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SPESA FARMACI : quella territoriale fa guadagnare allo stato 25 milioni di euro lo Stato spende meno del programmato l'ospedaliera sfora di 725 milioni

farmaci 6 66471 thumb other250 250Farmacia 33 «Il trend della convenzionata territoriale non solo resta sotto controllo ma crea un avanzo di gestione di 26 milioni di euro». A dirlo, in un commento inviato alla redazione è Carlo Ranaudo docente in Farmacoeconomia.
L'Aifa ha pubblicato il monitoraggio della spesa Farmaceutica Nazionale e regionale relativa ai primi 5 mesi del 2017 (Gennaio-Giugno) e le novità di quest'anno sono il nuovo sistema dei tetti e la Distribuzione per conto nel tetto di spesa Ospedaliero. Le risorse complessive non cambiano e rimangono pari al 14,85% del Fondo sanitario nazionale e vengono divise nel capitolo spesa farmaceutica convenzionata che corrisponde alla farmaceutica territoriale ed è pari al 7,96% e nel capitolo spesa farmaceutica per acquisti diretti che include sia la Distribuzione Diretta ospedaliera che la distribuzione per conto ed è rideterminato nella misura del 6,89%.

Nel 2017 poi sono stati previsti dal Ministero della Salute altri 500 milioni per il concorso al rimborso regionale per l'acquisto dei medicinali innovativi ed altri 500 milioni per i medicinali innovativi oncologici.

Il trend della convenzionata territoriale rimane anche in questi 5 mesi abbondantemente sotto controllo e infatti a fronte del tetto del 7,96% previsto la spesa si assesta a € 3.683 milioni pari a 7,90% creando un avanzo di gestione di 26 milioni di euro. Lo stato spende per la farmaceutica territoriale meno di quanto programmato.

Ben diversa la situazione ospedaliera in cui a fronte di un tetto del 6,89% siamo già ad uno sforamento di 767 milioni di € con una incidenza dell'8,5% (si va da un 10% per Sardegna, Puglia e Toscana, a circa un 8% di Lombardia; Sicilia, Piemonte e Veneto con la sola Provincia autonoma di Trento in linea con il tetto programmato).

Calano ancora le ricette. Sono 250 milioni con un ulteriore decremento dello 0,6% rispetto al 2016
Nel 2017 poi sono stati previsti dal Ministero della Salute altri 500 milioni per il concorso al rimborso regionale per l'acquisto dei medicinali innovativi ed altri 500 milioni per i medicinali innovativi oncologici. Il trend della convenzionata territoriale rimane anche in questi 5 mesi abbondantemente sotto controllo e infatti a fronte del tetto del 7,96% previsto la spesa si assesta a € 3.683 milioni pari a 7,90% creando un avanzo di gestione di 26 milioni di euro. Lo stato spende per la farmaceutica territoriale meno di quanto programmato. Ben diversa la situazione ospedaliera in cui a fronte di un tetto del 6,89% siamo già ad uno sforamento di 767 milioni di € con una incidenza dell'8,5% (si va da un 10% per Sardegna, Puglia e Toscana, a circa un 8% di Lombardia; Sicilia, Piemonte e Veneto con la sola Provincia autonoma di Trento in linea con il tetto programmato). Calano ancora le ricette. Sono 250 milioni con un ulteriore decremento dello 0,6% rispetto al 2016
Carlo Ranaudo Università Meier Milano

SPESOMETRO : Sito in tilt congelato il sito per l'invio telematico delle fatture commercialisti chiedono un rinvio

730 thumb250 250Il Sito per l'invio telematico dei dati delle fatture emesse e ricevute, il cosiddetto Spesometro 2017: la cui scadenza è prevista per giovedì 28 settembre, è interrotto da venerdi della scorsa settimana per le note vicende i sicurezza , in quanto il codice fiscale dei contribuenti era possibile accedere a tutti i loro dati violando palesemente la privacy. Il Consiglio nazionale commercialisti ha segnalato il disservizio e chiesto uno slittamento dei termini.

SOGEI: Buco nel sistema fatture elettroniche, dati fiscali online visibili a tutti indagano il Garante e la Vigilanza

Sogei roma 8646 thumb250 250(Corriere della Sera) Milano Con un semplice codice fiscale si potevano vedere e scaricare le fatture telematiche trasmesse all'Agenzia delle Entrate. L'Ad Ruffini «nero», chiede una relazione alla Sogei. Il presidente della Vigilanza parlamentare «furibondo». Il Garante chiede lumi. C'era un buco enorme nel sistema telematico gestito dalla società pubblica Sogei per la trasmissione delle fatture elettroniche all'Agenzia delle Entrate. Una falla che ha permesso a chiunque avesse le credenziali per entrare, commercialisti o anche semplici contribuenti, e per non si sa quanto tempo, di consultare liberamente i dati fiscali degli altri cittadini. Sistema bloccato Quel forziere che doveva restare blindato, e non solo per ovvie ragioni di privacy, di fatto è rimasto aperto alla mercé di tutti, senza chiave. Il sistema ora è stato bloccato, ma il presidente della Commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria, Giacomo Portas, si dice «furibondo». E si è mosso anche il Garante della Privacy, Antonello Soro, per capire «se si è trattato di un incidente imprevedibile o della mancata attuazione delle misure di protezione dei dati personali che sono necessarie e che erano state chieste». Una volta entrati nel sistema bastava inserire il codice fiscale di un qualsiasi contribuente obbligato alla trasmissione telematica delle fatture, per vedere e scaricare tutti i dati trasmessi all'Agenzia delle entrate, compresi quelli di clienti e fornitori. Oppure il codice fiscale di un commercialista per vedere i suoi dati e quelli dei suoi clienti. Scoperta la vulnerabilità il canale di accesso ad Entratel via web è stato sospeso dall'Agenzia delle Entrate e sarà ripristinato entro oggi, assicurano. Ma sulla defaillance del sistema si è acceso un faro. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, informato venerdì, ha passato l'intero week-end in ufficio con tutta la prima linea dei dirigenti. È «nero», raccontano, e determinato «a individuare eventuali responsabilità interne o esterne». Intanto ha chiesto una relazione dettagliata all'amministratore delegato della Sogei, Andrea Quacivi. Entrambi sono state invitati a riferire oggi stesso da Portas e da Soro sull'accaduto. «Quello che è successo è molto grave. Avevamo già in programma l'audizione di Ruffini questa settimana in Commissione, ora convocheremo immediatamente anche i vertici della Sogei» spiega Portas, aggiungendo che «queste cose non devono più accadere. E' giusto spingere l'uso e l'integrazione delle banche dati, ma i cittadini vanno tutelati». «Siamo di fronte a una situazione di una gravità inaudita» dice Enrico Zanetti, ex vice ministro dell'Economia di Sc, esperto in materia fiscale. «C'è totale mancanza di tutela per i contribuenti e di rispetto per i professionisti. Nel momento in cui si spinge sulla fatturazione elettronica tra i privati. Ruffini - dice - ha ereditato una situazione disastrosa».

CASSAZIONE: no licenziamento di chi lavora altrove in malattia

cause sanita thumb other250 250(ADN Kronos) E' illegittimo il licenziamento di un lavoratore che, durante la malattia, compie attività che non evidenziano una simulazione della patologia riscontrata né ne ritardano la guarigione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che lo scorso 11 settembre ha accolto il ricorso di un lavoratore dipendente, conduttore di autotreni, licenziato per aver lavorato, durante il periodo di assenza per malattia, causa un infortunio con contusione a spalla e polso, nell'esercizio commerciale del figlio.
Il presupposto della sentenza della Cassazione è che dalla documentazione in atti e dalle prove testimoniali assunte in primo grado, non potesse pervenirsi alla conclusione che l'attività svolta dal lavoratore in malattia fosse indicativa di simulazione della malattia stessa, diagnosticata dall'Inail.
Più precisamente, secondo la corte territoriale, le condotte del dipendente non potevano ritenersi espressione di simulazione di malattia, mentre lo svolgimento dell'attività lavorativa del dipendente che prevedeva la guida di un camion con l'obbligo di scarico delle merci trasportate, era incompatibile con lo stato di malattia diagnosticato.
La Corte di Cassazione, dunque, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del licenziamento, ha richiamato il principio secondo cui "lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente assente per malattia è idoneo a giustificare il recesso del datore di lavoro per violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà ove tale attività esterna, prestata o meno a titolo oneroso, sia per sé sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una sua fraudolente simulazione, ovvero quando, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, l'attività stessa possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore". La Suprema Corte ha, dunque, dichiarato illegittimo il licenziamento intimato al lavoratore.

LEGGE GELLI: Fism chiede chiarimenti al ministero sulla rappresentatività società scientifiche

medicoscrive copy thumb other250 250DOCTOR -33- Mauro Miserendino Il decreto che apre alla selezione delle società scientifiche atte a formulare linee guida per salvare il medico dai contenziosi è sempre più un rompicapo. Da una parte chiede ai presidenti delle associazioni una dichiarazione d'atto notorio su dati certi, con implicite conseguenze penali in caso di false dichiarazioni; dall'altra è spesso impossibile attestare i requisiti per rientrare tra le società partner dell'Istituto superiore di sanità preposto dalla legge Gelli sulla sicurezza delle cure a promuovere raccomandazioni e guideline. E così Franco Vimercati, presidente della Fism, Federazione che raccoglie il grosso delle società medico-scientifiche italiane, ha scritto un interpello al direttore generale risorse umane del ministero della Salute Rossana Ugenti affinché siano meglio specificati sette punti oscuri del testo "per evitare dichiarazioni incomplete-imprecise". Per la cronaca, alla presentazione delle raccomandazioni di odontostomatologia la stessa Ugenti ha ammesso che qualcosa cambierà. Ai sensi della legge Gelli il chirurgo, medico, dentista, infermiere che segua le linee guida non è perseguibile per colpa grave "salve le specificità del caso concreto" e i casi di provata negligenza. Le società scientifiche che collaborano con l'Iss a emanare linee guida e raccomandazioni nazionali però devono per legge avere requisiti di democraticità, assenza di scopi di lucro e di conflitti d'interesse. Il decreto del Ministero della Salute dell'8 agosto scorso aggiunge il concetto della rappresentatività: ciascuna associazione deve iscrivere almeno il 30% degli specialisti di cui è espressione, il 15% se si tratta dei medici di medicina generale. Sia la soglia (e il relativo intento di "scrematura") sia il distinguo pro-mmg avrebbero acceso polemiche; tra l'altro, raggiungere il quorum è problematico in specialità con tante società "forti" come Medicina Legale e di Laboratorio, o le odontoiatriche. Alle società scientifiche si impone pure di specificare quanti siano gli iscritti in quiescenza ma non è un dato facilmente recuperabile. E ancora: il ministero, quando a febbraio 2018 avrà tutte le domande, per confermare la validità degli statuti, la democrazia interna, l'assenza di scopi di lucro, potrà avvalersi delle testimonianze delle associazioni più rappresentative e delle Federazioni. Società che giudicano altre società. Invece, appaiono pochi i requisiti di contenuto scientifico, al di là del comitato, dell'obbligo di tenere traccia sul sito di ciò che si fa; manca l'obbligo di specificare i rapporti con il mondo internazionale della ricerca. Insomma, tante ombre. E a valle il testo, una volta condiviso, dovrà passare al vaglio delle regioni. A nome delle 180 società scientifiche iscritte, Fism chiede come prima cosa al Ministero di avere un elenco delle specializzazioni, delle discipline e delle specifiche aree di esercizio professionale, così da meglio distinguere le tre situazioni e calcolare i relativi appartenenti. Poi chiede di specificare per chi e come valgano il 30 e il 15% di rappresentatività minima (anche la seconda soglia potrebbe essere considerata bassa in certi casi). Chiede a quale data si debba riferire l'indicazione del numero di iscritti che ogni associazione deve dare, alcune chiudono i bilanci al 31/12 ma altre no. E chiede (quarto quesito) di specificare se si debba far riferimento agli iscritti in regola con il pagamento delle quote annuali: ci sono società che li cancellano alla prima morosità, altre che aspettano a lungo. E ancora, se sia possibile aspettare per il tempo necessario le società scientifiche che, rappresentative o no, debbano apportare modifiche statutarie. C'è quindi il quesito 6: tra i medici che esercitano più specialità come si fa a sapere la prevalente? Chi e quando la deve dire? E se le società sono multiprofessionali, ad esempio di medici ed infermieri, su quale base va calcolata la percentuale soglia che dà diritto alla rappresentatività? Infine, ci sono società scientifiche nate in tempi remoti che non trovano l'atto costitutivo: alla Direzione del Ministero Fism chiede se per esse basti portare il solo statuto o si debba riscrivere l'atto costitutivo.

DDL LORENZIN: emendamenti su responsabilità medici. al centro entità della rivalsa

medicinfermieri3DOCTOR 33- Come preannunciato da Federico Gelli, responsabile nazionale Sanità del Pd, al Forum dell'Innovazione per la Salute a Roma, nel Ddl Lorenzin sono stati presentate alcune «modifiche» alla legge sulla responsabilità professionale e sicurezza delle cure In particolare si tratta di tre emendamenti predisposti al fine di «superare alcuni elementi di difficoltà» emersi nel testo del provvedimento. Il primo, spiega il deputato, interviene sull'articolo 9 e va a sopperire a un «errore clamoroso, certificato da tutti» relativo all'entità della rivalsa, che nel testo attuale è previsto non possa «superare una somma pari al valore maggiore del reddito professionale moltiplicato per il triplo» mentre «nella volontà del legislatore» si deve «moltiplicare per tre». All'articolo 14, vengono introdotti i commi aggiuntivi 7-bis e 7-ter. Il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria, si spiega, dovrà assolvere anche alla funzione di agevolare l'accesso alla copertura assicurativa da parte degli esercenti le professioni sanitarie che svolgono la propria attività in regime libero-professionale. Infine, vengono abrogati i richiami alla legge Balduzzi sulle tabelle risarcitorie per il danno biologico, essendo entrate in vigore le nuove tabelle con la legge sulla concorrenza recentemente. Nel frattempo la commissione Affari sociali della Camera ha proseguito l'esame degli emendamenti al ddl, che contiene misure anche sulla sperimentazione clinica dei farmaci. Sono stati esaminati gli articoli 6 (sull'ordinamento delle professioni di chimico e fisico), 7 (sull'ordinamento delle professioni di biologo e psicologo), 8 (sull'elenco nazionale degli ingegneri, biomedici e clinici), 9 (sull'esercizio abusivo della professione sanitaria), 10 (estensione al farmacista delle pene previste per il reato di commercio di sostanze dopanti), 11 (aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate in ospedale o in case di cura), 12 (formazione medico-specialistica). A quanto si apprende la maggior parte degli emendamenti sono stati ritirati o dichiarati decaduti.