Dom27052018

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FARMACI

AIFA: pronta al trasloco in una sede privata probabile il grattacielo Italia all'Eur

aifasede thumb large300 300L'Agenzia del farmaco italiana (Aifa), in fase di trasferimento 630 dipendenti destinati presto a diventare 750 dovranno spostarsi dalla prestigiosa sede di Via del Tritone 181 Le stanze della sede attuale non sono piu' sufficienti e costano circa 4 milioni di euro l'anno di canone di affitto Il direttore Mario Melazzini cerca una nuova sede per passare dagli attuali 9.000 metri quadrati di adesso ad una superficie compresa tra 15 mila e 18.750 metri quadrati entro l'inizio della prossima estate le due opzioni più gettonate sono Palazzo Italia in piazza Marconi e un altro immobile in via del Serafico, entrambi di proprietà privata ENPAM Anche perché il demani a cui si è rivolta l'agenzia ha proposto il palazzo di via Ciamarra, zona Cinecittà, disponibile però fino al 2022 non reputato idoneo per problemi logistici

ANTIBIOTICO-RESISTENZA : Ok dallo stato-regioni al piano contro l'uso indiscriminato

farmaci(Public Policy) - Roma, 02 nov - Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni al Piano nazionale di contrasto dell'antimicrobico-resistenza (Pncar) 2017-2020. L'intesa indica inoltre che per l'uso del'antibiotico veterinario nell'allevamento bovino, in quello suino e negli animali d'affezione, è stato già predisposto un documento della Regione Emilia Romagna, che può essere utilizzato come linee di indirizzo per tutte le Regioni. E prevede infine un monitoraggio-valutazione a due anni dall'approvazione del Piano. Gli obiettivi della strategia nazionale per combattere l'antimicrobico-resistenza fissati dal Piano sono quelli di ridurre la frequenza delle infezioni da microorganismi resistenti agli antibiotici e la frequenza di infezioni associate all'assistenza ospedaliera e comunitaria. A tal fine, sono stati fissati degli indicatori nazionali. Si prevede, ad esempio, la riduzione del 10% del consumo di antibiotici sistemici in ambito territoriale nel 2020 rispetto al 2016 e, nello stesso arco temporale, la riduzione del 5% del consumo degli stessi farmaci in ambito ospedaliero e del 30% nel settore veterinario. Infine, che il 100% delle Regioni e delle Province autonome disponga di una sorveglianza dell'antibiotico-resistenza nel 2020.

FDA,: Nei farmaci on line muro di Google e Amazon sulle indagini alle contraffazioni

fda thumb250 250(ANSA) - MILANO, Negli Stati Uniti, le aziende Google, Amazon e Microsoft ci hanno fatto guerra perché non vogliono darci i dati necessari alle nostre inchieste legali relative ai siti web che vendono farmaci illegali o contraffatti«. Ad affermarlo è il rappresentante dell'ente statunitense per i farmaci Fda, Daniel Burke, responsabile 'criminal investigation', intervenendo ad una conferenza sui crimini farmaceutici nell'ambito del G7 Salute apertosi a Milano. Alla fine, ha sottolineato, »la Corte Suprema Usa ci ha dato ragione, ma spero che in futuro avremo collaborazione da tali società, perché proprio queste società nascondono i dati relativi alle farmacie illegali online«. Infatti, ha detto, »molti di questi siti web illegali 'parlanò tra loro attraverso forum su internet e sarebbe importante individuarli«. L'esperto Usa ha quindi messo in guardia circa le difficoltà nell'individuare questi siti illegali: »Per localizzare le farmacie online che vendono farmaci spesso contraffatti ci vogliono investigatori molto specializzati, con conoscenze mirate. Il responsabile Fda ha fatto alcuni esempi in merito alla complessità delle indagini online sui siti di vendita illegale di farmaci: «Una prima complicazione - ha detto - riguarda l'assegnazione dei nomi di dominio per l'accesso ai siti web, spesso non raggiungibili e che dal 2018 saranno tenuti nascosti. C'è poi il fenomeno della così detta 'dark net', ovvero la 'rete oscurà per la vendita di oppioidi, e c'è inoltre il problema delle modalità di pagamento». Infatti, ha chiarito, «oggi ci sono i bitcoin, moneta elettronica; ma se in passato potevamo tracciare il percorso dei soldi, ora c'è una complicazione poiché le monete elettroniche si sono moltiplicate e tutto è più difficile». Altra criticità, ha aggiunto, è quella legata ai service providers che danno servizi ai siti illegali, oltre alla questione del riciclaggio delle transazioni con l'utilizzo di carta di credito. È fondamentale, ha detto, anche «la collaborazione internazionale ed il rafforzamento delle ispezioni sulle strutture postali». In Usa oggi, ha avvertito Burke, «siamo stati inondati dai farmaci falsi: spesso sono prodotti fatti in laboratorio, ma a volte sono fatti nei bagni di casa ed è quindi una sfida capire cosa siano realmente tali prodotti». Burke ha quindi fatto l'esempio di un venditore pakistano che online, su vari siti, ha messo in vendita un farmaco illegale fatto con del talco e spacciato come efficace per curare un gran numero di malattie. Il venditore è stato poi arrestato a New York e condannato a dodici anni con l'accusa di aver realizzato vendite fraudolente per 12 milioni di dollari.

FARMACI: Melazzini (Aifa), 500 siti illegali chiusi in Italia

farmaci(ANSA) – MILANO- I siti web legalmente autorizzati alla vendita di farmaci online «sono meno dell'1% e sono ad oggi 500 i siti chiusi con server in Italia; il 99% dei farmaci che circolano online sono di qualità dubbia, con grandi rischi per chi li acquista». Lo ha affermato il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Mario Melazzini, intervenendo ad un incontro sulla falsificazione dei farmaci, evento parallelo alG7 Salute apertosi oggi a Milano. Solo nel 2016, ha rilevato, «sono state sequestrate 344.615 unità di medicinali, anche cosiddetti integratori che contenevano in realtà sostanze e principi attivi pericolosi». Nel 2017, invece, con la sola operazione Pangea 10 sono state sequestrate 90mila unità di medicinali e dispositivi medici illegali o falsificati. Dal 2013, ha concluso, «esiste inoltre un database-banca dati sui furti dei farmaci, per registrare tutti i furti e la perdita di medicinali sul territorio e nelle varie fasi del percorso di un farmaco».

FARMACI, Consiglio Di Stato si' alla concorrenza per gli emoderivati

emoderivati(Public Policy) - Roma, 23 ott - Sì alla concorrenza nel mercato degli emoderivati, ma l'autorizzazione è solo per le aziende che garantiscono contro il rischio di contaminazioni. Cos ha stabilito la terza sezione del Consiglio di Stato che, in una sentenza pubblicata oggi, conferma la pronuncia del Tar Lazio che aveva respinto il ricorso proposto da una società di produzione di farmaci emoderivati con stabilimenti in Italia, contro l'autorizzazione concessa a due aziende concorrenti, operanti rispettivamente in Svizzera e in Svezia.
I giudici di Palazzo Spada hanno chiarito che, essendo in tali Paesi il sistema di raccolta del sangue pubblico e no profit, tali condizioni garantiscono dal rischio di contaminazione del plasma italiano.
Nella sentenza si precisa anche che, sempre che sia garantita la tutela della salute dal rischio di contaminazione del sangue raccolto in Italia, un sistema più aperto al mercato europeo è strumento essenziale per assicurare il contenimento della spesa sanitaria e, al contempo, migliorare i livelli di sicurezza del plasma e di efficacia dei farmaci prodotti (condizioni che un sistema tendenzialmente monopolistico non è in grado di assicurare).

AIFA: Farmaci, buco da 966 mln per la spesa ospedaliera a gennaio-giugno

farmaci 6 66471 thumb250 250Roma, (AdnKronos Salute) - È sempre in profondo rosso la spesa per l'acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Al netto di quella per vaccini e farmaci a carico del cittadino, nel periodo gennaio-giugno di quest'anno si è attestata a 5.714 milioni di euro (il 10,2% del Fondo sanitario nazionale), con uno scostamento rispetto al tetto del 6,89% pari a ben 966 milioni di euro. Quasi un miliardo di disavanzo, dunque, secondo il monitoraggio dell'Aifa sulla spesa farmaceutica gennaio-giugno 2017. Nessuna regione rispetta il tetto per la spesa ospedaliera. Differente è l'andamento della spesa farmaceutica convenzionata a carico del Ssn che - al netto degli sconti, della compartecipazione dei cittadini (ticket regionali e differenza dal prezzo di riferimento) e del pay-back versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche - si è attestata a quota 4.220 milioni di euro. Rispetto all'anno precedente, si registra un aumento di 35 mln (+0,8%), ma diminuiscono i consumi, espressi in numero di ricette (299 milioni), dello 0,5% e l'incidenza del ticket, -1%. In particolare, rispetto al tetto programmato per la farmaceutica convenzionata si registra un avanzo di 44,8 milioni di euro. Infine, la spesa per i farmaci che rientrano nel Fondo per gli innovativi, oncologici e non, pari a 500 mln di euro. Per gli innovativi non anti-cancro sono stati spesi, al netto del pay-back, poco più di 371 milioni: rispetto al Fondo si è sforato per circa 120 mln. Per i medicinali innovativi oncologi la spesa ha superato quota 187 milioni di euro. Rispetto al Fondo restano 62 mln non utilizzati.