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ACILIA: «L'ospedale di comunità verrà chiuso» Da giugno lavoro a rischio per 18 infermieri

 merryChiusura il 30 Aprile per l'ospedale di comunita' di Acilia, la notizia riportata oggi sul quotidiano IL MESSAGGERO è dovuta alla spending review interna alla ASL 3 .«L'ospedale di comunità verrà chiuso» , si legge nell'articolo " Da giugno lavoro a rischio per 18 infermieri Rischia di chiudere dal 30 aprile l'ospedale di Comunità» di Acilia. Si tratta di un presidio della Asl Roma 3 allestita all'interno della struttura sanitaria "Merry House", gestita da 18 infermieri e medici a guardia fissa e creata per supportare l'ospedale Grassi di Ostia nei ricoveri più lievi o a degenza più lunga. Un servizio che permette ad anziani e a pazienti che non necessitano di cure intensive ma che hanno bisogno di riposo o terapie riabilitative di essere assistiti h24. Il tutto a spese della Asl che, però, causa «spending review», ha deciso di tagliare il servizio. In una nota, l'azienda sanitaria ha comunicato che entro il 30 aprile il servizio sarà soppresso.
A rischio di conseguenza i 18 lavoratori che operano all'interno dell'ospedale di comunità. «L'ospedale di comunità ribadiscono i medici di famiglia svolge una funzione intermedia tra il domicilio e ii ricovero ospedaliere ed è dedicato a pazienti che, per un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, hanno bisogno di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che vengono ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio stesso e hanno bisogno di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio. Chiuderlo sarebbe aggravare la cronica emergenza di posti letto dell'ospedale Grassi». «Sopprimere questo servizio - proseguono i camici bianchi - significa mandare a casa i pazienti che attualmente sono ricoverati e per di più in un periodo di festa. Se dimessi in anticipo, dove andranno? E assurdo». Del caso è stato interessato anche l'assessore alla Sanità della Regione Lazio che ha promesso un suo intervento al più presto.