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AGGRESSIONE MEDICI: Aumentare pene per chi aggredisce un sanitario nell'esercizio delle sue funzioni

guardia-medica-web"Vanno aumentate le pene per chi aggredisce un sanitario nell'esercizio delle sue funzioni". Lo ha detto Silvestro Scotti parlando della dottoressa di guardia medica violentata nel Catanese durante il suo intervento a un convegno organizzato da FIMMG Piemonte sul tema delle Case della Salute. Lavorare in rete con gestione integrata, fare diagnosi precoci, puntare sulla prevenzione: le parole chiave che i professionisti della sanità piemontese hanno imparato a usare per affrontare ogni giorno i problemi dei pazienti cronici, adeguando il lavoro alle diverse realtà geografiche della regione. Dal confronto con i medici sono venuti anche il richiamo al rafforzamento della rete informatica, per consentire di lavorare davvero in rete e, soprattutto, la necessità di una reale integrazione con gli specialisti, per garantire l'effettiva presa in carico e la continuità assistenziale per il paziente. "Una piccola grande rivoluzione culturale", secondo Saitta, che ha condiviso anche l'appello di Scotti affinchè si possano individuare a livello nazionale soluzioni per garantire maggiore sicurezza ai sanitari nell'esercizio delle loro funzioni.

CONGRESSO NAZIONALE FIMMG: Intervento del Ministro Lorenzin

lorenzinchia copy Il Ministro Beatrice Lorenzin è  stata presente al 74° Congresso Nazionale della Fimmg con un lungo intervento ieri pomeriggio, dopo la relazone del Segretatrio nazionale Silvestro Scotti. Nel discorso della Lorenzin non sono mancati i riferimenti al rinnovo delcontratto dei medici,  l'ACN , che già Massimo Garavaglia, Presidente del Comitato di settore , aveva poco prima auspicato molto probbile entro il prossimo Natale, impegnandosi a riportare il Fondo Sanitario Nazionale ad una cifra dignitosa vicina al miliardo di euro.  “Quello che c’è è vecchio va riattualizzato ed adeguato  ai cambiamenti che vi chiediamo di realizzare ...siamo in un momento straordinario perché tutta la PA vive una fase di crescita", ha detto il Ministro  rivolgendosi  ad una platea gremita di medici." La medicina si fa con le tecnologie ed i farmaci innovativi, ma fondamentaleli  restano le persone e i professionisti , il capitale umano, sul quale bisogna investire. E' questa la vera sfida"  " ll Piano nazionale della prevenzione, della cronicità, la realizzazione dei nuovi Lea, tutto passa attraverso i medici di famiglia il cui ruolo non è  in contrasto con gli specialisti ospedalieri.... " Sono due settori che devono lavorare insieme. Infine, il Ministro ha sottolineato che ci aspettiamo dai medici di famiglia  la capacità di fare prevenzione. Il Piano nazionale vaccini, vince se la battaglia passa dai Medici di medicina generale e dai Pediatri di libera scelta. ...

INPS: Petrone (Fimmg), grazie a Madia sull' atto di indirizzo

inps thumb large300 300(AGI) - Roma. - "Ringraziamo il Ministro Madia per l'ottimo lavoro e per aver mantenuto le promesse" . E' quanto dichiara Alfredo Petrone, segretario nazionale del settore Inps della FIMMG in merito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto di Atto di Indirizzo per la stipula della convenzione per la medicina fiscale. "Ora e' necessario procedere presto alla stipula dell' Accordo Collettivo Nazionale , tra INPS ed OOSS di categoria che ottimizzi il servizio del Polo Unico della Medicina Fiscale con una convenzione, che fidelizzi i medici con incarico stabile, tendente al tempo pieno, e con le relative tutele conformi a quelle in essere negli ACN del SSN - prosegue Petrone -. Il Governo ha mantenuto le promesse ? ora tocca noi"

ACN: Bartoletti (Fimmg) dovrà tener conto della fase di ricrescita economica

bartoletti thumb250 250MD DIGITAL di Anna Sgritto "L'avvio del Tavolo per il rinnovo dell'Acn in un clima di dialogo con gli altri sindacati della Medicina Generale ci fa fa ben sperare in un confronto costruttivo aperto con tutti i soggetti della parte pubblica: Governo, Regioni e Sisac. Non vogliamo però essere eccessivamente ottimisti e dobbiamo prepararci ad alzare il tiro qualora diventi necessario". Con queste parole il Segretario Nazionale Fimmg Silvestro Scotti ha aperto i lavori del 74° Congresso nazionale Fimmg-Metis che si sta svolgendo a Cagliari presso il Complesso Chia Laguna – Domus de Maria. Parole condivise dal Vice Segretario nazionale vicario Pierluigi Bartoletti che in una intervista rilasciata a M.D. Digital sottolinea: "pur partendo da buone basi, da un clima favorevole, dobbiamo avere la consapevolezza che siamo di fronte ad una sfida importante. Si tratta di una sfida di sistema che vede sempre più il Mmg impegnato non solo sul fronte delle cronicità, ma anche su quello della prevenzione primaria e secondaria e dell'intercettazione di tutte quelle domande di salute che non possono più afferire né all'ospedale, né al Pronto soccorso".
"Dopo essere riusciti come categoria a individuare collegialmente i problemi e le priorità della contrattazione - evidenzia Bartoletti - l'impresa più difficile sarà condividerli con quelli che ci prospetta la Sisac".
"L'incognita che incombe - continua - è capire come la Sisac riuscirà a dare una visione prospettica alla contrattualistica odierna, tenendo ben presente che le nozze con i fichi secchi non si fanno da nessuna parte". Secondo Bartoletti ad essere ottimistici e considerando tutti i passaggi legati alla trattativa "il contratto potrebbe 'vedere la luce' a metà del 2018 e dovrà fare i conti con la nota di aggiornamento del Def che riduce nel 2020 i fondi destinati alla sanità al 6,3% del Pil".
"Dobbiamo considerare – spiega – che in Europa l'Italia è l'unica che, malgrado la crisi economica, ha mantenuto un Ssn basato su di un sistema solidaristico e universale a cui hanno rinunciato molti Paesi europei. Ora però siamo in un contesto europeo post recessione che va contemplato anche nei rinnovi contrattuali. Questa deve essere una 'convenzione di ricrescita'. È chiaro che ciò dipende da quanto si vuole investire su innovazione e prospettive future".
"Finora - spiega Bartoletti - in maniera artificiosa, abbiamo considerato il nostro sistema sanitario diviso in due grossi blocchi: ospedale e territorio, ma è un dualismo artificiale perché il cittadino nel suo percorso di vita usufruisce sia dell'assistenza di primo sia di quella di secondo livello. Questo è un sistema, ripeto, che dovrà rivedere la sua prospettiva e dovrà farlo tenendo sempre più conto del cittadino/assisto che per definizione utilizza sia i servizi territoriali sia quelli ospedalieri a seconda delle necessità di salute. Noi negli ultimi 25 anni abbiamo continuato a seguire logiche parziali per lo più ospedalocentriche. Ma il Ssn, per poter definirsi tale e al passo con la domanda di salute va considerato nella sua interezza. In questo nuovo quadro prospettico il Mmg non può essere marginale, ma parte integrante. Ad oggi non è così, si continua a lavorare a compartimenti stagni".

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DOTTORESSA VIOLENTATA : in guarda medica, Zuccaro: "Il reato non è stato derubricato"

guardiasicilia thumb medium250 250Catania Today: "E' una 'falsa notizia' quella riportata da 'alcuni quotidiani di informazione online' sulla presunta derubricazione da violenza sessuale a infortunio sul lavoro del reato contestato all'uomo che violentato una dottoressa in servizio alla guardia medica di Trecastagni". Lo afferma, sottolineando di averla letta "con grande stupore e profonda indignazione",il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, in una lettera inviata all'ordine nazionale dei giornalisti.
"A prescindere che non esiste nel nostro codice penale nessun reato rubricato come 'infortunio sul lavoro', ma piuttosto il reato di lesioni personali (dolose o colpose) - scrive il magistrato - i reati contestati all'indagato dal Pm e confermati dal Gip nell'ordinanza cautelare in carcere sono quelli i violenza sessuale aggravata (perché commessa in danno di incaricato di pubblico servizio), di sequestro di persona, di lesioni volontarie pluriaggravate e di danneggiamento".
Nella lettera, il Procuratore cita la pagina del 'Tempo.it' che il 30 settembre ha pubblicato l'articolo 'Catania, dottoressa stuprata in guardia medica: non violenza ma infortunio sul lavoro. Derubricata l'aggressione al medico siciliano'; e la notizia su Rainews.it, del 1 ottobre, dove è nel testo dell'articolo, tra l'altro, è scritto: 'E' stata derubricata dal giudice come incidente sul lavoro la violenza sessuale subita da una dottoressa mentre entra in servizio alla guardia medica di Trecastagni...'. '
"Il grave travisamento dei fatti dagli autori di questi articoli online - scrive il procuratore Zuccaro - non è certamente emblematico del quotidiano scrupoloso sforzo prodotto dai giornalisti professionisti per accertare i fatti, verificare le fonti e così offrire un'informazione corretta'. Poiché 'tali 'scorribande mediatiche' vanno in direzione contraria', il magistrato auspica 'un incisivo intervento da parte degli Ordini competenti per impedire la diffusione di notizie false che alimentano sui social network polemiche ingiustificate nei confronti di magistrati che compiono giornalmente con serietà il proprio dovere". "

Il grave fatto di violenza - ribadisce il procuratore di Catania - è stato perseguito dalla magistratura con il giusto rigore e il dovuto rispetto per la persona offesa. Ogni diversa notizia pubblicata deve essere obbligatoriamente rettificata nei termini sopra spe

CONGRESSO FIMMG: Scotti «Medicina generale a tutta performance»

fimmg2017(Sole 24 ore) di Barbara Gobbi Esclusiva. Il contratto, certamente, con la revisione normativa ed economica, da condurre in porto se possibile entro l'anno, al più tardi entro fine Legislatura. Ma anche un nuovo perimetro, da ridisegnare insieme a istituzioni e stakeholder, dentro il quale la Medicina generale va ricollocata se davvero si vuole vincere la doppia sfida del secolo: cronicità e costi. Il segretario della Fimmg Silvestro Scotti, padrone di casa al 74° Congresso nazionale di Domus De Maria (Cagliari) dal 2 al 7 ottobre, traccia la rotta a breve-medio termine della professione.
"D alla prestazione alla performance": il titolo del Congresso riassume la filosofia del suo mandato?
Esattamente. Ed è una provocazione a tutto il sistema. È chiaro che la performance non si può misurare su un'unica area professionale, ma è la sfida che la medicina generale lancia al sistema sanitario nel suo complesso.
Quanto, a suo avviso, i tempi sono maturi?
Sicuramente il sistema ha bisogno degli strumenti contrattuali dei professionisti. C'è una coincidenza di rinnovo che riguarda un po' tutti. E c'è un indirizzo della nuova normativa sul pubblico impiegom che non può essere ignorata: avendo sottolineato la necessità che i contratti incidano, anche sul piano della capacità retributiva, su livelli meritocratici, è chiaro che tutto il sistema deve tendere a quella valorizzazione.
È un problema solo di risorse o anche di capacità di programmare o attuare percorsi nuovi?
Il problema è cominciare a uscire fuori da dinamiche di silos contrattuali - di appartenenze specialistiche o generaliste - e iniziare a parlare di modelli di assistenza per il cittadino che siano valutati sugli outcome e non sugli output. Vanno messi a bilancio i risultati di salute: è l'unico modo, anche, di portare dentro il sistema una valorizzazione delle azioni di prevenzione, che oggi sono poco valorizzate e "contabilizzate".
Ma esistono indicatori validi per misurare una presa in carico complessa e quindi remunerarla adeguatamente?
Il Dm 70 già prevede che i Dg possano essere commissariati, se non vengono centrati gli obiettivi previsti sugli indicatori, prima ospedalieri e poi di integrazione ospedale-territorio. In ogni caso, esistono sistemi di valutazione di audit per i medici, che sono le basi su cui i professionisti avranno la necessità di cominciare a confrontarsi. Il punto è che ora serve lo strumento contrattuale per rendere tutto ciò un obiettivo. Il tema è "come si ricompensa adeguatamente un lavoratore": nella medicina convenzionata significa attribuirgli un riconoscimento economico ma anche sociale, importante perché strettamente connesso alla scelta che il cittadino fa del proprio medico di famiglia. Abbiamo gli strumenti che permettono di valutare la medicina generale, ad esempo il Chronic care model. Abbiamo fin troppi dati, che però vanno uniformati e messi a sistema e hanno bisogno della valorizzazione professionale della medicina generale.
In tutto ciò, si paventano scenari di desertificazione della medicina generale...
Senz'altro scontiamo un difetto di programmazione, ma abbiamo oggi la possibilità di riqualificare, in termini numerici, il numero di assistiti per Mmg. Ogni medico potrebbe avere ben più pazienti, ottenendo una remunerazione maggiore, purché migliori i percorsi organizzativi nell'ambito della nuova cornice contrattuale. La sfida è riuscire a far crescere il modello organizzativo individuale: sulla base di una logistica del Paese piuttosto diversificata, quando si realizzi la necessità di una complessità assistenziale maggiore, il medico può entrare con la sua organizzazione all'interno delle strutture complesse. Il risultato è offrire un accompagnamento al paziente più significativo, ma sempre mantenendo l'offerta sulla sede periferica, dove il cittadino si è abituato a trovare il suo Mmg.
A questo punto l'allerta borse di studio per la Mg è un falso problema?
In questo momento non basterebbe raddoppiare le borse di studio, per risolvere il problema: in 5 anni 25mila medici andranno in pensione; poiché se ne producono 800 l'anno, ci vorrebbero 30 anni, in teoria, per rimpiazzare quanti escono. Impossibile. Serve una combinazione di soluzioni: è sicuramente necessario aumentare le borse di studio, ma la ri-programmazione dev'essere in sintonia con il modello che auspichiamo si affermi con la nuova Convenzione.
Al congresso ospiterete una serie di interlocutori-chiave. Partiamo dalla ministra della Salute Lorenzin: cosa chiederle?
Le chiediamo di rappresentare una dinamica proattiva al tavolo del Governo, rispetto alla prossima manovra finanziaria. Seppure pare non ci si possano aspettare aumenti del Fsn, ci attendiamo una defiscalizzazione delle quote variabili per obiettivi, collegate alle performance. Con un minimo investimento delle Regioni, la nostra categoria avrebbe un massimo vantaggio reddituale. La seconda aspettativa è che in legge di Bilancio sia attivata la defiscalizzazione, per i primi anni dell'avviamento al lavoro, delle figure professionali di cui ha bisogno la Medicina generale. Che, voglio ricordarlo, produce Pil sia in termini di occupazione che di tecnologia.
Cosa vi aspettate dall'industria farmaceutica?
L'industria è indubbiamente a un bivio, a livello non solo nazionale ma mondiale. In ambito Onu si sta discutendo su quanto la pur giustificata ricerca farmaceutica in termini di investimento, sia poi compatibile con l'accesso alle cure della popolazione mondiale. Comincia a essere necessario introdurre delle regolazioni etiche, senza che ciò si traduca in una riduzione della ricerca. Grande rispetto per le dinamiche di investimento che le aziende fanno, ma è chiaro che vanno individuati meccanismi tali da consentire l'accesso alle cure oltre i meri paletti dei costi. Il rischio oggi, invece, è che i costi facciano saltare i sistemi pubblici - in primis l'Italia e il Giappone - e che li facciano transitare verso la privatizzazione. Non mi riferisco solo ai farmaci per l'epatite C, ma anche alle terapie per le malattie croniche, ad esempio agli oncologici. Alle imprese chiediamo se la loro posizione è di complicità con quella della Medicina generale, di interesse al mantenimento di un'area di cura pubblica, e con quali equilibri. Altrimenti rischiamo di avere un accesso alle cure limitato al reddito.
Cosa chiedete ad Aifa?
Il discorso di fondo è che i meccanismi regolatori in Italia comincino a mediare tra gli obiettivi assistenziali e quelli economici. L'offerta di accesso alle cure non si può regolare soltanto sul piano economico. L'evoluzione del fascicolo sanitario e delle nuove dinamiche di accordi collettivi nazionali attraverso le performance, devono poter consentire l'impiego di farmaci a prescindere dal prezzo, anche alla luce dell'evoluzione degli stessi costi. Chiediamo che ci venga consentito di attingere a un panel terapeutico più ampio, rispetto all'attuale, oggi ridotto. È chiaro che anche sul tavolo dell'Agenzia del farmaco devono diventare rilevanti le performance di outcome, anche per arrivare a quella personalizzazione di cura che la Mg è in grado di realizzare e che, a livello mondiale, è una delle soluzioni più accreditate.
Cosa vi aspettate dalle Regioni?
Le Regioni stanno superando la dinamica, seguita in passato, di contrasto tra i modelli che ciascuna metteva in campo. Ora si ragiona su un "minimum data set" nazionale, che guardi alla performance prima che al singolo modello organizzativo. La stessa evoluzione della legge 165 rispetto al rapporto tra Acn e integrativi regionali, definisce una prevalenza dell'accordo nazionale. Sarebbe incongruente che la "medicina di base", più di quella specialistica, dovesse conoscere la massima differenziazione regionale.
Il Mmg e il rischio clinico: svolgimento...
Questo è il tema rilevante, su cui costruire anche il rapporto positivo dei medici rispetto alle performance. Domani, infatti, ragionare sulle performance potrà avere un valore di protezione rispetto al rischio clinico. Se mi abituo ad seguire percorsi che vengono misurati e monitorati periodicamente, riduco il mio rischio rispetto al paziente, metto in sicurezza la mia attività.
Come si declinerebbe il risk nell'ambito delle strutture territoriali complesse previste dall'Acn?
È chiaro che va fatta una valutazione su come, in termini di complessità di rischio clinico, le Regioni pensano di risolvere il problema nella loro richiesta di complessità organizzativa. Se si pensa a una serie di medici operanti all'interno di una struttura, il meccanismo relazionale e la complessità nel passaggio di informazioni che ne derivano possono comportare un aumento del rischio. Per questo, sono convinto che il decreto attuativo della legge Gelli per l'area convenzionata della medicina generale, è lo stesso Acn. Non ne esiste un altro. In regime di autonomia organizzativa, starà al Mmg dare all'azienda le garanzie sulle procedure, sui meccanismi messi in atto e che consentano all'azienda stessa, nel nuovo ambito della responsabilità extracontrattuale, di sentirsi tranquilla. Vanno chiariti, nell'accordo, i compiti contrattuali e quelli extracontrattuali. Su questi ultimi, va detto chiaramente a chi spetta gestire il rischio clinico.
Ha un altro anno di mandato... Si ricandiderà?
Ciò che conta non è ricandidarsi, ma che sia il tuo sindacato a scegliere di farlo, a proporre il tuo nome sulla base dell'impegno che hai profuso.
Tra un anno lo avremo, il nuovo contratto?
Io spero per la primavera prossima. Sennò, la vedo difficile. Se poi fosse entro il 2017, realizzerei il mio sogno di dare una risposta ai giovani: pochi riflettono sul fatto che, se non cambio i meccanismi di accesso, a gennaio le nuove domande dovrebbero seguire i meccanismi del vecchio contratto.