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Tribunale per i diritti e doveri del medico spending review e farmaci: caos per cittadini e medici

tribunalePiù medicina difensiva e meno qualità. Ad affermarlo e' Mario Falconi, Presidente del Tribunale dei Diritti e dei Doveri del Medico Il decreto sulla prescrizione dei farmaci, approvato dal Senato, determina di fatto un ulteriore intollerabile aggravio burocratico per i Medici ed un quasi certo aggravio economico per molti Cittadini. Cercare di risparmiare, in un periodo di grave crisi economica, e' "cosa buona e giusta", ma occorre farlo in modo intelligente e soprattutto valutando l'impatto che le norme di legge determinano sulla funzionalita' del Servizio Sanitario. Tra l'altro, in assenza di una corretta regolamentazione applicativa, assisteremo, come gia' avvenuto in passato, a continue peregrinazioni di Cittadini dall' Ospedale al proprio Medico di Famiglia, con pesante aggravio burocratico per tutti i professionisti ed ulteriore riduzione dei tempi da dedicare alla loro vera mission: la cura dei malati. Si pensi ad esempio ad un malato dimesso da un reparto ospedaliero con una prescrizione di farmaco "griffato" senza una relazione motivata scritta. In tali casi i Cittadini, laddove il Medico di Famiglia non potesse trascriverlo, costretto dalla normativa a tramutarlo in principio attivo, dovranno, per non farselo cambiare, acquistarlo per intero. Ovviamente tali inique norme ricadono come sempre sulle fasce piu' fragili, anche economicamente, della popolazione. Esistono strade alternative per l'uso appropriato delle risorse, senza penalizzazioni per i Cittadini ed aggravi per i Medici, come per esempio fu fatto nel 2007 nella Regione Lazio, dopo una seria concertazione con le categorie interessate, e che consenti' di conseguire risparmi, in solo nove mesi, per circa 56 milioni di euro. Se si vuole un Medico, in particolare se di Famiglia, burocrate, demotivato e che pratichi sempre di piu' la Medicina Difensiva ed anche aumentare i contenziosi medico-legali e penali, laddove si verificassero conflitti di
responsabilitá tra medico e farmacista, le norme del Decreto sono perfette.

Spending Review: la FIMMG dichiara lo stato di agitazione della categoria

doctorLa Federazione italiana dei medici di medicina general  ha dichiarato infatti lo stato di agitazione della categoria contro le disposizioni contenute nel decreto legge approvato ieri dal Senato, e presto all'esame della Camera, che obbligano i medici alla prescrizione del principio attivo dei farmaci, in quanto tale norma comporta disagi per i medici e i cittadini, con gravi rischi di compromissione della qualita' dell'assistenza.

ECCO COME CAMBIERANNO LE PRESCRIZIONI . Nota del Ministero della Salute

RICETTA4(Ministero della Salute) Sulla base delle disposizioni contenute nel decreto legge n° 95/2012 in corso di conversione,  per la prima volta nella nostra legislazione si parla esplicitamente della prescrizione di un farmaco mediante anche l'indicazione del "principio attivo".
Una volta entrato in vigore il provvedimento, sulla ricetta rossa, cioè quella dove sono prescritti i farmaci erogati dal Servizio sanitario nazionale, dovrà comparire il nome del principio attivo, cioè il nome della sostanza, contenuta nel farmaco, che possiede proprietà terapeutiche. Questo è già sufficiente perché la ricetta sia valida. Il cittadino con questa ricetta si reca in farmacia e il farmacista gli consegna il farmaco dal prezzo più basso contenente quel principio attivo.

La norma prevede anche che il medico "ha facoltà" di aggiungere, oltre al principio attivo, anche il nome commerciale di un farmaco, specificando sulla ricetta che esso è "non sostituibile", ma in tal caso deve giustificare la non sostituibilità con una sintetica motivazione scritta. Per esempio può scrivere che il farmaco equivalente deve essere quello prodotto da quella azienda e non da un'altra, perché esso non contiene un eccipiente al quale il paziente in oggetto è allergico. In questo caso il farmacista deve consegnare il prodotto indicato dal medico nella ricetta.

Queste disposizioni non riguardano le terapie croniche già in corso. Infatti il legislatore ha evitato di introdurre una normativa che potesse provocare possibili, sebbene rari, inconvenienti, nel corso di una terapia, a causa del passaggio da un medicinale all'altro, sia pur di uguale composizione.

Resta ferma la possibilità per il paziente, già prevista dal decreto "Cresci Italia" dello scorso gennaio (articolo 11 comma 12 del testo convertito dalle Camere) di richiedere al farmacista un medicinale, sia equivalente che di marca, con lo stesso principio attivo ma con un costo più alto, pagando a proprie spese la differenza di prezzo rispetto al farmaco meno costoso. Quando al paziente è consegnato il farmaco avente il costo più alto di quello ammesso al rimborso (o perché il medico ha usato la clausola di non sostituibilità, o perché è il paziente a pretendere dal farmacista un medicinale più costoso) la differenza fra i due prezzi è a carico del cliente.
I medici conoscono correttamente i principi attivi dei prodotti farmaceutici. In ogni caso nelle liste pubblicate dall'Aifa i prodotti sono già raggruppati anche per principio attivo.

Spending review, via libera dal Senato venerdi alla Camera

senato copyL'aula del Senato approva (con 217 sì, 40 no e 4 astenuti), la fiducia al decreto legge sulle spending review con dentro anche il contenuto del dl sulle dismissioni immobiliari. Tra le norme che più hanno fatto discutere, quelle sui farmaci (resta l'obbligo di indicare il principio attivo ma il medico potrà indicare anche il nome di un farmaco che ritiene opportuno) e l'aumento delle tasse per gli universitari fuori corso (saranno esonerati gli studenti che hanno reddito Isee familiare sotto i 40 mila euro). Per quanto riguarda le Province, salta la parola «soppresse» sostituita dalla parola «riordinate». Hanno votato a favore Pd, Pdl (ma con una decina di dissensi interni che hanno portato a non votare la fiducia), Udc e Terzo Polo. Hanno detto no Lega e Idv. Coesione nazionale e Mpa non hanno partecipato. Queste le principali novità introdotte a palazzo Madama rispetto al testo licenziato dal Consiglio dei ministri. Oa ilprovvedimanto passa alla camera dove sarà votato venerdi

Regioni: spending review insostenibile per la sanità: «Il Patto per la salute è impossibile»

corte(sole 24 ore sanità) Lo spending review è insostenbile per la sanità E il Patto per la salute è impossibile da sottoscrivere in queste condizioni.
Sono queste le conclusioni di un documento che le Regioni presentano oggi alla conferenza Unificata in cui chiedono al Governo di «attivare un tavolo di lavoro congiunto con il supporto dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.na.S) per la verifica puntuale sui prezzi di riferimento, sui dati relativi al settore dei beni e servizi e delle tariffe».

Le Regioni sono intenzionate a dimostrare con dati reali che l'impatto del decreto legge, combinato agli effetti delle precedenti manovre finanziarie (Legge n.111/2011), non consente di sottoscrivere il nuovo Patto per la Salute 2013-2015, compromettendo la sostenibiltà e la gestione del Ssn. In ogni caso, comunque, le Regioni chiedono il supporto all'Age.Na.S. per ottimizzare la spesa senza tagliare i servizì», si legge nel documento della conferenza delle Regioni.

«Si evidenzia, inoltre - si legge nel documento - il pesante depauperamento del Fondo nazionale per le Politiche sociali che per l'anno 2012 risulta pressoché azzerato».

Per quanto riguarda la sanità, le Regioni hanno messo a punto alcuni emendamenti.

Le richieste chiariscono che la riduzione del 5% dei contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi opera sui corrispettivi previsti, e non sui volumi di prestazioni erogate. In caso contrario, tale disposizione non sarebbe in linea con la finalità complessiva del provvedimento, che è volto ad assicurare "l'invarianza dei servizi ai cittadini".

Chiedono poi di scrivere chiaramente in una tavola da allegare al provvedimento le voci di conto economico interessate dalla rinegoziazione, anche per evitare il contenzioso e prevedere che, nel caso di recesso dal contratto, le aziende e gli enti del Ssn possano, «nelle more della scelta di un nuovo contraente, approvvigionarsi aderendo in via di urgenza a contratto in essere di altre aziende».

Ancora va stabilito che se le misure di contenimento della spesa previste dall'articolo 15 non realizzano gli effetti finanziari attesi non per colpa della Regione o delle aziende , saranno attivate misure compensative a carico del bilancio dello Stato.

Un altro emendamento esclude il blocco immediato degli incarichi a tempo determinato dando alle Regioni il tempo di adeguarsi al parametro dei 3,7 posti letto per 1.000 abitanti. Il blocco scatterà dal 30 novembre 2012, se la Regione non si adegua al parametro dei 3,7 posti letto per 1.000 abitanti, rinviando al 31 dicembre 2013 il raggiungimento del tasso di ospedalizzazione di 160 per mille abitanti, di cui il 25% riferito a ricoveri diurni.Inoltre, per non penalizzare le Regioni che raggiungono l' equilibrio economico le Regioni propongono di lasciare invariato anche il regime attuale per la verifica degli obiettivi.

Un altro mendamento stabilisce che i dispositivi medici o i farmaci che, nel corso di una gara aperta, non sono stati offerti, pur possedendo i requisiti richiesti nel capitolato, non possono essere acquisiti dagli enti del Ssn con la modalità della procedura negoziata nei due anni successivi alla data di aggiudicazione della procedura. I dispositivi medici e i farmaci di nuova introduzione sul mercato, che non si configurano come affiancamenti o sostituzioni alle stesse condizioni economiche di quelli aggiudicati, possono essere acquisiti dalle aziende sanitarie solo sopo formale approvazione da parte della direzione sanitaria e generale della azienda.

Infine, le Regioni chiedono un comma aggiuntivo che tenga conto, nei processi di razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria delle prerogative statutarie delle Regioni a statuto speciale, che finanziano la spesa sanitaria con risorse finanziarie a carico dei propri bilanci.

Senato : passo indietro sulla prescrizione dei farmaci

senato(affari italiani.it ) Il governo ha posto la fiducia al testo sulla spending review all'esame del'aula del Senato. "Pongo la fiducia sul testo della commissione con alcune modifiche di coordinamento", ha annunciato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda.

Stop in commissione Bilancio al Senato sull'emendamento alla spending review che prevedeva l'obbligo da parte del medico che prescriva un farmaco di marca di indicare la motivazione della sua scelta. Il medico, recita il disposto modificato nel maxiemendamento del governo, ha ora la "facolta'" di indicare la ragione per la quale prescrive un determinato farmaco oltre al piu' generico principio attivo.

"Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili piu' medicinali equivalenti, e' tenuto a indicare nella ricetta del Servizio Sanitario Nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. Il medico - e' la modifica apportata nel maxiemendamento - ha la facolta' di indicare altresi' la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione e' vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilita'".