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FARMACI: La Glaxo pubblica i compensi a Medici e istituzioni, i sanitari la trasparenza non vuol dire demonizzare

 farmaci thumb250 250Un operazione trasparenza che sta diventando un caso nazionale dai risvolti impensabili il tutto parte da una "operazione trasparenza" nel codice di autoregolamtentazione di Farmindustria che decide di pubblicare on line e in chiaro i nomi e i compensi di medici che hanno collaborato con l'azienda in vari ambiti. un lungo elenco di medici, ospedalieri e di famiglia, che hanno contatti appunto con i colossi del settore. Un modo per rendere ancora più trasparenti questi rapporti a detta delle Aziende che si è trasformata in una gogna mediatica, che potrebbe mettere in crisi il rapporto di fiducia con i pazienti.
Il carico lo ha messo l'associazione CODACONS che come sempre ha sfruttato l'occasione pr far partire la solita "piastrellata" di cause legali lanciando accuse di sospetti pubblicando sul proprio sito un elenco che comprende decine di migliaia di nomi, tra specialisti, primari, medici di base di tutte le province italiane. Si va dalla singola azienda ospedaliera fino all' Istituto superiore di sanità (125.660,00 nel 2016, 93.940,00 euro nel 2017 per "servizi e consulenze.

"Mi pare un'altra caccia alla streghe che rischia di rovinare il nostro rapporto con i malati " ha dichiarato Francesco Noce, presidente regionale della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) del Veneto "ricordiamoci che sono le case farmaceutiche a finanziare la ricerca. E quindi gli ospedalieri che hanno rapporti con le stesse sono coinvolti in studi clinici sull'efficacia di determinati prodotti, dietro autorizzazione dell'azienda sanitaria di appartenenza e del proprio primario. Oppure, sempre con i permessi citati, sono relatori a convegni organizzati dalle industrie del farmaco ma che consentono ai camici bianchi di accumulare i punti Ecm di aggiornamento: è obbligatorio raggiungerne 150 in tre anni. Tutte attività dichiarate al Fisco".

"A parte il fatto che ogni anno facciamo risparmiare alla Regione tra i 10 e i 12 milioni di spesa farmaceutica grazie all'appropriatezza prescrittiva e al ricorso ai generici," dichiara Il segretario di Fimmg Veneto, Domenico Crisarà "associando ad ogni cittadino un costo massimo di 108 euro contro i 200 rilevato in molte altre realtà italiane, il rapporto con le ditte produttrici è motivato dalla farmacovigilanza. Cioè dall'osservazione degli effetti collaterali dei medicinali e da studi finanziati dalle stesse e autorizzati dal ministero. Attenzione, sulle accuse infondate di connessioni tra medici e industria del farmaco si basa la campagna no vax".

L'elenco pubblicato dalla GLAXO