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LEGALIZZAZIONE CANNABIS: Ministro Salute Grillo siamo a favore, ma non è nel programma governo

cannabis"Faccio parte di un gruppo politico che la scorsa legislatura ha sottoscritto una legge sulla liberalizzazione della canapa, noi abbiamo una visione molto di apertura. Certo, possiamo regolamentare in modo diverso". lo dice il ministro della Salute Giulia Grillo in un'intervista a Vanity Fair, tornando sul parere del Consiglio Superiore di Sanita' sui 'cannabis shop', specificando che "non sta nel programma di governo", ma "non significa tuttavia che non se ne puo' parlare
tornando sul parere del Consiglio Superiore di Sanita' sui 'cannabis shop', specificando che "non sta nel programma di governo", ma "non significa tuttavia che non se ne puo' parlare.

CARENZA MEDICI: La Fnomceo alla Fiaso: "No al task shifting, investiamo sui medici".

medici-701x467Aumentare sin da subito le borse per le specializzazioni e gli accessi al corso per la medicina generale, utilizzando i quaranta milioni di euro appositamente individuati dagli obiettivi di piano. Accogliere la proposta, già avanzata dall'Anaao, di far operare negli ospedali gli iscritti all'ultimo anno di specializzazione. Avviare con urgenza la gestione della cronicità, secondo il Piano nazionale, potenziando il territorio e consentendo, tramite contrattazione collettiva, ai medici di medicina generale di offrire negli ambulatori prestazioni diagnostiche di primo livello. Sono queste le possibili soluzioni alla carenza di specialisti nel Servizio sanitario Nazionale portate dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), per voce del Segretario, Roberto Monaco, questa mattina a Roma al convegno della Fiaso (la Federazione italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere) su "Politiche del personale e modelli organizzativi". Un secco no, invece, ha ribadito la Fnomceo ad ogni forma di task shifting, di trasferimento di competenze ad altri professionisti sanitari, che finirebbe per abbassare la qualità dell'assistenza. Una carenza, quella degli specialisti nel Servizio sanitario nazionale, più volte annunciata dalla Fnomceo e dai Sindacati Medici e che assume ora, secondo la ricerca presentata questa mattina dalla Fiaso, profili allarmanti: saranno infatti 11.800 gli specialisti che, nel pubblico, mancheranno all'appello nei prossimi cinque anni, soprattutto epidemiologi, patologi clinici, internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e riabilitatori. E questo anche nel caso di uno sblocco completo del turn- over, perché non ci saranno abbastanza specialisti per sostituire i 54mila medici che andranno in pensione. "Tanti colleghi stanno lasciando il Servizio sanitario nazionale anche prima del pensionamento, che comunque avviene in età sempre più avanzata, come testimoniato da una nostra recente campagna di comunicazione, "Sanità senza medici", che denunciava appunto lo scenario di un sistema con sempre meno professionisti, sempre più anziani – ha affermato Monaco -. L'unica soluzione possibile è di tipo sistemico, aumentando il numero delle borse e degli accessi al corso di Medicina Generale. Se infatti ogni anno si laureano 8000 medici e i posti nelle scuole sono 7000, restano fuori mille colleghi, che però si sommano a quelli rimasti esclusi negli anni precedenti, e vanno ad alimentare in maniera esponenziale il limbo degli inoccupati. E tra poco arriverà l'onda lunga degli immatricolati nel 2013/2014, anno in cui per una serie di ricorsi saltò la programmazione". "Dobbiamo però mettere in atto anche soluzioni concrete per far fronte all'emergenza – ha continuato Monaco -. Una buona proposta può essere quella dell'Anaao, far lavorare negli ospedali gli specializzandi dell'ultimo anno. È necessario anche sbloccare la contrattazione dei Medici di Medicina Generale, prevedendo negli accordi la possibilità di fare esami diagnostici, alleggerendo così gli ospedali dalla gestione della cronicità".
"C'è poi un terzo versante, oltre a quelli organizzativi sistemico ed emergenziale: quello etico, che coincide con la reputazione del Servizio sanitario nazionale – ha concluso -. I professionisti se ne vanno quando sono demotivati, quando vedono che le cose non funzionano. Non si può risparmiare sulla pelle dei professionisti:a farne le spese sarebbe l'intero Servizio Sanitario Nazionale e, in ultimo, i cittadini, soprattutto quelli che non possono permettersi di pagare le cure. Il Servizio Sanitario Nazionale deve generare equità, non essere fonte di disuguaglianze".

SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: Pubblicato dal MIUR il decreto con la distribuzione dei 6.934 contratti

concorsomedici thumb other250 250Ecco la distribuzione nazionale dei 6.934 contratti di specializzazione messia bando il prossimo 17 Maggio 2018 Di questi, 6.200 sono finanziati con risorse statali + 95 dell'anno scorso, 640 con fondi regionali +141 rispetto allo scorso anno accademico, 94 con risorse di altri enti pubblici e/o privati + 23 rispetto allo socrso anno. 194 sono previsti per i medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (210 i posti dello scorso anno), 29 i posti alle esigenze del Ministero della Difesa (erano 21 nel 2016/2017) e 7 quelli a disposizione della Polizia di Stato (a fronte dei 4 dello scorso anno). Contestualmente al decreto sono stati pubblicati anche i requisiti specifici dei contratti aggiuntivi, che i candidati dovranno comunicare, accedendo alla propria pagina personale, entro il 18 luglio 2018.

IL TESTO DEL BANDO

IL NUMERO DI POSTI

I REQUISTI SPECIFICI

ACN: Si del Garante alle norme per gli scioperi formulati nel nuovo accordo collettivo nazionale

scioperomedici thumb250 250Il Garante agli scioperi ha dato via libera alle regole approvate nel nuovo ACN per la medicna Generale in fase di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il testo regolamenta le modalità e le procedure che devono essere tenute negli scioperi per la Medicina Generale e i periodi in cui non puo' essere dichiarato. Inoltre regolamenta anche le modalita' di partecipazione e di non adesione

IL TESTO DELLA DELIBERA DEL GARANTE


LE NUOVE NORME DELL'ACN

CARENZA MEDICI: Medici estinti entro 8 anni, infermieri potrebbero sostituirli in compiti organizzativi. L'indagine Fiaso

infermieriessDOCTOR 33- (Mauro Miserendino) Si cercano anestesisti, chirurghi, pediatri. Ma a mancare sono i medici "organizzatori", gli igienisti, quelli che si specializzano nei servizi e vanno a fare i direttori sanitari o di distretto Asl. Questi medici potrebbero essere in futuro inesorabilmente sostituiti da infermieri. Lo ventila la Fiaso, la federazione delle aziende sanitarie, nella figura del Presidente Carlo Ripa di Meana, ma anche nel direttore generale Ausl Mo Massimo Annichiarico. Il concetto è semplice, lo dice un'indagine Fiaso presentata a Roma oggi: anche se per ogni medico che si pensiona da adesso ne entrasse uno nuovo in convenzione o dipendente del servizio sanitario pubblico, nei prossimi cinque anni mancheranno 11.800 medici. Questo perché lasceranno il servizio oltre 54 mila, di questi il 35% prima di raggiungere il limite d'età, o perché si prepensiona o per andare nel privato. Le carenze maggiori si stanno già ora registrando per igienisti, patologi clinici, internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e riabilitatori. Considerando una ripresa dei diplomati dall'attuale media di 5000-5500 ai 6600-6800 che usciranno dal 2020, tra quest'anno e il 2022 avremo comunque 11.800 medici in meno di quelli necessari a sostituire chi ha lasciato il proprio posto. E il gap maggiore si avrà per Igiene pubblica (- 2.670) medicina interna (-1.638), medicina d'urgenza (-1.080) e chirurgia generale (-1.039). Questo ferma restando l'emorragia dei medici di famiglia. Tanto da far dire a Carlo Ripa di Meana a un incontro in Bocconi, che «inesorabilmente, un certo tipo di cultura sarà diretto da altre figure, e se - in un paese in pieno boom delle cronicità - parte della responsabilità si poserà sulla medicina generale, dobbiamo considerare che nei concorsi non mancano gli infermieri». Più esplicito Annichiarico: «E' ora possibile disporre di diverse professioni in sanità, e di ragionare diversamente: deve per forza essere un medico ad occuparsi di organizzazione?»
Secondo l'indagine presentata a Roma, svolta su un campione ampio di 91 aziende -il 44% di quelle operanti nel Ssn- a seguito dell'insufficiente turnover di questi anni abbiamo i medici più anziani d'Europa, il 51% ha superato i 55 anni, contro il 40% dei medici francesi e tedeschi e il 10% degli inglesi. Dal 2012 al 2017 hanno lasciato il servizio 24.651 dirigenti medici, in media circa 4.100 cessazioni l'anno. Se del campione nel 2012 erano in 422 gli over 65 (età pensionabile per molti), nel 2017 erano saliti a 2.087. Le proiezioni Fiaso da qui al 2025 dicono che 40.253 medici tra dipendenza e convenzione compiranno i 65 anni ma considerando che questa cifra potrebbe essere il 65% di un insieme più ampio si arriva al timore che vadano via in oltre 54 mila. A fronte degli ingressi anzidetti. Le criticità non sono dove si legge spesso sui media. Nei prossimi 8 anni a estinguersi non saranno i medici di famiglia, ma quelli dei servizi sanitari di base si estingueranno, gli igienisti si ridurranno del 93% e i patologi clinici dell'81. Internisti, chirurghi, psichiatri, nefrologi e fisiatri si ridurranno a loro volta di oltre la metà, ma il maggior numero di addii si avrà tra gli anestesisti: lasceranno in 4.715. Ripa Di Meana sottolinea nell'incontro romano che i numeri Fiaso devono rappresentare uno stimolo a innovare i modelli organizzativi. «Ad esempio valorizzando maggiormente figure della dirigenza, inclusa quella proveniente dal comparto. O modelli di integrazione tra pediatri e medici di medicina generale da un lato e ospedalieri dall'altro. Oppure potenziando il raccordo tra specialisti ambulatoriali e gli stessi medici ospedalieri coinvolti in nuovi percorsi di carriera che valorizzino le professionalità». Altre soluzioni organizzative: lo sviluppo dei reparti basati sull'intensità di cura e complessità assistenziale per la gestione di cronici e post-acuti; l'investimento in nuove figure professionali che arricchiscano il middle management come l'ingegnere gestionale o biomedico; il pieno coinvolgimento dei mmg nel sistema di continuità assistenziale; contratti ad hoc per i medici che prolunghino l'attività fino a 70 anni, prevedendo il superamento del limite contributivo di 40 anni; la definizione di una lista di attività che potrebbero essere svolte dal medico in formazione specialistica; contratti per i medici che non accedono alle scuole di specializzazione, con percorsi protetti da sistemi di tutoraggio e formazione in Azienda; inserimento di medici neo-laureati non specializzati per la gestione di pazienti post-acuti.
Getta acqua sul fuoco Sergio Venturi, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità e assessore della Regione Emilia-Romagna. «Le Regioni sono da mesi a lavoro con il ministero della Salute e il ministero dell'Istruzione, università e ricerca per ampliare il numero delle borse di studio dei medici specializzandi e per prime hanno denunciato i pericoli legati a una carenza di personale sanitario soprattutto nei pronto soccorso. Inoltre le aziende sanitarie e ospedaliere sanno bene gli sforzi che le singole Regioni stanno facendo per finanziare con risorse proprie ulteriori borse di studio. L'auspicio» ha concluso Venturi «è che il sistema della sanità pubblica si muova all''unisono in uno spirito di collaborazione istituzionale, approccio sicuramente preferibile all'allarmismo».

FARMACI INNOVATIVI: Anelli (Fnomceo): "Confermare il fondo, aprire la prescrizione a tutti i medici"

farmacicostosi"È un peccato che il fondo per i farmaci innovativi non sia stato completamente utilizzato. I farmaci innovativi oggi sono veramente in grado di dare risposte alle malattie, di cambiare in meglio – in termini qualitativi e quantitativi - l'esistenza dei pazienti e delle loro famiglie e di produrre un avanzamento sociale ed economico del paese".
Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) commenta, a margine dell'Assemblea di Farmindustria tenutasi oggi a Roma, le affermazioni del presidente Massimo Scaccabarozzi che, nella sua relazione, ha chiesto che i fondi per i farmaci innovativi, stanziati dal precedente Governo, vengano confermati per il 2018 e siano, questa volta, pienamente utilizzati. Degli 1,5 miliardi di euro destinati ai medicinali oncologici e del miliardo per gli anti-epatite C sarebbero avanzati, infatti, secondo quanto già denunciato ad aprile da Cittadinanzattiva, circa 350 milioni di euro, con profonde difformità regionali.
"Le differenze macroscopiche nell'utilizzo del fondo da parte delle diverse Regioni – continua Anelli -. potrebbero essere indice di una difformità nell'accesso dei cittadini alle cure, e questo ci preoccupa:proprio per la straordinaria capacità di questi farmaci di far guadagnare salute, tutti i pazienti per i quali sono indicati devono accedervi con facilità"
"Ci associamo dunque all'appello di Scaccabarozzi perché il fondo sia confermato e perché siano create le condizioni per il suo pieno utilizzo – afferma ancora Anelli –. Chiediamo inoltre che i residui del 2017 si sommino ai fondi del 2018, non potendo essere utilizzati per altre finalità. Ma andiamo anche oltre: sempre per facilitare l'accesso e la partecipazione informata dei cittadini, proponiamo di aprire la prescrizione dei farmaci innovativi a tutti i medici, anche a quelli di Medicina Generale, e non solo ai Centri indicati dal Ministero, che sono tra l'altro stati ridotti di numero senza incrementarne risorse e personale".
"In quanto alle ipotesi, riemerse ancora nel dibattito di questa mattina, di potenziare l'uso dei farmaci non coperti da brevetto, anche secondo meccanismi di equivalenza terapeutica, ricordiamo, ancora una volta, che nessun sistema sanitario può produrre salute se a decidere sono algoritmi che mirano a un mero risparmio economicistico – commenta il presidente Fnomceo - . Solo il medico può conoscere e prescrivere il farmaco più appropriato per il suo paziente, sia esso un generico, un biosimilare, un originator, un innovativo. A livello più alto, solo coinvolgendo i medici nelle politiche di governance della farmaceutica si potrà generare un vero risparmio sui costi insieme a un guadagno in termini di salute".
"Proponiamo di istituire, sempre presso il Ministero della Salute, un Tavolo di Lavoro sulla Farmaceutica, e in particolare sui medicinali innovativi, che coinvolga anche i medici e gli altri professionisti della sanità – conclude Anelli -, per fissare obiettivi di Salute e non di mera quadratura dei bilanci, in modo da utilizzare i fondi in maniera efficace e sostenibile nell'interesse del paziente e del Servizio Sanitario Nazionale".