Dom25022018

Ultime notizie:
Messaggio
  • EU e-Privacy Direttive

    Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

    Leggi la documentazione e direttive e-Privacy

Back Sei qui: Home NEWS News Fimmg News Italia

NEWS ITALIA

Pandemia 2009, mortalita' 15 volte piu' alta rispetto ai dati confermati, secondo the Lancet

288439 farmacista normalLa notizia non ci coglie di sorpresa, presumiamo empiricamente che la mortalita' anche in Italia sia stata piu' alta di quanto dichiarato dalle Istituzioni, purtroppo non abbiamo ancora dati ma lo studio conferma che l'attenzione rispetto alle pandemie deve rimanere  sempre elevata e che le misure prese a suo tempo dall'OMS e dal nostro Ministero erano corrette, al di la' dei pasticci mediatici commessi.


http://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(12)70121-4/fulltext

Estimated global mortality associated with the first 12 months of 2009 pandemic influenza A H1N1 virus circulation: a modelling study
 
Dr Fatimah S Dawood MD a , A Danielle Iuliano PhD a, Carrie Reed DSc a, Martin I Meltzer PhD b, David K Shay MD a, Po-Yung Cheng PhD a, Don Bandaranayake MBBS c, Robert F Breiman MD d, W Abdullah Brooks MD e f, Philippe Buchy MD g, Daniel R Feikin MD d, Karen B Fowler DrPH h, Aubree Gordon PhD i j, Nguyen Tran Hien MD k, Peter Horby MBBS l, Q Sue Huang PhD c, Mark A Katz MD d, Anand Krishnan MBBS m, Renu Lal PhD a, Joel M Montgomery PhD a n, Kåre Mølbak MD o, Richard Pebody MBBS p, Anne M Presanis PhD p, Hugo Razuri MD n, Anneke Steens MSc q, Yeny O Tinoco DVM n, Jacco Wallinga PhD q, Hongjie Yu MD r, Sirenda Vong MD s, Joseph Bresee MD a, Dr Marc-Alain Widdowson VetMB a 
Summary
 
Background
18 500 laboratory-confirmed deaths caused by the 2009 pandemic influenza A H1N1 were reported worldwide for the period April, 2009, to August, 2010. This number is likely to be only a fraction of the true number of the deaths associated with 2009 pandemic influenza A H1N1. We aimed to estimate the global number of deaths during the first 12 months of virus circulation in each country.
Methods
We calculated crude respiratory mortality rates associated with the 2009 pandemic influenza A H1N1 strain by age (0—17 years, 18—64 years, and >64 years) using the cumulative (12 months) virus-associated symptomatic attack rates from 12 countries and symptomatic case fatality ratios (sCFR) from five high-income countries. To adjust crude mortality rates for differences between countries in risk of death from influenza, we developed a respiratory mortality multiplier equal to the ratio of the median lower respiratory tract infection mortality rate in each WHO region mortality stratum to the median in countries with very low mortality. We calculated cardiovascular disease mortality rates associated with 2009 pandemic influenza A H1N1 infection with the ratio of excess deaths from cardiovascular and respiratory diseases during the pandemic in five countries and multiplied these values by the crude respiratory disease mortality rate associated with the virus. Respiratory and cardiovascular mortality rates associated with 2009 pandemic influenza A H1N1 were multiplied by age to calculate the number of associated deaths.
Findings
We estimate that globally there were 201 200 respiratory deaths (range 105 700—395 600) with an additional 83 300 cardiovascular deaths (46 000—179 900) associated with 2009 pandemic influenza A H1N1. 80% of the respiratory and cardiovascular deaths were in people younger than 65 years and 51% occurred in southeast Asia and Africa.
Interpretation
Our estimate of respiratory and cardiovascular mortality associated with the 2009 pandemic influenza A H1N1 was 15 times higher than reported laboratory-confirmed deaths. Although no estimates of sCFRs were available from Africa and southeast Asia, a disproportionate number of estimated pandemic deaths might have occurred in these regions. Therefore, efforts to prevent influenza need to effectively target these regions in future pandemics.
Funding
None.
 
 
 
a Influenza Division, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA
b Scientific and Program Services Branch, Division of Preparedness and Emerging Infections, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA
c National Centre for Biosecurity and Infectious Disease, Environmental Science and Research Institute, Upper Hutt, New Zealand
d Global Disease Detection Division, Kenya Medical Research Institute/Centers for Disease Control and Prevention, Nairobi, Kenya
e International Centre for Diarrhoeal Disease Research, Dhaka, Bangladesh
f Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, Baltimore, MD, USA
g National Influenza Center, Phnom Penh, Cambodia
h University of Alabama, Birmingham, AL, USA
i University of California, Berkeley, CA, USA
j John E Fogarty International Center, National Institutes of Health, Bethesda, MD, USA
k National Institute for Hygiene and Epidemiology, Hanoi, Vietnam
l Wellcome Trust Major Overseas Programme, Oxford University Clinical Research Unit, Hanoi, Vietnam
m Centre for Community Medicine, All India Institute of Medical Sciences, New Delhi, India
n Naval Medical Research Unit—6, Lima, Peru
o Department of Epidemiology, Statens Serum Institute, Copenhagen, Denmark
p Medical Research Council Biostatistics Unit, Cambridge, UK
q Centre for Infectious Disease Control, National Institute for Public Health and the Environment, Bilthoven, Netherlands
r Chinese Centers for Disease Control and Prevention, Beijing, China
s Institut Pasteur, Phnom Penh, Cambodia
 Correspondence to: Dr Fatimah S Dawood or Dr Marc-Alain Widdowson, Influenza Division, Centers for Disease Control and Prevention, 1600 Clifton Road MS A-32, Atlanta, GA 30333, USA

Eolo Parodi si è definitivamente dimesso dalla presidenza dell'ENPAM

parodi eolo--400x300ANSA) - ROMA, 29 GIU - Eolo Parodi non è più Presidente dell'Enpam, l'ente previdenziale dei medici. Con una lettera indirizzata al Presidente ad interim Alberto Oliveti, Parodi ha comunicato le sua rinuncia definitiva alla carica. "La mia decisione di rassegnare le dimissioni - scrive - e' maturata anche in base alla considerazione che le indagini della Magistratura potrebbero avere un corso non particolarmente breve e, dunque, tale situazione di incertezza potrebbe dare luogo a strumentalizzazioni che, sempre per il bene dell'Ente, non intendo in alcun modo raccogliere". La magistratura lo scorso aprile aveva indagato Parodi per una presunta truffa nella gestione dello stesso ente. La decisione è stata accolta oggi dal Consiglio di amministrazione. "Trasmettiamo al futuro della categoria - scrive Parodi - un Ente che gode di buona salute e che conferma la validità del suo passato operare". "Tengo a precisare che l'Ente, come risulta dal bilancio consuntivo del 2011, presenta uno stato complessivo di benessere e di garanzia per il futuro, anche in questo momento in cui l'Italia affronta un così difficile periodo". La Fondazione Enpam chiude infatti il 2011 con un patrimonio di 12,5 miliardi di euro, che si è più che quadruplicato dal 1993, da quando cioè Parodi entrò in Enpam, prima come vice commissario e poi come Presidente. Era infatti l'anno del commissariamento e Parodi fu chiamato a rimettere in sesto un Ente che aveva all'epoca un disavanzo economico di 200 miliardi di lire.

SOLE 24 ORE Sanità bozza del decreto Balduzzi

DSC 4910quad Decreto Balduzzi

Fism: fermare la de-medicalizzazione dell'assistenza

MH900407498Istituire un gruppo di lavoro che definisca il ruolo strategico della professione medica nel Servizio sanitario nazionale, sia per quanto concerne l'attività di ricovero e cura sia per la corretta integrazione con la medicina del territorio. È la proposta che arriva dalla Fism (Federazione italiana società medico-scientifiche) nel Sanità day, la giornata di protesta per la difesa del Ssn che ha visto ieri scendere in piazza i sindacati di medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali e amministrativi, dipendenti e convenzionati. «Di fatto» spiega il presidente della Fism, Franco Vimercati «il processo messo in atto dalla politica sanitaria in questi ultimi anni si caratterizza per la progressiva "de-medicalizzazione" di alcune prestazioni, che le politiche di "spending review", imposte dalla congiuntura economica, potrebbero accelerare ulteriormente». Questo processo rappresenta la risposta - sbagliata e inadeguata - all'incontrollato aumento che la domanda di prestazioni sanitarie ha fatto registrare nel tempo: «Si è rinunciato a correggerla attraverso un'analisi ragionata della domanda stessa» prosegue Vimercati «e di conseguenza si sono moltiplicati i fenomeni di inappropriatezza da cui incrementi ingiustificati della spesa sanitaria e dei tempi di attesa».
In altri termini, anziché coltivare una classe medica preparata, motivata e corresponsabilizzata all'ottimizzazione delle risorse e al governo della domanda, ci si affida sempre più spesso «a sperimentazioni di forme alternative di erogazione dell'assistenza che poggi ano sulla progressiva riduzione della funzione e del ruolo dei medici»: si continua a ridurne il numero nei corsi di formazione e specializzazione, si favoriscono gli esodi, si tenta di accreditare e favorire le «nuove professioni» attraverso manifestazioni e convegni che «hanno come principale effetto la propaganda più che la proposta, la verifica e le analisi delle conseguenti ricadute sulla qualità effettiva della assistenza». Per la Fism si tratta di un errore, perché «la continua ricerca di modelli in apparenza più efficienti ma non imperniati sulla centralità del rapporto medico-paziente possono generare incertezza nell'assistito, con conseguente ricorso a ulteriori prestazioni non giustificate o comunque onerose».
Di qui la proposta programmatica che la Federazione lancia nella cornice del Sanità day: «Siamo convinti» è il ragionamento di Vimercati «che una visione moderna dell'assistenza sanitaria debba tornare al rispetto del rapporto medico-paziente, laddove dare ascolto al paziente è la base per la diagnosi e la cura successiva. Il lavoro in sanità deve essere certamente un lavoro di squadra, ma vale la pena ricordare che la squadra funziona e vince se ogni giocatore mantiene la sua posizione ed il suo ruolo, basato sulle reali competenze e abilità professionali di tutti». Urge quindi affidare a un gruppo di lavoro tecnico la definizione del ruolo che il medico deve assumere oggi nel Ssn: «Solo così si potrà recuperare la professione e quei valori senza i quali il sistema sanitario italiano potrebbe progressivamente perdere le sue caratteristiche di universalità e solidarietà più volte riconosciute e invidiate».

P rorogata al 31 ottobre la scadenza dell'intramoenia allargata

0812295708  704787  AND0410 6 6968585 mediumP rorogata al 31 ottobre la scadenza dell'intramoenia allargata . per affrontare con più calma la proposta di riordino complessiva in materia a detta del ministro Balduzzi. La proroga, impedirà che  entro il 30 giugno i medici avrebbero dovuto sospendere l'intramoenia allargata nei propri studi.

Convenzioni. La Sisac propone un testo unico

sisacwww.quotidianosanita.it L'incontro di oggi è servito per conoscere gli orientamenti sindacali per poi eventualmente coinvolgere il comitato di settore. Preiti, (Fp Cgil Medicina convenzionata): "Apprezzato l'impegno per l'ammodernamento dei testi, ma è necessario sincronizzare questa iniziativa con il Patto per la Salute".

27 GIU - Una semplificazione dei testi vigenti delle convenzioni attraverso la definizione di un testo unico.è quanto ha proposto stamani la Sisac ai sindacati della medicina convenzionata in occasione di un incontro convocato proprio per affrontare un primo scambio di idee sull'ipotesi di revisione dei testi degli Accordi collettivi nazionali.

Stamani, riferisce una nota della Fp Cgil, la Sisac ha declinato alcuni principi e criteri di massima che dovrebbero essere utilizzati per arrivare ad un nuovo testo ed ha precisato che l'incontro è stato preliminare per conoscere gli orientamenti sindacali per poi eventualmente coinvolgere il comitato di settore.

"Abbiamo apprezzato l'attenzione e l'impegno della Sisac nel ricercare un ammodernamento dei testi, che è sempre un fatto positivo", ha dichiarato Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil Medici medicina convenzionata. "Tuttavia – ha spiegato Preiti - abbiamo posto l'esigenza di sincronizzare questa iniziativa con le linee di indirizzo sulla assistenza territoriale definite con il ministro della Salute e soprattutto con il Patto della Salute che dovrà essere sottoscritto in autunno."

Infatti, ha sottolineato il sindacalista della Cgil, "tre dei cinque punti proposti dalle Regioni per il Patto della Salute riguardano la medicina convenzionata ed il territorio. Per noi è necessario che gli obiettivi del Patto trovino la loro concretizzazione nella definizione di nuove convenzioni".