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CARENZA MEDICI: A Roma, in tre anni mille medici di famiglia in meno

mediciepc(Radio Colonna) Il Lazio rischia di andare letteralmente in apnea per quanto i riguarda i medici di famiglia. Da qui a tre anni, infatti, ci saranno 3.500 medici contro i 4.400 attuali. Un taglio nettissimo, dovuto in principal modo ai pensionamenti, non sostituiti però da nuovi ingressi. Per Pierluigi Bartoletti, segretario a Roma dell'organizzazione di settore Fimmg, il problema riguarderà "in principal modo i piccoli comuni, per quelli montani o isolati, per questi la situazione rischia di essere disastrosa. E allora alla fine sarà necessario importare i medici dall'estero". "E' necessario garantire l'accesso al servizio pubblico – dice Bartoletti – Altrimenti finirà che chi può si pagherà le prestazioni mediche. In sostanza, come negli Stati Uniti. Faccio notare da alcuni anni l'accesso all'intramoenia è in crescita". Già adesso sempre più persone, visto il numero di coloro in povertà, rinunciano a curarsi. Il pericolo? Che le malattie si cronicizzino, con costi sempre più elevati per il sistema, e un calo delle aspettative di vita. Un calo che, tra l'altro, le statistiche hanno già registrato. A Roma e nel Lazio, secondo la ricerca di Osservasalute, l'aspettativa di vita si avvicina agli 83 anni, meno se si guarda a Milano (83,5) o a Torino (83,7), e comunque di più che a Napoli (80) o Palermo (81,8). E' poi da notare che nella Capitale si vive in media sei mesi in più rispetto al resto della regione. Dunque, in Italia, e anche nel Lazio, si vive piu' a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita piu' bassa al Sud o se non si raggiunge la laurea. Tra le motivazioni alla base della piu' alta mortalita' al Sud gia' alla presentazione del proprio rapporto l'Osservatorio aveva individuato fattori come la scarsa prevenzione, diagnosi piu' tardive, una minore disponibilita' di farmaci innovativi ed una minore efficacia ed efficienza delle strutture sanitarie, ma anche gli stili di vita.

L'INFLUENZA : coda lunga incidenza nel Lazio 6.33 per mille aumentati i casi nei vaccinati vper colpa dello yamagata

influenza1(Affari Italiani) di Luca Lotti L'influenza quest'anni ha la coda lunga, resterà in campo ben oltre la data delle elezioni politiche del 4 marzo. E' ancora ben piazzata, 8.8 per mille abitanti, ma secondo gli esperti, i suoi virus resteranno in giro per altre settimane, forse un mese.
Fino ad oggi ha colpito e con grande virulenza quasi sette milioni di persone ma non escluso arrivi agli otto. I rapporti dell'Istituto superiore di sanità denunciano che i casi gravi sono stati 588, di questi 115 hanno provocato il decesso dei pazienti, undici erano bambini. L'influenza ha colpito in modo serio 12 donne incinte e due di queste sono morte.
Maria Corongiu responsabile regionale dei medici di medicina generale aderenti alla Fimmg del Lazio conferma: "Quest'anno l'influenza è stata di particolare intensità favorita dalla parziale e scarsa copertura vaccinale assicurata dal trivalente che non fronteggiava il virus B/Yamagata quello con piu carica infettiva. A rimetterci son stati i bambini ed i giovani".
Ad oggi nel Lazio l'incidenza complessiva è di 6.33 casi per mille abitanti. Nel caso dei bambini da 0 a 4 anni però questo dato balza al 20.71 per mille, mentre i ragazzi fino a 14 anni alle prese con la sindrome influenzale sono ancora l'11 per mille.
Fuori dalla coda dell'influenza gli anziani. Il rapporto influent certifica che durante la sesta settimana del 2018, circa il 73% dei casi di sindrome simil-influenzale riferisce di non essere stato visitato da un medico del Servizio sanitario nazionale ma di aver avuto una sindrome simil-influenzale. Sono bene 634 mila invece i casi di sindrome simil-influenzale che si sono rivolti al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, per un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 6,7 milioni.
In questo periodo restano dominanti i ceppi di tipo B, per lo più appartenenti al lineaggio B/Yamagata, quello piu virulento il cui antidoto era contenuto solo nel vaccino quadrivalente che le Regioni però hanno acquistato in minore quantità. Dall'inizio della stagione di sorveglianza virologica, i virus di tipo B hanno rappresentato nel complesso il 65% del totale.

RIABILITAZIONE: il 90% delle cartelle non regolari la Regione chiede indietro i soldi alle cliniche polemica con i medici "non siamo truffatori"

ricovero-anzianiIl 90% delle cartelle cliniche di pazienti trattati in cliniche e centri di riabilitazione convenzionati del Lazio a detta dei controlli effettuati dai funzionari regionale che hanno bocciato la maggior parte degli incartamenti esaminati dal 2009 a oggi sono 250 milioni per 2.500 posti che la Regione vorrebbe indietro. I medici pero' non ci stanno "noi non siamo tutti truffatori, nè incompetenti" "I controlli non possono essere solo burocratici, basandosi sulle ore di riabilitazione fatte al giorno, se in cartella clinica c'è scritto 2 ore e 55 minuti la riabilitazione non viene pagate e se c'è scritto 3 ore viene pagata. Bisogna tenere conto della qualità». controbatte Carlo Damiani, segretario regionale della Simfer Società Italiana medicina fisica e riabilitativa" Ma dalla Giunta replicano "Stiamo solo applicando un decreto del 2012 che ha avuto numerose pronunce favorevoli del Consiglio di Stato sia sulle modalità di applicazione che sulla retroattività" la stessa regione contesta anche i numeri . «La cifra delle sanzioni elevate per inappropriatezza delle prestazioni erogate verso le strutture accreditate è stato di 33 milioni nel 2012 e di 22 milioni nel 2013». E negli anni successivi il trend «è in progressiva riduzione per una migliore appropriatezza, quindi sono destituite di ogni fondamento le cifre e i numeri diffusi dalle associazioni dei medici». Duro anche Walter Santilli del Collegio dei professori universitari: «Siamo il bancomat della Regione che con noi ripiana i debiti». Pier Luigi Bartoletti, vice presidente dell'Ordine dei Medici di Roma e provincia, interviene e si offre come mediatore.

VACCINI. Zingaretti, raccomandazioni non bastano , serve l’obbligo

vaccini44 thumb other250 250"Non basta la raccomandazione sui vaccini per tutelare la salute pubblica, come dice il Movimento 5 stelle". Così Nicola Zingaretti, Governatore uscente della Regione Lazio intervenendo questa mattina a Non Stop News su Rtl 102.5. "In quest'ottica poi ci sono sfere che riguardano l'interesse di tutti, allora la sicurezza di tutti deve prevalere sul singolo. Non basta la raccomandazione per tutelare la salute pubblica. Ci vuole l'obbligo. Anche perche' se scoppia emergenza poi non si deve dire, dovevamo pensarci prima"

ACCORDO REGIONALE LAZIO: la circolare applicativa

medicoLa Regione Lazio ha diffuso la circolare applicativa GR-11 44 con le prime istruzioni operative l'accordo regionale sottoscritto dalla OOSS e pubblicato l' 11 Gennaio sul Burl (leggi QUI)

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FIMMG LAZIO: ottimo il raggiungimento del 97 % delle coperture vaccinali nella Regione

vaccini44COMUNICATO STAMPA "Il 97 % delle coperture vaccinali nella nostra Regione è un ottimo obiettivo da mantenere nel tempo ed una messa in sicurezza contro le malattie che pericolosamente si stavano riaffacciando" questo il commento di Maria Corongiu Segretario regionale della Fimmg Lazio alla notizia diffusa in queste ore dalla Regione Lazio del raggiungimento del 97% delle coperture vaccinali per quelle obbligatorie dopo l'introduzione della Legge Lorenzin sui vaccini. "In un momento in cui si leggono sterili polemiche sulla necessita' di un obbligo, questo risultato parla chiaro e dimostra l'efficacia di un provvedimento." "Dobbiamo anche correttamente dire che i bambini non vaccinati alla data del 10 marzo 2018 ma prenotati per l'effettuazione delle vaccinazioni presentano il requisito d'accesso e di conseguenza possono frequentare. Qualsiasi altra posizione costituisce non solo violazione della Legge ma sopratutto interferisce con gli obiettivi in essa contenuti di aumentare le coperture vaccinali al fine della tutela collettiva della salute. Ricordiamo anche che i certificati vaccinali saranno trasmessi direttamente dalle ASL alle scuole." "In tutto questo non dimentichiamo di sottolineare l'importanza delle vaccinazioni anche nell'adulto," conclude Maria Corongiu " Sopratutto nei soggetti a rischio per concomitante patologia cronica, come per esempio la vaccinazione contro l'Influenza di cui vediamo attualmente purtroppo l'impatto pesantissimo nella popolazione, contro le malattie da Pneumococco, che spesso sono complicanza dell'Influenza, contro l'Herpes zoster, senza dimenticare i richiami per Tetano, Difterite, Pertosse."

SETTECAMINI: Al via l'ambulatorio weekend e festivi

ambulatorio-settecaminiIl nuovo ambulatorio si trova in via Rubelia 2 a Roma, zona Settecamini: offre servizi importantissimi come lo sportello polifunzionale (CUP), il Centro Prelievi, il programma di screening del colon retto, l'ambulatorio di cardiologia e l'ambulatorio infermieristico ed altre attività si aggiungeranno nei prossimi mesi."Arriviamo a quota 30 ambulatori aperti nei weekend e festivi." Ha dichiarto il presidente Nicola Zingaretti "Questi anni non sono stati solo quelli del risanamento, ma anche quelli della costruzione di nuove reti e di nuovi servizi. Gli ambulatori aperti nei fine settimana e nei festivi sono stati una delle grandi innovazioni che abbiamo portato nel Lazio, grazie all'accordo con i medici di medicina generale. Ora, sempre con i medici di medicina generale, facciamo un passo in più: da quest'anno i poliambulatori saranno infatti aperti anche nei prefestivi."