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FNOMCEO: Candidatura alla presidenza di Filippo Anelli ecco il programma

 anelli44Esiste un «forte disagio nella professione medica», che interessa «gran parte dei colleghi, dovuto anche dall'aver introdotto nella pratica clinica del Ssn obiettivi economici che condizionano in maniera rilevante l'agire medico. A tutto ciò si aggiunga anche l'esclusione dei sanitari dai processi decisionali».
«I piani di rientro e gli obiettivi per raggiungere l'equilibrio di bilancio si sono trasformati in meccanismi per imbrigliare la professione medica e piegarla al rispetto delle esigenze finanziarie. Quei meccanismi hanno riversato sui medici responsabilità non pertinenti e adatte all'esercizio professionale, anzi spesso in contrasto con le norme del Codice deontologico». Risultato? Il medico è stato trasformato «in un tecnico della salute, minando l'alleanza medico-paziente e determinando così un'insanabile frattura nel delicato mondo sanitario, in cui la reciproca fiducia, tra curato e curante, è il cemento che tiene insieme il Servizio Sanitario Pubblico. Non si possono continuare a perseguire solo obiettivi di efficienza ed economicità eludendo importanti aspetti della professione quali l'efficienza clinica, l'efficacia delle cure e l'appropriatezza organizzativa e clinica», avverte Anelli, che illustra le sue priorità in 10 punti «programmatici per il prossimo Comitato Centrale»:

1) RILANCIARE I TEMI ETICI - Avviare una riflessione sui temi etici più pregnanti che orientano la nostra professione non solo con riferimento alla tutela della salute del singolo individuo, ma a quella dell'intera collettività, al fine di ripensare i contenuti del Codice di Deontologia medica. E fare seguire alle riflessioni proposte concrete da sostenere con le forze politiche, instaurando con esse un dialogo costante e non occasionalmente dettato da esigenze contingenti.

2) UN NUOVO RUOLO PER GLI ORDINI - Intraprendere immediatamente il confronto con il ministero per la definizione dei contenuti dei decreti attuativi della Legge Lorenzin e contribuire alla loro stesura. Definire operativamente il nuovo ruolo degli Ordini professionali, ed in particolare di quello dei Medici e degli Odontoiatri, in modo da rendere concreta ed efficace la loro attività di Enti sussidiari dello Stato. Ribadire in ogni sede, per tutto ciò che ne consegue, la natura degli Ordini quali Enti pubblici non economici, sussidiari dello Stato, dotati di autonomia patrimoniale, regolamentare e disciplinare. 3) RISCHIO CLINICO. LA LEGGE BIANCO-GELLI - La Fnomceo deve impegnarsi a vigilare e sollecitare un'applicazione omogenea nelle Regioni delle norme di sicurezza delle attività sanitarie anche attraverso l'implementazione reale degli strumenti di gestione del rischio clinico; ciò perché il concreto interesse dei medici è la prevenzione del danno, dal momento che le problematiche connesse al risarcimento sono di prevalente competenza del diritto. La Federazione intende fornire il proprio contributo tecnico attraverso una più stretta collaborazione con il ministero della Salute, in sede di attuazione dei decreti delegati, su alcune importanti tematiche quali gli aspetti assicurativi, la costituzione e la tenuta dell'elenco delle società scientifiche di fatto abilitate a predisporre linee guida. Intende, inoltre, collaborare con l'Istituto Superiore di Sanità per la definizione degli standard per la pubblicazione delle linee guida

- 4) FNOMCEO E ORDINI - Proseguire sulla strada di predisporre linee guida condivise per l'applicazione delle norme amministrative vigenti, ricorrere eventualmente avverso quelle palesemente inapplicabili, continuare ad investire e potenziare l'azione di sostegno e supporto soprattutto a favore di piccoli ordini. «Si può immaginare di creare, guardando all'esperienza operata nel campo della formazione, una sorta di 'Fnomceo-Omceo in retè che possano condividere, nei modi da individuare, procedure amministrative e giuridico-deontologiche, naturalmente su base volontaria», afferma Anelli. 5) ADEGUATO FINANZIAMENTO DEL SSN - Approfondire le tematiche relative alla sostenibilità del Ssn e chiedere con determinazione di finanziarlo in maniera adeguata. Tra i problemi principali correlati: il blocco del turnover in molte regioni italiane, specie quelle sottoposte a piano di rientro, responsabile della carenza di personale e di un precariato ormai atavico; divario nord-sud così come emerge dagli indicatori di salute; il tema della distribuzione delle risorse: una sanità il più possibile omogenea in ogni parte d'Italia; il costo elevato dei farmaci innovativi per la cure delle neoplasie e di alcune malattie.

6) FORMAZIONE - Occorre ripensarla cambiandone il paradigma: dagli anni del corso di laurea, al numero di borse di specializzazione, al corso di medicina generale, sino alla formazione continua. Bisogna liberalizzare la formazione mettendo le università nelle condizioni di soddisfare i bisogni formativi e allo stesso tempo gli obblighi derivanti dalla programmazione del personale del Ssn. Al momento appaiono urgenti alcuni interventi: tra il 2021 ed il 2023 si rischia il default della medicina generale per mancanza di medici. A questa vera e propria emergenza «bisogna rispondere con una programmazione realistica». E ancora, nei prossimi 5 anni (2018/2022) usciranno dal Ssn per pensionamento circa 30.000 medici specialisti dipendenti, cui sono da aggiungere i pensionamenti attesi tra gli specialisti convenzionati, tra i medici universitari e nei settori sanitari privati. La formazione post-laurea universitaria, ferma a 6.500 contratti di specializzazione annuali, non è in grado di coprire il necessario turnover. «È arrivato il momento di recuperare un ruolo formativo per il Ssn».

7) TEMI D'IMPATTO SOCIALE - Predisporre, d'intesa con la commissione Ecm, un ammodernamento e semplificazione della formazione Ecm per renderla più possibile vicina alle esigenze reali dei professionisti. Un aggiornamento tarato sui bisogni formativi dei medici e non un mero 'accumula puntì. Promuovere e sostenere corsi di formazione alla comunicazione efficace su tematiche di grande impatto sociale, come ad esempio i vaccini.

8) SICUREZZA DEGLI OPERATORI - L'incremento esponenziale dei fenomeni di aggressione a danno degli operatori all'interno delle strutture sanitarie inizia ad assumere una connotazione preoccupante, ragion per cui occorre istituire un osservatorio comune tra ministero della Salute e Fnomceo per «prevenire il fenomeno delle aggressioni attraverso l'analisi delle criticità, il monitoraggio degli eventi sentinella e la predisposizione di una reportistica ad hoc».

9) GOVERNO CLINICO - Il medico italiano deve recuperare la propria autonomia professionale e riappropriarsi degli strumenti di governo clinico che, negli ultimi anni, gli sono stati preclusi da una medicina troppo amministrata. «Sono sempre più frequenti, infatti, le segnalazioni di conflitti tra medici ed il disagio per i pazienti in merito alla prescrizione di farmaci innovativi». Un tema «squisitamente professionale che limita l'autonomia e la potestà di curare conferita dalla legge (laurea, abilitazione ed iscrizione all'Albo) e non può essere messa in discussione da Agenzie attraverso atti squisitamente di carattere amministrativo».

10) UN PONTE VERSO I CITTADINI - Recuperare il rapporto medico-paziente svilito da una medicina «fin troppo burocratizzata, anche attraverso moderno progetto di comunicazione che possa aiutare a gettare un ponte verso i cittadini, a creare un clima culturale di maggior comprensione ed empatia che possa costituire la premessa per una nuova relazione di cura ed il rilancio della professione medica».