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SANITA' DIGITALE: Rischio sospensione dll'albo per chi non comunica la propria PEC all'Ordine professionale

 sanità-digitale-1 thumb250 250Rischia la sospensione dall'albo il professionista che non comunicherà il proprio indirizzo Pec all'ordine di appartenenza. È quanto prevede l'articolo 29 del decreto Semplificazione, approvato dal Consiglio dei ministri nella notte tra il 6 e il 7 luglio. Il decreto, tratta il tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione, in particolare per quanto riguarda il rapporto con professionisti e imprese.
L'articolo 29 «favorire l'uso della posta elettronica certificata nei rapporti tra pubblica amministrazione, imprese e professionisti, attraverso il completamento dei percorsi di transizione digitale», intende dare concreta applicazione ad alcune norme confluite nel Codice dell'amministrazione digitale (Cad) «che impongono alle imprese costituite in forma societaria, la comunicazione del proprio indirizzo Pec al Registro delle imprese e, ai professionisti iscritti in albi ed elenchi, la comunicazione ai rispettivi ordini o collegi». La disposizione si rende necessaria visto che «tale obbligo di comunicazione è rimasto a tutt'oggi largamente inattuato».
Ma cosa accadra' realmente a chi non comunichera' l'indirizzo PEC:
inizialmente ci sara' un "obbligo di diffida da adempiere, entro trenta giorni, da parte del collegio o ordine di appartenenza».
In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l'ordine «commina la sanzione della sospensione dal relativo albo fino alla comunicazione del domicilio digitale». La relazione parla di domicilio digitale in luogo della Pec per «un opportuno coordinamento con il codice dell'amministrazione digitale e con la disciplina europea». Ovvero un indirizzo digitale reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi per implementare i contatti tra utente e la PA.