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ACN: Bartoletti (Fimmg) dovrà tener conto della fase di ricrescita economica

 bartoletti thumb250 250MD DIGITAL di Anna Sgritto "L'avvio del Tavolo per il rinnovo dell'Acn in un clima di dialogo con gli altri sindacati della Medicina Generale ci fa fa ben sperare in un confronto costruttivo aperto con tutti i soggetti della parte pubblica: Governo, Regioni e Sisac. Non vogliamo però essere eccessivamente ottimisti e dobbiamo prepararci ad alzare il tiro qualora diventi necessario". Con queste parole il Segretario Nazionale Fimmg Silvestro Scotti ha aperto i lavori del 74° Congresso nazionale Fimmg-Metis che si sta svolgendo a Cagliari presso il Complesso Chia Laguna – Domus de Maria. Parole condivise dal Vice Segretario nazionale vicario Pierluigi Bartoletti che in una intervista rilasciata a M.D. Digital sottolinea: "pur partendo da buone basi, da un clima favorevole, dobbiamo avere la consapevolezza che siamo di fronte ad una sfida importante. Si tratta di una sfida di sistema che vede sempre più il Mmg impegnato non solo sul fronte delle cronicità, ma anche su quello della prevenzione primaria e secondaria e dell'intercettazione di tutte quelle domande di salute che non possono più afferire né all'ospedale, né al Pronto soccorso".
"Dopo essere riusciti come categoria a individuare collegialmente i problemi e le priorità della contrattazione - evidenzia Bartoletti - l'impresa più difficile sarà condividerli con quelli che ci prospetta la Sisac".
"L'incognita che incombe - continua - è capire come la Sisac riuscirà a dare una visione prospettica alla contrattualistica odierna, tenendo ben presente che le nozze con i fichi secchi non si fanno da nessuna parte". Secondo Bartoletti ad essere ottimistici e considerando tutti i passaggi legati alla trattativa "il contratto potrebbe 'vedere la luce' a metà del 2018 e dovrà fare i conti con la nota di aggiornamento del Def che riduce nel 2020 i fondi destinati alla sanità al 6,3% del Pil".
"Dobbiamo considerare – spiega – che in Europa l'Italia è l'unica che, malgrado la crisi economica, ha mantenuto un Ssn basato su di un sistema solidaristico e universale a cui hanno rinunciato molti Paesi europei. Ora però siamo in un contesto europeo post recessione che va contemplato anche nei rinnovi contrattuali. Questa deve essere una 'convenzione di ricrescita'. È chiaro che ciò dipende da quanto si vuole investire su innovazione e prospettive future".
"Finora - spiega Bartoletti - in maniera artificiosa, abbiamo considerato il nostro sistema sanitario diviso in due grossi blocchi: ospedale e territorio, ma è un dualismo artificiale perché il cittadino nel suo percorso di vita usufruisce sia dell'assistenza di primo sia di quella di secondo livello. Questo è un sistema, ripeto, che dovrà rivedere la sua prospettiva e dovrà farlo tenendo sempre più conto del cittadino/assisto che per definizione utilizza sia i servizi territoriali sia quelli ospedalieri a seconda delle necessità di salute. Noi negli ultimi 25 anni abbiamo continuato a seguire logiche parziali per lo più ospedalocentriche. Ma il Ssn, per poter definirsi tale e al passo con la domanda di salute va considerato nella sua interezza. In questo nuovo quadro prospettico il Mmg non può essere marginale, ma parte integrante. Ad oggi non è così, si continua a lavorare a compartimenti stagni".