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MINISTERO DELLA SALUTE:: parte il 12 maggio il riordino -30% di spese tagliati 22 organismi

MinisteroSalute2(ANSA) - ROMA, 30 APR - Dal prossimo 12 maggio cambiera' l'assetto del Ministero della Salute: saranno tagliati 22 organismi ed e' previsto anche il taglio del 30% delle spese dei ministeri. Il documento che prevede il riordino e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 27 aprile scorso. Gli organismi del ministero passeranno da 30 a 8. Questi i punti previsti dalla riorganizzazione: -

NASCE IL COMITATO TECNICO SANITARIO: vengono soppressi 13 organismi, (Commissioni Lea, per la ricerca sanitaria, per la pubblicita', Consulta trasfusionale, Cud, Commissioni sulle biotecnologie, sul doping, per la lotta all'Aids e per le cure palliative, Osservatorio sui programmi di adeguamento degli ospedali, consulta per il volontariato e comitato sulla sicurezza sul lavoro) e le relative funzioni sono trasferite ad un unico organismo, denominato 'Comitato tecnico sanitario'; -

NASCE IL COMITATO TECNICO NUTRIZIONE E SANITA' ANIMALE: 6 organismi vengono soppressi e le relative funzioni sono trasferite a un unico organismo: 'Comitato tecnico per la nutrizione e la sanita' animale'. –

 SOPPRESSA LA CONSULTA ASSOCIAZIONI PER SICUREZZA ALIMENTARE: la Consulta delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare viene soppressa e le funzioni sono trasferite al Comitato nazionale per la sicurezza alimentare; Quattro organismi vengono riordinati mediante riduzione del numero di componenti. –

SOPPRESSA COMMISSIONE TRAPIANTI ALLOGENICI: la Commissione per i trapianti allogenici da non consanguineo viene soppressa e le funzioni sono trasferite al Centro nazionale trapianti (che le esercita in collaborazione con il Centro nazionale sangue)

SOPPRESSA COMMISSIONE BIOCIDI: la Commissione consultiva per i biocidi viene soppressa e le funzioni sono trasferite alla direzione competente del Ministero.

MInistero Salute: Passaggo di consegne tra il nuovo Ministro Lorenzin e Balduzzi

lorenzin balduzzi( Panorama Sanita') 30APR-Passaggio di consegne ieri tra il nuovo Ministro Beatrice Lorenzin e il suo predecessore Renato Balduzzi. All'incontro hanno partecipato i collaboratori di Balduzzi, alcuni dirigenti generali del dicastero, il capo dell'Ufficio legislativo, il comando dei carabinieri dei Nas, il nuovo presidente dell'Istituto superiore di sanità Fabrizio Oleari. Ai responsabili del Ministero il neoministro  ha sottolineato l'importanza di attivare specifici tavoli di lavoro per risolvere le questioni più rilevanti e garantire "risposte veloci" ai cittadini. Il Ministro uscente Balduzzi ha ricordato le sfide vinte e quelle ancora aperte. Ha quindi ringraziato insieme ai propri collaboratori il personale tutto del Ministero, dai dirigenti ai funzionari, dagli amministrativi ai medici,  per l'impegno profuso in un anno e mezzo di mandato governativo, per la competenza e professionalità dimostrata sul campo orientata sempre al rispetto delle leggi, alla tutela della salute dei cittadini, all'affermazione della solidarietà  e dei principi fondanti il Servizio sanitario nazionale.

Report, puntata 28 aprile 2013: Effetti Collaterali gli scandali dei farmaci

report2La spesa per i farmaci rimborsati dal sistema sanitario nazionale ammonta a più di 20 miliardi l'anno. Per rientrare dai costi esorbitanti della sanità in genere si tagliano posti letto e assistenza. Eppure ci sarebbero soldi che si possono recuperare. Per esempio dall'ex Ministro De Lorenzo, dall'ex direttore del servizio farmaceutico Duilio Poggiolini e da alcuni membri della commissione che approvava e decideva i prezzi dei farmaci, che devono ancora risarcire lo Stato italiano per milioni di euro per il danno procurato all'immagine della Pubblica Amministrazione. Il risarcimento l'ha chiesto nel 2009 la Corte dei Conti. Intanto tra le carte dell'inchiesta della Procura di Firenze emergerebbero le prove di un sistema messo in atto da Alberto Aleotti, patron della Menarini, cioè la più importante azienda farmaceutica italiana. Questo sistema avrebbe consentito di vendere i farmaci e farseli rimborsare dal sistema sanitario nazionale a prezzi più alti del dovuto. Questi profitti, secondo la Procura di Firenze, sarebbero stati accumulati da Aleotti all'estero: circa un miliardo di euro che poi ha scudato e lasciato in eredità a figli e nipoti. Nell'inchiesta giornalistica realizzata da Sigfrido Ranucci, emergono anche vecchie trame dove l'intreccio tra imprenditori farmaceutici, politici noti e insospettabili, e lobbisti legati alla Commissione che approva e stabilisce il prezzo dei farmaci, dalla prima repubblica ad oggi non si è mai interrotto.

IL VIDEO DELLA PUNTATA

TARIFFARIO UNICO PRESTAZIONI SPECIALISTICHE :fiume ricorsi al Tar per le strutture private danno da decine milioni,

analisi sangue (il sole 24 ore radiocor) - roma, 26 apr - laboratori di analisi, ambulatori, cliniche e case di cura. Sono centinaia e centinaia le strutture sanitarie private che hanno presentato ricorso al tar del lazio contro l'introduzione di un tariffario nazionale per le prestazioni specialistiche di assistenza sanitaria. I ricorrenti chiedono l'annullamento delle norme contenute nel decreto del ministero della salute datato 18 ottobre 2012 che attua il decreto sulla spending review del 6 luglio 2012 numero 95. Il tariffario nazionale, mancante dal 1996 e previsto dalla nuova normativa, sostituisce i tariffari regionali. L'obiettivo è quello di ridurre la spesa sanitaria, agendo su «margini di inappropriatezza ancora esistenti a livello locale e nazionale» attraverso l'introduzione delle tariffe massime di remunerazione delle prestazioni sanitarie che le strutture accreditate erogano a carico del servizio sanitario nazionale. Secondo i ricorrenti con il nuovo sistema si registrerebbe la perdita di svariate decine di milioni di fatturato, con la conseguente fuoriuscita dal mercato delle realtà più piccole. Il 7 maggio è stata fissata, davanti al tribunale amministrativo del lazio, l'udienza per la decisione sulla richiesta di sospensione del decreto. I ricorrenti, oltre all'abolizione del sistema tariffario nazionale, chiedono l'attivazione della commissione mista pubblico-privata prevista dalla legge e formata da esperti ad hoc per stabilire i prezzi delle varie prestazioni. Secondo guerino fares, consulente tecnico-giuridico di federlab italia, capofila di oltre 400 ricorrenti, «nessuna deroga alla legislazione ordinaria giustificata in nome dell'emergenza, può spingersi fino ad azzerare le regole basilari di tutela e civiltà giuridica che il nostro ordinamento contiene». Sim

LEA: regioni in rosso e assistenza a rischio c'è il rischio concreto che i lea, non possano essere rispettati

 chirurghi in azioneLeggo Oggi: I Lea sono i livelli essenziali di assistenza ed esiste il rischio reale di non riuscire a garantirli, il che comporta che anche le cosiddette Regioni virtuose possano cadere in una spirale negativa che comporterebbe il default dei conti di Asl e ospedali. Del resto questa non è una novità, ormai da tempo i principali centri di ricerca sostengono con toni preoccupati questa problematica, che l'Istat ieri ha rilanciato dichiarando che sotto i colpi della crisi il 70% delle famiglie riduce le spese mediche.

Lo ha detto con parole leggermente diverse, ma con la medesima preoccupazione, anche il Cnr per mezzo dell'Issirfa, l'Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie, nel corposo rapporto sulle Regioni per il 2012. Al centro i risultati del 2011, ma con evidenti riflessi anche sugli anni seguenti, con un focus particolare rivolto  alla Sanità regionale, che del resto occupa in media l'80% dei bilanci delle Regioni.

Il capitolo su "Sanità e tutela della salute", realizzato da Stefania Gabriele e Nicola Viceconte, occupa anche per questo non solo idealmente uno spazio fondamentale nel rapporto del Cnr. I tagli di questi anni, che per lo più non sono stati applicati ancora del tutto, non stanno infatti semplicemente sullo sfondo del capitolo sulla sanità: la Corte dei conti li ha individuati in 31 miliardi fino al 2015 e tra spending review con interventi su ospedali, farmaci, beni e servizi, cure territoriali, blocco dei contratti, devono fare ancora del tutto il loro corso. Anche per questo motivo, infatti, costituiscono un'emergenza nell'emergenza dei conti pubblici per il Governo che verrà.

I risultati del 2011 non potevano naturalmente considerare le politiche messe in campo successivamente. I loro possibili effetti, tuttavia,  anche perché successivamente rafforzati dal Governo dei professori guidato da Mario Monti, erano già prevedibili.

La spending review non è una novità per la Sanità che in questi ultimi anni l'aveva già sperimentata essendo uno dei settori più tagliati dai governi, Sanità che per la Corte dei conti costituisce "l'esperienza più avanzata e più completa di quello che dovrebbe essere un processo di revisione della spesa". La realtà dei fatti è che, aggiunge il rapporto Cnr, si è arrivati anche al risultato di comprimere le competenze regionali sulla tutela della salute e di aumentare "drasticamente" il "grado di centralizzazione delle decisioni".

Sono state fatte scelte in un'ottica centralistica, si evidenzia, non rallentate neppure dalla Corte costituzionale "in nome delle esigenze di contenimento della spesa manifestate, non senza forzature, dalle norme statali di coordinamento della finanza pubblica".

Tenere i conti in regola può comportare una pericolosa conseguenza, ossia quella che venga meno il diritto alle cure per il cittadino, almeno nelle forme e nelle quantità che ad oggi ci sono note, anche in un Paese che paga un cattivo gap di qualità – quantità dell'assistenza tra Nord e Sud.

"Oggi si prospetta una riduzione delle risorse draconiane – afferma il rapporto – che rischia di rendere improbabili i sentieri di rientro delle Regioni in disavanzo e di porre in seria difficoltà anche gli enti che ritenevano di aver meritato una propria autonomia e di poter procedere nel proprio processo identitario, eventualmente attraverso la fornitura di prestazioni aggiuntive". Tutto questo, mentre il centralismo statale si rafforza e l'autonomia regionale diventa sempre di più un miraggio con il risultato che i Lea sono a rischio e i bilanci regionali in rosso dappertutto.

AL VIA IL GOVERNO LETTA : Ecco i nomi e le biografie dei ministri -VIDEO

letta-enrico
ROMA - E' nato alle cinque della sera il governo di Enrico Letta, quando il segretario generale del Quirinale - Donato Marra - ha annunciato: "Il presidente incaricato ha sciolto la riserva". Qualche istante dopo, nella sala stampa del Colle, è arrivato il neopremier. Nessun segno particolare di emozione nella voce, Enrico Letta ha presentato la sua futura squadra. 


Il premier incaricato ha accettato di formare il governo, dopo l'incontro di un'ora con il capo dello Stato. Domani alle 11.30 il giuramento. Tra le sorprese Cecile Kyenge ministro dell'Integrazione, Massimo Bray ai Beni culturali, Iosefa Idem alle Pari opportunità. Sette le donne



LE BIOGRAFIE DEI NEO MINISTRI


Sottosegretario                                               Filippo Patroni Griffi,

vicepremier e ministro degli interni                 Angelino Alfano,

 Affari europei                                                Enzo Moavero

Affari regionali                                               Graziano Del rio

Coesione territoriale                                       Carlo Trigilia,

Rapporti col parlamento                                 Dario Franceschini

Riforme                                                          Gaetano Quagliariello,

Pari opportunità                                             Josefa Idem,

 Immigrazione                                                Cecile Kyenge 

Pubblica amministrazione                              Giampiero D'Alia,

Affari esteri                                                   Emma Bonino,

Giustizia,                                                       Anna Maria Cancellieri

 Difesa                                                          Mario Mauro,

 Economia                                                     Fabrizio Saccomanni,

Sviluppo economico                                     Flavio Zanonato,

Trasporti e alle infrastrutture                       Maurizio Lupi,

Politiche agricole                                          Nunzia De Girolamo,

Ambiente                                                     Andrea Orlando,

Lavoro                                                         Enrico Giovannini,

Istruzione                                                    Maria Chiara Carrozza,

Beni culturali                                              Massimo Bray

Salute                                                       Beatrice Lorenzin

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