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VACCINI OBBLIGATORI: Pubblicata dal Ministero della Salute la circolare applicativa del decreto vaccini (convertito con modifiche dalla legge 31 luglio 2017, n. 119)

vaccinazioneee thumb other250 250Il Ministero della Salute ha pubblicato la circolare applicativa del decreto vaccini (convertito con modifiche dalla legge 31 luglio 2017, n. 119) con le prime indicazioni sulle vaccinazioni obbligatorie in data 16.8.2017

Ecco i punti salienti:

Niente nido o materna per i non vaccinati

«La sanzione estingue l'obbligo della vaccinazione - si legge nella circolare - ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell'infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l'anno di accertamento dell'inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all'adempimento dell'obbligo vaccinale».

Divieto non valido per scuola dell'obbligo

Il divieto di iscrizione ai non vaccinati non vale, invece, per la scuola dell'obbligo. «Diversamente, per gli altri gradi di istruzione, e precisamente per quelli dell'obbligo - si legge sempre nella circolare - la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale) o agli esami».
I minori non vaccinabili per ragioni di salute, spiega la nota, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati. «Inoltre, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie comunicheranno alla Asl, mediante modalità operative decise localmente dalla Asl, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati».

Per evitare vaccini serve il certificato medico
La circolare spiega inoltre che «le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell'individuo, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l'effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni». Condizioni cliniche che «devono essere attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta - dice ancora la circolare - e coerenti con le indicazioni fornite dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità».

Notifica di malattia per chi è immune

Per chi è immune per aver contratto la malattia, precisa inoltre il documento, la possibilità di omettere la vaccinazione deve essere provata presentando copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla Asl dal medico curante, oppure producendo l'attestazione di « avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale» rilasciata sempre dal medico di base o dal pediatra.
La circolare esplicativa contiene anche i modelli per l'autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell'adempimento delle vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione a scuola.

Gli obblighi per operatori scolastici e sanitari

Secondo quanto stabilito dalla circolare, poi, anche gli operatori scolastici e sanitari dovranno presentare ai datori di lavoro una dichiarazione sul proprio status vaccinale. E inoltre «si ricorda- scrive il ministero - l'importanza della vaccinazione degli operatori sanitari e degli studenti dei corsi dell'area sanitaria, soprattutto quelli frequentanti i reparti a maggior rischio (quali ad esempio neonatologie, oncologie, geriatrie)». E «a tale scopo - continua la circolare - è opportuno effettuare tra operatori e studenti campagne soprattutto per la promozione delle vaccinazioni per morbillo, parotite, rosolia, pertosse, varicella, epatite B e influenza, verificandone, laddove necessario, l'immunocompetenza».

Fomte Sole 24 Ore

LA CIRCOLARE DEL 14 Agosto 2016

LA CIRCOLARE DEL 16 Agosto 2016

DDL CONCORRENZA: Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 189 del 14 agosto 2017

6462f1d3ce571673413ec4545f307474 249637Oltre al provvedimento che rivoluzionerà' il mondo delle farmacie prevedendo l'ingresso delle società di capitali,  e la regolamentazione dell'attivita' di Odontoriatria e societa' operanti nel settore odontoiatrico, vengono modificati alcuni articoli delle assicurazioni private nell'attivita' professionale istituendo la tabella unica nazionale per i risarcimenti da formalizzare entro 120 giorni con decreto.
Mentre per la responsabilità civile derivante da attività professionale, nelle condizioni generali delle polizze dovra' essere inserita l'offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti dovuti alla responsabilità che si è verificata nel periodo di operatività della copertura (La Commissione Industria in sede referente ha esteso la previsione alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della legge). Per le professioni con membri iscritti ad un ordine professionale o collegio obbligo di indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni, al fine di assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell'utenza.

IL TESTO DEL DDL CONCORRENZA IN GAZZETTA

CARENZA MEDICI: Sempre meno medici di famiglia, il record negativo è a Nordest

medicoscrive(IL GAZZETTINO) di Valeria ArnaldiMedici e sindacati avevano avvertito: il 2017 sarà un anno nero. E si toccherà la cifra di 11 milioni di italiani senza dottore. Così, anno dopo anno, ci siamo arrivati. Ed entro il 2023 i milioni di cittadini scoperti saranno venti. I medici di base, in Italia, non sono abbastanza per provvedere alle esigenze dei possibili pazienti. Durante l'estate, in particolare ad agosto, il problema si mostra in tutta la sua evidenza e gravità. Gli studi sono aperti sulla carta, come previsto, ma spesso eccessivamente affollati con conseguenti ricadute in termini di attesa, orari, difficoltà per avere un appuntamento, assistenza sbrigativa.

I primi a non riuscire a trovare dottori liberi, per paradosso, sono i dottori stessi, alla ricerca, spesso vana, di sostituti per i giorni di ferie. Sono i numeri a dirlo. Quasi il 50% dei medici di famiglia stabilisce turni con i colleghi per sostituirsi vicendevolmente. Il 90% ha ridotto il periodo di ferie, arrivando in molti casi a dimezzarlo. E se nelle città, nella gran parte dei casi, si riescono a trovare soluzioni per ovviare alla carenza di professionisti, la situazione si fa critica nei piccoli centri rurali e montani.
«Il contratto nazionale prevede che l'offerta medica non subisca variazioni nel periodo estivo, ma negli ultimi anni trovare sostituti è diventato decisamente difficile - dice Silvestro Scotti, segretario generale nazionale Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia - Mancano i medici: migliaia sono impegnati nei corsi di formazione postlaurea e non tutti danno la loro disponibilità a fare sostituzioni. A questi vanno aggiunti i pensionamenti. Entro il 2023, andranno in pensione tra 20mila e 25mila medici ma il sistema ne forma, ogni anno, soltanto 700/800. Procedendo a questo ritmo occorrerebbero circa trent'anni per riequilibrare la situazione».

«E il 90% dei medici ha contratto sensibilmente il periodo di ferie, facendo vacanze di due settimane e spesso dividendole in periodi diversi, mentre fino a dieci anni fa lo stop era spesso di un mese intero. Quasi uno su due ricorre a un meccanismo di vicendevole sostituzione, nel Nord si arriva al 100%, ma, dove questo non è possibile, si può giungere pure a soluzioni onerose per il dottore, costretto a super-pagare un giovane che prenda il suo posto pur di esercitare il diritto a un periodo di ristoro psico-fisico».

Nel 2007, la Federazione aveva dato l'allarme, stimando appunto, in undici milioni il numero di italiani che sarebbero rimasti senza dottore nei successivi dieci anni, ossia entro quest'anno. E ora quell'allarme si rivela in tutta la sua concretezza. Le zone dove si registrano i disagi maggiori, secondo la Fimmg, sono Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige. E le regioni dove, nei prossimi sette anni, sono attesi più pensionamenti sono Lombardia, dove saranno 2776, Veneto, con 1600, Piemonte con 1173. In Liguria, tra cinque anni, sarà il 67% dei medici di base ad andare in pensione.

112: il numero unico delle emergenze in tilt per colpa degli incendi

incendio-boschivo(Repubblica) di MICHELE BOCCI Un incendio di sterpaglie e la centrale inizia a zoppicare, cinque o dieci incendi e va in tilt. Il 112, numero unico che doveva cambiare in meglio i sistemi di emergenza, è ancora lontano dall'aver portato una svolta. Non solo perché è attivo solo in alcune regioni ma anche perché dove è presente talvolta sembra aver peggiorato le cose. Venerdì scorso al Viminale c'è stata una riunione straordinaria per discutere del caso Roma, dove a tanti cittadini sono toccate estenuanti attese prima di parlare con un operatore.

Il caso della morte di Gianfranco Ruggiu denunciato da Repubblica

La riforma Europea
Lo chiamano uno-uno-due per distinguerlo dal 112 dei carabinieri. È il Nue, "numero unico di emergenza" che da anni l'Europa ha chiesto all'Italia di attivare per gestire le chiamate di chi ha bisogno dell'ambulanza, dei vigili del fuoco o della forze dell'ordine. Una sala operativa di primo livello che smista poi le telefonate a quelle di secondo. La prima ad istituirla, nel 2010 quando già il nostro Paese era stato sanzionato per i ritardi, è stata la Lombardia. Adesso la Regione, con 3 centrali, è il punto di riferimento. Nel 2015 è partita Roma, nella zona del prefisso 06, poi quest'anno Liguria, Piemonte, Sicilia orientale, Trentino e Friuli.

A cosa serve
Dove il Nue è attivo, chi fa un qualunque "vecchio" numero di emergenza viene indirizzato automaticamente alla centrale unica, che dovrebbe servire soprattutto a tre cose: localizzare la richiesta grazie al Ced (centro elaborazione dati) del Viminale, compilare la scheda anagrafica di chi chiama, tagliare le richieste improprie. L'ultimo punto è fondamentale, si stima infatti che il 30-40% delle telefonate ai numeri di emergenza sia per avere informazioni o comunque per motivi non urgenti. A 112, 113, 115 e 118 dovrebbero essere girate solo chiamate per le quali l'intervento è necessario. In Lombardia in media la centrale unica fa tutto in 50 secondi.

Le mie tre inutili chiamate nell'arco di un mese

Il caso Roma
Quest'estate i tracolli del Nue della capitale sono frequenti. Le attese per chi telefona certi giorni sono lunghissime per due motivi. Il primo ha a che fare con il numero degli operatori, che non sarebbe sufficiente. E infatti si è deciso di assumere. Il secondo, il più grave a detta degli esperti, sono gli incendi. Come sottolineano dalla centrale, nelle altre stagioni arrivano in media 350-400 chiamate al giorno da girare al 115. Quest'estate si è saliti in certi casi a ben 5mila. In un'ora i telefoni possono squillare anche 1.200 volte. Questo perché tanti di coloro che passano vicino a un incendio, anche 100 alla volta, telefonano per segnalare. Il sistema così va in tilt, perché la centrale del Nue non è in grado di rispondere a tutti subito, e a cascata entra in crisi anche il 115. Centinaia di chiamate restano in attesa e ne fanno le spese gli altri servizi di emergenza, a partire dal 118. Alla riunione del Viminale si è deciso di non passare più ai pompieri tutte le telefonate che arrivano per lo stesso evento, come si faceva fino ad ora, e di liquidarle prima possibile.

Le Altre aree critiche
Forse Lombardia a parte, nessun Nue ha evitato polemiche riguardo a problemi e falle. A Torino a fine luglio l'annegamento di un bambino di 10 anni ha fatto partire all'attacco il sindacato autonomo dei pompieri Conapo: "I vigili del fuoco sono stati avvertiti ben 15 minuti dopo la richiesta di soccorso al 112". Il dato è contestato dalla Regione. In Sicilia lo Smi, il sindacato dei medici più forte nei 118 descrive una situazione delicata. "I cittadini ci dicono che i tempi di risposta si sono allungati parecchio con la centrale unica - dice Emanuele Cosentino - Ci vogliono anche 4 minuti per passare la chiamata dal 112 al 118. E poi talvolta ci vengono dati interventi non di nostra pertinenza, magari risse per le quali ci vogliono i carabinieri. Il numero unico andava fatto ma così, anche nel resto d'Italia, è un'esperienza negativa". Punta sulla formazione degli operatori Felice Romano, segretario del sindacato di polizia Siulp. "Ci sono problemi con i centralinisti "laici" - dice. Insieme a loro in centrale ci vorrebbero anche persone formate per i vari tipi di emergenza, da vigili del fuoco a sanitari e forze dell'ordine. Solo loro hanno l'esperienza per inquadrare i vari casi. Senza una formazione specifica finisce che è come se rispondesse un disco e basta". Disco che purtroppo in molti conoscono bene.

RESPONSABILTA' PROFESSIONALE : Aperte le iscrizioni delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche all'elenco istituito al Ministero della salute per elaborare le linee guida

medicoscrive copy thumb medium250 250E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale n. 186 del 10 agosto 2017 il decreto 2 agosto 2017 che istituisce e regolamenta l'elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, che avranno il compito di elaborare le linee guida cui gli esercenti le professioni sanitarie si devono attenere nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie.
Le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie interessate, entro il termine di 90 giorni, a decorrere dalla pubblicazione in GU, possono presentare istanza di iscrizione all'elenco, utilizzando il seguente modulo di iscrizione:
Istanza per l'iscrizione all' elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie (pdf. 2Mb)
Il decreto attua quanto previsto dall'art. 5 della legge n. 24 del 2017 sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale sanitaria e stabilisce che le società e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, ai fini dell'iscrizione nell'elenco, devono possedere i seguenti requisiti:
rilevanza di carattere nazionale, con sezione ovvero rappresentanza in almeno dodici regioni e province autonome, anche mediante associazione con altre società o associazioni della stessa professione, specialità o disciplina
rappresentatività di almeno il 30% dei professionisti non in quiescenza nella specializzazione o disciplina, previste dalla normativa vigente, o nella specifica area o settore di esercizio professionale. Per i medici di medicina generale è richiesto un requisito di rappresentatività di almeno il 15% dei professionisti
atto costitutivo redatto per atto pubblico e statuto, dai quali si evincano gli elementi di cui all'art.2, comma 2 del decreto medesimo

Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione all'elenco consulta la scheda servizi:

Iscrizione nell'elenco di società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie

Consulta anche la pagina dedicata all' Elenco delle società scientifiche e associazioni-tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie nell'area tematica Professioni sanitarie

MORBILLO: prosegue l'epidemia: 86 nuovi casi in una settimana

morbillo6686 nuovi casi che portano a quota 4.087 i casi dal 1° gennaio ad oggi, tre i decessi, prosegue l'epidemia di morbillo. Nell'89% dei casi si tratta di persone non vaccinate, il 6% ha ricevuto una sola dose di vaccino. L'età media dei colpiti dalla malattia è di 27 anni. Ben 277 i casi di morbillo fra gli operatori sanitari. Il 35% delle persone che hanno contratto la malattia ha avuto almeno un complicanza, diarrea nel 21,3% dei casi, ma anche Cheratocongiuntivite (12,5%), Polmonite (10,4%), Epatite (10,9%), Otite (5,9%), Insufficienza respiratoria (8,4%), convulsioni (0,3%), encefalite (0,1%), il 22% hanno dovuto fare ricorso al Pronto Soccorso e il 42% sono stati ricoverati. Nel solo mese di luglio i casi registrati sono stati 395. Lo scorso anno erano stati 45 e nel 2015, 18.