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VIOLENZA MEDICI: Maria Corongiu (Fimmg) la continuità assistenziale provata da difficili condizioni di lavoro proposte e soluzioni presentate da un anno ma sono restate inascoltate

 violenzame"Il cambio di passo è urgente. Già a settembre 2017 la scrivente aveva segnalato alle S.V. quanto fosse importante attivarsi per promuovere sicurezza in tutti gli ambiti sanitari, scrivevo infatti: "Ragionare sulla sicurezza è ormai una priorità assoluta. La Continuità assistenziale anche nel Lazio è provata da difficili condizioni di lavoro che vanno dalle sedie rotte alla mancanza di strumenti tecnologici, ma soprattutto alla mancanza totale di sicurezza. Non esiste medico di CA nel Lazio che non abbia subito minacce, aggressioni, furti." Queste le parole del Segretario Regionale Fimmg Lazio Maria Corongiu in una lettera alla Regione Lazio alla luce degli ennesimi episodi di violenza riportati dalle cronache e dai quotidiani"
"Raramente si denuncia, tanto si sa che le denunce finiscono nel nulla. Solo pochi mesi fa un nostro Medico di CA ha subito una aggressione a Fiano, picchiato durante una visita domiciliare. Il soggetto aggressore era persona già nota al medico per questo si è scongiurato il peggio visto che il Medico non fidandosi aveva chiesto alle forze dell'ordine di accompagnarlo, eppure anche in presenza dei Carabinieri il nostro medico è stato percosso. È evidente che la società sta peggiorando tra povertà e disagio sociale, ma allora dobbiamo pensare ancora di più a non lasciare soli i medici durante le visite a domicilio soprattutto di notte. Il mio pensiero va anche purtroppo agli ospedali, dove non si contano atti vandalici e aggressioni al personale che lavora anch'esso in condizioni proibitive. Credo necessario che le Istituzioni, e in questo ci fa piacere l'intervento del Ministro Lorenzin, si facciano carico del problema e difendano i loro Medici."

"Il medico che fa visita domiciliare" Continua Maria Corongiu " non può più andare da solo, anche in considerazione che ormai circa il 60% dei medici di CA è donna: poiché le aggressioni avvengono principalmente di notte tra l'una e le cinque il medico deve essere accompagnato da un altro medico o infermiere, provvisti di segnalatore di emergenza, allertando le forze dell'ordine in caso di visita in quartieri notoriamente a rischio o al domicilio di soggetti con disagio psichico o sociale, l'automezzo deve essere quello aziendale, visti i numerosi atti vandalici subiti sulle autovetture di proprietà dei medici."
"La videosorveglianza nelle postazioni, sistemi di sicurezza, quali porte blindate, grate, corsi di difesa personale, sistemi di emergenza, controllo dopo massimo mezzora da parte della Centrale per verificare le condizioni del medico, tutela del decoro e della dignità professionale, sono misure che debbono essere prese se si vuole mantenere il Servizio, anche perché un ambiente degradato, con finestre e vetri rotti, mobili impilati di scarto, strutture fatiscenti, topi e scarafaggi, rubinetti che perdono senza che nessuno li aggiusti, costituiscono un sottinteso invito per alcuni soggetti ad aggiungere degrado."

"Esiste anche un altro problema, quello cioè della mancanza di database nelle centrali di ascolto. Lo storico di casi già noti e particolari permetterebbe di fare un primo filtro ed essere preparati a situazioni pericolose. Invece si hanno archivi cartacei che, ovviamente, nessuno va a sfogliare ad ogni chiamata che arriva."

"Purtroppo dopo un'unica audizione in sede regionale le richieste effettuate sono cadute nel vuoto. Ora gli eventi numerosi in Italia, circa 3.000 l'anno, costringono a prendere provvedimenti immediati per tutelare i Medici e gli operatori sanitari tutti da violenze e aggressioni per motivi di cui nessun medico o infermiere può essere responsabile e che in larga parte sono dovuti ai tagli sulla spesa sanitaria con depauperamento di organico, tagli ai posti letto, PS vissuti come gironi dell'inferno dove Medici ed operatori sono lasciati soli a reggere l'ingestibile, senza nessun riconoscimento neanche morale."

IL TESTO DELLA LETTERA