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CARENZA MEDICI, Anelli Fimmg aumentare le borse e il rapporto numerico tra medico e paziente

medicofamiglia21DOCTOR 33- Rossella Gemma- La Fnomceo torna ancora una volta sul discorso della mancanza di medici opportunamente formati per poter andare a sostituire gli specialisti e i medici di famiglia che andranno in pensione nel prossimo futuro. Nell'ultimo Consiglio, infatti, è stato proprio il presidente dell'Omceo di Bari, Filippo Anelli a proporre una mozione, approvata all'unanimità, per tentare di risolvere il problema all'origine. Bisognerà, insomma, revisionare l'intero sistema formativo: implementando, certamente, le procedure concorsuali per i medici dipendenti e incrementando i contratti di formazione specialistica «di quanto necessario per coprire il fabbisogno derivante dal pensionamento nel prossimo decennio degli specialisti operanti nel servizio Sanitario Nazionale», spiega Anelli. Ma anche raddoppiando, in parallelo, e già da quest'anno, il numero di borse di studio per il corso di formazione in medicina generale; riaprendo i bandi regionali per l'accesso allo stesso corso per i laureati non ancora abilitati; incrementando le attività compatibili con la frequentazione del corso.
«La situazione è abbastanza drammatica sia sul versante della dipendenza che su quello della medicina generale - spiega proprio a DoctorNews33, Filippo Anelli - perché in entrambi i casi l'età media dei medici attualmente in servizio supera abbondantemente i 50 nella stragrande maggioranza dei casi. E questo significa che il ricambio, nei prossimi 10 anni, sarà circa del 70% nelle medicina generale per arrivare poi ai 90% nei prossimi 15 anni». Saranno 36000, secondo le proiezioni, i camici bianchi che resteranno intrappolati nel cosiddetto imbuto formativo nel decennio 2017/2026: laureati che non riusciranno a iscriversi né alle Scuole di Specializzazione né al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, rimanendo così, di fatto, "formati a metà", senza poter accedere alla professione, e costretti a emigrare o a accettare condizioni di sottoimpiego. A fronte di questo, ci sarà l'ondata di pensionamenti che coinvolgerà, nello stesso periodo, il 70% dei medici oggi in servizio. Due, dunque, le possibili strade da percorrere, secondo il presidente Omceo di Bari. «La prima, sarebbe l'aumento delle borse per aiutare i futuri medici di medicina generale; l'altra quella di aumentare il rapporto ottimale tra numero di medici e cittadini. Oggi, questo rapporto ottimale si potrebbe aumentare ad un medico ogni 1300 pazienti, così da avere meno bisogno di medici nell'imminente. Sul versante ospedaliero, la via maestra è quella di sbloccare il turn over e, anche qui, aumentare le borse di studio dal momento che ogni anno restano fermi circa duemila medici dopo la laurea per il mancato accesso alle scuole di specializzazioni. Di questo anche le Regioni sono a conoscenza e condividono l'aumento delle borse», conclude Anelli.

CONVENZIONI : medici, arriva un nuovo atto di indirizzo. Sisac: il nodo sono le risorse

cartella clinicaDOCTOR 33 - Mauro Miserendino - Se per le farmacie è ancora buio, per la medicina generale la trattativa sulla convenzione registra novità. Proprio mentre il sindacato dei medici Fimmg evoca un autunno caldo, il comitato di settore guidato da Massimo Garavaglia annuncia da parte delle Regioni il nuovo e definitivo atto di indirizzo e la disponibilità a trattare sulle risorse da parte delle Regioni. Garavaglia conferma però che per gli aumenti della dipendenza cui andranno parametrati quelli della convenzione, il governo deve mettere nero su bianco le risorse nella prossima finanziaria "o salta tutto". Alla Sisac è stato dato pieno mandato per risolvere la parte normativa. E proprio alla Sisac chiediamo se si va verso una svolta in positivo o in negativo.

«Al di là degli annunci di agitazione che datano da prima degli incontri con il Comitato di settore per i medici di medicina generale e della convenzionata credo che l'incontro tra sindacati e il comitato stesso con il presidente Garavaglia, abbia chiarito definitivamente il panorama», afferma il Coordinatore Sisac Vincenzo Pomo. «Questa settimana (oggi ndr) il comitato di settore espliciterà gli ambiti entro i quali a settembre credo possa riprendere concretamente la trattativa».

E gli inviti a riscrivere l'atto di indirizzo lanciati in questi giorni dai sindacati? «I sindacati sanno che nelle questioni di merito c'è sintonia», dice Pomo. «La convenzione non può che essere allineata al piano nazionale cronicità e ai nuovi livelli essenziali di assistenza. Il problema è piuttosto rispondere all'aspettativa legittima dei medici di vedersi riconosciuto un contratto completo sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista economico. E qui nell'ultimo incontro il comitato di settore ha chiarito che le Regioni non hanno problemi ad affrontare il tema degli aumenti retributivi; il rinnovo della dipendenza e quello della medicina convenzionata non possono andare disgiunti. Il Comitato però pone l'accento sulla questione delle risorse, da dove prenderle».

La fonte per le risorse economiche va definita meglio pure per la dipendenza, e il presidente del comitato di settore Garavaglia ha accennato in questi giorni al fatto che alcune regioni a statuto speciale non versano il contributo alla finanza pubblica. Si tratta di 422 milioni quest'anno e circa 600 il prossimo di cui potrebbero giovarsi convenzioni e contratti nel Servizio sanitario nazionale. Il problema sta a Roma e non a caso Fimmg, che pure ha annunciato la mobilitazione verso l'atto di indirizzo insoddisfacente, in settimana incontra il ministro della Salute.

In soldoni quante probabilità ci sono di andare verso un autunno di scioperi e niente trattativa? «La mobilitazione a mio avviso in questo caso è uno strumento di politica sindacale -dice Pomo- che ha lo scopo di mettere pressione alla politica nazionale affinché risolva alcuni nodi, non tanto alle Regioni che hanno dichiarato la loro disponibilità a venire incontro economicamente ai medici. Si apre dunque una pagina di confronto con il governo per reperire le fonti di finanziamento di contratti e convenzioni».

I sindacati dei Mmg chiedono anche di inserire misure per garantire un turnover: in tanti stanno andando in pensione e i giovani sono pochi...«La convenzione è un accordo che non ha competenze in tema di programmazione sanitaria. Ciò detto la Sisac rappresenta le regioni e molte specie al Nord sono in difficoltà per le carenze di medici del territorio. Abbiamo attivato un tavolo di lavoro per capire le dimensioni del fenomeno e siamo in contatto anche con Enpam; serve senso di responsabilità: non è un'emergenza immediata ma va affrontata per tempo per evitare le criticità che si prevedono arrivare da qui a 4-5 anni».

VACCINI: appello della Lorenzin, dopo l'approvazione del dl siamo tutti pro-vax e non no vax

lorenzin2015 thumb medium250 250Roma, (AdnKronos Salute) - "Fino all'approvazione del decreto alla Camera, fate tutta l'opposizione che volete contro l'obbligatorietà, ma non alimentate campagne antivaccinali, considerando che voi dite di essere a favore". Lo dice il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ospite di Uno mattina su Rai 1, rivolgendosi ai deputati del Movimento cinque stelle a proposito
dell'iter parlamentare del decreto vaccini, ormai prossimo all'ok definitivo della Camera.
"Abbiamo la necessità - sottolinea - che soprattutto chi ha responsabilità di rilievo spieghi agli italiani che non c'è nessun pericolo nei vaccini, e smentisca le 'fake news', le balle colossali anti-scientifiche che girano su internet e che vengono riproposte purtroppo anche nel dibattito pubblico. Perciò dico a tutti – è l'appello del ministro - dal giorno dopo l'approvazione cerchiamo di
essere tutti pro-vax e non 'no vax'".

APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA: Corte Costituzionale un decreto è un indirizzo non obbligo coercitivo e non può limitare il libero esercizio della professione medica.

cortecostituzionaleLe indicazioni di un decreto e le scelte politico economiche non possono assolutamente limitare il libero esercizio della professione medica, ma sono solo un semplice invito ad attenersi a determinati protocolli e servono a tutelare il paziente dalla Cattiva Clinica.
Questa una sintesi della sentenza n. 169/2017 del 21 marzo, depositata il 12 luglio 2017 dalla Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi sul Decreto Lorenzin, che pone alcune basi sull'appropriatezza prescrittiva e le modalità di verifica della stessa da parte delle strutture sanitarie.
La sentenza perimetra con esattezza, con la sua interpretazione, le norme relative alle condizioni di erogabilità del decreto Lorenzin, e di ogni decreto sulla spesa sanitaria, e le interpreta non come un vincolo ma solo come un invito di conoscenza per il Medico ribadendo le norme della giurisprudenza in merito alla libertà, autonomia e responsabilità del sanitario, riportando quindi negli esatti confini l'intrusività della politica, e consolidando ancor di più la giurisprudenza ormai vasta.

Ecco i punti salienti:

No all'imposizione di norme solo a scopi finanziari

La medicina è una scienza in evoluzione pertanto non è possibile imporre una metodica prettamente finanziaria nelle linee guida poiché le acquisizioni scientifiche sono in continua evoluzione e la loro applicazione dipendono dall'autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali (sentenze n. 338 del 2003 e n. 282 del 2002), (sentenza n. 151 del 2009)."

La giurisprudenza deve tener conto dell'evoluzione e della specificità di una patologia

La legge e la giurisprudenza devono tenere sempre conto non solo della dinamica evolutiva terapeutica ma anche della specificità del paziente, inteso come soggetto titolare di un diritto alla appropriata attribuzione dei presidi diagnostici e terapeutici.

Le sanzioni? mai per deterrenza ma per tutelare la buona clinica

La vigilanza e l'eventuale comminazione di sanzioni al medico non possono essere adoperate per una azione di deterrenza ai fini di ridurre la spesa sanitaria, devono essere al contrario, dirette alla tutela del paziente e del servizio, intercettando eventuali gravi scostamenti dalla buona pratica medica, diretti a soddisfare unicamente interessi economici dei soggetti coinvolti ovvero nell'industria farmaceutica o nella produzione dei servizi sanitari o comunque altri interessi, confliggenti con l'efficace ed efficiente gestione della sanità."

No alla discrezionalità politica ma attenersi alle conoscenze scientifiche

Non sono ammissibili scelte legislative di pura politica dirette a limitare o vietare il ricorso a determinate terapie la cui adozione ricade nell'ambito dell'autonomia e della responsabilità dei medici, che sono tenuti ad operare col consenso informato del paziente e che devono basarsi sullo stato delle conoscenze tecnico-scientifiche a disposizione, conoscenze che devono derivare e devono essere acquisite da istituzioni e organismi - di norma nazionali o sovranazionali - a ciò deputati.
Il confine tra terapie ammesse e terapie non ammesse, deve tener conto dei due diritti fondamentali della persona malata: quello ad essere curato efficacemente, secondo i canoni della scienza e dell'arte medica; e quello ad essere rispettato come persona, e in particolare nella propria integrità fisica e psichica, (sentenza n. 282 del 2002), (sentenza n. 338 del 2003).

Richiesta di chiarimenti al medico prescrittiore

La richiesta di chiarimenti al medico prescrittore e l'eventuale riduzione del trattamento economico accessorio deve essere intesa come rigorosamente riferita, non a mere elaborazioni statistiche sull'andamento generale delle prescrizioni, ma a gravi scostamenti dalle evidenze scientifiche in materia. Ovviamente all'interessato deve essere assicurato il diritto a controdedurre rispetto all'addebito contestato, ma anche consentito che egli possa interagire nelle fasi iniziali della decisione formale, in modo da assicurare in tale sede la piena cognizione dei fatti e degli interessi in gioco.

I controlli in linea con la deontologia medica

I controlli non devono essere "controlli burocratici" bensì devono essere gestiti secondo le regole deontologiche dell'esercizio della professione medica. Di questo è responsabile il direttore generale per omessa vigilanza ai sensi dell'art. 9-quater, comma 6.

IL TESTO DELLA SENTENZA

VACCINI. LORENZIN: sui social fake news contrabbandate come verita'

vaccinos(Dire) Roma-Quello dei vaccini e' un tema all'ordine del giorno e su cui "dobbiamo tenere la guardia alzata. Il livello di accesso alle informazioni e' cambiato, sui social trovi fake news contrabbandate come verita' scientifiche e per questo e' importante che anche le forze politiche abbiano come punto di riferimento le autorita' sanitarie e non le fake news".
È quanto sostiene il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervistata da Sky Tg24. "Noi spesso il passato recente lo dimentichiamo", ha proseguito il ministro, facendo riferimento al momento in cui "non abbiamo piu' visto un malato di poliomielite nel nostro condominio, un bambino con una menomazione, non vediamo bambini con la meningite, non abbiamo piu' sentito di donne con la rosolia incinta o le complicanze del morbillo, ce le siamo dimenticate. Ed e' venuta meno la percezione della sicurezza da parte della popolazione e sono cresciute mode antiscientifiche che prendono varie connotazioni, si basano sempre su un concetto di liberta' di cura che non c'entra nulla. Ieri Stamina, oggi le vaccinazioni, l'altro ieri il rifiuto della chemio".

CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FIMMG: Stato di agitazione e sciopero per mancato rinnovo dell'ACN

ACN thumb250 250Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Roma in data 22 luglio 2017, presso l'Hotel Sheraton Roma, via del Pattinaggio 100, ascoltata la relazione del Segretario Generale Nazionale
la condivide e approva.
Il Consiglio Nazionale della FIMMG, in relazione al rinnovo dell'ACN
Valuta
negativamente il ritardo sull'aggiornamento dell'atto di indirizzo sulla scorta delle effettive necessità di regolazione derivante dai provvedimenti legislativi nei rapporti tra medici di medicina generale e Regioni e il conseguente mancato avvio del tavolo di trattative con la Sisac;
ritiene
che il mancato rinnovo della convenzione impedisca di fatto l'attivazione di idonei strumenti per la gestione delle patologie croniche che interessano circa il 40% dei cittadini italiani;
osserva
che la carenza di medici di medicina generale, derivante dalla gobba pensionistica e da un numero insufficiente di posti messi a bando per la formazione specifica in medicina generale, non potrà trovare una esaustiva soluzione senza un serio rinnovo dell'ACN;
considera
indispensabile per la categoria giungere nel breve tempo ad un rinnovo contrattuale che consenta ai medici della Fimmg e non solo (medici di famiglia, di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria, di medicina dei servizi, di medicina penitenziaria, dei medici INPS) di ottenere l'adeguamento delle competenze economiche stanziate nell'ultima legge finanziaria anche come conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale n.178/2015 che ha definitivamente sbloccato il rinnovo contrattuale, oltre che normativo economico;
considera
altrettanto inaccettabile che la politica parlamentare non affronti il problema del rifinanziamento del FSN in vista della prossima legge di stabilità;
ritiene
indispensabile avviare una mobilitazione generale della categoria per rivendicare la necessità del rinnovo dell'ACN, la necessità di un rifinanziamento del FSN, la necessità di garantire ai cittadini italiani un SSN equo, universale e solidale e non ultima la necessità di una seria politica di rinnovo generazionale;
da mandato
al Segretario nazionale e all'Esecutivo nazionale di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di agitazione della categoria e di predisporre le necessarie modalità di lotta sindacale, ivi compreso lo sciopero generale della categoria, ed il relativo calendario in occasione del Congresso Nazionale della Fimmg convocato dal 2 al 7 ottobre a Cagliari.
approvata all'unanimità.