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IDI: crac milionario, a Roma 24 rinviati a giudizio al via il processo

 idi(di Marco Maffettone) (ANSA) -MAG - Per il dissesto milionario delle casse dell'Idi, Istituto Dermopatico dell'Immacolata, in 24 dovranno affrontare un processo. Lo ha deciso oggi il gup di Roma comminando anche due condanne in abbreviato e dando il via libera ad una decina di patteggiamenti. Le casse dell'Istitutosecondo l'accusa furono oggetto di una sistematica attività di saccheggio tra il 2007 ed il 2012. Tra i rinviati a giudizio anche padre Franco Decaminada, consigliere delegato dell'Idi già incaricato della gestione del comparto sanità fino al dicembre 2011. Il processo è stato fissato al prossimo 16novembre davanti ai giudici della nona sezione penale.
La procura contesta, a seconda delle posizioni, la bancarotta fraudolenta, l'emissione e utilizzo di fatture false e l'occultamento di scritture contabili e riciclaggio. Tra i rinviati a giudizio anche Domenico Temperini, ex amministratore di Idi-Farmaceutici nonché direttore generale pro-tempore di Idi-Sanità, e Antonio Nicolella, ex membro del Cda del Consorzio Servizi Ospedalieri. Tutti, a cominciare da Decaminada, furono arrestati nell'aprile del 2013. Il gup Fabio Mostarda ha anche disposto una assoluzione e alcuni proscioglimenti su reati oramai prescritti. Gli abbreviati riguardano Pio Bastoni, rappresentante legale di una società, condannato a 3 anni e 4 mesi per bancarotta e Carmelina Santagati, anch'essa rappresentante di una società, condannata ad 1 anno e 8 mesi per lo stesso reato. Assolto, invece, Mario Russo, amministratore unico di un'altra azienda, che era accusato di un reato tributario. Numerosi gli episodi di distrazione dei fondi ai danni della  Congregazione citati nel capo di imputazione. L'inchiesta prese le mosse da un esposto nel quale  alcuni dipendenti dell'Idi lamentavano il mancato versamento degli stipendi e segnalavano una serie di incongruenze nella gestione amministrativa della struttura sanitaria. Gli accertamenti, nel maggio
2013, sfociarono in un maxisequestro di beni per sei milioni di euro riconducibili a Decaminada e Temperini. Un passivo patrimoniale pari a circa 845 milioni di euro, distrazioni di disponibilità per  oltre 82 milioni di euro, un indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed un'evasione fiscale di oltre 450 milioni di euro: è quanto accertato dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza nel corso delle indagini svolte dal pm Giuseppe Cascini.