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FNOMCEO : Coinvolgimento delle altre professioni sanitarie nel percorso verso gli Stati Generali del 2019

rmn thumb250 250Un incontro, fissato per le prossime settimane, tra il presidente e il vicepresidente della Fnomceo, Filippo Anelli e Giovanni Leoni, i presidenti degli Ordini provinciali dei medici che sono anche radiologi, e il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione, Alessandro Beux. A farsene promotore, con l'obiettivo di un'alleanza tra le diverse professioni sanitarie in vista degli Stati Generali del 2019, il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli.
Proprio in questo percorso di avvicinamento agli Stati Generali, così come già avvenuto con infermieri e ostetriche, e come avverrà presto per farmacisti e veterinari, Anelli aveva già incontrato, venerdì scorso, i vertici del neonato 'maxiordine' dei tecnici sanitari.
"Le nostre professioni partono da valori comuni – aveva affermato, in quell'occasione, Alessandro Beux -: lo spirito di servizio, il rispetto reciproco, l'onestà intellettuale, l'equità. È il momento di ribadire tutti insieme quello in cui singolarmente crediamo, a favore del sistema socio-sanitario e delle persone assistite. È il momento di un'alleanza, all'interno della quale ciascuna professione garantisce le proprie competenze, di una collaborazione nella quale il coordinamento funzionale sia a carico del medico e per la quale ogni professione sanitaria si responsabilizzi e risponda su parti del processo".
È il momento di affermare tutti insieme quello in cui singolarmente crediamo. È il momento di un'alleanza, nell'ambito ciascuno delle proprie competenze, di una collaborazione nella quale il coordinamento funzionale sia a carico del medico e ogni professione abbia in capo dei pezzi del processo".
"Mi fa piacere il riferimento a un accordo valoriale – aveva risposto Anelli -. C'è bisogno di un'alleanza che parta da valori – ma anche da problematiche, pensiamo alla violenza, o alla banalizzazione delle professioni, all'aziendalizzazione, al futuro incerto del nostro Servizio sanitario Nazionale - comuni e che non solo persegua ma determini gli obiettivi di salute".
Da qui la richiesta di un incontro con quei presidenti d'Ordine che, in quanto radiologi, possono meglio comprendere le specificità del processo. La Fnomceo vorrebbe poi coinvolgere anche i tecnici sanitari, così come le altre professioni, nei 6-7 incontri che tracceranno la strada per gli Stati Generali, per ridisegnare, tutti insieme, il Servizio Sanitario Nazionale. E chissà che non si possa arrivare a una premessa comune del Codice Deontologico, dalla quale partano poi i precetti specifici per ogni professione.

FNOMCEO e TDM: Fondo Superticket, il Ministero non approvi il decreto in questi termini

medici99 thumb other250 250(Comunicato Fnomceo) Apprendiamo da notizie di stampa LEGGI QUI che "l'ultima versione della bozza di decreto sul riparto del fondino da 60 milioni di euro - creato dalla legge di Bilancio per un - prevede l'aumento dal 10% al 20%, cioè da sei a 12 milioni di euro, della quota finalizzata a premiare le Regioni che già abbiano previsto misure per diminuire la compartecipazione. Un plus che andrebbe a Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata, e che inevitabilmente drenerebbe soldi per le altre realtà".
Condividiamo le preoccupazioni subito espresse da Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, e già manifestate insieme a lui: una ripartizione fatta sulla base di questi criteri non farebbe che esasperare le disuguaglianze di salute nel nostro paese, andando contro i principi fondanti del nostro Servizio Sanitario Nazionale. A quarant'anni dalla nascita, il nostro SSN non si merita questo tradimento: uniamo quindi la nostra voce a quella di Cittadinanzattiva per chiedere di non approvare il Decreto in questi termini. Chiediamo inoltre ai Governatori delle Regioni penalizzate da questo riparto di fare sentire le loro istanze.

SOCIETA'DI OMEOPATIA: «Corto circuito della Federazione degli Ordini dei Medici»

omeopatiaDurissima presa di posizione delle Società scientifiche italiane di omeopatica e medicine complementari della SIOMI contro la "scheda" pubblicata online dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici dove si scrive che «l'omeopatia non ha alcuna base scientifica». La presa di posizione arriva da Amiot, Apo, Coii, Fiamo, Luimo, Omeomefar, Siomi, Smb e Siov.
«Tutte le Società scientifiche italiane che si occupano di Medicina non convenzionale e Complementare manifestano assoluto dissenso in merito alla nuova scheda pubblicata dal sito "dottoremaeveroche.it" - l'iniziativa contro le bufale online della FNOMCeO - Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri - secondo cui "l'omeopatia non ha alcuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all'effetto placebo"».
"Un'iniziativa in linea generale utile - dichiarano i professionisti iscritti all'Albo dei Medici ed esperti in medicine complementari e omeopatia - ma che nello specifico pone sullo stesso piano l'effetto placebo con una pratica, l'omeopatia, che è invece fin dal 2002 definita come 'atto medico' dalla stessa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Peraltro - precisano i Medici - la pagina sull'omeopatia del sito dottoremaeveroche.it è stata redatta da sedicenti esperti che in realtà non hanno alcuna esperienza in Medicine complementari, come si evince anche dalla bibliografia di riferimento, risibile e già ampiamente screditata in passato: " Stupisce - sostengono i Presidenti delle associazioni scientifiche di settore - che la Federazione degli Ordini dei Medici si affidi a dei soggetti privati, per giunta non qualificati, per la redazione di una pagina informativa su un sistema di salute adottato con soddisfazione da 7 milioni di italiani e da decine di milioni di Europei" . Sia il Parlamento Europeo che il Consiglio d'Europa hanno chiesto di "assicurare ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e il più alto livello d'informazione sull'innocuità, qualità ed efficacia di tali medicine, invitando gli Stati membri a regolarizzare lo status delle Medicine complementari in modo da garantirne a pieno titolo l'inserimento nei Servizi sanitari nazionali".
Inoltre, non è affatto vero che non esistono prove scientifiche di efficacia a sostegno dell'omeopatia: gli studi rintracciabili sulla banca dati medica PubMed che ne dimostrano la maggior efficacia rispetto al placebo - dichiarano i Medici - "sono pubblicati in numero significativo , anche su riviste scientifiche a medio e alto impatto, tanto che anche anche la prestigiosa Cohrane Collaboration dedica un sito specifico dedicato a queste discipline" .
Quest'attacco avviene peraltro proprio nei giorni in cui viene pubblicato online un database che raccoglie più di 1.000 studi scientifici sull'efficacia dell'omeopatia , pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, presentato al Presidente FNOMCeO e all'Esecutivo della Federazione in occasione di un incontro che si è tenuto a Roma il 3 maggio scorso, incontro a margine del quale la stessa FNOMCeO con un proprio comunicato stampa ha dichiarato di "voler chiedere rispetto per tutti i medici, e di sostenere le Società scientifiche di Omeopatia nel chiedere all'Istituto Superiore di Sanità di aprire un tavolo di confronto per una revisione della letteratura scientifica e delle evidenze disponibili in materia".
"Invece che adeguarci alla civilissima Svizzera - precisano i Presidenti delle società scientifiche di settore - dove il Consiglio Federale dopo anni di approfondimenti e verifiche ha deliberato la piena rimborsabilità delle Medicine Non Convenzionali/complementari proseguiamo con questa assurda caccia alle streghe basata su pregiudizi anti-scientifici".
Le sigle congiunte fanno quindi appello al Dott. Filippo Anelli, Presidente FNOMCeO, «affinché nel rispetto dei principi Costituzionali sulla libertà di cura, chiarisca i contenuti di queste affermazioni che creano un "cortocircuito" rispetto a quanto deliberato dal Consiglio Nazionale della Federazione in data 19 maggio 2002, delibera che classifica a tutti gli effetti l'esercizio dell'omeopatia come "atto medico", orientamento peraltro largamente condiviso negli altri Paesi Europei».

FNOMCeO: L'Omeopatia non ha basi scientifiche, è placebo nessuna patologia ottiene miglioramenti

omeo(ANSA) - ROMA, L'omeopatia non ha nessuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all'effetto placebo. Lo afferma una nuova scheda pubblicata dal sito 'dottoremaeveroche.it', l'iniziativa contro le bufale della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo). «Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica», si legge nella scheda preparata dal medico Salvo Di Grazia. «Infatti - prosegue - diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo (una sostanza inerte)». Di Grazia, che cura anche il sito Medbunker, precisa che «l'effetto placebo è conosciuto da tempo, ha una base neurofisiologica nota e funziona anche su animali e bambini, ma il suo uso in terapia è eticamente discutibile e oggetto di dibattito». Nel documento si spiega anche perché sono proprio i medici a prescrivere i farmaci omeopatici. «In Italia - si legge - l'omeopatia può essere praticata solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Questa norma non intende attribuire una base scientifica a questa pratica, ma solo garantire da una parte il diritto alla libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e dall'altro un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando il rischio di ritardare una diagnosi più seria o che il paziente stesso sia sottratto a cure di provata efficacia».

OBBLIGO POS: sentenza Consiglio di Stato dice no alle sanzioni per i medici, il Mi.S.E. non puo introdurre sanzioni occorre una legge dello stato

obbligo-posDOCTOR 33 di Mauro Miserendino Commissioni più basse, sanzioni contenute, terminali di ultima generazione che accettano persino pagamenti in bitcoin con servizi offerti da società certificate dal Consorzio Bancomat: c'è tutto perché l'obbligo di tenere il Pos possa partire anche tra medici e dentisti. Ma di fatto non parte. E il Consiglio di Stato ha spiegato perché al Ministero dello Sviluppo, che gli aveva sottoposto il nuovo decreto con le sanzioni per imprese e professionisti sprovvisti. Chi non ha il lettore Bancomat, è questo il filo del ragionamento del Consiglio di Stato, non è punibile perché in Italia nessuna legge ha fatto fin qui sul serio nel definire le sanzioni, e un decreto ministeriale come quello del MiSe non può introdurre punizioni senza che norme approvate dal Parlamento, di rango più elevato, gli diano il via. In questi mesi di "ordinaria amministrazione", il governo uscente aveva provato a introdurre per decreto una sanzione da 30 euro su tutti i fornitori di beni e servizi che impedissero ai consumatori di pagare con il bancomat.
La bozza era stata inviata ai giudici di Palazzo Spada il 28 marzo scorso per un parere preventivo. La sanzione per ogni operazione "impedita" è quella prevista dal Codice di Procedura penale che all'articolo 693 punisce il rifiuto di un esercente di accettare monete aventi corso legale. Per i giudici, il Legislatore non ha definito importo minimo e massimo della sanzione, indicazione dell'autorità competente ad irrogarla, procedure da applicare. E siccome secondo l'articolo 23 della Costituzione "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge", il decreto torna ora al MiSe che dovrà illustrare in una relazione tecnica le possibili risposte. In questi anni il Parlamento ha tentato di approvare una legge per punire chi non ha il lettore, obbligatorio dal 30 giugno 2014. Il disegno di legge 1747, tramontato con l'ultima legislatura, già dal 2015 prevedeva 500 euro di multa per il professionista sprovvisto, che diventavano 1000 al secondo "sgarro" e al successivo potevano portare alla chiusura dell'attività. Intanto, professionisti e commercianti chiedevano agevolazioni per sopportare i costi (entro i 400 euro annui) di Pos, installazione, canone, commissioni. Nel 2018 il consiglio dei ministri ha recepito il regolamento Ue che fissa tetti massimi allo 0,2% per le commissioni sui pagamenti con carta di debito: le spese si abbattono per tutti, premessa per sanzioni più flessibili. Curiosità: dall'obbligo di Pos restano fuori tabaccai e benzinai. I benzinai incassano le accise per lo stato e operano da sostituti. Ma proprio per tale motivo dal 1° luglio entra in vigore una novità importante: la scheda carburante dei lavoratori autonomi, medici inclusi, va in pensione e per portare in deduzione il costo della benzina si dovrà pagare con bancomat o carta di credito a garanzia di tracciabilità del pagamento.

AGGRESSIONI GUARDIA MEDICA: Anelli (Fnomceo): risposte per i cittadini ma anche contro aggressioni.

guardia medica generica thumb large300 300DOCTOR 33 - di Mauro Miserendino Supportare i medici di continuità assistenziale significa innanzi tutto far chiarezza sui loro compiti e funzioni, affinché a tutela della salute del cittadino siano distinguibili i casi di competenza del servizio, quelli da destinare al 118 e quelli da rinviare all'assistenza primaria. Con tali obiettivi nasce il manuale "Guardia Medica-la continuità assistenziale in medicina generale": un testo completo di tabelle, indicazioni sintetiche, alert, edito da Edra, con le ultime linee guida e sezioni dedicate alla pediatria, ai farmaci da assumere in gravidanza e alla contraccezione minorile. A scriverlo, il segretario Fimmg Puglia ed attuale presidente Fnomceo Filippo Anelli, e gli allievi del corso di medicina generale (Giuseppe Colucci e Maria Zamparella coordinati da Antonio Velluto, già responsabile di Fimmg Formazione in Puglia).«Da un po' di anni -dice il Presidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli - dirigo la Scuola di formazione in MG in Puglia e vedo crescere l'esigenza per i giovani colleghi di un testo che riassuma i temi formativi del Triennio. Tra l'altro l'attività che una volta usciti i giovani sono chiamati a svolgere più di frequente è proprio la continuità assistenziale. Con Velluto, una grande "speranza" della medicina generale ed ex allievo del corso, abbiamo costruito questo manuale che vuole dare risposte di facile e immediata comprensione».
Fino a che punto la continuità assistenziale con l'impegno che comporta è lavoro "per giovani"?
«È una medicina di frontiera. Rispetto all'assistenza primaria manca di una conoscenza continuativa del paziente e questo provoca una serie di difficoltà intrinseche. Di qui il manuale che parte da casi emblematici, situazioni di fronte alle quali il medico può trovarsi con la necessità di dare in tempi rapidi una risposta, e lo aiuta a migliorare la propria attività di assistenza».
Sui media la continuità assistenziale è purtroppo nota per le aggressioni contro cui ora ci sono corsi Ecm: Bruno di Lascio Presidente Omceo Fe ha però scritto al Capo dello Stato che più che i corsi bisognerebbe promuovere la vigilanza nelle sedi o le guardie del corpo...
«Condivido l'intento del collega Di Lascio di fare appello al Presidente Mattarella, che si è più volte pronunciato sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, affinché possa spendersi per noi medici, che abbiamo avuto dei morti a seguito di aggressioni dove si è espresso il massimo livello di violenza. Tuttavia appare un frainteso parlare di "corsi di autodifesa", che noi non abbiamo mai pensato. Piuttosto come Fnomceo abbiamo fatto in modo che tra gli obiettivi fissati dalla Commissione Ecm nel percorso formativo per il triennio corrente (2017-19) fosse inserita la capacità di gestire situazioni che possano sfociare in episodi violenti; tale gestione rientra nel rapporto di comunicazione che lega medico e paziente, e si fonda su tecniche precise che servono a destrutturare il momento in cui il paziente può esprimere un'attività verbale o d'altro tipo e ad impedire si arrivi all'esasperazione. Ma è chiaro che una risposta dello stato ci dev'essere. Ed è chiaro che non ci siamo limitati a questo, come Fnomceo abbiamo promosso l'istituzione al Ministero della Salute di un Osservatorio nazionale sulla violenza, indagini sulla qualità delle sedi di CA presso i Nas e gli ispettorati del lavoro, il monitoraggio degli episodi di violenza verso il quale le Regioni erano inadempienti; alla prossima riunione dell'Osservatorio al Ministero discuteremo con le altre professioni sanitarie e soprattutto con i direttori generali di Fiaso nuovi criteri sulla compilazione del documento di valutazione del rischio affinché le aziende sanitarie tutelino di più le sedi di guardia medica.
La Continuità Assistenziale va verso il Ruolo Unico con l'Assistenza primaria o verso il 118 e la gestione delle emergenze?
Il fatto stesso che si parli di Continuità assistenziale e non più di guardia medica indica come il Paese abbia scelto di relazionare tale attività all'assistenza primaria. Emergenze e stati di urgenza legati ai codici dal verde in su sono a mio avviso ben gestibili dal 118, servizio che offre performance elevate con medici preparati ma che in certe regioni è sacrificato a un task shifting a favore di altri professionisti, incomprensibilmente e con dei deficit, poiché l'uso di certi farmaci salvavita sul "campo" richiede ad esempio la prescrizione medica. La continuità assistenziale per me non può che rappresentare una faccia della medicina generale, con un orario esteso, fino alle 23-24 (l'H16 8-24 sarebbe ottimale) in sinergia con l'assistenza primaria».