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SPESOMETRO: emendamento al dl fiscale toglie sanzioni per il primo invio

spesometroDopo il caos di settembre ed ottobre con i canali di trasmissione Sogei in tilt, tornanoin auge i problemi dello spesometro s pecialmente dopo che la commissione Bilancio al Senato ha approvato un emendamento al Dl fiscale, eliminando le sanzioni per l'errata trasmissione relativa al primo semestre 2017, a patto che entro il 28 febbraio 2018 siano inviati i dati esatti. Le sanzioni sospese per l'errata o incompleta trasmissione del primo spesometro – si potranno evitare trasmettendo correttamente i dati entro il 28 febbraio 2018. Tale data è anche il termine entro cui inviare i dati relativi al secondo semestre.
L'emendamento prevede anche:
la diminuzione dei dati da indicare, togliendo quelli non essenziali;
la trasmissione di un documento riepilogativo registrato per le comunicazioni delle fatture di importo inferiore a 300 euro.

DL FISCO: Le bollette del telefono e pay tv tornano mensili, maxi sanatoria per le cartelle cambia lo spesometro

fisconline(ANSA) - ROMA, - Rush finale per il decreto fiscale in commissione Bilancio al Senato: il provvedimento dovrebbe incassare il primo ok stanotte e approdare così nell'Aula di Palazzo Madama. Oltre al cuore fiscale, con la rottamazione in versione large delle cartelle, a causa dell'avvicinarsi della fine della Legislatura hanno trovato spazio una gran varietà di misure: si va dalle novità sul fronte delle bollette alle norme sul terremoto passando per la stretta anti stalking. Sul tavolo anche il tema dell'equo compenso per gli avvocati e che alcuni vorrebbero fosse esteso a tutti i professionisti: una vicenda sulla quale governo e maggioranza stanno trattando in queste ultime ore. Saltata invece la proposta che introduceva una sorta di sanatoria sugli avvisi bonari dell'Agenzia delle Entrate. Una volta approvato dal Senato, dove si dà per scontato il voto di fiducia entro giovedì, i senatori inizieranno a entrare nel vivo dell'esame della manovra. Molti anche in questo caso i nodi da sciogliere, dalla web tax alle pensioni. E tornano le polemiche su Flixibus, il servizio di bus low cost che alcuni emendamenti alla legge di bilancio vorrebbero mettere all'angolo. Di seguito le novità principali del decreto.
BOLLETTE TORNANO MENSILI: Per il telefono e le pay tv lo «standard minimo» delle bollette diventa il periodo mensile. Nel caso contrario ci sono multe e rimborsi. Dalla norma sono escluse le promozioni non rinnovabili o inferiori al mese. Gli operatori avranno «120 giorni per adeguarsi» e dovranno garantire «informazioni chiare e trasparenti sulle offerte». Dovranno anche precisare «se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale»
MINI SANATORIA PER FRONTALIERI - I lavoratori frontalieri o chi ha lavorato all'estero spostando anche la residenza potranno sanare depositi su conto correnti e libretti di risparmio all'estero, compresi gli introiti della vendita degli immobili, versando il 3% forfait.
SCONTI FISCO A FUORISEDE - Per poter usufruire delle detrazioni si dovrà sempre risiedere ad almeno 100 km di distanza dall'università dove si studia ma non è più necessario che i due comuni debbano appartenere ad una provincia diversa. Inoltre, se gli studenti fuorisede risiedono in montagna o in zone disagiate la distanza viene dimezzata a 50Km.
IN ZONE ROSSE SISMA NIENTE RATE MUTUI FINO 2020 - Le rate dei mutui su prime case e attività produttive, inagibili o distrutte, inserite nelle zone rosse dei Comuni del Centro Italia colpiti dal sisma di agosto 2016 saranno sospese per altri 3 anni. Proroga di un solo anno invece per le rate sui mutui degli edifici inagibili o distrutti ma non inseriti nelle zone off limits. L'emendamento dovrebbe essere approvato in serata.
ARRIVA NORMA 'SALVA NONNA PEPPINÀ - L'attività edilizia libera è consentita agli immobili costruiti nelle zone colpite dal terremoto privi di titolo abilitativo, senza obbligo di rimozione entro 90 giorni, che dovrà avvenire solo «una volta ultimati i lavori di ricostruzione» o «all'assegnazione di una soluzione abitativa di emergenza». Anche questa modifica deve ancora incassare l'ok della commissione.
A CASA DA SCUOLA ANCHE DA SOLI - I ragazzi con meno di 14 anni potranno tornare autonomamente da scuola, previa autorizzazione dei genitori che esonera gli istituti dalla responsabilità «connessa all'obbligo di vigilanza».
ROTTAMAZIONE DIVENTA MAXI - Con la modifica introdotta in Senato, la definizione agevolata vale per tutte le cartelle degli ultimi 17 anni, dal 2000 al terzo trimestre 2017. Ad essere inclusi nell'operazione sono peraltro anche i contribuenti esclusi dalla prima edizione perché non i regola con le rate di piani precedenti.
ARRIVA RIFORMA AGENZIE FISCALI - Autonomia organizzativa alle agenzie, obiettivi legati ai risultati, lotta all'evasione ma anche spinta all'adempimento spontaneo e allungamento dell la durata in carica dei vertici da 3 a 5 anni: sono le novità principali dell'emendamento che deve ancora essere approvato e che travasa un ddl nel decreto. Lo spoil system si mantiene.
CAMBIA LO SPESOMETRO - I contribuenti potranno trasmettere i dati annualmente o semestralmente, semplificando la procedura. Per gli errori commessi nell'invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016, sono abolite le sanzioni, purché tali errori siano sanati con un nuovo invio entro febbraio 2018.
SCONTI PER ALIMENTI A FINI MEDICI SPECIALI - La norma estende la detrazione già prevista per protesi dentarie e sanitarie alle spese sostenute per alimenti, a esclusione di quelli per i lattanti, da persone affette da malattie metaboliche congenite, ovvero disturbi del metabolismo. La detrazione vale per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 e costa 20 milioni il primo anno e 11,4 per il 2019.
STALKING, NON BASTA RIMBORSO IN DENARO - Il reato di stalking non sarà più estinguibile esclusivamente con una pena pecunaria. La novità viene introdotta da un emendamento del governo che è ancora in attesa di essere approvato.
OK A CONFISCHE ALLAGATA CONTRO CORROTTI?- L'obiettivo è quello di adeguare le misure del cosiddetto codice antimafia alle norme europee per reprimere le condotte corruttive anche da parte dei vertici delle società.

RIFORMA ORDINI: irricevibile la proposta per medici farmacisti e veterinari

FNOMCeO thumb medium250 250Le rappresentanze professionali di medici e odontoiatri, farmacisti e veterinari, che contano complessivamente oltre mezzo milione di iscritti, confermano il giudizio negativo sul testo della riforma degli Ordini delle professioni sanitarie approvato dalla Camera.
I Comitati Centrali di FNOMCeO, FOFI e FNOVI, riuniti sabato 11 novembre a Roma, presso la sede della FNOMCeO, dopo un'attenta analisi del testo che la Camera dei Deputati ha approvato - AC 3868, recante "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute" - rilevano, con particolare riguardo all'art. 4, relativo alla riforma degli Ordini, come le disposizioni introdotte dalla Camera dei Deputati abbiano stravolto il testo già approvato dal Senato.

La discussione ha fatto emergere tante e tali contraddizioni da rendere necessarie nuove proposte condivise.

L'attuale testo, in ogni caso, non rappresenta lo strumento idoneo al rinnovamento delle professioni già ordinate e alla configurazione in Ordini di professioni sanitarie non ancora ordinate. Si tratta, infatti, di un impianto normativo che non affronta il cuore delle questioni, ma che interviene su specifici punti del testo del 1946 senza proporre per gli Ordini un ruolo che sia effettivamente nuovo e moderno.

C'è piena consapevolezza che le professioni della Salute e l'organizzazione del lavoro sono profondamente mutate. Questo richiede una reale spinta innovativa capace di incidere in modo positivo sul sistema ordinistico, coerentemente con il mutato contesto politico, sociale ed economico.

Si esprime netta contrarietà ad una legge che rinvia a regolamenti governativi e ad un decreto del Ministro della Salute la nuova disciplina delle nostre professioni, affidando di fatto ad atti di rango secondario l'adozione di norme,non solo di dettaglio, che incideranno in modo rilevante sull'attività degli Ordini, che, giova ricordare, sono posti a garanzia della qualità della prestazione professionale e a tutela della salute collettiva.

Nel testo licenziato, che incide negativamente sull'autonomia ordinistica, sembra prevalere la necessità di introdurre elementi innovativi sotto il profilo amministrativo e formale, senza entrare nel merito dei problemi reali delle professioni e del difficile equilibrio dei rapporti tra rappresentatività professionale e crescita delle competenze istituzionali.

Soprattutto, non si affrontano questioni di sostanziale importanza, quali i rapporti e il coordinamento con l'Autorità Giudiziaria nell'ambito disciplinare.

Infine, è grave che il Codice Deontologico, posto a tutela dei cittadini, una volta approvato dal Consiglio Nazionale, possa successivamente non essere recepito da alcuni Ordini provinciali, minando l'uniformità dei comportamenti deontologici.

Questa riforma, destinata a incidere sul futuro delle professioni sanitarie - anche quelle di nuova istituzione - non ha visto il coinvolgimento dei professionisti, in ossequio ad un malinteso primato della politica.

FNOMCeO, FOFI e FNOVI costituiscono pertanto un Comitato di coordinamento permanente, aperto a tutte le professioni sanitarie, e chiedono come primo atto un incontro urgente con il Ministro della Salute.

ORARI DI LAVORO DEI MEDICI: gli ospedali aggirano le regole Ue, ecco come fanno

medicinfermieri3DOCTOR 33- Mauro Miserendino Turni mascherati da reperibilità, trucchetti per spezzare i riposi: a contribuire al disagio dei sanitari ospedalieri sono spesso gli escamotage trovati dalle aziende a corto di personale per poter contare sugli "effettivi" nei reparti. Il tema del disagio sarà posto con forza dai medici dirigenti all'imminente ripresa delle trattative con l'Aran, prevista a giorni dopo la pubblicazione dell'atto di indirizzo. L'obiettivo della parte pubblica è firmare il contratto entro febbraio 2018, prima delle elezioni. «Dopo 8 anni di blocco economico, orari, guardie, reperibilità sono temi pregiudiziali. Altro si può rimandare a code contrattuali, questo no», dice il vicesegretario Anaao Assomed Carlo Palermo. Pesa soprattutto la mancata applicazione della direttiva europea sugli orari di lavoro, direttiva che impone tra l'altro di non superare le 48 ore settimanali e di disporre un riposo di 11 ore tra un turno e l'altro. La legge che la applica dal 25 novembre 2015 è stata disattesa nel 55% degli ospedali intervistati nel Rapporto a cura della federazione delle aziende sanitarie Fiaso e del Cergas Bocconi. Spiega Palermo che «le aziende alle prese con il mancato turnover e con l'uscita di 9 mila medici in 7 anni (dal 2010 al 2016) hanno applicato almeno tre "escamotage", che rischiano di diventare ricorrenti nei prossimi 4 anni, nei quali si stima usciranno dal mondo del lavoro 30 mila camici sugli attuali 90-100 mila.
Il primo è il ritorno alla vecchia formula del mattino-notte che intacca le 11 ore di riposo di legge: il medico stacca a fine mattinata, riposa poche ore, rientra per la notte e fa il turno e poi recupera il giorno dopo. La seconda è la "stimbratura fittizia": il medico smonta dalla notte e timbra ma resta in servizio nelle ore del mattino, non per l'attività clinica bensì per quella burocratica (lavoro di gestione, lettere di dimissione) che non comporta particolari responsabilità cliniche. Terza modalità: il riposo-spezzatino che fa perno su una disposizione della legge 133/2008 unica in Europa (e da far valutare alla Corte di Giustizia di Strasburgo) secondo cui la continuità del riposo può essere modificata da regimi di reperibilità: il medico può essere chiamato per due ore interrompendo il riposo e poi staccare. In questo modo, le 11 ore di cui doveva fruire continuativamente a partire dalla chiusura della chiamata in reperibilità vengono ricalcolate in funzione dei riposi precedenti o successivi». Si è detto da parte dei manager che le interpretazioni creative delle leggi hanno evitato tagli ai servizi o allungamento dei tempi d'attesa. «Le aziende però -replica Palermo- sanno che il mancato riposo accresce le probabilità di errore dell'operatore ed è pericoloso pure per loro, chiamate a rispondere per responsabilità contrattuale in caso di danno al paziente». Tra gli altri capitoli chiave in trattativa ci sono l'utilizzo delle retribuzioni individuali di anzianità liberate dal personale che va in pensione, da destinare in particolare alla crescita professionale, e l'inclusione dell'indennità di esclusività nella massa salariale, che condiziona la parte economica. «Un conto è attribuirci un aumento del 3,5% complessivo calcolato su una busta paga media senza indennità, un altro lo stesso aumento calcolato con l'inclusione dell'indennità». Sullo sfondo, la necessità per il governo di trovare risorse in Finanziaria, dopo che il miliardo di aumento del Fondo sanitario nazionale da cui pescare per gli aumenti sarà decurtato dei 600 milioni di contributo previsti a carico delle regioni a statuto ordinario. «Le Regioni hanno le loro ragioni- dice Palermo- ma per legge avrebbero dovuto accantonare negli anni le risorse per i nostri contratti; mettere oggi in opposizione gli aumenti e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza è un aut aut inaccettabile».

FASCICOLO SANITARIO: lo stato di attuazione e la relazione delle Regioni

sanitatelematicaDopo una prima audizione che si è tenuta il 21 settembre (a cui hanno partecipato il dirigente del settore controllo di gestione, monitoraggio dei costi per i livelli di assistenza delle ASR e dei sistemi informativi Regione Piemonte, Antonino Ruggeri, e del Professional ICT presso l'assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Gandolfo Miserendino), la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha inteso inviare alla commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, presieduta da Paolo Coppola, un "contributo integrativo sullo stato di attuazione del fascicolo sanitario elettronico".

IL TESTO DELLA RELAZIONE

MANOVRA: Medici di Fimmg, bene la tassa sul fumo, libererà risorse

mediciospedale"L'emendamento alla legge di bilancio proposto da Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, volto a liberare risorse per i fondi sanitari regionali, anche per i rinnovi dei contratti, non può che trovarci d'accordo". Lo dichiara Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della FIMMG.
"Il fatto poi che la proposta abbia raccolto il consenso di tutti i componenti della commissione e del Ministro Lorenzin ci fa ben sperare in un esito positivo" prosegue Scotti. "Come medici, in particolare come medici di famiglia, abbiamo sempre promosso e sostenuto le campagne di prevenzione per ridurre il consumo di tabacco nella popolazione, salutiamo quindi con favore tutte le iniziative finalizzate alla disassuefazione dal fumo".
"Il rinnovo dei contratti e in particolare della Convenzione della Medicina Generale, attualmente in discussione con i rappresentanti delle Regioni - ribadisce il Segretario della FIMMG - non rappresenta un mero ristoro economico per la categoria, ma un sostegno alle nuove sfide che vedono in prima linea la Medicina generale a favore della sostenibilità del SSN: la prevenzione, con particolare riguardo all'area delle vaccinazioni, i nuovi modelli di gestione della cronicità e un forte intervento per la formazione e l'inserimento di nuovi medici, soprattutto giovani, nella professione in un momento di grave carenza di quest'area professionale".