Lun23092019

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia FIMMG: reddito di cittadinanza per formare collaboratori studio

News Italia

FIMMG: reddito di cittadinanza per formare collaboratori studio

 medico thumb250 250Formare assistenti e collaboratori di studio per i medici di famiglia tra le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza. Con un doppio vantaggio: creare lavoro assumendo e offrire al medico datore di lavoro gli sgravi fiscali di pari valore del reddito di cittadinanza, in linea con quanto prevede la legge. Il tutto a costo invariato per lo Stato." Lo propone la Fimmg, una proposta che il Ministro stesso, ha mostrato attenzione concreta, all'incontro a cui ci ha invitato ieri, dopo la nostra proclamazione dello stato di agitazione, erano presenti anche i tecnici Inps», così Scotti all'Adnkronos Salute. Scotti ha ricordato i rischi per la medicina di famiglia, con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche che portano ad un sovraffollamento «non solo dei pronto soccorso ma anche nei nostri studi». Per far fronte alla situazione, a cui si aggiunge anche la necessità di formare un numero congruo di nuovi medici di famiglia per permettere il tour over, per la Fimmg serve puntare sul potenziamento delle cure primarie. «In prospettiva chiediamo investimenti per la medicina generale - spiega il leader sindacale - puntando su team che permettano di dare una risposta efficace ai pazienti e, al contempo, aiutino il medico a coprire sia l'orario di lavoro sia le necessità legate modelli assistenziali richiesti». Scotti ricorda che la Fimmg ha lasciato il tavolo di contrattazione con la Sisac sul rinnovo della convenzione nazionale «perché, ad oggi, non si vede un progetto in grado di dare gli strumenti indispensabili alla medicina di famiglia. Manca un atto di indirizzo che abbia la volontà di affrontare il cambiamento. Io ho una responsabilità: devo salvare un modello di assistenza primaria. Ma devo anche salvare una categoria in sofferenza. Dobbiamo dare atto al ministro Giulia Grillo di averci invitato tempestivamente dopo la nostra richiesta di incontro. E chiediamo alle Regioni di fare altrettanto».