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SOCIETA'DI OMEOPATIA: «Corto circuito della Federazione degli Ordini dei Medici»

 omeopatiaDurissima presa di posizione delle Società scientifiche italiane di omeopatica e medicine complementari della SIOMI contro la "scheda" pubblicata online dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici dove si scrive che «l'omeopatia non ha alcuna base scientifica». La presa di posizione arriva da Amiot, Apo, Coii, Fiamo, Luimo, Omeomefar, Siomi, Smb e Siov.
«Tutte le Società scientifiche italiane che si occupano di Medicina non convenzionale e Complementare manifestano assoluto dissenso in merito alla nuova scheda pubblicata dal sito "dottoremaeveroche.it" - l'iniziativa contro le bufale online della FNOMCeO - Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri - secondo cui "l'omeopatia non ha alcuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all'effetto placebo"».
"Un'iniziativa in linea generale utile - dichiarano i professionisti iscritti all'Albo dei Medici ed esperti in medicine complementari e omeopatia - ma che nello specifico pone sullo stesso piano l'effetto placebo con una pratica, l'omeopatia, che è invece fin dal 2002 definita come 'atto medico' dalla stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Peraltro - precisano i Medici - la pagina sull'omeopatia del sito dottoremaeveroche.it è stata redatta da sedicenti esperti che in realtà non hanno alcuna esperienza in Medicine complementari, come si evince anche dalla bibliografia di riferimento, risibile e già ampiamente screditata in passato: " Stupisce - sostengono i Presidenti delle associazioni scientifiche di settore - che la Federazione degli Ordini dei Medici si affidi a dei soggetti privati, per giunta non qualificati, per la redazione di una pagina informativa su un sistema di salute adottato con soddisfazione da 7 milioni di italiani e da decine di milioni di Europei" . Sia il Parlamento Europeo che il Consiglio d'Europa hanno chiesto di "assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello d'informazione sull'innocuità, qualità ed efficacia di tali medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine complementari in modo da garantirne a pieno titolo l'inserimento nei Servizi sanitari nazionali".
Inoltre, non è affatto vero che non esistono prove scientifiche di efficacia a sostegno dell'omeopatia: gli studi rintracciabili sulla banca dati medica PubMed che ne dimostrano la maggior efficacia rispetto al placebo - dichiarano i Medici - "sono pubblicati in numero significativo , anche su riviste scientifiche a medio e alto impatto, tanto che anche anche la prestigiosa Cohrane Collaboration dedica un sito specifico dedicato a queste discipline" .
Quest'attacco avviene peraltro proprio nei giorni in cui viene pubblicato online un database che raccoglie più di 1.000 studi scientifici sull'efficacia dell'omeopatia , pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, presentato al Presidente FNOMCeO e all'Esecutivo della Federazione in occasione di un incontro che si è tenuto a Roma il 3 maggio scorso, incontro a margine del quale la stessa FNOMCeO con un proprio comunicato stampa ha dichiarato di "voler chiedere rispetto per tutti i medici, e di sostenere le Società scientifiche di Omeopatia nel chiedere all'Istituto Superiore di Sanità di aprire un tavolo di confronto per una revisione della letteratura scientifica e delle evidenze disponibili in materia".
"Invece che adeguarci alla civilissima Svizzera - precisano i Presidenti delle società scientifiche di settore - dove il Consiglio Federale dopo anni di approfondimenti e verifiche ha deliberato la piena rimborsabilità delle Medicine Non Convenzionali/complementari proseguiamo con questa assurda caccia alle streghe basata su pregiudizi anti-scientifici".
Le sigle congiunte fanno quindi appello al Dott. Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO, «affinché nel rispetto dei principi Costituzionali sulla libertà di cura, chiarisca i contenuti di queste affermazioni che creano un "cortocircuito" rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Nazionale della Federazione in data 19 maggio 2002, delibera che classifica a tutti gli effetti l'esercizio dell'omeopatia come "atto medico", orientamento peraltro largamente condiviso negli altri Paesi Europei».