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FARMACI: l'88% dei medici chiede di poter prescrivere farmaci per le malattie croniche

 medfamiglia(ANSA) - ROMA, - L'88% dei medici di famiglia chiede di poter prescrivere direttamente i farmaci per le patologie croniche, mentre le attuali norme prevedono che i nuovi farmaci per diabete, bpcpo e anticoagulanti orali siano prescritti solo dallo specialista sulla base del piano terapeutico. È quanto emerge dal questionario 'Il medico di medicina generale e la prescrizione dei farmaci innovativì realizzato dal Centro studi della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) in occasione del 74/mo Congresso nazionale in corso in Sardegna. L'indagine, a cui ha partecipato un campione rappresentativo di oltre 500 medici, è stata effettuata per comprendere quanto la Medicina Generale sia sensibile all'esigenza di recuperare un ruolo prescrittivo diretto rispetto a molti farmaci che attualmente possono essere prescritti, in genere compilando un Piano Terapeutico (PT), solo da medici specialisti. Dallo studio emerge che nella categoria c'è la percezione che queste limitazioni prescrittive stiano comportando difficoltà assistenziali per molte patologie croniche prevalenti. In particolare, il 58% del campione ritiene che le attuali normative prescrittive ostacolano 'molto-moltissimò la gestione del paziente diabetico da parte del medico di famiglia (il 27,8% ritiene che la gestione sia ostacolata 'abbastanzà). Un focus particolare è stato condotto nei confronti dei farmaci biologici e dei loro biosimilari: si tratta di classi di farmaci emergenti, spesso utilizzati nella cura di patologie croniche, per i quali i medici, oltre a subire generalmente importanti limitazioni prescrittive, sono esclusi da interventi formativi - informativi anche da parte dell'industria farmaceutica produttrice. L'insulina e i suoi analoghi (per il 67% del campione) e l'eparina a basso peso molecolare (per il 32,7%) sono le classi di farmaci biologici ritenute avere maggiori ricadute sull'attività del medico