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INFLUENZA: Bartoletti (FIMMG): vaccini siano distribuiti presto in tutte le ASL

medfamiglia thumb250 250Sono già 185.000 gli italiani colpiti e costretti a letto a causa dell'influenza e, anche se il virus è ancora ai livelli di base ed il picco si attende per dicembre, il malanno di stagione ha iniziato la sua 'corsà e nell'ultima settimana ha fatto registrare 67.000 nuovi casi. Questi i dati del secondo bollettino Influnet dell'Istituto superiore di sanità (Iss) dall'inizio della sorveglianza da parte dei medici sentinella a fine ottobre, mentre si sta avviando nelle varie regioni italiane la campagna di vaccinazione promossa dal ministero della Salute. Nell'ultima settimana, rileva l'Iss, l'incidenza totale dell'influenza è pari a 1,11 casi per mille assistiti, con 67.000 nuovi casi per un totale, dall'inizio della sorveglianza, di circa 185.000 casi. Nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è la più alta ed è pari a 2,00 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 0,85, nella fascia 15-64 anni a 1,22 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 0,78 casi per mille assistiti. Secondo gli esperti, quella di quest'anno sarà una epidemia influenzale di intensità media e costringerà a letto 3-5 milioni di italiani.

In Italia nell'ultima settimana ci sono state 67 mila persone finite a letto per l'influenza, significa 185 mila in totale con l'arrivo dell'autunno. A Roma e nel Lazio in totale l'incidenza è dello 0,67 per cento sul totale del campione, la stima è di circa 20 mila persone ammalate.

«È stato individuato quello di tipo A H3N2, che nel Regno Unito ha dimostrao di essere molto insidioso per la popolazione anziana, soprattutto per le complicazioni di tipo respiratorio» ha spiegato Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale della FIMMG, al quotidiano Il Messaggero. Cosa deve fare chi che appartiene a una delle categorie per cui è prevista la vaccinazione antinfluenzale gratuita? Semplicemente andare dal medico di base e chiedere la vaccinazione, «anche se - precisa Bartoletti - speriamo che rapidamente i vaccini siano distribuiti in tutte le Asl, perché in alcune aree ancora c'è carenza». Ovviamente, per chi non ha diritto alla vaccinazione antinfluenzale gratuita può acquistare il vaccino in farmacia. Quanti vaccini saranno distribuiti quest'anno? Come detto in tutto il Lazio saranno un milione, così divisi in base ai territori: a Roma 550 mila dosi; in provincia di Roma 200 mila; nell'Asl di Frosinone 100 mila; nell'Asl di Latina 115 mila; nell'Asl di Rieti 31 mila; nell'Asl di Viterbo 65 mila. Concludono all'assessorato regionale alla Sanità: «È necessario consolidare e incrementare i risultati raggiunti l'anno passato e per farlo sono state incrementate le dosi del vaccino a disposizione che saranno distribuite grazie all'impegno di oltre 5 mila medici tra medicina generale, pediatri di libera scelta e i servizi vaccinali delle Asl».

VACCINI: 'Dire, fare, vaccinare': on line il forum della FIMMG per chiarire i dubbi dei mmg su vaccini e vaccinazioni

vaccinarsiDire Fare Vaccinare è il forum on line della Fimmg dedicato ai medici di medicina generale che potranno dialogare in tempi rapidi con un panel di esperti sul tema delle vaccinazioni.

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"I colleghi potranno inserire le loro domande e ottenere le risposte supportate da dati scientifici a ogni tipo di quesito - ha spiegato Tommasa Maio responsabile Area Vaccini FIMMG. "Vogliamo che i colleghi abbiano un luogo di incontro virtuale con esperti quali i Professori Paolo Bonanni, Alberto Villani, Pasquale Macrì e i componenti della Rete Vaccini FIMMG, ove porre quesiti su tutti gli aspetti di interesse: dalle domande tecniche sulle caratteristiche dei vaccini a quelle di tipo organizzativo, ad esempio come devo attrezzare l'ambulatorio per fare le vaccinazioni, agli aggiornamenti sugli studi più recenti, agli aspetti medico legali."

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NFLUENZA: Fimmg: vaccino in ritardo di 15 giorni negli studi dei medici famigliaritardi nelle consegne dei vaccini negli studi dei medici di famiglia

vaccini44 thumb250 250"I medici di famiglia avrebbero dovuto ricevere gli antinfluenzali a metà ottobre. Ma in molte aree non sono stati ancora distribuiti. E alcuni dovranno ancora aspettare anche 10 giorni". A lanciare l'allarme è il segretario generale dei medici di medicina generale della Fimmg, Silvestro Scotti, che denuncia in molte zone d'Italia ritardi nelle consegne dei vaccini negli ambulatori dei dottori di famiglia che quest'anno sono stati investiti dalla nuova Convenzione di un ruolo maggiore nella campagna vaccinale. Ma a queste condizioni, avverte, per le vaccinazioni antinfluenzali dal medico di famiglia "si rischia il buco nell'acqua" e anche 'effetti collaterali' organizzativi controproducenti.
"Io stesso a Napoli li attendo per il 5 novembre", spiega Scotti all'AdnKronos Salute. E in altre Asl italiane "ci sono colleghi che li riceveranno il 12 novembre", aggiunge il segretario sottolineando che il ritardo non è un problema da poco. Dopo il vaccino, infatti, il paziente è immune dopo 15 giorni. Con più probabilità di contrare l'infezione. Inoltre, per i medici di famiglia si riduce il tempo disponibile per organizzare e praticamente la vaccinazione.
"Ci lamentiamo per la scarsa copertura – osserva Scotti – ma poi abbiamo questi problemi che rischiano di far crescere la diffidenza. Più probabile se, dopo il vaccino, ci si ammala prima dei 15 giorni in cui l'immunizzazione funziona. E questo è un danno enorme, considerando quanto è stato necessario lavorare per vincere il 'sospetto' contro le vaccinazioni cresciuto in questi anni".
Al momento, racconta Scotti, "i pazienti più attenti e informati già telefonano per farsi vaccinare. Ma io potrò vaccinarli solo dopo la consegna del vaccino cercando di risolvere i problemi organizzativi che il ritardo crea. Dal punto di vista pratico, per esempio, nel mio ambulatorio, considerando anche l'afflusso maggiore dei mesi invernali, dedico il sabato alla vaccinazione in modo da favorire chi lavora. Ma se il vaccino arriva nella seconda settimana di novembre, considerato che la campagna vaccinale si chiude il 31 dicembre, il numero di settimane a disposizione si riduce. Noi ci crediamo, continuiamo a crederci e faremo il nostro dovere. Ma questo ritardo – ripete – non ci facilita il compito".
Il segretario Fimmg rileva inoltre un altro problema "organizzativo e indipendente dalla volontà dei medici di famiglia", che rischia di 'favorire atteggiamenti anti vax. "Abbiamo notato – riporta – che le Asl scelgono più spesso vaccini trivalenti rispetto ai quadrivalenti. Eppure negli ultimi anni abbiamo visto che l'influenza si è presentata con una variazione di un antigene che rende il quadrivalente più utile per garantire la copertura. Il trivalente costa meno, ma diventa una specie di scommessa: se l'influenza arriva senza la variazione la scommessa è vinta e si è risparmiato, ma se arriva con la variazione anche chi si è vaccinato potrebbe ammalarsi. E questo pone un serio problema di fiducia nella vaccinazione".
"La scelta del vaccino, a mio avviso – conclude Scotti – deve tener conto del lavoro che si è fatto per convincere e far crescere la fiducia, che rappresenta un capitale fondamentale per raggiungere una buona copertura".

TRIENNIO DI FORMAZIONE: Noemi Lopes (Fimmg formazione) si al 2+1 accelera i tempi di accesso, con un anno in meno di corso si risparmierebbero soldi per aumentare le borse

lopes22jpgLa formula "1 + 2" lanciata da Scotti «È un'idea che ci permetterebbe di inserire la formazione MMG anche nel percorso universitario. È lungimirante perché mira a velocizzare il nostro ingresso nel mondo della Medicina generale e quindi del lavoro». Così Noemi Lopes segretario nazionale della fimmg formazione intervistata da sanitainformazione. (Leggi Qui) e di cui riportiamo l'intero testo e il filmato video

Dottoressa Lopes, uno dei temi esposti dal Segretario Scotti nella sua relazione al Congresso è stato anche quello di rivedere la formazione del Medico di Medicina generale. Proprio dalla nostra testata Scotti ha lanciato la proposta di ripensare i tre anni facendo una sorta di 1 + 2, cioè non diminuire la formazione perché comunque è importante mantenere un livello qualitativo alto, ma dare più opportunità facendo un primo anno tipo master magari senza borsa che però possa formare anche su altre specialità. Lei che è fresca di formazione come valuta questa proposta?

«Io la valuto molto positivamente. Innanzitutto bisogna dire che è una proposta che non nasce dal nulla ma viene prevista dalla legge. La normativa europea prevede che il corso duri tre anni ma che in presenza di un tirocinio riconosciuto presso delle strutture universitarie, qualora questo venga riconosciuto dalle regioni, la formazione possa essere ridotta di un certo periodo di tempo. Sicuramente non si va ad intaccare nessuna normativa europea. Dall'altro ci dà una doppia possibilità: da un lato quella di far conoscere la medicina generale in un tempo anticipato perché dando questa possibilità potremmo, per esempio, sfruttare la possibilità di inserirla anche durante il percorso universitario. Sfruttare questo periodo in maniera tale che poi i colleghi possano formarsi nella medicina generale. O ancora, in quell'anno di attesa dove sostanzialmente non si entra in nessuno dei due percorsi, quindi né quello di specializzazione né quello della formazione in Medicina generale, anziché rimanere un anno in attesa, chi volesse investire in questo tipo di formazione si troverebbe avvantaggiato in un percorso che comunque richiederebbe l'accesso tramite concorso. Quindi non sarebbe un percorso privilegiato che permetterebbe di saltare un anno o la selezione, ma sicuramente garantirebbe di recuperare tempo perché, visto che le borse di studio sono state aumentate, e questo è un grandissimo risultato raggiunto da Fimmg, c'è da dire che siamo sempre in ritardo sulla tabella di marcia, quindi dobbiamo agire accelerando l'accesso alla professione. Questa può essere una modalità. Tra l'altro quell'anno che si va a risparmiare potrebbe permettere di reinvestire questi fondi nella Medicina Generale aumentando il numero di borse. È soltanto una proposta, secondo me lungimirante perché mira a velocizzare il nostro ingresso nel mondo della Medicina generale e quindi del lavoro».

Sull'altro piatto della bilancia della formazione c'è quello che sottolineava poco fa: questo diploma deve diventare una specializzazione. C'è anche una questione di equiparazione economica: per quanto sia stata di recente aumentata la borsa MMG ancora è molto lontana da quella della specializzazione...

«La borsa è aumentata grazie al nuovo ACN che ha concesso la possibilità di avere una preferenza nell'assegnazione degli incarichi di continuità assistenziale che da un lato ci aiuta nel percorso formativo perché permette appunto di uscire dal corso di formazione formati anche su quel percorso e in più di aumentare il compenso della borsa di studio. Per quel che riguarda la specializzazione è auspicabile appunto che la Medicina generale venga riconosciuta come specialità. Non è una medicina di serie B, ma è il pilastro del Sistema sanitario nazionale. Sicuramente come sempre noi tendiamo a valutare tutti gli aspetti, a fare in modo che qualora avvenisse questo passaggio si mettano tutte quelle tutele atte a garantire che chi ha scelto questo percorso venga tutelato senza che il titolo possa essere minacciato da equipollenze e da titoli accessori che in un certo senso poi fanno accedere da altre vie: questo non si deve permettere».

CONGRESSO SUMAI: Scotti (Fimmg) la collaborazione specialisti nmmg gia' esiste ma non è a sistema

scottisumaiSAINT VINCENT (AO) -"La collaborazione tra professionisti già esiste, ma è chiaro che non è a sistema. Oggi si propone di creare un'offerta anche di trasferimento fiduciario tra l'azione del medico di famiglia – che è tipicamente inserita in un contesto di maggiore fiducia – rispetto all'evoluzione alla consulenza specialistica. Per fare questo bisogna agire sui contratti, va determinata anche una capacità adattiva del contratto della specialistica ambulatoriale più relativa al concetto di comunità piuttosto che di territorio. Oggi lo specialista ambulatoriale appare in un sistema di offerta legato alla struttura, e probabilmente deve uscire dalla struttura e cercare di determinare modelli di continuità e di interazione con gli altri professionisti del territorio senza intermediazioni. E' chiaro che in un contesto del genere ci può guadagnare l'offerta sanitaria, si può rafforzare entrambe le le figure del medico di famiglia e dello specialista". E' quanto ha dichiarato il segretario generale nazionale Fimmg, Silvestro Scotti, intervenendo sul tema della specialistica di comunità durante il 51esimo Congresso Nazionale Sumai in corso a Saint Vincent. (Dire)
 

INFLUENZA: Bartoletti (Fimmg): la vaccinazione sempre e comunque raccomandata. (Video)

Influenza3 thumb medium250 250"Anche se non ci aspettiamo virus particolari per la prossima stagione influenzale la vaccinazione è comunque e sempre raccomandata. Soprattutto alle persone che hanno patologie croniche, ai soggetti cosiddetti rischio, al personale sanitario e alle forze dell'ordine".
Così Pierluigi Bartoletti, vicepresidente della Federazione dei medici di famiglia e dell'Ordine dei medici di Roma, in un'intervista resa al sanitàinformazione.it, ha spezzato una lancia in favore del vaccino antinfluenzale.
Anche se non obbligatorio, ma semplicemente raccomandato, il vaccino contro l'influenza è in ogni caso un'arma importante, soprattutto per persone con patologie cardiologiche o immunologiche "per le quali l'influenza è una malattia seria, sistemica. E come tale può determinare un aumento della mortalità a causa delle complicazioni che possono subentrare. Non dimentichiamo – ricorda Bartoletti – che le complicazioni da influenza sono la terza causa di morte per malattie infettive in questo Paese".
Il vicepresidente Fimmg sgombra anche il campo dai timori dei possibili effetti collaterali del vaccino: "La vaccinazione è di anno in anno sempre più sicura" spiega "anche dal punto di vista della composizione farmaceutica".
"Per vaccinarsi è sufficiente andare dal proprio medico di medicina generale" ricorda Bartoletti, che si sofferma anche sulla tempistica della copertura vaccinale. "Le vaccinazioni sono sempre legate al clima e molto dipenderà dunque dal meteo: se ci aspettiamo un inverno freddo, allora sarà meglio effettuarle tra fine ottobre e inizio novembre" spiega il medico. "Se invece il tempo sarà un po' più mite, e il freddo arriverà verso gennaio o febbraio, allora anche le vaccinazioni potranno essere posticipate a fine novembre, inizio dicembre".
In ogni caso, prima o dopo che sia, il fatto importante rimane quello di proteggersi dal malanno stagionale per antonomasia e dalle sue possibili conseguenze: "Vaccinarsi contro l'influenza è fortemente raccomandato" conclude Bartoletti, indossando quasi: " le vesti del testimonial pro-vaccino. "Io mi vaccino e vaccino i miei figli tutti gli anni".
 
 
 

VACCINI: Bartoletti (Fimmg) scienza e giurisprudenza seguono la linea dell’evidenza non quella del sospetto

vaccini thumb250 250COMUNICATO STAMPA "L'archiviazione da parte della Procura di Roma di una serie di esposti che sollevavano quesiti circa la presunta correlazione e nesso causale tra vaccini ed autismo non puo' far altro che rinforzare l'evidenza e cioè che l'unica misura di prevenzione primaria possibile contro malattie pericolose sono i vaccini, i soli che abbiamo una solida base scientifica che ne garantisce la sicurezza." cosi' Pier Luigi Bartoletti dell'esecutivo Fimmg Nazionale e vice presidente Ordine medici Roma commentando gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria vaccini-autismo " Inoltre, la Procura, sottolinea" continua Bartoletti "che ad eliminare il sospetto che "dietro l'obbligatorietà della vaccinazione vi sia scopo di 'ingrassare' i bilanci delle società farmaceutiche, è sufficiente quanto evincibile dai dati Istat: nel 2015 tutti i vaccini in Italia hanno fatturato 318 milioni di euro, pari all'1,4% della spesa farmaceutica. I farmaci venduti per l'epatite C, per la quale non esiste vaccino, hanno fatto spendere alle casse del Sistema sanitario nazionale sei volte tanto". Pertanto, pur essendo, da medici, sempre cauti nel valutare, caso per caso, persona per persona, rischi e benefici di qualsiasi trattamento medico o farmacologico, sarebbe opportuno, oltre che civile, uscire da nefaste logiche del sospetto ed entrare, invece, nella logica delle evidenze, soprattutto per i medici, il cui ruolo e la cui credibilità per le persone rappresenta un importante momento di decisione per tutti i cittadini." Conclude Bartoletti

ITC : F. Del Zotti (Fimmg) I medici hanno bisogno di una maggiore dignità digitale

sanitatelematicaMD digital : Quanto accaduto di recente a Treviso, dove un paziente si è visto rifiutare la stipula di un'assicurazione sulla vita perché la compagnia era a conoscenza dei suoi problemi di salute, ha riportato alla ribalta un problema mai sopito inerente al rischio sicurezza relativo alla condivisione dei dati sanitari dei pazienti, in particolare quelli relativi al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). La Regione Veneto è ancora in fase di implementazione del FSE, ma i numeri di adesione e di utilizzo sono in continua crescita.
"È positiva questa disposizione dei medici veneti verso le novità telematiche - sottolinea a M.D. Digital Francesco del Zotti, medico di famiglia di Verona e membro del gruppo di lavoro FNOMCeO Information Communication Technology - ma ci sono dei rischi per gli stessi Mmg e per i cittadini che è bene non sottovalutare". Del Zotti tiene a precisare che in merito al trattamento e alla condivisione dei dati sanitari il rischio sicurezza sarà sempre presente, per questo le procedure di attivazione del FSE possono fare la differenza.
Ricordiamo che l'attivazione del FSE da parte dei cittadini può avvenire secondo diverse modalità in quanto ogni Regione o provincia autonoma può prevedere autonomamente una o più procedure di attivazione. Tra le possibili modalità di attivazione vi sono: il recarsi presso il Mmg o il Pls presso il personale delle strutture appartenenti al al Ssn, direttamente on-line tramite un portale dedicato e con le autenticazioni necessarie, presso sportelli dedicati al cittadino. In Veneto la sperimentazione prevede l'adesione dei medici di famiglia volontaria al progetto FSEr.
"In altre Regioni - spiega Del Zotti - sono state attivate procedure in cui il cittadino è al centro della decisione di aderire o meno e come al FSE. In Veneto invece, in base a direttive e accordi fatti con i medici di famiglia, sono quest'ultimi ad attivare il FSE, previo consenso del paziente. In qualche modo è come se i Mmg si sostituissero ai pazienti. Non entro nel merito dei rischi che questa procedura può rappresentare per noi medici, ma penso che non sia appropriato su queste tematiche un paternalismo facilitante, che semplifichi la via al cittadino e continui a porlo quale oggetto e non soggetto dell'assistenza sanitaria. Questa modalità di fatto è in contraddizione con le finalità stesse del Fascicolo sanitario Elettronico e con quanto contemplato dal GDPR che fa del cittadino un elemento centrale".
"Serve una tecnologia più avanzata - precisa Del Zotti - capace di coniugare centralità attiva del paziente e massima sicurezza. È più difficile, mi rendo conto, ma il cambiamento è epocale e prenderci del tempo per avere più energie e tecnologia di qualità e più democrazia è importante. I rischi sulla sicurezza del trattamento dei dati sanitari ci saranno sempre ed è per questo che diventa fondamentale una valutazione personale dei cittadini dei vantaggi e degli svantaggi del mettere in comune i propri dati. Quanto alla centralità del medico io ancora aspetto che in Veneto a tutti noi, iniziando dai giovani medici sia fornita un'identità e una firma digitale seria cosa che in altre Regioni, come la Lombardia e la Puglia è già fattiva. Ciò darebbe ai medici una maggiore dignità digitale e impedirebbe i tanti problemi che abbiamo ogni volta che abbiamo bisogno di un sostituto. La telematica sanitaria è il nostro futuro, abbiamo bisogno di una tecnologia avanzata per un reale empowerment dei cittadini e dei professionisti".

FIMMG INPS: Alfredo Petrone riconfermato Segretario Nazionale Edy Feby vice vicario

petrone2 copy copyEletti il Segretario Nazionale e il nuovo Esecutivo Nazionale del Settore Inps della Fimmg. Alfredo Petrone è stato riconfermato segretario nazionale. Edy Febi vice segretario nazionale vicario, Maurizio Savarese segretario amministrativo, Arianna Giovannetti segretario organizzativo, Giovanni D'Amico, Luciano di Luca, Sante Galli e Serena deChiara vice segretari.

"Il nuovo esecutivo – ha commentato Alfredo Petrone dopo la sua rielezione - è pronto per affrontare con decisione le urgenti sfide che ci attendono già nei prossimi giorni: la riapertura della trattativa con Inps per la stipula dell'Accordo Collettivo Nazionale della medicina fiscale e la fine dell'anomalo status lavorativo dei medici convenzionati esterni. Ribadiremo con forza nelle prossime ore a tutti i Ministeri e le istituzioni competenti la necessità di porre subito fine alla sofferenza contrattuale di queste categorie di professionisti".

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG : Il mmg unita' fondativa del sistema gestore delle cure primarie, le aggregazioni una delle possibilità' assistenziali

medicoValorizzare come unità fondativa del sistema di cure primarie la figura del singolo medico affinché la medicina generale rimanga patrimonio dei territori." così il consiglio nazionale della Fimmg che nella seduta del 14 settembre riporta al centro del sistema cure primarie, non piu' l'aggregazione funzionale e il gruppo, ma il singolo medico supportato da "personale infermieristico, operatori socio-sanitari e amministrativo, creando così "microteam delle cure primarie". Un inversione della visione della medicina generale alla vigilia del congresso nazionale dei primi di ottobre a Chia dove saranno rinnovate le cariche istituzionali della Federazione.
Il medico dovra' essere un imprenditore della Salute e tutelato "dal punto di vista fiscale e contributivo, attraverso agevolazioni che vengono già concesse ad altre tipologie di impresa" e dovra' essere un riferimento "clinico-terapeutico" ovvero "il coordinatore delle figure sanitarie e non sanitarie, coinvolte nei processi di assistenza e cura, con la sua dignità professionale ed un giusto riconoscimento economico e quindi previdenziale che dal suo ruolo derivano" . Le aggregazioni un tempo al centro del sistema diventano una delle possibilita' per migliorare l'assistenza e non piu le uniche opzioni. Nasce cosi una differente visione che supera la vecchia legge aggregativa Balduzzi capillarizzando l'assistenza nella necessita' di una presenza maggiore nel territorio non tralasciando l'imprenditorialita' nello sviluppo clinico e negli standard dell'assistenza a partire dal singolo medico. (gippi)

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG: La mozione finale

consiglioIl Consiglio Nazionale della Fimmg riunito a Roma in data 14 settembre 2018 presso lo Sheraton Hotel, via del Pattinaggio 100, sentita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,

la approva.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,

ritiene

indispensabile, affinché la medicina generale rimanga patrimonio dei territori, di dover valorizzare come unità fondativa del sistema di cure primarie la figura del singolo medico affiancato da personale infermieristico, operatori socio-sanitari e amministrativo, creando così "microteam delle cure primarie". Questa valorizzazione mantiene la possibilità di poter partecipare alle aggregazioni complesse di mmg che possano farsi carico della cronicità, della terminalità e della domiciliarità anche attraverso la medicina d'iniziativa.
A questo fine è necessario che venga riconosciuto al singolo mmg la sua capacità di imprenditore della salute accordandogli le agevolazioni fiscali e contributive che vengono già concesse ad altre tipologie di impresa;
che debbano essere garantite le tutele del mmg riguardanti il riconoscimento del suo ruolo di riferimento clinico-terapeutico e di coordinatore delle figure sanitarie e non, coinvolte nei processi di assistenza e cura, della sua dignità professionale e del giusto riconoscimento economico e quindi previdenziale che dal suo ruolo derivano.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,

plaude

ai risultati raggiunti insieme a Fnomceo e ad Enpam per l'aumento numerico delle borse per il corso di formazione specifica in medicina generale ed
invita i dirigenti locali del sindacato a sorvegliare affinché tutte le regioni pubblichino velocemente i nuovi bandi di concorso per un avvio regolare del triennio 2018/2021.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,

ritiene indispensabile

un coinvolgimento sempre maggiore dei giovani medici di famiglia nella vita e nella attività del sindacato e auspica che il confronto delle idee, oltre che sugli indispensabili nuovi strumenti di comunicazione come i social, possa svilupparsi anche attraverso un impegno personale e diretto; che sia il confronto con il sindacato, esplicitato nell'ACN, ad indicare le modalità di strutturazione del Corso di formazione specifica in medicina generale.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,
sostiene con forza

la necessità della piena integrazione dei medici in formazione nelle attività professionali, tutte, della medicina generale, non come osservatori ma come operatori attivi.

Il Consiglio Nazionale della Fimmg,

esprime

apprezzamento e gratitudine al Segretario Generale Nazionale e all'Esecutivo Nazionale uscente per l'impegno profuso in questi due anni di mandato, che si è concretizzato nei notevoli risultati raggiunti che hanno riportato la FIMMG al centro delle politiche sanitarie del Paese.

FIMMG FORMAZIONE: Lettera agli assessori per velocizzare i bandi di concorso

concorsomedici thumb medium250 250La Fimmg formazione ha scritto una lettera agli assessori regionali per velocizzare la pubblicazione dei bandi di concorso per il triennio di formazione per la medicina generale "alla luce della comunicazione ufficiale del Ministero della Salute," scrive la Fimmg " pubblicata ieri in Gazzetta, che annulla la data del concorso per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale(CFSMG), ha sollecitato, tramite l'invio di una lettera, i singoli Assessorati Regionali alla Sanità a procedere alla tempestiva pubblicazione dei nuovi bandi regionali con l'integrazione delle borse aggiuntive, affinchè il Ministero possa a sua volta pubblicare nel minor tempo possibile l'avviso in Gazzetta Ufficiale, da cui per norma decorreranno i termini per presentare le domande, stabilendo così la nuova data di concorso.
Fimmg tutta è convinta della necessità di non perdere ulteriore tempo al fine di consentire ai colleghi che intendono prendere parte al concorso di predisporsi al meglio dal punto di vista organizzativo e dello studio e conta sulla collaborazione delle singole Regioni per una rapida risoluzione della questione.

TRIENNIO DI FORMAZIONE: Fimmg riaprire i bandi per evitare ricorsi

medici99 thumb250 250Accesso al Corso di formazione in medicina generale, Scotti (Fimmg): riaprire subito i bandi in forza dell'incremento delle borse o si rischia valanga ricorsi. Se necessario chiederemo l'attenzione della Magistratura Contabile.
C'è grande preoccupazione da parte della Fimmg per quanto sta avvenendo, o meglio per quanto non sta avvenendo, in Conferenza Stato Regioni sul tema della Medicina di Famiglia. In modo particolare, il segretario generale Silvestro Scotti esprime forte perplessità per «la condizione di immobilismo nella quale ci si avvicina alla data del 25 settembre», giorno in cui è previsto lo svolgimento del concorso che determinerà l'accesso al corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2018/2021. «Così come evidenziato anche dal Ministro Grillo in una nota del 10 agosto – aggiunge Scotti – è assolutamente prioritario riaprire i bandi regionali per rendere noto l'incremento dei posti messi a bando e delle relative borse di studio».
Il tema nasce proprio nel mese di agosto, quando è stata sancita l'intesa in Conferenza Stato Regioni sulla proposta di riparto delle quote vincolate per gli obiettivi di Piano del 2018. «In quell'occasione – spiega il segretario generale Fimmg – sono stati accantonati 40milioni di euro per il finanziamento di 860 borse di studio per il triennio 2018/2021, e per il finanziamento di 58 contratti annuali destinati alle specializzazioni mediche».
Ad oggi, tuttavia, nulla è stato fatto o ufficializzato affinché si possa procedere alla riapertura dei bandi. Per Scotti in questo modo si va incontro ad una «catastrofe annunciata. Mi auguro che l'idea non sia quella di procedere al concorso senza riaprire i bandi, pensando poi di far scorrere le singole graduatorie regionali in forza dei maggiori posti disponibili. Se così fosse si creerebbero, ovviamente, moltissimi contenziosi legati alle note differenze che si determineranno nei punteggi utili minimi necessari per l'accesso, considerati i nuovi posti, con un danno assistenziale ed erariale enorme, e con il pericolo che se i provvedimenti di sospensiva ottenuti attraverso la magistratura amministrativa fossero su tutte le graduatorie c'è addirittura il rischio dell'annullamento del concorso».
Uno dei rischi è, inoltre, che, in un momento già estremamente complesso dal punto di vista dell'assistenza ai cittadini per la carenza dei medici di famiglia ormai alla attenzione mediatica quotidiana, si pongano i presupposti di una paralisi che potrebbe riguardare non solo il presente ma anche gli anni futuri, con la beffa che da provvedimenti che dovevano portare le borse a 2200 circa si otterrà di bloccare anche le 1200 previste nel bando vigente.
«Tantomeno si può pensare di svolgere un secondo concorso successivo a quello del 25 settembre, farlo significherebbe allungare i tempi ma soprattutto duplicare le spese per le procedure. E, sia chiaro, se questo dovesse mai avvenire saremmo noi stessi a chiedere l'attenzione della Corte dei Conti. Non comprendiamo – conclude Scotti – per quale ragione si stia procedendo nel silenzio più assoluto. Non vorremmo comunque che qualche potere funzionariale regionale possa avere interesse a ritardare queste procedure e per l'ennesima volta stallare le soluzioni di ricambio generazionale della medicina generale con lo scopo di annullare questo tipo di offerta assistenziale, ma è evidente che se non ci sarà chiarezza ciascuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, innanzitutto nei confronti dei giovani medici che si aspettano chiarezza e rispetto dei loro diritti di informazione, dei medici di medicina generale che vogliono capire quale è il progetto di assistenza territoriale a cui questi funzionari regionali stanno pensando, ma soprattutto nei confronti dei cittadini italiani che meritano soluzioni certe e non tentativi da sottoporre a contenzioso amministrativo per apparente superficialità nell'assumere decisioni di questo tipo».

CARENZA MEDICI : Scotti,(Fimmg) i medici ci sono il problema è l'imbuto formativo

medfamiglia thumb medium250 250Un emorragia di medici che nei prossimi 10 anni portera' una carenza di 33.392 medici di famiglia (il 70% degli attuali) e 47.284 ospedalieri in pensione nel 2028. In tutto 80.676 camici bianchi. Per Silvestro Scotti il problema non è nel numero di medici che ci sarebbero ma nell'imbuto formativo che li blocca. A mancare non saranno però i laureati in medicina, ma le borse disponibili per essere formati. "Per convenzione si è stabilito che ci dovrebbe essere un medico di famiglia ogni mille abitanti. Ciascuna regione in base alle previsioni dei flussi di popolazione determina il fabbisogno di nuovi camici bianchi e lo comunica al Ministero che, stando ai dati ricevuti, stabilisce le borse di studio per il corso di medicina generale. " così Silvetro Scotti in una dichiarazione pubblicata sulla testata blitz quotidiano"

Ma quasi tutte le regioni non hanno mai modificato il loro fabbisogno. Faccio l'esempio della Lombardia: l'anno scorso ha chiesto 20 posti in più, ma per anni ne ha indicati solo 80. È possibile che la regione più popolosa d'Italia preveda lo stesso ricambio di medici della Campania?. Non c'è una carenza di medici in termini complessivi Ogni anno abbiamo 8-9.000 laureati in medicina. A fronte di questi numeri, lo Stato eroga 6.000 borse per i corsi di formazione per specialisti e circa 1.000 per la medicina generale. " continua Scotti " Restano quindi fuori 2.000 colleghi che non hanno la possibilità né di lavorare in ospedale né di diventare medici di famiglia, ma solo fare delle sostituzioni. Per ora, assistiamo a un paradosso: i medici ci sarebbero ma, mancando le coperture economiche, lasciamo giovani colleghi a spasso e importiamo professionisti da altri Paesi dell'Ue che hanno frequentato corsi di formazione riconosciuti da noi".

DOCUMENTO PROGRAMMATICO AIFA: Fimmg bene il documento ora aspettiamo fatti concreti

farmaci7I medici di famiglia devono poter prescrivere farmaci che i pazienti possono attualmente ottenere solo dagli specialisti. Il medico di medicina generale è uno dei principali attori della gestione dei farmaci a beneficio dei pazienti e, come erogatore di assistenza di primo livello, è direttamente implicato nella scelta appropriata e nell'utilizzo efficiente della maggior parte dei farmaci. A partire da questo assunto l'AIFA ha ritenuto di aggiornare il "Documento Programmatico Medicina Generale- AIFA", già redatto nel 2013, ampliandolo all'ambito più ampio del Territorio, con il coinvolgimento dei medici di famiglia, dei pediatri e dei farmacisti. Così come per la precedente versione, ripresa anche dall'EMA, la FIMMG è stata anche in questo caso l'indiscusso punto di riferimento per tutti i relatori. Alla stesura della nuova edizione hanno collaborato per FIMMG: Fiorenzo Corti e Walter Marrocco (già coordinatore dell'edizione del 2012), insieme ad altri colleghi con il prezioso contributo del Farmacologo Prof. Mario Eandi. L'obiettivo, in attesa di una più qualificata presenza della MG negli snodi decisionali dell'AIFA, è quello di valorizzare le esperienze del territorio per l'appropriatezza e la sostenibilità del Sistema, passando anche per la prescrivibilità di farmaci innovativi attraverso l'uso dei Piani Terapeutici di ambiti di cura oramai consolidati come il Diabete, la BPCO, l'Osteoporosi e il trattamento con i nuovi anticoagulanti orali. L'accesso alle cure per queste patologie il cui accesso alle cure è un'esigenza di equità, non più derogabile, per i nostri pazienti.

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VACCINI: Fimmg, circolare sulle donne in gravidanza uno strumento importante

gravida«In questo momento di grandi polemiche sul tema vaccinazioni nei bambini l'emanazione di una circolare ministeriale sulle vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza, dimostra sensibilità del Ministero della salute al tema" così Silvestro Scotti segretario Generale della (Fimmg) " e, se fosse necessario, gli estremi profili di sicurezza delle vaccinazioni. Il NITAG, gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni istituito nel 2017, in cui è presente anche un componente della Medicina generale, è stato determinante al fianco della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero. Recenti casi,hanno dimostrato quanto sia ancora sottovalutata l'importanza di una appropriata prevenzione vaccinale adeguata alle condizioni e alle fasi della vita delle donne. La circolare rappresenta uno strumento che i professionisti utilizzeranno per offrire informazione uniforme alle pazienti cui ancora oggi vengono omesse informazioni decisive per la salute loro e dei propri figli o date informazioni difformi spesso prive di fondamento scientifico»

FIMMG FORMAZIONE : soddisfazione stanziamento borse di studio

medicoscrive thumb medium250 250Con grande soddisfazione Fimmg Formazione apprende la ratifica dello stanziamento di 800 borse aggiuntive per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, stabilita dalla Conferenza Stato – Regioni, da distribuire sull'intero territorio nazionale.
Tale risultato è frutto di una lunga battaglia di Fimmg Formazione, sostenuta da Fimmg tutta, che da anni sottolinea la grave disparità fra borse erogate per il corso di formazione e il numero di medici di famiglia che andranno in pensione.
In ogni comunicato, in ogni incontro ufficiale con le Istituzioni, l'O.S. scrivente non ha mai mancato di evidenziare la necessità di incrementare le borse di studio per fornire un'adeguata prestazione sanitaria ai cittadini, garantendo loro l'inalienabile diritto alla salute, di cui il medico di famiglia è il primo attore e insostituibile pilastro.
Tale problematica è stata inoltre esposta anche in un recente incontro intercorso fra l'On. Rosa Menga, che ha mostrato forte sensibilità alla tematica in quanto medico in formazione in Medicina Generale, il Segretario Nazionale Generale della Fimmg Dott. Silvestro Scotti e il Segretario Nazionale della Fimmg Formazione Dott.ssa Noemi Lopes, in cui si è ampiamente discusso della Formazione Specifica in Medicina Generale e del suo futuro.
Appare adesso urgente prendere rapidi provvedimenti affinchè queste borse possano essere utilizzate già a partire da questo nuovo triennio 2018-2021 in quanto, come ben noto, già allo stato attuale ogni provvedimento intrapreso ai fini di fronteggiare la carenza potrebbe non essere sufficientemente tempestivo: i nuovi formati potranno infatti essere operativi solo fra altri 3 anni, quando il sistema sarà già al collasso.
Ai fini di scongiurare eventuali ricorsi si rende pertanto necessario riaprire i bandi regionali, integrandoli con le notizie in merito alla modalità di distribuzione delle borse aggiuntive nelle diverse regioni, possibilità che - visto l'avvicinarsi della data del concorso di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale - potrebbe anche condurre allo slittamento di un mese del concorso suddetto.
Ringraziando ulteriormente tutti gli attori coinvolti in questo importante obiettivo che è stato raggiunto, rimaniamo disponibili come OS ad intraprendere qualunque collaborazione volta a fronteggiare l'emergenza che sta interessando la Medicina Generale.

PRONTO SOCCORSO INTASATI: Corti Fimmg gli studi medici sono regolarmente operativi

pronto-soccorso-di-nuovo-caos-505020 thumb medium250 250Gli studi medici sono regolarmente operativi anche nel periodo estivo così Fiorenzo Corti vice segretario nazionale della Fimmg risponde all'affermazione in un servizio del tg sull'emergenza pronto soccorso.

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DIABETE : Pazienti e farmaci, survey del Centro Studi FIMMGSenza prescrizione MMG oltre 1,5 mln diabetici penalizzati su cure più efficaci

DIABETEScotti: serve provvedimento urgente altrimenti universalitá e equità delle cure nel Diabete rimarranno parole vuote . Il 62% dei pazienti affetti da Diabete Mellito di Tipo2 (T2DM) viene gestito normalmente dai mmg e non fa riferimento se non occasionalmente, e comunque non in modo strutturato, ai Centri Antidiabetici (CAD). Nel trattamento di questi pazienti, in caso di inefficacia della sola terapia con la Metformina, il 55% dei mmg provvede autonomamente alla prescrizione di un farmaco, scelto tra Sulfaniluree e Glinidi; il 41% invia il paziente al Centro Antidiabetico (CAD), il 4% si orienta sulla prescrizione di insulina. Sono questi i risultati emersi da un'indagine condotta a luglio su un campione di oltre 400 mmg dal Centro Studi della FIMMG. La Metformina risulta il farmaco più utilizzato nella terapia dei pazienti affetti da T2DM (lo assume il 41,5%) seguita da Sulfaniluree e Glinidi (assunte dal 37,7%); il 30% dei pazienti con T2DM risulta in solo trattamento dietetico, il 15% è trattato con terapia insulinica; una restante quota del 19,4% assume altri farmaci, per lo più prescritti su piano terapeutico dallo specialista. "Questi farmaci - commenta Silvestro Scotti, segretario nazionale della FIMMG - appartenenti prevalentemente al gruppo delle incretine, in molti casi sono considerati di prima prescrizione e le evidenze prodotte da anni di studi scientifici hanno dimostrato che il loro utilizzo, associato eventualmente ad altri farmaci, riduce la mortalità e il rischio di ipoglicemie, allungandone la vita e migliorandone la qualità. In Italia contrariamente a tutto il resto d'Europa - continua Scotti - non è consentito al medico di famiglia prescrivere su ricettario del Servizio sanitario nazionale questi farmaci e, se lo fa, il paziente dovrà pagarseli per intero, con un esborso "out of pocket" di oltre 700 euro all'anno. Qualora il paziente invece venga inviato al Centro antidiabetico, previo riapprofondimento diagnostico e aumento dei costi spostati dalla farmaceutica alle prestazioni, potrà avere la prima prescrizione rimborsata dal Servizio Sanitario nazionale e il suo medico di famiglia potrà ri-prescrivere il farmaco, di norma per un anno. Ma vediamo secondo la nostra survey cosa succede quando il medico di famiglia si vede costretto a inviare il paziente al CAD per permettergli di accedere alla terapia, quali sono i tempi che trascorrono dal momento della consegna dell'impegnativa alla prescrizione del Centro? - prosegue Scotti - Per il 22% dei mmg la prescrizione viene eseguita entro un mese, per il 44% tra 1 e 3 mesi, per il 34% con tempi superiori ai 3 mesi. Sono numeri che si commentano da soli! Il mmg - sottolinea Scotti- è la figura di riferimento del paziente per la gestione della sua patologia cronica, cosa sottolineata chiaramente anche dal Piano Nazionale Cronicità.
Questo aspetto emerge chiaramente non solo dai dati della nostra indagine ma dai molti elementi che si stanno manifestando con forza, su più fronti, in questo periodo. Un'altra preoccupazione che ci vede obbligati a lanciare l'allarme, è che questo modello organizzativo di limitazione alla prescrizione determina come conseguenza l'eccessiva diffusione di terapie che, secondo le più recenti raccomandazioni cliniche, dovrebbero essere di terza/quarta scelta. Sconfortante inoltre il quadro che vede il diabetologo, sebbene ancora non in modo ottimale, orientato verso le migliori opzioni terapeutiche, e il medico di famiglia incolpevolmente al palo di ingessate opzioni prescrittive".
Ricordiamo che il numero delle persone con diabete in Italia è stimabile in circa 4 milioni di casi noti e di almeno 1 milione di casi non ancora diagnosticati, la prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi, la prevalenza complessiva è maggiore nei maschi, quasi il 65% delle persone con diabete di tipo 2 ha un'età pari o superiore ai 65 anni, circa un paziente su 5 ha età ≥ 80 anni, circa il 2% ha età < 20 anni, circa il 35% dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni), cioè circa 1 milione in Italia, questi ultimi con effetti, se presenti complicazioni, anche sulla capacità produttiva e sui conseguenti costi per l'inabilità lavorativa temporanea in carico all'INPS.
"Nell'incontro di oggi ci siamo appellati al Ministro della Salute Giulia Grillo" conclude Scotti "perché solleciti un provvedimento urgente dei responsabili delle attività regolatorie, provvedimento su cui FIMMG sta battendo da più di un anno, in assenza del quale, per i pazienti diabetici in questo paese universalità e equità delle cure rimarranno parole vuote. Su questi dati, infine, lasciamo ora la parola ai cittadini e alle loro associazioni".

FIMMG : incontro del Segretario Scotti con il Ministro Giulia Grillo insieme per programmazione attività a sostegno del SSN

scottigrilloSilvestro Scotti (FIMMG): Ministro Giulia Grillo incontra i medici della famiglia, medici di medicina generale e pediatri insieme per programmazione attività a sostegno del SSN. Si è svolto stamattina il primo incontro tra il Segretario Generale Nazionale della FIMMG Silvestro Scotti e il Presidente Nazionale della FIMP Paolo Biasci e il Ministro della Salute Giulia Grillo. Numerosi i temi affrontati, con particolare riferimento alla necessità di rilanciare, proprio grazie agli investimenti sulla medicina territoriale, il Servizio Sanitario Nazionale. "È apparso evidente e abbiamo raccolto un impegno dal Ministro" dichiara Scotti "che in primis sia necessario comprendere quale assetto nel rapporto con i professionisti si determinerà se non si trovano strumenti che in seno alle richieste di autonomie regionali limitino una deregulation contrattuale mantenendo un comune denominatore nazionale dell'offerta della medicina fiduciaria" "Vaccinazioni, screening, appropriatezza delle cure, cronicità, ma anche riduzione degli accessi impropri nei Pronti soccorso e riduzione delle liste d'attesa sono obiettivi ormai più volte sottolineati. Ora però diventa necessario investire nella credibilità dell'offerta territoriale, perché il cittadino riconosca a quel livello la prima possibilità di soluzione dei propri bisogni assistenziali. Abbiamo perciò esposto al Ministro della Salute le nostre soluzioni su investimenti in Finanziaria, già sottolineate al viceministro dell'Economia, che favoriscano lo sviluppo dell'offerta territoriale per tecnologia e personale nei nostri studi, con meccanismi che siano extra FSN, definendo perciò una sorta di fondo strutturale per la medicina fiduciaria". "Nell'ambito, però delle criticità che a nostro avviso devono essere risolte in tempi brevi, abbiamo sottoposto al Ministro i risultati della nostra survey sui pazienti diabetici, che sarebbe stata diffusa oggi stesso, che evidenzia come una forte richiesta di assistenza diretta presso il medico di famiglia venga tradita dalla burocrazia dei piani terapeutici specialistici, limitando o ritardando le cure dei cittadini." "Il Ministro" conclude Scotti "ci ha assicurato interventi sui temi affrontati e chiesto di contribuire con un dialogo continuo con i suoi uffici, alla proposta di iniziative tese a rendere vicine ai cittadini le azioni che il suo ministero vuole determinare, in modo che i medici delle famiglie italiane siano la sintesi di prossimità di tutta l'offerta assistenziale del Servizio Sanitario Nazionale"