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Modena : Ivan Zaytsev campione della Modena volley insultato sui social dai "No Vax" dopo aver vaccinato la figlia

ZaytsevVaccina la figlia e orgogliosamente pubblica la foto su twitter ma viene brutalmente assalito da orde di caproni NO Vax è successo a Ivan Zaytsev pallavolista della Modena volley dopo la vaccinazione della figlia contro la menignite la foto accompagnata dal testo "E anche il meningococco è fatto, bravissima la mia ragazza". Si è scatenato il putiferio, degli stuoli dei soliti terroristi da tastiera no vax e complottisti che hanno inondato la bacheca del giocatore della nazionale con insulti spregevoli del tipo : "Caro Zaytsev, pensa a giocare a pallavolo; migliaia di bambini sono morti a causa dei vaccini o sopravvivono gravemente danneggiati", un altro aggiunge "Zingaro, spero che Salvini ti rimandi al tuo paese".
L'opposto di Modena Volley ha risposto dicendo: "io oltre a giocare sono un padre che decide per i suoi figli e un essere umano libero di esprimermi". Ivan Zaytsev e sua figlia Sienna non sono solo il primo caso di vip insultati per aver vaccinato i figli o parlato pro vaccini è capitato tempo fa anche a jovanotti e anche al fondatore della Microsoft Bil Gates. Ragione da vendere la aveva Umberto Eco che in una delle sue ultime frasi aveva incensato i social network come momento aggregante ma affermo' che purtroppo aveva dato voce anche a stuoli di "imbecilli".
Solidarietà è arrivata da parte di di Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna: "A Ivan Zaytsev, leader della nazionale italiana, va un carissimo abbraccio: non solo è il benvenuto, ma a Modena e in Emilia-Romagna siamo onorati di accogliere e avere fra di noi un campione come pochi e una persona perbene quale lui è, e tutta la sua famiglia. Di accoglierli in una città e in una regione dove i valori della convivenza sono solidi e non certo rappresentati da coloro che hanno scritto frasi assurde e inaccettabili, peraltro coinvolgendo una bambina piccola: anche vigliacchi! E questo solo perché un padre ha vaccinato la figlia. Allo "Zar" mi permetto di dire anche grazie, per un gesto che è di responsabilità sociale e collettiva come quello della vaccinazione".

VACCINI: al 10 Luglio per l'iscrizione a scuola valida autocertificazione vaccinale per 1 anno

scuola thumb250 250Procastinare di un anno per poi valutare e rivedere la legge Lorenzin, questo il senso del provvedimento annunciato oggi dal Ministro della Salute Lorenzin alla Camera«Non una semplice proroga, ma una significativa semplificazione dell'onere documentale a carico dei genitori», ha detto il ministro della Salute un provvedimento amministrativo Salute-Istruzione che sarà presentato domani che non procastina la scadenza che rimarra' il 10 luglio ma introduce un autocertificazione delle avvenute vaccinazioni in sostituzione della certificazione di avvenuta vaccinazione come previsto. L'atto avrà validità di un anno. «un insieme di accorgimenti " ha continuato la ministra Grillo "che rendano, progressivamente, sempre più pacifico e meno conflittuale il rapporto tra cittadino e istituzioni sanitarie e scolastiche». Ed ha precisato che «la chiarezza è tanto più necessaria alla luce di numerose notizie, diffuse dai mezzi di informazione, in cui si racconta, con eccessiva leggerezza, di "proroghe" o di "congelamento di termini" l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 73 del 2017 non prescrive che venga necessariamente consegnato alle scuole un certificato di avvenuta vaccinazione, ma, più in generale, qualsivoglia documentazione che possa essere considerata "idonea" a comprovare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie ovvero la richiesta di vaccinazione all'Azienda Sanitaria».

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Vaccini: Ministero Salute via il limite del 10 Luglio prove di dismissione per l'obbligo della Lorenzin

vaccini44 thumb other250 250Nessuna ipotesi di cancellazione dell'obbligo di certificazione delle dieci vaccinazioni per essere iscritti a scuola ma stiamo preparando una sorta di proroga alla data del 10 luglio, termine ultimo per presentare l'autocertificazione per essere iscritti e frequentare la scuola inoltre, dovrebbero essere superate le sanzioni previste per gli inadempienti. . Ovvero resta l'obbligo ma per ora senza sanzioni. Lo precisa il ministero della Salute, d'accordo con il Miur, che sta lavorando velocemente ad un atto amministrativo con la proroga per presentare la documentazione comprovante l'effettuazione dei vaccini obbligatori per l'iscrizione alla scuola dell'obbligo per l'anno 2018/19. "Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore, capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall'altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell'impianto del decreto legge Lorenzin", aveva affermato in una nota recente Giulia Grillo.

DEF: Scotti (Fimmg) con nuove misure possibili 90 mila nuovi posti di lavoro

medicofamiglia thumb other250 250I medici di famiglia italiani cercano nuove strade per «contribuire al rilancio della professione, dare risposte ai nostri assistiti e aiutare ad abbattere le liste d'attesa e il sovraffollamento dei pronto soccorso. Ma anche a creare nuovi posti di lavoro: siamo 45 mila medici e, se avessimo in Finanziaria gli strumenti giusti, potremmo creare almeno 90 mila nuovi posti di lavoro assumendo uno o due collaboratori». Così Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, la Federazione nazionale dei medici di medicina generale, spiega all'Adnkronos Salute l'approccio che la Fimmg sta seguendo con il nuovo Governo. Atteggiamento «che non può essere solo guidato dalla dinamica del ministero della Salute, ma abbiamo l'esigenza - sottolinea Scotti - considerandoci una piccola 'impresà all'interno del Ssn, di avere delle risposte dalla Finanziaria e quindi dai ministeri dell'Economia e del Lavoro. Più personale e più attrezzature possono aiutare a ridurre la spesa del Fondo sanitario e recuperare investimenti». Sono giorni di incontri e discussioni per Scotti nei palazzi della politica romana. Interlocutori, appunto, i dicasteri della Salute, del Lavoro e il Mef. «Noi chiederemo al ministero della Salute - conclude Scotti - di farsi garante anche di una possibilità di colloquio con il ministro del Lavoro e dell'Economia».

CERTIFICATI DI MALATTIA: Bartoletti (Fimmg) ,stare a casa e curarsi è un diritto , ma non può diventare un incubo per chi lo deve certificare

medici99 thumb250 250"La sentenza della Corte dei Conti Umbria (n. 47 del 20 dicembre 2017) che addossa la colpa al medico di famiglia, reo di aver certificato la malattia di un dipendente pubblico, giudicandolo corresponsabile della condotta dolosa del dipendente che ha simulato, anche attraverso documentazione clinica, un lungo periodo di malattia, rende urgente una rivisitazione del sistema di responsabilità connesso alla certificazione". Lo dichiara il vice segretario nazionale vicario della FIMMG, Pier Luigi Bartoletti.
"E' ineludibile la necessità di rivedere un modello che scarica sul medico di famiglia le inefficienze di un sistema caricandolo di oneri e responsabilità burocratiche sempre più collidenti con il suo impegno di medico, togliendo tempo ed energia al lavoro clinico – sottolinea Bartoletti -. E' ora che l'autocertificazione dei primi tre giorni, da disegno che giace da anni alle Camere, diventi legge. Questo aiuterebbe a responsabilizzare il lavoratore ed a dare ai medici certificatori la possibilità di lavorare con più serenità concentrandosi sulle malattie più serie e diagnosticabili. Mentre nel codice penale militare è un reato simulare un "infermità" per evitare il servizio ed ingannare il medico militare, sembra che tra i "civili" farsi "buggerare" da un furbacchione diventi una colpa per il tapino che ci capita – prosegue Bartoletti -. Oltre l'amarezza nel leggere tali cose, rimane il fatto che si evidenzia una inefficienza dei controlli, che però non viene nominata. In sei mesi di malattia perlomeno qualcuno avrà verificato fiscalmente la presenza o meno di tali patologie, se nessuno l'ha fatto c'è da chiedersi perché, se qualcuno invece l'ha fatto allora cosa c'entra il medico di famiglia? Sparare sul più debole della filiera di responsabilità in merito alla certificazione è un pericoloso modo di fare. Intimorisce chi tutti i giorni, certificando la malattia, tutela un diritto del cittadino, innescando così pericolose quanto umane dinamiche difensive a scapito sia del cittadino che del sistema stesso. È un fatto che tutta la certificazione di malattia ricada sulle spalle della nostra categoria, determinando un considerevole aggravio di compiti e responsabilità senza alcuna tutela nei confronti di eventuali furbacchioni, ma anzi pure il rischio di essere condannati per avere in buona fede certificato una malattia. Bisogna rivedere la materia e la norma, perché, se stare a casa e curarsi è un diritto del lavoratore, questo non può diventare un incubo per chi lo deve certificare" conclude Bartoletti.

RAPPORTO MEV: FNOMCeO 90 mila morti all'anno per l'assenza di prevenzione primaria, solo garantendo alti livelli di equità è possibile evitarle

medicoSono circa 105 mila le morti evitabili ogni anno nel nostro Paese, ovvero i decessi avvenuti prima dei 75 anni per cause prevedibili o trattabili con interventi di prevenzione primaria, diagnosi precoce o altre forme di assistenza sanitaria. E quasi 90 mila decessi all'anno sono dovuti alla mancanza di prevenzione primaria, quella, cioè, basata su interventi mirati a evitare a monte l'insorgenza di una malattia, per esempio a partire dall'adozione di corretti stili di vita. Sono alcuni dei dati emersi dalle statistiche diffuse a gennaio dal Rapporto MEV (i) – quelli relativi alle morti evitabili – e, in questi giorni, da EuroStat (riferiti ai decessi per mancanza di prevenzione primaria registrati nel 2015 e analizzati secondo i criteri della mortalità evitabile).
Dal Rapporto MEV (i) si evincono chiare differenze regionali relativamente alla mortalità evitabile (prevenibile e trattabile): in cima alla classifica si situa il Trentino Alto Adige, mentre l'ultimo posto è occupato dalla Campania. I grafici a corredo del Rapporto (p.p. 2-3) mettono in luce come Campania, Sicilia e Lazio riportino valori di mortalità evitabile oltre la media nazionale per entrambe le componenti, mentre Trentino Alto Adige, Veneto, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Umbria, Liguria registrino invece valori al di sotto della media nazionale.
La diffusione di questi numeri – cui è importante dare la massima evidenza, per rendere consapevoli i cittadini sulla gestione della propria salute – è un'occasione per rilanciare l'azione della medicina generale a quarant'anni dalla Dichiarazione di Alma Ata del 12 settembre 1978, che rappresentò il culmine della I Conferenza Internazionale sulla Primary Health Care convocata dall'Organizzazione mondiale della Sanità e dall'Unicef e che vide per la prima volta nella storia della sanità mondiale i rappresentanti di 134 Paesi e di 67 organismi internazionali e organizzazioni non governative insieme per discutere sul ruolo della prevenzione primaria. La Dichiarazione sottolinea come l'assistenza sanitaria primaria abbia un ruolo chiave nella riduzione delle disuguaglianze di salute – sia all'interno delle singole nazioni, sia fra paesi sviluppati e in via di sviluppo – e nella promozione e la tutela della salute degli individui, indispensabili per il miglioramento della qualità della vita, lo sviluppo economico e sociale, la pace mondiale.
"I dati diffusi dal Rapporto MEV (i) e da EuroStat mettono ancora una volta in luce quanto gravano le disuguaglianze di salute fra il Nord e il Sud del Paese", afferma Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. "Per fare prevenzione primaria e ridurre le morti evitabili è necessario innanzitutto garantire l'equità di accesso al Servizio Sanitario Nazionale".
"L'assistenza primaria rappresenta il cardine di un'organizzazione che intende garantire elevati livelli di equità: consente, infatti, a tutti i cittadini di accedere gratuitamente ai programmi di prevenzione primaria e relativi all'adozione di corretti stili di vita. In questo quadro, la carenza di medici di medicina generale – di cui si prevede una drammatica riduzione nel prossimo futuro – rappresenta la maggiore fonte di preoccupazione per un ulteriore accrescimento delle disuguaglianze nel nostro Paese".