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CATANIA : La dottoressa : violentata di notte da un paziente "Io, stuprata e dimenticata"

carabinieri thumb250 250di NINO FEMIANI Catania, Serafina Strano, violentata di notte da un paziente, parla per la prima volta: "Guardie mediche terra di nessuno. Il ministro Lorenzin ha chiamato gli ispettori e poi nulla, la Boschi era al G7 di Taormina e non mi ha neppure chiamata" sono passati esattamente due mesi da quando un paziente violento entrò, in piena notte, nella guardia medica di Trecastagni (Catania) e la violentò. Lei era sola e non potè opporre resistenza: venne stuprata per tre ore. Per la prima volta, la dottoressa Serafina Strano, appare sui giornali con il suo nome e cognome perché vuole che la sua storia «non finisca nel dimenticatoio e serva alla battaglia di tutte donne».
Vicende come la sua si ripropongono, sembra quasi che le guardie mediche siano degli avamposti senza legge.
«La guardia medica è una zona franca, non solo in Sicilia, ma in tutt'Italia. È da settembre che lancio appelli, inascoltati».
A chi li lancia?
«Alle Asp, innanzitutto, che dovrebbero garantire sicurezza e incolumità. Sono passati due mesi e si fanno solo chiacchiere».
Cosa è necessario per lavorare con serenità?
«Le guardie armate, i vigilantes. Non c'è altra soluzione. Le mie colleghe, le ho sentite, sono terrorizzate perché le aggressioni continuano, anche se non si vengono a sapere».
Lei si è detta profondamente sconvolta come donna e come professionista: è un sentimento che avverte ancora?
«È sempre vivo, perché, vede, non è cambiato nulla. Quella tagliente espressione che ho pronunciato qualche settimana fa, cioè di essere stata violentata anche dalle istituzioni, è ancora valida. Devo dire che l'unica che si è rivolta nei miei confronti in maniera umana e sincera, da donna, è stata la presidente della Camera, Laura Boldrini. Mi ha chiamato, mi ha ascoltato e mi ha chiesto di essere presente alla manifestazione del 25 alla Camera».
Una sua collega di Taormina ha detto: quando esco dall'ambulatorio della guardia medica mi sento sollevata per essere restata incolume. Si sentiva così anche lei?
«Non credo di essere un donna pavida, da 17 anni facevo questo mestiere alla guardia medica. Ma posso dire che anche io mi sentivo una sopravvissuta, per le condizioni in cui siamo costrette a lavorare».
Farà ancora quel lavoro?
«Nel contratto della guardia medica esiste la possibilità, per gravi motivi, di essere ricollocata altrove e io ho già presentato questa istanza. Non posso più andare a lavorare in un posto come quello. Ho una specializzazione in ostetricia e ginecologia e ho chiesto di essere applicata in un consultorio, o in campagne di prevenzione contro la violenza sulle donne».
Come hanno vissuto questa vicenda i suoi familiari?
«Male, malissimo. Ho due figlie adolescenti e immagini cosa sia stato per loro un evento del genere. La prima cosa che mi hanno detto è stata: mamma, in questo postaccio non ci devi più andare. Con il tempo, vedendomi battagliera e combattiva, si sono un po' rassicurate. Mio marito, invece, è quello più colpito».
Ha ricevuto solidarietà dalla politica?
«Solo un silenzio assordante, tolta la Boldrini».
E il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin?
«Sono molto rammaricata del suo atteggiamento. Ha fatto delle dichiarazioni formali subito dopo la vicenda e non si è degnata neppure di telefonarmi. Si è limitata alla buffonata dell'invio degli ispettori ministeriali».
Perché buffonata?
«Sono arrivati preceduti dalle fanfare. Sei ispettori, a spese dello Stato, a controllare un tugurio su cui, dalla mattina, erano partite le pulizie generali. Hanno ripulito in poche ore un posto schifoso, cambiando gli estintori scaduti da tre anni e la tavoletta della tazza del water, l'unico funzionante e, peraltro, fuori norma. Questa ispezione annunciata l'ho vissuta come un'altra violenza».
Crocetta, mi risulta, che le abbia telefonato.
«Sì, ha promesso mare e monti, mi ha espresso solidarietà ma poi non l'ho più risentito né visto. Ha scritto un articolo sulla Sicilia, ma zero fatti».
Qualcuno le ha proposto una candidatura?
«La politica non è un ambiente che mi piace. E poi come posso essere in sintonia con donne come la Lorenzin, che si fa negare anche al telefono, o come la Boschi».
Cosa c'entra la Boschi?
«In questi giorni era a Taormina, a pochi chilometri da qui, per il G7. Un'inutile passerella. Come crede che mi sia sentita quando vedevo lei e le sue colleghe passeggiare e sorridere accanto al mare?».
Lo stupro non è neppure contemplato tra le cause di infortunio sul lavoro.
«È una gravissima lacuna, uno schiaffo alla nostra professione. Lo stupro è come una scivolata o un incidente in macchina, davvero assurdo».
Le capita di ripensare alla violenza del 19 settembre?
«Sto facendo un percorso di recupero psicologico».
Quando pensa di tornare a lavoro?
«Aspetto di capire con quali emozioni potrò avvicinarmi al mio ambulatorio. Ci dovrò ancora lavorare molto».

EQUO COMPENSO: Giuseppe Renzo (CAO) nazionale, sara' valido per tutti i professionisti, queste sono vittorie che devono essere ascritte a più persone.

mediciospedale"È una di quelle "vittorie" che devono essere ascritte a più persone, istituzioni e associazioni, oltre che all'attività svolta dalla CAO nazionale". Così il presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale, Giuseppe Renzo, commenta l'approvazione, nella seduta notturna della Commissione Bilancio del Senato del 14 novembre, di un emendamento al cosiddetto "Decreto Fiscale" che estende l'equo compenso a tutti i professionisti, compresi quelli iscritti agli Ordini e Collegi professionali. L'emendamento recepisce le numerose istanze della CAO nazionale, che ha intrattenuto una fitta corrispondenza con il senatore Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro, e con il relatore senatore Bachisio Silvio Lai, per sollecitare l'introduzione di standard retributivi minimi per tutte le professioni intellettuali e in particolare per quelle della Salute.
Sull'approvazione del maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl 2942 di conversione in legge del decreto-legge n. 148, in materia finanziaria e per esigenze indifferibili (c.d. decreto fiscale, con scadenza il 15 dicembre), che recepisce le modifiche apportate dalla Commissione Bilancio, il Governo ha posto la questione di fiducia. Una volta approvato dal Senato, il provvedimento dovrà tornare alla Camera dei Deputati.
Prossimo e naturale passo auspicato dalla Cao nazionale, il Tariffario minimo.
"Si tratta di un percorso che non può non continuare con la riformulazione del Tariffario minimo – prosegue infatti Renzo -, argomento ulteriormente puntualizzato nelle diverse comunicazioni fornite e inviate all'autorità parlamentare e ministeriale, quale elemento posto a tutela del cittadino e a garanzia della qualità delle cure mediche e odontoiatriche".
"Il Tariffario minimo – conclude Renzo - non deve essere considerato come mera tariffa economica delle prestazioni ma come un elemento di rispetto delle indicazioni fornite anche dalla recente Sentenza della Corte di Giustizia Europea, sez. III (C-339/15 del 4 maggio 2017), che ha ribadito che, cito testualmente, 'tenuto conto del rapporto di fiducia tra il dentista e il paziente, si deve ritenere che la tutela della dignità della professione di dentista sia parimenti tale da costituire un siffatto motivo imperativo di interesse generale'".

BREXIT: Medici di famiglia italiani in Uk chiedono garanzie in caso di rientro

londonDOCTOR 33 I medici italiani nel Regno Unito temono le conseguenze della Brexit. E alcuni nel National Health Service considerano la possibilità di rimpatriare nei prossimi mesi. Per questo chiedono aiuto e domandano alla Sisac, la struttura interregionale che si occupa delle convenzioni, di considerare gli anni di lavoro svolti in Gran Bretagna e Nord Irlanda produttivi di punti per il collocamento nelle graduatorie italiane in caso di rimpatrio. L'Italian Medical Society of Great Britain, associazione culturale rivolta a favorire la tutela dei nostri medici in UK e ad agevolare il loro eventuale rientro in Italia, "viste le rassicurazioni dell'attuale Ministero della Salute circa la piena disponibilità delle istituzioni nel salvaguardare i diritti dei Medici che esercitano nel Regno Unito", chiede di attribuire ai rientranti 0,20 punti al mese per il servizio effettivo di assistenza primaria, continuità assistenziale, emergenza territoriale, non solo quando svolto in paesi dell'Unione Europea - com'è già all'articolo 16 comma n) dell'accordo nazionale - ma anche quando espletato nel Regno Unito. La modifica va fatta nella stesura della nuova convenzione. La domanda è firmata dal general practitioner Marco Nardelli segretario dell'associazione. «Come medico di famiglia non so ancora cosa ha deciso il ministro Lorenzin circa il futuro del riconoscimento dei miei titoli di servizio una volta che UK sarà fuori dall'Unione. Al momento il mio servizio qui è riconosciuto in Italia ai fini delle graduatorie, ma poi? Abbiamo ricevuto rassicurazioni verbali ma nessun provvedimento tangibile».
Per inciso, la Brexit preoccupa gli stessi inglesi: un sondaggio della British Medical Association afferma che, dei 12 mila medici provenienti dagli altri paesi dell'Unione Europea, un quinto ha già pensato dove andare via e ha virtualmente le valigie pronte. Quei 12 mila costituiscono quasi il 9% della forza lavoro medica del National Health Service. E fanno sul serio, come i 10 mila tra infermieri ed altri sanitari che hanno già lasciato. Posta al 29 marzo 2019 la data di uscita del Regno Unito dall'UE fissata dalla premier Theresa May, i grossi timori dei 600 mila italiani sparsi per le Isole Britanniche si concentrano sia sul prima - oltre metà non sono iscritti al Registro Italiani all'Estero AIRE e dovranno fare anche la residenza per restare nel paese - sia sul dopo quando prevedibilmente per entrare ci vorranno permessi di soggiorno e di lavoro. Nel frattempo agli inglesi verranno a mancare sovvenzionamenti UE per le ricerche. Ciò pare catastrofico in particolare per i corsi umanistici (come Management) e la British Academy for the Humanities and the social Sciences, che avverte: le cattedre di economia potrebbero perdere il 30% dei docenti. Ma perché si profila un esodo così importante malgrado le rassicurazioni di Palazzo Chigi e Downing Street? Ci risponde Nardelli dal suo osservatorio londinese «Sinceramente al momento le nostre condizioni non sono cambiate, c'è molta attesa e desiderio di capire di più. A me sembra trovino nel Brexit un pretesto per andarsene soprattutto colleghi che già erano in dubbio se rimanere o no. E certo molti qui lasciano perché è una vita spesso estremamente stressante. Si lavora il doppio che in Italia. E la stessa paga, benché spesso più alta, giustifica poco la riduzione della qualità della vita specialmente per chi come me vive in città costose e dinamiche come Londra. Molti per contro amano la flessibilità che si ha qui, le mille possibilità di sperimentare nuovi ruoli, la formazione, la facilità con cui si trovano i posti di lavoro, cosa impensabile in Italia dove c'è un'alienante cultura del "posto fisso" da tenere fino alla pensione».

SPECIALIZZAZIONI: D.M. 22.09.2017: Medici specialisti da formare, AA 2016-2017

medico thumb250 250Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 268 del 16 novembre 2017 della Repubblica Italiana la Determinazione del numero globale dei medici specialisti da formare ed assegnazione dei contratti di formazione specialistica dei medici per l'anno accademico 2016/2017 seguente al Decreto 22 settembre 2017 del Ministero della Salute

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EQUO COMPENSO: esteso a tutti i professionisti parcella conforme alla legge se proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro

medicinfermieri3(Altalex) Addio ai contratti di collaborazione capestro, alle prestazioni professionali al massimo ribasso, agli incarichi da svolgere a titolo gratuito.
E' quanto prevede il principio dell'equo compenso approvato dal Senato della Repubblica.
In base alle nuove disposizioni la parcella del professionista sarà conforme alla legge soltanto quando risulti proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.
L'equo compenso nella prima stesura del decreto fiscale riguardava solo gli avvocati e successivamente in data 16 novembre è stato esteso, in un emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale, approvato dal Senato, a tutte le categorie di professionisti: da quelli convogliati in un ordine professionale (avvocati, giornalisti, commercialisti, ingegneri, e via dicendo), in un collegio (geometri), o in associazioni (infermieri), e troverà applicazione nei rapporti tra il lavoratore autonomo e l'azienda privata o pubblica.
Il criterio che definisce il valore economico delle prestazioni professionali ponendo un limite sotto il quale non si potrà scendere non sarà però assoluto: in alcuni casi potrà essere derogato su accordo tra le parti.
La disposizione prende come riferimento i parametri giudiziari emessi dai Ministeri vigilanti sugli Ordini professionali (come quelli vigenti per gli avvocati), mentre per le altre categorie in un momento successivo all'eventuale approvazione del principio, sarà necessario precisare le specifiche modalità per individuare i compensi.

MEDICI SFRUTTATI : Bartoletti (Fimmg ) una vergogna che deve finire

medici-precari-protesta interna-nuova"Questa vergogna deve finire. L'Ordine deve stabilire il congruo compenso per le varie tipologie d'intervento eliminando questa giungla che discredita la professione medica e genera condizioni d'insicurezza per i pazienti" . Questo il commento del vice Segretario Nazionale vicario della Fimmg Pier Luigi Bartoletti a seguito della denuncia lanciata da fimmglazio tv, che ha intervistato Lucrezia Trozzi e Nicola Pescetelli creatori del gruppo facebook" medici anti sfruttamento" e che hanno messo in risalto il mondo sommerso della sotto occupazione medica
"Occorre lavorare per questo anche per evitare fughe desolate all'estero" "Questo è uno dei temi centrali del nostro impegno nell'Ordine dei medici le cui votazioni sono previste per i primi giorni di dicembre" – ha concluso Bartoletti in un intervista rilanciata dal quotidiano telematico "Affari italiani"

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