Lun17122018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home Evidenza SOCIAL: Facebook voleva i dati medici degli utenti per inserirli nei profili

SOCIAL: Facebook voleva i dati medici degli utenti per inserirli nei profili

 pilloledifacebook thumb medium250 250Secondo un report della CNBC, il social network aveva chiesto a diversi importanti ospedali degli Stati Uniti di condividere i dati medici sui loro pazienti in forma anonima per associare queste informazioni con i dati dei suoi iscritti per aiutare gli ospedali a capire quali pazienti potevano aver bisogno di cure o trattamenti speciali.. Il piano prevedeva di portare gli ospedali a condividere informazioni mediche e problemi di salute in modo anonimo anonime, per abbinarle agli account di Facebook resi a loro volata anonimi e che sembravano però appartenere a quelle stesse persone. , il progetto era in "fase di pianificazione" lo scorso mese, ma è stato poi bloccato a causa dello scandalo Cambridge Analytica. . Su CNBC si legge: "L'intenzione di Facebook, secondo due persone anonime legate al progetto, era quella di combinare ciò che un sistema sanitario conosce dei suoi pazienti (esempi: la persona ha una malattia cardiaca, ha 50 anni, prende 2 farmaci e fa 3 viaggi all'ospedale all'anno) con ciò che Facebook conosce (come: l'utente ha 50 anni, è sposato con 3 figli, l'inglese non è la sua lingua principale, si impegna attivamente per la comunità inviando molti messaggi)". Le trattative di Facebook erano state portate avanti dal cardiologo Freddy Abnousi medico alle dipendenze di Regina Dugan l'ex responsabile di Building 8.
Essenzialmente, Facebook aveva proposto di raccogliere i dati medici senza il permesso degli utenti ed associarli segretamente ai loro profili. Un progetto che avrebbe rischiato di avere delle evidenti ripercussioni in materia di privacy e di trattamento dei dati.
Anche se la società di Zukenberg aveva proposto di utilizzare una tecnica crittografica denominata hashing per abbinare le persone che si trovavano in entrambi i set di dati.