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News Italia

CORONAVIRUS: I primi contagi ai Mondiali militari di Wuhan a ottobre.

 medici-a-nerola thumb250 250Diecimila atleti hanno partecipato alla manifestazione dal 18 al 27 ottobre, a Wuhan. Sono tante le testimonianze di atleti che in quelle date, o dopo il ritorno in patria, furono colpiti da tosse, febbre insistente, debolezza. La delegazione italiana era composta da circa 200 persone tra atleti, staff tecnico e dirigenti accompagnatori, ma l'infezione ha colpito trasversalmente tutte le delegazioni. La prima testimonianza oggi sul sito francese Bfmtv un atleta transalpino che ha voluto rimanere anonimo ha raccontato di essersi ammalato con i sintomi del coronavirus (febbre, difficoltà respiratorie) poi sull' l'Equipe due pentatleti francesi Elodie Clouvel e Valentin Belaud "Siamo stati a Wuhan, poi ci siamo ammalati, lui ha saltato tre giorni di allenamenti, io ho avuto problemi mai avuti prima. E quando abbiamo parlato con un medico militare, ci ha detto: penso che l'abbiate già avuto perché gran parte della delegazione si è ammalata". Ma la testimonianza chiave è dell' olimpionico di spada Pechino 2008 Matteo Tagliariol, che ha raccontato la vicenda rendendosi conto dell'avvenuto quando la pandemia è esplosa, che ha avuto anche la famiglia infettata. "Quando siamo arrivati a Wuhan, quasi tutti ci siamo ammalati. Io ho avuto tosse, molta tosse. Valerio Aspromonte è stato a letto quasi tutto il tempo. In tanti hanno avuto febbre, anche se non altissima". Mentre la delegazione italiana conquistava medaglie, intorno nulla faceva pensare a un'emergenza, ricorda Matteo: "C'era qualcuno con la mascherina, ma come avevo già visto nelle trasferte cinesi. Nulla di più. L'unica cosa è che in infermeria non c'erano più nemmeno le aspirine, tutto finito, tanta era stata la richiesta di medicinali per tutti quelli che si erano ammalati". La ricaduta Per Tagliariol il peggio è arrivato al ritorno a casa. "Per una settimana sono stato benino, poi ho avuto la febbre altissima. Sono asmatico, ma il problema è lieve, e in quei giorni invece sentivo che non respiravo. Ho detto a Martina (Batini, la compagna, azzurra del fioretto): se vedi che non respiro bene, chiama l'ospedale". Il malanno non è passato nemmeno dopo una cura con gli antibiotici. "Nemmeno quelli hanno cambiato niente, alla fine sono stato ammalato tre settimane, sempre con tosse, molto debilitato. Alla fine sono guarito e si è ammalato Leo (il figlio, compirà 2 anni la prossima settimana), anche lui per tre settimane con una tosse impressionante. Ci hanno detto che aveva il broncospasmo, ma non si risolveva nemmeno con il Ventolin, poi si è ammalata anche Martina, mia moglie ma più lievemente. Quando si è cominciato a parlare del virus, senza nessuna competenza medica, mi sono detto: allora l'ho preso. Ho 37 anni, sono sportivo, sono stato davvero molto male rispetto ai miei standard".
La notizia cambia radicalmente la pianta della diffusione dell'infezione a livello mondiale quei 10000 tra atleti e accompagnatori ritornando nei loro paesi hanno diffuso la malattia in modo capillare nel mondo facendola circolare indisturbata e misconosciuta per mesi. Oltretutto l'entita' dell' infezione fa anche capire come in Cina i livelli di infezione fossero ben piu' alti di quelli dichiarati fin da ottobre .

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