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FARMACI: Gelli, quelli innovativi per il diabete siano prescrivibili dal medico di famiglia

 farmaci 6 66471Roma, (AdnKronos Salute) - «Quali iniziative il ministero della Salute e l'Aifa intendono attivare per rendere immediatamente accessibili» i farmaci innovativi per la cura del diabete «al medico di medicina generale, per dare le necessarie risposte terapeutiche nel trattamento di una patologia che interessa milioni di cittadini italiani e che vede oggi solo un paziente su tre avere un adeguato piano sanitario di controllo». Lo chiede con un'interrogazione al ministro della Salute, Federico Gelli, deputato e membro della Commissione Affari Sociali che sottolinea la necessità di prescrivere la classe di farmaci DPP-4I da parte della medicina generale come avviene in tutti gli altri Paesi europei per il trattamento del diabete di tipo 2. «L'Italia - ricorda infatti Gelli nell'interrogazione - è l'unico Paese europeo in cui non è possibile la prescrizione di questa classe di farmaci. Sul tema sono intervenute pubblicamente anche le principali società scientifiche e i sindacati di medicina generale quali: Fimmg, Simg e Snamid, evidenziando come questa disparità di accesso per i malati diabetici in Italia, comporti rischi per la salute dei loro pazienti».La terapia innovativa comporta anche vantaggi economici rispetto alla terapia con sulfaniluree, «come confermato da una serie analisi di cost-consequence», scrive Gelli nell'interrogazione, «i vantaggi consistono nella minore frequenza di automonitoraggi glicemici, nella minore incidenza di eventi avversi, nelle ridotte complicanze macro e micro vascolari, nel ritardo nel passaggio a terapia insulinica legato alla maggiore durabilità nonché a minori, costi indiretti come assenze da lavoro e/o ore di lavoro perse». Inoltre, «l'eventuale aggravio di spesa iniziale per questa terapia verrebbe compensato dai risparmi ottenibili dal loro impiego sull'intero sistema, sempre se confrontato con l'utilizzo delle sulfaniluree;», aggiunge il parlamentare secondo il quale «appare indifferibile l'apertura della prescrizione delle terapie orali innovative alla medicina generale, non solo per incontrovertibili e comprovate ragioni scientifiche e di appropriatezza prescrittiva, ma anche per una questione etica, che non crei disuguaglianze di accesso, e a beneficio di tutti i pazienti con diabete di tipo 2 e con conseguente risparmio per il servizio sanitario pubblico», conclude Gelli che sottolinea di apprendere «con favore la riapertura del tavolo di confronto tra Aifa, i sindacati e le società scientifiche della medicina generale»