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FARMACI

Salute: farmaco per Fibrosi Polmonare Idiopatica in 31 centri italiani

277-0-20688 fibrosi20polmonare20idiopatica(ASCA) - Roma, 16 lug - Cresce il numero dei centri ospedalieri che in Italia decidono di attivare il programma NPP di uso compassionevole per Pirfenidone, farmaco, prodotto da InterMune, indicato per la Fibrosi Polmonare Idiopatica in pazienti adulti con diagnosi da lieve a moderata. Oggi - riferisce l'Osservatorio Malattie Rare - cinque nuovi centri si sono aggiunti alla gia' nutrita lista, dando cosi' una grande opportunita' terapeutica ai pazienti: due sono a Milano, due in Emilia Romagna e uno in Abruzzo. Il farmaco e' stato autorizzato al commercio in tutta Europa gia' nel febbraio 2011 e da allora si attende che AIFA completi la procedura necessaria per la commercializzazione. Per ora accedere al trattamento e' possibile solo presso i centri che per loro volonta' hanno attivato la procedura di uso compassionevole NPP, che pone il costo del farmaco interamente a carico dell'azienda InterMune. ''Si tratta - sottolinea l'Osservatorio - di un ritardo che comincia a pesare molto sia per l'azienda, che pur producendo un farmaco orfano non si vede agevolata nell'accesso al mercato, che per i pazienti che non beneficiano di una piena distribuzione e che, secondo quanto riportato negli studi registrativi, avrebbero un maggiore beneficio con inizio il piu' possibile precoce della terapia''.

Farmindustria verso il blocco delle sponsorizzazioni dei congressi

farmindustria 17La spending review voluta dal Governo Monti continua a mietere vittime. Farmindustria, l'associazione che raggruppa i rappresentanti dell'industria farmaceutica, a fronte dell'impatto sui tagli nel settore ha lasciato infatti intendere che potrebbe bloccare a tempo indeterminato le sponsorizzazioni alle attività congressuali medico-scientifiche e di formazione continua in medicina.

Contro questa decisione si sono già espressi sia gli operatori turistici, sia i medici (che si vedrebbero drasticamente ridotta l'offerta formativa) che Federcongressi&eventi, l'associazione nazionale delle imprese pubbliche e private dei professionisti che svolgono attività legate al settore congressi, convegni, seminari ed eventi aggregativi, di incentivazione e di comunicazione.

"Invitiamo accoratamente il Governo a riconsiderare ogni eventuale impatto della spending review su tutto il comparto – ha dichiarato il presidente di Federcongressi Paolo Zona -, perché genererebbe un danno incalcolabile anche sull'industria congressuale e sull'indotto".

VENETO: via libera ai farmaci a base di cannabis:

230px-Cannabis 01 bgiuROVIGO — A Rovigo, nella sede del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), cantano vittoria. Giovedì la quinta commissione regionale ha approvato la proposta di legge che mette nero su bianco il via libera alla distribuzione negli ospedali di farmaci a base di cannabinoidi. In pratica, le persone affette da patologie gravi, come la sclerosi multipla ma anche Aids e pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia, potranno con più facilità reperire i costosi medicinali (attualmente importati dall'estero, soprattutto dall'Olanda) che utilizzano il principio attivo estratto dalle piante di marijuana, utilizzato come antidolorifico.

E il Cra è l'unica struttura in Italia ad avere ottenuto dal Ministero della Salute l'autorizzazione a coltivare marijuana a scopo di studio. Nelle serre rodigine, le piantine spuntano dai vasi ben disposti, uno di fila all'altro, occupando un'area di trecento metri quadrati. «Attualmente abbiamo l'autorizzazione a coltivare centocinquanta piante ogni tre mesi » , spiega il responsabile della struttura, Gianpaolo Grassi. Nel testo della proposta di legge che il consiglio regionale si prepara ad approvare, un ruolo particolare viene riservato proprio al Cra. In pratica si ipotizza di stipulare una convenzione che consentirà al centro di ricerca di produrre marijuana a scopo terapeutico in grande quantità. Per la struttura (di proprietà pubblica, di fatto una «costola» del ministero della Salute) significherebbe la salvezza, visto che da mesi si inseguono voci di tagli drastici che metterebbero a rischio l'intero centro. «Con l'avvallo del ministero, siamo pronti fin da subitoa passare da una produzione di cannabis a scopo di ricerca a una a scopo produttivo: significa quintuplicare la produzione, passando dagli attuali quattro chili ogni tre mesi, a venti chili», annuncia. «In questo modo saremmo in grado di soddisfare l'intera richiesta nazionale».

L'obiettivo della Regione è chiaro: produrre «in casa» la cannabis che poi verrà fornita ai malati, significherebbe abbattere drasticamente i costi. Il Bedrocan, ad esempio, è un farmaco importato dall'Olanda che costa circa 40 euro a confezione, ciascuna contenente cinque grammi di marijuana. «Ci sono malati che arrivano a spendere ogni mese centinaia di euro, per i medicinali a base di cannabinoidi », spiega Grassi. Stipulare una convenzione con la struttura di Rovigo (e con dei laboratori in grado, eventualmente, di estrarre il principio attivo dalle piante) consentirebbe ai pazienti di pagare questo genere di medicinali una manciata di euro. «In Italia esistono cinque o sei aziende autorizzate a produrre farmaci derivati da sostanze stupefacenti, tra queste una che ha sede ad Abano Terme. Noi gli venderemmo la materia prima, il prezzo del prodotto "grezzo" sarebbe di circa tre euro al grammo». Quello della cannabis a scopo terapeutico, è un mercato attivo. «È indubbiamente un business - spiega Grassi - ma non vedo il rischio che, in futuro, la coltivazione della marijuana si diffonda. Ci vogliono particolari autorizzazioni da parte del Ministero e servono strutture adeguate. Non è certo come produrre pomodori...».

Farmaci:farmacologi, centri ricerca fuggono da Italia

01(ANSA) - LONDRA, 12 LUG - ''In Italia continuano a chiudere i centri di ricerca delle aziende farmaceutiche, nonostante i nostri ricercatori siano molto produttivi. Basti pensare che nel settore delle neuroscienze il nostro Paese e' terzo nel mondo per pubblicazioni scientifiche. Il nostro Paese e' poco attraente per le aziende e con le misure della spending review le malattie saranno meno curate e lo Stato incassera' meno soldi''. A porre il problema e' stato oggi Pier Luigi Canonico, presidente della Societa' italiana di farmacologia (Sif), in occasione della presentazione del nuovo centro di ricerca aperto a Erl Wood (Londra), dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly.
''Sono almeno tre i centri di ricerca delle imprese chiusi negli ultimi tempi - spiega - senza contare che negli ultimi 4 anni sono stati persi 11mila posti di lavoro nelle aziende farmaceutiche, in tutte le funzioni, ma specialmente tra gli informatori scientifici. E Farmindustria ha lanciato l'allarme qualche giorno fa che con i provvedimenti della spending review si rischia di perderne altri 10mila''. Se l'Italia e' sempre meno attrattativa per le aziende farmaceutiche, le ragioni sono molteplici: ''ci sono incertezze regolatorie - continua - ritardi nell'immissione in commercio, frammentazione e moltiplicazione di queste procedure a livello regionale, pochi incentivi fiscali alla ricerca''. Inoltre, con i provvedimenti della spending review, si avra' un effetto opposto a quello sperato, secondo Canonico. ''Ci sara' una razionalizzazione dei farmaci - conclude - e quindi un aumento delle malattie, visto che saranno curate meno. Le aziende farmaceutiche, vendendo meno, genereranno meno entrate fiscali, e quindi lo Stato perdera' soldi''.

Il caldo e i farmaci non vanno d'accordo: i consigli dell'Aifa

colpo-calore-combattere-afa-2Sole 24 ORE : Con l'arrivo dell'estate e la maggiore esposizione ai raggi solari e alle alte temperature, adottare alcuni semplici e utili precauzioni può evitare rischi diretti e indiretti per la salute. In particolare è opportuno cautelarsi quando si ha a che fare con i farmaci, perché la calura estiva e la maggiore intensità dei raggi ultravioletti possono incidere sull'integrità dei medicinali compromettendone l'efficacia e causando rischi per la salute. Di seguito alcune semplici precauzioni che l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) suggerisce di adottare durante la stagione calda per evitare conseguenze dannose dall'assunzione di farmaci. 

1) Leggi sempre attentamente le modalità di conservazione indicate nelle informazioni del prodotto: qualora queste non fossero specificate, conserva il prodotto a temperatura inferiore ai 25° in luogo fresco e asciutto. Nel caso non fosse possibile conservarlo in frigo e in caso di viaggi o soggiorni fuori casa, trasportalo in un contenitore termico. Agenti atmosferici come eccessiva luce e/o sbalzi di temperatura possono infatti deteriorare il medicinale. Evita sempre, comunque, di esporre i medicinali a fonti di calore e a irradiazione solare diretta.

2) Se utilizzi spray: evitane l'esposizione al sole o a temperature elevate e utilizza contenitori termici per il trasporto.

3) Farmaci a base di insulina: ricorda che questi vanno conservati in frigorifero; se devi affrontare lunghi viaggi trasportali in una borsa termica che li mantenga alla giusta temperatura.

4) Evita di inserire farmaci diversi in una sola confezione o di mescolarli in uno stesso contenitore per risparmiare spazio in valigia: potresti avere delle difficoltà a riconoscere la data di scadenza, la tipologia del medicinale e il dosaggio.

5) In auto, mai nel bagagliaio: trasporta i farmaci nell'abitacolo condizionato e/o in un contenitore termico. Evita invece il bagagliaio che che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente.

6) In aereo, colloca i farmaci nel bagaglio a mano. In caso di flaconi liquidi di medicinali già aperti, mantienili in posizione verticale. I soggetti in terapia con farmaci salvavita li portino in cabina con le relative ricette di prescrizione, poiché potrebbe essere necessario esibirle nelle fasi di controllo.

7) Se devi spedire o trasportare farmaci preferisci sempre, quando possibile, le compresse o comunque forme solide.

8) Non fare uso di porta-pillole non esplicitamente destinati al trasporto di farmaci, in quanto potrebbero facilmente surriscaldarsi o rilasciare sostanze nocive ed alterare così le caratteristiche del medicinale.

9) Attenzione all'aspetto del medicinale che utilizzi abitualmente: qualora appaia diverso dal solito o presenti dei difetti (presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo, cambio di colore o odore, modifica di consistenza) consulta sempre un operatore sanitario qualificato prima di assumerlo.

10) Attenzione all'esposizione solare. Alcuni farmaci, e anche preparazioni a base di estratti vegetali, possono causare reazioni da fotosensibilizzazione a seguito dell'esposizione al sole. Controlla attentamente le istruzioni in caso di assunzione di antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (FANS), prometazina (antistaminico). In particolare evita l'esposizione al sole dopo l'applicazione di gel/cerotti a base di ketoprofene (fino a due settimane dopo il trattamento) o di creme a base di prometazina, queste ultime spesso utilizzate per le punture di insetti o allergie cutanee. In caso lava accuratamente la zona interessata, in modo da evitare la comparsa di macchie o, nel peggiore dei casi, di vere e proprie ustioni.

11) Se soffri di ipertensione o malattie cardiovascolari, ricorda che il caldo può provocare l'abbassamento della pressione anche in soggetti ipertesi, pertanto la terapia per l'ipertensione arteriosa e per altre malattie cardiovascolari potrebbe richiedere un riadattamento da parte del medico nel periodo estivo. Tieni presente che le terapie in corso non vanno mai sospese autonomamente

Il boom italiano degli antidepressivi uno su due li usa dal 2001 a oggi è raddoppiato il consumo di "pillole"

farmaciRepubblica.it : MICHELE BOCCI; una crescita che non conosce soste. | Ogni anno gli italiani consumano ( più antidepressivi di quello prece dente. Paroxetina, escitalopram e sertralina sono i principi attivi più diffusi. Con le altre molecole della stessa famiglia finiscono negli armadietti del bagno di un numero enorme di persone. Più di unitaliano su due in dodici mesi compra una confezione di questi medicinali: nel 2011 le farmacie ne hanno vendute 34 milioni e mezzo e le dosi assunte in media ogni giorno sono più che raddoppiate rispetto al 2001. Parliamo diprodotti prescritti daun medico, e pagati dal sistema sanitario. Ma se si prendono in considerazione anche i medicinali di questo tipo venduti

su ricetta "bianca" i numeri crescono ancora, diventano una valanga contando anche un'altra cate goria di farmaci per problemi psichiatrici, gli ansiolitici come le benzodiazepine. Questi non vengono passati dal servizio sanitario e sono in assoluto i prodotti più venduti m farmacia tra quelli comprati a proprie spese dai cittadini. Dalle tasche degli italiani nel 2011 sono usciti 550

milioni di euro per acquistarli.Nel 2001, in media, 15 persone ogni mille prendevano un antidepressivo al giorno. Il dato l'anno scorso è salito a oltre 36. Undici anni fa le confezioni acquistate erano 21 milioni e 400 mila, l'anno scorso appunto 34 milioniemezzo.

La spesa per il sistema sanitario, che rimborsa questi medicinali, non è invece aumentata ma addi- rittura scesa.

 L'effetto è dovuto al fatto che per alcune molecole  in questi anni è scaduto il brevetto esono entrati in commercio i generici, che hanno abbassato sensibilmente i prezzi. In Italia ancora non si assi

 ste ancora al fenomeno degli Usa, dove molti adolescenti vengono trattati con gli antidepressivi. Il profilo del paziente standard nel nostro Paese è quello di una donna con più di 65 anni. «Abbiamo la fortuna-sfortuna di seguire gli Usa con 10 o a volte 20 anni di ritardo in molte cose. Quello che succede da loro però, prima o poi arriva anche qua». A fare questa previsione è Giovanni Battista Cassano , uno dei padri della psichiatria italiana che oggidirigeuna clinica a San Rossore. «InAmerica hanno di certo più depressione giovanile che da noi, per vari aspetti dello stile di

vita di quel Paese. L'aumento di diagnosi si porta dietro anche un abuso e quindi i loro numeri salgono ancora di più». Cassano non è impressionato dal dato italiano sulla crescita dell'utilizzo degli antidepressivi. «L'Italia è al di sotto degli altri paesi occidentali, per il consumo. Le Regioni che usano di più questi medicinali hanno tassi di ricovero più bassi, un'assistenza che

funziona meglio, meno ore di lavoro perduto da parte dei malati. Non ci dimentichiamo che abbiamo tanti morti per depressione. Qualcuno pensa che chi inizia a prendere gli antidepressivi poi non smette più. Non è vero. Abbiamo tanti pazienti che fanno un ciclo di cura e poi non hanno più problemi. Oppure che hanno ricadute a distanza nel tempo. Mi ricordo di Montanelli: ogni 10 anni

aveva una depressione, che lo spingeva a fare i farmaci per un periodo limitato».

 La vede in modo diverso Gustavo Pietropolli Charmet, psicologo dell'adolescenza. «Mi fa piacere che in Italia si usino molti meno antidepressivi sui giovani rispetto agli Usa. Il farmaco non può essere la prima istanza di cura. Quasi tutti gli adolescenti hanno un fondo malinconico, un po' triste, annoiato, con sentimenti di solitudine, inadeguatezza.

Considerare queste situazioni come problemi che si risolvono con gli antidepressivi è un errore diagnostico. La depressione va curata con i farmaci se è una questione organica. Se uno è depresso perché va male a scuola, perché la fidanzata l'ha mollato o ha brufoli può fare scelte gravi come

Il suicidio,o l'abusodell'alcol. Ma non per questo va curato con i farmaci».