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MEDICI E LOBBY : Il vice segretario nazionale Fimmg Bartoletti alla Gabanelli nessuna lobby ma gruppi dirigenti eletti, le lobby sono quelle che vogliono smantellare il presidio delle cure primarie (2)

 1586586808270.jpg-- thumb other250 250All'attenzione della dott.ssa Milena Gabanelli

Le scrivo in merito al paginone del Corsera del 20 settembre dal titolo, "La lobby che governa i medici di famiglia" sulla medicina generale e le sue ipotetiche lobby. Nessun intento polemico ma solo quello di fornirle una diversa e forse piu centrata, versione dello stato, certamente di crisi, in cui versa la medicina generale che, come lei ricorda, è il primo ed essenziale anello del sistema sanitario nazionale, quello che nasce per garantire a tutti , a prescindere dal luogo di residenza e condizione sociale, lo stesso accesso alle cure.
La medicina generale ha bisogno di essere aggiornata e potenziata non smantellata. Questo è il tema, ancor di più oggi che il Covid rallenta. E l'argomento merita una disamina scevra da pregiudizi. L'attacco del suo pezzo invece a me sembra il distillato di un tesi precostituita. Per esempio , anche la Commissione per diventare giornalisti è composta da giornalisti e sono gli stessi giornalisti a formare i giornalisti. Dunque che argomento è ? . Aggiungo, la Fimmg non è una corporazione, ma un sindacato e i medici di medicina generale hanno più sindacati. I giornalisti ne hanno solo uno, o anche la Fnsi è una corporazione? Ciò non toglie che il tema della formazione esista e che vada affrontato. Non abbiamo preclusione, iniziando magari, dalla equiparazione della borsa di studio. E' una battaglia che portiamo avanti da anni senza successo.
I medici di medicina generale non hanno lobby ma gruppi dirigenti eletti, le lobby sono quelle che vogliono smantellare il presidio delle cure primarie, perché saltato questo la privatizzazione del sistema , già in atto , come hanno denunciato Nerina Dirindin consulente del ministro Speranza e l'ex ministro della salute Rosy Bindi, non troverà più ostacoli. Ecco dove, a mio avviso, vanno cercate le "forze oscure" che difendono la zona grigia , il limbo del nostro ruolo. Quando il grande lenzuolo dell'emergenza Covid sarà sollevato si vedrà che la privatizzazione ha fatto passi da gigante. Lei cita i 235 milioni stanziati nel 2020 per dotare i medici di dispositivi. Le comunico che purtroppo non sono mai diventati realtà. E lo sa perché? Perché se la medicina generale fosse messa in condizione di fare quelle prestazioni, le stesse sarebbero sottratte al mercato privato. Per questo si è fermato tutto. Ecco io chiederei maggiore attenzioni quando si parla di medicina generale. Noi medici di medicina generale siamo oggi un impaccio alla privatizzazione del sistema , non esprimiamo un peso elettorale organizzato, siamo un ostacolo per la sanità immobiliare , noi non facciamo cantieri, curiamo solo le persone. Costruire case della salute invece è un grande affare. Dare alla farmacie la possibilità di fare i vaccini Covid 19 non ha portato risultati, al di là dei comunicati degli assessori, ma in compenso ha aperto un mercato e infatti ora si parla di far fare in farmacia anche il vaccino antinfluenzale. Nell'ultimo anno il farmacista ha modificato Leggi dello Stato, vaccinano aldilà delle proprie competenze e noi saremmo la lobby? Intendiamoci, le farmacie sono un presidio capillare, ed è un dato oggettivo,ma tutti evitano di ricordare che è interamente privato ed a carico del cittadino. E non è un presidio medico. In questi mesi nessuno ha ricordato che i tamponi possono essere fatti dal medico di famiglia senza pagare un euro. Fuori dal circuito era e sono a pagamento. Lo stesso sta accadendo con le case di cura private diventate centri covid e centri vaccinali, pur se non accreditate con il sistema sanitario. Oggi sono nel sistema e non ne usciranno più. I loro posti letto e di rianimazione sono sempre pieni, anche ora che l'epidemia va scemando, ma sono vuoti i reparti degli ospedali pubblici,. Nessuno lo dice ma è così. Questo il processo in atto, sotto gli occhi di tutti, ma nessuno lo denuncia.
E veniamo alle case della comunità, ex case della salute. Lei sa cosa sono? Lei sa quali funzioni dovranno avere? No, non lo sa perché non la sa nessuno. Ogni Regione avrà una sua rete, un suo modello ancora tutto da definire. Dicono sia di ispirazione portoghese o spagnola, dove, infatti, la medicina generale privata è esplosa. Quella pubblica si nasconde dietro centralini unici e punti di accoglienza, se vuoi il medico aspetti l'appuntamento, si chiama lista di attesa, fenomeno noto nel nostro paese per tutte le prestazioni specialistiche, dove infatti se la gente vuole in tempi rapidi una prestazione o va al pronto soccorso o se la paga. Oggi per andare dal medico di famiglia non esiste lista di attesa. Personalmente e come me molti colleghi, ci siamo comprati con i nostri soldi ecografi, piccoli laboratori, spirometri, elettrocardiografi, per avere la possibilità di curare meglio le persone. I nostri software ce li paghiamo da soli, non ci sono gare pubbliche per la medicina generale, appalti od appaltoni, contratti di manutenzione o di guardiania o pulizie. Concorsi per il personale. Centralini Unificati, numeri unici. Ce li paghiamo tutti di tasca nostra, per alcune voci, vedi segretarie, c'e' un contributo regionale, un terzo del costo. Che lobby scalcagnata siamo? La lobby coi soldi nostri. Il mirabolante PNRR, invece, nella miglior tradizione italiota, evoca scenari piu' familiari alla nostra politica. Per i cittadini se attuato nella misura prevista desertificherà intere aree di questo paese fatto di comuni. Le persone anziane dovranno recarsi in un luogo distante, dovranno farsi accompagnare. Non avranno più il loro medico ma quello di turno. Non avranno più servizi ma meno e più lontani. Certo ci saranno meravigliose strutture assistenziali a gestione infermieristica (per ora) dove parcheggiare gli anziani, mirabolanti servizi domiciliari, efficienti centraloni con intelligenza artificiale. E, soprattutto ci saranno gare miliardarie. Già si è scatenata la corsa per accaparrarsi la gestione di una o piu' case di comunità da parte di gruppi privati, la gestione di studi medici sempre da parte di privati, vedi nel Veneto con il gruppo Hippocrates, le grandi catene di farmacie stanno rastrellando immobili. Le cliniche private anche hanno i loro interessi, ovviamente.
Lei dunque invita i medici ad andare a lavorare dove esattamente ? A fare che? Sotto padrone? E si illude che il padrone sia pubblico? Il pubblico paga il privato gestisce, modello Confindustria 1992. E a quel punto secondo Lei il servizio a cosa risponderà? A logiche dettate dal rapporto di fiducia od a logiche di gestione aziendale? Cita gli ospedalieri, dunque anche i medici di medicina generale potranno far l'intramoenia cioè la sanita a pagamento? Le Case della salute seguono il processo di centralizzazione dei servizi che ha portato via banche edicole, informazione da comuni piccoli e grandi. I giornali non seguono più le aree provinciali. Migliaia di comuni sono terra di nessuno , senza informazione senza bancomat e domani anche senza medico. La discussione è come evitare tutto ciò.
Come lobby valiamo poco, le assicuro, forse meno dei giornalisti. Noi siamo in studio non le ore che dice il contratto nazionale ma in base alle funzioni previste dai contratti integrativi regionali e non si chiude fino a che ci sono persone in sala d'attesa o domiciliari da fare. Non c'è' un cartellino ma c'è' una persona che ha bisogno. Infine: ogni categoria professionale ha una componente negativa, noi non facciamo eccezione. E' una minoranza, ma esiste, come tra i giornalisti. Ecco, La invito , cordialmente ad aiutarci a non smantellare il sistema della medicina generale senza restare dietro le sbarre del pregiudizio. Lei è una grande professionista faccia un passo avanti. Nel suo viaggio nella medicina generale qualche volta interpelli anche noi..
Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale Fimmg