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FARMACI: Melazzini (AIFA), nel 2020 70-100 mila euro a trattamento anti-cancro

 farmaci2(AdnKronos Salute) - Una corsa che pare inarrestabile. «Il costo delle terapie antitumorali è in rapido e costante aumento, con un'incidenza tra le più alte sull'intera spesa farmaceutica. In Italia il costo medio di un trattamento è passato dai 3.850 euro circa della seconda metà degli anni Novanta ai 44.900 euro della prima metà dello scorso decennio, e le proiezioni per il 2020 stimano un costo compreso tra i 70.000 e i 100.000 euro». È la riflessione del direttore generale dell'Aifa Mario Melazzini, in un editoriale sul sito dell'Agenzia italiana del farmaco. I sistemi sanitari «sono ovunque chiamati a sostenere l'impatto dell'innovazione alle porte - osserva Melazzini - Solo in campo oncologico, sono circa una decina le molecole in una fase avanzata del loro iter autorizzativo e altrettanti i medicinali per i quali è stata richiesta un'estensione delle indicazioni d'uso. Siamo in presenza di una sfida epocale per le autorità sanitarie, chiamate a garantire ai cittadini le cure più appropriate, l'accesso rapido all'innovazione reale, la sicurezza delle prestazioni, in un contesto di sostenibilità ed efficienza del sistema. Le leve su cui agire sono diverse - evidenzia il Dg - e richiedono grande impegno e responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti: la politica, le istituzioni, le aziende, gli operatori sanitari e i pazienti. Questi ultimi saranno sempre più consapevoli e protagonisti del loro percorso di cura, grazie a un coinvolgimento che inizia con la sperimentazione clinica e prosegue per l'intero ciclo di vita del farmaco fino alla vigilanza dopo la commercializzazione». Se «risorse economiche dedicate sono imprescindibili», i fondi strutturali previsti dalla legge di Bilancio 2017 (500 milioni di euro l'anno per il Fondo dei farmaci innovativi e per il Fondo dei farmaci innovativi oncologici) «rappresentano una risposta concreta a un bisogno di salute reale e immediato», continua Melazzini Aifa. Promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove molecole e accelerare l'accesso ai farmaci innovativi «non è però l'unica via per contrastare il cancro», secondo il Dg Aifa. «Una strategia efficace non può prescindere dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce che, oltre a ridurre in modo significativo l'incidenza dei tumori e i tassi di mortalità, consentirebbero di conseguire risparmi più che mai utili per affrontare bisogni di salute non ancora soddisfatti, sia nell'area oncologica che in altre aree terapeutiche». Melazzini ricorda poi un recente editoriale di 'Lancet' intitolato 'Cancer risk paradox: grand plans fall short?', che «invita a una riflessione sul tema della prevenzione e sull'opportunità di contrastare a monte quei fattori di natura ambientale che possono causare patologie tumorali». Per eliminare il cancro, si legge su Lancet, i governi devono identificare e agire non solo sull'aumentata suscettibilità al rischio, ma anche per garantire che le persone non siano esposte a materiali cancerogeni a causa di gravi omissioni nella gestione dell'ambiente. «Uno spunto prezioso - conclude il direttore generale - per ricordare e ricordarci che il migliore investimento sulla salute, a livello individuale e collettivo, passa per l'informazione, la diagnosi precoce, ma soprattutto la prevenzione dai fattori di rischio, grazie a stili di vita sani e a una responsabile cura dell'ambiente».