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BONUS BEBÈ: L'Inps accoglie le controdeduzioni della Fimmg sulla certificazione e riformulera' la circolare

gravidaL'INPS si impegnera' a riformulare la circolare sulla certificazione medica per ottenere il "bonus bebe", accogliendo la sollecitazione della Fimmg, sostenuta dalla Sisac.
Questo quanto comunicato durante l'incontro che si è svolto oggi tra la Fimmg, in delegazione costituita dal segretario nazionale generale Silvestro Scotti, dal vice segretario Giacomo Caudo e dal segretario regionale del Lazio Maria Corongiu , e la Sisac per discutere proprio delle criticità legate alla certificazione per ottenere il cosiddetto "bonus bebè". Il coordinatore Vincenzo Pomo," riferisce la Fimmg in una nota " ha spiegato che dall'incontro con gli uffici tecnici dell'Inps è stata confermata la fondatezza delle richieste del sindacato riguardo la revisione della circolare in merito, come il differente trattamento della donna lavoratrice da quella senza occupazione lavorativa. L'INPS ha preso pertanto formale impegno a formulare una nuova circolare che recepisca le osservazioni dopo la naturale condivisione col ministero della salute e del lavoro.
È stata anche condivisa " continua la nota" la necessità che qualsiasi decisione operativa riguardo la medicina generale non possa essere delegata a semplici circolari ministeriali o amministrative, ma passi per la necessaria discussione e valutazione sindacale attraverso la Sisac.

LEGGI LE CONTRODEDUZIONI DELLA FIMMG

VACCINI: IL DG del Ministero della Salute su esposto dei Codacons, nessuna incompatibilità

guerra(AdnKronos Salute)-«Ipotizzare congiure nel settore è come dire che, seguendo il piano di eliminazione del morbillo promosso dall'Oms, l'Italia sta guidando il più grosso complotto mondiale a favore dei fabbricanti di vaccini». Risponde così il direttore generale alla Prevenzione del ministero della Salute, Raniero Guerra, al Codacons che ha presentato un esposto all'Anac per presunta incompatibilità del Dg. Guerra precisa che «il 26 febbraio 2007 il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Enrico Garaci, mi nominò membro di garanzia del consiglio d'amministrazione della Fondazione Smith Kline (non Glaxo), come previsto dallo statuto della stessa Fondazione che prevede un membro del ministero della Salute e un membro dell'Iss (tra gli altri). Tale funzione venne svolta fino alla data del 29 settembre 2010, naturale scadenza prevista dalla rotazione degli incarichi». Funzione, sottolinea, «da me resa pubblica attraverso il mio Curriculum, disponibile anche sul sito del ministero della Salute».Quanto alla presenza di Guerra a Washington, insieme alla Lorenzin, lo stesso Guerra spiega che «era determinata dal fatto che tra i compiti della mia funzione di addetto scientifico dell'Ambasciata d'Italia negli Usa era prevista la gestione dei rapporti con l'autorità scientifica e istituzionale sanitaria federale. In questo caso l'Health and Human Services (equivalente al nostro ministero della Salute) e i Centers for Disease Control, promotori della Global Health Security Agenda (Ghsa), un'iniziativa internazionale a cui partecipano oltre 45 paesi, sotto l'egida dell'Oms, della Fao e dell'Organizzazione mondiale per la salute animale». «Ho dato pareri anche recenti al Consiglio di Stato, richiesti anche dalle amministrazioni regionali a cui compete (giova ricordarlo) in maniera esclusiva e autonoma l'acquisizione e l'erogazione dei vaccini, che delineano e confermano la mia assoluta indipendenza - sottolinea - Stabilita la verità, ho dato mandato ai miei legali di tutelare la mia immagine e integrità in ogni sede».

VACCINI, arriva il percorso ad hoc per bambini non protetti

vaccinazioneee thumb other250 250ADN KRONOS: Piano di recupero personalizzato e sotto valutazione medica per i bambini non sottoposti alle vaccinazioni come previsto dal calendario ottimale che scatta al 61esimo giorno di vita. Secondo quanto riporta la Circolare emanata dal ministero della Salute con le prime indicazioni operative a Regioni e Province autonome per l'attuazione del decreto vaccini, "il recupero dei non vaccinati o dei vaccinati parzialmente, a cura delle Asl competenti, necessita di una valutazione da parte del sanitario che dovrà, in particolare - si legge nel documento - tenere in considerazione diversi elementi, quali: vaccini e numero di dosi già somministrati, età del minore, numero di dosi necessarie a completare ciascun ciclo a seconda dell'età e della presenza di eventuali condizioni cliniche, intervallo tra le dosi raccomandato in scheda tecnica e tra vaccini diversi, esistenza di prodotti combinati, possibilità di associare nella stessa seduta più vaccini". La procedura di recupero viene stabilita a livello locale e scatta una volta che l'Asl ha accertato l'inadempimento dell'obbligo anche attraverso un controllo dell'anagrafe sanitaria, e verificato che non si sia già mossa la stessa azienda sanitaria o un'altra. Nella Circolare si raccomanda pertanto "che le Asl integrino i loro archivi dell'anagrafe vaccinale con le vaccinazioni dei minori effettuate da altri servizi vaccinali o privatamente". Se dopo tutti gli accertamenti del caso l'Asl conclude che un minore fra 0 e 16 anni non è stato sottoposto alle vaccinazioni secondo il calendario relativo alla propria coorte di nascita, partono vari step che vanno da una comunicazione alla famiglia all'eventuale sanzione da 500 a 7.500 euro, fino alla segnalazione al Tribunale per i minorenni come ultimo passaggio. Prima l'azienda rivolgerà ai genitori/tutori un invito scritto, eventualmente corredato di materiale informativo. In caso di mancata risposta, i genitori/tutori verranno nuovamente contattati via raccomandata per un colloquio. Se non dovessero presentarsi, o se dopo il confronto continueranno a non far vaccinare il figlio, l'Asl contesterà formalmente l'inadempimento dell'obbligo vaccinale. La sanzione potrà essere applicata anche se il minore ha superato i 16 anni, purché la violazione si stata verificata prima. A prescindere dal numero di vaccinazioni omesse - si chiarisce ancora nella Circolare - la sanzione è una sola, ma il suo ammontare dipenderà anche dal numero di obblighi vaccinali non adempiuti. Una nuova sanzione è invece possibile se, successivamente alla prima, i genitori/tutori dovessero incorrere nella violazione di un obbligo vaccinale nuovo e diverso, incluso un eventuale richiamo vaccinale. La segnalazione al Tribunale per i minorenni avviene se, decorso il termine indicato nell'atto di contestazione, l'inadempimento rimane.

PREVIDENZA: Il Parlamento preme per la fusione delle Casse dei Professionisti

enpam(Finanza On Line) di Camillo Linguella. Ciclicamente torna alla ribalta la sorte delle Casse Pensioni dei Professionisti, privatizzate fin dal biennio 1994/96 ma incappate nella spending review, da cui un contenzioso infinito che sembra ora sciolto a favore delle Casse, ma ovviamente il Parlamento non demorderà.
La natura giuridica privata si è sostanziata nell'applicazione delle regole di persone giuridiche private. Al medesimo tempo il perseguimento della funzione pubblica, prevista all'articolo 38 della Costituzione, legittima la sussistenza di una serie di poteri dello
Stato, da cui si era fatto discendere l'obbligo di contribuire a ridurre il disavanzo pubblico, pur non avendo mai ricevuto alcun sussidio dallo Stato. Pertanto era maturo il tempo di sciogliere questo nodo.
La Commissione bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza ritiene a questo punto necessario, operare una revisione della normativa che potrebbe assumere la forma di un Testo Unico.
La Commissione ha funzioni di vigilanza e di controllo e non esercita la funzione legislativa, ma ha ritenuto di fornire un contributo per possibili soluzioni.
Per effetto del decreto legislativo n. 509 del 1994, furono privatizzate quindici
casse previdenziali (Cassa Nazionale del Notariato, Cassa Forense, CIPAG, CNPADC, INARCASSA, CNPR, ENASARCO, ENPACL, ENPAF, ENPAIA, ENPAM, ENPAV, FASC, INPGI e ONAOSI), mentre ai sensi del decreto legislativo n. 103/1996, sono stati costituiti direttamente come enti privati cinque casse (EPPI, ENPAB, ENPAP, ENPAPI ed EPAP.
Il Testo Unico dovrebbe applicarsi non solo ai soggetti iscritti in ordini e collegi professionali, ma anche agli appartenenti alle professioni previste dalla l. 14 gennaio 2013, n. 4, cioè coloro che non sono inquadrati in ordini o collegi e che svolgono attività spesso molto rilevanti in campo economico, consistenti nella prestazioni di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale..
Ci si riferisce, in particolare, ai tributaristi, ai consulenti fiscali, agli amministratori di condominio, agli urbanisti, ai consulenti legali in materia stragiudiziale, e a chi si occupa di tenuta della contabilità, dichiarazione dei redditi, imposizione fiscale, ai consulenti aziendali, che non siano già iscritti a un albo o collegio professionale. onde prevedere adeguate tutele previdenziali per i lavoratori di tali settori innovativi . Viene ribadita la natura giuridica di diritto privato. Escludendoli dalla spending review
L'assetto organizzativo della previdenza privata è molto frammentato, per la ragione storica. Ma se la realtà delle singole professioni giustifica una pluralità e una separazione degli ordini, non automaticamente lo stesso modello deve essere replicato per la gestione della funzione previdenziale. La presenza di venti enti diversi implica la presenza di macro-casse in termini di iscritti e di patrimonio gestito (quattro delle quali hanno ben più di 100 mila iscritti, con l'ENPAM che ne conta più di 350 mila, ENASARCO circa 250 mila e due – Cassa Forense e Inarcassa – intorno a 170 mila iscritti), di casse di
medie o piccole dimensioni (dalla CIPAG circa con 95 mila iscritti alla Cassa del Notariato con meno di 5 mila iscritti). In particolare l'esistenza di venti enti diversi, implica che ognuno abbia una propria gestione finanziaria e del patrimonio, in alcuni casi secondo un modello di gestione diretta attraverso le strutture amministrative dell'ente, in altri casi secondo una modalità di affidamento in outsourcing ad operatori finanziari esterni; le ridotte dimensioni patrimoniali di molte casse riducono il loro peso di
contrattazione nella gestione dei rapporti finanziari sul mercato, e rende difficile accrescere la trasparenza delle scelte finanziarie, considerando peraltro che il patrimonio complessivo degli enti previdenziali privati ammonta a circa 70 miliardi di euro e costituisce pertanto una massa finanziaria considerevole
.La frammentazione implica poi una indubbia complicazione del contesto operativo e un incremento dei costi di funzionamento (si pensi alla pluralità di organi collegiali esistenti tra tutte le casse, alla tendenza alla elevata consistenza numerica degli organi e alle conseguenti remunerazioni), con la moltiplicazione delle procedure interne e dei rapporti con le autorità pubbliche di controllo. Le stesse procedure di vigilanza e di controllo da parte delle autorità pubbliche sono indubbiamente rese più complesso dovendo moltiplicare per venti enti le medesime attività. La scelta di favorire l'accorpamento degli enti si colloca dunque in continuità con una tendenza legislativa già esistente, sebbene inattuata.
La Commissione ritiene necessario distinguere gli enti a seconda della loro natura « monocategoriale » o « pluricategoriale ». Per stimolare il processo di accorpamento tra gli enti, che deve avvenire secondo criteri di affinità e similarità delle professioni, spesso connesse tra loro nella pratica professionale o con problemi gestionali analoghi, si prevede il divieto della costituzione di nuovi enti monocategoriali.
Per stimolare il processo di accorpamento su base volontaria da parte degli enti può essere introdotto un regime di tassazione agevolata per gli enti pluricategoriali, idoneo a costituire uno stimolo ad intraprendere tale scelta organizzativa.
L'accorpamento non deve peraltro determinare una confusione tra le gestioni degli iscritti a diversi ordini collegi professionali. Dal Parlamento vengono segnali di fumo che spingono in questa direzione ed anche rapidamente. Nella manovra bis, quella che ha reintrodotto i voucher, i fondi pensione sono stati esentati dal bail in, ma non così le Casse pensioni dei professionisti. Il sottosegretario al Tesoro Baretta ha subito fatto sapere che si cercherà di provvedere. Appunto, si cercherà!

INTERNET: Usa, boom di viste da medici di medicina generale 'virtuali, 'oltre 720mila pazienti per sito, giudizio visite buono

specializzazioni medicheROMA - Il medico di base può diventare 'virtuale', e al posto della fila in sala d'attesa, almeno in qualche caso, si può ricorrere a una serie di domande su un sito ottenendo risposte altrettanto soddisfacenti. Lo afferma un rapporto sul sito della American Medical Association (Ama), secondo cui uno degli esempi principali in questo senso, il portale MyNovant, sta avendo ottimi risultati. Il sito, che in pochi anni ha raggiunto oltre 720mila iscritti, permette di prenotare visite 'reali' con gli specialisti delle cliniche del gruppo, richiedere ricette e seguire nel tempo l'andamento dei parametri di salute, ma dà anche la possibilità di due tipi di visite virtuali, una in videoconferenza con un medico e l'altra, chiamata 'e-visit', rispondendo a domande. Una volta cliccato il proprio sintomo, si apre una serie di domande di approfondimento. Il 95% dei pazienti che ha ricevuto una e-visit ha dato un giudizio 'buono' o 'molto buono'.
Meno apprezzato il prezzo, che per chi non ha un'assicurazione arriva a 30 dollari a visita. "Ci aspettavamo che le visite in video fossero più popolari - ha spiegato alla Collaborate in Practice Conference di Chicago Lauren Miller, fra gli ideatori - mentre hanno avuto più successo le e-visit, ne abbiamo fatte finora oltre 16mila". Le visite online sembrano essere apprezzate, almeno negli Usa, anche per i bambini.
Secondo un rapporto realizzato dal Nemours Children's Health System il 67% dei genitori intervistati ha usato o pensa di usare dei servizi di telemedicina per i propri figli. Anche l'American College of Physician ha pubblicato delle linee guida sull'argomento in cui, pur sottolineando che la virtualizzazione comporta dei rischi, afferma che 'l'innovazione promessa dalla telemedicina non è solo fare virtualmente le stesse cose che si facevano faccia a faccia, ma piuttosto riconoscere che molte cose che si pensava richiedessero una visita nello studio medico in realtà non la richiedono".

INTERNET : L'eccessivo utilizzo di può indurre variazioni di fattori fisiologici oltre che psicologici

internetUno studio frutto della collaborazione tra le Università di Swansea e di Milano, pubblicato su Plos One, presenta la prima dimostrazione sperimentale di cambiamenti fisiologici a seguito dell'esposizione a internet nelle persone che hanno un rapporto problematico con questo mezzo. «Sapevamo che le persone dipendenti da internet provano ansia quando si disconnettono, ma ora possiamo vedere che questi effetti psicologici sono accompagnati da effettivi cambiamenti fisiologici», spiega alla stampa Phil Reed, dell'Università di Swansea, Regno Unito, autore principale dello studio.
In totale, 144 partecipanti dai 18 ai 33 anni sono stati sottoposti al controllo di fattori fisiologici quali frequenza cardiaca e pressione sanguigna, e di fattori psicologici come ansia e variazioni dell'umore prima e dopo una breve sessione di internet. I risultati hanno mostrato un aumento dell'attivazione del sistema nervoso autonomo alla chiusura della sessione per oltre il 40% del campione, costituito da individui che utilizzavano internet in maniera problematica, insieme a un aumento delle sensazioni di ansia. Tali cambiamenti non si sono invece verificati per i partecipanti che non hanno mostrato problemi collegati all'utilizzo di Internet.
Queste variazioni, pur non pericolose per la vita, possono essere associate a sentimenti di ansia e ad alterazioni del sistema ormonale che possono ridurre le risposte immunitarie. Lo studio ha anche suggerito che questi cambiamenti fisiologici e l'ansia conducono a uno stato simile all'astinenza, e sono collegati a stati depressivi. «I partecipanti al nostro studio hanno usato internet in modo piuttosto tipico, navigando sui social media e facendo shopping, quindi confidiamo che questi risultati possano essere generalizzati» affermano i ricercatori. «Tuttavia, ci sono persone che usano internet in altri modi, come i giocator, e gli effetti del disconnettersi sulla loro fisiologia potrebbero essere diversi; ciò è ancora da stabilire». Roberto Truzoli, che ha diretto il gruppo di lavoro dell'Università di Milano, aggiunge: «Se l'uso problematico di internet risulti essere una dipendenza che implica effetti di astinenza fisiologici e psicologici o se sia più da riferirsi a compulsioni è un argomento da approfondire, ma questi risultati sembrano indicare che, per alcune persone, è molto probabile che ci si trovi di fronte a una dipendenza».