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MEDICO SCOLASTICO, FIMMG sposa la proposta dell'Onorevole Lorenzin

 scuola 12 thumb250 250Medico scolastico, FIMMG sposa la proposta dell'Onorevole Lorenzin. Scotti: «La medicina di famiglia è pronta a fare la propria parte, gli strumenti contrattuali ci sono già»
«Sposiamo in pieno la proposta di Beatrice Lorenzin di istituire il medico scolastico, non solo per rispondere alle specifiche criticità legate all'emergenza Covid, ma anche per offrire una risposta sempre più efficace alle esigenze di salute delle comunità scolastiche». Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, commenta con favore il cambiamento auspicato dall'Onorevole Beatrice Lorenzin in qualità di responsabile del Forum Salute del Partito democratico. Per FIMMG quella del medico scolastico può essere infatti una figura chiave nel sistema del Territorio, funzionale alla gestione delle criticità annunciate per il prossimo autunno, ma anche particolarmente utile in una prospettiva di più ampio respiro, per offrire un contributo efficace nella gestione dell'igiene pubblica oltre che per sostenere la prevenzione e la salute dei ragazzi, soprattutto quelli con patologie croniche, nella scuola al di là della pandemia.
Sulla stessa linea del segretario generale Scotti anche le parole di Walter Marrocco, segretario provinciale per la medicina dei servizi FIMMG Roma: «Il medico scolastico - dice - può avere un ruolo centrale nel rispondere all'esigenza in "acuto" rispetto alle tematiche individuate nel documento sulla sicurezza della scuola in fase Covid stilato dall'Istituto Superiore di Sanità. Avere un referente medico nelle scuole e per le scuole - aggiunge - è essenziale nel coordinamento dell'azione anche per i medici di famiglia che potrebbero avere in carico quei pazienti».
Ma, come detto, la prospettiva è anche più ampia. I vantaggi in favore della salute degli studenti sono infatti legati anche alla possibilità di una gestione attenta delle "cronicità", fondamentale per i soggetti cronici, bambini o ragazzi, che ci sono nelle scuole nell'ottica della somministrazione delle terapie come richiesto da tempo da Cittadinanzattiva.
«Anche se pare che al momento nessuno lo ricordi - evidenziano Scotti e Marrocco - queste criticità possono essere risolte da figure contrattuali già previste dall'ACN della medicina generale. I medici dei servizi sono infatti la chiave, figure che oltretutto, in evoluzione del Decreto Balduzzi, rientrano anche nel ruolo unico della medicina generale».
FIMMG ribadisce come questi medici siano a tutti gli effetti Unità funzionali delle AFT, in stretto coordinamento con i medici di famiglia del territorio e delle comunità su cui ricade la scuola. «Per intervenire nell'immediato - concludono Scotti e Marrocco - basterebbe un provvedimento specifico, o si potrebbero addirittura usare i fondi già previsti dal Decreto Rilancio per il potenziamento dei medici convenzionati, strutturando delle Unità speciali di medicina dei servizi». Come le USCA di continuità assistenziale, le Unità di medicina di servizi sarebbero attive proprio nella gestione Covid e post Covid nel rapporto con le scuole. In questo modo si potrebbe mettere in pratica il ripristino di una funzione del Territorio scomparsa nel tempo per decisioni legislative, ma che oggi rivela invece tutta la sua nuova utilità.