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DDL CONCORRENZA: Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 189 del 14 agosto 2017

6462f1d3ce571673413ec4545f307474 249637Oltre al provvedimento che rivoluzionerà' il mondo delle farmacie prevedendo l'ingresso delle società di capitali,  e la regolamentazione dell'attivita' di Odontoriatria e societa' operanti nel settore odontoiatrico, vengono modificati alcuni articoli delle assicurazioni private nell'attivita' professionale istituendo la tabella unica nazionale per i risarcimenti da formalizzare entro 120 giorni con decreto.
Mentre per la responsabilità civile derivante da attività professionale, nelle condizioni generali delle polizze dovra' essere inserita l'offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti dovuti alla responsabilità che si è verificata nel periodo di operatività della copertura (La Commissione Industria in sede referente ha esteso la previsione alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della legge). Per le professioni con membri iscritti ad un ordine professionale o collegio obbligo di indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni, al fine di assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell'utenza.

IL TESTO DEL DDL CONCORRENZA IN GAZZETTA

CARENZA MEDICI: Sempre meno medici di famiglia, il record negativo è a Nordest

medicoscrive(IL GAZZETTINO) di Valeria ArnaldiMedici e sindacati avevano avvertito: il 2017 sarà un anno nero. E si toccherà la cifra di 11 milioni di italiani senza dottore. Così, anno dopo anno, ci siamo arrivati. Ed entro il 2023 i milioni di cittadini scoperti saranno venti. I medici di base, in Italia, non sono abbastanza per provvedere alle esigenze dei possibili pazienti. Durante l'estate, in particolare ad agosto, il problema si mostra in tutta la sua evidenza e gravità. Gli studi sono aperti sulla carta, come previsto, ma spesso eccessivamente affollati con conseguenti ricadute in termini di attesa, orari, difficoltà per avere un appuntamento, assistenza sbrigativa.

I primi a non riuscire a trovare dottori liberi, per paradosso, sono i dottori stessi, alla ricerca, spesso vana, di sostituti per i giorni di ferie. Sono i numeri a dirlo. Quasi il 50% dei medici di famiglia stabilisce turni con i colleghi per sostituirsi vicendevolmente. Il 90% ha ridotto il periodo di ferie, arrivando in molti casi a dimezzarlo. E se nelle città, nella gran parte dei casi, si riescono a trovare soluzioni per ovviare alla carenza di professionisti, la situazione si fa critica nei piccoli centri rurali e montani.
«Il contratto nazionale prevede che l'offerta medica non subisca variazioni nel periodo estivo, ma negli ultimi anni trovare sostituti è diventato decisamente difficile - dice Silvestro Scotti, segretario generale nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia - Mancano i medici: migliaia sono impegnati nei corsi di formazione postlaurea e non tutti danno la loro disponibilità a fare sostituzioni. A questi vanno aggiunti i pensionamenti. Entro il 2023, andranno in pensione tra 20mila e 25mila medici ma il sistema ne forma, ogni anno, soltanto 700/800. Procedendo a questo ritmo occorrerebbero circa trent'anni per riequilibrare la situazione».

«E il 90% dei medici ha contratto sensibilmente il periodo di ferie, facendo vacanze di due settimane e spesso dividendole in periodi diversi, mentre fino a dieci anni fa lo stop era spesso di un mese intero. Quasi uno su due ricorre a un meccanismo di vicendevole sostituzione, nel Nord si arriva al 100%, ma, dove questo non è possibile, si può giungere pure a soluzioni onerose per il dottore, costretto a super-pagare un giovane che prenda il suo posto pur di esercitare il diritto a un periodo di ristoro psico-fisico».

Nel 2007, la Federazione aveva dato l'allarme, stimando appunto, in undici milioni il numero di italiani che sarebbero rimasti senza dottore nei successivi dieci anni, ossia entro quest'anno. E ora quell'allarme si rivela in tutta la sua concretezza. Le zone dove si registrano i disagi maggiori, secondo la Fimmg, sono Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige. E le regioni dove, nei prossimi sette anni, sono attesi più pensionamenti sono Lombardia, dove saranno 2776, Veneto, con 1600, Piemonte con 1173. In Liguria, tra cinque anni, sarà il 67% dei medici di base ad andare in pensione.

112: il numero unico delle emergenze in tilt per colpa degli incendi

incendio-boschivo(Repubblica) di MICHELE BOCCI Un incendio di sterpaglie e la centrale inizia a zoppicare, cinque o dieci incendi e va in tilt. Il 112, numero unico che doveva cambiare in meglio i sistemi di emergenza, è ancora lontano dall'aver portato una svolta. Non solo perché è attivo solo in alcune regioni ma anche perché dove è presente talvolta sembra aver peggiorato le cose. Venerdì scorso al Viminale c'è stata una riunione straordinaria per discutere del caso Roma, dove a tanti cittadini sono toccate estenuanti attese prima di parlare con un operatore.

Il caso della morte di Gianfranco Ruggiu denunciato da Repubblica

La riforma Europea
Lo chiamano uno-uno-due per distinguerlo dal 112 dei carabinieri. È il Nue, "numero unico di emergenza" che da anni l'Europa ha chiesto all'Italia di attivare per gestire le chiamate di chi ha bisogno dell'ambulanza, dei vigili del fuoco o della forze dell'ordine. Una sala operativa di primo livello che smista poi le telefonate a quelle di secondo. La prima ad istituirla, nel 2010 quando già il nostro Paese era stato sanzionato per i ritardi, è stata la Lombardia. Adesso la Regione, con 3 centrali, è il punto di riferimento. Nel 2015 è partita Roma, nella zona del prefisso 06, poi quest'anno Liguria, Piemonte, Sicilia orientale, Trentino e Friuli.

A cosa serve
Dove il Nue è attivo, chi fa un qualunque "vecchio" numero di emergenza viene indirizzato automaticamente alla centrale unica, che dovrebbe servire soprattutto a tre cose: localizzare la richiesta grazie al Ced (centro elaborazione dati) del Viminale, compilare la scheda anagrafica di chi chiama, tagliare le richieste improprie. L'ultimo punto è fondamentale, si stima infatti che il 30-40% delle telefonate ai numeri di emergenza sia per avere informazioni o comunque per motivi non urgenti. A 112, 113, 115 e 118 dovrebbero essere girate solo chiamate per le quali l'intervento è necessario. In Lombardia in media la centrale unica fa tutto in 50 secondi.

Le mie tre inutili chiamate nell'arco di un mese

Il caso Roma
Quest'estate i tracolli del Nue della capitale sono frequenti. Le attese per chi telefona certi giorni sono lunghissime per due motivi. Il primo ha a che fare con il numero degli operatori, che non sarebbe sufficiente. E infatti si è deciso di assumere. Il secondo, il più grave a detta degli esperti, sono gli incendi. Come sottolineano dalla centrale, nelle altre stagioni arrivano in media 350-400 chiamate al giorno da girare al 115. Quest'estate si è saliti in certi casi a ben 5mila. In un'ora i telefoni possono squillare anche 1.200 volte. Questo perché tanti di coloro che passano vicino a un incendio, anche 100 alla volta, telefonano per segnalare. Il sistema così va in tilt, perché la centrale del Nue non è in grado di rispondere a tutti subito, e a cascata entra in crisi anche il 115. Centinaia di chiamate restano in attesa e ne fanno le spese gli altri servizi di emergenza, a partire dal 118. Alla riunione del Viminale si è deciso di non passare più ai pompieri tutte le telefonate che arrivano per lo stesso evento, come si faceva fino ad ora, e di liquidarle prima possibile.

Le Altre aree critiche
Forse Lombardia a parte, nessun Nue ha evitato polemiche riguardo a problemi e falle. A Torino a fine luglio l'annegamento di un bambino di 10 anni ha fatto partire all'attacco il sindacato autonomo dei pompieri Conapo: "I vigili del fuoco sono stati avvertiti ben 15 minuti dopo la richiesta di soccorso al 112". Il dato è contestato dalla Regione. In Sicilia lo Smi, il sindacato dei medici più forte nei 118 descrive una situazione delicata. "I cittadini ci dicono che i tempi di risposta si sono allungati parecchio con la centrale unica - dice Emanuele Cosentino - Ci vogliono anche 4 minuti per passare la chiamata dal 112 al 118. E poi talvolta ci vengono dati interventi non di nostra pertinenza, magari risse per le quali ci vogliono i carabinieri. Il numero unico andava fatto ma così, anche nel resto d'Italia, è un'esperienza negativa". Punta sulla formazione degli operatori Felice Romano, segretario del sindacato di polizia Siulp. "Ci sono problemi con i centralinisti "laici" - dice. Insieme a loro in centrale ci vorrebbero anche persone formate per i vari tipi di emergenza, da vigili del fuoco a sanitari e forze dell'ordine. Solo loro hanno l'esperienza per inquadrare i vari casi. Senza una formazione specifica finisce che è come se rispondesse un disco e basta". Disco che purtroppo in molti conoscono bene.

RESPONSABILTA' PROFESSIONALE : Aperte le iscrizioni delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche all'elenco istituito al Ministero della salute per elaborare le linee guida

medicoscrive copy thumb medium250 250E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 186 del 10 agosto 2017 il decreto 2 agosto 2017 che istituisce e regolamenta l'elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, che avranno il compito di elaborare le linee guida cui gli esercenti le professioni sanitarie si devono attenere nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie.
Le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie interessate, entro il termine di 90 giorni, a decorrere dalla pubblicazione in GU, possono presentare istanza di iscrizione all'elenco, utilizzando il seguente modulo di iscrizione:
Istanza per l'iscrizione all' elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie (pdf. 2Mb)
Il decreto attua quanto previsto dall'art. 5 della legge n. 24 del 2017 sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale sanitaria e stabilisce che le società e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, ai fini dell'iscrizione nell'elenco, devono possedere i seguenti requisiti:
rilevanza di carattere nazionale, con sezione ovvero rappresentanza in almeno dodici regioni e province autonome, anche mediante associazione con altre società o associazioni della stessa professione, specialità o disciplina
rappresentatività di almeno il 30% dei professionisti non in quiescenza nella specializzazione o disciplina, previste dalla normativa vigente, o nella specifica area o settore di esercizio professionale. Per i medici di medicina generale è richiesto un requisito di rappresentatività di almeno il 15% dei professionisti
atto costitutivo redatto per atto pubblico e statuto, dai quali si evincano gli elementi di cui all'art.2, comma 2 del decreto medesimo

Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione all'elenco consulta la scheda servizi:

Iscrizione nell'elenco di società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie

Consulta anche la pagina dedicata all' Elenco delle società scientifiche e associazioni-tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie nell'area tematica Professioni sanitarie

MORBILLO: prosegue l'epidemia: 86 nuovi casi in una settimana

morbillo6686 nuovi casi che portano a quota 4.087 i casi dal 1° gennaio ad oggi, tre i decessi, prosegue l'epidemia di morbillo. Nell'89% dei casi si tratta di persone non vaccinate, il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino. L'età media dei colpiti dalla malattia è di 27 anni. Ben 277 i casi di morbillo fra gli operatori sanitari. Il 35% delle persone che hanno contratto la malattia ha avuto almeno un complicanza, diarrea nel 21,3% dei casi, ma anche Cheratocongiuntivite (12,5%), Polmonite (10,4%), Epatite (10,9%), Otite (5,9%), Insufficienza respiratoria (8,4%), convulsioni (0,3%), encefalite (0,1%), il 22% hanno dovuto fare ricorso al Pronto Soccorso e il 42% sono stati ricoverati. Nel solo mese di luglio i casi registrati sono stati 395. Lo scorso anno erano stati 45 e nel 2015, 18.

PRONTO SOCCORSO: evitate di sentirvi male: la meta' dei medici e degli infermieri degli ospedali e' assente

prontosoccorso(la Stampa)"Paolo Russo per " Sarà il caldo reso più insopportabile da quella cinquantina di corpi accatastati senza distinzione di sesso ed età, ma l' omone dà fuori di testa, aggredisce l' infermiere urlando: «Pago le tasse, qualcuno mi faccia almeno appoggiare da qualche parte».
Pronto soccorso del San Camillo di Roma, una registrazione speditaci da un paziente racconta una delle tante storie di ordinaria follia della sanità che ad agosto va in vacanza.
Ignorando che le malattie non prendono ferie. Perché in questo ospedalone romano si replica quel che si recita da Nord a Sud Italia: reparti e studi dei medici di famiglia che chiudono per ferie lasciando che a sbrigarsela siano i servizi d' emergenza.
Già congestionati di loro, figuriamoci quando la metà dei camici bianchi e degli infermieri ad agosto si godono il meritato riposo e alle loro spalle si tagliano i di per sé scarsi posti letto. Perché ad agosto un letto su tre viene sforbiciato. Almeno a vedere le oltre trenta segnalazioni che abbiamo raccolto lungo lo Stivale. Che parlano di intere aree dove è vietato venire al mondo per la chiusura dei punti nascita, di donne dimesse da ginecologia per chiusura reparto nonostante fosse già stato programmato un intervento chirurgico, di sale operatorie che vanno ko.
L' Ats, l' Agenzia sanitaria milanese, ha rilevato che questo mese saranno messi in pausa e riaperti dopo le ferie il 34,6% dei letti, quasi tremila sugli 8.546 normalmente funzionanti. Ma le chiusure per letti e reparti scattano un po' ovunque. All' ospedale di Battipaglia, in provincia di Salerno, le sale operatorie di chirurgia, ortopedia e chirurgia del rachide chiudono a cavallo di ferragosto e i relativi interventi vengono rinviati a data da destinarsi.
Al Nord ma la musica non cambia. Al Santa Croce di Cuneo chiusure estive per i reparti di oculistica e ginecologia. Nel punto nascita di Vittorio Veneto addio vagiti fino a settembre. Chi aveva programmato il parto dovrà andare in trasferta. Niente interventi chirurgici programmati all' Ospedale Sant' Anna di Como e chiusura dei servizi della week e day surgery, quelli che dovrebbero servire a ottimizzare i costi nella sanità, riducendo la permanenza in ospedale a sole 24 ore.

A Cosenza poi si arriva al paradosso di non poter nemmeno pagare il ticket, perché l' unico dipendente dell' azienda sanitaria di Castrovillari è andato in ferie e tornerà il 25 agosto. Nessuno ha potuto o voluto sostituirlo, così chi ha bisogno di una visita o di un accertamento dovrà andare da un privato e pagare a tariffa piena, perché senza l' obolo il pubblico non eroga.
Proprio al San Camillo di Roma ginecologia è chiusa per ferie e chi aveva un intervento programmato deve attendere pazientemente la fine delle vacanze. Nel Barese è stato ridotto l' orario di apertura dei pronto soccorso più piccoli e le ambulanze fanno fatica a partire per carenza di medici. Si dirà che ad agosto anche gli assistiti lasciano le città e che la domanda di cure si sposta nei luoghi di villeggiatura.

E qualcuno, come in Puglia, si è attrezzato, potenziando i presidi sanitari estivi lungo la costa. Ma nell' ospedale di Loreto Mare, in Campania, le stanze sono vuote per carenza di sanitari in vacanza e i pazienti sono ammassati nei corridoi. Scandali di mezza estate fomentati anche dalle ferie dei medici di famiglia. Che lasciano i sostituti a presidiare i loro studi. La chimera Peccato però che in buona parte d' Italia il fascicolo sanitario elettronico sia ancora una chimera e così, non fidandosi di chi non sa nulla dei nostri problemi pregressi di salute, molti finiscono per bussare alle porte del pronto soccorso.

Agosto dottore mio non ti conosco. Ma guai dirlo ai diretti interessati. Che puntano l' indice contro le spending review degli ultimi anni. E in effetti dal 2009 sono spariti 18mila posti letto, soprattutto nel Sud, dove a compensare lo svuotamento degli ospedali non c' è stato il rafforzamento dei servizi territoriali.

«Ormai abbiamo il tasso di posti letto per mille abitanti più basso d' Europa: meno di 3,5 letti contro i 7 della Germania e i 6 della Francia», afferma Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale dell' Anaao, il più grande sindacato dei camici bianchi ospedalieri. Ma se i letti scarseggiano i sanitari che dovrebbero farsene carico non sono da meno.

Negli ospedali mancano 10mila dottori, 20mila infermieri, più altri 30mila che servirebbero a far funzionare i servizi sul territorio. «Noi cerchiamo di scaglionare le ferie tra giugno e settembre ma il problema - denuncia Palermo - è che a causa dei ripetuti blocchi delle assunzioni abbiamo accumulato decine di migliaia di giornate di riposo non godute e 12milioni di ore di straordinario non retribuite». Come dire che senza gli stakanovisti della sanità le cose andrebbero ancora peggio.