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MIGRAZIONI: 62 mila operatori sanitari stranieri in Italia, molti stranieri si ammalano qui e non chiedono aiuto per paura, 20 mila i minori scomparsi

 foad-aodi-ape10Milano (AdnKronos Salute)-Sono circa 62 mila, impegnati soprattutto nel settore privato, i professionisti sanitari di origine straniera che esercitano nel nostro Paese secondo le statistiche diffuse da Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Umem (Unione medica euro-mediterranea) che in tutta Europa calcola invece oltre 500 mila operatori sanitari di origine straniera. Il dato emerge dall'incontro 'Valori come volano: il ruolo delle associazioni civili nello sviluppo sostenibile della società', organizzato in Regione Lazio dall'associazione 'Fare rete, innovazione bene comune, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni. Tra gli altri il vice presidente emerito della Consulta, Paolo Maddalena, e il consigliere regionale Teresa Petrangolini. Foad Aodi, fondatore di Amsi e Umem, membro della Commissione Salute globale della Federazione nazionale Ordini dei medici (Fnomceo), ha ripercorso le iniziative promosse negli anni per l'integrazione dei professionisti stranieri in Italia e nell'area Euromediteranea, la diffusione di buone pratiche per l'integrazione e la sensibilizzazione su sanità e immigrazione. «Dal 2000 - ricorda - abbiamo aperto una rete di poliambulatori per l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini: la nostra esperienza ha confermato che gli immigrati non diffondono malattie in Italia, ma si ammalano di fronte ai disagi economici, lavorativi e abitativi che incontrano. Spesso sviluppano consistenti patologie che molte volte, privi di permesso di soggiorno, non denunciano neanche ai pronto soccorso degli ospedali. E lo stesso avviene per molti infortuni sul lavoro». «Altra piaga inaccettabile - denuncia Aodi - è il destino di migliaia di minori immigrati, non accompagnati, che scompaiono: vittime di giri criminali, abusi sessuali e lavorativi, e del traffico nero dei trapianti d'organi. Secondo una ricerca dei rappresentanti dell'Umem in Europa, attualmente nel vecchio continente più di 20 mila minori immigrati non accompagnati risultano scomparsi senza lasciare tracce». «Come Amsi, Umem e movimento Uniti per unire - prosegue Aodi - proponiamo alle istituzioni il nostro Manifesto della sanità e multiculturalismo, e chiediamo anzitutto di diffondere maggiormente l'informazione sull'accesso alle strutture sanitarie pubbliche per gli immigrati e gli italiani, così da potenziare la prevenzione. Poi chiediamo di aumentare i posti Stp (Straniero temporaneamente presente) per gli immigrati ancora sprovvisti di permesso di soggiorno, e di comunicare a tutte le moschee e i centri culturali islamici e le comunità d'origine straniera in Italia di esortare i loro fedeli, soci e connazionali a vaccinare i propri figli». Per Aodi «è importante anche potenziare i corsi d'aggiornamento professionale, con crediti Ecm, per i professionisti della sanità italiani e di origine straniera. Soprattutto sui temi delle patologie emergenti e di quelle degli immigrati, che sono in aumento (cardiovascolari, ortopediche, psicologiche, ginecologiche, dermatologiche, gastroenterologiche e pneumologiche), e sulle patologie rare».