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FARMACI

AMAZON : Al via la vendita on line di farmaci da banco con una linea proprietaria

amaz thumb large300 300NEW YORK - Amazon lancia una linea esclusiva di prodotti farmaceutici da banco. E l'industria sanitaria trema temendo una guerra al ribasso dei prezzi, alla luce dell'effetto che il colosso di Jeff Bezos ha gia' avuto sulle vendite al dettaglio.
La linea, è stata lanciata da Amazon in agosto un po' in sordina e include 60 prodotti tra cui l'ibuprofen e alcuni farmaci per la crescita dei capelli. Per ora il lancio della nuova linea è limitato agli States e si colloca inuna prepotente entrata nella Sanita' statunitense con un'alleanza con Berkshire Hathaway di Warren Buffett e JPMorgan.
Questo accesso di Amazon ha causato non poco allarme nei big farmaceutici che temono di venir sottoposti alla stessa pressione anche in Borsa, dove il il colosso di Jeff Bezos continua a volare, aggiornando i suoi massimi storici e toccando per la prima volta i 1500 dollari ad azione. Ma non solo l'entrata di Amazon potrebbe incrementare anche il calo di vendite degli stessi colossi farmaceutici, già alle prese con un calo del traffico dei consumatori.
La linea Basic Care non fara' capo direttamente ad Amazon ma sara' prodotta direttamente da Perrigo.
Ora le farmacie tradizionali inevitabilmente dovranno preparsi alla guerra dei prezzi che sicuramente Amazon scatenerà.
I numeri sono elevati solo negli Stati Uniti il giro d'affari dei medicinali senza prescrizione è stato di 8,4 miliardi di dollari nel 2017 (+31% rispetto all'anno precedente) e il colosso dell'e-commerce intende prendersi la fetta più grande.

CARENZE FARMACI: in Sardegna ordini Dpc inceppati. In Friuli prescritti farmaci introvabili

farmacicostosi(Farmacia 33) Torna a farsi sentire il problema delle carenze di farmaci sul territorio. Dopo le quasi 300 segnalazioni di carenze denunciate a Verona, anche dalla Sardegna arriva la denuncia di una situazione di allarme, in corso da una ventina di giorni e in via di risoluzione, per mancanza di insulina, antitumorali e immunosoppressori, causata da un inceppamento del sistema di ordine dei medicinali in Dpc. In Friuli, invece, si è creato un cortocircuito tra l'indisponibilità di alcuni farmaci sul territorio e la loro prescrizione da parte dei medici che costringe i pazienti a vagare da una farmacia all'altra. A segnalare le criticità alle autorità e alla stampa locale sono le associazioni di categoria subito operative sul territorio di competenza. In particolare, in Sardegna ha spiegato presidente di Federfarma Sardegna Giorgio Congiu la Centrale regionale di committenza ha regolarmente fatto le gare ma poi il meccanismo si è «inceppato» e l'ordine trimestrale dei medicinali in distribuzione per conto non è partito nei tempi giusti. Congiu ha chiarito che «il meccanismo si è inceppato a Sassari, all'Ats, Servizio farmaceutico, dove gli ordini sono stati bloccati perché chi doveva materialmente farli ha pensato di dover attendere ulteriori passaggi burocratici. In sostanza, c'è stato un difetto di comunicazione tra uffici, e il funzionario a Sassari, unico autorizzato a portare avanti l'iter, non si è voluto assumere responsabilità, pare aspettasse una registrazione dei contratti che in realtà era già avvenuta». Federfarma, realizzando l'errore, ha fatto in modo di farsi mandare i farmaci necessari da fuori e poi ha «allertato tutte le farmacie e siamo riusciti a tamponare grazie anche all'impegno costante dell'assessorato». Congiu segnala che «a oggi manca ancora circa il 7% dei prodotti e da lunedì (ogg, ndr) la situazione dovrebbe tornare alla normalità». Certo è che «bisogna assolutamente modificare il sistema, ho già proposto alla Regione, e lo richiederti con forza nell'incontro fissato per giovedì prossimo, che siano i distributori all'ingrosso a fare l'ordine dei medicinali ogni mese, l'Ats verificherà le proposte e procederà all'emissione dell'ordine e alla verifica delle consegne da parte dei fornitori». Dal canto suo, l'Ats ha fatto sapere che per quanto riguarda l'insulina, i farmaci sono in arrivo ma c'è stato un problema di bollinatura: «Li avevano "bollinati" tutti come ospedalieri (fascia H) e non come fascia A. Per i farmaci salvavita, alcuni, distribuiti in Dpc, non sono stati ancora aggiudicati e distribuiti. In proposito la Assl di Nuoro sta adempiendo agli acquisti. Tutti i farmacisti sono stati informati che in caso di necessità devono provvedere a reperire i farmaci in fascia A». Situazione diversa in Friuli dove medicinali non più disponibili in farmacia continuano a essere prescritti dai medici, «una porzione minima rispetto al totale delle ricette - precisa l'Ordine dei medici di Trieste - ma costringe il paziente a vagare e può creare problemi di continuità della cura». A denunciare la criticità sono stati gli Ordini dei farmacisti di Trieste, Gorizia e Udine in particolare, la scarsità di rifornimenti dell'antiemetico Plasil, dell'eparina Clexane, del betabloccante Sotalex, dell'antiemicranico Imigran e dell'antiepilettico Vimpat. Il dibattito verte, in particolare, sull'informazione ai medici da parte dell'azienda sanitaria che, chiarisce un referente, «ha il compito di vigilare sui grossisti-fornitori e sulle farmacie, ispezionando i loro magazzini per controllare la presenza dei farmaci e la regolare richiesta per l'ottenimento di essi». A livello nazionale c'è anche la lista delle carenze curata dall'Aifa, 84 pagine per un totale di circa 1500 medicinali ma che, osserva Marcello Milani, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Trieste «non sempre è aggiornata in tempo reale» come nel caso del Vfrnpat, il farmaco non è reperire nelle farmacie, ma allo stesso tempo non risulta carente nella lista.

CANNABIS : per l'uso terapeutico, dubbi da un gruppo di medici australiani

cannabis copy thumb250 250SYDNEY. Dubbi sull' uso terapeutico della Cannabis lo hanno espresso sul Medical Journal of Australia, i professori Adrian Reynolds, Jennifer Martin e Yvonne Bonomo, del Royal Australiasian College of Physicians (RACP) "La rapidità e la portata dell'introduzione della canapa medicinale sono senza precedenti " recitano gli articoli e hanno posto sfide per i professionisti sanitari, non tanto per le sue note proprietà di creare dipendenza e psicoattive, ma perché la sua introduzione non è stata preceduta dai consueti test di sicurezza e di efficacia basati sulla ricerca", scrivono gli esperti, che avvertono come il sistema sanitario stia "navigando in acque inesplorate". Il governo oltre a permettere l'uso della cannabis come medicinale ha anche diramato delle linee guida per i medici, autorizzati a prescriverla indicando l'uso nei casi di cure palliative, nella sclerosi multipla, nella nausea e vomito indotti da chemioterapia, nel dolore cronico e nell'epilessia. "Mentre il College of Physicians comprende l'interesse della comunità nei cannabinoidi come prodotti terapeutici " concludono gli esperti " sono incompleti i consueti processi regolatori concepiti per proteggere i pazienti da gravi danni collaterali e l'evidenza della loro efficacia per molte condizioni mediche è finora limitata"

MINISTERO DELLA SALUTE : Scrive all'AIFA, I Farmaci innovativi siano prescriti dai mmg

lorenzinconfst(Pharmakronos) Adelisa Maio Apprendiamo con soddisfazione che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin condivide e supporta pienamente la scelta di consentire ai medici di medicina generale la facoltà, a oggi riservata agli specialisti, di prescrivere medicinali innovativi, che abbiano dimostrato un adeguato profilo di efficacia e sicurezza, per alcune patologie croniche diffuse". Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, plaude all'istanza inviata all'Aifa dal ministro della Salute, che ha scritto al direttore generale dell'Aifa Mario Melazzini per chiedergli di "valutare la possibilità di individuare alcune patologie croniche diffuse, i cui trattamenti siano oggi prescrivibili esclusivamente dai medici specialistici, e di estendere tale facoltà anche ai medici di medicina generale". "In questo modo - scrive Lorenzin nella lettera i medici di medicina generale potranno non solo prescrivere terapie ormai consolidate e sicure, ma anche monitorare l'andamento dei piani terapeutici, a vantaggio di una maggiore aderenza terapeutica e riduzione dei tempi di accesso alle cure". "Apprezziamo l'iniziativa del ministro, che va nel duplice senso positivo di venire incontro alle necessità dei pazienti cronici, che potranno essere curati sul territorio nella miglior maniera possibile, e di riconoscere a tutti i medici 'le competenze previste negli obiettivi formativi degli ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea, integrate e ampliate dallo sviluppo delle conoscenze in medicina, delle abilità tecniche e non tecniche connesse alla pratica professionale, delle innovazioni organizzative e gestionali in sanità, dell'insegnamento e della ricerca'.

GB: pomata infiammabile causa di decine di morti in incendi

farmaci5(ANSA) – LONDRA- Una crema alla paraffina, tuttora di uso piuttosto comune in Gran Bretagna per curare l'eczema e altre patologie della pelle, potrebbe aver contribuito a far dilagare diversi incendi che negli anni hanno provocato «centinaia di morti» sull'isola. Lo sostengono fonti dei vigili del fuoco citate in un'inchiesta ad hoc della Bbc. La crema in questione contiene infatti una sostanza fortemente infiammabile. E lascia tracce potenzialmente micidiali sui vestiti, se non ci si cambia subito dopo essersela spalmata. Di qui il rischio che possa alimentare le fiamme al contatto con un qualsiasi focolaio: da un banale mozzicone di sigaretta a una stufa. La Bbc ha calcolato che oltre una quarantina di morti - conseguenza d'incendi avvenuti nella sola Inghilterra e solo dal 2010 - sia riconducibile a questa causa o concausa. Ma sulle confezioni della pomata 'incriminatà non compaiono avvertimenti. Mentre l'autorità di controllo del Regno sui farmaci sta ancora conducendo un'indagine al riguardo.

EMA: Amsterdam non è pronta per ospitare l’Agenzia, l’Italia verso il ricorso

ema(ANSA) Il sospetto che Amsterdam non fosse pronta ad ospitare l'agenzia europea del farmaco Ema, dopo averla strappata a Milano per un soffio, è ora una certezza: l'edificio ancora non c'è, e il trasferimento di tutto il personale e le attività da Londra è destinato a subire ritardi e costi supplementari. L'allarme arriva direttamente dal direttore esecutivo dell'Ema, Guido Rasi, e riapre la polemica: il governo italiano si dice pronto al ricorso, e la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco Beppe Sala tornano alla carica riproponendo Milano. Lorenzin sottolinea che la questione è da porre in commissione europea.
Alla luce di quanto sta emergendo sull'assegnazione ad Amsterdam della sede Ema, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinchè, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell'Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione che vide Milano battuta al sorteggio finale. In una conferenza stampa assieme alle autorità olandesi, Rasi ha infatti portato allo scoperto la situazione: il nuovo palazzo dell'Ema non è ancora pronto, e la soluzione transitoria proposta dagli olandesi "non è ottimale", perché "dimezza" lo spazio della sede di Londra. Il che aggiunge "strati di complessità" al trasferimento e allungherà i tempi per tornare a funzionare regolarmente.
L'Ema dovrà essere operativa ad Amsterdam dal primo giorno della Brexit, cioè il 30 marzo 2019, ma "il palazzo finale non sarà pronto per allora e quindi dovremo andare in una sede temporanea nella città", spiega Rasi. "Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse, e prolungherà il 'piano di continuità', ovvero impiegheremo di più per tornare alle operazioni normali", ha aggiunto.
Nell'ultimo bando della Regione Lombardia per 670 posti per medico di famiglia, 400 sono rimasti vacanti. Nella città di Milano, quindi non in un remoto villaggio montano, per 62 incarichi si sono presentati in 16.