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LISTE D'ATTESA: Lazio,8 su 10 rifiutano di anticipare la visita

 fileasl33 thumb medium250 250(Corr. Sera) di Margherita De Bac Ha risultati sorprendenti il parziale bilancio (100mila)del piano riduzione liste di attesa avviato dalla Regione Lazio. Come si spiega che il 78,98% dei pazienti non colgono al volo l'occasione offerta sul piatto d'argento di accorciare i tempi?
«No grazie, l'appuntamento mi va bene così». Otto cittadini su dieci danno questa risposta agli operatori delle Asl che chiamano per proporre di anticipare la data di una visita o un esame diagnostico non urgente che risulta prenotato oltre i tempi massimi di tre mesi. Ha risultati sorprendenti il parziale bilancio (100mila)del piano riduzione liste di attesa avviato dalla Regione Lazio. Come si spiega che il 78,98% dei pazienti non colgono al volo l'occasione offerta sul piatto d'argento di accorciare i tempi?
Le spiegazioni possono essere diverse. C'è un problema che comincia a monte, cioè dalla prescrizione del medico. E' noto il fenomeno della medicina difensiva. Considerata la facilità degli assistiti nel denunciare chi ritiene lo abbia curato male, i medici si difendono indicando sulla ricetta controlli e analisi non necessari, cautelativi. Il 30% non sarebbero appropriati. Di conseguenza il fiume delle richieste si ingrossa e i tempi di attesa slittano. In larga parte si tratta però di appuntamenti differibili. L'ingorgo delle liste, sembra di capire, non esisterebbe se le agende dei Cup (centri unici prenotazione) fossero distinte tra urgenze (da smaltire entro 72 ore), differite (3 mesi) e controlli programmati. I dati preliminari sono molto interessanti e meritano una riflessione per ristrutturare tutto il sistema. L'augurio è che la giunta Zingaretti faccia di tali evidenze virtù.