proposito non si può non considerare la possibilità che viene data dallo stesso decreto di effettuare una formazione complementare all'estero (quindi tutti potranno anche completare la loro formazione fuori dall'Italia, rientrando a svolgere qui il ruolo di MMG in barba alla programmazione).
Vi lasciamo immaginare le possibili conseguenze prevedibili e non, come lo svuotamento dei servizi partenza, creando grave crisi negli altri settori e reparti che rimarranno sguarniti.
Si sta dicendo ai medici di medicina generale: voi potete formarvi gratis, i vostri colleghi specializzandi no invece, avranno la borsa. È accettabile per dei professionisti, al di là di profitti derivanti da altre attività (il cui svolgimento chiaramente sottrarrà del tempo alla formazione) che la politica ci dica questo? Dove arriveremo fra qualche anno?
Formare dei medici gratuitamente renderà implicito che negli anni a venire si stanzieranno sempre meno fondi per le borse di studio del corso di formazione. Vogliamo accettare passivamente queste dinamiche?
"A pensar male si fa peccato" ma ipotizziamo che il trend di "privatizzazione della sanità" subisca un'accelerazione improvvisa anche alla luce dei dati dei bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana.
Quale ruolo avranno i medici di medicina generale in questo contesto?
E'ora di alzare la testa e capire che al di là del provvedimento che possa essere utile ad una categoria di colleghi o all'altra in questo momento, la direzione che sta prendendo l'interesse nei confronti della sanità da parte della politica è preoccupante.

RAPPORTO PIT: attriti pazienti-mmg, Bartoletti (Fimmg) il diniego di una terapia o esame nasconde una non appropriatezza le inefficenze di sitema conseguenti ai carichi di lavoro raddoppiati

ospedale«Il rapporto medici di famiglia-pazienti non peggiora ma non migliora neppure, e dobbiamo impedire che nelle cronicità si verifichi uno scollamento. Serve un'informatizzazione del sistema al servizio del medico anziché solo delle contabilità regionali».
Così Pierluigi Bartoletti vicesegretario vicario Nazionale Fimmg commenta l'ultimo Rapporto Pit del Tribunale dei Diritti del Malat, in una intervista apparsa sul quotidiano telematico DOCTOR 33 . rapporto in cui circa il 15% dei cittadini ravvisa carenze nell'assistenza territoriale. In particolare, medici di famiglia, pediatri e guardie mediche rifiuterebbero prescrizioni nel 30,6% delle segnalazioni, gli orari sarebbero inadeguati nel 20,7%. Inoltre un 15,6% dei pazienti accusa che il medico avrebbe sottostimato il problema segnalato. Il primo e il terzo punto sono "insiemi" che si intersecano: il carico di lavoro è più che raddoppiato con 10 visite l'anno per paziente contro le 5,5 in media del 2006, e aumentano le occasioni di contrasto su una ricetta o su una impegnativa. «In realtà c'è differenza tra il rifiuto di cui credo ci si lamenti qui, e rifiuto di terapia», spiega Bartoletti. «Un medico di famiglia di fronte a una malattia non può rifiutare una cura, è deontologicamente punibile se lo fa. Piuttosto, nell'interesse del paziente può rifiutare di trascrivere una richiesta di uno specialista che non condivide, o un'impegnativa per un esame inutile o dannoso. In questo caso non c'è un rifiuto ma anzi spesso un atteggiamento proattivo, perché - ed è quello che dico ai miei pazienti per spiegare un "no" - impiego più tempo a motivare il diniego di una prestazione che a prescrivere direttamente». Molti pazienti però si sentono dire dal medico "facciamo attenzione, ogni volta che prescrivo io stacco un assegno a carico del servizio sanitario".
«La maggior parte dei dinieghi scende nello specifico di una terapia, nella sua appropriatezza», puntualizza Bartoletti. «C'è poi il collega che un po' superficialmente semplifica con il paragone dell'assegno un ragionamento che superficiale non è: a parità di efficacia, se prescrivo un farmaco o un esame meno costoso, consento a più risorse di essere spese per altre terapie. Nella prescrizione in scienza e coscienza rientra anche l'accessibilità a un farmaco, e se il medico si pone, meritoriamente, tale problema un paziente che da lui riceve la terapia non può obbligarlo a pensarla in modo diverso». Bartoletti non pensa che i "paletti" posti dal decreto Lea (dove inizialmente si parlò di sanzioni ai medici), abbiano esacerbato il rapporto in tema di prescrizione di esami. «Quel provvedimento fu gestito dalla politica in modo confuso e il risultato è che qualche collega può aver tagliato corto dicendo "non lo posso prescrivere perché lo dice il decreto"; al paziente invece le questioni andrebbero spiegate per esteso». Sul tema degli orari invece Bartoletti è più intransigente: «Le convenzioni nelle varie regioni fanno in modo che la copertura del medico in una aggregazione vi sia sempre nei giorni feriali dalle 10 alle 19. Si può trovare un altro medico e non il proprio, ma la risposta c'è. Nei pochi posti ove manchi, si può cambiare medico: un'offerta più consona si dovrebbe trovare sempre. Esiste nei giorni festivi un problema da risolvere di organizzazione della continuità assistenziale, che però non è tra i compiti previsti nella convenzione del medico di famiglia».
Resta comunque un allarme nei dati Pit, «si tratta di percentuali di insoddisfazione che non si riducono facilmente: non abbiamo strumenti per gestire i farmaci innovativi; quelli contro cronicità diffuse passano per il piano terapeutico; lo specialista continua a prescrivere su ricetta bianca; ospedale e territorio dialogano poco e siamo meno incisivi sul percorso di cura di quanto vorremmo. Spesso nelle cronicità il bandolo lo tiene l'assistito che si aiuta consultando il web e il rischio di attriti per "limitazione dell'accesso alle cure" aumenta». Rimedi? «L'informatica di rendicontazione economica non risolve i problemi della sanità come invece, credo, li risolverebbe un'informatizzazione di servizio che ci consentisse di consultare i centri dove si effettuano determinati interventi e trattamenti. il medico saprebbe in tempo reale le attese e dove prenotare un paziente: è quanto un assistito gli chiede. Un investimento di questo tipo si è realizzato in paesi come il Portogallo dove per gli interventi chirurgici c'è un sistema di prenotazione centralizzato, con liste d'attesa prestabilite, se un ospedale non le rispetta il servizio sanitario dà all'utente un voucher per curarsi subito in altra struttura, e il costo è a carico della struttura inadempiente. Chi rispetta i tempi prende il voucher di chi non li rispetta».

TRIENNIO DI FORMAZIONE : Silvestro Scotti (Fimmg): «Il futuro della medicina di famiglia è nelle mani dei giovani medici, ma non possiamo permetterci di sprecare neanche una borsa».

concorsuoL'appello in una lettera al Ministro Grillo: tenere aperta la graduatoria del Corso di formazione specifica in Medicina generale almeno fino a settembre 2019. «Siamo sulla strada giusta, finalmente si investe di più sui giovani medici grazie a più di duemila borse per diventare medico di famiglia nel triennio 2018-2021. Di qui ai prossimi mesi ci saranno, però, tappe importanti alle quali non possiamo arrivare impreparati, e tantomeno possiamo rischiare di sciupare il lavoro fatto». Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, mette in guardia, come già fatto durante le riunioni al ministero con le Regioni sul tema svoltesi nel mese di settembre 2018, dal rischio che molte borse per l'accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale vadano perdute per quello che potrebbe essere considerato, a torto, solo un dettaglio.
«Diversi giovani medici – dice - potrebbero essere assegnatari di una borsa per la formazione nell'area della Medicina generale, ma di fatto, soprattutto i più giovani appena abilitati, potrebbero poi optare per accedere alla specialistica in altre aree nei concorsi che si terranno durante l'estate 2019. Così facendo, alla luce di quello che ad oggi è il limite temporale - due mesi - per lo scorrimento della graduatoria per l'accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale, diverse borse potrebbero andare perse». Il tema è molto tecnico ma, semplificando, se si decidesse di estendere il termine ultimo per l'utilizzo della graduatoria del Corso di formazione specifica in Medicina generale oltre i 60 giorni previsti dalla legge, almeno fino a settembre 2019, il rischio sarebbe scongiurato, azione che oltretutto è stato già determinata in due casi negli anni scorsi proprio per azione del Ministero della Salute. «In questo modo le borse di studio dei medici che dovessero rinunciare per iscriversi ad una scuola di specializzazione di area medica verrebbero assegnate per scorrimento di graduatoria al candidato successivo».
Scotti sottolinea l'importanza di questo provvedimento anche alla luce del grande lavoro svolto per aumentare i medici formati in Medicina Generale, di concerto con le Regioni e grazie al sostegno del Ministero della Salute, e in modo particolare proprio dalla titolare del dicastero Giulia Grillo e continuato in Legge Finanziaria con l'aumento del finanziamento per le borse dal 2019.
«La Fimmg vede con grande favore l'ingresso di molti giovani medici – conclude Scotti – solo così infatti è possibile valorizzare al meglio il ruolo della Medicina generale. Un medico giovane e motivato sarà certamente capace di instaurare quel rapporto fiduciario che, per essere funzionale a logiche di prevenzione e di assistenza, deve anche essere in grado di abbracciare più generazioni attraverso un arco temporale di attività il più lungo possibile. E' lecito che molti giovani medici, che magari nutrono ambizioni diverse visto che l'Università insiste su una formazione medica poco capace di un indirizzo anche verso la Medicina generale, possano rinunciare alla borsa e optare per un'altra specializzazione. Queste borse, però, non possono andare perse. Ciascuna di esse, al di là persino del valore economico, va considerata come un investimento che negli anni a venire servirà a garantire la salute dei cittadini nel fornirgli quei medici di famiglia che già in molte parti d'Italia e non solo le più periferiche e disagiate cominciano a mancare».
 
 

SPOT RISARCIMENTO : Fimmg, un aggressione non ai singoli medici ma all'istituzione SSN

mediciospital thumb large300 300L'aggressività legale contro il Sistema sanitario nazionale fa perdere energie e risorse che vengono sottratte ai pazienti. Lo sostiene Silvestro Scotti, segretario nazionale del sindacato dei medici di medicina generale, Fimmg, intervenendo sulla vicenda dello spot di 'Obiettivo risarcimento', sospeso dalla Rai e per il quale, la testimonial, Enrica Bonaccorti, si è scusata. Ed è proprio alla Bonaccorti che Scotti si rivolge, con una riflessione sui rischi del messaggio lanciato.
"Appare incredibile - dice Scotti in una nota - che ci si scusi rispetto ad uno spot che ha il volto della stessa persona che pochi giorni prima in, una sala del Senato in un convegno, parla di aggressività e invidia sociale come peccato nazionale di questo Paese. Facendo in quella sede, affermazioni del tipo: 'L'epidemia di aggressività e di invidia sociale in atto è pericolosa, e infettivi sono i suoi corollari di denigrazione strumentale, che deviano l'informazione e fanno prevalere la percezione indotta. Ci perdiamo tutti. Vince solo Tafazzi'. E poi dopo pochi giorni compare in uno spot che fa pubblicità all'aggressività legale contro i medici deviando 'l'informazione' e facendo 'prevalere la percezione indotta'".
"Bisognerebbe che la signora Bonaccorti - scrive Scotti - si rendesse conto che l'aggressione velleitaria sulla sanità determina una perdita economica sul Fondo sanitario nazionale, visto che le aziende sanitarie sono tenute in primis al risarcimento e comunque alle spese legali, oltre che a seguito della perdita di motivazione dei professionisti medici anche dei costi per la medicina difensiva, insieme questi costi sottraggono risorse per cuore i pazienti e determinano infine che sempre meno medici scelgono di fare i chirurghi, gli ortopedici e tutte le specialità mediche con maggiori rischi".
"La domanda che farei alla Bonaccorti a questo punto è, chi è il Tafazzi: il medico che pure nelle sue fragilità, facendo in modo che siano le minori possibili, cerca di assistere un paziente oppure il paziente che lo attacca velleitariamente, su promesse economiche di una holding di avvocati, gli unici che si arricchiranno, rischiando in futuro di avere un Ssn che avrà solo i soldi per pagare i risarcimenti e non per curare le persone che tanto non saranno curate poiché Tafazzi che scelgano di fare i medici non ce ne saranno più? Su una cosa sono d'accordo con la Bonaccorti ci perdiamo tutti tranne chi fa pubblicità 'inconsapevole' e chi la finanzia che sono gli unici che ci guadagnano".

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : del 15 dicembre 2018 Mozione finale

fimmglogoIl Consiglio Nazionale della Fimmg riunito a Roma in data 15 dicembre 2018 presso lo Sheraton Hotel, via del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,
la approva.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
esprime apprezzamento

per la sensibilità dimostrata dal Ministro della Salute On. Giulia Grillo verso le problematiche dell'inserimento dei giovani medici di Medicina Generale attraverso l'art. 9 del Decreto cd "semplificazione" pubblicato ieri nella parte che prevede la possibilità del convenzionamento dei medici in formazione specifica in medicina generale durante lo svolgimento del periodo formativo e secondo i criteri da prevedere in ACN.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
esprime invece disappunto
per non aver definito, come appariva in prima stesura, la modifica all'art. 8 del D.Lgs 502/1992 riguardante la determinazione di un percorso specifico contrattuale e formativo per l'Emergenza territoriale e la medicina penitenziaria mantenendolo però nell'ambito dell'ACN per la Medicina Generale. Appare evidente che tale scelta non permetterà comunque il reperimento di risorse umane necessarie per le suddette aree, e che tale scelta non semplificherà la loro definizione nell'ambito della discussione contrattuale in corso per l'ACN 2016-2018 rischiando di comprometterne la chiusura.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
richiama
attenzione e disponibilità, in presenza del Presidente della Fnomceo Dott. Filippo Anelli, perché si apra immediatamente una discussione con il Ministero rispetto ai fabbisogni dell'area della Medicina Penitenziaria, considerata la particolarità della popolazione assistita, privata dalla libertà di scelta individuale ma non del diritto costituzionale alla salute, anche in considerazione della carenza di professionisti medici che come ovvio si verificherà prima sui settori meno attrattivi per i professionisti.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
ritiene categorico
che venga rispettato il termine di 60 giorni previsto dal Decreto cd "Semplificazione" non solo per la definizione dei criteri applicativi dell'art. 9, ma anche e soprattutto per una discussione che riconosca da subito gli incrementi sugli emolumenti dei MMG già ottenuti fino al 2017 come arretrato anche in termini di remunerazione mensili correnti, e apra in successione la discussione contrattuale sul cambiamento della Medicina Generale per il pieno riconoscimento economico in termini incrementali e di arretrato per tutto il 2018.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
da mandato
al Presidente Nazionale, alla scadenza dei 60 giorni, di convocare lo stesso organo statutario per definire in urgenza le iniziative sindacali di protesta, fino allo stato di agitazione e lo sciopero, in assenza di indirizzi in tal senso delle Regioni e della conseguente convocazione da parte della SISAC.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
ribadisce
l'importanza strategica del sistema della bilateralità come sviluppo di opportunità, innovazione e formazione, in particolare per il personale di studio e in considerazione delle linee politiche espresse su tale tema storicamente da Fimmg.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
da mandato
al Segretario Generale Nazionale di valutare le opportune iniziative per rendere la partecipazione al sistema della bilateralità funzionale all'implementazione degli obiettivi specifici sul tema nell'interesse della Medicina Generale purché siano garantite dagli organismi riconosciuti su tale funzione il rispetto di FIMMG su modalità di governance, partecipazione ai tavoli contrattuali del CCNL del personale di studio e garantendo in risposta la piena ed efficace partecipazione e responsabilizzazione dei propri rappresentanti politici e tecnici su tali compiti.
Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
esprime dissenso
sul modello di approccio del documento in materia di Governance farmaceutica presentato dal Ministero della Salute nella considerazione che appare più un modello di "Government" dei professionisti camuffato da "Governance" attraverso la sola seppur condivisibile partecipazione dei cittadini e in assenza del coinvolgimento degli unici responsabili, i medici, dell'allineamento tra prescrizione, appropriatezza e sostenibilità nell'interesse, però, primario della salute dei pazienti".

FARMACEUTICA: la Fimmg boccia il documento sulla governance del Farmaco

fimmgIl Consiglio nazionale della Fimmg ha espresso «dissenso sul documento, considerandolo come un modello di 'government' dei professionisti camuffato da governance, per la sola partecipazione dei cittadini e in assenza di un coinvolgimento degli unici responsabili, i medici, dell'allineamento tra prescrizione, appropriatezza e sostenibilità nell'interesse della salute dei pazienti».

DECRETO SEMPLIFICAZIONE: FIMMG, pronti a iniziative sindacali se non rispettato il termine dei 60 giorni su accesso giovani medici a Convenzione.

medicofamiglia thumb250 250La FIMMG è pronta ad avviare iniziative sindacali se non verrà rispettato il termine di 60 giorni previsto dal decreto semplificazione per la definizione dei criteri applicativi dell'art. 9" sull'accesso alla Convenzione dei medici in formazione. E' quanto prevede la mozione approvata all'unanimità oggi a Roma dal Consiglio nazionale della Federazione.
FIMMG ritiene indispensabile l'apertura di una discussione "che riconosca da subito gli incrementi sugli emolumenti dei MMG, in termini di remunerazione mensili già ottenuti fino al 2017 come arretrato, e apra in successione la discussione contrattuale sul cambiamento della Medicina Generale per il pieno riconoscimento economico in termini incrementali e di arretrato per tutto il 2018".
Il Consiglio Nazionale della Fimmg ha dato mandato al Presidente Nazionale, alla scadenza dei 60 giorni, di indire una nuova convocazione "per definire in urgenza le iniziative sindacali di protesta, fino allo stato di agitazione e lo sciopero, in assenza di indirizzi in tal senso e di risposta e convocazione dalla parte delle Regioni attraverso la SISAC".
La FIMMG esprime inoltre "disappunto per non aver definito, come appariva in prima stesura, la modifica all'art. 8" sulle Convenzioni "riguardante la determinazione di un percorso specifico contrattuale e formativo per l'Emergenza territoriale e la Medicina Penitenziaria mantenendole però nell'ambito dell'ACN per la Medicina Generale".
Richiama anche "attenzione e disponibilità della Fnomceo, in presenza del Presidente Filippo Anelli, perché si apra immediatamente un confronto con il Ministero rispetto ai fabbisogni dell'area della Medicina Penitenziaria, considerata la particolarità della popolazione
assistita, privata dalla libertà di scelta individuale ma non del diritto costituzionale alla tutela della salute, anche in considerazione della carenza di professionisti medici che come ovvio si verificherà prima sui settori meno attrattivi per i professionisti".
Il Consiglio nazionale della FIMMG ha infine espresso dissenso sul "documento in materia di Governance farmaceutica considerandolo come un modello di "government" dei professionisti camuffato da Governance per la sola partecipazione dei cittadini e in assenza di un coinvolgimento degli unici responsabili, i medici, dell'allineamento tra prescrizione, appropriatezza e sostenibilità nell'interesse della salute dei pazienti".

40 ANNI SSN: Scotti (Fimmg) ) "I professionisti devono fare rete e servono più medici"

medicinfermieri3 thumb other250 250"C'è uno scarso modello di accompagnamento, poca rete tra i sistemi professionali territorio, ospedale e distretto e molte volte un problema si risolve con una telefonata all'amico... l'autonomia regionale spinta non è qualcosa che migliorerà le disuguaglianze ma le amplificherà: nessuno sta considerando che anche la carenza di professionisti indurrà a reperire sempre di più risorse umane al Sud, che si troverà con sempre più malati, più cronici, meno prevenzione e meno professionisto a disposizione". Così Silvestro Scotti segretario della Fimmg a margine del convegno per i 40 anni del SSN al ministero della Salute.

FIMMG FORMAZIONE: su emendamento alla manovra che elimina vincolo sulle borse di Medicina Generale

concorso thumb250 250FIMMG formazione esprime disappunto e preoccupazione per l'ennesimo attacco da parte dell'attuale classe politica che rischia di compromettere ulteriormente la formazione specifica in Medicina Generale. Abbiamo infatti appreso che in riferimento all'emendamento 41.027 presentato dai relatori al disegno di legge di bilancio che introduce l'art. 41-bis (disposizioni in materia sanitaria) e nello specifico al comma 2 di questo articolo, viene stabilito il passaggio dell'importo destinato al finanziamento delle borse per la formazione in medicina generale da quota vincolata a quota indistinta del FSN a partire dal 1 gennaio 2019.
La trasformazione delle quote vincolate in quote indistinte è una manovra che mira senza ombra di dubbio a sottrarre fondi dall'investimento nella formazione, e quindi dal futuro, della Medicina Generale e dell'intero SSN. Quale vantaggio comporterebbe alla formazione specifica una tale transizione? Quello forse di "velocizzare" un procedimento che per fondi e adempimenti burocratici è immodificato e sempre uguale da decenni? Quale beneficio nella modifica di ripartizione di questi fondi? Noi per la formazione non ne vediamo, anzi scorgiamo in lontananza tutt'altro progetto.
Il già noto problema delle carenti risorse in tale ambito infatti, è gravato ulteriormente dall'esuberante numero di rinunce (molto spesso anche in itinere) alle borse di studio del corso triennale in medicina generale causato dalla presenza di percorsi formativi alternativi, spesso preferiti dai colleghi non solo per un maggior "vantaggio" economico, ma anche per una programmazione, spesso precaria, nell'ambito della medicina generale e non congrua per un Paese come l'Italia. Quest'anno, per via dello slittamento della data di concorso, questo problema sarà ancora più urgente, rischiando l'abbandono di un alto numero di borse di medicina generale per il viraggio verso la specializzazione.
Tutto ciò rischierebbe di palesare maggiormente l'incapacità delle istituzioni di far fronte alla situazione di emergenza che stiamo attraversando per la carenza di MMG nel Paese. In quest'ottica non vorremmo pensare che la coincidenza di includere nel test d'ingresso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale i neoabilitati dei mesi di ottobre 2018 e febbraio 2019, che dovranno quindi nel prossimo futuro sostenere il test nazionale per l'accesso alle specializzazioni (il che potrebbe comportare una notevole perdita di borse di studio per la medicina generale), unita all'emendamento in oggetto- che renderebbe tali risorse "non utilizzate" direttamente, trasferibili in altri comparti- fosse un'azione già premeditata allo scopo di colpire ulteriormente tutta la Medicina Generale, sfruttando le risorse destinate a questa per ripianare criticità del sistema esterne a questo ambito.
Guardiamo con fiducia alla recente istituzione del tavolo permanente tra Fnomceo e Regioni e ci auguriamo che nell'ambito del confronto si possa trovare una soluzione urgente anche al grave problema sollevato da questo emendamento e che si possano mantenere i fondi per la Medicina Generale tra quelli vincolati, valutando anzi la possibilità di riutilizzare le risorse stanziate e che verranno disperse per gli abbandoni del corso in itinere, nel recupero e nuovo finanziamento di borse aggiuntive per gli anni successivi da destinare al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.

RADIAZIONE VENTURI : Silvestro Scotti (Fimmg) solidarieta'' all'assessore.

scotti"E inaccettabile che il dovere di rappresentanza politica confligga con il dovere deontologico, aspetto motivazioni concrete, in assenza io sto con Venturi". Così, in un tweet, Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, la radiazione dall'Ordine dei medici di Bologna dell'assessore regionale alla Sanita' dell'Emilia Romagna, Sergio Venturi, in seguito alla firma di una delibera di due anni fa che consentiva la presenza a bordo delle ambulanze dei soli infermieri specializzati.

INFLUENZA: successo per le vaccinazioni, le Asl restate senza dosi, Fimmg campagna no vax ha incrementato la domanda e i Magazzini si sono svuotati

vaccini44"Quest'anno la medicina generale e i cittadini italiani hanno mostrato un rapporto fiduciario con la vaccinazione senza precedenti, La campagna no-vax, radicalizzando lo scontro, è servita più a far vaccinare persone che non a evitare che si vaccinassero",così Silvestro Scotti , segretario generale della Fimmg ne suo intervento al Congresso della Simg a Firenze. "chi è in imbarazzo è la Pubblica amministrazione, a un mese dall'inizio della campagna vaccinale buona parte delle Asl sono senza vaccini, se le gare sono biennali e mantengono contenuti numerici uguali nel biennio, come ci si aspetta di raggiungere maggiori obiettivi?"

VACCINI: Una brochure FIMMG a disposizione dei mmg Maio: strumento utile per informare i pazienti anziani

vaccinifimmg"Abbiamo pensato di mettere a disposizione dei medici di medicina generale uno strumento a supporto dell'attività di counselling vaccinale nel periodo di più intenso lavoro di una campagna di vaccinazione antinfluenzale che sta presentando per noi medici notevoli difficoltà organizzative in alcune Regioni a causa della tardiva e carente distribuzione dei vaccini" dichiara Tommasa Maio responsabile della Rete Vaccini FIMMG. La brochure verrà inviata per mail ai mmg e sarà anche resa disponibile sul sito FIMMG per essere scaricata e distribuita ai pazienti via mail, attraverso i social , nelle sale d'attesa degli studi dei medici di famiglia . "La brochure è dedicata agli anziani - aggiunge Angela Amodeo MMG della Rete Vaccini, curatrice della pubblicazione,- e contiene informazioni sui vaccini utili a prevenire in questi soggetti malattie infettive che possono avere gravi complicanze o peggiorare la qualità di vita quali l'influenza, le malattie da pneumococco, l' herpes zoster" . Più di mille copie della brochure verranno, inoltre, distribuite durante la convention di Federanziani che si aprirà domani a Rimini dove FIMMG sarà presente con uno stand informativo. "Ringrazio i componenti della Rete Vaccini della FIMMG – conclude Tommasa Maio, responsabile Area Vaccini FIMMG – che hanno ideato questa che è il primo di una serie di materiali educativi che saranno prodotti e messi a disposizione dei medici di medicina generale per informare i pazienti sull'importanza delle vaccinazioni in età adulta".
 
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FATTURA ELETTRONICA: Misericordia (Fimmg) possibile rinvio per i medici ma tutti i dati che inviamo ogni giorno nei server non hanno il consenso del cittadini.

misericordiaFATTIl garante è intervenuto ai sensi della nuova legge sulla privacy . Dalle notizie che giungono ci sara' un rinvio per i medici il problema è che non solo i dati delle fatture non sono in linea con la legge sulla privacy, ma lo sono tutti i dati sanitari, ricette, diagnosi, trattamenti, che i medici di famiglia inviano ogni giorno nei server ministeriali e delle Regioni, in quanto il cittadino non è minimamente al corrente, e non ha reso a nessuno l'autorizzazione all'invio di tali dati, anche perche' non ha cogenza del loro reale utilizzo, e i medici sono scoperti da questo punto di vista. Le informazioni sanitarie incrociate con i dati sanitari darebbe luogo ad una mega struttura informatica di controllo delle abitudini dei cittadini
Questi alcuni dei concetti espressi da Paolo Misericordia Responsabile nazionale del Centro Studi Fimmg e dell'ITC in una intervista su Fimmglazio Tv nella trasmissione "la nostra sanita'" .
 
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FIMMG CA: E’ deceduto il collega Francesco Napoleone

napoleoneE' deceduto prematuramente all'eta' di 48 anni il collega Francesco Napoleone medico di famiglia e di Continuita' assistenziale dell'esecutivo Nazionale della Fimmg CA e Segretario Provinciale FIMMG CA Monza e Brianza . La Fimmg Roma e la Fimmg del Lazio lo ricordano per la sua attivita' in difesa della professione e della medicina generale e resta sgomenta per la prematura e improvvisa scomparsa di un collega nel fiore dell'attivita'.
Contestualmente invia alla famiglia tutta le piu' sentite condoglianze e esprime la vicinanza di tutti medici di famiglia del Lazio in un momento tanto triste.