Dom25062017

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia

NEWS ITALIA

Corriere della Sera: LA MEDICINA È SERVIZIO di UMBERTO CURI

MH900438580Corriere della Sera 24 Giugno ‘12: LA MEDICINA È SERVIZIO
di UMBERTO CURI La società ha ribaltato il senso del termine terapia: non più «prendersi cura», ma «curare»
«Servizio» — è questo il significato originario del termine greco therapeía. E dunque è letteralmente «servitore», colui che svolga la funzione del therápon. Nell'Iliade, Patroclo, Automedonte, Alcimo sono presentati come therápontes rispetto ad Achille, perché sono appunto al suo «servizio», perché lo «assistono», agendo quali attendenti del grande guerriero. Di qui anche il comportamento al quale essi dovranno attenersi. In quattro luoghi distinti del poema, riferendosi specificamente a Patroclo, Omero impiega la stessa formula: phílo epepeítheth' etaíro — «obbedì all'amico». La therapeía implica l'obbedienza. Non si può assolvere ai compiti previsti per il therápon, se non ponendosi totalmente al servizio del proprio «assistito» e dunque prestandogli obbedienza.

Un contesto di significati molto simile si ritrova anche in relazione al termine latino che corrisponde quasi letteralmente alla parola greca therapeía. Difatti, cura sta a indicare anzitutto la «sollecitudine», la «premura», l'«interesse» per qualcuno o (più raramente) per qualcosa, senza che necessariamente questa disposizione affettiva e/o emotiva debba necessariamente concretizzarsi in qualche atto definito. Avere cura nei confronti di qualcuno vuol dire per prima cosa «stare in pensiero», essere «preoccupati» per lui.

Una traccia non irrilevante di questa accezione originaria si ritrova peraltro anche in alcune lingue moderne. In inglese, to care for vuol dire «prendersi cura», senza riguardo ai possibili modi concreti nei quali può tradursi questo atteggiamento, come è confermato dall'uso prevalentemente intransitivo e «assoluto» dell'espressione I care («mi interessa», «mi riguarda», «mi sta a cuore»). Ancora più interessante è il termine tedesco Sorge (abitualmente tradotto con l'italiano «cura»), soprattutto se ci si riferisce al significato col quale compare in particolare in Essere e tempo di Martin Heidegger, dove esso sta a indicare la determinazione ontologica fondamentale dell'Esserci, vale a dire il fatto che l'Esserci è sempre «proteso verso qualcosa» ed è in quanto tale espressione del «movimento» che è proprio della vita umana.

Per quanto inevitabilmente cursoria, questa ricognizione etimologico-linguistica lascia emergere con chiarezza un punto. Alle origini della tradizione culturale dell'Occidente — pensiamo a quanto la Grecia resta importante — le parole che designano la «cura» alludono a una condizione soggettiva — quella di chi «si preoccupa» e dunque si pone al «servizio» — e non a un contenuto determinato nel quale si oggettiverebbe tale «preoccupazione». Anche quando il soggetto di cui si parla assume una configurazione in qualche modo tecnica, come avviene nel caso del medico, ciò che i termini antichi sottolineano in lui non è la messa in campo di atti specifici, bensì la presenza di una «preoccupazione» per colui che egli dovrebbe assistere. Patroclo è genuinamente therápon di Achille non perché faccia concretamente delle cose per lui, ma perché è in pensiero per l'amico, perché lo ascolta (obbedire — ob-audire — vuol dire «mettersi all'ascolto»). Analogamente, per essere fedele al mandato di Asclepio, il medico ippocratico dovrà essere mosso da premura e sollecitudine nei confronti di colui che gli è stato affidato, indipendentemente dal fatto che questa attitudine debba tradursi nella somministrazione di farmaci o in altre pratiche terapeutiche.

 

Con il passare dei secoli, si assiste a una trasformazione radicale nel significato dei termini, quale riflesso di un altrettanto profondo mutamento di ciò a cui questi termini si riferiscono, in direzione di una spiccata tecnicizzazione. Da un lato, infatti, titolare pressoché esclusivo della «cura» diventa il medico, unica figura legittimata a svolgere il ruolo del therápon. Io posso bensì «essere in pensiero» per il mio amico o il mio familiare; ma se voglio «curarlo» devo affidare questo compito al medico. Dall'altro lato, e in connessione con questa «professionalizzazione», la «cura» perde ogni connotazione «affettiva» e viene piuttosto a indicare un complesso di pratiche che hanno quale loro oggetto il paziente. Curare non è più — come in precedenza — un verbo che allude allo stato d'animo del terapeuta verso il suo assistito, ma segnala la molteplicità di azioni che il primo svolge sul secondo. Da verbo intransitivo diventa un verbo transitivo che riguarda gli atti concreti effettuati su colui che sia «oggetto» della cura.

Il culmine di questo processo si raggiunge in concomitanza con la produzione industriale di massa e poi in maniera sempre più accentuata nel corso degli ultimi decenni. La «cura» non ha più alcun rapporto con la disposizione d'animo del terapeuta. Al contrario, questi scarica sulla cura — i farmaci e ogni altro intervento di manipolazione del paziente — ogni sua residua «preoccupazione». Materialmente impossibilitato a stare in pensiero contemporaneamente per molte centinaia di individui, il medico trasferisce e oggettiva la sua sollecitudine in una pluralità di atti concreti, inevitabilmente «neutri» dal punto di vista sentimentale, la cui efficacia dipende dunque esclusivamente da un'incidenza «misurabile» in termini quantitativi. Si verifica dunque un vero e proprio capovolgimento. Il terapeuta — non importa se del corpo (quale è il medico generico) o dell'«anima» (come vorrebbe essere lo psicologo) — non è colui che, mosso da premura, «obbedisce» al suo assistito ma, all'opposto, è colui che a questi impone di assoggettarsi a una «cura», ormai totalmente spersonalizzata e tradotta nei costituenti chimici di un farmaco. E tanto più valente sarà quel terapeuta che saprà svolgere la sua funzione tecnica nella forma più a-patica, evitando quel coinvolgimento emotivo/affettivo che potrebbe offuscare o compromettere la sua capacità di «curare». Fino al paradosso del medico perfetto — immune da ogni coinvolgimento personale, ignaro dell'identità e della «storia» del paziente, e proprio per questo in grado di «curarlo» secondo protocolli astratti universalmente convalidati, e dunque di principio «efficaci» per qualunque paziente, a prescindere da peculiarità individuali.

Non è nota l'origine del termine greco therápon. Si sa, tuttavia, che il suo significato richiama il latino comes — «colui che accorre accanto», «che sta vicino», «che assiste», magari senza «fare» nulla di preciso. Al culmine di un lungo percorso storico-concettuale, il rovesciamento è totale. E la terapia potrà perfino consistere nel dettare al telefono o nel trasmettere per via informatica i nomi impronunciabili di alcuni farmaci.

Bioetica:Balduzzi chiede parere Cnb 'scontrino'cure pazienti

27820082044(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, secondo quanto si apprende, ha richiesto al Comitato nazionale di bioetica (Cnb) un parere in merito alla nuova normativa della Regione Lombardia, in vigore dal primo marzo, in base alla quale gli ospedali lombardi, all'atto di dimettere un paziente, devono riportare nel dettaglio quanto sono costate le prestazioni che il malato ha ricevuto, indicando qual e' la quota a carico del cittadino e quale quella a carico della comunita'. Il provvedimento regionale e' finalizzato ad una maggiore ''trasparenza e corresponsabilita'''. Tuttavia, si porrebbero dei problemi bioetici legati all'effetto psicologico che potrebbe avere sui malati la conoscenza dettagliata del costo per la comunita' delle prestazioni sanitarie ricevute. Il ministro, sempre secondo quanto si apprende, ha chiesto il parere del Cnb anche relativamente ad un'altra questione: il ruolo dei Comitati etici, previsti nell'ambito delle sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci, alla luce di nuove norme europee concernenti appunto la sperimentazione in ambito farmacologico.

AMB.MED ANCHE A MANTOVA : medici di famgilia mobilitati nei pronto soccorso

Medici di famiglia al pronto soccorso
sanita-11Dal primo luglio al Poma in aiuto ai colleghi ospedalieri per gestire i codici bianchi e ridurre le attese sanità
Accordo fatto, tra i medici di famiglia e il pronto soccorso del Poma. Dal primo luglio e in via sperimentale alcuni medici di base che non hanno raggiunto il tetto massimo di pazienti e i medici di continuità assistenziale (guardie mediche) saranno dirottati all'ospedale cittadino dalle 8 alle 20 per la gestione dei codici bianchi (pazienti non urgenti). L'accordo con l'Asl, da cui dipendono i medici di medicina generale, è frutto di una delibera della giunta regionale approvata il 9 maggio che cercava di dare risposte alle esigenze dei pazienti meno gravi, lasciando al pronto soccorso la gestione dei casi più complessi. L'obiettivo è proprio quello di decongestionare il reparto delle urgenze e, nel contempo, attraverso una differenziazione dei percorsi, di essere in grado di rispondere in tempi ragionevoli alle diverse richieste ed esigenze dei cittadini che accedono al pronto soccorso. Il provvedimento, è bene sottolinearlo, riguarda i cosiddetti "codici bianchi". Il codice colore è il criterio che regola l'accesso dei pazienti nelle sale visita e tiene conto delle condizioni cliniche dello stesso: il colore bianco indica una situazione non critica, di nessuna urgenza. L'attribuzione del codice bianco avverrà al momento della dimissione dell'utente che a quel punto dovrà pagare il ticket di 25 euro. Il progetto viene applicato alle strutture di pronto soccorso con almeno 50mila accessi annui e il Poma ne ha più di 55mila. Al pronto soccorso di via Lago Paiolo il primario Mario Luppi già da tempo aveva predisposto un ambulatorio specifico per medici di famiglia e codici bianchi. Ora è arrivato il momento di aprirlo.

(fonte Gazzetta di Mantova)

 

Decreto Balduzzi; regole per contenere le denunce

 
1-8-12-truthy-doctors-istock 000003174859xsmallMedici, nel decreto Balduzzi le regole per contenere le denunce
Denunce contro i medici, nel Decreto Sanità le nuove norme che dovrebbero dare un freno al fenomeno. Il pacchetto elaborato dal ministro Renato Balduzzi, chiamato Decretone sanità, dovrebbe essere discusso la prossima settimana dal Consiglio dei ministri.
Molte novità riguardano il personale sanitario e sono state anticipate dai sindacati nel corso della presentazione del Sanità Day che si è svolto a Roma.
Sotto la lente ci sono le nuove norme che riguardano la responsabilità professionale dei medici. Negli ultimi anni si è verificato un aumento importante delle denunce contro la categoria. Sono molti gli studi legali che pubblicizzano la loro attività, sul web è un fiorire di annunci che invitano chi, si ritiene vittima di malasanità, ad agire legalmente.
Tutto ciò comporta un aumento della spesa sanitaria. La medicina difensiva messa in atto dalla categoria, proprio per difendersi da eventuali cause, ha portato ad un aumento delle prestazioni diagnostiche. Viene meno il concetto di "appropriatezza" della prestazione con una spesa annua che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro, praticamente il 12% del totale.
La bozza discussa tra i sindacati e il ministro Balduzzi contiene nuove regole sulla responsabilità professionale. Si parla di tabelle di riferimento relative ai risarcimenti e della possibilità di ricorrere contro i medici solo nei casi di colpa grave o di dolo.
Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici, ha anticipato inoltre la possibile creazione di un fondo di solidarietà da utilizzare per i maxi-risarcimenti. Un fondo che non avrebbe costi per lo Stato. Tra le altre novità possibili, c'è anche l'istituzione di un albo dei periti.
Inoltre potrebbe essere introdotta, per le compagnie assicurative che stipulano con i medici le polizze sui rischi professionali, la possibilità di poter recedere dal contratto soltanto dopo aver effettuato il risarcimento.
Lisa Canitano, medico e presidente di Vita di Donna, l'associazione che tutela la salute delle donne, ha commentato la notizia: "Il problema delle denunce nei confronti dei medici è un problema scottante. I professionisti hanno bisogno di lavorare senza l'incubo della ritorsione giuridica e i pazienti hanno bisogno di sapere che la medicina può essere dannosa anche quando viene fatta con le migliori intenzioni e con i migliori mezzi, e che non sempre è possibile diagnosticare né curare tutto. Il diffondersi della medicina low cost per ovviare ai costi è un altro fenomeno dannoso. Tanti esami fatti di corsa per risparmiare, senza ascoltare la storia del paziente portano solo ad altri esami che portano ad altri esami, in un circolo vizioso di autoprotezione del sistema e di danno per i pazienti e di spesa incontrollata. Il recente dato di un aumento per quanto lieve, dei tumori del cervello, per i giovani che hanno fatto più di una TAC nell'infanzia, ci dice quanto è lunga ancora la strada per fare una medicina appropriata, utile agli utenti, non costosa, ma non perché economica, eccellente per vocazione quotidiana e non per rarefatte e spesso aleatorie, professionalità". 20 giugno 2012 Fonte:www.vitadidonna.it

Medici e farmacisti collusi per truffe su ricette Video inchiesta di Agorà..Rai 3

farmaci1Un inchiesta del programma televisivo AGORA' su Rai Tre andato in onda Mercoledi 20 giugno dove un farmacista denuncia combine tra medici e farmacisti per truffe con ricette ricilate e fustelle.

Leggi tutto...

AIFA:Francesca Tosolini al posto di Lucchina

farmaci1ROMA, 14 GIU - Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha nominato Presidente della Commissione prezzi e rimborso dell'Agenzia Italiana del Farmaco, al posto del dimissionario dott. Carlo Lucchina, la dott.ssa Francesca Tosolini, vice direttore generale dell'Assessorato alla salute della Regione Friuli Venezia Giulia e riconosciuta esperta di politiche del farmaco.Lo rende noto il ministero della salute.(ANSA) -