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LA CAMERA CONFERMA LA FIDUCIA AL DECRETO SVILUPPO

La Camera approva il decreto sviluppo. Oggi il voto finale.
Gli articoli di interesse medico si possono leggere al seguente link:

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato8797032.pdf

REGIONI proposta di consorzi di cliniche con 60 posti

reparto chiuso(ANSA) - MILANO, 10 DIC - Abbassare la soglia a 60 posti letto ma dando la possibilità a strutture diverse di unirsi per fare consorzi, ognuna mantenendo la propria individualità. È questa una delle proposte elaborate dalla Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni nell'incontro di settimana scorsa, e di cui si continuerà l'esame mercoledì 12 dicembre, come si apprende dall'assessorato lombardo alla Sanità. In particolare gli assessori regionali alla Sanità avrebbero proposto al ministero della Salute, secondo quanto si è appreso, o di eliminare del tutto, dal nuovo regolamento sugli standard ospedalieri il limite degli 80 posti letto delle strutture private, prevedendo solo dei requisiti per l'accreditamento, oppure di abbassare la soglia a 60 posti letto, consentendo a più soggetti di 'consorziarsì, mantenendo però ognuno la propria identità. Su questo punto il ministero della Salute avrebbe fatto una controproposta, dicendo sì al consorzio, ma con un unico soggetto accreditato. Proposta che è stata bocciata dalle Regioni. Per quanto riguarda invece il Patto della Salute la discussione sarebbe in alto mare.

CRISI DI GOVERNO :da riforma ticket a Patto salute,ecco i temi in sospeso

senato (di Silvia Gasparetto) (ANSA) - ROMA, 09 DIC - Riforma dei ticket, costi standard e Patto per la Salute. Ma anche legge sul testamento biologico o riforma degli ordini e della responsabilita' del medico. Revisione dei livelli essenziali di assistenza. Sono numerose, dentro e fuori dal Parlamento, le questioni di sanita' che rischiano di restare sospese, o di essere del tutto archiviate (come il biotestamento) vista la chiusura anticipata e rapida della legislatura. Ad essere assicurati al momento, con le annunciate dimissioni del premier Monti dopo il varo definitivo della legge di stabilita', sono proprio i nuovi tagli alle risorse del servizio sanitario (600 milioni quest'anno, un miliardo a regime nel 2013), che si aggiungono a quelli della spending review, del Salva-Italia e delle ultime manovre 2011. Proprio l'ultimo provvedimento targato Tremonti lascia in eredita' al prossimo governo una delle questioni piu' spinose: la 'bomba' (come l'ha definita qualche giorno fa l'attuale ministro della Salute, Renato Balduzzi), di 2 miliardi aggiuntivi che andranno recuperati a partire da gennaio 2014 attraverso i ticket. Riformare il sistema di compartecipazione della spesa e' stato un 'pallino' di Balduzzi fin dal suo insediamento, un anno fa. Ma fino ad oggi, piu' in la' di simulazioni di un nuovo sistema a franchigia (con soglie basate sul reddito o sull'Isee) non si e' andati. Non e' escluso, anzi, il ministro l'ha di recente assicurato, che prima della fine dell'anno arrivi un ''documento di indirizzo'' che sara' comunque compito del prossimo esecutivo tradurre in atti concreti. Anche perche' la questione va affrontata con le Regioni, in trincea permanente da oltre un anno in primis contro i tagli al Fondo sanitario che l'anno prossimo, denunciano i governatori, sara' per la prima volta ''addirittura inferiore a quello del 2012''. Tagli talmente incisivi da rendere ''impossibile'' il Patto per la Salute, la cornice di lavoro e di priorita' comuni tra governo e autonomie, in scadenza a fine anno. Con ogni probabilita', le Regioni, che hanno finora sempre rifiutato di sedersi al tavolo, aspetteranno il nuovo governo per affrontare l'argomento (anche se una decisione potra' essere presa alla prossima conferenza straordinaria del 13 dicembre tutta dedicata alla sanita'). Altro tema che scotta con le Regioni (senza contare il taglio dei posti letto e i nuovi standard ospedalieri che appaiono pero' in dirittura di arrivo) e' la definizione dei costi standard. L'accordo sulle Regioni da prendere come benchmark non c'e' stato e il governo dovrebbe procedere da solo (con un dpcm che dovrebbe arrivare prima di Natale). Nel frattempo pero' e' intervenuto anche il Tar del Lazio che ha sospeso i prezzi di riferimento cosi' come elbaorati intanto dall'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici (con sentenza prevista a marzo). Tutta da vedere sara' anche l'attuazione del cosiddetto decreto Balduzzi, che porta con se una riforma 'mini' della sanita' che rischia ora di rimanere anche 'incompiuta'. Dall'intramoenia alle assicurazioni, alla riforma h24 della medicina territoriale, sono innumerevoli i punti che richiedono passaggi ulteriori per diventare operativi. Sul fronte parlamentare, poi, morira' al Senato, li' dove aveva iniziato il suo concitato iter, il disegno di legge sul fine vita. Dal primo via libera da parte di Palazzo Madama, a poche settimane dalla morte di Eluana Englaro, sono passati quasi 4 anni e dopo essere stato modificato alla Camera il testo e' ora di nuovo al vaglio della commissione Sanita'. Da piu' di un anno. Nonostante le firme di oltre 150 senatori e la spinta del Pdl, il provvedimento ha poche possibilita' di trovare posto nel calendario, anche perche' il tema e' tra quelli che piu' ha lacerato la politica. A non avere alcuna chance di vedere la luce anche il cosiddetto ddl 'Fazio-Balduzzi', che contiene nuove norme per la sperimentazione clinica e la riforma degli ordini professionali, e che doveva essere il 'veicolo' per completare la 'mini-riforma' della sanita' avviata con il decreto Balduzzi. Nella tagliola della fine della legislatura cadra' anche un provvedimento da mesi pronto per l'aula della Camera, che consente la donazione del corpo post mortem alla ricerca scientifica. Cosi' come difficilmente riuscira' a diventare legge la possibilita' di donare i farmaci non utilizzati alle Onlus per distribuirli gratuitamente agli indigenti, appena approvata sempre alla Camera dalla commissione Affari sociali in legislativa

OSCAR GIANNINO : No allo scippo di stato alle casse private

Oscar GianninoUna nuova conferma dello Stato ladro! Nel maxi emendamento al decreto legge crescita sul quale il governo ha oggi posto la fiducia in Senato è comparso un subemendamento approvato dalla Commissione Industria, presentato dai senatori Cosentino del Pd e Ghigo del Pdl. Come sulla proproga delle concessioni balneari, i due partiti litigano in pubblico ma convergono sul peggio in privato. La noprma prevede che sia il ministero dell'Economia a fissare in un suo decreto le condizioni di vendita del patrimonio immobiliare da dismettere appartenente alle casse previdenziali privatizzate, come quelle dei medici (Enpam), ragionieri (Cnpr), agenti di commercio (Enasarco), che oggi hanno programmi di cessione in corso per circa 3,5 miliardi di euro. L'obiettivo è quello di praticare rioduzione di prezzo e di canone a favore di soggetti a basso reddito o con comprovata difficoltà finanziaria. La finalità "sociale" è però in questo caso solo uno specchietto per le allodole. Il punto di principio è che lo Stato avoca a sé prezzo e affitto della proprietà privata, e lo fa mentre si ostina nel rifiuto di cedere i suoi, di attivi immobiliari, per abbattere il debito pubblico. C'è poco da fare. Lo Stato trova sempre una buona scusa per comandare in casa d'altri, mentre cade in rovina la sua. No allo scippo di Stato! No alla pretesa virtù pubblica che consiste in una suprema abilità: dare e togliere quel che non si ha.

SANITÀ: Balduzzi ,capire come garantire la sostenibilità futura

balduzzi9(ANSA) - ROMA, 09 DIC - «Ci sono aree di inefficienze e spreco che vanno colpite ma al momento il Servizio sanitario nazionale »è in regime di sostenibilità «. Lo afferma il ministro della Salute, Renato Balduzzi a 'L'intervista della domenicà su Tgcom24, sottolineando che »il nostro Servizio Sanitario è economicamente sostenibile e sta nelle migliori classifiche mondiali perchè dà molto con una spesa tutto sommato contenuta. Ora dobbiamo capire come continuare a rendere il nostro servizio sanitario sostenibile e sempre migliorabile«. »Quest'anno - dice Balduzzi - abbiamo avviato la manutenzione straordinaria, un cambiamento di alcune parti del nostro Servizio Sanitario. Più che uno stravolgimento è la possibilità di dare vita ad alcune idee che ci trasciniamo da alcuni anni: rimettere al centro la medicina territoriale« che »si incontri con quella degli ospedali per un'assistenza dei medici di famiglia che non sia a singhiozzo ma continua«. Ma sono state messe in campo »anche le norme per dare più serenità ai professionisti della sanità che a volte sono tentati a comportamenti di medicina difensiva per timore dei ricorsi«. Negli anni futuri, prosegue il ministro, »ci potrebbe essere un problema di sostenibilità in ragione di alcuni fatti positivi, come l'invecchiamento della popolazione, le nuove tecnologie a disposizione che aiutano a vivere meglio e di più ma che impattano a livello finanziario«. E si potrà intanto »rivedere il sistema di compartecipazione alla spesa, i cosiddetti ticket« ma anche »riuscire a far funzionare meglio quello che già esiste, come i fondi sanitari integrativi. Ci si può ancora lavorare per vedere un collegamento più forte che aiuti il Servizio Sanitario Nazionale«. Il tutto mantenendo il carettere »pubblico del sistema, che consente all'Italia di essere nel mondo un punto di riferimento. Il modello funziona bene, non avrebbe senso cambiarlo, ha senso perfezionarlo«