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CERTIFICATI DI MALATTIA : Auto-attestazione del lavoratore, medici Fimmg-Inps: troppe resistenze, serve un tavolo tra le parti

 inps thumb250 250C'è difficolta' ma soluzioni possono esserci, ma vanno dibattute tra le parti cosi Alfredo Petrone Segretario nazionale FIMMG –INPS commenta su DOCTOR 33 l'intervento del Segretario Silvestro Scotti al Congresso Fimmg Lazio (leggi QUI) dove denunciava resistenze da parte di INPS e Confindustria sull' Auto-attestazione del lavoratore per la malattia
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Inutile nasconderlo, c'è una difficoltà per promuovere l'auto-attestazione per i pazienti che fanno un giorno solo di assenza per malattia. E' la riflessione di Alfredo Petrone, segretario nazionale del settore Fimmg Inps, dopo che il segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti ha ricordato le resistenze di Confindustria e le perplessità di Inps su questa procedura.
Forse -commenta Petrone - è arrivato il momento di far parlare a un tavolo tutte le parti: i ministeri competenti (Lavoro, Economia, Salute, Funzione pubblica), l'Inps, i datori di lavoro, e naturalmente la Fnomceo e i medici, sia quelli che certificano la malattia dell'assistito, sia i medici fiscali che effettuano le visite di controllo. In una recente intervista, Scotti ha ricordato come la semplice auto-dichiarazione del lavoratore per Confindustria incoraggi l'assenteismo, né i datori di lavoro se la sentano di caricarsi l'invio telematico delle auto-attestazioni di malattia all'Inps. L'Istituto invece non vorrebbe perdere l'informazione epidemiologica che gli perviene attraverso l'invio telematico dei certificati: se la sentirebbe il medico di famiglia di fare da tramite per i pazienti nella spedizione?
«Oggi dovrebbe essere la politica a fare una scelta sull'auto-attestazione o auto-dichiarazione (per inciso, è erroneo parlare di auto-certificazione, perché la potestà certificatoria è in capo al medico curante). Innanzi tutto -dice Petrone- delle due l'una: se il giorno di assenza fosse attestabile come semplice atto amministrativo, non sarebbe considerato malattia e non dovrebbe viaggiare attraverso il canale telematico Inps, né ci sarebbe bisogno di visita di controllo a domicilio del paziente. Certo, in questo caso bene sarebbe contingentare nell'arco dell'anno questo tipo di assenze -è una mia riflessione a titolo personale- come fossero permessi ed inseriti nei contratti di lavoro. Se invece si volesse disciplinare un'auto-attestazione legata alla malattia - anche per evidenziare se c'è una malattia all'inizio, o in fase di continuazione, o una ricaduta - tornerebbero a rendersi necessari l'invio telematico, l'individuazione di chi spedisce all'Inps e l'eventuale successiva visita di controllo del medico fiscale. Anche qui una mia riflessione: trattandosi di malattia, l'attestazione non dovrebbe essere onerosa per il lavoratore».
La visita di controllo avverrebbe in assenza di diagnosi certificata dal medico curante, «ma questo non sarebbe un problema», spiega Petrone. «Quotidianamente come medici fiscali visitiamo molti pazienti che non sono ancora stati visti dal medico di famiglia, in genere su richiesta del datore di lavoro. Potremmo al limite stabilire l'immediata idoneità di un paziente al lavoro se considerassimo che non presenta sintomi patologici né rischi di ricaduta; ovvero potremmo rinviare la prognosi al medico curante, come avviene oggi. Insomma, ove l'auto-attestazione fosse inquadrata nell'ambito della malattia, comunque il medico di famiglia trarrebbe un sollievo, non dovendo emettere certificati per assenze di un solo giorno e magari a fronte di sintomi che non sono più obiettivabili, e non ci sarebbe alcun problema per il medico fiscale, che anzi, ove si realizzasse finalmente l'accordo nazionale per un impegno a tempo pieno e fidelizzato per l'Inps, potrebbe gestire ampiamente questo carico».( DOCTOR 33)