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NEWS ITALIA

FESTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA: I video dei principali interventi della giornata

LogodefmedicoWORKSHOP EUROPEO : I VIDEO DEGLI INTERVENTI PRINCIPALI

Con lo Workshop europeo di Roma dell' 11 nOVEMBRE sul tema della fiducia tra i cittadini e medico di famiglia si è conclusa con successo la terza edizione della Festa del Medico di Famiglia.
Una settimana intensa di iniziative organizzate dai medici di famiglia per i bambini, i giovani delle scuole superiori, gli adulti, gli anziani, per tutti coloro che sono coinvolti nel "sistema per la salute".






L'IMPORTANZA DELLA COMPETENZA DA PARTE DELL'ISTITUZIONE REGIONALE
Domenico Crisarà Medico Medicina generale— Consulente Regione Lazio

FARE IL MEDICO ED ESSERE DONNA

Dott.ssa Maddalena Matarazzo Medico di Famiglia Asl Roma D

IL RAPPORTO CON I CITTADINI NEL LAVORO NOTTURNO
Aldo Sotira Segretario della FIMMG Continuità assistenziale

LA PREPARAZIONE DEI PROFESSIONISTI DEL FUTURO
Marco Nardelli Medico del Lazio in Formazione

LA TAVOLA ROTONDA 
Moderatore :  Marco Giovannelli  Giornalista del Messaggero
Ospiti:
Pier Luigi Bartoletti, Segretario Regionale Fimmg Lazio

James Kingsland, President of Association of Primary Care England
Giuseppe Scaramuzza, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva
Ferdinando Romano, Responsabile Direzione Regionale Programmazione e Risorse del Servizio Sanitario Regionale del Lazio.
Andrea Vigorita, Health & Strategy Innovation Director at Pfizer

RICETTA ELETTRONICA: Adeguamento a macchia di leopardo ultima la Campania prima la Lombardia secondo il Lazio

arton332-0c334E' il Lazio con 4600 medici di famiglia invianti su 4824 per un volume di circa 5.000.000 ricette/mese (dati Fimmg Lazio), la seconda regione italiana in termini di adesioni riguardo alla applicazione della ricetta  elettronica, seconda solo alla Lombardia con il sistema SISS,  nella media,  anche se bassa l'adesione nelle altre regioni italiane; ultime nella classifica:  Marche, Sicilia , Calabria, Abruzzo  Toscana e  Campania quest'ultima  solo con  il 4,79 % di medici che inviano la ricetta elettronica. Le Regioni  inadempienti ora rischiano di perdere parte dei fondi governativi regionali a loro  destinati, oltre a trovarsi nella condizione di dover applicare tagli alle  indennità per i medici, nell'ordine del 1.15%, della remunerazione lorda annua , come da ACN , e dell'  indennità informatica, primi passi di sanzioni ben piu' gravi secondo il contratto . Emblematico il caso dell'Abruzzo, dove è non appena è stato reso  noto che saranno applicate delle sanzioni, le ricette trasmesse hanno avuto  un'impennata.

FESTA DEL MEDICO DI FAMIGLIA :donne medico una professione in salita piena di pericoli e pregiudizi

 matarazzoCOMUNICATO STAMPA Roma 13 Novembre 2012
Un Italia tutta in camice rosa, ma piena di pregiudizi verso la medicina al femminile, fatta di violenze e vessazioni piu' o meno occulte e pregiudizi.
Questo è lo scenario della "medicina in camice rosa" illustrato domenica  nel corso del Workshop europeo della Festa della medico di Famiglia.
In un indagine svolta dall'Ordine di Roma al tempo condotta su un campione di circa 1500 unità, rappresentativo delle 15017 iscritte, ha dimostrato che discriminazioni,vessazioni e violenze si attestano su percentuali quasi doppie rispetto alle altre donne soprattutto nei confronti di chi non ha conforto o protezione da un contesto sociale o familiare.
Ma la differenza è ancora piu' marcata, ove si prendono in considerazione gli incarichi dirigenziali a piu' livelli , ha esposto la dottssa Maddalena Matarazzo medico di famiglia della Fimmg Roma che ha svolto la ricerca.
Ovvero andando a verificare  i dati delle  dirigenze nazionali dell'Ordine nazionale dei medici (FNOMCeO) su 106 Presidenti ordinistici solo 2 donne ricoprono tale incarico nelle sedi periferiche,  mentre nelle strutture complesse ospedaliere solo il 1,7% di donne sono poste ai  vertici,  dato che  sale nelle strutture semplici dove si attesta al 25%.
La carriera di medico, a differenza degli uomini, porta nelle donne una forte ripercussione sulla vita sociale e sentimentale difatti il 30% delle donne medico in posizione apicale o è single o separata o vedova , il 30% non ha figli ( mentre negli uomini la percentuale è del 13%), il 20% ne ha solo uno.
Situazione non rosea nemmeno nei vertici sindacali, dove nella Fimmg la Federazione dei Medici di Famiglia riporta una  presenza femminile  irrisoria se non nulla. difatti attualmente su  110 segretari provinciali una sola e donna.
Non sono Rose e fiori nemmeno dal punto di vista economico, le donne medico guadagnano molto meno degli uomini.secondo i dati ENPAM , nell'ordine del  30% .
Ma la cosa che fa piu' impressione ha concluso la dottoressa Matarazzo è che su 10200 cittadini intervistati di cui il 50% uomini   50% donne  solo il 10% delle donne  sceglie il medico al "femminile" per le competenze mentre nessuno degli uomini intervistati prende in considerazione la cosa  valutando l'aspetto professionale, a dirlo un indagine della Fimmg stessa presentata a Bologna nel 2011'.
Insomma un mondo, quello medico che nasconde tra i cittadini pregiudizi e retaggi non consoni ad una nazione civile.

PUBBLICATA IN G.U LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO BALDUZZI

 IL TESTO, PER LA SUA APPLICAZIONE, DOVRA' ESSERE CONTRATTUALIZZATO NEL PROSSIMO RINNOVO CONVENZIONALE.

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 13 settembre 2012, n. 158 Testo del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189, recante: «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piu' alto livello di tutela della salute.». (12A11988) (GU n° 263 del 10-11-2012 - Suppl. Ordinario n°201) http://www.gazzettaufficiale.it

Si riporta il testo dell'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, come modificato dalla presente legge:

«Art. 8 (Disciplina dei rapporti per l'erogazione delle prestazioni assistenziali). - 1. Il rapporto tra il Servizio sanitario nazionale, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e' disciplinato da apposite convenzioni di durata triennale conformi agli accordi collettivi nazionali stipulati, ai sensi dell'art. 4, comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale. La rappresentativita' delle organizzazioni sindacali e' basata sulla consistenza associativa. Detti accordi devono tenere conto dei seguenti principi:

0a) prevedere che le attivita' e le funzioni disciplinate dall'accordo collettivo nazionale siano individuate tra quelle previste nei livelli essenziali di assistenza di cui all'art. 1, comma 2, nei limiti delle disponibilita' finanziarie complessive del Servizio sanitario nazionale, fatto salvo quanto previsto dalle singole regioni con riguardo ai livelli di assistenza ed alla relativa copertura economica a carico del bilancio regionale;

      a) prevedere che la scelta del medico e' liberamente effettuata dall'assistito, nel rispetto di un limite massimo di assistiti per medico, ha validita' annuale ed e' tacitamente rinnovata;

       b) regolamentare la possibilita' di revoca della scelta da parte dell'assistito nel corso dell'anno nonche' la ricusazione della scelta da parte del medico, qualora ricorrano eccezionali e accertati motivi di incompatibilita';

       b-bis) nell'ambito dell'organizzazione distrettuale del servizio, garantire l'attivita' assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, nonche' un'offerta integrata delle prestazioni dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, della guardia medica, della medicina dei servizi e degli specialisti ambulatoriali, adottando forme organizzative monoprofessionali, denominate: «aggregazioni funzionali territoriali», che condividono, in forma strutturata, obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualita' assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi, nonche' forme organizzative multiprofessionali, denominate: «unita' complesse di cure primarie», che erogano prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale a rilevanza sanitaria tenuto conto della peculiarita' delle aree territoriali quali aree metropolitane, aree a popolazione sparsa e isole minori;

      b-ter) prevedere che per le forme organizzative multiprofessionali le aziende sanitarie possano adottare, anche per il tramite del distretto sanitario, forme di finanziamento a budget;

b-quater) definire i compiti, le funzioni ed i criteri di selezione del referente o del coordinatore delle forme organizzative previste alla lettera b-bis);

b-quinquies) disciplinare le condizioni, i requisiti e le modalita' con cui le regioni provvedono alla dotazione strutturale, strumentale e di servizi delle forme organizzative di cui alla lettera b-bis) sulla base di accordi regionali o aziendali;

b-sexies) prevedere le modalita' attraverso le quali le aziende sanitarie locali, sulla base della programmazione regionale e nell'ambito degli indirizzi nazionali, individuano gli obiettivi e concordano i programmi di attivita' delle forme aggregative di cui alla lettera b-bis) e definiscono i conseguenti livelli di spesa programmati, in coerenza con gli obiettivi e i programmi di attivita' del distretto, anche avvalendosi di quanto previsto nella lettera b-ter);

b-septies) prevedere che le convenzioni nazionali definiscano standard relativi all'erogazione delle prestazioni assistenziali, all'accessibilita' ed alla continuita' delle cure, demandando agli accordi integrativi regionali la definizione di indicatori e di percorsi applicativi;

c) disciplinare gli ambiti e le modalita' di esercizio della libera professione prevedendo che: il tempo complessivamente dedicato alle attivita' in libera professione non rechi pregiudizio al corretto e puntuale svolgimento degli obblighi del medico, nello studio medico e al domicilio del paziente; le prestazioni offerte in attivita' libero-professionale siano definite nell'ambito della convenzione, anche al fine di escludere la coincidenza tra queste e le prestazioni incentivanti di cui alla lettera

d); il medico sia tenuto a comunicare all'azienda unita' sanitaria locale l'avvio dell'attivita' in libera professione, indicandone sede ed orario di svolgimento, al fine di consentire gli opportuni controlli; sia prevista una preferenza nell'accesso a tutte le attivita' incentivate previste dagli accordi integrativi in favore dei medici che non esercitano attivita' libero-professionale strutturata nei confronti dei propri assistiti. Fino alla stipula della nuova convenzione sono fatti salvi i rapporti professionali in atto con le aziende termali. In ogni caso, il non dovuto pagamento, anche parziale, di prestazioni da parte dell'assistito o l'esercizio di attivita' libero-professionale al di fuori delle modalita' e dei limiti previsti dalla convenzione comportano l'immediata cessazione del rapporto convenzionale con il Servizio sanitario nazionale;

d) ridefinire la struttura del compenso spettante al medico, prevedendo una quota fissa per ciascun soggetto iscritto alla sua lista, corrisposta su base annuale in rapporto alle funzioni definite in convenzione; una quota variabile in considerazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi di attivita' e del rispetto dei conseguenti livelli di spesa programmati di cui alla lettera f); una quota variabile in considerazione dei compensi per le prestazioni e le attivita' previste negli accordi nazionali e regionali, in quanto funzionali allo sviluppo dei programmi di cui alla lettera f);

e) (abrogata);

f) (abrogata);

 f-bis) prevedere la possibilita' per le aziende sanitarie di stipulare accordi per l'erogazione di specifiche attivita' assistenziali, con particolare riguardo ai pazienti affetti da patologia cronica, secondo modalita' e in funzione di obiettivi definiti in ambito regionale;

g) disciplinare le modalita' di partecipazione dei medici alla definizione degli obiettivi e dei programmi di attivita' del distretto e alla verifica del loro raggiungimento;

h) prevedere che l'accesso al ruolo unico per le funzioni di medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale avvenga attraverso una graduatoria unica per titoli, predisposta annualmente a livello regionale e secondo un rapporto ottimale definito nell'ambito degli accordi regionali, in modo che l'accesso medesimo sia consentito ai medici forniti dell'attestato o del diploma di cui all'art. 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e a quelli in possesso di titolo equipollente, ai sensi dell'art. 30 del medesimo decreto. Ai medici forniti dell'attestato o del diploma e' comunque riservata una percentuale prevalente di posti in sede di copertura delle zone carenti, con l'attribuzione di un adeguato punteggio, che tenga conto anche dello specifico impegno richiesto per il conseguimento dell'attestato o del diploma;

h-bis) prevedere che l'accesso alle funzioni di pediatra di libera scelta del Servizio sanitario nazionale avvenga attraverso una graduatoria per titoli predisposta annualmente a livello regionale e secondo un rapporto ottimale definito nell'ambito degli accordi regionali;

h-ter) disciplinare l'accesso alle funzioni di specialista ambulatoriale del Servizio sanitario nazionale secondo graduatorie provinciali alle quali sia consentito l'accesso esclusivamente al professionista fornito del titolo di specializzazione inerente alla branca in interesse;

i) regolare la partecipazione dei medici convenzionati a societa', anche cooperative, anche al fine di prevenire l'emergere di conflitti di interesse con le funzioni attribuite agli stessi medici dai rapporti convenzionali in atto;

l) prevedere la possibilita' di stabilire specifici accordi con i medici gia' titolari di convenzione operanti in forma associata, secondo modalita' e in funzione di specifici obiettivi definiti in ambito convenzionale;

m) prevedere le modalita' con cui la convenzione possa essere sospesa, qualora nell'ambito della integrazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nella organizzazione distrettuale, le unita' sanitarie locali attribuiscano a tali medici l'incarico di direttore di distretto o altri incarichi temporanei ritenuti inconciliabili con il mantenimento della convenzione;

m-bis) promuovere la collaborazione interprofessionale dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta con i farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, in riferimento alle disposizioni di cui all'art. 11 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e al relativo decreto legislativo di attuazione;

m-ter) prevedere l'adesione obbligatoria dei medici all'assetto organizzativo e al sistema informativo definiti da ciascuna regione, al Sistema informativo nazionale, compresi gli aspetti relativi al sistema della tessera sanitaria, secondo quanto stabilito dall'art. 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, nonche' la partecipazione attiva all'applicazione delle procedure di trasmissione telematica delle ricette mediche.

Si riporta il testo degli articoli 21 e 30 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 (Attuazione della direttiva 93/16/CE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CE):

 «Art. 21. - 1. Per l'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo di medicina generale nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e' necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale fermo restando la validita' degli attestati gia' rilasciati ai sensi del decreto del Ministro della sanita' di concerto con il Ministro della pubblica istruzione 10 ottobre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 267 del 14 novembre 1988 e del decreto legislativo 8 agosto 1991, n. 256.».

«Art. 30. - 1. In deroga a quanto previsto dall'art. 21, hanno diritto ad esercitare l'attivita' professionale in qualita' di medico di medicina generale i medici chirurghi abilitati all'esercizio professionale entro il 31 dicembre 1994.

2. Detto diritto e' esteso ai medici cittadini di un Paese membro gia' iscritti all'albo dei medici chirurghi ai sensi della legge 22 maggio 1978, n. 217, e che erano titolari, alla data del 31 dicembre 1996 di un rapporto convenzionale per l'attivita' di medico in medicina generale.

 3. I medici di cui ai commi 1 e 2 che intendono esercitare l'attivita' professionale in qualita' di medico di medicina generale nel regime nazionale di sicurezza sociale di uno dei Paesi membri, anche se non in possesso di una formazione specifica in medicina generale, devono chiedere il rilascio del relativo attestato al competente ordine provinciale dei medici chirurghi, previa presentazione della documentazione comprovante il diritto acquisito.

4. L'ordine provinciale dei medici chirurghi competente per l'iscrizione provvede alla relativa annotazione ai sensi dell'art. 3, commi 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, al fine del rilascio degli attestati di cui al comma 3.».


 

INFLUENZA: Cittadinanzattiva, gran polverone sui vaccini

front9857490(ANSA) - ROMA, 9 NOV - ''L'unico effetto di questa vicenda dei vaccini e' stato un gran polverone che mette seriamente a rischio la campagna vaccinale antinfluenzale. Siamo davvero molto preoccupati per questa confusione''. Questo il commento di Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, in merito alla notizia odierna della rimozione del divieto di vendita dei vaccini antinfluenzali. ''Possibile che prima di lanciare questi allarmi, AIFA in primis, e Ministero della Salute non avessero pensato che era meglio effettuare questi controlli prima della campagna vaccinale e non a ridosso? L'unico vero risultato di tutto cio' e' il disorientamento, la confusione, e la sfiducia ingenerati nei cittadini''.''Ora e' necessario - dice Scaramuzza - mettere in campo sforzi straordinari coinvolgendo i medici di famiglia, le organizzazioni civiche e gli operatori sanitari in generale, per comunicare ai cittadini quanto sia importante vaccinarsi. Ricordando che con l'influenza invernale si puo' morire''.(

INFLUENZA: Aifa, rimosso divieto di utilizzo vaccini novartis

aifa-logoRoma, 9 nov. (Adnkronos Salute) - È stato rimosso oggi il divieto di utilizzo dei vaccini antinfluenzali fabbricati dalla Novartis V&D, adottato «in via precauzionale a tutela della salute pubblica nei giorni scorsi». Lo comunica l'Agenzia italiana del farmaco. «Ciò è stato possibile in seguito alle accurate verifiche effettuate sulla documentazione prodotta dall'Azienda in risposta alle richieste di condurre approfondite indagini su un possibile difetto di qualità - spiega l'Aifa - presente in alcuni lotti di vaccino, e alle concomitanti analisi straordinarie effettuate sia dall'Azienda, sia dall'Istituto Superiore di Sanità». «Si sottolinea peraltro - evidenzia l'Aifa - che tali lotti non sono mai stati distribuiti e quindi non sono mai stati presenti sul mercato». Inoltre «gli ulteriori controlli, aggiuntivi a quelli che vengono espletati di routine, hanno confermato l'assenza di difetti di qualità sui lotti commercializzati. (segue) (Mal/Zn/Adnkronos) 09-NOV-12 13:26 NNN 

Secondo l'Aifa «ciò dimostra l'estrema attenzione e il rigore delle verifiche cui sono sottoposti tutti i vaccini, tali che, anche laddove si ravvisi la remota possibilità di presenza di un minimo difetto di qualità, vengono adottati prontamente provvedimenti cautelativi a tutela della salute pubblica che riguardano non solo i lotti su cui si nutrono dei sospetti, ma tutta la produzione nel suo complesso. Tali precauzioni sono particolarmente stringenti anche, e soprattutto, perchè si tratta di medicinali destinati ad essere somministrati ai cittadini sani per la prevenzione delle malattie. Queste ultime rappresentano il vero pericolo per i cittadini, ai quali si raccomanda - sottolinea l'Aifa - di procedere con fiducia al piano di vaccinazione indicato dal ministero della Salute, ai fini di evitare l'insorgenza di patologie influenzali che possono mettere in serio pericolo la loro salute e, per alcune categorie a rischio, anche la vita stessa». Ancora una volta «i controlli effettuati dalle Autorità competenti hanno consentito solo a prodotti di confermata qualità, sicurezza ed efficacia di raggiungere il mercato. Si sottolinea l'importanza - prosegue l'Aifa - in relazione a qualsiasi tipologia di medicinali, di seguire accuratamente le avvertenze e le istruzioni d'uso riportate nel foglio illustrativo. Nel caso specifico dei vaccini, è necessario portarli a temperatura ambiente riscaldandoli per almeno un minuto nel palmo delle mani e agitarli prima della somministrazione. Si ricorda altresì l'importanza di segnalare eventi indesiderati che possono verificarsi nel caso di somministrazione di qualsiasi farmaco, vaccini compresi, al proprio medico o direttamente al responsabile di Farmacovigilanza della propria Asl».