Lun10122018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia FARMACI: FNOMCEO, la ricetta chiara è un diritto ai pazienti e una tutela per i medici 'Inaccettabile uscire dal luogo di cura senza prescrizione comprensibile, l'organizzazione deve aiutare gli operatori

News Italia

FARMACI: FNOMCEO, la ricetta chiara è un diritto ai pazienti e una tutela per i medici 'Inaccettabile uscire dal luogo di cura senza prescrizione comprensibile, l'organizzazione deve aiutare gli operatori

 ricettemediche(AdnKronos Salute) - Prescrizioni chiare e comprensibili sono «un diritto dei pazienti, ma anche una tutela per i medici prescrittori». E se i professionisti sono tenuti a spiegare in modo comprensibile, sia in forma scritta sia con le parole, diagnosi e terapie, «servono modelli organizzativi e informatici che facilitino il compito dei camici bianchi». Lo sostiene il vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri (Fnomceo), Maurizio Scassola, intervistato dall'AdnKronos Salute sulle prescrizioni, spesso poco comprensibili - soprattutto per l'uso di abbreviazioni e sigle - alle dimissioni da pronto soccorso e ospedali. Un problema di comprensibilità che si riscontra, il più delle volte, anche nei referti di analisi strumentali. «Non è accettabile - dice Scassola - che un paziente esca un luogo di cura senza la necessaria chiarezza su come assumere la terapia. La prescrizione, infatti, è la parte finale di un percorso di comunicazione tra medico e paziente. E se questa parte è carente, salta l'efficacia stessa dell'intera cura e si innesca anche possibilità di errore medico. È in gioco la sicurezza del paziente». Anche nel redigere i referti diagnostici il medico «deve essere chiaro, nei limiti delle tecniche usate, e comunque fornire al paziente sempre una sintesi chiara, sia a parole sia in forma scritta». In questo campo, infatti, l'ambiguità non va bene per nessuno perché «il referto ha un valore legale e probatorio. E quindi spiegarsi bene è un vantaggio anche per il medico». L'invito ai camici bianchi è quello di «evitare l'uso di abbreviazioni e sigle che i cittadini possono non comprendere - raccomanda Scassola - scrivere sempre al computer e fare attenzione alla effettiva comprensione della prescrizione da parte del paziente». Tutto, però, deve essere realizzabile. «È chiaro che non è possibile chiedere di dedicare più tempo alle necessarie spiegazioni - osserva il medico - se si obbliga un professionista a fare un'ecografia in 7 minuti o a rispettare, per ciascuna prestazione, spazi predefiniti molto ristretti con i cosiddetti 'temparì, contro i quali la Fnomceo si è battuta. Così come è difficile garantire una comunicazione ottimale in situazioni in cui mancano gli strumenti informatici di base o dove le condizioni di lavoro sono al limite», conclude Scassola.