Ven18082017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg Farmaci

FARMACI

EPATITE C. : Melazzini, (AIFA) con Epclusa passo avanti per eradicazione. Auspico nuove molecole a prezzi sempre più bassi

Mario-MelazziniIn merito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'autorizzazione all'ammissione alla rimborsabilità del medicinale Epclusa, il Direttore Generale di AIFA, Mario Melazzini dichiara: "Siamo soddisfatti dell'esito della trattativa. Epclusa va ad aggiungersi alle altre molecole già disponibili nel nostro paese per il trattamento dell'Epatite C (DAKLINZA, HARVONI, OLYSIO, SOVALDI, VIEKIRAX, EXVIERA, ZEPATIER). Questo significa che i pazienti italiani hanno adesso a disposizione tutti gli strumenti terapeutici esistenti sul mercato. L'auspicio è che l'ingresso di nuove molecole contribuisca all'ulteriore abbattimento dei costi dei farmaci e stimoli la concorrenza, strumento indispensabile perché il mercato si arricchisca di prodotti innovativi a un prezzo sempre più basso, consentendo la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale".

AIFA: Epatite C,disponibile nuovo farmaco per tutti i genotipi

epclusaA seguito dell'esito positivo della trattativa con l'azienda produttrice Gilead Sciences, è pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale la determina dell'Agenzia Italiana del Farmaco che autorizza l'ammissione alla rimborsabilità del medicinale Epclusa (che combina i principi attivi sofosbuvir e velpatasvir). Il Servizio Sanitario Nazionale rende così disponibile un'ulteriore opzione terapeutica per il trattamento dei pazienti affetti da epatite C cronica. L'accordo raggiunto su Epclusa da un lato consente di abbattere i costi e dall'altro, grazie ai nuovi criteri di trattamento individuati e presentati da AIFA nelle scorse settimane, segna un passo particolarmente significativo nell'attuazione e nella sostenibilità economica del piano di eradicazione dell'epatite C.

FARMACI: Malati cronici, più problemi per prescrizioni limitate e costi il rapporto di Cittadinanzattiva

farmaciRoma, (AdnKronos Salute) - Non è semplice la vita dei malati cronici e rari in Italia. Sul fronte dell'assistenza farmaceutica, i cittadini denunciano limitazioni nella prescrizione da parte dei medici (35%), il costo eccessivo dei farmaci non rimborsati dal Ssn (33%) o ancora la difficoltà nel rilascio del piano terapeutico (33%). A volte le limitazioni sono imposte dalle aziende ospedaliere o dalla Asl per motivi di budget (28%) o a monte attraverso delibere regionali (20%). È quanto emerge dal XV Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità «In cronica attesa», presentato oggi a Roma dal Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (Cnamc) di Cittadinanzattiva, con il contributo non condizionato di Msd. Sull'appropriatezza, evidenzia l'indagine, emergono criticità rilevanti: ben il 58% riferisce che i suoi sintomi sono stati sottovalutati con conseguente ritardo nella cura; uno su quattro segnala invece di aver dovuto fare esami inutili, non adatti alla propria patologia o ripetuti più volte. Il 59% riferisce che la mancata aderenza alle terapie è dovuta ai costi indiretti della cura (spostamenti, permessi di lavoro, eccetera), il 52% alle difficoltà burocratiche, il 39% a interazioni con altri farmaci o ai costi degli stessi. In altri casi, il paziente si scoraggia perché non si ottengono i risultati attesi (36%) o perché si tratta di una terapia eccessivamente lunga e complicata (26%).

FARMACI ANORRESSIZZANTI: Modifiche al divieto di prescrizione del decreto 22 dicembre 2016

farmaciDECRETO 31 marzo 2017
Modificato il decreto 22 dicembre 2016, recante: «Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina ed altri» e disposizioni in materia di preparazioni galeniche a scopo dimagrante. (17A02515) (GU Serie Generale n.82 del 7-4-2017) ecco il nuovo testo:
Art. 1

1. Al decreto del Ministro della salute 22 dicembre 2016, recante «Divieto di prescrizione di preparazioni magistrali contenenti il principio attivo sertralina ed altri», sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'art. 1, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. E' fatto divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti le seguenti sostanze medicinali:
sertralina;
buspirone;
acido ursodesossicolico;
pancreatina;
acido deidrocolico;
d-fenilalanina;
deanolo-p-acetamido benzoato;
fenilefrina;
spironolattone;
l-tiroxina;
triiodotironina;
zonisamide;
naltrexone;
oxedrina;
fluvoxamina;
idrossizina.».
b) all'art. 1, i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
«2. E' fatto divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti le sostanze medicinali di cui al comma 1 in combinazione associata tra loro, a scopo
dimagrante.
3. E' fatto, altresi', divieto ai medici di prescrivere e ai farmacisti di allestire per il medesimo paziente due o piu'preparazioni magistrali singole contenenti una delle sostanze medicinali di cui al comma 1, a scopo dimagrante.».
c) l'art. 2 e' sostituto dal seguente:
«Art. 2.
- 1. Al fine di monitorare l'uso e la sicurezza delle preparazioni magistrali a scopo dimagrante, la Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della salute trasmette copia delle ricette di cui al comma 2, lettera b), all'Istituto superiore di sanita' che comunica periodicamente, almeno con cadenza trimestrale, al Ministero della salute gli esiti del monitoraggio, con una valutazione complessiva del rischio per la salute sull'uso delle sostanze medicinali impiegate.
2. Ai fini del comma 1, fermi restando i divieti e le limitazioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto circa la prescrizione e la preparazione di preparazioni magistrali a scopo dimagrante, il medico che, ai sensi dell'art. 5 del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, prescrive dette preparazioni e' tenuto a indicare detta finalita' nella ricetta. Inoltre, per dette preparazioni:
a) il medico deve ottenere il consenso informato scritto del paziente al trattamento medico;
b) il medico deve specificare nella ricetta le esigenze particolari di trattamento che giustificano il ricorso alla prescrizione estemporanea e le indicazioni d'uso nonche' trascrivere, senza riportare le generalita' del paziente, un riferimento numerico o alfanumerico di collegamento a dati d'archivio in proprio possesso che consenta, in caso di richiesta da parte dell'autorita' sanitaria,di risalire all'identita' del paziente trattato;
c) il farmacista deve trasmettere mensilmente le ricette di cui alla lettera b), in originale o in copia, all'azienda unita' sanitaria locale o all'azienda ospedaliera, che provvede al loro inoltro al Ministero della salute - Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, per le opportune verifiche.».
d) dopo l'art. 2, come sostituito dal comma 1 lettera c) del presente decreto, e' aggiunto il seguente:
«Art. 3. –
1. Le aziende sanitarie locali o le aziende ospedaliere sono tenute a trasmettere al Ministero della salute - Direzione enerale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico le icette che ricevono ai sensi dell'art. 5, comma 4, del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, anche ai fini dell'eventuale adozione da parte del Ministro della salute delle misure di cui all'art. 154, comma 2, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219.
2. Restano ferme le funzioni di vigilanza esercitate sulle farmacie, ai sensi dell'art. 14, comma 3, lettera n), della legge 23 dicembre 1978, n. 833.». Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

Roma, 31 marzo 2017

Il Ministro: Lorenzin

IL TESTO DELLA GAZZETTA

MINISTERO DELLA SALUTE: Oscurato sito web vendita abusiva farmaci con obbligo di ricetta

farmaci-online thumb other250 250l Ministero della Salute, quale autorità competente a emanare disposizioni per impedire l'accesso agli indirizzi internet che vendono illegalmente farmaci, ha adottato un provvedimento d'urgenza che inibisce (rectius: oscura) l'accesso da parte degli utenti sul territorio italiano al sito internet http://organic-market.de, con dominio tedesco, che consentiva la vendita on line di medicinali che in Italia possono essere dispensati solo dietro prescrizione medica (ad esempio Levitra, Viagra, Zoloft, Zyrtec), in violazione della norma nazionale che vieta la vendita a distanza di farmaci etici (articolo 112-quater del decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219). Al provvedimento ha dato esecuzione il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute. Si tratta di un sito internet non autorizzato dall'autorità competente tedesca e classificato dal sistema LegitScript, servizio di verifica e monitoraggio delle farmacie on line, come "Rogue Internet Pharmacy", cioè farmacia on line che vende medicinali in violazione delle leggi dei Paesi in cui i farmaci sono offerti. Con questa misura si è evitato il pericolo che un numero potenzialmente crescente di pazienti/consumatori italiani potesse essere indotto ad acquistare on line e ad assumere farmaci etici senza alcun preventivo controllo o prescrizione del medico, esponendoli a gravi rischi per la salute. Si tratta di una delle prime applicazioni della misura prevista dall'articolo 142-quinquies del decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219, introdotto dal decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 17, di attuazione della direttiva 2011/62/UE, al fine di impedire l'ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale, che consente al Ministero della salute di emanare disposizioni per impedire l'accesso agli indirizzi internet corrispondenti ai siti web individuati come promotori di pratiche illegali ai sensi del decreto stesso da parte degli utenti mediante richieste di connessione alla rete internet provenienti dal territorio italiano.

EPATITE C: Corte d'appello Il Ministero dovrà risarcire danni degli emotrasfusi

epatitecfarmaci(ANSA) - ROMA, 11 APR - Il Ministero della Salute dovrà risarcire centinaia di persone che hanno subito danni da emotrasfusione con sangue infetto. L'ha deciso la prima Corte d'appello civile di Roma, i cui giudici hanno respinto un appello proposto dal ministero contro una sentenza emessa dal tribunale monocratico di Roma nel 2006.I giudici hanno affidato a un separato giudizio la quantificazione dei danni biologici, morali e patrimoniali riconosciuti (che dovrebbero ammontare ad un totale di almeno 30milioni). Tra le indicazioni in tema di diritto della sentenza, significativa la risposta al motivo di ricorso che vedeva il Ministero sostenere che, derivando il danno da una serie di trasfusioni, sarebbero state responsabili le singole Regioni in quanto depositarie dei compiti amministrativi in materia di salute umana e veterinaria. Per i giudici "il Ministero della Salute è tenuto ad esercitare un'attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell'uso degli emoderivati sicché risponde dei danni conseguenti ad epatite ed a infezione da HIV, contratte da soggetti emotrasfusi, per omessa vigilanza sulla sostanza ematica e sugli emoderivati". Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dall'avvocato. Marcello Stanca, presidente nazionale dell'Amev Firenze e patrocinatore di alcuni dei danneggiati: "Abbiamo aspettato dieci anni dall'instaurazione del giudizio - ha detto – Sono tanti anni, ma alla fine i giudici d'appello hanno confermato le nostre ragioni, ritenendo la responsabilità del Ministero nonostante il tentativo di scaricare la colpa sulle Regioni. Importante, poi, il fatto che i giudici hanno ritenuto presunta la responsabilità da contagio fin dall'anno 1979, stabilendo che il sangue ed emoderivati somministrati agli ammalati non rispondevano ai requisiti di 'pulizia' e di igiene preventiva che avrebbero sicuramente impedito il contagio". In questo quadro di nuovi principi "la sentenza offre spunti di riflessione poiché pone dubbi molto seri sull'efficacia del sistema di farmacovigilanza. L'Amev Firenze - si legge in una nota - auspica che il Governo voglia finalmente estendere il diritto all'equa riparazione, pari a 100.000 euro, a tutti i contagiati da emotrasfusione che finora sono stati esclusi dall'accesso al beneficio".