Sab24062017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia

NEWS ITALIA

PRESCRIZIONE INNOVATIVI : Simg e Fimmg «imbarazzante situazione »

2419 thumb large300 300MILANO (ITALPRESS) - «Sul tema della prescrizione dei farmaci innovativi l'onorevole Federico Gelli ha sollevato un problema che ormai provoca solo imbarazzo nel nostro servizio sanitario nazionale». Lo affermano in una nota congiunta Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e Silvestro Scotti segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG). «Da molti anni per una decisione cervellotica e priva di alcun senso logico, clinico ed economico, la prescrizione dei farmaci innovativi è stata inibita ai medici di medicina generale sulla base di considerazioni prive di sostanza clinica e sanitaria - proseguono Cricelli e Scotti -. Questa decisione perdura tuttora e ha portato danni incalcolabili alla salute dei cittadini, a cui è stato di fatto impedito l'accesso alle cure di patologie importanti come il diabete e le malattie cardiovascolari». «Ha ragione Gelli quando afferma che questa situazione è solo italiana. Aggiungiamo - aggiungono Cricelli e Scotti - che a causa di questa assurdità i medici di medicina generale non hanno più accesso all'informazione scientifica e alla conoscenza sui nuovi farmaci cosiddetti innovativi, molti dei quali sono stagionati e già invecchiati. Addirittura si paventa oggi l'inibizione a prescrivere classi di farmaci per le patologie respiratorie croniche rispetto alle quali la medicina generale è l'unico comparto medico in grado di reggere l'impatto della cronicità crescente».

MORBILLO: Muore bambino leucemico di 6 anni a Monza contagiato dai fratelli non vaccinati

ospedalemorbilloANSA- E' morto oggi, "per complicanze polmonari e cerebrali da morbillo", un bambino di 6 anni che si trovava presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Ne dà notizia l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Il bimbo era affetto da leucemia e per questo era ricoverato in ospedale dal 15 marzo.
Secondo Gallera, "solo l'immunità di gregge avrebbe salvato il piccolo". Il bimbo sarebbe stato contagiato dai suoi fratelli maggiori che non erano stati vaccinati. A confermarlo sono fonti ospedaliere. Secondo le fonti, la famiglia avrebbe preferito non far vaccinare i due figli più grandi, nonostante il più piccolo - proprio a causa della leucemia - avesse un sistema immunitario compromesso, e quindi non potesse né essere vaccinato né difendersi contro eventuali infezioni.
"La storia di questo piccolo affetto da leucemia - ha spiegato Gallera - è l'esempio di come la cosiddetta 'immunità di gregge' sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive".
"Il piccolo - ha continuato l'assessore - era affetto da una Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. In data 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. È stato intubato e successivamente è iniziata l'assistenza mediante ECMO per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino alla data di oggi".
"Ci tengo a sottolineare - ha concluso l'assessore - come solo l'immunità di gregge, cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l'unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi".
"È dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perché essendo malato non poteva essere vaccinato. Succede, come dice la scienza, quando manca l' immunità di gregge''. A scriverlo e' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. ''Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli. Sono vicina ai genitori e al loro immenso dolore".
"Innanzitutto da padre, da nonno, desidero esprimere la mia personale vicinanza a chi oggi ha perso un figlio. Ma in questo momento, in cui nel dibattito sui vaccini trova terreno chi nega la verità della scienza, da medico e da direttore generale dell'Agenzia del farmaco, vorrei dire che quella del bambino morto oggi di morbillo deve rappresentare un momento di riflessione comune. Anche per rispetto a lui, che a sei anni ha smesso di vivere perché combattendo contro la leucemia non poteva vaccinarsi ed è rimasto vittima, evidentemente, della mancanza della cosiddetta immunità di gregge''. A dirlo e' Mario Melazzini, direttore generale dell'Aifa. ''Il dramma di questa famiglia e quanto dice la scienza sui vaccini sono le uniche cose con le quali la nostra coscienza deve fare i conti".

VACCINI: Ricciardi (ISS), OMS chiarissima, c'è evidenza scientifica

oms(DIRE) Roma, 21 giu. - "L'Organizzazione mondiale della Sanita' era stata invitata dalla Commissione Sanita' del Senato ad esprimersi ed e' stata chiarissima: innanzitutto ha detto che l'Italia in questo momento ha il 43% dei casi di morbillo di tutti e 53 i Paesi della regione europea. Se questa non puo' essere definita un'evidenza scientifica o un'emergenza, allora non so quando". Cosi' il presidente dell'Istituto superiore di sanita', Walter Ricciardi, interpellato dai giornalisti a margine del 39esimo Congresso nazionale della Societa' italiana di Endocrinologia, in corso a Roma. "L'altra cosa che l'Oms ha detto- ha proseguito Ricciardi- e' che e' molto importante prendere misure urgenti, rapide e basate sull'evidenza scientifica. Stupisce che ci siano delle persone che, anche di fronte a quello che abbiamo fornito noi come Istituto superiore di Sanita', a quello che ha fornito il Consiglio superiore di sanita' e a quello che hanno fornito le societa' scientifiche, ancora si ostinino a dire che c'e' qualcuno che conosce ma non pratica l'evidenza scientifica. Questa invece e' l'evidenza scientifica, che va praticata". Addirittura, ha aggiunto il presidente dell'Iss, l'Oms plaude "al governo italiano e all'iniziativa del ministro Lorenzin, che sta affrontando la questione in maniera cosi' forte, coraggiosa ed energica. Tant'e' vero che questo esempio in Europa e' contagioso, perche' anche la Francia sta iniziando a fare esattamente lo stesso. In realta' per loro i vaccini saranno 11 e non 12, ma siamo li'". Quanto alla possibilita' di introdurre tra i vaccini obbligatorio anche quello contro lo pneumococco, Ricciardi ha infine concluso: "Per la condizione epidemiologica italiana le vaccinazioni giuste obbligatorie da fare per l'accesso a scuola dovrebbero essere 13, lo abbiamo anche detto nel documento che abbiamo inviato al Senato".

VACCINI : in commissione Sanita' ammorbidito il decreto ecco le modifiche

Vaccino-antinfluenzale(Secolo XIX) Roberto Giovannini Non verrà "smontato", il decreto vaccini del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ma alla Commissione Sanità del Senato - dove a breve verranno presentati e poi votati gli emendamenti al provvedimento - stanno maturando significative modifiche. Novità che, anche se non toccano l'essenza del provvedimento, cioè l'obbligatorietà delle vaccinazioni, rappresentano una correzione di rotta.
Si tratta di tre modifiche: una riduzione molto significativa della multa per gli inadempienti, la sostanziale eliminazione (a parte casi eccezionali) della sanzione della perdita della patria potestà, e l'introduzione di un meccanismo di verifica periodica per dire quali sono le vaccinazioni da effettuare obbligatoriamente, e quali invece possono essere evitate.
Si tratta di modifiche - da definire ancora nei dettagli - sostanzialmente concordate dal ministro Lorenzin e dal Partito democratico, che comunque vanno incontro ad alcune richieste espresse dalle opposizioni e dalle associazioni ostili al decreto. Come detto, sarà cancellata dal decreto la norma che consente ai Tribunali dei minori il ritiro della patria potestà per i genitori che si rifiutino di vaccinare i propri figli. Sicuramente verrà ridotta in modo drastico la sanzione per i genitori inadempienti dei minori di 16 anni, attualmente variabile dai 500 ai 7.500 euro. In tutti e due i casi ci sarebbe ampio consenso sulla correzione tra governo e forze politiche. Proprio ieri su questi due aspetti (ma non solo, per la verità) ha preso posizione critica la senatrice di Mdp Nerina Dirindin.
Più complessa la terza novità, che interverrà (in prospettiva, e sempre sulla base di indicazioni stabilite dagli scienziati) sul numero di vaccini obbligatori. La soluzione tecnica ancora non è stata definita, ma l'idea è quella di partire con le attuali 12 vaccinazioni obbligate. Poi, periodicamente, ogni due o tre anni, sulla base delle risultanze e dei dati epidemiologici, il ministero potrà stabilire se per una o più patologie si sia raggiunta la copertura vaccinale desiderata, e che dunque si possa definire quella vaccinazione non più obbligatoria. «Correzioni sono possibili, e noi siamo disponibili - spiega Federico Gelli, medico, deputato e responsabile sanità del Pd - l'importante è che non sia la politica, ma la scienza a decidere quali vaccini servono e quali no».
Sulla stessa linea c'è Beatrice Lorenzin, secondo cui «sull'obbligatorietà non c'è proprio nessuno spazio» di modifica «perché questo è un decreto che si basa sull'obbligatorietà». La ministra ricorda anche che l'elenco dei vaccini «è stato stilato dalle autorità scientifiche, sulla base di motivazioni scientifiche e quindi può essere modificato solo con valutazioni di tipo scientifico e non politico». Diverso è il discorso per altri aspetti: «su tribunali e patria potestà si possono rivedere alcune cose», dice.
Contrarissimi alla riduzione del numero delle vaccinazioni obbligatorie sono tra l'altro i medici pediatri della Società Italiana di Pediatria. I 12 previsti «sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, ed anzi le Società Scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori», dice il presidente Alberto Villani. «Ci giungono notizie che durante la discussione in Senato si starebbe ipotizzando di eliminare alcuni vaccini dal decreto. Sarebbe uno sbaglio enorme», accusa infine Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, l'associazione nazionale dei medici di medicina generale.

VACCINI: Scotti (Fimmg), eliminarne alcuni da obbligo sarebbe uno sbaglio enorme

vaccinazioneee thumb medium250 250Roma, (AdnKronos Salute) - «Ci giungono notizie che durante la discussione in Senato si starebbe ipotizzando di eliminare alcuni vaccini dal decreto. Sarebbe uno sbaglio enorme». Così in una nota il segretario nazionale della Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia, Silvestro Scotti. «Va mantenuta l'obbligatorietà per i 12 vaccini in quanto il decreto si basa su una solida documentazione scientifica - sottolinea Scotti - anzi, va introdotta anche la vaccinazione antipneumococcica. Per i medici va ricordato al legislatore che, di fatto, scienza e coscienza renderebbero già obbligatorie tutte le vaccinazioni quale obbligo legato ad evidenze scientifiche e dovere professionale verso i nostri assistiti. Arretrare in questo momento sarebbe dannosissimo perché darebbe un'informazione confusa ai cittadini. Va compreso che l'obbligo introdotto ha effetto soprattutto verso il maggiore nemico ovvero la post-verità sui vaccini diffusa sul web, dare spazi a revisioni in cui appaia prevalente l'interesse politico a quello di assistenza non farà altro che avvalorare le tesi antiscientifiche diffuse».«Piuttosto in sede di conversione del decreto - aggiunge Scotti - si affianchi all'obbligo vaccinale un evidente ruolo nella informazione e presa in carico pre e post vaccinale della medicina basata sul rapporto di fiducia dei pediatri e dei medici di famiglia, creando così il giusto equilibrio tra gli interessi collettivi dell'obbligo con quelli individuali di informazione e presa in carico. Facciamo appello a tutti i medici che siedono in Parlamento affinché agiscano in scienza e coscienza anche nella loro azione politica. Non sarebbe etico sottomettere a logiche di un apparente consenso mediatico, su social e web, la salute dei cittadini», conclude il segretario Fimmg.

EMERGENZA TERRITORIALE : sindacati, piattaforma comune per un accordo

118 soccorso spiaggiaRoma, (AdnKronos Salute) - La Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), il Sindacato dei medici italiani (Smi) e il Sindacato nazionale dei medici italiani (Snami) annunciano una piattaforma comune per il nuovo Accordo collettivo nazionale dell'emergenza sanitaria territoriale. A seguito dell'Intersindacale che si è tenuta a Roma nella sede nazionale dello Snami, ecco i 6 punti più significativi attorno ai quali si svolgeranno i lavori delle delegazioni: 1) Modello organizzativo unico nazionale a garanzia dei Livelli essenziali di assistenza, orientato all'integrazione della gestione dell'urgenza sanitaria territoriale con quella intraospedaliera, secondo percorsi condivisi nella logica delle moderne reti assistenziali e della Clinical Governance. 2) Centralità della figura del medico dell'emergenza sanitaria nel soccorso sanitario avanzato, a garanzia del mantenimento e dello sviluppo di elevati standard assistenziali, tecnologici e di eccellenza professionale. 3) Definizione giuridica del ruolo e dei compiti dei medici del sistema 118 nell'organizzazione, gestione e governo dei percorsi assistenziali dell'emergenza sanitaria dal territorio all'ospedale, compresi gli eventi maggiori e le catastrofi E ancora: 4) Definizione degli organici del personale medico e delle tecnologie necessarie a garantire la qualità dell'assistenza, anche in relazione all'aumento dei servizi e prestazioni richieste al sistema 118 dai processi di razionalizzazione e riconversione dei sistemi sanitari regionali. 5) Contrasto alla precarietà degli incarichi nell'emergenza sanitaria territoriale. Accesso alla professione e adeguato piano di formazione permanente in relazione alla multidisciplinarietà dell'attività professionale. 6) Maggiori garanzie e tutele per i medici in relazione a: contributi previdenziali, malattia e infortuni, gravidanza, ricollocazione inidonei, periodo annuale di ristoro psicofisico, tutele assicurative professionali e peritali.