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FARMACI

MINISTERO DELLA SALUTE : Scrive all'AIFA, I Farmaci innovativi siano prescriti dai mmg

lorenzinconfst(Pharmakronos) Adelisa Maio Apprendiamo con soddisfazione che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin condivide e supporta pienamente la scelta di consentire ai medici di medicina generale la facoltà, a oggi riservata agli specialisti, di prescrivere medicinali innovativi, che abbiano dimostrato un adeguato profilo di efficacia e sicurezza, per alcune patologie croniche diffuse". Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, plaude all'istanza inviata all'Aifa dal ministro della Salute, che ha scritto al direttore generale dell'Aifa Mario Melazzini per chiedergli di "valutare la possibilità di individuare alcune patologie croniche diffuse, i cui trattamenti siano oggi prescrivibili esclusivamente dai medici specialistici, e di estendere tale facoltà anche ai medici di medicina generale". "In questo modo - scrive Lorenzin nella lettera i medici di medicina generale potranno non solo prescrivere terapie ormai consolidate e sicure, ma anche monitorare l'andamento dei piani terapeutici, a vantaggio di una maggiore aderenza terapeutica e riduzione dei tempi di accesso alle cure". "Apprezziamo l'iniziativa del ministro, che va nel duplice senso positivo di venire incontro alle necessità dei pazienti cronici, che potranno essere curati sul territorio nella miglior maniera possibile, e di riconoscere a tutti i medici 'le competenze previste negli obiettivi formativi degli ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea, integrate e ampliate dallo sviluppo delle conoscenze in medicina, delle abilità tecniche e non tecniche connesse alla pratica professionale, delle innovazioni organizzative e gestionali in sanità, dell'insegnamento e della ricerca'.

GB: pomata infiammabile causa di decine di morti in incendi

farmaci5(ANSA) – LONDRA- Una crema alla paraffina, tuttora di uso piuttosto comune in Gran Bretagna per curare l'eczema e altre patologie della pelle, potrebbe aver contribuito a far dilagare diversi incendi che negli anni hanno provocato «centinaia di morti» sull'isola. Lo sostengono fonti dei vigili del fuoco citate in un'inchiesta ad hoc della Bbc. La crema in questione contiene infatti una sostanza fortemente infiammabile. E lascia tracce potenzialmente micidiali sui vestiti, se non ci si cambia subito dopo essersela spalmata. Di qui il rischio che possa alimentare le fiamme al contatto con un qualsiasi focolaio: da un banale mozzicone di sigaretta a una stufa. La Bbc ha calcolato che oltre una quarantina di morti - conseguenza d'incendi avvenuti nella sola Inghilterra e solo dal 2010 - sia riconducibile a questa causa o concausa. Ma sulle confezioni della pomata 'incriminatà non compaiono avvertimenti. Mentre l'autorità di controllo del Regno sui farmaci sta ancora conducendo un'indagine al riguardo.

EMA: Amsterdam non è pronta per ospitare l’Agenzia, l’Italia verso il ricorso

ema(ANSA) Il sospetto che Amsterdam non fosse pronta ad ospitare l'agenzia europea del farmaco Ema, dopo averla strappata a Milano per un soffio, è ora una certezza: l'edificio ancora non c'è, e il trasferimento di tutto il personale e le attività da Londra è destinato a subire ritardi e costi supplementari. L'allarme arriva direttamente dal direttore esecutivo dell'Ema, Guido Rasi, e riapre la polemica: il governo italiano si dice pronto al ricorso, e la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco Beppe Sala tornano alla carica riproponendo Milano. Lorenzin sottolinea che la questione è da porre in commissione europea.
Alla luce di quanto sta emergendo sull'assegnazione ad Amsterdam della sede Ema, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il governo intraprenderà ogni opportuna iniziativa presso la commissione europea e le istituzioni comunitarie competenti affinchè, anche a seguito di quanto dichiarato dal direttore dell'Agenzia, venga valutata la possibile riconsiderazione della decisione che vide Milano battuta al sorteggio finale. In una conferenza stampa assieme alle autorità olandesi, Rasi ha infatti portato allo scoperto la situazione: il nuovo palazzo dell'Ema non è ancora pronto, e la soluzione transitoria proposta dagli olandesi "non è ottimale", perché "dimezza" lo spazio della sede di Londra. Il che aggiunge "strati di complessità" al trasferimento e allungherà i tempi per tornare a funzionare regolarmente.
L'Ema dovrà essere operativa ad Amsterdam dal primo giorno della Brexit, cioè il 30 marzo 2019, ma "il palazzo finale non sarà pronto per allora e quindi dovremo andare in una sede temporanea nella città", spiega Rasi. "Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse, e prolungherà il 'piano di continuità', ovvero impiegheremo di più per tornare alle operazioni normali", ha aggiunto.
Nell'ultimo bando della Regione Lombardia per 670 posti per medico di famiglia, 400 sono rimasti vacanti. Nella città di Milano, quindi non in un remoto villaggio montano, per 62 incarichi si sono presentati in 16.

ANTIBIOTICI : Oms, mezzo mln le infezioni resistenti

medici-sala-operatoria-id0 thumb medium250 250Roma (AdnKronos Salute) - Fanno paura le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul fenomeno delle gravi infezioni batteriche contro cui gli antibiotici non funzionano: i primi dati pubblicati dall'organismo internazionale parlano di 500.000 casi in 22 Paesi, sia ad alto che a basso reddito. Si tratta del risultato del lavoro del nuovo sistema globale di sorveglianza antimicrobica dell'Oms, secondo cui i batteri resistenti più comunemente riportati sono stati Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae, seguiti da Salmonella. Il sistema non include però i dati sulla resistenza del Mycobacterium tuberculosis, che causa la tubercolosi, dal momento che l'Oms lo monitora dal 1994 separatamente e fornisce aggiornamenti annuali nel rapporto globale sulla Tbc. Dunque le cifre potrebbero essere anche più alte.
- La percentuale di batteri resistenti ad almeno uno degli antibiotici più comunemente utilizzati varia enormemente tra i diversi paesi, da zero all'82%. La resistenza alla penicillina - usata per decenni in tutto il mondo per trattare la polmonite – arriva fino al 51%. E tra l'8% e il 65% dei batteri E. coli associati a infezioni del tratto urinario, presenta resistenza alla ciprofloxacina, antibiotico comunemente usato per trattare questa condizione.
"Il rapporto conferma la grave situazione di resistenza agli antibiotici in tutto il mondo", afferma Marc Sprenger, direttore del Segretariato della resistenza antimicrobica dell'Oms. "Alcune delle infezioni più comuni del mondo potenzialmente pericolose si stanno dimostrando resistenti ai medicinali. E, cosa ancora più preoccupante, i patogeni non rispettano i confini nazionali. Ecco perché l'Oms sta incoraggiando tutti i Paesi a istituire buoni sistemi di sorveglianza in grado di fornire dati". A oggi, 52 paesi (25 ad alto reddito, 20 a reddito medio e 7 a basso reddito) sono iscritti al sistema globale di sorveglianza antimicrobica dell'Oms. Per il primo rapporto, 40 paesi hanno fornito informazioni dai loro sistemi di sorveglianza nazionali e 22 hanno anche fornito dati sui livelli di resistenza agli antibiotici. "Il rapporto è un primo passo fondamentale per migliorare la nostra comprensione dell'entità del fenomeno. La sorveglianza è agli inizi, ma è fondamentale svilupparla se vogliamo anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale", afferma Carmem Pessoa-Silva, che coordina il nuovo sistema di sorveglianza dell'Oms.

EMA: nel 2017 ok a 92 medicinali per uso umano

farmaci2 thumb medium250 250(Public Policy) - Roma, 23 gen - Nel 2017, l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha raccomandato 92 medicinali per l'autorizzazione all'immissione in commercio. Di questi, 35 avevano una nuova sostanza attiva, che non è mai stata autorizzata prima nell'Unione europea. Molte di queste medicine rappresentano un significativo miglioramento nelle loro aree terapeutiche; comprendono medicine per bambini, per malattie rare e terapie avanzate.

Lo fa sapere l' Ema, che ha pubblicato una panoramica delle sue raccomandazioni chiave del 2017 riguardanti l'autorizzazione di nuovi medicinali e il monitoraggio della sicurezza dei medicinali. "I progressi nelle autorizzazioni dei medicinali - afferma l' Agenzia - sono essenziali per la salute pubblica in quanto possono migliorare la cura delle malattie".

TUMORE DEL COLON-RETTO: per le forme più gravi in Italia disponibile trifluridina e tipiracil

farmaci-on-line(PharmaStar) Nel nostro Paese 464mila persone vivono dopo una diagnosi e il loro numero è in crescita (+164mila in 5 anni). Merito anche dei nuovi farmaci come la combinazione di trifluridina e tipiracil che ha dimostrato di essere efficace nella fase metastatica. L'AIFA l'ha ammesso alla rimborsabilità.
Sono quasi mezzo milione gli italiani che vivono dopo aver affrontato un tumore del colon-retto e il loro numero è in costante crescita. Nel 2017 erano in totale 464mila: rappresentano il 14% di tutti i pazienti oncologici residenti nel nostro Paese.

Solo cinque anni fa, nel 2013, erano circa 300mila. Un incremento significativo, raggiunto anche grazie ai progressi della ricerca, che ha portato a nuove e sempre più efficaci terapie.

Da oggi è rimborsato anche in Italia il farmaco orale basato sulla combinazione di trifluridina (FTD) e tipiracil (TPI) per il trattamento dei pazienti adulti con tumore del colon‐retto in stadio avanzato (metastatico) precedentemente trattati o non candidati ad altre cure come chemioterapia o terapie biologiche. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) l'ha ammesso alla rimborsabilità in seguito al parere positivo dell'Agenza Europea dei Medicinali (EMA) che aveva già autorizzato l'utilizzo nell'aprile del 2016.

Come agisce il farmaco
Il farmaco è una combinazione orale degli antitumorali trifluridina (FTD) e tipiracil (TPI), il cui duplice meccanismo d'azione è disegnato per mantenere l'attività clinica ed è diverso da quello delle fluoropirimidine. La trifluridina è un analogo nucleosidico antitumorale che è incorporato direttamente nel DNA, dove interferisce con la sua funzione. La concentrazione ematica di trifluridina è mantenuta con il tipiracil, che è un inibitore dell'enzima di degradazione della trifluridina, la timidina fosforilasi.

Lo stiudio che ha portato alla registrazione del farmaco
RECOURSE è uno studio internazionale di fase III in doppio cieco, controllato con placebo, che ha esaminato l'efficacia e la sicurezza di trifluridina/tipiracil in associazione alle migliori terapie di supporto (BSC) rispetto a placebo associato a BSC in 800 pazienti precedentemente trattati per il tumore del colon-retto metastatico (403 trattati in Europa). Lo studio ha raggiunto l'endpoint primario con un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale (OS).

I risultati hanno dimostrato una riduzione del 32% del rischio di morte rispetto a BSC (HR 0,68; IC 95%: 0,58 – 0,81; p < 0,001). Un'analisi aggiornata della OS che comprendeva l'89% degli eventi ha confermato il beneficio di sopravvivenza sia clinicamente che statisticamente significativo di trifluridina/tipiracil rispetto al placebo, in aggiunta alle migliori terapie di supporto (BSC).

Questo si traduce in una riduzione relativa del 31% del rischio di morte (HR 0,69; IC 95%: 0,59 – 0,81; p < 0,0001) e in un miglioramento di 2 mesi della OS mediana. La sopravvivenza globale mediana con trifluridina/tipiracil e migliori terapie di supporto (BSC) è stata di 7,2 mesi rispetto ai 5,2 mesi con placebo associato a BSC, che si traduce in tassi di sopravvivenza a un anno pari rispettivamente al 27,1% e al 16,6%.

Gli effetti collaterali più frequentemente osservati (≥ 30%) nei pazienti trattati con trifluridina/tipiracil erano neutropenia, nausea, diarrea, fatigue, anemia, trombocitopenia, incremento della bilirubina totale e della fosfatasi alcalina e dei livelli ASAT e leucopenia.

Il commento degli esperti italiani
"La combinazione di trifluridina e tipiracil - afferma il prof. Alberto Sobrero, Responsabile del Dipartimento di Oncologia Medica dell'Ospedale San Martino di Genova, durante un incontro con i giornalisti a Milano - agisce inserendosi direttamente nel DNA, interferendo con la sua funzione e prevenendo in tal modo la proliferazione e la crescita delle cellule tumorali. Questo approccio combatte il cancro in modo diverso rispetto ai trattamenti somministrati in precedenza, permettendoci di rallentare la progressione della malattia senza trattare il paziente nuovamente con le stesse terapie. I dati contenuti nello studio internazionale RECOURSE, condotto su 800 pazienti, forniscono evidenze di come questa associazione possa offrire ai malati affetti da carcinoma metastatico refrattario ai trattamenti standard una maggiore sopravvivenza e una riduzione del rischio di morte rispetto al placebo".

"Il cancro del colon retto è la neoplasia più diffusa in Italia: ogni anno colpisce 53mila persone - sottolinea il prof. Carmine Pinto, Direttore dell'Oncologia Medica al Clinical Cancer Centre dell'AUSL-IRCCS di Reggio Emilia -. Risente molto degli stili di vita scorretti come seguire un'alimentazione squilibrata e troppo ricca di grassi o i chili di troppo. La prevenzione primaria risulta fondamentale così come riuscire ad ottenere l'eliminazione dei precursori e una diagnosi precoce del tumore in uno stadio il più possibile iniziale. Negli ultimi anni, grazie all'impegno delle istituzioni locali e nazionali, è stato sviluppato il programma nazionale di screening per il carcinoma colorettale che prevede la ricerca di sangue occulto nelle feci e per i casi risultati positivi al test la successiva colonscopia. Se individuiamo i precursori della neoplasia o la neoplasia durante le prime fasi possiamo intervenire tempestivamente e ottenere i migliori risultati in termini di guarigione. Attualmente il 65% dei pazienti riesce a sconfiggere la malattia".

"Tuttavia il 20% dei casi è scoperto quando è ormai troppo tardi e sono già state sviluppate delle metastasi. La prognosi di questi pazienti è migliorata globalmente e sensibilmente negli ultimi anni con una sopravvivenza di circa 30 mesi. Questi miglioramenti sono stati legati da una parte alle nuove conoscenze biologiche dall'altra alla individuazione di particolari bersagli molecolari controllabili con farmaci biologici o alla possibilità di avere a disposizione nuovi farmaci. La più recente acquisizione in questo campo è costituita dalla trifluridina/tipiracil - prosegue il prof. Carmine Pinto - che si è dimostrata in grado di prolungare la sopravvivenza e di preservare il performance status del paziente con un buon profilo di tossicità. Questo nuovo farmaco rappresenta oggi un'ulteriore possibilità di trattamento che abbiamo a disposizione nella strategia di cura del carcinoma del colon-retto metastatico".