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FARMACI

AIFA: Spesa farmaceutica disavanzo globale di 1 miliardo ma al convenzionata fa -16,4%

aifa-logo(Public Policy) -  La spesa farmaceutica convenzionata e per acquisti diretti si è attestata a 14.878,2 milioni di euro, con uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive del 14,85% (13.842,2 milioni) pari a +1.036 milioni, corrispondente ad un incidenza percentuale sul Fondo sanitario nazionale del 15,96%. Tale disavanzo è calcolato avendo escluso dalla spesa farmaceutica la stima delle risorse stanziate con i fondi per i medicinali innovativi oncologici e non oncologici. E quanto emerge dal monitoraggio dell Aifa sulla spesa farmaceutica nel periodo gennaio-ottobre 2017. La spesa farmaceutica per acquisti diretti si è attestata a 7.819 milioni di euro, con un incidenza sul Fondo sanitario nazionale del 8,39%, pari ad un disavanzo rispetto alla spesa programmata di 1.396 milioni. La spesa farmaceutica per la distribuzione diretta di fascia A si è attestata a 3.947 milioni evidenziando un decremento, rispetto all anno precedente, pari a 776,9 milioni (-16,4%). Differente è l andamento della spesa farmaceutica convenzionata a carico del Ssn che, al netto degli sconti, della compartecipazione totale (ticket regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento) e del pay-back versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, si è attestata a 6.789 milioni di euro, registrando un decremento rispetto all anno precedente pari a 54 milioni di euro (-0,8%). In particolare rispetto al tetto programmato per la spesa convenzionata si registra un avanzo di 360,3 milioni di euro. Diminuiscono anche i consumi, espressi in numero di ricette (484 milioni), pari a - 0,6% rispetto al 2016, mentre l incidenza del ticket aumenta dello 0,7% (9 milioni di euro). Parallelamente si osserva un incremento del +3,4% delle dosi giornaliere (+697,6 milioni).

RISONANZA MAGNETICA: stop ai mezzi di contrasto con gadolinio

risonanza3 thumb medium250 250(Coriere Salute) A partire dal 28 febbraio sarà sospeso in Italia l'utilizzo di alcuni comuni mezzi di contrasto endovenosi - per effettuare Risonanze magnetiche (Rm) - a base del metallo gadolinio. Lo comunica l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sulla base della revisione condotta dall'Agenzia europea dei medicinali (Ema) che ha confermato che, a seguito dell'uso di tali mezzi di contrasto, si ha un accumulo di piccole quantità di gadolinio nei tessuti cerebrali. «Non esiste attualmente - afferma l'Aifa - alcuna evidenza che i depositi di gadolinio nel cervello abbiano causato danni ai pazienti come disturbi cognitivi o del movimento, tuttavia, non essendo noti i rischi a lungo termine, l'Ema ha raccomandato che i mezzi di contrasto lineari per uso endovenoso siano sospesi nell'UE ad eccezione dell'acido gadoxetico e dell'acido gadobenico, che continueranno a essere disponibili esclusivamente per l'impiego nelle scansioni epatiche. Tali medicinali verranno sospesi in Italia a partire dal 28 febbraio 2018».
La raccomandazione
Gli operatori sanitari, precisa l'Aifa, «dovranno utilizzare i mezzi di contrasto a base di gadolinio solamente quando non sia possibile ottenere le necessarie informazioni diagnostiche con scansioni non intensificate e utilizzare la minor dose possibile in grado di fornire sufficiente intensificazione per la diagnosi». Sulla base di tutti i dati disponibili, inclusi quelli relativi al deposito di gadolinio in altri tessuti, e del parere di gruppi di esperti, l'Ema ha quindi formulato delle raccomandazioni al fine, conclude l'Aifa, «di prevenire qualsiasi rischio potenzialmente associato all'accumulo di gadolinio a livello cerebrale».
L'esperto: decisione a scopo precauzionale
La decisione dell'Agenzia europea dei medicinali di sospendere l'uso di comuni farmaci per mezzo di contrasto a base di gadolinio «è a scopo precauzionale, a seguito di un lungo processo di valutazione dei dati scientifici disponibili e pur riconoscendo la mancata associazione del gadolinio presente nell'encefalo con sintomi specifici» sottolinea Carlo Quattrocchi, responsabile Diagnostica per Immagini del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, intervistato dall'Ansa. La comunicazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sulla sospensione di tali mezzi di contrasto per Risonanza Magnetica (RM) a base di gadolinio, precisa Quattrocchi, «riguarda solo due dei farmaci fino ad oggi utilizzati. Tutti gli altri rimarranno disponibili per la diagnostica in RM, secondo i criteri di appropriatezza d'uso e di minimizzazione della dose necessaria».
Per chi deve fare molte risonanze
La possibilità che minime quantità del metallo in questione possano essere ritenute nell'encefalo dopo la somministrazione per endovena del mezzo di contrasto, spiega l'esperto, «è nota da anni, ma le quantità che rimangono nei tessuti sono trascurabili e fino ad oggi, parliamo di almeno 400 milioni di somministrazioni in tutto il mondo, non sono state osservate conseguenze cliniche o sintomi associati». Tuttavia, se questo fenomeno è «sicuramente trascurabile in pazienti che ricevono nel corso della loro vita una o due somministrazioni di mezzo di contrasto - precisa il radiologo - le quantità aumentano in modo cumulativo nei pazienti che, ad esempio per follow-up di sclerosi multipla, malattia di Crohn o malattie in età pediatrica, ricevono multiple dosi nel corso della loro vita». Dunque, non potendo escludere con certezza effetti a lungo termine e a dosi cumulate di gadolinio, l'Ema si è pronunciata con la raccomandazione della sospensione, che sarà recepita a partire dal 28 febbraio dall'Aifa e dalla Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica. La raccomandazione ai pazienti, conclude Quattrocchi, «è di consultare il radiologo per qualunque dubbio, fermo restando che i mezzi di contrasto, specie quelli a base di gadolinio, rimangono tra i farmaci più sicuri in medicina.

AIFA: Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale gennaio / settembre 2017 e gennaio / ottobre 2017

aifasede thumb250 250Adempimento AIFA ai sensi della Legge 222/2007 e della Legge 135/2012, successivamente modificata dalla L. 232/2016 condotto sulla base dei dati di spesa convenzionata e delle DCR acquisite dalle Regioni, nonché dei dati acquisiti dall'NSIS del Ministero della Salute, relativi alla tracciabilità del farmaco (DM 15 luglio 2004).

Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale (gennaio / settembre 2017)

Monitoraggio della Spesa Farmaceutica Nazionale e Regionale (gennaio / ottobre 2017)

AMAZON : Al via la vendita on line di farmaci da banco con una linea proprietaria

amaz thumb large300 300NEW YORK - Amazon lancia una linea esclusiva di prodotti farmaceutici da banco. E l'industria sanitaria trema temendo una guerra al ribasso dei prezzi, alla luce dell'effetto che il colosso di Jeff Bezos ha gia' avuto sulle vendite al dettaglio.
La linea, è stata lanciata da Amazon in agosto un po' in sordina e include 60 prodotti tra cui l'ibuprofen e alcuni farmaci per la crescita dei capelli. Per ora il lancio della nuova linea è limitato agli States e si colloca inuna prepotente entrata nella Sanita' statunitense con un'alleanza con Berkshire Hathaway di Warren Buffett e JPMorgan.
Questo accesso di Amazon ha causato non poco allarme nei big farmaceutici che temono di venir sottoposti alla stessa pressione anche in Borsa, dove il il colosso di Jeff Bezos continua a volare, aggiornando i suoi massimi storici e toccando per la prima volta i 1500 dollari ad azione. Ma non solo l'entrata di Amazon potrebbe incrementare anche il calo di vendite degli stessi colossi farmaceutici, già alle prese con un calo del traffico dei consumatori.
La linea Basic Care non fara' capo direttamente ad Amazon ma sara' prodotta direttamente da Perrigo.
Ora le farmacie tradizionali inevitabilmente dovranno preparsi alla guerra dei prezzi che sicuramente Amazon scatenerà.
I numeri sono elevati solo negli Stati Uniti il giro d'affari dei medicinali senza prescrizione è stato di 8,4 miliardi di dollari nel 2017 (+31% rispetto all'anno precedente) e il colosso dell'e-commerce intende prendersi la fetta più grande.

CARENZE FARMACI: in Sardegna ordini Dpc inceppati. In Friuli prescritti farmaci introvabili

farmacicostosi(Farmacia 33) Torna a farsi sentire il problema delle carenze di farmaci sul territorio. Dopo le quasi 300 segnalazioni di carenze denunciate a Verona, anche dalla Sardegna arriva la denuncia di una situazione di allarme, in corso da una ventina di giorni e in via di risoluzione, per mancanza di insulina, antitumorali e immunosoppressori, causata da un inceppamento del sistema di ordine dei medicinali in Dpc. In Friuli, invece, si è creato un cortocircuito tra l'indisponibilità di alcuni farmaci sul territorio e la loro prescrizione da parte dei medici che costringe i pazienti a vagare da una farmacia all'altra. A segnalare le criticità alle autorità e alla stampa locale sono le associazioni di categoria subito operative sul territorio di competenza. In particolare, in Sardegna ha spiegato presidente di Federfarma Sardegna Giorgio Congiu la Centrale regionale di committenza ha regolarmente fatto le gare ma poi il meccanismo si è «inceppato» e l'ordine trimestrale dei medicinali in distribuzione per conto non è partito nei tempi giusti. Congiu ha chiarito che «il meccanismo si è inceppato a Sassari, all'Ats, Servizio farmaceutico, dove gli ordini sono stati bloccati perché chi doveva materialmente farli ha pensato di dover attendere ulteriori passaggi burocratici. In sostanza, c'è stato un difetto di comunicazione tra uffici, e il funzionario a Sassari, unico autorizzato a portare avanti l'iter, non si è voluto assumere responsabilità, pare aspettasse una registrazione dei contratti che in realtà era già avvenuta». Federfarma, realizzando l'errore, ha fatto in modo di farsi mandare i farmaci necessari da fuori e poi ha «allertato tutte le farmacie e siamo riusciti a tamponare grazie anche all'impegno costante dell'assessorato». Congiu segnala che «a oggi manca ancora circa il 7% dei prodotti e da lunedì (ogg, ndr) la situazione dovrebbe tornare alla normalità». Certo è che «bisogna assolutamente modificare il sistema, ho già proposto alla Regione, e lo richiederti con forza nell'incontro fissato per giovedì prossimo, che siano i distributori all'ingrosso a fare l'ordine dei medicinali ogni mese, l'Ats verificherà le proposte e procederà all'emissione dell'ordine e alla verifica delle consegne da parte dei fornitori». Dal canto suo, l'Ats ha fatto sapere che per quanto riguarda l'insulina, i farmaci sono in arrivo ma c'è stato un problema di bollinatura: «Li avevano "bollinati" tutti come ospedalieri (fascia H) e non come fascia A. Per i farmaci salvavita, alcuni, distribuiti in Dpc, non sono stati ancora aggiudicati e distribuiti. In proposito la Assl di Nuoro sta adempiendo agli acquisti. Tutti i farmacisti sono stati informati che in caso di necessità devono provvedere a reperire i farmaci in fascia A». Situazione diversa in Friuli dove medicinali non più disponibili in farmacia continuano a essere prescritti dai medici, «una porzione minima rispetto al totale delle ricette - precisa l'Ordine dei medici di Trieste - ma costringe il paziente a vagare e può creare problemi di continuità della cura». A denunciare la criticità sono stati gli Ordini dei farmacisti di Trieste, Gorizia e Udine in particolare, la scarsità di rifornimenti dell'antiemetico Plasil, dell'eparina Clexane, del betabloccante Sotalex, dell'antiemicranico Imigran e dell'antiepilettico Vimpat. Il dibattito verte, in particolare, sull'informazione ai medici da parte dell'azienda sanitaria che, chiarisce un referente, «ha il compito di vigilare sui grossisti-fornitori e sulle farmacie, ispezionando i loro magazzini per controllare la presenza dei farmaci e la regolare richiesta per l'ottenimento di essi». A livello nazionale c'è anche la lista delle carenze curata dall'Aifa, 84 pagine per un totale di circa 1500 medicinali ma che, osserva Marcello Milani, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Trieste «non sempre è aggiornata in tempo reale» come nel caso del Vfrnpat, il farmaco non è reperire nelle farmacie, ma allo stesso tempo non risulta carente nella lista.

CANNABIS : per l'uso terapeutico, dubbi da un gruppo di medici australiani

cannabis copy thumb250 250SYDNEY. Dubbi sull' uso terapeutico della Cannabis lo hanno espresso sul Medical Journal of Australia, i professori Adrian Reynolds, Jennifer Martin e Yvonne Bonomo, del Royal Australiasian College of Physicians (RACP) "La rapidità e la portata dell'introduzione della canapa medicinale sono senza precedenti " recitano gli articoli e hanno posto sfide per i professionisti sanitari, non tanto per le sue note proprietà di creare dipendenza e psicoattive, ma perché la sua introduzione non è stata preceduta dai consueti test di sicurezza e di efficacia basati sulla ricerca", scrivono gli esperti, che avvertono come il sistema sanitario stia "navigando in acque inesplorate". Il governo oltre a permettere l'uso della cannabis come medicinale ha anche diramato delle linee guida per i medici, autorizzati a prescriverla indicando l'uso nei casi di cure palliative, nella sclerosi multipla, nella nausea e vomito indotti da chemioterapia, nel dolore cronico e nell'epilessia. "Mentre il College of Physicians comprende l'interesse della comunità nei cannabinoidi come prodotti terapeutici " concludono gli esperti " sono incompleti i consueti processi regolatori concepiti per proteggere i pazienti da gravi danni collaterali e l'evidenza della loro efficacia per molte condizioni mediche è finora limitata"