Lun28052018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia

NEWS ITALIA

CONTRATTO DI GOVERNO: in soffitta il decreto Lorenzin per i vaccini si torna verso il Free vax ??

novax44Il nuovo contratto di governo Salvini Di Maio manda in soffitta il decreto Lorenzin sull'obbligo dei vaccini che tanto ha fatto discutere i no vax nei mesi precedenti. Con una fase che conclude la parte del programma sulla sanita': "Va poi affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale a causa delle ultime disposizioni in materia di vaccini." Sottendendo una tutela per i figli dei genitori dissenzienti che non hanno voluto vaccinare i figli. Il sospetto di un ritorno verso la situazione Free vax lo da la frase successiva cassata in fase di contrattazione nella bozza e che dimostra le reali intenzioni di un ritorno al passato" A questo proposito, vanno potenziati gli strumenti di informazione nei confronti delle famiglie per meglio indirizzarle verso un'adesione libera e consapevole al processo vaccinale."

CONTRATTO DI GOVERNO: Ecco i punti sulla Sanita' liste d'attesa digitalizazione formazione e medicina del territorio per l'invecchiamento

salutegoverno"Tutela del SSN pubblico in modo prioritario e preservare l'attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la riforma della legge n.833 del 1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale." Cosi' inizia il contratto di governo tra il M5S e Lega nella parte dedicata alla Sanita' . Ecco tutti i punti che affrontano tematiche differenti e che segneranno il passo nei prossimi anni nella Sanita' italiana:
----------------------------------------------------
ACCORDO M5S – LEGA NORD

SANITA'

Tutelare il SSN significa salvaguardare lo stato di salute del paese, garantire equità nell'accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza.
In tale ottica si ritiene che siano e saranno utili diverse azioni di tipo strutturale, partendo da un intervento incisivo sulla dirigenza sanitaria ovvero sui gestori della sanità che dovranno essere adeguatamente e preventivamente formati per garantire la sostenibilità e la qualità del sistema salute e scelti secondo la competenza e il merito, non sulla base di logiche politiche o partitiche.
Bisogna rescindere il rapporto dannoso e arcaico fra politica e sanità prevedendo nuovi e diversi criteri di nomina sia dei medesimi direttori generali e sia dei direttori sanitari e amministrativi, così anche dei dirigenti di strutture complesse.
È necessario garantire anche la trasparenza e la valutazione dell'operato dei direttori generali in termini di raggiungimento sia degli obiettivi di salute che di bilancio nella gestione delle aziende.
La sanità dovrà essere finanziata prevalentemente dal sistema fiscale e dunque dovrà essere ridotta al minimo la compartecipazione dei singoli.
È necessario recuperare integralmente tutte le risorse economiche sottratte in questi anni con le diverse misure di finanza pubblica, garantendo una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di assistenza attraverso il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, così da risolvere alcuni dei problemi strutturali.
Il recupero delle risorse avverrà grazie ad una efficace lotta agli sprechi e alle inefficienze, alla revisione della governance farmaceutica e sanitaria, all'attuazione della centralizzazione degli acquisti, all'informatizzazione e digitalizzazione del SSN, alla revisione delle procedure di convenzionamento e accreditamento, alla lotta alla corruzione e alla promozione della trasparenza.
È necessario realizzare l'informatizzazione del SSN con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico, alle ricette digitali, alla dematerializzazione dei referti e cartelle cliniche e alle prenotazioni e pagamenti online, così da consentire una reale trasparenza e un efficace controllo in termini di verifica immediata e pubblica dei risultati gestionali. È necessario, altresì, dare evidenza del rapporto esistente tra i rimborsi a carico del SSN e il risultato clinico in termini di efficacia e appropriatezza; avviare e implementare la telemedicina grazie a tutte le tecnologie innovative, in modo da ridurre gli spostamenti dei pazienti, abbattere i costi e garantire cure domiciliari di maggiore qualità.
Occorre garantire, implementare e integrare i servizi socio-sanitari, superando il modello "ospedalo-centrico". La risposta assistenziale ospedaliera nella fase acuta della malattia deve essere garantita è nel contempo necessario sviluppare in maniera diffusa i servizi territoriali con standard organizzativi e con costi di accesso ai servizi omogenei e pre-definiti, assicurando la presa in carico dell'utente, attraverso un suo "specifico percorso socio-sanitario" e attraverso più idonei servizi di prevenzione. E' indispensabile l'implementazione di un coordinamento territoriale a livello di distretto sanitario, così da orientare e indirizzare gli utenti nei servizi territoriali e ospedalieri disponibili, favorendo la scelta appropriata del luogo di cura.
L'integrazione socio-sanitaria si realizza appieno quando è soddisfatto, in continuità, il bisogno di salute nella componente sanitaria e in quella di protezione sociale. L'integrazione socio-sanitaria comporta, anche in termini economici, il diverso coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni, i cui strumenti di programmazione sono fondamentali per realizzare una co-progettazione efficace. Il ruolo dei Comuni invece non è mai stato valorizzato appieno nonostante la ratio sottesa del coinvolgimento sia proprio quella di soddisfare i bisogni di assistenza del territorio e dei cittadini che lo abitano. È necessario garantire adeguate risorse economiche e strutturali ai servizi sociosanitari territoriali di prossimità e domiciliari, proprio potenziando anche il ruolo dei Comuni, in una logica di trasversalità che da un lato si occupa dei bisogni del singolo e dall'altro delle esigenze della comunità locale. Nell'ottica di garantire un efficace e capillare sostegno ai servizi territoriali dovrebbe essere rivisto anche il ruolo dei medici di medicina generale.
È improcrastinabile intervenire sui tempi di attesa ai pronto soccorso, riducendo i tempi di accesso attraverso l'implementazione di strutture a bassa intensità di cura. Bisogna delineare percorsi di assistenza e di cura personalizzati e vicini al cittadino oltre che adeguatamente accessibili, riordinare il sistema di accesso alle prestazioni nell'ottica di ridurne i tempi di attesa, eliminare altresì ogni forma di spreco che derivi da una non appropriata organizzazione dei servizi e dell'assistenza e da una governance sanitaria non adeguata, da un mancato ammodernamento tecnologico e digitale del servizio sanitario nazionale. È necessario garantire che non vi sia alcuno squilibrio tra le prestazioni istituzionali e quelle erogate in regime di libera professione, soprattutto con riguardo ai tempi di attesa.
Il problema dei tempi di attesa è susseguente anche alla diffusa carenza di medici e personale sanitario. È dunque indispensabile assumere il personale medico e sanitario necessario, anche per dare attuazione all'articolo 14 della legge n. 161/2014. (direttiva europea)
I posti per la formazione specialistica dei medici dovrebbero essere determinati dalle reali necessità assistenziali e tenendo conto anche dei pensionamenti, assicurando quindi un'armonizzazione tra posti nei corsi di laurea e posti nel corso di specializzazione. La realtà è che quest'armonizzazione non c'è e i posti per la formazione specialistica sono di fatto determinati da due fattori: la capacità delle scuole universitarie di accogliere medici in formazione e il finanziamento delle borse di studio da parte del MIUR. Dunque, se da un lato potrà essere necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall'altro sarà necessario aumentare le borse di studio per gli specializzandi. Bisogna consentire più diffusamente che il medico neolaureato abbia accesso nella struttura sanitaria per conseguire le abilità teoriche e tecnico-pratiche necessarie allo svolgimento della specializzazione medica prescelta (art. 22 patto della salute 2014).
Deve essere affrontato il problema dell'invecchiamento della popolazione e dei susseguenti problemi correlati alla cronicità delle patologie e alla comorbilità. In tale ottica è necessario garantire la diffusione capillare di strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura. Devono altresì essere implementate le strutture di sostegno alle patologie cronico-degenerative ed oncologiche e bisogna garantire risorse adeguate per l'assistenza, diretta e personalizzata, dei soggetti affetti da malattie rare e croniche.
Le prime vittime di un sistema sociale imperniato sull'utilitarismo e sul profitto, insieme ai disabili a qualsiasi titolo, diventano inevitabilmente gli anziani. È necessario rendere obbligatorio l'inserimento di una rappresentanza significativa dei pazienti (diretta o dei familiari) ai vertici gestionali delle strutture assistenziali dedicate all'età avanzata direttamente inserite nel SSN o per le strutture convenzionate. Solo il controllo diretto e capillare degli interessati può garantire il rispetto di quei parametri di civiltà del vivere, troppo spesso disattesi in strutture che frequentemente si configurano come atroci terminali di "esistenze non più funzionali al sistema", piuttosto che ambienti dove avviarsi serenamente e con dignità al naturale concludersi della propria esperienza di vita. Va poi affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all'istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale a causa delle ultime disposizioni in materia di vaccini.

IL TESTO ORIGINALE DEL CONTRATTO

ONDATE DI CALORE: al via il sistema nazionale di monitoraggio e allarme

CaldoDal 15 maggio al 15 settembre 2018 sarraano pubblicati settimanalmente sul portale del ministero della Salute, i bollettini sulle ondate di calore in Italia. elaborati dal Dipartimento di epidemiologia Ssr Regione Lazio dal lunedì al venerdì, nell''ambito del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Il Progetto è coordinato dal ministero e prevede la dislocazione in 27 città italiane : Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo e consentira' di rilevare quotidianamente per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche a rischio per la salute, soprattutto dei soggetti vulnerabili anziani, malati cronici, bambini, donne in gravidanza per porre in essere le eventuali iniziative di tutela della salute pubblica.

NUOVA LEGGE SULLA PRIVACY: da sabato l'applicativo di Netmedica per mettersi in regola

privacyDa sabato prossimo sara' disponibile sul sito di netmedica l'applicativo per mettersi in regola con la nuova legge sulla privacy . L'applicativo che avra' un costo di 50 Euro +iva /anno permettera' ai medici che lo scaricheranno di fare un auto valutazione della propria attivita' in modo da correggere eventuali rischi connessi alla nuova legge. Chi si iscrivera' avra' la possibilità' di scelta se aderire, o solo alla autovalutazione della propria situazione sulla privacy, oppure anche ai sevizi generali che offre netmedica .
Coloro che già erano iscritti e già usufruivano di tali servizi non dovranno pagare nulla. L'opportunita' vista la cogenza dell'evento viene per quest'anno offerta a tutti i medici iscritti e non iscritti.
Netmedica NON è un software gestionale per la medicina generale ma lavora in parallelo con gli attuali gestionali per la medicina Generale .
Per quanto riguarda il DPO altra incombenza che prevede la nuova figura che dovrebbe interfacciarsi tra i medici e il garante resta certa l'esenzione per coloro che hanno lo studio singolo ed è in fase di valutazione la posizione di coloro che sono in gruppo invitiamo pero' tutti a pazientare in quanto si prevede entro il 21 Maggio l'uscita del decreto attuativo e si sta lavorando per esplicitare assieme al garante delle linee guida condivise per mettersi in regola che prevedono anche questo e che ci permetteranno di dare informazioni piu precise in un documento piu' particolareggiato con informazioni piu' certe.

VAI ALLA PAGINA DI NETMEDICA PER INFORMAZIONI

Leggi tutto...

VIOLENZA MEDICI: Anelli (Fnomceo) a De Magistris: "Basta polemiche, mettiamo in sicurezza il sistema

anelli44 thumb large300 300A guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello rischiamo di sottovalutare una trave che ci travolgerà" "Rinnoviamo, ove ce ne fosse bisogno, la nostra stima e fiducia incondizionate a Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli, che è in queste ore al centro di attacchi e polemiche di natura politica per una sua frase provocatoria pronunciata con l'intento di sollevare il velo sul problema della violenza contro i medici". Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) commenta la querelle creatasi a Napoli tra il presidente dell'Ordine dei medici, Silvestro Scotti, e il Sindaco Luca De Magistris, e ampiamente ripresa dalla stampa locale. Sabato scorso, esasperato dall'ennesima aggressione ai danni di un equipaggio del 118, Scotti aveva paragonato Napoli alla città siriana Raqqa. Ieri, la dura reazione di De Magistris, che giudicava la frase 'inaccettabile per due motivi': irrispettosa verso Raqqa e offensiva nei confronti di Napoli. "Silvestro Scotti oggi si dice pronto a dimettersi, se glielo chiedono i suoi iscritti – continua Anelli -. Ecco, se si dimette lui, dobbiamo dimetterci tutti noi presidenti d'ordine, perché tutti siamo impegnati giornalmente e personalmente nel chiedere misure idonee a tutelare i nostri ambienti di lavoro, per la sicurezza non solo dei nostri medici e operatori ma anche e soprattutto dei nostri pazienti. È una questione di rispetto per i professionisti che mettono la loro vita al servizio dei malati, è una questione di rispetto per i cittadini che hanno diritto ad essere curati in piena sicurezza e in ambienti a norma e decorosi". "Al presidente Scotti chiediamo dunque di continuare la sua battaglia, la battaglia di tutti noi, a tutela della salute pubblica, senza cedere a condizionamenti di sorta – auspica -. Esortiamo invece il Sindaco De Magistris a unirsi a noi, a farsi interprete dei problemi dei suoi cittadini medici e dei suoi cittadini pazienti, e a prendere seri e immediati provvedimenti per porre in atto strumenti veri ed efficaci per rimediare e prevenire la violenza". "Il problema vero – conclude Anelli - non è una frase di denuncia, è la situazione di pericolo e di disagio in cui sono costretti ad operare i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri operatori. Non possiamo permettere che, per guardare una pagliuzza nell'occhio del fratello, non ci si accorga della trave nel proprio occhio, una trave che rischia di crollare travolgendo l'intero sistema".

NUOVA LEGGE SULLA PRIVACY: si profila normativa più semplice per i medici, ecco gli ultimi aggiornamenti

PrivacyDoctor 33 – di Mauro Miserendino Niente data protection officer per il medico di famiglia single, e forse niente consenso al trattamento dei dati per il fascicolo sanitario. Si profila una normativa più semplice con il decreto di attuazione del Regolamento europeo, ma il condizionale resta d'obbligo. Entro il 25 maggio solo gli enti sanitari che trattano dati su larga scala devono nominare un DPO, professionista che fa da tramite tra professionisti e aziende titolari di trattamento e adempimenti al regolamento e segnala al Garante eventuali situazioni non in linea. Il decreto di attuazione del regolamento - è la novità che si fa strada - dovrebbe poi abrogare alcune norme strategiche del codice della privacy sul consenso al trattamento dati.

Responsabili protezione dati - Gli ospedali stanno designando i DPO, che possono essere loro dipendenti ma anche reclutati all'esterno con un contratto di servizio, e devono renderli pubblici al Garante che avrà l'elenco dei nuovi profili. Il Garante sta per mettere online una procedura per informarlo delle nomine man mano effettuate, intanto ha prodotto un fac-simile in pdf per "impratichirsi". Non è obbligato a dotarsi di DPO chi esercita in forma individuale - il medico single -mentre lo sono (dall'articolo 37 del regolamento) coloro che gestiscono dati sanitari su larga scala o la cui attività richiede il monitoraggio sistematico dei soggetti trattati; i medici che gestiscono le cronicità -e in Lombardia sono già in coop - però potrebbero rientrare e, per la verità, il regolamento Ue raccomanda di designare il DPO anche in situazioni dove non c'è uno specifico obbligo.

Gestione del rischio - Di qui al 25 bisogna invece mettersi in regola con il registro dei trattamenti e il Garante ha postato un tutorial (LEGGI QUI)
Entro il 21 dovrebbe uscire il decreto di adeguamento con l'ok delle camere per gestire le urgenze, i cui contenuti sono in via di ufficializzazione. Ci si occuperà pure delle nuove regole per il consenso al trattamento dati, che non parrebbe più un "must". Se inizialmente era previsto come passaggio obbligato ai fini della compilazione del fascicolo sanitario elettronico e del patient summary, ora ci sarebbero forti dubbi, l'Unione Europea sarebbe per uno snellimento degli iter.

Consenso - Il Regolamento Ue abroga gli articoli 76,81,83 e 84 della legge 196/03; per l'articolo 76, i sanitari nell'effettuare prestazioni a tutela della salute di un paziente devono chiedergli il consenso, anche a voce ma in tal caso annotandolo. Fin qui potevano non averlo solo se si tratta di tutelare la salute di terzi o della collettività, ad esempio quarantena in caso di malattia contagiosa o trattamenti obbligatori (da autorizzare dal Garante e dal consiglio superiore di sanità a meno di emergenze obiettive). Inoltre il codice chiedeva al medico che raccoglie il consenso di informare sempre i colleghi in predicato di entrare in contatto con il paziente. Ora il Regolamento suppone che l'ok al trattamento sia implicito nei rapporti di cura implicanti: diagnosi, assistenza o terapia sanitaria; finalità di medicina preventiva e del lavoro; gestione dei sistemi e servizi sanitari e sociali; motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica. Altre abrogazioni riguardano l'articolo 83 che vieta di chiamare i pazienti per nome in sala d'attesa, impone agli sportelli d'introdurre distanze tra chi è "sotto" e chi attende, e di evitare che le informazioni sensibili nel colloquio con il sanitario siano ascoltate da terzi. Inoltre, vieta che il paziente riceva visite da parenti che non vuole vedere, e impone il segreto professionale anche agli sportellisti, non tenuti.

I Mmg - Paolo Misericordia di NetMedica su FimmgLazio Tv (Guarda il video) ha sottolineato due cose: il sindacato Fimmg sta per mettere online un software da scaricare con una guida alla compilazione per capire dove si è in regola e dove no e come rimediare, già in rete i requisiti per iscriversi; inoltre, ci sarebbe una disponibilità del Garante di ragionare con la professione sulle procedure per gestire i dati al meglio, «Fimmg potrebbe proporre un documento per condividere modalità operative».