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BOLOGNA, bimba di un mese muore di pertosse. I medici: "Assurdo"

vaccini-pertosse(Repubblica) di Caterina Giusberti BOLOGNA - Una bambina di neanche un mese è morta di pertosse al Sant'Orsola, domenica scorsa. La piccola, che aveva 28 giorni quando è arrivata in pronto soccorso, è stata ricoverata prima in neonatologia e poi in malattie infettive. Ma la situazione è precipitata, finché domenica mattina la neonata è deceduta.
"La pertosse era stata praticamente debellata grazie alle vaccinazioni – spiega la direttrice di microbiologia del Sant'Orsola, Maria Paola Landini –, siamo tutti rimasti sconvolti. Il caso di quella bambina è drammatico: la pertosse se inizia a girare va anche a colpire bambini piccoli, anziani, malati di altre patologie. Ci tengo a ribadire il concetto: vaccinarsi non serve solo a proteggersi, è un atto di responsabilità sociale". La pertosse non rientra nelle vaccinazioni obbligatorie in Italia, ma in quelle raccomandate a partire dai due mesi di età, come il morbillo e la rosolia. La bimba morta domenica scorsa non era ancora in età da vaccino ed era dunque potenzialmente esposta alla malattia. Era stata ricoverata in ospedale mercoledì, con quella che sembrava una semplice bronchite, poi quando i sintomi respiratori si sono aggravati è stata spostata in terapia intensiva, dove gli sforzi dei medici non sono bastati a salvarla. Giacomo Faldella, primario di neonatologia con 38 anni di professione alle spalle, non se ne fa una ragione: «E' la prima volta che mi capita un caso come questo – dice - la verità è che anche qui in Emilia-Romagna stiamo tornando indietro rispetto a un percorso di civilizzazione che è stato lungo e difficile». Quello delle vaccinazioni contro le malattie infettive. "La pertosse è una malattia fastidiosa per chiunque, ma non pericolosa. Nel bambino piccolo invece è potenzialmente letale". Nella fascia di età sotto i sei mesi, spiega, comporta una ospedalizzazione nell'80% dei casi, in un caso su quattro si complica con una polmonite batterica, il 5% dei piccoli pazienti ha un risentimento neurologico, l'1% muore: "E questo è intollerabile. Scegliere di non vaccinare i propri figli è un abuso di libertà. Ma anche in termini egoistici e individuali è una scommessa, perché se la maggior parte della popolazione è vaccinata un obiettore non corre troppi rischi, mentre se cresce la quota di bimbi non vaccinati cala l'immunità di gregge".
Faldella fa un appello: "Quello che la gente deve capire, dopo quello che è successo, è che non esiste dubbio in rapporto al vantaggio tra un vaccino e una malattia: i rischi legati al vaccino sono mille volte inferiori". Nel 2014 in Emilia Romagna è stato vaccinato contro la pertosse il 94,44% dei bambini
(la media nazionale è 94,58), contro il 95,8% dell'anno precedente (media nazionale 95,5%). Nello stesso periodo, sempre qui, la copertura dalla difterite è passata dal 96 al 94,7%. Variazioni che preoccupano molto l'assessore regionale Sergio Venturi: "C'è la possibilità che alcuni virus ritornino, non c'è nessun dubbio. Stiamo facendo un monitoraggio sul territorio per capire le aree in cui sono più in calo le vaccinazioni".

TRIENNIO DI FORMAZIONE: Fimmg, bene il decreto ora riapertura iscrizioni e spostamento data del concorso

triennio44 thumb large300 300«Definire anche lo spostamento della data del concorso per l'accesso al corso in medicina generale, che deve essere tenuto contemporaneamente al concorso per la specialistica per evitare la perdita di posti del corso di formazione, come già accaduto negli anni scorsi, con la conseguente riduzione del numero di professionisti formati in medicina generale, la perdita delle borse di studio non assegnate e il ritardo nell'avvio delle attività didattiche». Queste le richieste della fimmg per bocca del segretario Scotti che commenta l'uscita del Decreto del Ministero sulla possibilta' di partecipare la concorso del triennio anche per i non abiltati .
«E' indispensabile che si dia già da subito immediato seguito al decreto con la riapertura, da parte della Regioni, dei termini per la presentazione delle domande per la partecipazione al concorso di accesso alla formazione in medicina generale per il prossimo triennio." Continua Scotti "Questo eviterà, come Fimmg sottolinea da tempo, il nascere di contenziosi».
Soddisfatta anche il segretario nazionale di Fimmg Formazione, Noemi Lopes.
«Questo decreto è un passo avanti importante soprattutto per i giovani medici ai fini del ricambio generazionale l'accesso rapido alla professione è un aspetto cardine per sostenere il Ssn. Il provvedimento consentirà un accesso più rapido alla professione, ossia un anno prima rispetto al passato. Ora auspichiamo anche un aumento delle borse di studio in medicina generale, riaprendo i termini della domanda, per equilibrare la forte carenza di Mmg».

CONSIGIO NAZIONALE FIMMG :Mozione del 17 giugno 2017,

congressofimmglastIl Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 17 giugno 2017, presso l'Hotel Sheraton Roma, via del Pattinaggio 100, ascoltata la relazione del segretario generale nazionale

la approva.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

ribadisce

la necessità di definire al più presto un nuovo atto di indirizzo e una rapida riapertura della attività contrattuale che porti ad una programmazione seria e di largo respiro.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG.

sottolinea

che il nuovo ACN non rappresenta una semplice questione di rinnovo economico atteso da più di 6 anni ma soprattutto l'occasione per porre le basi per una evoluzione positiva della medicina generale e delle cure territoriali che contenga obiettivi di miglioramento della capacità assistenziale misurabili e conseguentemente premiabili nell'interesse dei medici di famiglia, delle varie componenti professionali e soprattutto dei cittadini italiani come testimoniato dalla partecipazione di Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato alla Segreteria Generale congiunta FIMMG, FIMP, SUMAI del 16 giugno.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

chiede con fermezza

interventi legislativi che pongano rimedio alla poca attenzione data al ricambio generazionale della medicina generale e che ne riconoscano il valore in termini di opportunità professionali ed economiche. Considerato che il Decreto del Ministero della Salute consente ai laureati non ancora abilitati di poter partecipare al concorso nazionale per l'ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale chiede l'immediato raddoppio del numero delle borse di studio ed adeguato finanziamento per il corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2017- 2019 e per tutto l'ulteriore tempo necessario a garantire il ricambio generazionale.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

lancia

una proposta al mondo universitario per lavorare insieme, partendo dai presupposti legislativi in essere, per garantire un percorso accademico che salvaguardi le peculiarità formative della medicina generale acquisite in anni di esperienza che hanno reso disponibili eccellenze in termini di didattica e di organizzazione tale da integrare le potenzialità accademiche con quella della medicina generale.

il Consiglio Nazionale della FIMMG

chiede

al Ministro della Salute che vengano riaperti i termini per la presentazione della domanda e che la data della prova sia posticipata, vista anche la disponibilità già espressa in tal senso dalle regioni.

il Consiglio Nazionale della FIMMG

evidenzia

che la partecipazione attiva della Medicina Generale nella presa in carico del paziente da sottoporre alle campagne vaccinali rimane una soluzione che può recuperare, nella comunicazione delle necessità di un obbligo finalizzato alle coperture, il diritto del cittadino alla giusta e completa informazione, per di più fiduciaria, rispetto a questa pratica.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

ritiene necessario

che venga posta fine all'antistorica e pretestuosa limitazione della possibilità da parte dei mmg di prescrivere i farmaci innovativi vista la comprovata capacità clinica della medicina di famiglia, dando la possibilità al medico di famiglia di essere l'attore protagonista della risposta terapeutica migliore per le aspettative di qualità di vita e sopravvivenza del paziente.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

respinge

il tentativo, attraverso il ddl di Riforma degli Ordini, di marginalizzare la professione medica con atti che non rispondono completamente ai bisogni di salute dei cittadini confondendo attività tecniche con le attività più propriamente professionali che necessitano di una regolamentazione etico deontologica in ragione del rapporto fiduciario che si instaura con il cittadino, e da mandato al Segretario Generale Nazionale di interagire con tutti i Presidenti degli Ordini su tali posizioni.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

Chiede

che il Parlamento avvii un confronto con i medici e si impegni ad una profonda modifica al fine di ridare alle Istituzioni Ordinistiche un ruolo essenziale nel governo delle professioni titolari di rapporto fiduciari con i cittadini e garantire una migliore qualità assistenziale.

TRIENNIO DI FORMAZIONE: in Gazzetta il decreto che permette l'iscrizione al concorso senza l'abilitazione

concorso thumb other250 250E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 135 del 13.06.17 il decreto del ministero della Salute del 7 giugno 2017 , recante « ondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale» Ovvero la modifica per cui per l'iscrizione al concorso per il triennio di formazione non occorra l'abilitazione all'esercizio della professione. Ma che lo stesso requisito è fondamentale all'atto dell'iscrizione al corso .
Ecco il testo:
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(Decreto del Ministero della Salute, 7 giugno 2017)
IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, di attuazione della direttiva 93/16/CEE, in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli, come modificato dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 277, di attuazione della direttiva 2001/19/CE;
Visto, in particolare l'art. 25, comma 2, del citato decreto legislativo n. 368 del 1999, e successive modificazioni, il quale dispone che le regioni e le province autonome emanano ogni anno, entro il 28 febbraio, i bandi di concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale, in conformità ai principi fondamentali definiti dal Ministero della salute, per la disciplina unitaria del sistema;
Visto il decreto del Ministro della salute 7 marzo 2006, concernente i principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 13 marzo 2006 - Serie generale - n. 60, in attuazione dell'art. 25, comma 2, del citato decreto legislativo n. 368 del 1999, e successive modificazioni;
Visto, in particolare, l'art. 5 del predetto decreto 7 marzo 2006, il quale prevede che «La partecipazione al concorso ed al relativo corso triennale è riservata ai cittadini italiani e comunitari, laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo albo professionale. Tutti i requisiti devono essere posseduti entro la data della presentazione della domanda di partecipazione al concorso. Per i cittadini comunitari dell'Unione europea è considerata valida l'iscrizione al corrispondente dell'albo di ogni Paese dell'Unione europea, fermo restando l'obbligo di iscrizione all'albo in Italia prima dell'inizio del corso di formazione»;
Visto l'art. 6, comma 2, lettera c), del richiamato decreto ministeriale 7 marzo 2006, che richiede, ai fini della presentazione della domanda per la partecipazione al concorso di formazione specifica in medicina generale, l'iscrizione all'albo professionale; Considerato che il requisito richiesto, al momento della presentazione delle domande di partecipazione al concorso per l'ammissione ai corsi triennali di formazione specifica in medicina generale, del possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione e dell'iscrizione al relativo albo professionale, non è previsto nè dalla direttiva 93/16/CEE, nè dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, di attuazione;
Considerato che il predetto requisito è stato oggetto di contenzioso dell'ultimo concorso relativo al triennio 2016/2019;
Tenuto conto, peraltro, che per l'accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia il requisito dell'abilitazione, ove non ancora posseduto al momento della presentazione della domanda, è richiesto entro la data di inizio delle attività didattiche;
Vista la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sezione terza-quater, n. 5994 del 21 aprile 2017, che ha disposto l'annullamento dell'art. 5 del predetto decreto 7 marzo 2006;
Considerate, pertanto, le esigenze di funzionalità, al fine di scongiurare disparità di trattamento e non pregiudicare ai soggetti interessati, in attesa del conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione e dell'iscrizione al relativo albo professionale, di poter partecipare al concorso per l'ammissione ai corsi triennali di formazione specifica in medicina generale; Tenuto conto della necessità di ottemperare a quanto disposto dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, Sezione terza-quater con la citata sentenza n. 5994/2017, apportando le opportune modifiche al citato decreto ministeriale 7 marzo 2006, nella parte de qua;
Vista la nota prot. 18582 del 5 giugno 2017, con la quale il Coordinamento della Commissione salute rappresenta che, alla luce della citata sentenza, le regioni stanno ricevendo domande di partecipazione al concorso per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2017/2020, da parte di medici che otterranno l'abilitazione e l'iscrizione al relativo albo professionale in data successiva alla scadenza del medesimo bando; Ritenuto, alla luce di quanto sopra premesso, di dover procedere ad una modifica degli articoli 5 e 6 del decreto del Ministro della salute 7 marzo 2006;
Decreta:
1. Al decreto del Ministro della salute 7 marzo 2006, sono apportate le seguenti modifiche:
«a) all'art. 5 (Requisiti generali di ammissione al concorso) comma 1, le parole da ", abilitati all'esercizio" fino alle parole "di partecipazione al concorso." sono sostituite dalle seguenti: ". I requisiti di abilitazione all'esercizio della professione e di iscrizione al relativo albo professionale devono essere posseduti entro l'inizio del corso triennale di formazione.";
b) all'art. 6 (Domanda e termine di presentazione) comma 2, la lettera c) è soppressa.».
Il presente decreto sarà inviato agli organi di controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

VACCINI: sindacati, ruolo medici e pediatri famiglia sia in contratto

vaccini2 thumb large300 300Roma (AdnKronos Salute) - Chiarire e valorizzare, a livello contrattale, il ruolo dei medici di famiglia e dei pediatri nella gestione delle vaccinazioni, dalla consulenza ai pazienti alla partecipazione all'anagrafe vaccinale. È' quanto chiedono i sindacati dei medici del territorio Fimmg (medici di famiglia), Fimp (pediatri), Sumai (specialisti ambulatoriali), riuniti oggi in assembla congiunta a Roma per chiedere, al più presto, un nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione."Quello che si rivendica - ha spiegato Giampietro Chiamenti, presidente Fimp - e' che venga valorizzato il ruolo nella catena di erogazione del vaccino. La capacità e la possibilità del medico di fiducia di prendere in carico il paziente nell'iter vaccinale"."Il tema deve entrare nell'atto di indirizzo - ha aggiunto Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg - serve mettere in connessione l'intero sistema per quanto riguarda i vaccini. Vogliamo avere un ruolo di presa in carico, ma ciò deve avere coerenza con la convenzione. Sia dato seguito a ciò che viene accennato nei Lea, dove al medico di famiglia viene dato un ruolo che, però, oggi non ha riscontro nel contratto".

FIMMG-FIMP-SUMAI : in assemblea congiunta a Roma, serve al più presto un nuovo Atto di indirizzo

segrcongiuntaE' necessario definire al più presto un nuovo Atto d'indirizzo e che ci sia una rapida riapertura della stagione contrattuale dell'area convenzionata. A chiederlo FIMMG-FIMP e SUMAI ASSOPROF che hanno convocato oggi a Roma un'Assemblea congiunta.
"Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali hanno sostenuto l'assistenza territoriale nella carenza di mezzi, strumenti e altre collaborazioni professionali e non, facendosi carico dei bisogni espressi da una collettività sempre più in sofferenza – dichiarano Silvestro Scotti segretario nazionale FIMMG, Giampietro Chiamenti presidente FIMP e Antonio Magi segretario SUMAI Assoprof – Non si può rimandare ancora e non si può aspettare oltre per noi e per i nostri pazienti. Gli atti messi in campo dal governo per rispondere alle necessità della popolazione, (i nuovi Lea, il piano vaccinale, il piano della cronicità) e quelli fatti verso i professionisti (legge sulla responsabilità professionale, sblocco economico da parte della Corte Costituzionale, risorse finanziare in leggi e norme competenti, legge Madia, combinato disposto dell'ultima finanziaria e il DM70 su integrazione Ospedale territorio, contestualità del rinnovo contrattuale dell'area dei dipendenti) chiedono una discussione attenta che porti programmazione seria e di largo respiro, coerente tra gli attori, uguali professionalmente ma diversi contrattualmente" proseguono Scotti, Chiamenti e Magi. Per le organizzazioni più rappresentative della medicina convenzionata il nuovo ACN non rappresenta una semplice questione di rinnovo economico atteso da più di 6 anni, ma è soprattutto l'occasione per porre le basi per un'evoluzione positiva di tutta la medicina territoriale nelle sue varie componenti professionali. In questi ultimi 5 anni, dall'entrata in vigore della "Legge Balduzzi", molto è cambiato nel nostro Paese. E' cambiata la composizione della popolazione, che è sempre più vecchia e per fortuna più longeva, ma anche sempre più interessata da malattie croniche. Non si può inoltre dimenticare la sempre maggiore necessità di pianificare interventi di prevenzione. Le risorse economiche sono sempre più ridotte. Quindi si rende necessario, per la sostenibilità del sistema, ripensare l'offerta di assistenza e si evidenzia la necessità di riservare all'ospedale la grande acuzie e l'alta specializzazione lasciando al territorio la presa in carico delle cronicità e la gestione delle patologie acute a bassa intensità di cura. Questo si è cercato di realizzare con la diminuzione dei posti letto (oggi in Italia il rapporto posti letto/cittadini è tra i più bassi d'Europa) ma senza la necessaria e conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Contemporaneamente non si è strutturato nulla di organico nel territorio che potesse dare risposte efficaci alla piccola acuzie e alla cronicità, se non esperimenti a macchia di leopardo i cui indicatori di efficacia ed efficienza quasi mai sono stati resi pubblici e forse nemmeno studiati. "Devono essere definite le specificità di tutti i protagonisti dell'erogazione dell'assistenza per favorire l'integrazione che renda possibile un modello d'intensità assistenziale che, nella chiarezza di rapporti e funzioni, possa essere appropriato e sostenibile e che contenga obiettivi di miglioramento della capacità assistenziale misurabili e conseguentemente premiabili – proseguono i leader di FIMMG, FIMP e SUMAI - . Inoltre è centrale il tema della carenza di medici, sia dei medici di medicina generale, sia dei pediatri che degli specialisti ambulatoriali. Per questo bisogna rivedere e garantire i modelli di accesso al ruolo di convenzionato, fare maggiori investimenti formativi e aumentare i numeri in maniera coerente ai modelli assistenziali e non alle necessità di chi forma". Per FIMMG, FIMP e SUMAI questa è una opportunità unica e difficilmente ripetibile per evitare il disastro assistenziale verso cui corre il Paese e cioè il decadimento e la scomparsa del Servizio Sanitario Nazionale. Per fare questo non è sufficiente "aggiungere virgole" ma bisogna usare parole chiare, forti, inequivocabili che permettano soprattutto ai cittadini di comprendere qual è il modello di assistenza territoriale che la politica vuole offrire loro. I tre sindacati di categoria ritengono decisivo questo momento storico e hanno concordato sulla necessità di effettuare questo nuovo percorso, condividendolo con chi rappresenta la parte più fragile dei nostri pazienti, ma insieme, sul tema salute, anche la cittadinanza. Per questo motivo, alle Segreterie Nazionali congiunte si è deciso di invitare all'Assemblea congiunta CittadinanzAttiva – Tribunale dei diritti del malato in modo che faccia da testimone e da stimolo, ma anche da giudice se sarà necessario, al confronto tra la volontà ferma dei medici del territorio e le risposte della politica di questo paese. È necessario che si apra una nuova stagione di programmazione delle cure primarie che risponda a nuove necessità assistenziali, non mortificando più le professionalità che la medicina convenzionata da sempre esprime e che fino ad oggi ha permesso prestazioni di qualità a garanzia di un Ssn universale gratuito ed equo.

IL TESTO DELLA MOZIONE CONGIUNTA