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VACCINI: Il commissario Ue: «No vax responsabili morali per morte dei bambini non vaccinati»

novax2(Corriere della Sera) : «I movimenti 'no vax' ci riportano all'età della pietra». Sono pesanti le accuse lanciate dal commissario europeo alla Sanità, il lituano Vytenis Andriukaitis, contro gli oppositori dei vaccini. L'occasione è stata una conferenza stampa per presentare il Rapporto sullo stato di salute dei cittadini europei. I no vax - ha detto Andriukaitis - hanno la «responsabilità morale» per le morti di bambini dovute a mancata vaccinazione. Le famiglie che seguono le raccomandazioni degli anti-vaccinisti sono costrette a seppellire i loro bambini - ha aggiunto, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti -. È accaduto quest'anno a una coppia di genitori. Quelli che si oppongono ai vaccini dovrebbero rendere visita a questa famiglia e andare alla tomba di questo bambino».
Il diritto alla vita dei bambini
Non solo. Gli oppositori dei vaccini «facciano il giro dei cimiteri europei, dove ci sono ancora tombe di persone morte all'inizio del 19esimo secolo perché non c'erano vaccini - ha detto ancora il commissario -. Questi movimenti ci riportano decenni indietro, agli anni dell'oscurantismo». Andriukaitis, che è un medico (cardiologo), ha chiesto agli Stati europei di «sostituirsi» ai genitori che non vaccinano i loro figli per «proteggere il loro diritto alla vita», imponendo la vaccinazione obbligatoria. «I bambini non possono scegliere. Uno dei principali strumenti di prevenzione di malattie infettive e di decessi che possono derivarne è la vaccinazione e gli Stati membri devono garantire la protezione al livello più elevato. Se i genitori non lo comprendono, allora sono i governi che devono assicurare la responsabilità della protezione di questi bambini e proteggere il loro diritto alla vita, come prevede anche la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, sottoscritta da tutti gli stati membri dell'Ue».
Respinti i ricorsi del Veneto
Il tema dei vaccini è tornato all'ordine del giorno anche in Italia, dove la Corte Costituzionale ha bocciato i due ricorsi presentati dalla Regione Veneto contro l'obbligatorietà, definendo «non fondate» le questioni proposte in antitesi alla legge in vigore da agosto che stabilisce che per l'accesso a scuola i bambini e ragazzi da 0 a 16 anni devono ricevere 9 o 10 vaccinazioni obbligatorie (in base all'anno di nascita). Dura la reazione dei no vax alla decisione della Consulta. «Non arretriamo di un millimetro, ora non ci resta che la disobbedienza civile - ha detto Claudio Simion, presidente del Comilva, la principale associazione che si oppone ai vaccini obbligatori -. Ci misureremo con la politica da qui ai prossimi mesi, interrogheremo tutte le forze politiche su questo tema e vedremo cosa fare. Ora è il momento della disobbedienza civile, visto che non ci viene dato uno strumento di tutela da questo Stato».
Epidemia preoccupante di morbillo
Un argomento "caldo" dunque, anche per la Commissione europea, che nel Rapporto sullo Stato della salute nella Ue (pubblicato con l'Ocse) sottolinea come in Italia «la riduzione delle vaccinazioni abbia portato a un'epidemia preoccupante di casi di morbillo nel 2016 e 2017». Dal 1° gennaio di quest'anno sono stati registrati 4.794 casi, con 4 decessi (contro gli 844 casi del 2016). L'88% dei pazienti non era vaccinato e l'incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l'anno di età. Sempre in relazione al nostro Paese, il Rapporto sottolinea che, pur avendo assistenza con copertura universale, il 7% degli italiani lamenta bisogni medici che non vengono soddisfatti. Una percentuale superiore alla media Ue, che sale al 15% se si considerano le fasce sociali a basso reddito. La causa principale di questo dato sono - secondo il Rapporto - cure troppo costose. In particolare, nelle regioni del Sud, servizi di bassa qualità e lunghe liste d'attesa spingono i cittadini a rivolgersi a istituti privati, precludendo l'accessibilità alle cure da parte di chi non ha reddito sufficiente per pagare.
Disuguaglianze sociali sulla salute
Inoltre, se l'Italia viene premiata per l'aspettativa di vita tra le più alte della Ue e consumo di tabacco e alcolici inferiore della media, d'altra parte pecca per l'obesità infantile in aumento. Senza contare che la spesa sanitaria pro-capite è più bassa del 10% rispetto agli altri Paesi e che, sebbene molti servizi siano gratuiti, le spese vive sono più alte soprattutto a causa di farmaci e cure dentistiche. Il rapporto evidenzia anche le disparità tra i servizi sanitari regionali e l'impatto delle crescenti disuguaglianze sociali sulla salute dei cittadini, ma anche le misure in corso per risolvere la situazione. «Nonostante i vincoli di bilancio - si legge -, l'Italia è riuscita a riformare e ampliare l'offerta nazionale di benefici per la salute e il governo centrale sta progettando un nuovo sistema di distribuzione delle risorse tra le regioni in modo che tutti i cittadini possano beneficiarne».

MEDICI SFRUTTATI Allarme nei giovani medici Scotti (Fimmg) è un problema della FnomCeo Nazionale

giovani-medici-5DOCTOR 33- Si chiama Giovani Medici Anti-Sfruttamento, è un gruppo chiuso che in pochi giorni su Facebook ha raccolto oltre 2000 adesioni e raccoglie testimonianze inquietanti, di medici pagati con una pizza o una lezione di sci rispettivamente per aver prestato assistenza nell'arco di una kermesse di atletica e di una competizione sulla neve. Le testimonianze non si fermano allo sport che pure ha un peso forte; si allargano ad altro, ad esempio alla notte in Rsa, sono di più al Sud dove la paga oraria scende a 3,5 euro segnalati in Campania, spesso si chiudono con la richiesta d'attenzione all'Ordine dei Medici. Silvestro Scotti presidente Omceo Napoli e segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia Fimmg si unisce al coro di chi chiede l'introduzione dell'equo compenso, ma mette a fuoco un problema: «Senza un Ordine dei Medici nazionale che dia indicazioni di responsabilità, difficilmente daremo contenuti all'emendamento al decreto fiscale che potrebbe cambiare il presente di questi giovani».
Partiamo dalla Campania, dove c'è una peculiarità: numerose strutture private accreditate, «e alcune pagano in grave ritardo, abbiamo raccolto denunce anche da medici universitari, il "pochi soldi maledetti e subito" può essere una modalità di offrire lavoro frequente per un giovane. Dopodiché andiamo a vedere quanto dura questa modalità nella carriera di un medico». Non è una situazione esattamente sovrapponibile ad altre professioni pletoriche. «Dopo 1-2 anni il reddito, sono dati Adepp, diventa mediamente più alto di quello degli altri professionisti, anche grazie alla valorizzazione data da convenzioni e contratti». C'è però chi resta fuori da queste opzioni, dal servizio sanitario, e sono sempre di più. «Spesso si chiedono prestazioni generiche. Nelle competizioni non è richiesto il medico sportivo, ma magari chi sa usare il defibrillatore o prestare assistenza per l'imprevedibile, quell'imprevedibile che dovrebbe spaventare chi non è assicurato o lo è per poco e non sa a cosa va incontro accettando compensi in natura, ma che un giovane medico affronta per non perdere allenamento, per trovarsi preparato, per mettere alla prova ciò che ha appreso nei corsi di body life support. L'ho fatto io stesso nel club turistico a suo tempo pagato con il soggiorno e basta, non lo rifarei». Ma se i quattro soldi li prende un medico dopo anni di gavetta? «Non ho il polso di quanti medici siano in queste condizioni. Se però ammettiamo che la libera professione si stia progressivamente deprezzando, entra in gioco la questione dell'abolizione nel 2006 delle tariffe ordinistiche con la legge Bersani: ieri come Ordine potevo sanzionare o far ragionare un collega che vende prestazioni a prezzi stracciati, oggi non posso farlo nemmeno se le offre gratis. Ma dall'altra parte i principi generali del nostro ordinamento consentono una contrattazione per la convenzione dove si è stabilito non solo che un turno di guardia medica vale 250 euro sia per chi lo fa sia per il sostituto, ma anche che certa libera professione come le visite a "forestieri" in trasferta sia retribuita al medico di famiglia 30 euro in studio e 50 a domicilio: una tariffa che ha un suo ruolo sociale, che ci remunera in un certo qual modo, che è frutto di contrattazione ma non è stata abolita, che però cozza con la legge Bersani, che è a rischio in quanto la convenzione è fonte più debole della legge, ma che è proprio lo spunto da cui partire per sostenere una legge sull'equo compenso». Nessuno potrà riempire di contenuti questa legge se non il medico con un "colpo di reni".
«La Fnomceo è chiamata a porre il problema come organo ausiliare dello stato; quando qualche manager volesse introdurre dei tempari per le prestazioni, deve porre la questione della valorizzazione del tempo medico e quindi della prestazione, come non di rado ce la pone il giudice chiedendo agli ordini criteri per valutare gli interventi effettuati nei contenziosi Rc. All'Omceo Napoli abbiamo stilato algoritmi trasparenti, a disposizione anche per i cittadini, ma questo lavoro va traslato a livello nazionale, e non va accettato un equo compenso ricavato "per analogia" rispetto ad altre professioni tecniche; a differenza di queste ultime, noi medici siamo professione intellettuale, siamo chiamati a usare la testa e le acquisizioni per personalizzare un intervento sul malato che non è mai solo tecnico e presenta sfide e rischi. Questo l'Ordine deve far capire a un giovane che spesso è il peggior sindacalista di se stesso, come ai governi».

FNOMCEO: Giovani medici sottopagati il codice permette il lavoro gratuito ma non è un aut aut a cui i giovani devono sottostare, siamo con voi ma segnalate

medici-precari-protesta interna-nuova thumb other250 250"Siamo a conoscenza, anzi siamo noi i primi a denunciarle, di situazioni sempre più numerose di disoccupazione e soprattutto sottoccupazione dei giovani colleghi, medici e odontoiatri. Al di là dei casi specifici, quello che va ripensato è l'intero sistema della formazione e dell'ingresso del mondo del lavoro, un sistema che continua a produrre laureati ma non offre abbastanza possibilità di completare il percorso con la specializzazione o il titolo di formazione in Medicina Generale, imprigionandoli di fatto in un limbo senza possibilità di sbocchi professionali adeguati".
Così Roberta Chersevani, presidente della Fnomceo, la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, commenta la denuncia sui social e sulla stampa fatta da un gruppo di giovani medici, che hanno raccontato di essere stati ripagati, come compenso per prestazioni professionali anche complesse, "in natura", con una pizza e una birra, o con cifre irrisorie.
"Il nostro Codice Deontologico è chiaro – continua Chersevani -: all'articolo 54 si parla proprio di onorari, stabilendo che 'Il medico, nel perseguire il decoro dell'esercizio professionale e il principio dell'intesa preventiva, commisura l'onorario alla difficoltà e alla complessità dell'opera professionale, alle competenze richieste e ai mezzi impiegati, tutelando la qualità e la sicurezza della prestazione".
Nessuno sconto a discapito della qualità delle cure, anche se, in casi particolari, ad esempio come atto caritatevole o di buona colleganza, non è proibito esercitare gratuitamente.
"È vero – continua infatti Chersevani – che sempre l'art. 54 precisa che "Il medico può effettuare visite e prestare gratuitamente la sua opera purché tale comportamento non rivesta una connotazione esclusivamente commerciale, non costituisca concorrenza sleale o sia finalizzato a indebito accaparramento di clientela". Questa però è una facoltà, non certo un aut aut a cui i giovani devono sottostare pena il rimanere disoccupati. Invitiamo quindi a segnalarci direttamente ogni situazione di ingiustizia e sfruttamento ".
"Come Fnomceo, come Commissione Albo Odontoiatri, come Osservatorio Giovani Professionisti – conclude Chersevani - siamo vicini a tutti i colleghi sfruttati e traditi nelle loro aspirazioni, nelle loro speranze, nella loro dignità. Rinnoviamo ancora una volta l'invito alla Politica perché agisca, aumentando il numero delle borse di studio per assicurare a tutti un accesso alla Professione stabile e adeguatamente retribuita, evitando 'gare al ribasso' che non garantiscano un equo compenso ai medici, introducendo, ove possibile (come recentemente richiesto dalla Componente Odontoiatrica), tariffari minimi e ponendo in atto ogni altra iniziativa in tal senso. Perché un sistema che sfrutta e penalizza i giovani professionisti è un sistema destinato a collassare, è un sistema senza futuro".

CORTE COSTITUZIONALE: bocciato il ricorso del Veneto sull'obbligatorietà delle vaccinazioni Zaia, prendiamo atto di questa sentenza della Consulta

Vaccino-antinfluenzaleLa Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso proposto dal Veneto sul provvedimento relativo all'obbligatorietà delle vaccinazioni dei bambini nelle scuole. La Regione aveva sollevata questioni di legittimità costituzionale sul decreto legge 73/2017, convertito nella legge 119/2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino ai 16 anni di età. La Consulta ha dichiarato non fondate gli argomenti dei ricorsi sottolineando che le scelte im questo campo spettano al legislatore nazionale. Secondo la Corte il passaggio a un sistema di obbligatorietà dei vaccini si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali, che rende precaria una strategia basata sulla persuasione. E comunque "la mancata vaccinazione non comporta l'esclusione dalla scuola dell'obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati". L'obiettivo della tutela della salute individuale e collettiva nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie è fondamentale peraltro le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea). La legge di conversione ha modificato il decreto legge riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie e prevedendo che, in ogni caso, debbano essere precedute dall'incontro tra le famiglie e le autorità sanitarie allo scopo di favorire un'adesione consapevole e informata al programma vaccinale.
"Prendiamo atto di questa sentenza della Consulta - afferma Luca Zaia, presidente della regione Veneto - che rispettiamo. Come governatore io ho fatto solo il mio dovere, perché ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Ora si passa alla coercizione". Zaia quindi aggiunge che la regione Veneto ha mai "avuto posizioni contro le vaccinazioni e anzi mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 paesi europei, come la Gran Bretagna, e che è stato concordato e monitorato col ministero della Salute, sia stata presa come una posizione 'no vax". "Vorrei ricordare che in questi anni di investimenti e di lavoro ci siamo dotati di un'anagrafe vaccinale informatizzata e che il nostro sistema prevedeva che al di sotto di una certa soglia scattasse l'obbligatorieta'", aggiunge Zaia, evidenziando come con questa sentenza si scriva "la parola fine su un modello su cui ci siamo spesi, anche culturalmente, con un dialogo con le famiglie, e si passa alla coercizione". Zaia ha anche sottolineato come "ai cittadini bisogni dire la verita': e' passata l'idea che i ragazzi non vaccinati non andranno a scuola, ma se per quelli che hanno fra 0 e 6 anni e a marzo non saranno in regola pare che sara' effettivamente cosi', questo non e' vero per quelli fra i 6 e i 16, che frequentano le scuole dell'obbligo. In base all'attuale legge il non vaccinato continuerà ad andare a scuola".
Di diverso avviso la Regione Emilia-Romagna: "Da parte nostra – affermano il presidente della regione Stefano Bonaccini, e l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - non possiamo che esprimere soddisfazione, perché anche la sentenza della Corte Costituzionale ribadisce quanto la Regione Emilia-Romagna crede, e ha sempre creduto: la strada delle vaccinazioni obbligatorie, che per primi abbiamo imboccato, era e rimane quella giusta. Di fronte al calo consistente della copertura, noi ci siamo mossi subito - aggiungono Bonaccini e Venturi - e stiamo già vedendo i risultati, cioè l'aumento dei vaccinati. Abbiamo però sempre auspicato una misura nazionale, che non si è fatta attendere. Siamo di fronte a scelte estremamente importanti per la salute pubblica, proprio perché tutelano al tempo stesso l'individuo e la collettività. E che, dunque, spettano giustamente al legislatore nazionale".

NARRATIVA: La scrittrice col camice bianco: debutto letterario per la dottoressa Katia Durazzi

randagi(Sulpanaro.net) Ci sono i musicisti, gli scrittori e i poeti dialettali: in comune, hanno che indossanoil camice. Sono medici e farmacisti della Bassa, e tra i tanti di cui conosciamo la passione se ne annovare auna nuova: la dottoressa Katia Durazzi, medico di famiglia Novi, che esordisce come scrittrice con "Randagi", il suo primo romanzo.
La dottoressa, alcuni mesi fa aveva partecipato al premio letterario "RadioLondra" e avendolo vinto ha visto pubblicato il suo romanzo.

Katia Durazzi, 41 anni, sposata con due figlie, non è l'unico medico-artista della Bassa, infatti sono diversi i suoi colleghi che si dilettano nella musica o nella scrittura, come racconta Nunzio Borelli, presidente del circolo medico "Merighi" di Mirandola, che nel 2003 ha pubblicato un libro sui papillon dal titolo "E' una farfalla ma...non vola", donato anche a Romano Prodi che lo ha ringraziato con una lettera autografa.
Tra i medici-artisti della Bassa ricordiamo Luca Bompani, titolare di una parafarmacia a Mirandola e talentuoso musicista rock, Doriano Novi di San Felice, medico di base e scrittore dialettale, Rino Fattori di Cavezzo, medico del PS di Mirandola che il 22 novembre alle 21 presso "La Cantina" di Medolla presenterà il suo romanzo "Meraviglioso viaggio di sola andata", Carlo Canevazzi, medico di base di Massa Finalese con la passione per la chitarra, Sergio Gambuzzi, medico di laboratorio e musicista in un gruppo, Giacomo Carpentino, reumatologo di Modena, con studio a Mirandola che suona la pianola, Giorgio Cavazza, odontoiatra, musicista e consigliere comunale dei 5 Stelle a Mirandola.
L'intervista a Katia Durazzi, autrice del romanzo "Randagi"

Dottoressa, come è nata la passione per la scrittura?

E' una passione che ho fin da piccola, così come per la lettura, nonostante nella casa dei miei genitori non ci fossero libri. Poi, negli anni ho frequentato anche corsi di scrittura autobiografica e creativa. Finora avevo scritto racconti, alcuni dei quali pubblicati, ma mai un romanzo. Quando ho visto il concorso indetto dalla casa editrice "RadioLondra" ho deciso di partecipare. Sono arrivata in finale e poi ho vinto e il primo premio consisteva nella possibilità di pubblicare la propria opera.
Parliamo del romanzo? Perché ha scelto come titolo "Randagi"?

Ho giocato sul doppio significato della parola: randagi sono i gatti che Berta, la protagonista, raccoglie e si prende cura, ma randagi sono anche i personaggi del romanzo.

Non vogliamo rivelare il finale, però ci può raccontare qualcosa della trama?

Protagonista è Berta, un'anziana misteriosa e silenziosa che vive in pessime condizioni igieniche circondata da libri e dai gatti del quartiere. Nella vita di Berta arriva Margherita, una giovane volontaria del servizio civile che presta assistenza agli abitanti delle case popolari del suo comune. Margherita, amante della scrittura, è affascinata dal passato misterioso di Berta, di cui pare essere a conoscenza soltanto Pino, un giovane sbandato al quale l'anziana è inspiegabilmente legata. Dopo lunghe ricerche e numerose disavventure Margherita scoprirà l'origine del comportamento e dello stile di vite di Berta, con straordinaria umiltà metterà in dubbio antiche certezze calandosi in un altro punto di vista e compiendo così un importante passo di crescita e acquisizione di consapevolezza. Quando Berta morirà, emergeranno i lati positivi dei personaggi a dimostrazione che le persone che magari giudichiamo male per il loro stile di vita o perché ai margini, spesso sono migliori di quella normali e apparentemente per bene.

Dove è ambientata la storia?

In una ricca cittadina dell'Emilia, volutamente non ho specificato quale.

Da dove ha tratto ispirazione per la storia?

Dal contatto con le persone che ho incontrato e incontro svolgendo il lavoro di medico e dalle loro esperienze. I personaggi del romanzo riassumono i tratti di queste persone.

I colleghi medici e i familiari sono stati contenti di questo suo debutto letterario?

Sì, anche perché sanno della mia passione per la scrittura e per la lettura.
Dove si può acquistare il volume?
E' prenotabile nelle librerie, presto sarà disponibile nelle biblioteche e online. Poi, mi sto organizzando per presentazioni dal vivo.

GB : Una videochiamata aiuterà il sistema sanitario Inglese

infermieriess thumb other250 250(01net) Di Luigi Ferro - La videochiamata fra medico e paziente. È il servizio che sta per essere introdotto dal National health service (Nhs) del Regno Unito e che costuituisce un esempio da seguire. Si chiama "Gp at Hand" e permette ai pazienti di avere una consultazione tramite videoconferenza con il medico.
Nhs ha collaborato con Babylon Health, un operatore sanitario che permette agli utenti di avere appuntamenti attraverso videochiamate o testo, attraverso la sua applicazione. Chiunque sia già iscritto all'Nhs potrà parlare con un medico entro due ore, e i medici potranno fornire loro una ricetta inviata alla farmacia più vicina, o anche fissare un appuntamento di persona in seguito.
Videochiamata per i pochi medici di famiglia
L' integrazione con Babylon Health viene vista come una soluzione ragionevole per il ritardo sanitario della Gran Bretagna. Oggi la maggior parte dei pazienti dovrebbe aspettare fino a tre settimane per ottenere un appuntamento a causa della carenza di medici di famiglia. In questo modo sarà possibile abbreviare i tempi e avere a disposizione il dottore sul cellulare, senza il fastidio e l'attesa. Il servizio è attualmente disponibile solo a Londra, ma si spera di espandero anche nelle altre zone.
La videochiamata è l'aggiunta più recente alla chatbot già esistente che il servizio sanitario nazionale ha iniziato a sperimentare all'inizio di quest'anno nella speranza di trovare un'altra soluzione alla carenza dei medici.
Naturalmente, ci potrebbero essere pericoli per la somministrazione di medicinali soggetti a prescrizione medica a chiunque dichiari di avere certi sintomi. Ecco perché il Nhs dice che il servizio è meno appropriato per coloro che hanno le seguenti condizioni: donne in gravidanza o che possono essere incinte, adulti con un bisogno di tutela, persone che vivono con condizioni di salute mentale complesse e persone con bisogni fisici, psicologici e sociali complessi tra gli altri. Ci sono anche delle limitazioni, come il fatto che si ha bisogno di uno smartphone relativamente potente per accedere a questo vantaggio, per non parlare di una certa quantità di know-how tecnologico che alcuni non possiedono.
L'aiuto dei FitBit
Il passo successivo per migliorare il servizio potrebbe essere l'integrazione di tecnologie indossabili come FitBit. I medici sarebbero in grado di ricevere un panorama più dettagliato della salute del paziente come la frequenza cardiaca, il sonno e le informazioni sull'attività che potrebbero influire sulla salute. In questo modo, sarebbe più sicuro somministrare medicinali soggetti a prescrizione medica ad un paziente, con un minor rischio di dare una diagnosi sbagliata.
Tre casi italiani
Anche in Italia qualcuno si muove in questa direzione, anche se non a livello di Sistema sanitario nazionale. In rete è possibile trovare numerose possibilità di colloqui a distanza fra startup Internet come Pazienti.it o centri medici che prevedono questa possibilità.
A Parma, Medicalbox ha raccolto questa estate un finanziamento di trecentomila euro per proporre i suoi servizi di consulti medici video. Fondata nel 2014, la società nel 2016 ha registrato una media mensile di 49.600 utenti che quest'anno sono più che raddoppiati arrivando a una media mensile utenti di 102.500. Anche le prenotazioni sono passate da circa un migliaio nel 2016 a 3.711 nel 2017 (dato aggiornato maggio). Gli specialisti contattabili sono passati da 1.278 specialisti a circa quattromila, mentre i centri medici collegati sono 140.
Altra possibilità che dovrebbe partire a breve è la Second Opinion Medical con il consulto medico in tempi rapidi. In questo caso però si sceglie lo specialista e la documentazione medica viene ritirata direttamente al domicilio del paziente e riconsegnata a consulto concluso. Altra possibilità in programma è il videoconsulto con psichiatri, psicologi e counselor.